sabato 30 aprile 2022

Un Saluto da Stoccolma

 


Una testimonianza diretta dal paese che ci divertiamo a demonizzare e insultare. Sarà perché ci dovremmo vergognare se facessimo un serio confronto? (Grazie a Daniele Caruso per la Segnalazione)



https://www.soloriformisti.it/un-saluto-da-stoccolma/

Un saluto da Stoccolma…

Una testimonianza diretta dal modello liberale scandinavo nella gestione della pandemia. Quassù l’inflazione sul costo della vita è ora molto più bassa perché il lavoro, la fiducia e le relazioni sociali ed economiche non sono stati rovinati da estreme ed onerose misure anticovid.

Con la mia famiglia italo-svedese abbiamo sempre vissuto e lavorato a Firenze. Da giugno 2020 abbiamo ritenuto di spostarci temporaneamente a Stoccolma – pur con grandi sacrifici. Lo abbiamo fatto soprattutto per garantire una vita scolastica e sociale normale ai nostri figli. Come facciamo noi genitori, proviamo a mettere al primo posto la salute mentale dei propri figli, se possibile. E noi due, potendo lavorativamente farlo, lo abbiamo fatto, pensiamo con successo. Tra poche settimane torneremo a casa nostra definitivamente.

Fin dall’inizio dell’epidemia, non siamo stati interventisti del lockdown duro e siamo rimasti molto spaventati dal diffuso consenso di molti ad un tale livello di severità, intravedendo il rischio che il superamento di così tanti limiti avrebbe avuto gigantesche conseguenze psicologiche e quindi politiche per lunghissimo tempo. Abbiamo invece sempre ascoltato l’avviso scientifico delle agenzie di sanità scandinave, che hanno ispirato l’azione dei governi nordici per politiche di contenimento dell’epidemia ben più caute, immensamente meno costose per le tasche dei cittadini e le finanze pubbliche, e soprattutto – ora lo possiamo dire – perfino più efficaci nel contenimento dell’impatto del covid sulla generale mortalità annuale in eccesso. (Nella classifica di questo fondamentale indicatore, la Svezia è fra i migliori paesi europei sia nel 2020 che nel 2021, come verificabile su Eurostat, l’ufficio statistico ufficiale dell’Unione Europea).

I leader scandinavi non hanno attuato politiche anticovid draconiane, interminabili e dai costi titanici. In questo approccio soft, lontanissimo da quello italiano, quello svedese si è distinto per essere anche più leggero. Ciò è stato possibile pure in un’area metropolitana molto grande e densa come quella di Stoccolma, la più grande città della Scandinavia, dove fa freddo quasi tutto l’anno, si vive molto al chiuso anche d’estate e si utilizzano moltissimo i mezzi pubblici, tanto sviluppati quanto usati e affollati. La vita media è pari a quella italiana. C’è una diffusissima cultura delle case di cure per gli anziani. Insomma, tutti fattori svantaggiosi rispetto ad un’epidemia di covid, infatti la malattia ha colpito duro, per quanto un pò meno di altre capitali europee che hanno usato restrizioni ben più dure. Giova ripeterlo: dopo due anni, in Svezia, la mortalità in eccesso è una delle più basse in Europa, e ciò pure nonostante il peso della grande area metropolitana della capitale sul totale della popolazione. Inoltre anche qui è stato rilevato che la normale influenza stagionale è praticamente scomparsa in questi due anni (senza mascherine).

Siamo testimoni del fatto che in Svezia le poche raccomandazioni che ci furono, vennero scarsamente rispettate dalla popolazione. Vivendo qui a Stoccolma, è sempre sembrato tutto completamente normale, anche tutto l’anno scorso e quello precedente, una metropoli particolarmente viva e affollata in tutte le sue attività, anche se le persone del posto ci hanno spiegato che in realtà c’erano un pò meno flussi di gente del solito durante l’inverno e per alcuni mesi ci sono state delle restrizioni: restrizioni che non vi sto nemmeno a riepilogare data la loro leggerezza, brevità e scarsissima applicazione. A Stoccolma la routine e il tempo delle persone, le relazioni interpersonali e la fiducia per le attività sociali e di lavoro di ogni tipo non sono state mai sconvolte. Inoltre, successivamente, mentre la campagna vaccinale raggiungeva un buon ritmo, il tema covid scompariva via via dall’agenda dei media.

Anche durante le fasi più dure dell’epidemia, abbiamo visto che gli svedesi sono stati essenzialmente un popolo “indisciplinato” e in realtà poco incline al rispetto delle raccomandazioni anticovid. Però sarebbe sbagliato accusarli di essere stati “presuntuosi” nella lotta al covid. Non si può infatti che gioire del loro successo.  C’è da aggiungere che quassù l’inflazione sul costo della vita è ora molto più bassa perché il lavoro, la fiducia e le relazioni sociali ed economiche non sono stati rovinati da estreme ed onerose misure anticovid. Ora loro hanno pure le spalle larghe per affrontare le gravi conseguenze umanitarie ed economiche seguenti alla terribile guerra in Ucraina. Non arrivano a questo appuntamento con la storia impoveriti e sfiancati.

E poi le scuole… In questi due anni a Stoccolma abbiamo potuto garantire il completo diritto allistruzione e all’attività fisica dei bambini, considerando noi rischiosi per la salute mentale dei giovani i severissimi protocolli sanitari, le chiusure e le quarantene domiciliari di classe cui sono stati sottoposti i bambini e i ragazzi. In Italia purtroppo il covid è infatti diventato un pensiero continuo per tutti gli studenti attraverso la incessante presenza delle regole” ogni singolo secondo della giornata scolastica: il non vedersi in faccia, il dover stare distanziati, luscire in sicurezza” in cortile scaglionati per classe e in mini settori assegnati all’interno di “bolle” durante tutta la giornata, gli obblighi a stare quasi sempre seduti nellaula senza sgranchirsi, a portare cibo e acqua da casa, ad andare a mense scaglionate e distanziate, le quarantene a casa senza poter uscire, la didattica a distanza, e così via, chi più ne ha più ne metta. Molti genitori sanno benissimo di che si parla, ne hanno visto e ne sentono le conseguenze sui loro figli. Chi non ha figli in età scolare, difficilmente può capire quello che sta avvenendo su molti giovani. Noi da Stoccolma lo vediamo lucidamente, avendo sempre potuto comparare quello che succedeva. Qui a Stoccolma non ci sono mai state regole “per precauzione” non utili alla felicità psicologica, al benessere fisico e quindi all’apprendimento degli studenti. Ad esempio, non ci sono mai state, non ci sono – e quindi non ci saranno mai – le mascherine ai giovani, mascherine che qui sono state assenti nelle scuole di ogni ordine e grado, nemmeno per il personale e nemmeno all’università. Come noto, noi italiani siamo tra i paesi europei che le hanno messe nelle scuole per più tempo e pure ai bambini sotto i dodici anni. Indossate peraltro davvero e severamente tutto il giorno. E ancora si continua.

Per intenderci, rimpiangiamo le scuole pre-covid italiane che abbiamo personalmente sempre giudicato come buone per i nostri figli. Non possiamo ignorare però che la quotidianità dei bambini alle elementari, ma anche alle medie e al liceo, è stata ed è ancora inquietante se paragonata alla scuola normale che esisteva prima. Meglio scuole “in presenza”, certo, ma erano proprio necessari le  lunghe chiusure e protocolli così duri? Guardando a quello che è successo, succede e alle scelte fatte in varie altre democrazie, a questo punto direi senzaltro di no. Del resto, sono passati due anni e i conti ormai si possono facilmente fare. Sarebbe bello che tutto questo fosse oggetto di un dibattito scientifico e parlamentare sereno e dai toni pacati. E’ vero che il successo dei paesi nordici può mettere in discussione il “modello italiano” di lotta al covid, ma potremmo comunque farci delle domande, abbracciare il dubbio e magari trarre delle indicazioni utili soprattutto per il presente e per il futuro.

4 commenti:


  1. Gli svedesi sono 10.3 MLN (tanti quanti i lombardi 10 MLN) con 450.2 kmq (ma con 1.8% della superficie della Lombardia).
    In svezia la Densità 23.1 abitanti/kmq (come la Valle d'Aosta 38 abitanti/kmq) la densità italiana é 189 abitanti kmq

    I giapponesi sono 126.8 MLN (12 volte gli svedesi, 2.1 volte la popolazione italiana) con 372.8 kmq ed una densità di 343 abitanti per kmq (praticamente dati molto simili all'Italia).

    Il debito pubblico svedese é in trend calante ad appena il 35% del Pil svedese
    Il debito pubblico italiano è in trend ascendente 134.8% del Pil italiano
    Il debito pubblico giapponese é costante al 250% del Pil giapponese

    https://www.indexmundi.com/map/?v=81000&r=xx&l=it
    Gli svedesi hanno una grande disponibilità di acqua dolce, fonti idroelettriche, abbondanza di rame, piombo, zinco, e praticano la silvicoltura da decenni. Ha l'energia nucleare da fissione ed una disponibilità procapite di 13085 kWh

    L'Italia non ha materie prime, l'idroelettrico é in sofferenza come la disponibilità d'acqua dolce, l'Italia è un'economia di trasformazione che dipende interamente dall'import di materie prime, semilavorati, energia, cibo ecc... In Italia c'è una disponibilità di 4703 kWh

    I giapponesi hanno hanno più piovosità dell'Italia (pur essendo sullo stesso emisfero) hanno poche materie prime e dipendono interamente dall'import, anche se hanno energia nucleare da fissione, con una disponibilità procapite 7519 kWh

    Giappone, Italia, Svezia sono "democrazie liberali" poste nello stesso emisfero boreale.

    https://www.worldometers.info/coronavirus/
    Ad oggi 1/5/2022 il Covid:
    .é impattato in Svezia per 24'484,83 casi per centomila abitanti (2500917/10214145*100k)
    .é impattato in Italia per 27'302.31 casi per centomila abitanti (16463200/60299653*100k)
    .é impattato in Giappone per 6262.6 casi per centomila abitanti (7876508/125770233*100k)

    in Svezia 18'739 decessi pari a 183.43 decessi per centomila abitanti (18'739/10214145*100k)
    in Italia 163'507 decessi pari a 271.15 decessi per centomila abitanti (163'507/60299653*100k)
    in Giappone 29'567 decessi pari a 23.5 decessi per centomila abitanti (29567/125770233*100k)

    Nel 2019 la speranza di vita in Italia era 80.8 per gli uomini, 85.2 per le donne
    https://tg24.sky.it/economia/2019/06/20/aspettativa-vita-italia-istat

    Nel 2019 la speranza di vita in Svezia era 81 per gli uomini ed 85 per le donne
    https://www.oecdbetterlifeindex.org/it/countries/sweden-it/

    Nel 2019 la speranza di vita in Giappone era 82.2 per gli uomini, 89 per le donne
    https://www.indexmundi.com/it/giappone/speranza_di_vita_alla_nascita.html

    MA in Svezia la popolazione OVER80 è 5.2%
    https://www.populationpyramid.net/sweden/2019/

    in Italia la popolazione OVER80 é 7.3%
    https://www.populationpyramid.net/italy/2019/

    In Giappone la popolazione OVER80 é 8.8%
    https://www.populationpyramid.net/japan/2019/

    1.Come mai, nonostante gli svedesi abbiano più energia procapite degli italiani, al 2019 c'erano in Italia molti più anziani e malati (ancora vivi) di quanti ce ne fossero in Svezia, sia in termini assoluti che percentuali?!

    2.Come mai, nonostante gli svedesi abbiano più energia procapite dei giapponesi, al 2019 c'erano in Giappone molti più anziani e malati (ancora vivi) di quanti ce ne fossero in Svezia, sia in termini assoluti che percentuali?!

    3.Come mai, in Giappone che ha il doppio della popolazione italiana, ed é 12 volte quella svedese, la distribuzione demografica giapponese é molto simile a quella italiana, ha però avuto un'incidenza di morti ed infetti per centomila abitanti molto inferiore ad Italia e Svezia?!

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  2. aggiungo un altro quesito, ;-) che non entrava come lunghezza di caratteri nel commento:

    https://ourworldindata.org/covid-vaccinations?country=JPN
    In Giappone ad oggi, 80% ha completato il ciclo vaccinale.
    In Italia ad oggi il 79% ha completato il ciclo vaccinale.
    In Svezia ad oggi, il 75% ha completato il ciclo vaccinale

    4.Come mai in Italia, nonostante la percentuale di vaccinati sia identica al Giappone, il numero di morti in Italia é 271.15 decessi per centomila abitanti (11.5 volte in più) contro 23.5 decessi per centomila abitanti?!

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  3. https://nogreenpasstrieste.org/2022/05/01/comunicato-stampa-1-maggio-2022/
    ieri a Trieste polizia e sindacati di base contro lavoratori e lavoratrici green pass. Oggi al supermercato unico senza mascherina, io. Un cliente dopo avermi visto ha interpellato una commessa sul fatto che ci fosse uno senza protezione (o non terrorizzato a sufficienza) e poco dopo l'altoparlante ha emesso il solito avvertimento di mettere mascherina e stare a distanza. Se conoscete il fiorentino italo-svedese ditegli di rimanere lassù per qualche altr'anno, che le palle qui non si fermeranno tanto presto.

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  4. Non c'è del marcio solo in Danimarca e un giudice solo a Berlino:)
    https://infosannio.com/2022/05/02/sentenza-del-tribunale-di-padova-lobbligo-di-vaccinazione-a-lavoro-e-irragionevole/

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