martedì 24 aprile 2018

Cos'è L' "Effetto Seneca" e Perché è Importante


Questo Post è apparso su "GreenReport" il 10 Aprile 2018

Sostenibilità e “Effetto Seneca”: un antico paradigma che vale anche per i nostri tempi

 O del perché l'ecosistema in cui viviamo non è un supermercato dal quale possiamo prendere quello che ci serve, senza nemmeno dover pagare

di Ugo Bardi

Circa 2.000 anni fa, il filosofo romano Lucio Anneo Seneca scrisse al suo amico Licilio notando che “la crescita è lenta, ma la rovina è rapida”. Era un’osservazione soltanto apparentemente ovvia. Per esempio, vi ricordate della mela di Newton? Tutti sanno che le mele cadono dagli alberi, ma ci è voluto Newton per tirar fuori da questa cosa ben nota una cosa che non era affatto ovvia: la legge della gravitazione universale.

È la stessa cosa per l’osservazione di Seneca che “la rovina è rapida”, che si rivela la chiave di volta per capire gli sviluppi di quello che oggi chiamiamo la “scienza della complessità.” Nell’arco di alcuni decenni, a partire dagli anni ’60 del XX secolo, lo sviluppo del calcolo digitale ha permesso di affrontare problemi che, ai tempi di Newton (per non dire di quelli di Seneca) non si potevano studiare se non in modo molto approssimato.

E così questa nuova scienza ci ha permesso di addentrarci in un mondo che in un certo senso ci era familiare: il mondo delle cose reali che nascono, crescono, e alle volte collassano in modo rovinoso. Ma era anche un mondo che gli scienziati di una volta, abituati a descrivere tutto con delle equazioni, trovavano difficile da capire e che – in pratica – ignoravano. Ma non ci sono equazioni per certi fenomeni naturali come i terremoti, gli uragani, le eruzioni vulcaniche e nemmeno per cose apparentemente semplici come lo scoppio di un palloncino. Nemmeno ci sono equazioni per fenomeni più virtuali, come il collasso degli imperi, i crolli del mercato azionario, la sparizione dei partiti politici, e tante altre cose.

Tutte queste cose, e molte di più, le ho messe insieme nel mio libro che ho intitolato “L’Effetto Seneca” in onore dell’antico filosofo romano. È una storia che racconto a partire da un esempio classico che, nel libro, ho chiamato “la madre di tutti i collassi,” quella dell’Impero Romano. Ma nel libro si parla di tantissime cose: la rottura di oggetti, il crollo degli edifici, la frequenza dei terremoti, la guerra, i mercati finanziari, le estinzioni di massa e tante altre cose. La tesi di fondo è che tutti questi fenomeni hanno molto in comune: il meccanismo del collasso avviene per quello che in inglese chiamiamo “feedback” e che in italiano definiamo come “retroazione”. Più figurativamente, potremmo chiamarlo “effetto valanga” (o anche, ovviamente, “effetto Seneca”).

Ovvero, i sistemi collassano quando uno degli elementi che li compongono cede, ma non soltanto: causa il cedimento degli elementi che lo circondano. Questi, a loro volta, causano il cedimento di altre cose e il crollo si propaga – spesso molto rapidamente: come diceva Seneca, “La rovina è rapida”. È una caratteristica dei sistemi che chiamiamo “network”, che hanno conosciuto uno sviluppo rapidissimo degli studi in proposito.

Ma tutto questo serve per prevedere il futuro? È la domanda che mi viene posta spesso a proposito di questo libro. La risposta è, per dirla con Mark Twain, che le previsioni sono sempre difficili, specialmente quando hanno a che vedere con il futuro. Ma, del resto, che cos’è il futuro se non un fascio di possibilità che noi stessi decidiamo se trasformare in realtà o no? Il futuro non si può prevedere, si può soltanto essere preparati per il futuro.

Seneca stesso sarebbe probabilmente stato d’accordo con questo concetto: era profondamente ingranato nella filosofia stoica (di cui Seneca era un esponente) che dobbiamo sempre essere preparati per il futuro, ben sapendo che la rovina ci può arrivare addosso in qualsiasi momento. Questo vale sia per gli individui come per un’intera società.

Così, i modelli matematici che descrivono “l’Effetto Seneca” sono una quantificazione di un’antica saggezza. Ci possono essere utili per tante cose, forse la principale per renderci conto che l’ecosistema in cui viviamo non è un supermercato dal quale possiamo prendere quello che ci serve – e senza nemmeno dover pagare. È un sistema complesso soggetto al collasso di Seneca. E siccome anche noi facciamo parte dell’ecosistema, il collasso ci può fare grossi danni, per esempio nella forma di cambiamento climatico con tutti gli annessi uragani, siccità, ondate di calore eccetera. Anche uno stoico come Seneca avrebbe detto che se si può cercare di evitare il collasso climatico e altri collassi ambientali, bisogna provarci. Proviamoci.



“The Seneca Effect” è edito in inglese da Springer, e in tedesco da Oekom Verlag. Per il momento non c’è una versione italiana. Ci stiamo lavorando sopra.

“The Seneca Effect” è un rapporto commissionato dal Club di Roma, il quarantaduesimo dopo il celebre rapporto sui limiti dello sviluppo (“The Limits to Growth”) commissionato al Massachussets Institute of Technology e pubblicato nel 1972. È stato presentato nei giorni scorsi nell’Aula magna dell’Università di Firenze.

48 commenti:

  1. Prof l'ha scritto direttamente in inglese?

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    1. Vuoi dire il libro? Si l'ho scritto direttamente in Inglese

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    2. oh Fra, ma che domande fai?

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  2. Articoletto da leggere sulla bolla del fracking made in USA...un solo dato che vale la lettura...dal 2007 i frackkisti sono riusciti a bruciare la bellezza di 280 mld (miliardi!!) di $$$...e perseverano!
    http://peakoil.com/production/the-secret-of-the-great-american-fracking-bubble

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  3. Se magari la versione italiana costasse qualcosa in meno.
    Và bè, comunque, da quel che si legge in giro, sembra ormai molto probabile che il temuto collasso ci sarà, ed avrà inizio dalla finanza.
    A questo punto, a uno che non se ne intende, come il sottoscritto, viene da chiedersi se l'industria petrolifera , una volta fallita, continuerà comunque ad estrarre, magari in qualche modalità alternativa (tipo statalizzazione), oppure si chiuderanno definitivamente i rubinetti, perché chissà, vattelapesca.
    Ricordo di aver letto un articolo di Turiel che paventava appunto questo secondo scenario, decisamente catastrofista. Ma erano due parole buttate là.
    Sarebbe il caso di saperne di più.
    Angelo

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    1. Anche nella finanza però ci sono zone grigie, che non è dato conoscere ai non addetti ai lavori. Ad esempio questo piano d'azione Finanza Sostenibile.
      http://www.rinnovabili.it/energia/piano-d-azione-finanza-sostenibile/
      Ce la faranno i nostri eroi a rimettere in moto il carrozzone?
      Mah!
      Angelo

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  4. Concordo sull'utilità dei sistemi complessi, nel modello di Meadows.
    Concordo sul trend discendente delle curve.
    Concordo sulla tesi finale: collasso entro il 2070.

    L'azienda è un sistema complesso, gradualmente l'ordine aziendale interno ed esterno, tende a deteriorarsi, il management è perennemente ingaggiato in una continua lotta contro l'entropia che logora l'ordine aziendale e distrugge la mission, senza persistenti e razionali internventi nel breve periodo ed investimenti che producano effetti distribuiti nel lungo periodo, l'azienda sarebbe dissolta.

    Mi pare logico, e pienamente coerente quanto dice il prof.Bardi sui sistemi complessi, ossia che siano naturalmente destinati al collasso.

    In effetti, anche storicamente, guardando alle realtà aziendali più antiche e longeve che hanno preso ad intraprendere dall'inizio della rivoluzione industriale 1700DC sino ad oggi 2018, sono assai poche le aziende che sono nate nel 1700DC e le aziende più antiche, con il tempo hanno tutte ristrutturato il proprio business adeguandosi alle trasformazioni del sistema economico e dell'ambiente economico, essendo le aziende come le persone, in ultima analisi inserite dentro il pianeta Terra, che nei secoli precedenti non ha mai dovuto affrontare l'esplosivo binomio (climate change+sovrappopolazione)

    E' quindi pienamente razionale e logico, che non esista una crescita infinita in un pianeta di dimensioni finite. Per altro c'è la storia dell'isola di Pasqua, che è stata ragionevolmente ben ricostruita dagli archeologi, che rappresenta un'ottima metafora del pianeta Terra alle soglie del XXI secolo.

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    1. R "Concordo sulla tesi finale: collasso entro il 2070."

      Dove hai letto questo data? A naso, ma anche secondo parecchi dati, sempre se per collasso intendiamo l'aumento incrementale della pendenza della curva discendente e non il suo approdo finale, il collasso dovrebbe verificarsi entro il 2030 vista la situazione dei combustibili fossili, produzione alimentare, effetto serra...Poi ovvio che le cose continueranno a peggiorare per il 99% degli umnani per almeno altri 30 o 40 anni...Quanto alla flora e fauna selvatica, detto alla romana, "che ce ne frega?": siamo uomini noi non bestie...

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    2. https://it.wikipedia.org/wiki/Rapporto_sui_limiti_dello_sviluppo
      "il rapporto è del 1970, Se l'attuale tasso di crescita della popolazione, dell'industrializzazione, dell'inquinamento, della produzione di cibo e dello sfruttamento delle risorse continuerà inalterato, i limiti dello sviluppo su questo pianeta saranno raggiunti in un momento imprecisato entro i prossimi cento anni. Il risultato più probabile sarà un declino improvviso ed incontrollabile della popolazione e della capacità industriale."

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    3. Cosa succederà quando i rifornimenti di petrolio non saranno più sufficienti non si può sapere. Spero che ci sia un accordo globale per scongiurare una guerra che può diventare nucleare e anche una convenzionale non farebbe altro che accellerare la fine delle risorse. Il 2070 è più o meno l'anno che finirà il petrolio, ma questa società capitalistica di stampo consumista collasserà con l'inizio della sua scarsità. E potrebbe essere anche entro pochi anni.

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  5. Della ricerca di Meadows, ho già detto che non mi piacciono le traiettorie lisce e non perturbate e balistiche come la caduta di un grave.

    1-Non c'è niente di simile nelle serie storiche di lunghissimo periodo di borsa, in quanto le rotture di trend accadono quando un evento è noto oppure è visibile, causando vistose correzioni di mercato.

    2-Inoltre le traiettorie di Meadows appaiono lisce e balistiche in quanto IMHO il modello è carente, ossia non scontano tutto quanto è "economico" ossia interno ad una scienza sociale che non può essere per sua natura deterministica come la "Fisica della caduta dei gravi", in quanto sono assenti tutte le analisi PESTEL, che invece potrebbero migliorare il modello.

    3-Le traiettorie di Meadows appaiono lisce e balistiche, anche perchè non conteggiano l'interazione Clausewitziana, che però è un fatto storico consolidato nella storia umana: la guerra è la continuazione della politica con altri mezzi, dall'introduzione della polvere da sparo sui campi di battaglia non c'è stato secolo in cui l'umanità non abbia combattuto almeno una grande guerra simmetrica ed una guerra regionale.

    4-le traiettorie balistiche di Meadows sono a bassa definizione.
    Il dato del collasso economico, può essere attaccato a vari scenari di lunghissimo periodo, scenari che però al loro interno possono essere molto diversi tra loro, implicando strategie diverse. Il dato quantitativo non permette di discernere su cosa fare o cosa non fare, tra gli attori del I,II,III mondo, fornendo dati di dettaglio maggiori.

    5-Poichè il dato aggregato numerico estratto da Meadows può essere calato in diversi scenari, il dato numerico appare erroneamente disegnare una traiettoria strategica unica e deterministica. Questo è a mio avviso l'errore più grande:

    -perchè il futuro non è noto e non è scritto
    -perchè l'economia è una scienza sociale non una scienza certa
    -perchè nel mondo capitano cose e continueranno a capitare cose, il contesto gradualmente si modificherà in modo non più reversibile costringendo gli attori ad adattarsi al nuovo contesto ed applicando altre logiche diverse dal contesto precedente
    -perchè l'economia è scienza sociale che ha previsioni quantitative valide solo per trimestri con validità ad 1 anno
    -perchè le previsioni quantitative di lungo periodo sono poche quelle validite nel futuro, i dati numerici utili sono solo quelli collegati a demografia e consumi energetici, alimentari, idrici procapite. MA anche queste extrapolazioni sono dati numerici sintetici, che sganciati da altre inforamazioni possono essere fuorvianti se non sono poste a sistema con altre informazioni per disegnare una stima del contesto futuro. Il mondo non è in uno stato di sviluppo socioeconomico omogeneo tale da sopportare una equiripartizione di una traslazione verso il basso del livello di benessere. Il mondo è obbiettivamente sovrappopolato, per cui in carenza di risorse vitali, in un mondo crescentemente piagato dal climate change, gli attori mondiali (I,II,III mondo) facilmente tutti gli attori (i meglio informati, quelli del I e II mondo lo comprenderanno prima) d'essere immersi in un gioco a somma zero: la morte di uno significherà brutalmente la sopravvvenza dell'altro. La costruzione di alleanze tra paesi del I mondo avrà logiche latitudinali, così come nel II e III mondo. Tutti in competizione ed in parte con qualche possibilità di alleanza e/o strumentalizzazione. Ahimè l'arte della guerra sarà soltanto la continuazione della politica con altri mezzi, ed è buio il XXI secolo che non porterà pace e prosperità ma una probabile WWIII e delle ineluttabili GP2.

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  6. Nel lungo periodo, da molto tempo, le aziende si affidano alla pianificazione strategica ed all'orientamento strategico di fondo (scenario planning ed OODA loop) proprio perchè sanno che l'economia è scienza sociale, i modelli econometrici e le extrapolazioni di lungo periodo sono sempre poco utili.

    Secondo me, il modello di Meadows andrebbe pesantemente modificato e migliorato.
    https://ugobardi.blogspot.it/2018/04/qualche-osservazione-su-leffetto-seneca.html

    -> segmentando per I,II,III mondo, poi
    -> va introdotta la variabile climate change (o potenziato l'inquinamento come variabile assimilata) avente una dinamica autonoma e sganciata dalle interazioni umane, essendo ad esempio il melting degli idrati di metano a positive feedback innescato, quanto il livello di risalita del mare in accellerazione annesso alla curva crescente di CO2. Per altro le tecnologie di terraformazione alias climate geo-engeneering al momento purtroppo sono fantascienza...
    -> introdurre controlli ad esempio sulle risorse e sulla popolazione e consumi procapite, inducendo STOP da cui inferire guerre!

    L'Output non dovrebbe essere una curva balistica unica (come quella di un grave), ma piuttosto una catena di Markowitz (provando a dare qualche dato probabilistico, instaurandoci un'interazione di Montecarlo sui dati da climate change e sui tassi di crescita di una logistica da usare diversamente per I,II,III mondo) sui sentieri futuri.

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  7. Se le traiettorie strategiche non sono deterministiche perchè i futuri sono infiniti, perchè i sentieri futuri non possono essere rappresentati con un'unica retta con una traiettoria balistica, al contrario si possono concepire un'infinità di paths che possono condurre ad infiniti stati del mondo (di cui la pianificazione strategica ne può raggruppare quattro, per renderle maneggiabili alla mente umana)

    Una catena di Markowitz (senza probabilità di transizione, dato che il contesto futuro no nè comparabile al passato) è sicuramente una migliore rappresentazione delle cose a venire, valutando importanti sentieri intorno a cui ronzano sicuramente moltissimi paths potenziali possibili.

    Osservando la storia umana dal 476DC sino al 1945DC è possibile riconoscere delle ricorrenze storico-statistiche: la guerra!.

    Le guerre sono ripetitive, sono anche ragionevolmente prevedibili, applicando anche la semplice logica dell'analogia (che prescinde dall'analisi delle plausibili e future cause di detonazione di un evento).

    In Europa dal 476DC sono sempre mutate le cause di detonazione delle guerre, ma è IMHO indiscutibile che dal 476DC sino al 1945DC si possa inferire l'esistenza in Europa, di un "attrattore caotico guerraffondaico" :-) tale che abbia concorso a creare orbite simili con guerre ricorrenti simili.

    Guerre per invasioni, guerre per la creazione degli stati nazionali, guerre di successione, guerre di potenza degli stati nazionali, sono sempre guerre con morti e distruzione, poco contano le differenze di etichette. Attori delle guerre che spesso sono permutati oppure si sono ripetuti.

    Le ricorrenze belliche con gli stessi contendenti, le potremmo definire: eventi clone.
    Richeggiamenti nella storia dello stesso pattern, con nomi ed attori al contesto diversi.
    http://lafrecciadellastoria.blogspot.it/2016/10/la-guerra-e-un-processo-storico.html

    Questa affermazione rimarrà certamente antipatica agli storici, ma è drammaticamente vera, perchè gli storici non hanno mai imparato la lezione!.

    La storia si ripete e chi non ha memoria, è costretto a riveder replicato il pattern, ancorchè in diverse varianti.

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  8. La storia si ripete e chi non ha memoria, è costretto a riveder replicato il pattern, ancorchè in diverse varianti.

    La segmentazione del mondo per aree E l'analisi di ricorrenze (applicando la banale logica dell'analogia) permette l'identificazione d'eventi storici ricorrenti, a prescindere dalle cause storiche locali di detonazione delle guerre.

    E' possibile inferire l'esistenza o meno di una ciclicità, che però non deve IMHO essere intesa in senso temporale come un logica ricorrenza, perchè le cause di detonazione delle guerre sono sempre locali, ci sono attori diversi, e variano costantemente, ma la ciclicità va intesa in termini di orbita attorno ad un attrattore caotico guerraffondaico :-)

    La ciclicità può essere sfruttata a favore di una previsione.
    http://lafrecciadellastoria.blogspot.it/2016/11/il-rischio-della-levata-di-chartago.html

    Osservando la storia umana dal 476DC sino al 1945DC è possibile identificare facilmente nella storia europea, dei pesanti elementi di caos deterministico in Europa.
    http://lafrecciadellastoria.blogspot.it/2016/10/tracce-di-caos-deterministico-nella.html

    Esistono quindi delle traiettorie strategiche di lungo periodo, che mutano direzione generando la storia umana, e spesso queste virate storiche dipendono delle condizioni iniziali al contesto E per eventi che ne modificano in modo non più reversibile il contesto: è la transizione di fase ossia l'inizio di una divergenza.

    Accade in fisica quando si passa da uno stato liquido a gassoso/solido/plasma, accade nell'economia quando una scoperta od un'innovazione determinano un nuovo contesto sul mercato o nell'ambiente economico. Accade nei sistemi complessi quando non si è tenuto un comportamento pro-attivo, la perdita dell'equilibrio e/o la scomparsa/logoramento dei vantaggi competitivi di mercato innesca il collasso a valanga che non è più governabile.

    Quello che a me affascina, è come il caos deterministico ad un certo punto non noto, possa legare assieme eventi impredicibili ad alto impatto, causando una deviazione della fluttuante traiettoria strategica, spostando in modo vistoso la risultante verso una meta, piuttosto che un'altra!.

    La pianificazione strategica non può prevedere tutti i paths, è umanamente impossibile i paths sono infiniti.

    Anche gli universi di destinazione sono infiniti, si possono solo raggruppare in 4 tipi per renderli gestibili da una mente umana, ben sapendo che ne esistono d'infiniti tra gli interstizi dei vari universi.

    E' però l'ooda loop, che accatastando freccette sui segnali di Early Warnings, permette d'ignorare il rumore di fondo, focalizzandosi solo sui veri segnali strategici di lungo periodo, che poi sono quelli che precedono o causano una transizione di fase.

    Anche i modi di detonazione di WWIII sono infiniti ma ci sono alcuni rami fissi a cui poi possono svilupparsi tanti rami diversi. Forse la WWIII è assimilabile al gioco degli scacchi, ma anche se lo fosse, IMHO resterebbe non calcolabile in modo esaustivo da mente umana tutte le possibili dinamiche di detonazione. Ragion per cui, IMHO basta un piccolo campione attorno a due rami fissi, per rendersi vagamente conto in un wargame, di come possano escalare azioni e contendenti.

    Nelle guerre asimmetriche l'elemento sorpresa non ha una valenza strategica come in un confronto militare simmetrico, per cui dentro al rumore di fondo degli eventi (come il terrorismo, che non è causa di detonazione di WWIII) si possono però identificare "eventi clone", perchè i problemi tattici possono essere comuni ed affrontati e risolti in modi simili.

    Tutto questo, il modello di Meadows non lo monitorizza.

    L'accenno alla complessità, il modello di Meadows non lo concepisce, dato che poggia su un'unica traiettoria balistica a bassa risoluzione non perturbata :-)

    Spero di essermi spiegato, sul perchè le traiettorie balistiche del modello di Meadows non mi convincono :-) e preferisco il mio scenario planning e l'OODA loop.

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    1. E quindi quando scoppia la WWIII ? 2030 o prima ?

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    2. Se sapessi le date di detonazione, sarei un profeta oppure un veggente.
      Non sono ne l'uno, ne l'altro.

      Io non lo so, quando detonerà la probabile WWIII e l'ineluttabile GP2.

      Se non si verificheranno le condizioni di nullità/annullabilità dello scenario di detonazione di WWIII, direi che la WWIII potrebbe detonare entro il 2050. La data 2050 è estratta da una banale osservazione storico-statitistica, ma poichè è attinente ad una seriazione empirica con guerre esplose per ragioni diverse da quelle che si combatterà nel XXI secolo, il 2050 potrebbe non essere un limite invalicabile, forse l'espressione 2050+e con e=epslilon oppure un circa 2050 potrebbe chiarire meglio l'idea.

      http://lafrecciadellastoria.blogspot.it/2016/10/ragioni-storico-statistiche.html

      Tuttavia, per dare un segmento temporale chiuso e limitato alla mia teoria, ho usato il dato del 2050 concentrandomi sul fatto che il 57% di frequenza non è cosa da poco, come indizio storico-statistico, per cui ho dichiarato che la mia teoria si distende da quando l'ho concepita sino al 2050.

      Tutti i climatologi, danno per certo un polo nord ice free entro il 2030 circa e tutti i climatologi sono concordi nel ritenere che tale evento sarà un notevole tipping point climatico per il pianeta Terra: una transizione di fase.
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/12/early-warning-of-climate-tipping-points.html

      Le GUERRE PUNICHE II sono quelle che più mi preoccupano, e per le quali ritengo che dovrebbero oggi nascere gli USE, la nascita degli Stati Uniti d'Europa (fondati solo su difesa e politica estera alias la vecchia idea DeGasperi della CED) sono l'unica garanzia che eviterebbe che gli europei riprendano a spararsi addosso come hanno sempre fatto dal 476DC sino al 1945DC. Ma nessuno gli vuole gli USE, specie i cattocomunisti.
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/11/il-geniale-profeta-geopolitico-prof.html
      http://lafrecciadellastoria.blogspot.it/2017/07/gli-italiani-sono-bolliti-ma-ancora-non.html

      Le GP2 esistono e detonano nel Mediterraneo: ad oggi sono già ineluttabili, non sono uniche, la loro dinamica dipende dalla condizioni iniziali nel Mediterraneo. La levata di Chartago ne è l'inizio: tale evento appare logicamente collegabile al blocco della AMOC
      https://express.yudu.com/item/details/2290639/la-levata-di-chartago

      Per la cronaca i modelli IPCC danno il blocco della AMOC ineluttabile dopo il 2100.
      Gli stessi modelli IPCC danno il passaggio a NordEst navigabile dal 2100.

      Nella realtà, il passaggio a NordEst è usato dai russi già da 5 anni!.
      La AMOC per adesso regge ma è sotto del -30% rispetto alla sua "storica portata".
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/11/is-thc-really-at-risk-impact-of-thc.html
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/11/is-gulf-stream-slowing-answer-is-yes.html
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/11/amoc-shutdown-potential-and-implications.html
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/12/the-climate-crisis.html

      E' evidente che i modelli IPCC sono (per ragioni politiche) troppo conservativi, incapaci di spiegare anche il grosso blob blu freddo nell'Atlantico.
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/10/abrupt-cooling-over-north-atlantic.html

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    3. Secondo me xxxmovies meglio non parlare di guerre fra uomini, ma solo di quella costante alla Natura. Ad ogni modo la variabile climatica resta la meno prevedibile dai limiti dello sviluppo. Ricordiamo anche che il clima può fare/farà molti più morti delle guerrette fra uomini, visto anche lo stato rigoglioso della flora e della fauna a Chernobyl. Sinceramente quando accenni alla storia europea od alle guerre fra uomini risulti parecchio approssimativo...Limitiamoci alla evidenza scientifica delle fratture nella storia della scienza ( vedi Khun, la struttura delle rivoluzioni scientifiche) e certamente nel clima.

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    4. non deve assolutamente scoppiare, perchè stavolta impatterebbe su società altamente specializzate nel terziario e secondario, mentre la WWI e WWII lo furono su società ancora profondamente agricole, che permisero di limitare i morti praticamente solo agli eventi bellici. Una così oggi causerebbe la morte in poco tempo di mld di persone per fame e malattia. Che siano esseri ridotti a locuste, senza nessun valore tranne quello consumistico, non significa nulla, sono pur sempre esseri umani e non è colpa loro, se sono stati abbruttiti così pesantemente dal potere supremo di questo mondo. L'uso dei fossili non penso sia avvenuto così casualmente.

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    5. "Per le quali ritengo che oggi dovrebbero nascere gli USE, gli Stati Uniti d'Europa sono l'unica garanzia che eviterebbe che gli Europei riprendano a spararsi addosso"

      In tempo di mercati finanziari internazionali difficilmente controllabili, impetuose migrazioni di massa dal Nordafrica e dal Medio-Vicino Oriente e rinascenti (ormai illusori e sterili) 'sovranismi', sottoscrivo pienamente (anche se non mi limiterei alla Difesa e alla Politica estera ma arriverei ad una Federazione il più possibile piena)...

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    6. mi dispiace dirvelo, ma l'idea di De Gasperi è vecchia ormai di 60 anni, un pò meno del monito Hitleriano sul destino dell'Europa successivo alla sconfitta dell'Asse, e non più attuabile. Le popolazioni vincitrici della WWII ormai sono quasi minoranza nei loro paesi vincitori, così da essere ormai trasformate in perdenti da un punto di vista evolutivo, ma non è questo il punto, perchè la logica di sopraffazione ha dominato, domina e dominerà sempre. Chi verrà sopraffatto non è importante, ma sarebbe importante fare qualcosa per cambiare questa logica, come penso, sperava De Gasperi e anche come è successo, peccato sia successo solo in senso univoco. La favola di Esopo della formica e della cicala è sapienza eterna e i popoli occidentali sono la cicala.

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    7. @ Mago
      Sono felice d'interagire su questo blog, anche perchè mi pare chiaro che sia diffusa e consolidata l'opinione che il XXI secolo non porterà pace e prosperità, ma un grosso democidio.

      http://mio-radar.blogspot.it/2018/04/the-next-wave-of-democide-and-global.html

      Considerando che sono pochi i posti in giro in internet di cui si discute seriamente, ordinatamente, intelligentemente di queste cose, sono diventato assiduo lettore dei due blog Seneca/Cassandra.

      Anche perchè le conferenze che ho trovato sul tema WWIII sinceramente mi hanno fatto cadere la mascella in terra :-)
      https://youtu.be/tTTZTCbNlFw

      saluti

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    8. Anziché fare fantasiose previsioni sulle future guerre, sarebbe meglio osservare le dinamiche di quelle in atto.
      http://www.voltairenet.org/article200910.html

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    9. @ Anonimo
      L'amministrazione Obama fece mettere in un documento diplomatico, che tra le ragioni di detonazione nella guerra in Siraq c'era il cambiame
      https://www.wired.it/attualita/ambiente/2015/03/03/clima-guerra-siria/nto climatico

      Ovviamente è una balla enorme, infatti i piloti USAF degli F16 sono andati alla CNN a protestare che Obama faceva assegnare loro ROE tali da impedirli d'ingaggiare truppe ISIS appiedate, dato che ISIS non ha mai avuto aerei ed una difesa aerea degna di questo nome, capace di proteggere le forze di terra.

      http://www.foxnews.com/politics/2015/05/28/us-military-pilots-complain-hands-tied-in-frustrating-fight-against-isis.html
      http://www.thedailybeast.com/articles/2014/10/10/troops-grumbling-that-obama-s-air-war-against-isis-is-too-little-too-late.html

      Il perchè, precedentemente truppe iraqene dotate di tank M1 contro pochi terroristi ISIS appiedati, siano scappati lasciando i carri armati è da ricercare nei denari dei petrolarabi, i quali, con il consenso di Obama, erano favorevoli a costruire nel Siraq un nuovo stato cuscinetto che fosse ostile all'Iran, dato che l'Iraq è uno stato attaccato con un po' di sputo e presto andrà in tre pezzi, quando converrà all'Iran.

      E' giunta poi la Russia nello scacchiere Siraq, per evitare che l'ISIS s'infiltrasse nel Caucaso infiammando guerre etniche-secessiniste ed innescando un trend di dissoluzione della CSI.
      http://www.difesaonline.it/mondo-militare/siria-se-i-carri-armati-catturati-dallisis-dovessero-affrontare-i-t-90-i-russi-non

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    10. Il perchè, precedentemente truppe iraqene dotate di tank M1 contro pochi terroristi ISIS appiedati, siano scappati lasciando i carri armati è da ricercare nei denari dei petrolarabi, i quali, con il consenso di Obama, erano favorevoli a costruire nel Siraq un nuovo stato cuscinetto che fosse ostile all'Iran, dato che l'Iraq è uno stato attaccato con un po' di sputo e presto andrà in tre pezzi, quando converrà all'Iran.

      E' giunta poi la Russia nello scacchiere Siraq, per evitare che l'ISIS s'infiltrasse nel Caucaso infiammando guerre etniche-secessiniste ed innescando un trend di dissoluzione della CSI.
      http://www.difesaonline.it/mondo-militare/siria-se-i-carri-armati-catturati-dallisis-dovessero-affrontare-i-t-90-i-russi-non

      IMHO

      Mentre Obama era favorevole ricostruire nel Siraq un neo_Iraq (sapendo che l'attuale Iraq sarebbe presto andato in pezzi quando sarà conveniente all'Iran) i petrolarabi si sono messi a fare la guerra nello Yemen ed hanno tentato di strappare l'Egitto alla CIA, con l'azione politica dei fratelli musulmani. Obiettivo petrolarabo, costruire una serie di stati cuscinetto attorno alla penisola araba, in particolare in Yemen ed Egitto per tutelarsi dalla BOMBA DEMOGRAFICA AFRICANA.
      https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_civile_dello_Yemen_(2015)

      La CIA non voleva che l'Egitto cadesse in mano petrolaraba ed ha posto Alsisi. In questo marasma, qualche macellaio dei serivizi segreti ha spedito in Egitto il giovane Regeni, per fare dall'Italia una campagna di stampa che demolisse Alsisi ma Regeni è morto (se stava in biblioteca a scrivere la tesi come tutti i laureandi, non avrebbe avuto problemi)

      https://www.agi.it/estero/giulio_regeni_scriveva_per_il_manifesto_e_aveva_paura-489105/news/2016-02-04/

      Il manifesto non è di DX, il governo precedente non era di DX, quindi l'Italia alleata dei petrolarabi era contro la CIA, in Egitto, come ritorsione perchè gli USA bombardarono Gheddafi.

      Gheddafi era un dittatore sanguinario terrorista che negli anni 1970s-1980s sostenava campi terroristici in Libia di OLP, Iraniani e vari altri gruppi terroristici che operavano in Europa. Voleva un'atomica tattica ma ottenne per intermediazione dei servizi segreti italiani solo dello ziklon-b comprato da fabbriche tedesche ed un po' di gas nervino russo, oltre a vari Mig e tank ed apc di fabbricazione sovietica.

      L'Italia incapace di pianificare la sucessione a Gheddafi, ha subito l'azione franco-americana ed inglese che ha mirato ad ottenere vantaggi nel petrolio e salvare il popolo di Tobruk, che per l'Italia poteva anche finire tutto sgozzato per mani gheddafiche.

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    11. Sempre per questa ragione, il governo "Renzi svuota africa" ha voltato le spalle ad Hollande (notoriamente di SX) quando chiese aiuto per gli attentati in Europa (sapendo che Obama era pro-ISIS) e "Renzi svuota africa" con la MMI/ONG ha riempito d'imigrati clandestini mezza europa, poi nel semestre europeo ha minacciato l'Europa chiedendo danari come la Turchia evitando anche d'affrontare il complesso problema del rientro del debito pubblico italiano (Fiscal Compact) ed evitare la nascita degli USE (così come Prodi ebbe a non sostenere), ma "Renzi svuota africa" dall'Europa ha ottenuto solo il blocco di Schengen, ed in Italia la perdita delle elezioni politiche perchè 660Mila immigrati clandestini non sono integrabili ma anzi hanno causato:

      -la perdita del controllo del territorio da parte delle forze dell'ordine
      -la crescita della violenza, aggressioni, spaccio di droga, prostituzione ecc... ai danni di italiani
      -mini epidemie di TBC
      -la proliferazione di mafia nigeriana (che non serviva all'Italia, dato che ha già la piaga della mafia, camorra, 'ndrangheta, mafia cinese, albanese)
      -la distruzione di preziose risorse 15MLD nel business dell'accoglienza (più fruttuoso del raket di droga) a discapito dell'accelerare la ricostruzione dell'Aquila e/o dei terremotati in centro italia a cui le casette sono state costruite male e consegnate in quantità esigua.

      L'ultimo raid USA-Francia-Gran Bretagna voluto dall'amministrazione Trump (ha ripetuto lo show di Obama di un po' di anni fa) perchè lo sanno anche i sassi, i piccoli chimici erano TRE: Gheddafi, Saddam, Bashar Al Assad, due sono andati il terzo ancora no e l'occidente è in attesa che la Russia deponga Assad per mettere uno che gli somigli.

      http://mio-radar.blogspot.it/2017/11/il-geniale-profeta-geopolitico-prof.html

      Dentro questo calderone azione-reazione-controreazione pregn di rumore di fondo, l'unico segnale rilevante è la crisi in Ucraina, la tensione in Korea che ha concelato l'azione Americana (e che adesso forse per intervento cinese, va verso una ricomposizione con un abbassamento dei toni), oltre ad un po' di eventi tattici accaduti in Europa ed in Libia (che pur essendo rumore di fondo, perchè il terrorismo non è causa di WWIII) vari eventi contengono eventi clone, in quanto in guerre asimmetriche i problemi tattici possono essere risolti in parte, nello stesso modo.

      /IMHO

      saluti a tutti :-)

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    12. Volevo dire che magari, mentre si fanno previsioni per forza di cose imprecise sulle guerra future, può essere che ne scoppi una anche domani per semplice stupidità umana. Quello che è accaduto in Siria, non è stata solo una banale manifestazione di potenza missilistica.

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    13. @ Anonimo

      Il futuro non è noto e non è scritto :-) ed io non sono un profeta e neppure un veggente.

      Tuttavia, la pianificazione strategica e l'orientamento strategico di fondo, sono discipline aziendali che permettono di scindere razionalmente dal coacervo indistinto della realtà, cosa è IL SEGNALE, cosa invece è RUMORE :-)

      Saluti e buona giornata!

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    14. Ah, le aziende, quelle che con la ricerca del profitto ad ogni costo, apparentemente ci stanno portando alla rovina, in realtà scindono il segnale dal rumore. Io ero rimasto a Taleb e al suo elogio del buon senso popolare.
      https://it.m.wikipedia.org/wiki/Il_cigno_nero_(saggio)

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    15. Mah. Quando noi ipotizziamo degli scenari di guerra, il primo problema, secondo me, è che parliamo di una cosa di cui non sappiamo assolutamente nulla. Dall'ultima guerra "vera", simmetrica, come giustamente precisa il nuovo commentatore col soprannome strano, sono passati 73 anni. Vuol dire che al mondo non ce più nessuno che possa ricprdarsene con cognizione di causa. E, soprattutto noi del primo mondo, abbiamo perso l'abitudine a confrontarci con il male del mondo, diciamo così. Fame, guerra, malattia, morte.
      Fatta questa premessa, ho anche l'impressione che si tenda a non considerare due aspetti secondo me fondamentali, che hanno impedito ed impediscono tuttora lo scoppio di una guerra "vera", ripeto, non le aggressioni (giuste o sbagliate, qui non è importante) di potenze mondiali ai danni di stati sostanzialmente indifesi (buoni o cattivi che siano). Il primo di questi aspetti sono le armi nucleari. Perché se guerra mondiale fosse, è difficile pensare che non sarebbe una guerra nucleare. Ammettendo pure che queste armi non vengano usate subito, tuttavia quando uno dei contendenti si trovasse vicino ad essere sconfitto sarebbe altamente illogico che non si difendesse con ogni mezzo a disposizione. Il livello di distruzione planetaria sarebbe catastrofico, immagino. Non solo per gli effetti diretti, ma anche indiretti: incendi, alterazioni atmosferiche e climatiche ecc. A tal riguardo c'è un interessante documentario, del 1985, vecchio certo, ma non credo che da allora si siano fatti grandi esperimenti nucleari che possano aver modificato sostanzialmente le conoscenze. Trasmesso da quark speciale: https://youtu.be/jBP6X9ruU_o
      Il secondo aspetto è dato dell'estremo livello di integrazione del mondo attuale. Nonché dall'ideologia economicistica che domina le coscienze. Se due i più blocchi entrassero in conflitto tra loro credo sarebbe lecito attendersi l'implosione dell'economia mondiale. Ma questo vorrebbe dire l'impossibilità di condurre la guerra, al meno una guerra industriale come quelle del xx secolo. Quali stati avrebbero all'interno dei loro confini, senza bisogno di commerci, le risorse per una vera guerra? Senza contare il fatto che avrebbero anche bisogno di un retroterra sufficientemente sicuro da attacchi per poter mantenere un apparato industriale.
      Ultimo aspetto quello ideologico. Primo, la mania economicistica. Come si potrebbero tollerare le perdite economiche catastrofiche, anche per una parte teoricamente vincente? Blocco di commercio, consumo, ecc. E secondo il fatto che per fare guerra biosogna avere un nemico, che per definizione è brutto, sporco, cattivo, indegno di vivere, ecc. Che va odiato fino alla morte. L'esatto contrario della propaganda buonista, ugualista, politicamente corretta.

      Guido.

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    16. "Quando noi ipotizziamo degli scenari di guerra, il primo problema, secondo me, è che parliamo di una cosa di cui non sappiamo assolutamente nulla"
      E' abbastanza vero. Appunto questo ci espone al caso.
      Le conoscenze appartengono a pochi. E non è detto che questi siano i governanti.
      Sempre a proposito di cigni, oltre ai neri e ai bianchi, bisognerebbe citare anche i cigni grigi. Eventi che si possono in qualche misura prevedere se si è in possesso di conoscenza.
      http://ignaziolicata.nova100.ilsole24ore.com/2011/06/06/i-cigni-neri-sono-poi-cosi-neri-taleb-de-finetti-e-la-probabilita/
      Oppure, più semplicemente, basterebbe tenersi lontani dai guai.

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    17. @ Guido

      Dopo la crisi del 2006 è venuta fuori l'etichetta del cigno nero :-)

      Non esiste nessun cigno nero nella crisi finanziaria dei Toxic Assets del 2006, l'evento era prevedibile, la rapina perpetrata dagli USA a vari stati Europei, potrebbe essere stata persino pianificata dai neocon, per attaccare l'Euro, una moneta che temevano che potesse minacciare il dominio del Dollaro, nelle transazioni finanziarie.

      http://mio-radar.blogspot.it/2017/11/la-crisi-finanziaria-del-2006-caso.html

      Detto questo i cigni neri esistono :-) ma la cosa è nota da tempo, quanto scritto nella sintesi del libro del cigno nero, mi pare decisamente acqua fresca, dato che non si va al "core" della pianificazione strategica.
      http://lafrecciadellastoria.blogspot.it/2016/10/scenari-di-xxi-secolo-parte-i.html

      La pianificazione strategica (scenario planning) e l'orientamento strategico di fondo (Ooda loop) sono discipline aziendali che provengono dal "know how militare", il primo esempio sistematico fu reso pubblico dgli USA nel rainbow planning.

      E' molto applicato in ambito militare, tranne che in Italia, altrimenti non si sarebbe persistito in modo ottuso sull'F104
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/10/dohuet-oltre-douhet-ed-il-potere-aereo.html

      Durante la WWII, lo stesso Patton si circondava di ufficiali a cui faceva strizzare le meningi per costruire piani su piani teorici in modo da non essere preso alla sprovvista. Patton era guerraffondaio ed un po' invasato, ma sicuramente il più preparato dei generali americani, con uno staff di ufficiali intelligenti che lo seguivano, prova storica ne fu che nel 1944 nella battaglia delle Ardenne, fu l'unico generale americano che ebbe modo di correre in soccorse alla 101/82 aviotrasportata assediate a Bastogne, in quanto era stato l'unico che in parte si era preparato per affrontare un contro-attacco nazista, facendo fare una manovra a buona parte della sua armata.

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    18. Scenario planning ed ooda loop, sono usati da molti anni in ambito aziendale, per approcciare al problema degli eventi ad alto impatto ed impredicibili, ossia quelli eventi che cambiano il contesto. Ovviamente le aziende non sbandierano i propri studi, ma sono documenti riservati.

      La Shell pianifica strategicamente da molto tempo, tanto che dai propri documenti riservati ne ha persino estratto anche dei filmati multimediali, che ovviamente non sono i veri documenti riservati, ma media per la comunicazione per il pubblico.
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/11/shell-scenarios-parte-i.html
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/11/shell-scenarios-parte-ii.html

      Circa la WWIII

      1-Concordo la WWIII definita come Patto di Varsavia VS NATO non è detonata perchè i contendenti atomici erano solo due ed erano razionali. In questo caso, anonimo conferma quanto detto dal profeta geopolitico prof.Mearsheimer
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/10/la-guerra-fredda-la-teoria-del.html

      Il pivoting China è un'evoluzione della teoria del contenimento
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/11/il-geniale-profeta-geopolitico-prof.html

      per maggiori dettagli sulle dinamiche di WWIII: dossier aquamarcia :-) e Fanta RED FLAG (sono wargame da cui estraggo informazioni sulle dinamiche e faccio riflessioni guerraffondaiche di carattere militare)
      http://www.omaha-beach.net/webmas/EBOOK004.HTM

      Mi hanno di recente suggerito l'idea che la WWIII potrebbe essere assimilata ad un gioco a scacchi, gli scacchi sono un gioco che sviluppa un albero di azioni che non è umanamente calcolabile per intero da una mente umana, tutte le strategie di gioco si basano sull'occupazione di determinate aree della scacchiera. Forse un supercomputer potrebbe calcolare tutte le dinamiche e mosse di una WWIII, ammesso però di fare un grosso lavoro di programmazione dando al mainframe fantasia, ossia stime verosimili sugli sviluppi tecnologici militari futuri e sulle risorse necessarie per ottenerle. Ma secondo me, :-) anche se esistesse uno studio analitico ed esaustivo di tal genere, non credo che porterebbe molto più dettaglio di quanto io abbia già sviluppato nel mio warplan campionario e sintetico.

      2-non siamo in un mondo bipolare ma multipolare, ed in Asia la situazione è assai spinosa!.
      http://lafrecciadellastoria.blogspot.it/2016/10/la-freccia-della-storia-extrapolazioni.html

      E' corretta la valutazione che la WWIII e le GP2 dureranno sicuramente meno della WWII e si combatterà ad arsenali dati, ossia senza BUM industriale in pieno impiego.

      3-Ultimo aspetto, quello ideologico; la risposta è semplice purtroppo.
      Quando cambia il contesto gli attori adottano criteri di scelta ed azioni che non avrebbero mai posto in essere in un contesto diverso.

      L'hard power ce l'hanno i paesi del I mondo e lo useranno per mantenere il proprio livello di benessere contro II mondo e III mondo, anche perchè l'Europa non avrà intenzione di farsi ripulire etnicamente, soccombendo silenziosa senza reagire all'attacco non convenzionale scatenato con il "virus degli elefanti" da Chartago.

      Le coalizioni nel mondo si costruiranno con logiche latitudinali non ideologiche/longitudinali (tipiche della guerra fredda) per cui ci sarà I mondo vs II mondo, con III mondo vs I mondo, ma anche III mondo vs II mondo e parte del III mondo sarà sicuramente strumentalizzato dal I e II mondo, i quali avendo più know how, comprendendo essere immersi in un gioco a somma zero mondiale, applicheranno la logica della morte tua, vita mea.

      Ovviamente non tutto il pianeta sarà in guerra ma solo alcuni continenti, quelli più densamente popolati e flagellati dal climate change: Africa in testa, e probabilmente anche Asia se non si verificheranno le condizioni di annullabilità/nullità degli scenari di detonazione.

      saluti

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    19. @anonimo del cigno nero, Taleb riprende la filosofia socratica, che invita all'umiltà: "So di non sapere". Ma quasi nessuno, nemmeno tra quelli che dicono di far tesoro di Socrate, facendolo secondo solo al Cristo, applicano la sua sapienza, perchè la superbia è troppo più soddisfacente. Poi ti vorrebbero insegnare la strada per il Regno dei cieli, ma quella è una sola. "Beati i poveri in spirito, perchè di essi è il Regno dei cieli". Che poi, in fondo, è il concetto di Socrate e di Taleb., ampliato a dimensioni sovrumane. Tradotto in termini popolari, nel detto di mia madre: "Chi si contenta, gode". O anche :"L'erba voglio non cresce nemmeno nelgiardino del re". Tutti insegnamenti alla modestia, all'umiltà, alla temperanza, che facevano parte della sapienza contadina e che economisti e commercio odiano svisceratamente, perchè, applicandoli, si limita il consumismo.

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    20. @ anonimo

      Ho letto l'articolo

      http://ignaziolicata.nova100.ilsole24ore.com/2011/06/06/i-cigni-neri-sono-poi-cosi-neri-taleb-de-finetti-e-la-probabilita/

      Sono concorde con la parte finale, sono in disaccordo con la parte iniziale e centrale.

      Concordo con l'idea che l'Economia possa essere assimilata ad una scienza certa (come la fisica, chimica, medicina...) secondo me è priva di senso, l'economia è scienza sociale e matematicizzando ed introducendo migliaia di modelli non trasforma l'economia in scienza certa, ma si crea solo caos concettuale. Come disse la regina d'Inghilterra:"con tutti questi economisti, nessuno che abbia saputo prevedere la crisi del 2006?". Sorpresa!, la crisi era prevedibile in quanto endemica al sistema e forse la crisi finanziaria del 2006 fu pure pianificata dai neocon per aggredire l'Euro. Perchè?! Perchè la teoria quantitativa della moneta è vera, ed il dollaro sfugge a tale verità solo per la tesaurizzazione del dollaro per il commercio internazionale. Tale posizione di vantaggio è stata ottenuta per ragioni storiche annesse alla guerra fredda.

      Detto questo i cigni neri esistono, ed esistono da molto tempo gli strumenti per scovarli, basta volerli scovare :-)

      peccato però che la crisi del 1929 non fu un cigno nero :-)
      semplicemente la sovrapproduzione agricola causata dalla WWI si è combinata con il sistema bancario americano che finanziava il settore primario, dove le banche facevano provvista a breve finanziando investimenti a lungo termine senz seguire la banale logica che non si usa una fonte di finanziamento a breve per investire in un assets di medio/lungo periodo.

      peccato però che Fukushima un cigno nero?! :-)
      Mah?! io ho qualche dubbio, c'è da chiedersi se in Giappone, un paese supermega oggetto di quotidiani terremoti (con isole che finiscono pure sott'acqua) altamente popolato, sia stato da persone sane di mente, tappezzare il paese di centrali atomiche...

      Veri esempi di cigni neri?!

      I fratelli Wright costruttori di biciclette che smontarono i cattedratici mondiali i quali avevano già dichiarato che il dominio dell'aria era solo per il più leggero dell'aria e che niente di più pesante dell'aria avrebbe mai volato.

      Gli esperimenti di Marconi sulle onde radio, nemmeno sapeva spiegare la scienza il perchè le onde radio emesse da Marconi in Europa erano capaci di accendere le luci in Australia.

      L'abbandono del carbone in favore del petrolio come fonte di energia.

      La teoria della relatività, che ha sconvolto la scienza portando all'energia nucleare.

      La teoria della meccanica quantistica, che ha prodotto tutta l'elettronica che è intorno a noi.

      Il voltafaccia italiano nella WWI che cambiò posizione schierandosi con la coalizione opposta.

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    21. Hitler un invasato che pur avendo già scritto "mein kampf" andò al potere avendo già dichiarato a priori il casino che poi avrebbe fatto.

      La battaglia delle Ardenne: nessuno (tranne in parte Patton) s'aspettava un contro-attacco nazista a dicembre, sopratutto contro il fronte Ovest.

      L'operazione Zitadelle: nessuno sano di mente avrebbe provato a tagliare il saliente russo, ma avrebbe risparmiato le forze per contenere l'avanzata russa. Zukov che forse aveva teso una trappola ai nazisti, i quali abboccarono, ebbe tempo e modo di prepararsi.

      L'avvento del sonar (impiego del suono che si propaga bene sott'acqua) da parte degli Alleati che ha stroncato la strategia di Donetiz, nonostante fosse facilmente predicibile in quanto funzionamento identico sugli echi riflessi del radar (ende elettromagnetiche che si propagano nell'aria)

      Il guasto all'Apollo 13 che ha costretto gli astronauti a fronteggiare il fatto che la loro astronave era rotta per un difetto di fabbricazione e che per fortuna, cambiando i loro obiettivi, sono riusciti fortunosamente a tornare a Terra sani e salvi.

      La mortale guerra civile in Jugoslavia detonata dopo il 1989, in uno stato filocomunista che però non faceva parte del Patto di Varsavia e che non era mai stata ostile alla NATO e che era il paese più economicamente promettente ad un bum economico aiutato dall'occidente, avendo la Jugoslavia persino ospitato le olimpiadi invernali!.

      L'avvento del digitale che distrusse la Kodak, pur avendo la Kodak previstone l'avvento.

      Internet che già con ADSL ed ancora meglio con la fibra, rende inutile il DVB-T per le trasmissioni in chiaro.

      Esempi di cigni grigi?! :-) ossia di cigni neri facilmente prevedibili.

      In Italia, l'altro anno: Rigopiano= terremoto + mega nevicata + valanga.

      In Italia, l'altro anno a Livorno= bomba d'acqua + gente affogata in una casa che era progettata come una piscina!

      Perchè accadono i cigni neri?!

      E' banale, nel mondo succedono cose e continueranno a succedere cose e cambia il contesto :-)

      Tutti gli economisti ed aziendalisti lo sanno che l'ambiente muta, infatti c'è l'analisi PESTEL, ma poi le informazioni vanno elaborate: ma se i politici sono stupidi e ladri con grandi responsabilità è logico che poi ci siano grandi errori e grandi fiamme!.

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    22. Concordo con l'articolo in cui cita DeFinetti, è quasi tutto una questione d'informazione, la quale va continuamente aggiornata, ed è quello che fa l'ooda loop, permettendo di capire cosa fare o cosa non fare in un comportamenteo pro-attivo, prima di essere costretti ad un comportamento reattivo. E per fare questo, occorre separare il segnale, dal rumore.

      C'è un punto importante, che a me preme moltissimo, che stranamente ancora non è mai emerso, dai link che mi avete proposto.

      L'ottima notizia è che le guerre non sono cigni neri :-) anzi le guerre sono cigni grigi.

      Infatti le guerre sono eventi ripetitivi e ragionevolmente prevedibili, Clausewitz ne diede una definizione ed un'analisi splendida, che è attuale ancora oggi (facendo le dovute attenzioni).

      La storia si ripete e chi non ha memoria, è costretto a riveder replicato il pattern, ancorchè in diverse varianti.

      1-La segmentazione del mondo per aree E l'analisi di ricorrenze (applicando la banale logica dell'analogia) permette l'identificazione d'eventi storici ricorrenti, a prescindere dalle cause storiche locali di detonazione delle guerre.

      2-E' possibile inferire l'esistenza o meno di una ciclicità, che però non deve IMHO essere intesa in senso di ciclicicità temporale come una misteriosa logica di ricorrenza, perchè questo approccio è errato dato che le cause di detonazione delle guerre sono sempre diverse e locali, in quanto ci sono attori diversi e contesti diversi, ma la ciclicità va intesa in termini di ORBITA QUALITATIVA attorno ad un attrattore caotico guerraffondaico :-)

      La ciclicità può essere sfruttata a favore di una previsione, invertendo i fattori di contesto i quali se concordano con uno scenario planning, indicano la validità di un pattern predittivo.
      http://lafrecciadellastoria.blogspot.it/2016/11/il-rischio-della-levata-di-chartago.html

      Osservando la storia umana dal 476DC sino al 1945DC è possibile identificare facilmente nella storia europea, dei pesanti elementi di caos deterministico in Europa.
      http://lafrecciadellastoria.blogspot.it/2016/10/tracce-di-caos-deterministico-nella.html

      Esistono quindi delle traiettorie strategiche di lungo periodo, che mutano direzione, generando la storia umana, spesso queste virate storiche dipendono delle condizioni iniziali al contesto E per eventi che ne modificano in modo non più reversibile il contesto: è la transizione di fase ossia l'inizio di una divergenza!.

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    23. 65co2, spesso gli eventi smentiscono le previsioni. Quelli della Nato, nonostante tutti i loro modelli matematici, le loro curve e i missili intelligenti, hanno fatto cilecca. Di conseguenza, d'ora in avanti dovranno abbandonare l'illusione di poter spadroneggiare nel mondo.
      Le aziende sono indebitate fino al collo
      http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/finanza-e-mercati/2018-02-15/la-corsa-spericolata-debito-corporate-212355.shtml?uuid=AErMwr0D

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    24. @Anonimo

      Il legame tra:

      ROI=Return On Investiment)
      i=costo medio delle fonti di finanziamento

      è notissimo il fatto che la leva ha un effetto positivo solo se (ROI-i)>=0 ma anche quando la leva è positiva, tale effetto può rapidamente mutare in negativo invertendosi in (ROI-i)<0

      Sono tante le ragioni aziendali annesse ad un'inversione, tra le varie c'è anche quella che le aziende avrebbero interesse a collocare strumenti di finanziamento sul canale diretto (Borsa, con titoli azionari) piuttosto che usare il canale indiretto (banche, con prestiti b/m/l termine) ma in borsa possono andare solo le grandi aziende. Le medie aziende hanno difficoltà a collocarsi in borsa, le piccole sono sottocapitalizzate e non hanno ne standing finanziario, ne economicità per quotarsi: il mega pozzo nero (meglio dire, buco rosso) dei crediti insoluti bancari, è annesso alla distruzione del 25% del tessuto industriale italiano.

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    25. Perchè si è dissolto il 25% del tessuto industriale italiano ed il declino continuerà?!

      Il campione d'imprese rappresentato in borsa italiana dall'indice FTSE-Mib dice che:

      1-non ci sono stelle, ma solo cani oppure delle aziende che oggi sono mucche ma che il tempo trasformerà in cani, inoltre
      2-le aziende quotate nel FTSE-Mib non sono rappresentative della struttura industriale italiana, la quale è prevalentemente composta da artigiani, aziende marginali, piccole imprese (sotto i 10-15 dipendenti) le quali non hanno mai fatto e non faranno mai, ricerca e sviluppo applicata, usando i brevetti per ottenere vantaggi competitivi.

      Le cause del declino italiano non sono mai state affrontate in quanto politicamente costose nel breve periodo
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/10/il-vituperato-quoziente-debitopil-e-le.html
      http://mio-radar.blogspot.it/2018/01/debito-giudiziario-corruzione-e.html
      http://lafrecciadellastoria.blogspot.it/2017/10/il-declino-economico-italiano-la-crisi.html

      L'Euro non c'entra niente con il declino italiano, anzi l'Euro ha ritardato il futuro botto termofinanziario italiano
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/11/quello-che-i-politici-non-dicono.html
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/11/la-falsa-informazione-di-stiglitz.html

      Nuove politiche IRI-EFIM-Italstat non ristorneranno il declino italiano
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/12/il-deja-vu-delle-politiche-industriali.html

      Non è una questione di mancanza di fondi europei
      http://mio-radar.blogspot.it/2018/01/eurobond-della-fava-gli-eurobond-della.html

      L'immissione d'immigrati clandestini creerà ulteriori problemi nella penisola italiana
      http://mio-radar.blogspot.it/2018/04/la-fantascienza-utopica-di-bankitalia.html

      la lotta tra CDX vs PD+M5s sui migranti non serve all'Africa ma è solo un pretesto sfruttato dai politici italiani per non ripagare il debito pubblico italiano
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/10/lisola-di-mayotte-parte-iii.html

      Purtroppo la bomba demografica africana è una questione che nei prossimi decenni diverrà problema militare
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/11/la-penisola-italiana-sara-colonia-di.html

      La NATO lo sa benissimo, si attende impatti militari dal 2030
      http://mio-radar.blogspot.it/2018/02/nato-climate-change-and-international.html

      Purtroppo in Italia, nessun attore politico vuole gli USE "minimi"
      http://lafrecciadellastoria.blogspot.it/2017/07/gli-italiani-sono-bolliti-ma-ancora-non.html

      Gli USE "minimi", permetterebbero di affrontare il rischio GP2 oltre che abbattere una parte del debito degli stati nazionali che federandosi conferirebbero beni patrimoniali indisponibili e beni demaniali nella devoluzione della DIFESA E POLITICA ESTERA, tuttavia in Italia senza una soppressione della sovrastruttura intermedia della p.a. la nascita degli USE "minimi" non basterebbe
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/11/fiscal-compact-e-stati-uniti-deuropa.html

      il prossimo cigno nero, non è nero, ma bianchissimo: è nella finanza, ed è la bolla dei titoli di stato italiani indotta da Draghi
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/11/riga-conference-2013-what-is-strategic.html

      Sarà un bel botto termofinanziario, che introdurrà ad una transizione di fase, in cui si disegnerà rapidamente un nuovo contesto non più reversibile
      http://mio-radar.blogspot.it/2018/01/politici-stupidi-e-ladri-producono.html

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  9. @ Fra
    Non ho compreso le obiezioni che mi rivolgi.

    1-secondo te, la guerra non è la continuazione della politica con altri mezzi?!
    2-secondo te, la guerra non è evento umano ripetitivo e ragionevolmente prevedibile?
    3-secondo te, il I mondo non confliggerà con il II ed il III, ed il III mondo non entrerà in conflitto con il II ed il I, finendone strumentalizzato?!

    C'ho scritto 10 pdf sul tema WWIII e GP2, senza contare le romanzature di climate fiction.

    Definire, il termine approssimativo :-)


    @ Claudius
    mi fa piacere che tu sia concorde!.

    IMHO alla Federazione piena (USE come USA) con una CIA europea ed una FBI Europea, Tribunali Europei per i reati federali e carceri federali, non lo so se l'europa ci potrà mai giungere....

    In ogni caso, per fronteggiare le GP2 sono sufficienti gli USE "minimi" ossia la devoluzione degli stati nazionali europei di difesa e politica estera (alias la vecchia idea della CED di DeGasperi).

    Tuttavia, anche qualora gli USE tendessero alla struttura federale degli attuali USA, negli USA il debito degli stati americani (es il debito del Texas, oppure della California ecc...) non ha avalli o garanzie dagli altri stati federati negli USA, ma il debito di ogni stato è sul groppone dei cittadini dello stato federato in cui è stato fatto. Per cui pensare di scaricare il debito pubblico italiano, sul groppone tedesco ed europeo (come hanno sempre tentato di fare gli italiani) causa la risultante di ritardare la nascita degli USE (il cui aborto, è un chiaro obiettivo ideologico cattocomunista).
    http://mio-radar.blogspot.it/2017/11/il-geniale-profeta-geopolitico-prof.html
    http://lafrecciadellastoria.blogspot.it/2017/07/gli-italiani-sono-bolliti-ma-ancora-non.html

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  10. Sorpresa! La crescita Europea cresce sempre meno, ci stiamo faticosamente avvicinando al crinale di Seneca?
    I "maghi" come Draghi però non demordono e ripresentano le stesse tentate soluzioni per perpetuare il BAU,ben apprezzate dai Politici, ovvero aumento del Debito ("espansione della base monetaria"):
    http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2018-04-26/bce-prudenza-persistenza-pazienza-223258.shtml?uuid=AEufPBfE
    Ad maiora!

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    1. R xxxmovies "@ Mago
      Sono felice d'interagire su questo blog, anche perchè mi pare chiaro che sia diffusa e consolidata l'opinione che il XXI secolo non porterà pace e prosperità, ma un grosso democidio."

      Movies, sembri non aver capito che gli omicidi di massa sono già un pezzo in là, essendo il biota dei vertebrati selvatici ridotto ameno del 3% come massa totale, col resto rappresentato dalla massa del biota umano e poi degli animali da allevamento. Si tratta di evidenza scientifica e di temi coraggiosamente affrontati da parte della filosofia moderna, quella psot-umana o non antropocentrica. Ben inteso che non può esistere un mondo senza foreste o con poche foreste, poichè le foreste vergini resisto anche variazione climaiche nell'ordien di 5 gradi, è chiaro che più provi ad evitare quello che chiami "democidio" più ne amplifichi la portata. Ricordiamo inoltre che senza fertilizzanti azotati derivati dai combustibili fossili la produzione agricola si dimezzerebbe, senza considerare gli effetti deleteri dell'effetto serra...Inoltre le antiche cultivar in permacoltura sono esse stesse resitenti tanto agli estremi climatici che ai parassiti. Ergo implementare la permacoltura hic et nunc, non mettendo a coltura altre terre ma semmai lasciando al bosco quelle che confinano con dei boschi non pionieri, è una emergenza: cioè abbracciare quello che chiami democidio per evitare democid ancora più grandi ed irreversibili è emergenza irrinunciabile per tutti i fattori sommariamente esposti e legati fra loro. Per cui gran parte delle cose che dici, almeno se prese a non a pezzettini (ma nemmeno tutti) ma nel complesso, sono secondo me parecchio confuse; le analisi politiche ed economiche,addirittura militari, (con grandissima approssimazione da parte tua) che non riesci a mettere in relazione al peak everything credo poi non siano ben centrate sul tema generale e comune di discussione.

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    2. @ Fra

      "[...] Per cui gran parte delle cose che dici [...] nel complesso, sono secondo me parecchio confuse; le analisi politiche ed economiche, addirittura militari [...] che non riesci a mettere in relazione al peak everything credo poi non siano ben centrate sul tema generale e comune di discussione."

      L'unica cosa evidente IMHO è che non hai scorso nemmeno una riga di quello che ho scritto su WWIII e GP2.
      Ci sono 8 PDF di scenari strategici, oppure vari post sintetici di presentazione, persino un paio di sintesi multimediali.

      Se i contenuti ti appaiono troppo complessi ed ostici da digerire, puoi approcciare al tema con la chiave ludica di www.climatefiction.gq

      saluti e buona giornata!

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    3. R xxxmovies Se i contenuti ti appaiono troppo complessi ed ostici da digerire..Per niente proprio; solo confusi, approssimativi nientaffatto inerenti al peak everything ed alla terza guerra mondiale che è già qui, e si chiama antropocene e riduzione del biota dei vertebrati selvatici a meno del 3% in massa...Mi spieeghi che cavoloc entra vagheggare una terza guerra mondiale quando è già qui, ed è quella alla Natura, e Medea farà certamente molti più danni ed ha già inziato l'opera? Almeno tu sai cos'è la Medea di Lovelock? Mettere in un post su effetto risorse la questione della scelta dell'AMI del f104 di sessanta anni fa è una BOIATA PAZZESCA, e scusa il francesismo. Saluti.

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    4. @ Fra

      Il problema del climate change non é un problema animalista, non é un problema climatico o meteorologico, non é un problema di coscienza civica/ambientale!. Poiché il pianeta é popolato da esseri umani, questi sono soliti interagire tra loro per ragioni economiche, politiche, ambientali, militari, ideologiche, religiose... in ultima analisi quindi, gli effetti del climate change saranno una seria questione: economica, politica e militare!.
      http://lafrecciadellastoria.blogspot.it/2016/10/limpossibilita-di-una-crescita-infinita.html

      Riguardo al link su F104
      Se all'AMI avessero fatto "pianificazione strategica" non avrebbero preso rischi, ossia mantenendo un contesto di mezzi inadeguati, obsoleti e vulnerabili. Se l'AMI avesse fatto pianificazione strategica, non avrebbe insistito su F104 ma avrebbero scelto Northrop F5E e poi F20 (copiando quanto fecero gli svedesi). Francesi e Britannici e sopratutto gli scandinavi, erano consci che gli aeroporti sarebbero stati subito distrutti, nei primi momenti di in un confronto con il Patto di Varsavia, infatti misero in linea anche Harrier, Sepecat Jaguar, e sopratutto Saab Viggen.

      Immaginando un wargame 1970s-1980s di guerra fredda che diventava calda, in cui SS20 sovietici erano già detonati in Italia (annientando aeroporti, basi navali, caserme, snodi ferroviari, porti, stazioni, raffinerie ecc...) mentre sciami di Mig/Sukoi erano in arrivo sui cieli italiani per proteggere le colonne di terra di T74/T80/BMP in movimento dall'Ungheria/Jugoslavia, è ovvio che sarebbe stato utile per l'AMI disporre di F5E/F20. Si può eccepire che ad un tentativo sovietico d'assorbire l'europa occidentale (più violento di come l'URSS invase Ungheria_1956 poi Cecoslovacchia_1968 poi Afganistan_1979) poi ci sarebbe stato un olocausto nucleare, indotto dal pronto controattacco di tutto dell'arsenale USA sull'URSS, causando il contestuale impiego di tutto l'arsenale strategico sovietico.

      https://it.wikipedia.org/wiki/Risposta_flessibile

      La differenza tra immediato uso (dottrina Eisenhower) e pronto impiego (Kennedy) delle armi strategiche, implica che nel secondo caso ci sarebbe stato un breve spazio di tempo (forse 24H) in cui la componente tattica NATO in Europa, avrebbe potuto combattere in cielo, mare, aria prima che l'umanità terminasse in un olocausto nucleare. Il sistema d'armi tattiche è sempre stato molto importante per la NATO nella guerra fredda, proprio perchè la NATO non doveva apparire debole agli occhi del PdV, a maggior ragione tenere in linea il bidone F104 fu sbagliato.

      Il post era un esempio, per dimostrare che l'AMI non avendo fatto pianificazione strategica, s'assunse per 40 anno il rischio crescente di perdere il potere aereo, tenendo in linea una bara volante.

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    5. parlando con un sergente della base aerea di Grosseto, mi resi conto che non erano al corrente dell'inferiorità dell'F104, ma mi assicurò che, anche se stavano per sostituirli con intercettori europei, avevano sempre assolto al loro dovere senza incidenti.

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  11. "Anche uno stoico come Seneca avrebbe detto che se si può cercare di evitare il collasso climatico e altri collassi ambientali, bisogna provarci. Proviamoci."
    Siamo circondati da 7,5 mld di locuste assatanate di beni materiali da consumare. Dire che il problema sia filosofico, è riduttivo. Mi tornano in mente le parole di Gesù dette agli 11 apostoli nella Valtorta alla loro richiesta di allontanare il demonio da Giuda:"Potevo, ma per impedire a satana di incarnarsi, avrei dovuto sterminare la razza umana e allora, chi avrei redento?" La logica è che pochi sono disposti a fare dei sacrifici, come passare all'auto elettrica, ma gli esempi di mitigazione sono innumerevoli, perchè la razza umana è essenzialmente composta da locuste, pronte pur di distruggere risorse, a ricorrere a tutti i mezzi, leciti o meno, pur di poterlo fare. La termodinamica aiuta a comprendere il problema, la filosofia ad accettarlo (e già siamo a livelli inarrivabili per la locusta), figuriamoci a cercare di risolverlo. Mi sembra un'impresa ardua come quella di andare in Paradiso, forse anche di più, se è vero che in fondo per andarci basta la buona volontà personale, ma qui ci vorrebbe globale, di tutti o almeno la grande maggioranza. E a guardarsi intorno......

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  12. http://peakoil.com/enviroment/were-doomed-mayer-hillman-on-the-climate-reality-no-one-else-will-dare-mention
    we are doomed, end, kaput.

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