giovedì 2 luglio 2020

Mascherine: Quando è necessario usarle?




Di Ugo Bardi e Sara Gandini


Nota: in questo post, è un onore per me avere come coautrice la dott.sa Sara Gandini, epidemiologa e biostatistica. Queste note sono basate in gran parte su un articolo apparso su “Pillole di Ottimismo” e che ha Sara Gandini come primo autore e dove potete trovare un'estesa bibliografia a supporto di quello che leggete qui. 


Come sempre nel dibattito, si tende a estremizzare tutto e le mascherine si prestano particolarmente all’estremizzazione e alla strumentalizzazione ideologica (sono di sinistra o di destra? e la cura al plasma?). Questo specialmente dopo la gran polemica fatta da Vittorio Sgarbi, alla fine portato via di peso dall’aula di Montecitorio (anche se non per via della sua opposizione alle mascherine). Allora, vediamo se possiamo fare un po’ di chiarezza.

Cominciamo con esaminare come si propaga il virus detto “SARS-Cov-2.” C’è scarsa evidenza che si propaghi per contatto ma sembra chiaro invece che viaggi nell’aria in forma di “aerosol,” ovvero portato da minuscole goccioline in sospensione. Queste goccioline sono emesse dalla normale respirazione, in particolare quando uno parla. Le goccioline più grandi, quelle visibili quando uno starnuta o tossisce, tendono a cadere rapidamente a terra e non sono molto dannose. Viceversa, un aerosol si spande dappertutto, specialmente in ambienti chiusi dove tende a ristagnare. E, in effetti, la maggior parte dei contagi sono stati riscontrati in ambienti chiusi: case di cura, residenze, ristoranti, bar, e simili. All’aperto, il virus sparisce rapidamente e la luce del sole da un ulteriore contributo a disattivarlo. Così, il modo migliore per evitare il contagio è stare all’aperto. Se uno deve stare in ambienti chiusi, è bene arearli il meglio possibile.

E le mascherine? I dati sono in accordo con quello che sappiamo di come il virus si trasmette. Finché uno sta all’aperto e non è vicino a persone infette, non c’è evidenza che la mascherina serva a qualcosa. Poi, la mascherina fa moltissimo per eliminare le goccioline relativamente grandi, molto meno per quelle molto piccole, le più pericolose. Questo dipende dal tipo di mascherina, che è comunque utile quando ci si prende cura di persone infette, in ambienti chiusi affollati, o comunque in vicinanza di persone che potrebbero essere contagiose.

Ma come possiamo sapere se ci sono persone infette intorno a noi? Certezze non ce ne sono mai perché che il rischio zero non esiste, e quindi non possiamo fare altro che usare il buon senso come prendere precauzioni quando siamo a contatto con le persone più a rischio, per esempio anziani con patologie croniche. Fortunatamente in Italia, ma anche in molti paesi europei, il numero di soggetti con tampone positivo è oramai molto basso e in continuo declino, molti di questi non sono realmente contagiosi. I ‘focolai’ sono tutti contenuti, ma soprattutto il rischio di ospedalizzazione a causa del Covid-19 oramai è minimo. Alcuni sostengono che il virus potrebbe tornare e, in quel caso, sarà bene avere le mascherine a portata di mano. Ma per ora non sta succedendo.

Per finire, è vero che le maschere fanno male a chi le indossa? Molto di quanto è stato detto a questo riguardo è falso o esagerato. Non risulta che le mascherine abbiano controindicazioni fisiologiche comuni. Però ci sono problemi, come la necessità di smaltire centinaia di milioni di mascherine usate, la maggior parte delle quali non sono state pensate per essere riciclate. E potrebbero portare problemi psicologici seri, specialmente nei bambini.

Quindi, indossate pure la mascherina se vi fa piacere o se vi fa sentire più sicuri, ma sappiate che:

  1. All’aperto, la mascherina non è necessaria, a meno che non si sia in condizioni di forte affollamento.
  2. In casa, la mascherina può servire solo se ci sono persone colpite dal virus.
  3. Non è necessario che i bambini indossino la mascherina. Sembra certo i suggerimenti INAIL per un uso continuativo delle mascherine a partire dal prossimo anno scolastico da parte di tutti i bambini sopra i 6 anni nelle ore di permanenza a scuola *non* sono fondati su considerazioni scientificamente solide.
  4. Nei luoghi di lavoro e luoghi pubblici, ci sono regolamenti che vanno rispettati. Ma la necessità di una mascherina è quantomeno discutibile eccetto in ambienti particolari, come gli ospedali e gli ambulatori.



Sara Gandini.  Dal 2018 direttrice (Group leader) dell’unità "Molecular and Pharmaco-Epidemiology" presso il dipartimento di Oncologia Sperimentale dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano (IEO).  Docente dell’European School of Molecular Medicine di Milano (SEMM). Dal 2016 professoressa a contratto di statistica medica presso l'Università Statale di Milano.
http://www.semm.it/content/sara-gandini
https://www.researchgate.net/profile/Sara_Gandini


24 commenti:

  1. Speranza: mascherine e allontanamento necessari fino al vaccino.
    Riamen.

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  2. Ho spesso sentito commenti alludere al fatto che la mascherina giochi anche un ruolo di "remainder" di attenzione, una sorta di banderuola segnalatrice di reciproca prudenza nel contatto. Mi piacerebbe conoscere il parere di Sara Gandino su questa possibile funzione "aggiuntiva" della mascherina. Grazie.

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    1. Mah... secondo me è più una cosa che mette angoscia. Ma ci sono varie opinioni.

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  3. "Nei luoghi di lavoro e luoghi pubblici, ci sono regolamenti che vanno rispettati. Ma la necessità di una mascherina è quantomeno discutibile eccetto in ambienti particolari, come gli ospedali e gli ambulatori."

    Quanto sopra sembra voler indicare che la mascherina sia in uso per proteggere chi la indossa dagli altri, mentre è noto che serve soprattutto per proteggere gli altri da chi la indossa.
    Recentemente ci sono stati due studi illuminanti, uno (ultimo di una lunga serie) che ha dimostrato come anche con mascherine artigianali comunque l'aerosol da tossi e starnuti viaggi molto meno che senza mascherina diminuendo i rischi per le persone intorno, https://www.fau.edu/newsdesk/articles/efficacy-facemasks-coronavirus.php, e il secondo (italiano), https://www.sciencedaily.com/releases/2020/06/200630103557.htm, che indica come circa il 40% delle persone con il virus sia asintomatico, e quindi è molto difficile selezionare chi debba veramente indossare una mascherina per proteggere gli altri: tutti noi potremmo essere infettivi e non saperlo.

    Quindi, visto che indossare la mascherina non è poi tutto questo terribile disagio, francamente non capisco perchè si debba continuare a mettere in questione che in luoghi dove si è a stretto contatto con altri, sia meglio che TUTTI indossino la mascherina, per ridurre ulteriormente il rischio di infezioni.

    E questo fino a che il coronavirus continuerà a essere presente e provocare gravi malattie.

    Non mi sembra sia un sacrificio così terribile mettere lo straccetto in negozi, mezzi pubblici e nelle file, di fronte anche alla possibilità di evitare anche solo poche morti, disabilità o sofferenze

    PS: lo studio italiano ha anche confermato che bambini sotto i 10 anni è molto difficile che si contagino con il virus, per cui, sì. loro possono anche stare senza.

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    1. Eh mio caro sconosciuto, se avesse compreso il testo saprebbe perché vi si dice che la mascherina serve a nien...poco.
      Se poi lei vuole essere animale da reddito faccia pure. Potessi averne io un certo numero.
      Però la mascherina è davvero il segno dei tempi effeminati in cui viviamo. Fa terrore e ridere allo stesso tempo vedere i carabinieri al posto di blocco con mitra spianato e mascherina. Pensano forse li ripari dai proiettili? Dovrebbero provare un pò di iprite, o qualche altra pomata che il prof. potrebbe indicarci. Come ha provato mio nonno nei balcani oltre un secolo fa. E ne ha portate le conseguenze fino alla morte nell'80, lasciandomi il primo ricordo che ho: una cassa da morto in casa.

      Guido.

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    2. e magari contagiare i nonni.
      comunque una bella notte tropicale come quella passata con temperature mai sotto 23° ci voleva. Peccato che attenui solo un poco i contagi. Meno male che abbiamo virologi e politici che ci faranno tenere le mascherine per sempre, perchè col cervello che abbiamo noi italiani ci meriteremmo qualcosa peggio di covid-19. Ieri sera a mezzanotte la "paninara" del negozio vicino ha invitato gli avventori ad allontanarsi per non disturbare i vicini. La risposta di una senza mascherina è stata che i vicini sono tutti degli stronzi che non meritano rispetto, di cui bisogna fregarsene e tirare (ha detto proprio così) lo sciacquone. Speriamo che non arrivi qualcosa del tipo peste suina o ebola.

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    3. Ovviamente, le mascherine sono bidirezionali. Quindi, se uno sa di essere infetto, fa bene a metterselo, ma in quel caso è bene che stia piuttosto in quarantena che andare a giro. Quanto al 40% di persone asintomatiche, quelle portatrici di infezione sono molto meno di così

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    4. E' come dire che di tutti i motociclisti che si mettono il casco solo una minuscola frazione cadrà a terra e rischierà di rompersi la testa, per cui il casco a che serve?

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    5. Infatti, io il casco lo tengo tutto il tempo a casa mia. Non si sa mai che mi caschi un pezzo di soffitto sulla testa

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    6. Mi indichi dove ho scritto che la mascherina va tenuta sempre, in ogni occasione?

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  4. https://oltnews.com/oil-demand-to-return-to-pre-pandemic-levels-by-2022-goldman-says-but-unlikely-to-peak-this-decade-cnbc
    questi si dicono sicuri che superare questa crisi indotta da covid sia facile come quell'altra dei subprime. In effetti lì è stato facile: è bastato riempire di $ imprese petrolifere che sapevano benissimo dell'impossibilità di essere redditizie senza una qualche bolla finanziaria. Il mondo sta ancora andando avanti da quasi 100 anni con le teorie economiche keynesiane, ma il tempo sta per scadere.

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  5. https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/07/03/coronavirus-in-veneto-torna-il-rischio-alto-rt-da-043-a-163-zaia-ordinanza-per-inasprire-regole-tso-a-chi-rifiuta-isolamento/5856230/
    Zaia chiede il Tso. E siamo solo all'inizio.

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    1. Il buffo è che la gente legge le cose sui giornali, ci crede, e poi te le riscrive qui, come a dire "hai visto?" Mi sa che ci sia poca speranza.

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    2. il buffo è che Zaia, dopo gli effimeri iniziali successi del Veneto sull'epidemia, per i quali voleva riaprire tutto, ora abbia fatto un'inversione ad U. Eppure mi pareva una persona seria. Speriamo sia tutto falso e che sappia ancora cosa stia facendo.

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    3. Dietro tutta questa faccenda c'è qualcosa di molto grosso. Zaia non ha l'autonomia di poter fare quello che gli pare.

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    4. Suppongo stia tentando un push, la macroregione cisalina (https://ec.europa.eu/regional_policy/sources/cooperate/macro_region_strategy/pdf/mrs_factsheet_it.pdf) sarebbe tecnicamente il cuore produttivo europeo, con i chiari di luna attuali spingere ad una separazione "funzionale" è decisamente una strategia applicabile.....
      Trieste e Rotterdam sono i valichi maritimi migliori per accedere, tagliando fuori i francesi e Taranto, se si aggiunge il lavoro sul porto triestino come snodo intermodale (https://www.trasporti-italia.com/treno/trieste-al-via-il-servizio-intermodale-da-cervignano-verso-il-baltico/35778) si capisce che la strategia è in atto da anni! Chiari di luna a parte il risultato finale sarà prima una separazione "di fatto" tramite autonomie differenziate e poi, se necessario, una separazione formale. Fà gioco al piano attuale il fatto che il governo attuale sia sostanzialmente un monoblocco "da Roma in giù" e sia stato messo ad affrontare problemi che avrebbero fatto tremare i polsi ai più preparati con le competenze di liceali molto cool ma poco studiosi, di fronte a questo spingere per una separazione risulta ragionevole. Se ci fossero dubbi basta vedere la differenza nel numero di pagine dei decreti d'urgenza tra i paesi, solo l'italia ha sfornato una decina di diversi decreti ognuno da 500 pagine o più, ovviamente l'attuabilità "secondo norma" di un singolo decreto da 500 pagine è di suo un impresa titanica in un anno e noi abbiamo avuto una decina di cambi di rotta. Le regioni più colpite si sono viste quindi le mani legate nei momenti peggiori e la cosa fomenterà volontà di autonomia, per altro giustificate non da un odio "raziale" ma da una decisamente reale incapacità e dannosità del governo romano.
      Vorrei far notare che, come ho chiaramente espresso anche sul mio blog, la guerra non è più un opzione per ridisegnare i confini ma il mutare delle condizioni socio-economiche comunque forza la mano a farlo, dal mio punto di vista quindi Zaia si è messo a capo di un armata con lo scopo chiaro ridisegnare le mappe e la sua azione è la salva di apertura. Per conoscere le parti in gioco basterà vedere chi pubblica cosa ed andare a vedere a quale gruppo fa riferimento.

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  6. https://www.ilmeteo.it/notizie/coronavirus-lombardia-si-annuncia-una-seconda-ondata-di-contagi-ecco-perch-secondo-uno-studio-matematico-232335
    Zangrillo folle. Lo dice pure un professore di sistemi complessi.

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    1. Questo addirittura cita "Il Meteo" che a sua volta cita un'intervista inesistente o comunque non linkata e introvabile. Si vede che da soddisfazione copiaincollare i link -- molto meno verificarli.

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    2. 2° parte
      È lo stesso timore espresso nei giorni scorsi da Andrea Crisanti, virologo dell'Università di Padova. E condiviso da Enrico Bucci, professore di Biologia alla Temple University di Philadelphia: "È in corso un cambio di narrazione, secondo cui tutti i numeri sono ormai in calo. Questo porta le persone a pensare che tale tendenza continuerà all'infinito. Invece il virus circola ancora, pur con grandi differenze tra le regioni: in Lombardia per esempio non va giù in modo continuo. Il risultato", conclude Bucci, "è che ci sono le condizioni per l'innesco di una seconda ondata in autunno".
      In effetti gli italiani attualmente positivi sono oltre 21mila, con centinaia di nuovi casi ogni giorno, i due terzi dei quali in Lombardia. "In altri Paesi con numeri assai più bassi hanno richiuso quartieri e intere città: è il caso di Seul a fine maggio", sottolinea Tonelli. "D'altra parte la Corea del Sud, grazie al suo modo di affrontare la pandemia, ha avuto 20 volte meno i contagiati dell'Italia e 120 volte meno vittime". Dovremmo dunque tornare ai giorni del lockdown? "Sarebbe una follia richiudere le città per un focolaio come quello del San Raffaele a Roma", avverte Bucci. "Però è altrettanto folle dire che le mascherine o il distanziamento non servono più perché i contagiati attuali non sono infettivi. Il vero problema è che in questi giorni sono state fatte una serie di affermazioni senza esibire alcuna prova scientifica: non ci sono dati pubblicati esaminabili dalla comunità accademica. Vale per tanti aspetti di questa vicenda: chi ha sintomi lievi è meno contagioso? Esistono indizi, ma non ne siamo certi. Il Covid-19 è sensibile alla temperatura e all'umidità? È vero per altri coronavirus, ma per questo in particolare ancora non lo sappiamo. Mi piacerebbe che i colleghi distinguessero chiaramente tra loro ipotesi personali e verità assodate, perché altrimenti inducono le persone ad avere comportamenti sbagliati".
      Andrea De Maria è invece convinto che il caldo abbia avuto un ruolo nella attenuazione del virus. "Insieme però al distanziamento sociale e al nuovo modo di trattare la malattia con antinfiammatori a domicilio sin dai primi sintomi. Tuttavia rischiamo di pagare il clima da 'liberi tutti' di questi giorni. Dovremmo mantenere il distanziamento: non ci sono solo i festeggiamenti di Napoli per la Coppa Italia, anche sotto casa mia vedo la sera gruppi di ragazzi con la mascherina abbassata. Stiamo vivendo un'estate da cicala: fossimo formiche isoleremmo i nuovi casi e li seguiremmo con attenzione maggiore".

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  7. https://medium.com/incerto/the-masks-masquerade-7de897b517b7

    Reasoning about incertainty

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    1. allora siamo fortunati noi italiani ad avere Speranza, che ha promesso di tenerci in maschera e a distanza fino al vaccino. Speriamo che i no vax non siano rinchiusi in casa fino a data da destinarsi.

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  8. https://oltnews.com/oil-demand-to-return-to-pre-pandemic-levels-by-2022-goldman-says-but-unlikely-to-peak-this-decade-cnbc
    questi sognano un ritorno ai consumi precedenti al covid come se la pandemia fosse già in archivio e il PO non ci fosse stato nel nov 2018.
    Godetevi "the night chicago died", fantastici anni 60. Peccato che i figli del cugino di Peppino, il mio imbianchino di Poggio a Caiano, vollero andare a fare gli eroi in Vietnam, da dove non sono mai tornati.
    https://www.youtube.com/watch?v=ryVh9BuwOs4
    E pensare che mio padre andava all'assalto delle trincee greche e francesi con la mitraglia e le cartuccere a tracolla, un rambo ante litteram. Sarà anche per questo che per me era un semidio. Ma la guerra è così: o ci muori o torni deificato, anche se mio padre non ha mai voluto parlare di nemici uccisi, perchè se ne vergognava. Un pò come i cristiani da Costantino alle crociate, che dovevano uccidere i nemici per difendere la patria, ma poi erano obbligati a confessare e chiedere perdono per gli omicidi che avevano dovuto compiere. Prima di Costantino non dovevano uccidere in osservanza al quinto comandamento e alcuni sceglievano pure la via del martirio per questo. Forse è anche questo un motivo del crollo dell'impero romano, come disse il grande filosofo inglese Sir Bertrand Russel. D'altra parte come disse Platone i grandi stati li fanno i grandi guerrieri giudati da filosofi di grande levatura intellettuale e morale. Il Duce fece dei grandi guerrieri, tanto da far concedere tante volte dagli ufficiali inglesi l'onore delle armi agli italiani sconfitti per mancanza di armi o altri motivi, ma gli mancava la levatura dei grandi filosofi e come succede sempre (anche l'impero britannico non ha fatto una fine migliore con Churcill) la rovina è assicurata.

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