Troia non Cadde per Colpa degli Immigranti


Thursday, March 26, 2020

La Vendetta del Pangolino: La Morte Arriva dal Mercato degli Animali Esotici


Un post di Jacopo Simonetta

Anni fa, durante una garrula riunione di catastrofisti, ci si chiese cosa, secondo il parere di ognuno, avrebbe potuto distruggere la civiltà industriale. Fra le tante ipotesi, le più gettonate furono una bolla speculativa, il blocco di internet e il picco di tutti i petroli. Il prof. Bardi, con l’aria sorniona di quando ha un’intuizione, disse: “Qualunque cosa blocchi il commercio internazionale per sei mesi”. Premio Cassandra! Anche se credo che neanche lui avrebbe mai immaginato che il collasso della più potente civiltà della storia sarebbe stato scatenato da un pangolino finito illegalmente in un mercato cinese.

A dire il vero, che il covid-19 si sia originato nei pangolini è solo una delle varie ipotesi al vaglio, come è anche un’ipotesi che questa sia la fine della civiltà industriale. Siamo però certi che il virus nasce da una zoonosi e che il contraccolpo economico sarà violentissimo (le borse hanno già perso molto più che nel 2008), tanto più che in contemporanea ci sono varie altre calamità in corso: dalla siccità in quasi tutto il mondo, all'invasione delle cavallette, passando per vari conflitti locali e dalla guerra sui prezzi del petrolio.

Certo, una “tempesta perfetta” come usa dire, ma niente che non si sapesse che doveva accadere, come è quindi possibile un tale disastro?

In fondo, finora, il covid-19 ha contagiato circa 528.000 persone di cui 123.000 sono finite all’ospedale e quasi 24.000 al cimitero (dati Worldometrs 26/03/2020). Anche se i dati sono incompleti e l’epidemia non è vicina a concludersi, siamo ben lontani dai 50-100 milioni di morti provocati dalla Spagnola ed anche dei 2 milioni provocati dalla “asiatica” (su popolazioni ben minori dell’attuale: rispettivamente 1,5 e 3 miliardi circa). Eppure, nessuna di queste due pandemie mise in pericolo l’economia del mondo.

I fenomeni complessi dipendono sempre da insiemi articolati di concause, ma credo che le principali qui siano due, la prima di natura sistemica e la seconda culturale.


Primo motivo: la vulnerabilità del capitalismo globalizzato.

La peculiarità del capitalismo è di essere strutturato su una ridondanza di retroazioni positive. In altre parole, è fatto in modo da dover crescere per forza, altrimenti si disintegra. Non può rallentare, deve per forza accelerare. Era già così ai tempi della Spagnola, ma allora il Pianeta offriva ancora ampi margini di crescita per l’economia e per la popolazione umana; superata la crisi acuta, una vivace ripresa era possibile ed infatti avvenne. Oggi quei margini non ci sono più, anzi ci troviamo in “overshoot” per almeno il 50%, probabilmente di più. Questo significa che passata la crisi acuta, ne comincerà una cronica.

I mezzi usati per poter continuare a crescere oltre la capacità di carico del Pianeta sono stati sostanzialmente tre: tecnologia, debito e globalizzazione. Nessuno di questi è stata un’invenzione del capitalismo e neppure della civiltà industriale, ma negli ultimi decenni li abbiamo tutti sviluppati fino alle loro estreme conseguenze. Il risultato è stato integrare tutte le economie del globo in un’unica colossale macchina inarrestabile, ma ad una condizione: che i flussi di merci, energia, denaro e persone crescano in maniera regolare e costante.

Un significativo rallentamento di questi flussi mina infatti alla base l’intero sistema e, quanto più a lungo dura, tanto più aumenta la probabilità di un deragliamento irreparabile. Questo lo sanno bene coloro che gironzolano nelle stanze dei bottoni ed anche per questo in tutti i paesi, a partire dalla Cina, si è ripetuto lo stesso “film”: dapprima negare, poi minimizzare, poi cominciare a fermare gradualmente le attività, fino a giungere ad un blocco totale che oramai ha messo in quarantena miliardi di persone.

E qui sorgono un paio di domande: Per esempio, perché alcune centinaia di morti per virus sono sufficienti a far scattare misure che non si vogliono prendere neanche di fronte a decine di migliaia di morti per inquinamento od altre cause? Oppure, visto che il blocco totale è ad oggi l’unico modo per fermare l’infezione (almeno temporaneamente), perché non farlo subito?

Ci sono certamente dei motivi pratici, come l’impreparazione ed il fatto che i provvedimenti contro l’inquinamento sarebbero permanenti, mentre quelli contro il coronavirus si presumono temporanei. Tuttavia, secondo me, ci sono anche motivi più profondi che vanno cercati non già mediante la scienza moderna, bensì usando la mitologia antica.

Secondo motivo: la vulnerabilità del nostro modello mentale.
La caratteristica principale che ci rende unici nel mondo e forse nell'universo è il fatto che non ci rapportiamo quasi mai direttamente alla realtà, bensì a dei modelli mentali che la descrivono, ci spiegano come funziona e cosa bisogna quindi fare.

Se in altre culture la creazione ed il dominio di tutto ciò che era vitale era attribuito a divinità che si potevano implorare in caso di bisogno, nella nostra civiltà gli artefici di tutto ciò che consideriamo importante siamo noi stessi e il dominio universale è il destino ineluttabile dell’umanità. Di conseguenza, quale che sia il nostro credo apparente, a livello subliminale il nostro dio è l’Uomo; inteso come rappresentazione astratta dell’umanità. Non per nulla consideriamo che la vita umana sia “sacra” e seconda in importanza solo al compimento della nostra ascensione dalla caverne alle stelle.

Neppure questo atteggiamento mentale è un’invenzione moderna, tanto è vero che esistono termini antichi per indicarlo: Hybris, fra gli altri. Ma anche in questo caso la disponibilità di quantità illimitate di energia di ottima qualità quasi gratis ci ha permesso di svilupparlo fino alle sue estreme conseguenze: esattamente quelle che stiamo vivendo e che vivremo.

Una di queste conseguenze è che qualunque cosa può essere sacrificata per salvare una vita umana, ma migliaia o milioni di persone possono essere tranquillamente immolate in nome e per conto del progresso.  Caso limite: i transumanisti accettano di buon grado perfino l'estinzione della nostra specie, a condizione che prima di scomparire per sempre si dia origine ad una stirpe di macchine pensanti.

Sembra un paradosso, ma non lo è se si riflette sul fatto che il progresso (in tutte le sue varianti) è esattamente ciò che da senso la vita umana e, a differenza degli altri animali, noi abbiamo un bisogno assoluto di attribuire un significato a noi stessi ed a ciò che facciamo. Chi perde il significato di sé stesso e della propria vita precipita inevitabilmente in patologie anche gravi come la depressione, la droga, ecc. Perciò si può molto filosofeggiare su cosa si debba intendere per progresso, ma negarlo tout court è blasfemo, finanche un’abiura allo stato umano.

A mio avviso, assieme a considerazioni pratiche ed economiche, questo fatto puramente spirituale contribuisce a spiegare molti degli apparenti paradossi della vicenda in corso. Per esempio, che la morte di milioni di persone per cause connesse con l’inquinamento sia considerato un fatto certo deprecabile, ma inevitabile. Un fatto che si può e si deve cercare di mitigare, ma a condizione che questo comporti lo sviluppo di un’ulteriore tecnologia, non certo tramite la rinuncia ad una qualche importante conquista come, ad esempio, l’auto privata. Più in piccolo, la sacralità attribuita a noi stessi di fronte a qualunque cosa, esclusi i prodotti del nostro stesso ingegno, spiega perché la morte di una persona schiacciata da un albero che cade desta scandalo e dure conseguenze, mentre la contemporanea morte di migliaia di persone schiacciate dalle nostre automobili suscita qualche sospiro. Perfino fra i pochissimi che propugnano una retrocessione tecnologica, la maggior parte la compensa immaginando grandi sviluppi artistici, spirituali o d’altro genere. Insomma, si può fare di tutto, ma non “tornare indietro”, pena cessare di essere veramente umani.

Vista questa premessa, ammettere che un virus uscito da una foresta o da una savana tropicale possa uccidere impunemente decine, forse centinaia di migliaia di persone senza che l’intero apparato scientifico ed industriale del mondo riesca a fermarlo è psicologicamente traumatizzante, ben al di là dell’effettiva pericolosità del patogeno. L’intrusione di un agente demoniaco all'interno del nostro spazio sacro per eccellenza, la città, significa ammettere che esistono forze che ci trascendono e contro cui siamo impotenti: una constatazione che ci lascia dapprima increduli, poi terrorizzati, infine furiosi.

Molti leader politici, a proposito di questa pandemia, hanno apertamente parlato di “guerra”, dicendo inconsapevolmente qualcosa di molto profondo: quella in cui siamo impegnati è infatti una vera battaglia mitologica perché non si combatte fra eserciti, bensì fra archetipi.

Ma non è questa la fine della storia, semmai il contrario. Oramai credo che sia inutile ripetere che la traiettoria su cui si trova l’umanità è intrinsecamente suicida e che l’unica cosa che la può cambiare è un drastico e rapidissimo ridimensionamento dei consumi. Lo sanno soprattutto quelli che non lo vogliono fare, ben coscienti del pesante pedaggio di povertà e di morte che sarebbe ormai necessario per cambiare strada. Ma qualunque pedaggio sarà meno pesante del mantenere la rotta attuale poiché cambiare, almeno, consente la speranza che altre civiltà possano un giorno tornare a fiorire. La promessa del "Business as Usual" è invece un deserto in cui la specie dominante sono i ratti (peraltro animaletti simpatici e molto intelligenti).

Dunque, forse, il Covid-19, con tutte le sue funeste conseguenze, è la migliore speranza che attualmente ci rimane. Certo, avremmo preferito percorrere un’altra strada, tipo una fra quelle di cui si parla da 50 anni senza farne di nulla; ma abbiamo scelto questa e come diceva Epicuro: “In Natura non esistono premi e castighi, esistono le conseguenze”.

E se poi, come pare, davvero la fine della civiltà globale fosse dovuta ad uno stravagante e raro abitante di una delle poche foreste ancora in piedi, sarebbe davvero tragicamente comico, come talvolta la storia, effettivamente è.

Vorrei quindi chiudere con una citazione non già di un illustre filosofo, ma di un cantante contemporaneo:

“Non voglio essere blasfemo, ma credo che Dio abbia un contorto senso dell’umorismo”. (Martin Gore)


52 comments:

  1. Se non esistesse uno Jacopo Simonetta... bisognerebbe inventarlo!
    Molte osservazioni assai precise.
    Grazie

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  2. = un deserto in cui la specie dominate sono i ratti =

    Volevi dire dominante ?

    Comunque complimenti per l'articolo, davvero chiarissimo ed ineccepibile (purtroppo).

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  3. In poco tempo siamo passati da essere i padroni del pianeta a essere solo ospiti.
    ospiti forse del vero padrone....

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  4. Secondo l’oroscopo cinese il 2020 è l’anno del topo. E poi dicono che l’astrologia non è attendibile.

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    1. Ma non c'è un anno del pangolino?

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    2. Non credo. Questanno chi è del segno del topo avrà molto successo in amore.

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    3. Eh, beh... si capisce anche perché...

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  5. tecnologia, debito e globalizzazione. Allora ha ragione Sebastiani nel post precedente, perchè gli sviluppi tecnologici pochi o molti ci sono sempre stati, il debito con le bolle può aumentare all'infinito, ma senza energia sufficiente la globalizzazione può essere solo molto blanda. Forse a questo si riferiva il Bardi sornione. Ovvio che pochi di noi vedranno questa fine della globalizzazione, a meno di qualche evento imprevisto e imprevedibile. In questi giorni il calo dei consumi di carburanti pare sia calato dell'80% circa e prima che la disponibilità fossile cali in tal misura a cose normali ci vorranno decenni. Probabilmente la motorizzazione di massa tra 10 anni sarà solo un ricordo, ma i motori termici saranno la base su cui si reggerà questa società ancora per molto tempo.

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  6. Articolo: "Chi perde il significato di sé stesso e della propria vita precipita inevitabilmente in patologie anche gravi come la depressione, la droga, ecc."

    Esistono davvero persone che hanno superato i quarant'anni senza realizzare che la vita non ha altro scopo che se stessa? E' una "rivelazione" d'una banalità sconcertante, e solo il fatto che si manifesta in età avanzata permette alla vita (umana) di continuare il suo corso. Col che intendo che nessun ultraquarantenne sano di mente e eticamente almeno accettabile deciderebbe scientemente di imporre la vita a chi ancora non esiste.

    Ho letto che Epicuro avrebbe scritto che "in Natura non esistono premi e castighi, esistono le conseguenze". Di cosa sono diretta conseguenza le sofferenze e la morte? Le prime difficilmente evitabili, la seconda assolutamente ineludibile per OGNUNO dei nati. OGNI nascita ha dei responsabili. O, nella maggior parte dei casi, degli irresponsabili, coscienti o incoscienti che siano.

    P.S. Dopo aver scritto la seconda frase ho ripensato alle persone che mi circondano, e devo rimangiarmela in parte: almeno la metà di loro (tutti abbondantemente ultracinquantenni) è o così inconsapevole o così poco empatica da render lecito ipotizzare che sì, costoro deciderebbero scientemente e senza un sussulto di imporre la vita a chi ancora non esiste. Bella gente, non c'è che dire. Devo cambiare frequentazioni, o quantomeno diradarle ulteriormente.

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  7. In questi giorni gli autorazzisti (nel senso più proprio del termine: gli umani odiatori della razza/spcie umana) stanno gongolando come non mai.

    CHE NOIA!!!

    Allora, giusto per mettere le cose un po' in prospettiva:

    1) le "leggi" della Natura (catena alimentare, sopravvivenza del più adatto AL CONTESTO, ecc.) NON le ha stabilite l'Uomo;
    2) l'Uomo è l'UNICA razza/specie che ha sviluppato (per caso, per volontà divina, per uno scherzo del destino: è irrilevante nel contesto) coscienza di sé e del suo possibile ruolo (anche antientropico a livello locale) nella biosfera;
    3) l'Uomo è l'unica specie che ha sviluppato STRUMENTI abbastanza potenti per arrivare in cima alla catena alimentare E PER RIMANERCI;
    4) l'Uomo NON DEVE NULLA al resto della biosfera, a cui NULLA IMPORTA del destino della razza/specie umana;
    5) l'Uomo, QUANDO SE LO PUO' PERMETTERE, ha AL MASSIMO il dovere ETICO ***AUTOIMPOSTO*** di non causare sofferenza INUTILE (i.e.: che non sia NECESSARIA alla sua sopravvivenza come razza/specie);
    6) l'Uomo QUANDO NE HA LA NECESSITA' PER SOPRAVVIVERE non ha il ALCUN DOVERE di rispettare i principi morali di cui al punto 4);
    7 ) gongolare per il fatto che (il resto del) la Natura sia “mettendo l’Uomo al suo posto” è SCIOCCO, SUICIDA e PATETICO.
    8 ) chi non capisce/accetta quanto sopra abbia almeno la COERENZA MINIMA di levarsi di torno per primo per lasciare più risorse e possibilità a chi invece vuole sopravvivere.


    PS: Se qualche Snowflake si sente offesa dal fatto che abbia usato il termine Uomo per indicare l'intera specie, perversioni modaiole comprese... se ne faccia una ragione.

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    1. Quando qualcuno sussurra "razza umana" un antropologo muore.
      Muore anche un ecologo ogni volta che qualcuno tira in ballo la "catena alimentare".

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    2. "l'Uomo NON DEVE NULLA al resto della biosfera, a cui NULLA IMPORTA del destino della razza/specie umana" Che a nessuna specie importi nulla della nostra e neppure della propria è un fatto, ma asserire che non dobbiamo nulla alla Biosfera è una cosa che non solo è sbagliato, non ha neppure senso. Si da il caso che noi siamo parte integrante delle Biosfera e che tutti i fattori ambientali che rendono possibile la nostra esistenza sono frutto dell'attività della Biosfera.

      "gongolare per il fatto che (il resto del) la Natura sia “mettendo l’Uomo al suo posto” è SCIOCCO, SUICIDA e PATETICO."
      Sono perfettamente d'accordo, ma devo dire che non vedo nessuno gongolare qui in giro.

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    3. L'uomo non deve NULLA alla forza di gravità, alla quale non importa nulla dell'uomo. Quindi, gongolare per il fatto che la Gravità stia “mettendo l’Uomo che si butta dal quarto piano al suo posto” è SCIOCCO, SUICIDA e PATETICO."

      Sono perfettamente d'accordo, ma devo dire che non vedo nessuno gongolare qui in giro.

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    4. Cari Bardi e Simonetta, se non vedete nessuno gongolare, specialmente tra le "vostre" fila, forse dovreste cambiare gli occhiali.
      Per quanto riguarda il rapporto con il resto della biosfera, mettetevi il cuore in pace: da questa crisi usciremo solo tramite il rafforzamento del (da voi vituperato) "sfruttamento" delle risorse naturali, non certo con unicorniche decrescite. Poi, una volta che la pancia sarà di nuovo piena, potremo anche, satolli, tornare a discutere delle varie babbanate ambientaliste.
      Per ChS: tranquillo, la mamma degli ecologi e degli antropologi alla moda è sempre incinta, e di solito, purtroppo, di gravidanze plurigemine.
      Per qanto riguarda infine il riferimento alla gravità: e allora? La gravità c'è, poi c'è chi l'accetta passivamente e chi si ingegna per trovare un modo per vincerla. Questione di filosofie di base suppongo...

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  8. Avrei voluto segnalare questo:

    https://www.maurizioblondet.it/conte-ci-regalera-anche-una-carestia/

    Per dire che la nostra sostenibilità può essere distrutta in un attimo con una firma.

    Oppure questo:

    https://youtu.be/XjOqRvC3x28

    Specie verso la fine. Per dire che questa storia non sarà nè l'ultima nè la peggiore.
    Però mi sono accorto che sono tutte feicnius. La vera scienza viene dall'altissimo:

    https://www.adnkronos.com/salute/2020/02/02/virus-burioni-italia-rischio-zero_4dqZ5UUAKtxSKUIhRYlvqJ.html?refresh_ce

    Italia rischio Zero. Dicesi zero.

    Però mi rivolgo al prof. Bardi.
    Ma possibile che certi individui non riusciate ad espungerli dal dibattito? Ci rendiamo conto dei danni catastrofici che causano?

    Guido.

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    1. Bah... Burioni è un tipico scienziato-primadonna. Non è che non sappia il suo mestiere, ma si lancia quando vede la possibilità di avere visibilità mediatica, a costo di rischiare di dire fesserie. Però c'è molto di peggio in giro.

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    2. Poi, scusa, ma Blondet mi ammoscia il sistema immunitario peggio del coronavirus.

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    3. Prof., una volta, tempo fà, Blondet l'aveva citata come esempio, mi pare per la questione del cambio di alleanza tra Gran Bretagna e Germania ai tempi del duce, da lei attribuito al picco del carbone inglese! Detto questo, si certo, non è un gran che Blondet. Però è l'unico che ha fatto notare che attualmente è vietato recarsi in qualsiasi fondo di proprietà, fatti salvi imprenditori agricoli (cosa ben diversa da contadini) e chiunque "lavori". Proprio in un periodo in cui servirebbe un alto livello di resistenza-resilienza della società.
      Ne approfitto ancora per cercare di far notare la gravissima anomalia dell'obbligo di restare a casa. Perché un conto è chiudere a forza fabbriche, negozi, ogni cosa, vietare l'utilizzo di automobili o anche biciclette. Magari vietare l'uscita o l'entrata da una regione o provincia o financo da un comune all'altro. Stessa cosa per gli assembramenti. Sono tutte cose, diciamo così, artificiali. Ma il divieto di spostamento, a piedi, nel comune di residenza, magari per raggiungere una qualsiasi proprietà, è una cosa inaudita. Che sottende un cambio di visione,per altro già evidente da decenni, della natura del cittadino. Da animale selvatico ad animale domestico. Che si chiude in gabbia e si utilizza come serve. Come una gallina in gabbia o una vacca alla catena. Anzi. Con le più recenti normative queste sono forme di stabulazione che man mano sono sempre più state limitate. Terribile la frase pronunciata dal Presidente del Consiglio dei Ministri, nonché da una miriade di altri politici di ogni livello: la libertà è un bene, ma la vita è un bene superiore. Un chiaro concetto zootecnico. Se un domani dovesse ancora arrivare a casa la busta gialla di una volta, si potrebbe opporre la stessa obiezione?

      PS: finora l'unica forma di lotta alla malattia che è stata adottata è, di fatto, il vuoto sanitario. Ben noto a qualsiasi allevatore.

      Guido.

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    4. Prof. Bardi. Scusi se rompo, ma ho tempo!
      Guardi qui:

      https://www.repubblica.it/cronaca/2020/03/30/news/burioni_quando_riaprira_tutto_e_non_sara_tra_10_giorni_dovremo_andare_tutti_in_giro_con_la_mascherina_-252661207/amp/

      Come si possono tollerare certe affermazioni? Chi è che diceva rischio zero? Chi era l'irresponsabile? Basta santo dio offendere i cittadini. Poi chi era che diceva: i medicinali non servono a un cazzo? Le "mascherine" peggio ancora. Chi è che produce anticorpi sintetici? E sono soggetti che si permettono di insegnare al prossimo a vivere.

      Guido.

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  9. Comunque è ragionevolmente certo che anche questo Coronavirus sia un mutante specifico dei Chirotteri e spillato attraverso il pangolino. Non un mercato illegale, comunque, ma legittimo dal 1978. Allevamento di sussistenza poi degenerato ad allevamento di alto profitto. Eh, si. Perché milioni di selvatici sono pagati a peso d'oro dalla borghesia emergente sia come spuntino costoso (il nostro caviale), sia a soddisfazione di arcaiche aspettative medicali. Esattamente il contrario dei nostri allevamenti, che offrono merce a basso prezzo ma a miliardi di utenti.

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    1. Penso e spero che d'ora in poi la Cina imponga la punzione capitale a chiunque commerci e o consumi tali carni.

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    2. R “Non voglio essere blasfemo, ma credo che Dio abbia un contorto senso dell’umorismo”. (Martin Gore) Ovviamente DM, in blasphemous rumors

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    3. Scusate con l'ennesimo post: consoliamoci col fatto che questi arresti domicialiari forzati saranno i primi ed ultimi, perchè non c ene possiamo permettere altri che farebbero molti più morti diretti ed indiretti del covid-19 (una seconda o terza piccola ondata è plausibile nei prossimi mesi, e nessuno ci dice che non avremo un covid-20 nel 20121 come epr gli altri coronavirus del raffreddore)...Se fosse così rivaluteremo anche molte delle nostre scelte morali attuali.

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    4. Non credo sia colpa del pangolino. Secondo me è stato il Kung-Fu Panda

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    5. anche il prof ha un contorto senso dell'umorismo. Intanto con la carenza di lavoratori agricoli causa COVID, confagricoltura (PD) vuole mandare a zappare chi prende il reddito di cittadinanza. Probabile che lo rifiutino.

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  10. penso che Dio abbia un contorto senso tragicomico dell'umorismo. Come nel caso del mio miglior amico e medico, che ha lasciato un grande vuoto nella mia vita il 25 agosto scorso. Oggi il papa ha concesso l'indulgenza plenaria, che non serve a nulla a chi non si pente e non ripara il danno dei peccati. Il mio miglior amico, con una sua spiritualità, non cristiana, mi chiese tanti anni fa di aiutarlo dal Paradiso, forse perchè pensava che me ne sarei andato prima io. Considerando che si era pentito dei suoi errori e aveva cercato di porvi riparo da uomo giusto qual era, ho fatto in modo che avesse l'indulgenza plenaria per i defunti. Avrei preferito aiutarlo dal Paradiso, ma la comicità benevola di Dio, che in fondo se ne potrebbe anche ridere o sorridere di quello che pensiamo noi, ha fatto in modo che l'aiutassi tragicamente da qui.

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  11. R "E qui sorgono un paio di domande: Per esempio, perché alcune centinaia di morti per virus sono sufficienti a far scattare misure che non si vogliono prendere neanche di fronte a decine di migliaia di morti per inquinamento od altre cause? Oppure, visto che il blocco totale è ad oggi l’unico modo per fermare l’infezione (almeno temporaneamente), perché non farlo subito?"

    Belle domande; di certo non possiamo permetterci una second aondata di infezioni, perchè il contraccolpo economico farà piu morti del covi-19, e questo è un concetto che ben presto entrerà nella mente di tutti.

    Più importante che anche il WWF metta in correlazione il covid-19 comn il consumo delle foreste in cina (doppio salto di specie pipistrello-pangolino-uomo?)
    La mia aprima conclusione è appunto che si dovesse parlare di ubris, punizone per violato i confini, ed il dio Pan era anzitutto dio della separazione fra pascolo e bosco, fra città ed ambienti bucolici. Pan è nipote di Gaia, quindi è Gaia stessa che ci sta mandando un messaggio. Chissà se al prossimo inverno avremo un covid-20 come per altri coronavirus del raffreddore...PS: le conseguenze economico-sociali non risparmieranno alcuna categoria, anche quelle che al momento sembrano "inattaccabili"

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    1. anche la virologa Capua pensa che questo virus ci accompagnerà probabilmente per sempre al pari di influenza e raffreddore. Bisognerà vedere se le mutazioni future saranno migliorative o peggiorative riguardo alla mortalità. In fondo è già successo nella peste nera del 1348 - 1350, quando alla pulce del ratto nero ad elevatissima quasi totale mortalità si sostituì quella del ratto grigio. Praticamente dobbiamo ringraziare, se siamo qui a disquisire, il ratto grigio, che annientò quello nero. Un bel colpo di cu..
      Certo che se non va così, questa società consumistica è fottuta, anche se abbiamo ancora FF sufficienti per decenni, seppur in calo. O forse questo covid - 19 è arrivato al momento giusto? Lo vedremo nei prossimi mesi e anni.

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    2. Nemesis--nemos-nemus-nemeton. rispettivamente la dea greca dell'equa distribuzione ( fra ciò che spetta all'uomo e ciò che non gli spetta, soprattutto come ambiente naturale, prima che dea della vendetta e del castigo, quello è concetto seguente)) il bosco sacro greco, il bosco sacro latino, il bosco sacro celtico... Considerando che questo virus nasce dal non rispetto delle forest nel sud-est asiatico, direi che ora di tornare a pregare i veri dei.

      https://www.amazon.it/dio-Pan-pastore-empatia/dp/1099602076/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=2ZAPX5VHRCCB3&dchild=1&keywords=pan+pastore&qid=1585407277&sprefix=pan+pastore%2Caps%2C219&sr=8-1

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    3. Giusto, però quella è solo la prima parte delle colpe.
      Vogliamo caricare il giusto peso pure su chi va a spasso per il mondo? Vacanze, vendere o comprare rumenta da ogni angolo dell'orbe terracqueo, Erasmus e mica Erasmus, e compagnia brutta erano tutti spostamenti di estrema necessità ed urgenza fino a 3 settimane fa. Poi da un istante all'altro è diventato reato penale uscire di casa. Se con temperatura di 37,5 °C è omicidio. Ora è fatto obbligo di stare a casa, un mese fa era fatto obbligo di andare in giro per il mondo. Perché se pure i cinesi avessero voluto pasteggiare a pipistrelli vivi, l'eventuale virus sfoltiva un pò loro, che tanto sono in tanti e si fermava là.
      Posso avercela un pò con chi, per i suoi capricci, mi ha portato in questa situazione assurda? E non si dica che è colpa collettiva perché così non è. Visto che il posto più lontano dove sono andato è la provincia di Pistoia, giusto 20 anni fa di questi giorni. Ora non posso più andare a disperarmi per i danni arrecatimi dai volontari tanto bravi a 2 km da casa in mezzo al nulla.

      Guido.

      PS: intanto i poveri negretti tanto bisognosi devono essere compresi. E ritenuti, da un battaglione carabinieri. Niente meno.

      https://www.lagendanews.com/alpignano-forti-tensioni-hotel-che-ospita-250-migranti-uno-e-positivo-al-cornavirus/

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    4. io invece in Piemonte ci sono stato quasi 50 anni fa a spese dell'esercito nel CAR (centro addestramento reclute) di Casale Monferrato e il posto mi è piaciuto alquanto con tutte le colline e le pianure verdi simili alla mia Toscana, a parte le nuvole di zanzare, ma era giugno e quindi. Ho anch'io notato la sparizione dei neri dagli ingressi di negozi, supermercati. Che abbiano fatto come i meridionali che sono fuggiti in massa al paesello? Un effetto della fine della globalizzazione e del buonismo imperante? Troppo tardi. Fosse successo al tempo di LTG era meglio.

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  12. R qui si spiea però che il pangolino non c'entra, e sis piega lòtrettanto bene che questo virus muta moltissimo e visti i numeri di casi non sappiamo davvero cosa ci si riserva il futuro...Chiamatemi pure "Cassandro" https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/03/04/coronavirus-scagionato-il-pangolino-linfezione-e-stata-trasmessa-alluomo-dal-pipistrello-attraverso-il-sangue/5725519/

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    1. Il pangolino è una delle ipotesi, il punto è che si è trattato di zoonosi, come molte altre volte nella storia, dal neolitico almeno. Il punto è che il cambiato contesto rendono queste cose sempre più frequenti e veloci. Sul piano sanitario la tecnologia ci consente di ridurre moltissimo le perdite, ma a costo di mettere a rischio l'intera economia del mondo. In pratica, rischia di morire di fame molta più gente che di coronavirus.

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    2. R "In pratica, rischia di morire di fame molta più gente che di coronavirus."

      Esatto: anche per l'applicazione di nuove tecnologie (app di geolicalizzazione obbligatorie), limiti ferrei alla frontiera nazionale ed in parte regionale, cmq tutte misure scalabili in un senso o nell'altro, questa sarà la prima ed ultima volta che ci terranno confinati in casa: fra l'altro a volte con provvediemnti inutilmente punitivi o troppo lassi a seguire l'evidenza scientifica...

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  13. https://thefern.org/2020/03/can-asias-infectious-disease-producing-wildlife-trade-be-stopped/
    "Eating exotic species is about people showing on social media that they are cool". Ah bè...

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    1. I mangiatori di animali esotici si uniranno in una setta segreta dato che sui social avranno bassa popolarità.
      https://stuporifelini.wordpress.com/2020/03/18/die-neun-katzen-sind-angekonn/

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  14. Il modello cinese:

    https://scenarieconomici.it/cina-finita-la-quarantena-iniziano-gli-scontri-un-popolo-esasperato/

    https://www.huffingtonpost.it/amp/entry/attenzione-la-paura-sta-diventando-rabbia_it_5e7e05f3c5b661492265f295/

    La soluzione itagliana


    https://rep.repubblica.it/pwa/intervista/2020/03/27/news/giuseppe_provenzano_coronavirus-252507605/

    I test non validati. Da cui nulla si può sapere:

    https://amp.tgcom24.mediaset.it/tgcom24/article/16648448

    Tutto scientificamente corretto. Come ci insegnano gli scienziati. Alcuni dei quali senza neppure una laurea.
    Alla fine succede sempre che chi può aumenta il suo potere e chi non ha colpe paga.
    Mia nonna diceva: non val la pena che abbia studiato tanto.
    E mio padre che: a paga sempe cul dèl cuè 'n sel cül (mi si perdoni la grafia sicuramente errata).

    Guido.

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    1. un mio amico muratore che vive quasi sul crinale del Montalbano a Carmignano dice sempre che a fare col cu.. degli altri è meglio. E' la logica che ci ha portato a questo punto. Mi dispiace dirlo, ma un paio di mesi di distanziamento sociale all'anno ci vorrebbero. Anche 3. Forse la gente comincerebbe a ragionare in un modo diverso, anche se ne dubito.

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    2. Il cuè o cuvè o comunque si scriva è il porta cote. Fatto di legno o con un corno, che si appende(va) alla cintura durante la falciatura.
      Ma la limitazione dei movimenti dovrebbe essere strutturale e, diciamo così, volontaria. La gente dovrebbe trovare il proprio scopo e piacere di vita, al meno ordinariamente, nei luoghi nativi. Invece per decenni, sempre con più impeto, si è propagandata la fandonia del viaggio, dello spostamento, fino ad arrivare alle dichiarazione di una passata presidenta della Camera che diceva, più o meno, i migranti ci insegnano a vivere. Ora, nel volgere di qualche minuto è diventato reato penale uscire di casa. E la cosa grandiosa è che quasi tutti la considerano una cosa non solo normale ma desiderabile.
      Intanto in India succede che milioni di giovani uomini cerchino di tornare al loro paese. Anche là però è diventato reato. Frontiere, interne, chiuse. Però se accade in India è violazione dei diritti umani. Se in Italia è giusta repressione di un popolo inferiore di criminali di razza.

      https://www.huffingtonpost.it/amp/entry/lannuncio-del-lockdown-in-india-scatena-un-esodo-biblico-da-nuova-delhi_it_5e80e695c5b6cb9dc1a22e3a/

      Ancora una richiesta a tutti. Ma ci sono dati statistici un minimo seri sul numero di morti e sulle loro caratteristiche in Italia? Perché nei vari bollettini del terrore quotidiani si omette il punto zero della statistica. I morti di ieri, per esempio, sono in numero superiore alla media, più la deviazione standard del numero di morti del 29 marzo degli ultimi,per esempio, 5 anni? L'età media dei morti è inferiore, meno la deviazione standard all'età media dei morti dello stesso periodo?

      Guido.

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    3. Sul sito dell'istat ci sono i dati fino al 2017 (http://dati.istat.it/), abbastanza dettagliati, sezione salute e sanità. I morti giornalieri 2017 sono in media 17800, morti per polmonite 37

      Vincenzo

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    4. Vincenzo, 17.800 al giorno?
      C'é almeno uno zero di troppo......
      17.800 x 365 = 6.497.000, in dieci anni siamo estinti.
      O no?
      Marco Sclarandis

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    5. il dato interessante sono le morti giornaliere per polmonite, che annuali sono 13505. Che sono più o meno quelle di un mese di covid 19. In pratica covid sta causando qualche decina di migliaia di decessi in più all'anno, dato che il 99% è rappresentato da persone con patologie anche gravi. Da un punto di vista numerico non si può nemmeno chiamare pandemia e preoccupano di più le conseguenti crisi successive possibili: economica, energetica, alimentare. Poi vedremo come evolverà questo virus. Da qui a un anno avremo le risposte.

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  15. Mi unisco volentieri anche io al coro dei molti lettori per un semplice e sincero ringraziamento a Simonetta per averci regalato questo bellissimo articolo. Il particolare periodo storico nel quale viene pubblicato favorisce mille spunti di utili ed interessanti riflessioni.

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  16. il Giappone ha spostato le olimpiadi da agosto 2020 ad agosto 2021. E se a ottobre novembre si rifacesse sotto un'altra pandemia di covid-20, magari più virulenta? Potrebbe voler dire la fine del mondo che conosciamo? Oh, sì.

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  17. Premetto che un po' complottista lo sono sempre stato, però è dal 2005 che penso sia cominciato un vero e proprio tentativo di esclusione della popolazione dal consumo di risorse energetiche, attraverso guerre e crisi economiche, ma con le difficoltà che un mondo complesso e regolato dal caos insito nell'individualismo capitalistico comporta; ora penso che questa pandemia abbia ottenuto dei risultati altrimenti irraggiungibili in così breve tempo:
    - riduzione dei consumi tradizionali afferenti ai processi tradizionali di produzione di beni e servizi non fondamentali;
    - spinta feroce alla virtualizzazione delle vite;
    - riorganizzazione forzata dei settori produttivi verso un'offerta di servizi immateriali;
    Era un po' che ogni investimento in attività reali non aveva un ritorno fisico accettabile, questo semplice dato ha fatto completamente saltare i meccanismi del debito; vi garantisco che da 10 anni i mercati finanziari vivono una condizione assolutamente eccezionale con un utilizzo delle politiche monetarie da parte delle banche centrali con legittimazione popolare degna dei piani quinquennali staliniani e risultati non molto migliori.
    Tutto ciò che sta avvenendo adesso , da laico, sembra sempre di più una divina provvidenza manzoniana.

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  18. https://energycentral.com/c/ec/world-running-out-oil-heres-how-be-prepared
    il mondo sta finendo il petrolio. E, to', arriva il covid-19. Un piccolo male per risolvere tutti i mali. Come diceva un post precedente sulle scelte da fare: tra due mali si sceglie quello minore.

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  19. https://www.bing.com/videos/search?q=morti+coronavirus&docid=608043746685618912&mid=9BE78A10BFB2CF36041B9BE78A10BFB2CF36041B&view=detail&FORM=VIRE
    secondo la virologa del Sacco di Milano, il virus può essere mutato per superare le difese del sistema immunitario umano, diventando più letale, quindi più capace di riprodursi. Come l'Ebola che aveva inizialmente una mortalità del 70% e ora del 90%. E sarebbe normale, perchè in natura la regola è che sopravvivono solo i più forti e capaci, cosa che invece noi umani abbiamo creduto di poter stravolgere totalmente a nostro favore e piacimento, causando un forzato indebolimento della nostra specie. Quindi non lamentiamoci che in fondo ce la siamo cercata.

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    1. Scopo di un virus, come quello di ogni organismo vivente (anche se i virus non sono definibili come esseri viventi, perché incapaci di riprodursi autonomamente) , è quello di riprodursi, di replicarsi. Uccidere il proprio ospite significa, di fatto limitare molto le proprie possibilità di diffondersi. Un virus che fa il suo interesse ha quindi un'alta capacità di contagio e una bassa mortalità. In natura sopravvivono solo i più adatti, non i più forti, ma esclusivamente i piú capaci ad adattarsi al mutare delle condizioni ambientali, che in certe occasioni potrebbe voler dire anche diventare piú deboli.

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  20. Sinceramente non so se il virus sia frutto di laboratori disgraziati o semplicemente abbia compiuto quel salto di specie per caso, però penso che come specie dobbiamo cogliere questo momento come opportunità per cambiare il nostro modo di vivere ponendoci innanzitutto delle domande; cavolo la prima che mi viene in mente è che il 90% di noi non lavora e i servizi "fondamentali" sono garantiti! Qui c'è tutto quello che che serve per ripensare quello che stiamo facendo, ma dobbiamo lavorare perché questo accada altrimenti tutto questo dolore e sofferenza saranno stati inutili e ce ne dovremmo aspettare altri. Il tema dell'aggressività, della crescita fuori controllo di come sia subdolo il virus è la nostra nemesi, ma lui è un pezzettino di RNA noi un miracoloso insieme complesso di elementi con una coscienza ed io mi aspetterei molto di più. Mi piacerebbe che i ragazzi di Friday for future appena questa emergenza allenterà la presa si facessero promotori di queste istanze è veramente il momento di agire.

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