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sabato 14 settembre 2019

Il Potere della Biosfera: Anastassia Makarieva parla della "pompa biotica" a Firenze




https://www.bioticregulation.ru/

Tutto comincia con l'idea di un secolo e mezzo fa, quella dell'"evoluzione per selezione naturale" di Charles Darwin. Era un' "idea pericolosa" secondo Daniel Dennett, ma non c'era niente di pericoloso nel darwinismo, a meno di non capirlo male. E lo sappiamo come è stato capito male dai vari suprematisti, razzisti, bianco-superioristi, eccetera. Ma l'idea di Darwin era semplice e ovvia: la biosfera non è statica, ma si adatta ai cambiamenti dell'ecosistema. Tutto qui. Non c'è nessuna specie nella biosfera che sia superiore ad altre specie, non c'è nessun movimento collettivo verso un qualche tipo di "progresso" -- niente del genere. Tutto cambia per mantenere la biosfera viva.

Fra le altre cose, quello di Darwin è stato il primo tentativo di capire il funzionamento dei sistemi complessi -- fra i quali uno dei più complessi è l'ecosistema. Curiosamente, il cervello umano, esso stesso un sistema complesso, si trova spesso in difficoltà a capire i sistemi complessi, ci deve essere qualche ragione profonda ma non entriamo in questo argomento.

Piuttosto, i concetti proposti da Darwin si sono anche loro evoluti -- ovvero adattati -- alle conoscenze che via via si sono accumulate su come funziona l'ecosfera. E stiamo cominciando a capire che l'idea di Darwin - la biosfera si adatta ai cambiamenti -- è troppo semplice. Non è così che funzionano i sistemi complessi. Funzionano attraverso quei meccanismi che chiamiamo feedback, dove ogni elemento del sistema ne influenza altri.

Qui, il passo in avanti è arrivato da James Lovelock e Lynn Margulis con il loro concetto di Gaia. un nome che descrive il fatto che la biosfera si adatta ai cambiamenti dell'ecosistema e allo stesso tempo genera cambiamenti nell'ecosistema. L'adattamento è reciproco e biunivoco. Feedback, in sostanza.

Il concetto di Gaia è sotto certi aspetti ancora più pericoloso di quello dell'evoluzione Darwiniana, al solito se lo capisci al contrario. Lo si può usare come una facile scusa per dire che qualsiasi cosa di orribile facciamo all'ecosistema, tanto ci pensa mamma Gaia a rimettere tutto a posto. Eh, si, magari...  Ma, più che altro, sembra che l'idea sia totalmente aliena al dibattito corrente dove gli opinion leader sono del tutto incapaci di capire il concetto di autoregolazione dell'ecosistema (ovvero, Gaia). Il dibattito viene spezzettato in idee incoerenti e parzialmente (o totalmente) incompatibili l'una con l'altra. Un buon esempio è quello che si sta facendo in Toscana dichiarando l'emergenza climatica e allo stesso tempo promuovendo la costruzione di un nuovo aeroporto internazionale a Firenze. Proprio, non ce la facciamo. (Non gne a famo, usando un altro dialetto).

Ma se riuscite a capirle, queste idee sono potentissime. Se mai riusciremo a renderle parte della cultura corrente ci offrono la possibilità di manovrare l'azione umana all'interno della biosfera e dell'ecosfera, come minimo limitando i danni, se possibile in armonia reciproca. Al momento sembra totalmente impossibile, ma tutto cambia e chi non si adatta sparisce -- come ci ha insegnato Darwin per primo.

Veniamo ora al lavoro di Gorshkov, Makarieva, e altri, che nel corso di alcuni decenni hanno sviluppato il concetto che chiamano "regolazione biotica" -- è un concetto molto simile a quello proposto a suo tempo da Lovelock e Margulis, anche se Makarieva e Gorshkov ci tengono a far notare che non è la stessa cosa: certe volte (ma erroneamente) Gaia viene capita come un "superorganismo," una forma di vita biologica. Non lo è ma non entriamo in questo argomento.

Il concetto di biotic regulation è una profonda sintesi di come funziona la biosfera che enfatizza il potere di regolazione sull'ecosistema, tale da mantenere le condizioni planetari nei limiti che consentono alla vita biologica di sopravvivere. Da questo concetto arriva l'idea che lo squilibrio ecosistemico che chiamiamo "cambiamento climatico" è causato soltanto in parte dalle emissioni di CO2. Un altro fattore importante (forse anche più importante) è la deforestazione in corso.  

Questa è, ovviamente, una posizione controversa -- per non dire eretica. Giusto la settimana scorsa leggevo un commento di un climatologo italiano che diceva esplicitamente "La crisi climatica NON è causata dalla mancanza di alberi." Questa sembrerebbe essere tuttora l'opinione prevalente fra i climatologi in occidente, nonostante esistano studi (vedi per esempio questo articolo su Science del 2016) che dimostrano esattamente il contrario. Le foreste raffreddano la Terra non solo sequestrando carbonio in forma di biomassa, ma per un effetto biodinamico correlato all'evapotraspirazione. Ovvero, l'acqua evapora a bassa quota provocando raffreddamento. Restituisce il calore quando condensa in forma di nuvole, ma le emissioni in quota si disperdono più facilmente verso lo spazio perché il gas serra principale, l'acqua, esiste in concentrazioni molto ridotte.

Qui, si innesta il concetto sviluppato da Gorshkov e Makarieva nel 2012, quello della pompa biotica, ovvero che le foreste agiscono come "sistemi di pompaggio planetari" che portano l'acqua dall'atmosfera sopra gli oceani fino a migliaia di chilometri all'interno dei continenti. Il meccanismo proposto da Gorshkov e Makarieva è controverso, ma evidentemente ci deve essere per forza qualche cosa che porta l'acqua all'interno dei continenti.

Ora, tutto dipende da fattori quantitativi ancora poco noti. Ma se è vero che il clima è legato in modo importante alle foreste, e di conseguenza alla pompa biotica, deforestando, come sta succedendo in Amazzonia, stiamo distruggendo uno dei meccanismi fondamentali di autoregolazione dell'ecosistema terrestre. In altre parole, non è sufficiente tagliare le emissioni di CO2 da combustibili fossili, ma occorre anche ricostituire le foreste in una forma integra: altri tipi di piantagione non hanno lo stesso effetto.

Questo argomento preoccupa alcuni ricercatori russi che hanno prodotto un documento (completamente ignorato in Occidente) in cui raccomandano la cura e il mantenimento degli ecosistemi naturali, in particolare le foreste, come il modo principale per combattere la degradazione climatica e generalizzata dell'ecosistema terrestre dove prendono una posizione simile a quella del recente articolo di Franzen in the New Yorker, "what if we stopped pretending?" ovvero che non riusciremo a fermare l'uso dei combustibili fossili in tempo utile. I ricercatori russi sostengono invece che:

Nell'attuale situazione, è necessario un approccio complesso ai problemi climatici - quello non limitato ai tentativi di contenere le emissioni antropogeniche di anidride carbonica come una transizione verso fonti di energia rinnovabile, la rimozione dell'anidride carbonica già accumulata dall'atmosfera con mezzi tecnologici ecc. L'approccio complesso deve includere il ripristino e la protezione dei sistemi naturali come misura principale, poiché il loro degrado può portare a un collasso climatico indipendentemente dal fatto che la combustione di combustibili fossili continui o meno. Qualsiasi soluzione strategica considerevole richiederà enormi risorse all'umanità. Pertanto, tali soluzioni dovrebbero essere reciprocamente coerenti, altrimenti la situazione climatica si aggraverà (ad esempio, aumentare la produzione di biocarburanti può portare a un'intensificazione della deforestazione).

Qui c'è un problema ovvio. In questo momento, qualsiasi cosa arrivi dalla Russia viene considerata come propaganda, se non direttamente roba contaminata dal Novichok. Quindi, la prima reazione, a pelle, è di tipo ideologico: siccome ci hanno raccontato che la Russia è poco più di una stazione di servizio mascherata da stato, ne consegue che questo documento è solo un trucco per mantenere i profitti degli oligarchi petroliferi russi e del loro grande capo, l'arcicattivo Vladimir Putin.

Siamo sicuri però che non abbiano invece ragione loro? Ovvero che non è solo un problema di CO2 ma anche di altri fattori? Non è che abbiamo bisogno di un cambiamento radicale di strategia invece di insistere con le "soluzioni" proposte fino ad ora, tipo la carbon tax? Di questo, ne parliamo con Anastassia Makarieva a Firenze il 17 Settembre. E vediamo se riusciamo a capirci: ne va della sopravvivenza di un intero ecosistema planetario.





31 commenti:

  1. masticando l'inglese come i nostri politici, avrei bisogno di un aiutino, anche elettronico. Is it possible?

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  2. Il concetto di pompa biotic ovviamente riprende le pompe a livello cellulare; è interessante, ma niente di straordianriamente nuovo: Lovewlock sostiene da tempo che dobbiamo abbandonare parte dei terreni agricoli prossimi ai boschi. (non le aree naturalmente a pascolo destinate agli allevamenti). Quindi il corollario tanto della ppmpa biotica che della deagricolturizzazione propost da LOvelock, melgio lui parla non di uno sviluppo ma di un ritiro sostenibile, è l'immediato crollo delle bocche umane da sfamare: proposte concrete? am evien in mente solo quella virale. Alla luce dell'iportanza del bosco, avevano ragione gli autori classici a far corrispondere l'età dell'oro a quella delle bacche dell'albero sacro a Dodona, la quercia: Il quercus aegilpos produce ghiande a ridotto contenuto di tannini con cui fare il pan di quercia. Avevano ragione anche i nostri nonni a camapre di castagne.

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  3. Cosa c’entra la moneta con la pompa bionica? È perché si disbosca su commissione. Il legno o la soia partono dall’Amazzonia e arrivano per esempio, in Cina. Questo si può fare semplicemente pagando. Nell’articolo che segue si ipotizza l’introdizione di un reddito garantito pagato con una moneta spendibile solo localmente.
    https://www.resilience.org/stories/2019-09-13/a-globalised-solar-powered-future-is-wholly-unrealistic-and-our-economy-is-the-reason-why/
    Con tutto il rispetto per chi studia la natura, ritengo sia più importante mantenerla più o meno nelle condizioni in cui era originariamente. Così non si può sbagliare. Ma poi gli antichi a modo loro, avevano già intuito di Gaia e forse anche i sistemi complessi. Poi è arrivato il riduzionismo ed ha sconclusionato tutte le idee.


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  4. mi pare, vedendo quello che sta succedendo alle alberature siberiane, che non siano molto ascoltati nemmeno in patria. Sembra che cambino solo i nomi (Darwin, Lovelock, Gorshkov e Makarieva , Bardi), ma il risultato non cambia, almeno per ora.

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    1. Questo certamente, poveracci, però ci stanno provando.

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  5. Excuse me my English, but in the above list Darwin stands out. His survival of the fittest, with "the fittest" defined, thoughtfully, as the one who survives and outcompetes everybody else, is what we are now fighting with.

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    1. la sopravvivenza ha essa stessa una fine, non è eterna. Lottare è inutile e futile, sarete assimilati.

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    2. la sopravvivenza ha essa stessa una fine, non è eterna. Lottare è inutile e futile, sarete assimilati. Ricordiamoci della Regina rossa. E' un buon esempio di temperanza, prudenza e di sapienza.

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    3. Valid points. However, life is eternal in that sense that its age is comparable to that of the Universe itself. This eternity is the result of a continuous fight between genetic order and decay, with the order winning. Once this fight discontinues, so will life.
      And in this context it matters a lot who "the fittest" is, a fundamental question the evolutionary concepts provide no clue for.

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    4. eternità è una parola grossa per la nostra specie che ha appena 280.000 anni. E da quello che sta combinando da qualche decina di anni, non penso andrà granche in là.

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    5. "non penso andrà granche in là." Quite often I would agree. But even on those days the question is what to entertain oneself with while approaching the end. Why big animals including humans are inherently deficient is more or less clear. But how life persists is an intriguing question.

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  6. https://truthout.org/articles/this-is-not-the-sixth-extinction-its-the-first-extermination-event/
    il capitalismo è il colpevole del primo evento di sterminio; non è la sesta estinzione, perchè le cause non sono esterne alla massa dei viventi, ma generate dalle specie dominante.

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  7. Segnalo:

    https://www.lastampa.it/cronaca/2019/09/16/news/papa-francesco-si-tav-un-opera-strategica-per-migliaia-di-passeggeri-1.37470615

    Mt. 21,41
    Lc. 19,27

    Ci pensino anche quelli che avevano abboccato al papa ecologista.

    Guido.

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    1. Io avevo abboccato al papa ecologista. Queste ultime affermazioni del papa sul TAV, mi fanno tristemente ricredere.
      Ormai mi fido solo dei primitivisti e degli ecologisti profondi (che sono pochissimi in tutto il modo). Neppure più mi fido di Serge Latouche, che col suo ultimo libro afferma il primato della politica sul popolo, e che non è strettamente necessario abolire il denaro.

      Tiziano

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  8. un papa così non c'è lo ricordavamo da anni...

    invece di pensare alla politica pensi alle anime sue. sarebbe giò abbastanza

    invece di romperei cordoni, non sarebbe ora di rompere il trattato stato - chiesa.

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  9. Quando lavoravo a Lucca, facevo il pendolare da Livorno e per risparmiare danaro, invece di prendere l'autostrada, facevo la strada statale, essendo il collegamento ferroviario Livorno-Lucca ORRENDO. Livorno, Camp Darby, Ospedaletto, porta a Lucca, San Giuliano Terme, Foro, Lucca e viceversa.

    Uscendo da Livorno, già all'altezza di Camp Darby il clima era spesso molto diverso da quello di Livorno, se a Livorno era nuvoloso, a Camp Darby, Ospedaletto, porta a Lucca, San Giuliano Terme, Foro, Lucca, spesso pioveva. A causa di un clima più continentale nell'entroterra, dei molti campi intorno all'aeroporto che causavano nebbie, degli alberi del monte Serra, non era infrequente in inverno che se il meteo portava nuvole cariche d'umidità, queste condensassero in pioggia.

    Era un fenomano "quasi magico" e strabiliane, appena varcato il Rio Scolmatore invece, la pioggia il 99% delle volte sistematicamente smetteva, quasi come ci fosse stata un'invisibile barriera magnetica che come una lama, avesse tagliato in verticale paesaggio e cielo.

    La città di Livorno, più vicina al mare e con un clima piùmite, con gli scarichi industriali (Stanic, termovalorizzatore, smog auto & case) creassero un effetto serra marcato. Alla stessa quota dove sopra Camp Darby le nuvole condensavano causando pioggia, a Livorno la temperatura è sempre più calda, non causando la condensazione e la pioggia.

    Lo stesso identico processo, con impatti inversi, lo si ha dove ci sono le foreste pluviali & dove ci sono le foreste (ad esempio negli appennini Foreste Casentinesi). Le foreste, oltre ad assorbire CO2 e rilasciare O2, abbassano la temperatura al suolo con l'ombra delle piante (rispetto al cemento e case, che la sera ridanno il calore termico assorbito durante il giorno dal sole) e quindi salendo di quota la temperatura di norma scende (salvo il verificarsi di anomale inversioni termiche) causando la condensazione del vapore acqueo e quindi la pioggia.

    Se ci sono gli alberi (tanti alberi) c'è più umidità, piove un po' di più dei luoghi supermattonati intensivamente.

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    1. Il motivo per cui a Lucca piove più che a Livorno è da ricercare principalmente nella conformazione orografica. Lucca è più vicina ai rilievi che creano sbarramento, sollevamento, raffreddamento ed eventuale condensazione del vapore nell'aria.

      Gli alberi non abbassano la temperature perchè fanno ombra. La abbassano principalmente grazie alla loro evapotraspirazione. Il calore del sole è impiegato per far evaporare un po' di umidità dai pori delle foglie, che in questo modo si mantengono fresche, come avviene quando noi sudiamo.
      Intendiamoci: all'ombra si sta meglio, ma questo vale anche se l'ombra è prodotta da un muro.

      L.

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    2. basta stare lontano dal muro, perchè d'estate è rovente se esposto.

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  10. Articolo molto interessante.
    La natura, di cui noi siamo una delle parti che la compongono, è molto più complessa di quello che crediamo.
    Per questo, dovremmo usare sempre il "principio di precauzione".
    Dovremmo, e avremmo dovuto ....

    Gianni Tiziano

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    1. la prudenza è la principale delle virtù, ma ti stai rivolgendo a dei bruti. Puoi fuggire nei tuoi boschi finchè vuoi, ma la realtà non puoi cancellarla dalla tua coscienza. Sabato scorso, alla marcia della giustizia (concetto tra i più usurpati dai bruti) c'era Don Ciotti, che pare, cominci ad accorgersi che non ci sono solo gli extracomunitari, tra i bisognosi. Mia moglie, toscana verace, dice che a Poggio a Caiano, di fronte alla villa medicea, regalavano un pane a chi si accorgeva di essere fuori dal mondo. Forse in qualche altro migliaio di anni cominceranno a pensare che le ideologie cozzano con la termodinamica. E anche con la fede.

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  11. Ehm, ci sarebbe qualche problemino nell'area del Golfo Arabico.

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    1. Pare che i sauditi si sparino da soli, l'Eroei e i ritorni descrescenti colpiscono inesorabili
      http://crashoil.blogspot.com/2019/09/aceleracion.html?m=1

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    2. Ottimo. Abbiamo capito.

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    3. Che è ironico?

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  12. https://www.wsws.org/en/articles/2019/09/19/clim-s19.html
    il socialismo non può risolvere i problemi del mondo per l'ineguatezza della classe operaia a risolverli. Vedo più adatta un'oligarchia alla soylent green. Il problema più grosso sarà per gli oligarchi convincere i musulmani a rinunciare alla teocrazia, perchè non penso ci riusciranno con le buone. Ma forse sì, perchè il pianeta sarà giunto ad un tale stadio di collasso che specie nelle zone aride e torride i morti si conteranno a centinaia di mln. Spero di non arrivarci e che non ci si arrivi mai, ma per vedere un tale scenario, basterebbe una guerra in Medio Oriente col coinvolgimento di Cina e Russia. Possibilità molto remota, ma non impossibile del tutto.

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    1. Oligarchia :
      Regime politico o amministrativo caratterizzato dalla concentrazione del potere effettivo nelle mani di una minoranza, per lo più operante a proprio vantaggio e contro gli interessi della maggioranza.

      NON mi piace. Io sono per il potere condiviso, e assenza di gerarchie di potere. Questo è possibile solo in piccole società composte al massimo da cento individui, che non effettuano scambi commerciali con altre società umane. Così vissero TUTTI gli esseri umani per duecentocinquantamila anni, specie Homo Sapiens, fino a diecimila anni fa. Poi, con l'avvento di agricoltura e allevamento, apparvero le prime gerarchie di potere, e i soprusi di Homo su Homo e di Homo sul resto della natura crebbero a dismisura.

      Gianni Tiziano

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  13. Penso che gli alberi sono esseri capaci di sentire. Sono profondamente saggi. Abbiamo tanto da imparare da loro. Una volta sono andato in un bosco sopra casa, mi sono seduto vicino ad un albero, ho appoggiato la mia mano su di lui (forse era una lei, altrettanto importante), e sono restato in ascolto per almeno un'ora. Quando ho staccato la mano e mi sono alzato, l'albero mi ha trasmesso un messaggio. Quel messaggio, lo porto ancora dentro di me, dopo tanti anni. Lo considero un messaggio molto semplice, e contemporaneamente molto saggio. Anche animali selvatici, mi hanno trasmesso messaggi. Anche pietre. Anche il vento, e le nuvole. Anche il ferro imprigionato dentro un paracarro. Si tratta di ascoltare la saggezza della Natura. Anche noi siamo una parte della natura, però abbiamo inquinato tanto il nostro pensiero, buttandoci tanta immondizia. Se vogliamo accedere alla parte saggia del nostro pensiero, dobbiamo fare una grande opera di pulizia, buttare tutti i pensieri che non siano Profonda Saggezza. Purtroppo però per poter vivere in questa nostra pazza società, ci dobbiamo adattare e fare molte cose che di saggio hanno ben poco.
    - Tiziano -

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  14. Continuo con le segnalazioni:

    https://youtu.be/z_uilm2LZ1c

    Qui Fusaro sulla Thunberg. A parte la lunghezza un pò estenuante e in parte anche l'insistenza sul capitalismo a volte senza ulteriori aggettivi, direi che coglie abbastanza nel segno. Chi chiede una vera discontinuità, in qualsiasi ambito, viene manganellato.

    Guido.

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    1. "Roma o morte" dicevano i fascisti nel 1922. "Capitalismo o morte" dicono le locuste consumiste 100 anni dopo. La storia alla fine ha decretato la morte del fascismo per mano del capitalismo, ma anche il capitalismo ha gli anni contati per il collasso sistemico che sta innescando. Temperanza, prudenza, umiltà, purtroppo non sono virtù politiche, ma morali. Per la politica sono difetti.

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