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mercoledì 2 giugno 2021

Covid: La Fine dell'Università

 Le lezioni all’università diventeranno come i Ted: docenti comunicatori e giovani sempre più soli

da "Il Fatto Quotidiano" del 20 Maggio 2021

di Ugo Bardi

 

Si avvia a concludersi il secondo anno accademico dell’era post-Covid. È stato ancora un anno in didattica a distanza (Dad) ma stavolta in modalità “duale.” Per via del distanziamento, non tutti gli studenti potevano entrare nelle aule e quindi avevano l’opzione di seguire i corsi a distanza per mezzo di una telecamera. In pratica il duale è stato alternato a periodi di completa didattica a distanza, ma in ogni caso ha confermato i problemi avevo descritto in un post precedente.

Uno dei problemi principali è che nell’università si fa ancora lezione con il docente che parla e gli studenti che ascoltano: è la didattica cosiddetta “erogativa” che vede gli studenti come dei secchi da riempire. Potrebbe anche andar bene per certe cose, ma il problema è che la tecnologia cambia completamente il modo di fare le cose, anche se non lo vorremmo. Per esempio, potete benissimo dire che la vostra macchina è una “berlina,” ma questo non vuol dire che sia tirata da cavalli e abbia un cocchiere, come avevano le berline di due secoli fa. Allo stesso modo, quello che si fa in Dad viene chiamato “lezione” ma non è la stessa cosa che si faceva prima.

Una lezione universitaria tradizionale “frontale” di un paio d’ore è pesante. Però si regge abbastanza bene se il docente ha una capacità che si acquisisce con l’esperienza: capire se gli studenti lo stanno seguendo oppure no. Gli studenti ti possono mandare dei messaggi chiarissimi anche senza dire una parola: lo si vede dal linguaggio del corpo: sguardo, posizione, movimenti, eccetera. E se vedi che non ce la fanno più, puoi rallentare, fare una pausa, fermarti a spiegare, tornare indietro, e altre cose. Insomma, la lezione in presenza è sempre interattiva. Ovviamente, non è detto che funzioni sempre bene ma, comunque vada, docenti e studenti sono esseri umani che si ritrovano faccia a faccia per due ore. Non si possono ignorare reciprocamente per tutto il tempo.

Trasportate la stessa lezione in Dad ed è un disastro. Ti trovi di fronte gli studenti in forma di immagini grandi come francobolli. E nemmeno tutti mostrano la loro faccia, invocando una cattiva connessione. Forse è una scusa, forse no, comunque non li puoi obbligare. Così ti ritrovi a “parlare al nulla” senza avere la minima idea se quello che stai dicendo viene recepito. Le cose non cambiano in modalità duale. Più della metà degli studenti rimangono in virtuale e i professori sono bloccati nel campo visivo della telecamera senza poter veramente interagire con i coraggiosi in aula.

Ne consegue che la Dad segna un cambiamento profondo nella struttura e nei metodi delle lezioni. La lezione “frontale” (chiamatela “cattedratica”, se volete) è altrettanto obsoleta delle carrozze a cavalli. Il futuro è probabilmente qualcosa di simile ai seminari TED che trovate sul Web. Presentazioni brevi ed efficaci, fatte dagli esperti più rinomati nei vari settori, gestite da professionisti della comunicazione. Cose ben diverse da quello che un docente può fare da solo, arrangiandosi il meglio che può fra le mille incombenze che si ritrova addosso.

Se si va verso qualcosa del genere, come sembra inevitabile, un gran numero di docenti dell’università italiana risulterà ridondante, più o meno come i cocchieri delle carrozze di una volta. Non è detto che non sia una cosa buona, ma il problema non è quello. È che l’università – come tutta la scuola – è uno dei pochi luoghi dove i giovani possono ancora socializzare e crescere come persone. Se restano chiusi in casa, davanti allo schermo di un computer, il risultato lo potete ancora chiamare scuola, ma non lo è più, allo stesso modo in cui la potenza di un’automobile si può ancora misurare in cavalli vapore, ma i cavalli non ci sono più. Ed è una cosa a cui dobbiamo pensare se non vogliamo tirar su una generazione di disadattati.

16 commenti:

  1. Complimenti Prof, raramente ho visto qualcuno con la capacità di dire una frase come " Non è detto che non sia una cosa buona.... ": lei il suo salario lo ottiene insegnando e le stanno cambiando il mondo ma è disposto a vedere il buono che esiste nel cambiamento! Il mio massimo rispetto alla mente scientifica ed analitica che dimostra, motivo primo per la mia frequentazione del suo spazio comunicativo.
    Da anni negli USA la questione è scottante, spesso le università americane sono criticate perchè non competitive nel fornire abilità e conoscenze rispetto alle mille forme della rete, in altri casi si criticano i sistemi burocratici di definizione dell'aggiornamento delle competenze: in molti casi nei campi pratici i blog o i form specialistici sono un terreno migliore di condivisone delle esperienze di convegni e corsi, anni fà mi capitò di parlare con un professionista dell'estrazione petrolifera che mi spiegò come per superare uno strato gelogico in africa la soluzione la trovò su un forum dove un collega dell'Alaska gli suggerì un metodo che loro utilizzavano.....

    L'università e la scuola non sono ne saranno obsoleti, devono solo ritornare al loro vero valore maieutico e abbandonare l'idea di un riversare in contenitori vuoti. Se la lezione frontale è solo parzialmente utile i laboratori, le simulazioni (giochi di ruolo, esperienze simulate, etc) e i dibattiti (moderati con rigore scientifico) non sono sostituibili da un pc, lo scopo sarebbe affiancare ai contenuti teorici la loro ricaduta pratica e funzionale. So benissimo che alcune materie sono immuni a questo ragionamento, matematica, storia e letteratura in primis, ma questo rinforza solo una nuova armonia di interazioni tra professionisti e studenti.
    La sfida è grande, preparare una generazione che dovrà affrontare la sfida di competere con IA e autaomi nel trovare un posto nel mondo non è ne sarà facile, competere con questi avversari richiede un pensiero scientifico e creativo affinato a scorrere intorno ai problemi, analizzarli da prospettive nuove e affrontarli con approcci diversi. Lo studente non potrà più essere "programmato" con un set di risposte (l'attuale limite degli esami scolastici), dovrà essere educato al pensiero critico e razionale e valutato per le sue capacità di utilizzare le conoscenze. Nell'antichità era il lavoro dei tutori e dei maestri (parola ambigua ormai)!
    Non abbiamo troppi insegnati anzi ne abbiamo troppo pochi, sulla qualità si potrebbe comunque discutere ma l'intelligenza biologica è difficile da ottenere in abbondanza e una buona approssimazione spesso è l'unica cosa necessaria ad un bravo studente. Attenzione comunque all'incognita delle IA, una volta ottenuto il tutore perfetto digitale quello sì si può copiare all'infinito.......!

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  2. il guaio della conoscenza è che è pure lei duale, perchè un conto è memorizzare, il che dà l'impressione di sapere bene, e un conto capire. Un classico esempio è l'entropia, da tutti memorizzata al liceo e nelle facoltà scientifiche e poi sparita nell'oblio della moltitudine delle nozioni ricevute e dimenticate. Già sono pochi coloro che l'hanno incontrata sulla loro strada, pochissimi coloro che la vivono.
    Un caso simile mi è capitato domenica, quando ho dovuto convincere un sacerdote della sussistenza del peccato in certe situazioni, perchè insisteva su aspetti psicologici, che secondo lui non erano contemplati nella parola di Dio. E' cascato male, perchè conosco il Vangelo e anche un pò la Bibbia. Alla fine di questa discussione mi ha abbracciato, sfidando il covid. Anche lui è un secchio riempito che si è svuotato, come gli studenti. Il martellamento pare sia la tecnica vincente anche della conoscenza, non solo della disinformazione e dell'ignoranza. Ripetita iuvant.

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  3. Se è così nelle università (e non ho motivo per credere il contrario) immagina la situazione negli ordini di scuola inferiori: più scendi, più le ricadute sono gravi, se non altro per la maggiore immaturità dei "discenti" (che già discente è un termine ottimistico, covid o non covid). Aggiungo: i bambini crescono, diventando i futuri adulti... che tipo di adulti?

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    1. come nella storia infinita, il nulla avanza e se non lo contrasti, diventa il tuo padrone e signore. D'altronde in ogni disciplina l'allenamento è prerogativa insostituibile per ottenere risultati accettabili e vale anche per le discipline intellettuali e spirituali. I secchi si svuotano velocemente e devono essere riempiti più velocemente. Il buonismo scolastico odierno può fare solo dei danni: quando ero bambino mi dicevano: se non hai voglia e capacità di studiare, non ci sono problemi, ci sono tanti mestieri da imparare. Oggi lasciano indietro chi ha voglia e capacità perchè tutti devono essere al solito livello intellettuale, che ho paura sia perciò molto al ribasso.

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    2. Nelle scuole inglesi si differenziano gli alunni per capacità e rendimento e nessuno si scandalizza. I più bravi sono seguiti per il loro livello e non vengono tirati indietro dagli altri, i meno bravi hanno insegnanti dedicati che cercano di farli migliorare e alla fine anche il loro rendimento aumenta.

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    3. nella piazza in cui abito, dove sono nato e che perciò non posso fare a meno di amare, in questi ultimi anni ho sentito fare un solo discorso sensato, dalla orefice che è anche la referente di FI, e cioè che l'Italia non può andare avanti con le movide e roba del genere, ma tutti gli altri abitanti del circondario considerano intelligenti quelli che fanno i soldi e no quegl'altri. MrKey, Che tipo d'adulti verranno i bambini? Come i loro genitori, anzi sicuramente peggio.

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    4. @anonimo
      Il sistema UK è ottimo ma richiede molto di più come impegno ai vertici, organizzare i corsi come forme standardizzate e ripetitive è più facile che creare percorsi adattivi. Oggettivamente agli insegnati cambierebbe di poco nella pratica quotidiana ma il lavoro di gestione degli alunni sarebbe importante!
      Unn aspetto simile lo vedi con la reticenza all'uso dell'informatica, dagli anni 70 in USA ed UK si usano le ricette elettronice mentre da noi solo nel 2020 sono iniziate a circolare, i paesi anglofoni sono molto più attenti all'efficacia delle scelte e meno preoccupati di chiedere "troppo" alle posizioni apicali: in molti casi il problema dei "vertici" è che sono scelti per "meriti" non correlati alla loro funzione quindi difficilmente possono svolgere adeguatamente le loro mansioni ad un livello oltre il basale minimo.

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  4. Il "remote learning" é cosa nota in Australia.
    Chi si ricorda il film del 1971 di Sordi e Cardinale in Australia, già i bambini australiani dell'outback vivevano il remote learning

    https://youtu.be/zc4Jmj6Zpfs
    https://en.wikipedia.org/wiki/School_of_the_Air
    https://www.nytimes.com/2020/04/10/world/australia/australia-remote-learning-schools-coronavirus.html

    Non mi pare che gli australiani siano particolarmente minorati.

    Durante la WWII, dal 1939 al 31/10/1940 le scuole furono chiuse o spostate altrove. Poi arrivarono un po' di V1 e V2 su Londra, ma niente di comparabile al periodo 1939-1941. Per recuperare l'analfabetismo preWWII furono create dal 1970s le scuole serali che in parte colmarono il gap.

    Alle elementari AFAIR la maestra era la mamma chioccia la didattica in presenza era necessaria (in Australia però sono riusciti a farne a meno).

    Alle medie AFAIR, spuntarono vari professori, con tanti libri diversi, serviva il diario e lo studente iniziava a costruirsi un metodo di studio, dando priorità al tempo ed alla difficoltà dei compiti, su quato era dettato dal diario nei compiti assegnati per casa.

    Alle superiori AFAIR oltre al diario e metodo di studio, era importante star seduti nelle primme file, la didattica in aula AFAIR serviva per chi stava attento (permetteva di studiare meno, le spiegazioni erano già la sintesi di cosa si sarebbe trovato sui capitoli dei libri). Alle superiori s'affinava AFAIR il metodo di studio e si scopriva che non di rado i testi erano schifosi, talvolta nemmeno la didattica in aula bastava e servivano ripetizioni e dispense aggiuntive. AFAIR le interrogazioni erano tutte programmate (si sapeva chi sarebbe stato interrogato e su cosa) inoltre si sapeva in anticipo, quando c'era un compito in classe e su cosa. Solo dattilografia, informatica di laboratorio fecero AFAIR sporadici dattiloscritti a sorpresa.

    All'università AFAIR al primo anno si seguiva il massimo delle materie possibili, poi negli anni a venire, si seguivano solo le materie che erano utile seguire, al fine di minimizzare i propri movimenti e massimizzare il tempo di studio. La cosa più rompiballe era il piano di studio, che s'incominciò a modificare solo dopo aver passato il biennio. I ricevimenti con i prof AFAIR erano indispensabili per le materie che non si potevano seguire. Tutti i testi universitari erano eccellenti, MOLTI ANNI LUCE sopra quelli insufficienti delle superiori. Ogni esame contava almeno 1200 pagine + gli appunti delle lezioni presi o scambiati con altri studenti. Il calendario sostituì il diario, molti mesi prima erano note le date degli esami. Spuntarono le mappe mentali e gli stati avanzamento programma, studiando almeno 3 volte il programma entro la data limite dell'esame. Gli esami orali erano un'ottima palestra da frequentare come spettatore, solo se s'era già studiato il programma, perché simulavano l'impatto di un orale e chiarivano cosa cosa di riteneva di aver capito contro cosa s'era realmente capito. La teoria delle FAQ é un mito: le domande agli orali erano sempre su tutto il programma in modo equipotente.

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  5. https://www.fanpage.it/live/coronavirus-ultime-notizie-3-giugno-2021/
    dopo il successo della campagna vaccinale GB vede aumento contagi e morti. Covid, la fine dell'università, ma non della normalità. Basta vaccinare tutti.

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  6. https://energyskeptic.com/2021/book-review-of-richard-heinbergs-2011-the-end-of-growth/
    articolo molto interessante che parla anche di teorie economiche e del perchè sono tutte fallimentari e illogiche. Un pò come la signora che manifestava contro le restrizioni covid, urlando che è tutta una bufala, perchè la ragione vera è che il petrolio sta finendo. Se ne fosse veramente convinta dovrebbe subito smettere di fare il 90% delle cose inutili che fa, tra le quali manifestare. Ma come questo qui accanto probabilmente è convinta che i motori vanno anche ad acqua e allora chi ci può fare qualcosa con questi qui? Intanto Figliuolo ha detto che i 2 mln e più di sessantenni che non si vaccinano vanno scovati e convinti. Per il loro bene, ovviamente. Ma se è vero che le teorie economiche keynesiane e neoliberiste sono fallimentari (quella marxista è fallita da 30 anni ormai) e il PO è reale, ma che nuova o vecchia normalità pretendiamo di volere?

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    1. comunque se Marx avesse letto un pò la Bibbia avrebbe capito cosa significa nella storia dell'uomo passare dai beni comuni, ossia pochi esseri umani in mezzo a tante risorse naturali, ai beni condivisi, tanti umani in mezzo a risorse sempre più scarse. Da uomo intelligente forse avrebbe capito dove stava l'errore dell'utopia che aveva concepito, ma si ritorna sempre lì: o canoscenza e virtute vanno a braccetto o possono portare solo del male al creato e all'uomo stesso, che doveva esserne il custode, non il distruttore, come è stato frainteso quel "dominerai" nella Genesi. D'altra parte che gusto ci sarebbe a dominare senza violenza. La belva primordiale che pretende tutte le femmine e risorse è sempre pronta a schizzar fuori e qualche volta è dominata da intelletto e spiritualità, se unite, ma nella maggioranza dei casi predomina, usando le scuse più varie e comprensibili: tengo famiglia, fame, sete, nudità, ecc. Poi si ha paura che armi nucleari o pandemie vengano usate per ridurre il numero delle locuste, ma come diceva mio padre: "Male non fare, paura non avere". Qualcuno qui (i mld di locuste) ha la coscienza sporca.

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  7. Ugo, complimenti per la conclusione azzeccatissima frutto di anni ed anni di didattica.
    S.M.

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  8. https://www.cnbc.com/amp/2021/06/04/climate-russia-saudi-arabia-reject-calls-to-end-oil-and-gas-spending.html?__twitter_impression=true
    russia e arabia danno di sempliciotti all'aie

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  9. nell'università, come in ogni azione umana, il 90% di quello che viene fatto, è inutile o dannoso. La cartina di tornasole è la conoscenza del 2° principio della termodinamica e dell'entropia, che è materia sconosciuta alla stragrande maggioranza di laureati in Fisica, Chimica e Ingegneria, come pure dei liceali, già dopo qualche anno che se la sono lasciata alle spalle. Se ovviamente, come succede sempre, non hanno avuto modo e tempo per riempire di nuovo il secchio. Posso dire che nella religione, una volta avuti i rudimenti iniziali, succede la stessa cosa. L'unica pratica valida è la preghiera, il resto per lo più diventa materia dannosa o inutile, perchè è solo attraverso essa che il secchio della fede, ossia il rapporto di Dio con l'uomo, si riempie e si perpetua. In questa luce il Tao aveva pienamente ragione a dire che qualunque cosa tu faccia, alla fine è malefica, porta del male. Nella luce cristiana questo agire si chiama avidità e superbia. Insomma il troppo, stroppia sempre e bisognerebbe riuscire a limitarsi al necessario, il che era molto difficile un secolo fa e impossibile col consumismo oggi.

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  10. Intanto la concentrazione di CO2 in atmosfera continua inesorabilmente a salire.
    Siamo a 419 ppm, livello mai raggiunto da almeno 4 milioni di anni quando il mare era 24 mt più alto e la temperatura media globale più calda di 4°C!
    Già così siamo fottuti, mentre l'impero del Capitale non ne vuole sapere di abbandonare i combustibili fossili e di smettere di spronare l'umanità a sovrasfruttare le risorse non rinnovabili e a figliare come conigli (giisto per rimanere nel nostro Paese, l'ultima in ordine di tempo della pseudo sinistra illuminata, l'alter ego della destra becero-confindustriale:"dobbiamo importare manodopera per le nostre industrie").
    Gli accordi di Parigi sono di fatto già tumulati sotto la nullità delle azioni intraprese, la transizione ecologica una fuffa e le promesse di neutralità del carbonio al 2050 (sic!) una barzelletta!

    https://amp.cnn.com/cnn/2021/06/07/world/carbon-dioxide-highest-level-intl-hnk/index.html

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    1. non ho capito se vogliono importare manodopera per le industrie, se per far andare i consumi, che sono a base fossile, che tra qualche anno non ci sarà più, o per procurarsi servi della gleba come nel medioevo o peggio riesumare la schiavitù sparita dal mondo grazie ai combustibili fossili. Per tutte queste cose ci vogliono braccia e bocche, di cui anche un great reset non può fare a meno, alla faccia del digitale.

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