venerdì 19 novembre 2021

Come Utilizzare le Risorse Ambientali: sani principi che nessuno rispetta
























Con l’ erosione del terreno diminuiscono le produzioni agricole

di Silvano Molfese

Negli ultimi decenni le conoscenze sulla biosfera hanno fatto enormi progressi e, nonostante ciò, si sono accumulate quantità sempre maggiori di gas climalteranti e di tante sostanze di sintesi, tossiche per la biosfera stessa che è stata trasformata in una discarica.

Quali criteri si dovrebbero seguire per salvaguardare la biosfera quando utilizziamo le risorse naturali? Per esempio quant’acqua possiamo prelevare senza danneggiare l’ecosistema?

Vandana Shiva nel richiamare l’attenzione sul ciclo dell’acqua e sui principi del prelievo idrico sostenibile si esprimeva così:

“La falda acquifera si abbassa quando il tasso di prelievo dell’acqua sotterranea è superiore al tasso di ricostituzione dei depositi di acqua sotterranea per percolazione. Per assicurare un’offerta continua di acqua sotterranea, il prelievo dovrebbe essere limitato al tasso netto di approvvigionamento della falda acquifera. Se il prelievo è invece superiore si inizia a estrarre l’acqua delle riserve sotterranee, e si verifica una siccità del sottosuolo anche se non c’è siccità dovuta a cause meteorologiche. “ (1).

Rileggendo questo concetto si potrebbe dire che si sfrutta una risorsa naturale quando, da una data superficie, si preleva una quantità della risorsa superiore al tasso netto di approvvigionamento annuo.

Invece si utilizza una risorsa naturale quando da una data superficie si preleva una quantità della risorsa entro il tasso netto di approvvigionamento annuo.

Con l’uso ripetuto della fresa su terreni acclivi si avrà l’erosione del suolo che comporterà un calo produttivo e, nei casi più gravi, l’azzeramento della produzione: in questi casi diremo che la risorsa suolo è stata sfruttata.

Un altro esempio potrebbe essere la disponibilità di seme per la semina in campo.

In un dato ambiente per ottimizzare le rese medie del grano duro, pari a 3,0 tonnellate per ettaro, è necessaria una densità di semina di 200 kg per ettaro.

Se un anno, per condizioni climatiche avverse, la resa di grano fosse di sole 1,5 t/ha il quantitativo di grano da conservare per la semina successiva, volendo mantenere le stesse potenzialità produttive, sarà comunque di 200 kg/ha .

Se il contadino dimezzasse queste scorte di semente, potrà seminare soltanto metà della superficie con il corrispondente calo produttivo.

In questo caso potremo affermare che è stata sfruttata la risorsa seme.

Un aspetto trascurato ma decisamente preoccupante per la stabilità climatica è dato dalla distruzione delle foreste primigenie: a livello mondiale nel 1947 si stimavano 1.500 miliardi di ettari di foreste primigenie mentre allo stato attuale ne sono rimaste circa la metà; tra il 2000 ed il 2018 per incendi e disboscamenti ammontano a ben 230 milioni gli ettari di foreste primigenie perse nel mondo. (2)

Dal 1950 circa, le tecnologie impiegate, la massiccia produzione industriale e la distruzione del manto forestale legate al sistema economico, a cui si somma l’aumento della popolazione mondiale, stanno modificando fortemente gli equilibri naturali

Forse definire le parole utilizzo e sfruttamento, quando ci riferiamo alle risorse naturali, potrà sembrare eccesso di pignoleria; tuttavia credo che nel comune linguaggio tecnico e scientifico sia preferibile una tale distinzione vista la distruzione esponenziale dei beni ambientali.



Note

(1) Shiva V., 1988 – Sopravvivere allo sviluppo. ISEDI, 246

(2) Bertacchi A., 2019 - Intervento al convegno “Resilienza o estinzione? Cambiamenti climatici, perdita di biodiversità, crisi economica: scegliere il futuro dopo la crescita.” Pisa, 22 marzo 2019.
http://mediaeventi.unipi.it/category/video/Resilienza-o-estinzione-parte-seconda/5eb581096cc392dfdbd8cd35cbec5bcf/206 dal 79’ e 05’’.





5 commenti:

  1. https://voxnews.info/2021/11/20/rotterdam-la-rivolta-non-si-ferma-cittadini-bloccano-il-porto-video/
    pure a Vienna le locuste si ribellano, perchè vogliono usare le risorse ambientali come vogliono loro e non come è giusto che siano usate. Meno male che noi abbiamo Renzi, Letta, Brunetta e tutti gli altri che si preoccupano per il PIL.

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  2. https://www.renovatio21.com/lincredibile-aumento-dei-malori-un-grafico/
    grande aumento dei malori mortali dopo l'era vaccini

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  3. In un’agricoltura moderna, attenta ai temi ambientali, con il termine Cover Crop (coltura di copertura) si intende l’impianto di una coltura erbacea con lo scopo primario di proteggere il terreno.
    La pratica è finalizzata a:

    COMBATTERE L’EROSIONE

    LIMITARE IL COMPATTAMENTO E LA PERDITA DI STRUTTURA DEL TERRENO

    BLOCCARE IL DILAVAMENTO DEGLI ELEMENTI NUTRITIVI

    INCREMENTARE I NUTRIENTI (AZOTO FISSAZIONE)

    LIMITARE LO SVILUPPO DELLE ERBE INFESTANTI

    INCREMENTARE LA SOSTANZA ORGANICA

    AUMENTARE L’ATTIVITÀ BIOLOGICA DEL SUOLO

    La Cover Crop viene in genere lasciata sul terreno, oppure interrata (sovescio). Il sovescio in particolare, in base alle essenze utilizzate, arricchisce il terreno in azoto e sostanza organica (humus), oppure permette un effetto allelopatico e biocida contro nematodi e funghi patogeni.
    I benefici delle Cover Crop, pur non fornendo un reddito immediato, ripagano ampiamente l’azienda agricola dei costi ad essa inerenti, sia in termini di maggiori produzioni sia in termini di minori spese per la coltura successiva. A lungo termine il beneficio di questa pratica si esprime nell’incremento della fertilità del terreno.
    Le Cover Crop rientrano nelle pratiche di “agricoltura conservativa” che vengono sostenute dall’Unione Europea, tanto da usufruire già di aiuti diretti nell’ambito di PSR regionali.
    Da un sito commerciale.
    Fuzzy

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  4. R "Un aspetto trascurato ma decisamente preoccupante per la stabilità climatica è dato dalla distruzione delle foreste primigenie:"

    Grazie prof, battaglia riportata da me anche nei commenti passati spesso volutamente o non volutamente incompresi..RICORDIAMO però che non basta: LLovelock stima che almeno 1/4 delle attuali terre coltivate va restituita al bosco ai suoi margini, anche per ricostitire quelli che Beckof chiama corriddo di "wilderness"....(Insomma le terre coltivate devono essere come un arazza con ampi corridoi boschivi di riserva tanto per le specie veegtali che animali"...

    Detto ciò mi verrebbe da urlare a Greta: " Te capì? Semo troppi ed è ora scossa di chiudere le tube di Falloppio dopo il primo figlio ed ai figli di chi ha già figlaito troppo"

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  5. Lo stesso ragionamento si applicherebbe se guardassimo il lato economico della cosa o quello dell'economia delle risorse, in essenza è decidere sulla profittabilità a lungo termine contro quella a breve. Attenzione, quando parlo di ECONOMIA parlo di scambi e cicli di merci/materie, quello che riguarda il denaro è FINANZA, l'interazione base tra denaro ed economia sana è definita dal ciclo denaro-merce-denaro (o merce-denaro-merce, più correttamente) in quanto il fine del denaro è sempre una merce/servizio da consumare.
    Quì la mentalità però la fà da padrone, ovviamente la condizione di egoismo brutale e di barbarie culturale prediligono i "pochi, sporchi e subito" per cui tutto è sacrificabile al profitto immediato individuale, in questo la penetrazione degli aspetti finanziari nell'economia dimostra una pesantissima relazione: il sistema della finanza è di sua natura tendente alla speculazione, l''uso di risorse monetarie per moltiplicare il profitto senza passare dall'economia! Una buona fetta di carestie in Irlanda sono state legate proprio al profitto, il grano andava "ai mercati" sempre e comunque per generare soldi, i residenti dovevano arrangiarsi con altro. La crisi del 1929 alltrettanto ha caratteristiche uniche correlabili, negozi pieni e prodotti sovrabbondanti ma nessuno che compra per mancanza di denaro con una raffica di fallimenti di aziende sane perchè "avevano prodotto troppo" (ipotesi sovrapproduzione) mentre in realtà si assisteva alla situazione in cui vi era scarsità di denaro (materia virtuale, definita solo da convenzioni tra umani) per eccessiva concentrazione verticale (crisi da sottoconsumo)... risolto con il New Deal e politiche keinesiane.
    Le aziende sane sono utilizzatori di risorse, nessuno delgi elementi del loro ciclo deve essere sfruttato pena problemi e rischi a catena (formalizzato nel Sistema Toyota o di Qualità Totale), in quanto il fine è continuare a generare profitti per decenni, un esempio paradossale è l'industria petrolifera: a parte le iniziali corse all'oro nero il sistema è maturato diventando un utilizzatore accorto delle risorse disponibili (giacimenti) dandosi tempo di valutare, sviluppare tecniche e tecnologie, mappare e quant'altro per garantire una produzione in linea con i consumi...
    Oggi come ieri e come domani QUALSIASI SFRUTTAMENTO è il prodromo di disastri, in natura si vede nei cicli predatore-preda ma gli esseri umani potrebbero evitare questa altalena. Bisognerebbe iniziare ad imparare l'autocontrollo, il pensiero razionale vero, la modestia di fronte alla realtà e mille altre virtù teologali e non, chiare da millenni e codificate in moltissime religioni..... smettere di essere adolescenti e diventare adulti non solo come individui ma anche come specie.

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