Troia non Cadde per Colpa degli Immigranti


sabato 7 settembre 2019

Emergenza climatica, e poi?


di Jacopo Simonetta

Sull’onda delle proteste di piazza, un numero crescente di governi e di amministrazioni sta formalmente dichiarando la stato di “Emergenza Climatica”.  Bene, ma poi?

“Stato di Emergenza” significa che la collettività deve affrontare un pericolo troppo grande e immediato per potersi permettere di continuare a funzionare secondo le proprie consuetudini.  I normali processi decisionali ed i diritti individuali sono quindi ridotti o sospesi per permettere ad un autorità investita di poteri straordinari di prendere decisioni anche estreme senza doverle passare al vaglio degli organi istituzionali e dell’apprezzamento popolare.  Un po’ come quando nella Roma repubblicana si nominava un “dictator” che per un massimo di 6 mesi decideva il da farsi senza dover rendere conto a nessuno; nemmeno ai consoli ed ai senatori che lo avevano nominato.

Nel nostro caso, vorrebbe quindi significare che governi ed amministrazioni nominano dei commissari che dall’oggi al domani impongono provvedimenti atti a limitare il peggioramento del clima ed a ridurre le emissioni di CO2 e dintorni.  Ma non sta accadendo, anzi.   Molte delle amministrazioni che hanno formalizzato la dichiarazione di “Emergenza Climatica” stanno poi lavorando attivamente non per mitigare, ma per peggiorare il più rapidamente possibile la situazione.  Per esempio, l’ amministrazione regionale toscana sta alacremente smantellando le aree protette, sviluppando l’industria del cippato e delle cave, vuole ampliare l’aeroporto di Firenze e molto altro ancora.   In effetti, è nocivo al clima ogni sindaco che abbatta alberature invece di piantarne, che permetta di estendere la superficie urbanizzata invece di ridurla e via di seguito.

Dunque, se vogliamo evitare che l’intera faccenda si risolva in un nuovo giro di “greenwashing” analogo a quelli che, nei decenni scorsi, hanno svuotato di significato tutti gli slogan e le proposte degli ambientalisti, bisogna essere pronti a fare richieste precise agli amministratori ed a sbugiardarli pubblicamente se non le ottemperano.   Ma quali richieste si possono fare che siano ad un tempo utili e realistiche?

Ogni comune ed ogni regione ha le proprie peculiarità e priorità, ma in linea del tutto generale, suggerisco di puntare soprattutto alla salvaguardia di ciò che resta della Biosfera.   Non è una questione di “benaltrismo”, tutto è collegato ed importante, ma ci sono almeno 3 ragioni per cui il focus sulla biosfera è secondo me utile:

1 - La trama e l’ordito della Vita sono i cosiddetti “cicli bio-geo-chimici”, cioè i flussi dei vari elementi attraverso aria, acque, suoli, rocce ed organismi viventi, con questi ultimi che, in buona sostanza, svolgono il ruolo principale nel controllo di questi flussi.  Il Global Warming, per esempio, deriva sostanzialmente da un’alterazione nei cicli del carbonio e dell’acqua.   Proteggere/restaurare la Biosfera avrebbe quindi effetti indiretti e parziali, ma sicuri sul clima.  Di più:  tutte le forme di inquinamento sono, parimenti, modifiche della circolazione di elementi e molecole e,  sula Terra, esiste un unico processo in grado di ridurre la crescente entropia del pianeta: si chiama “fotosintesi”.  La Biosfera è insomma ciò che garantisce che sul pianeta vi siano condizioni compatibili con la vita.  E la biosfera è esattamente quella cosa che stiamo sistematicamente distruggendo in molti e immaginifici modi.

2 – Interventi di salvaguardia della Biosfera sono possibili a qualunque scala, dal balcone di casa propria agli accordi internazionali ed ad ogni livello è possibile registrare un miglioramento, magari minimo, ma apprezzabile.  Già smettere di fare danni (tipo demolire alberature, costruire a vanvera, tagliare boschi e manutenzionare fossi con criteri vecchi di 100 anni) sarebbe un miglioramento. Ogni singola amministrazione e governo, per quanto piccolo, può quindi fare la sua parte senza aspettare che Trump, Xi Jinping o altri “pezzi da 90” facciano la loro.  Certo parliamo di gocce nel mare, ma lo studio del passato ci insegna che molte specie, fra cui forse anche la nostra, sono sopravvissute ad immani catastrofi grazie a piccole popolazioni fortunosamente scampate in qualche posto.

3 – Sul piano politico, interventi di tutela o ripristino della biosfera possono essere relativamente
facili da far accettare alla popolazione e possono dare risultati parziali, ma visibili, anche in tempi brevi.   Per esempio la realizzazione di un’area protetta o di uno stagno sono poco costosi, sicuramente efficaci e immediatamente visibili.   Altri provvedimenti, come ad esempio un drastico cambio di rotta nelle pratiche agricole e nelle sistemazioni fondiarie,sarebbero più impegnativi, ma sempre meno di quelli che potrebbero riuscire a flettere la curva delle emissioni antropogeniche di CO2, metano, eccetera.

Dunque dovremmo abbandonare l’idea di ridurre le emissioni di CO2 e dintorni?  No, ma bisogna essere realistici su ciò che si può effettivamente ottenere dalle amministrazioni e dai governi.

Per essere minimamente efficaci, dei provvedimenti di riduzione delle emissioni dovrebbero comprendere, tanto per cominciare, il razionamento di carne, acqua, combustibili e molti altri generi di prima necessità, la sospensione di quasi tutti i cantieri pubblici in atto o previsti, la drastica riduzione dell’illuminazione pubblica e dei trasporti, eccetera.   Tutti provvedimenti che susciterebbero violente proteste che dovrebbero essere represse senza troppe discussioni perché, per l’appunto, siamo in emergenza e la sopravvivenza stessa dello stato, oltre che di molti cittadini, è in forse. (Già sento echeggiare “ecofascista” in lontananza, ne riparleremo).

Ovvio che non accadrà, al massimo vedremo qualche operazione di facciata e qualche  nuova tassa tesa non già a ridurre le emissioni, bensì  a tappare temporaneamente qualche buco negli stracciati bilanci pubblici.  Vedo almeno 4 ragioni per aspettarmi questo:

1 – I movimenti che chiedono provvedimenti drastici e rapidi in materia di clima sono una nicchia molto minoritaria, assurta agli onori della stampa solo in Occidente; nel resto del mondo sono assenti o politicamente insignificanti.  La netta maggioranza della popolazione mondiale rivuole la pacchia che aveva o vuole la pacchia che non ha mai avuto.

2-  Mentre azioni dirette sulla biosfera possono essere efficaci anche a livello locale, azioni dirette sulle emissioni climalteranti possono dare risultati solo se hanno effetti globali e, grosso modo, il 40% delle emissioni antropogeniche sono prodotte da due paesi: Cina e USA.  Circa un altro terzo collettivamente da UE (considerata nel suo insieme), Russia, India e Giappone.   Il rimanente dagli altri cento e passa paesi del mondo.  Questo significa che solo se USA e Cina si impegnassero a fondo sarebbe efficace anche un impegno da parte nostra, assieme a russi, indiani e giapponesi.  Tutti gli altri paesi potrebbero invece fare quel che gli pare o quasi (da questo specifico punto di vista). Dunque, sapremo che qualcosa si muove sul serio il giorno in cui smetteremo di perdere tempo con le “COP 21”, “22”, ecc, per fare degli accordi operativi fra 10 governi.

3 – Nessun paese ridurrà volontariamente le proprie emissioni perché ciò implicherebbe ridurre la propria dissipazione di energia, cioè rallentare il progresso tecnologico, indebolire l’industria, perdere posizioni nella scala geopolitica.   E’ una faccenda molto complicata che ci porterebbe ampiamente fuori tema, ma è un fatto che l’accumulo di ricchezza, potere ed informazione richiede di dissipare quantità crescenti di energia.

4 - Azioni di riduzione delle emissioni abbastanza incisive e rapide da avere un possibile effetto climatico provocherebbero una drastica riduzione degli standard di vita occidentali e non solo, oltre ad una crisi economica globale dagli incerti sviluppi a fronte di un risultato che, nella migliore delle ipotesi, sarebbe un peggioramento meno sensibile di quello che altrimenti avremmo di qui a 30 anni.  Non ci sarebbe nessun successo visibile per un comune cittadino sia per effetto dell’inerzia del sistema Terra, sia per le retroazioni positive che oramai abbiamo scatenato (esalazioni dallo scioglimento del permafrost, incremento delle siccità e degli incendi, riduzione dell’albedo sui poli, ecc.).

In pratica, solo la crisi economica del 2008 ha portato ad una lieve e temporanea flessione delle emissioni e solo una eventuale e molto più severa crisi ventura le potrebbe ridurre in misura maggiore.  Aspettando con timore e trepidazione che ciò accada, occupiamoci quindi di salvare il salvabile della Biosfera perché il futuro del Pianeta, con o senza di noi dipende da cosa sopravvivrà all’estinzione di massa in corso.



68 commenti:

  1. Qualunque sia la natura della crisi, l'Italia è sulla via della Grecia. Sarebbe il caso, non per il governo attuale, che ci sta spianando la strada verso questa piacevole prospettiva,

    https://scenarieconomici.it/perche-continuiamo-a-lasciarli-fare-chi-vuole-che-si-continui-a-vivere-sotto-il-loro-ricatto-va-smascherato-e-giudicato-di-francesco-cappello/

    ma per i singoli cittadini, di giocare un pò d'anticipo.

    http://adrastia.org/plan-damortissement-des-chocs-deffondrement/

    (visto che in Grecia hanno pure dovuto patire il freddo.....

    https://www.lowtechmagazine.com/2011/02/body-insulation-thermal-underwear.html)

    Buona fortuna.


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    1. https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/09/09/governo-cosa-chiedono-gli-imprenditori-di-cernobbio-infrastrutture-investimenti-e-meno-burocrazia-bene-una-ministra-per-innovazione/5438619/
      una conferma al primo link!

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  2. Una riduzione del 50% delle emissioni antropiche, avrebbe come effetto una riduzione della CO2 che è solo una parte ci ciò che causa il cambiamento climatico.

    Caro Jacopo, ti chiedo di essere realista e di fare due conti:

    Secondo te, causerebbe più danni alle persone e all'ambiente, una riduzione del PIL del 50% per tutti gli anni a venire, oppure un aumento della temperatura di 2°C (valori più alti di temperatura sono solo nella fantasia degli ignoranti)?

    Cerchiamo di essere realisti!

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    1. in entrambi i casi si avrebbe una bella moria di povere locuste. Anche l'ambiente verrebbe devastato, come sta succedendo ai polmoni verdi del pianeta e come successe qualche anno fa in India alle foreste e boschi, quando il governo smise di erogare il gas per cuocere e riscaldare: il mld e più di indiani fecero sparire mln e mln di alberi.
      Nel conteggio poi delle emissioni antropiche dei paesi del sud del mondo andrebbero anche conteggiate quelle che quegli altri emettono per sostenerli. Non penso che con il cibo e le produzioni autoctone potrebbero campare a lungo.

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    2. Alessandro, ti passo questi commenti perché ti conosco. Ma non sparare a casaccio in questo modo, per favore. Ti rendi ridicolo, come minimo.

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    3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Emergenza climatica e sovrappopolazione, e poi?

    Direi che le danze inizieranno sicuramente dal 2030, anche se è probabile che da qualche parte nel decennio 2020s potremo osservare l'avvento del Polo Nord ICE FREE in Estate/Autunno. Questo evento, sarà l'inizio, di una cascata d'ulteriori TIPPING POINT CLIMATICI, che disegneranno rapidamente una catastrofe climatica, con un contesto non reversibile, ma bensì in un continuo deterioramento climatico.

    Il nuovo contesto, muterà la natura dei rapporti umani sulla Terra, inizieranno gli inviluppi delle guerre climatiche
    https://youtu.be/5EYcTnwVy9c

    Ci sarà la levata di Chartago: l'innesco penso sia il tema delle crisi idriche & le dighe Hidase & Bujagali sul Nilo, con una guerra regionale, tra Egitto+Sudan vs Etiopia+Uganda+Kenya+Tanzania
    https://youtu.be/3EXoxkfAAx0

    Purtroppo, sono proprio ineluttabili le Guerre Puniche II
    https://youtu.be/VwakFIefKY4

    La Repubblica Italiana, considerando l'attuale contesto, quanto la direzione della storia, direi che è destinata a dissolversi dentro ad un NUOVO MEDIOEVO
    https://youtu.be/SWXuvcM5HNw

    il contesto del Nuovo Medioevo, direi che si dispiegherà molto tempo prima, della detonazione delle Mediterranee Guerre Puniche II, e nel complesso considerando l'attuale contesto, quanto la direzione della storia, è assai improbabile che il popolo italiano sopravviva al XXI secolo.
    https://youtu.be/oSRwtJUmGNg

    Le conseguenze per l'Europa invece saranno diverse: il binomio (climate change+sovrappopolazione)^n produrrà sia un'invasione apocalittica di sub-sahariani, quanto un contesto ostile nella penisola italica e greca: le due aree saranno teste di ponte di Chartago e territori ostili ad EuRoma.
    https://youtu.be/HgYsz2MdGh0

    Invece, per adesso, è una buona notiza che sia solo probabile la WWIII in Asia.
    https://youtu.be/_dCq4Y-NXb0&list

    p.s.
    CLAP, CLAP, CLAP, mi piace la "nuvola dei tag" che è spuntata da un po' di tempo sul blog, finalmente si può navigare per temi, in modo trasversale, senza sperdersi nella marea di 10 anni di post!.

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    1. Una piccola aggiunta: In Dossier Aquamarcia, in taluni parti si dice che la WWIII è ineluttabile, in altre parti solo molto probabile. Nei podcast www.climate-change-wars.tk rimarco la probabilità di una detonazione di una WWIII in Asia, ma non la sua ineluttabilità, evidenziando una serie di cause di NULLITÀ & ANNULLABILITÀ delle cause di detonazione degli scenari.

      Questa differenza vistosa, di valutazione in termini di probabilità soggettiva, è causato dal PUNTO DI VISTA dell'ANALISI:

      -Attualmente, ad un'analisi puntuale e dato il contesto politico russo odierno (ossia tutta l'era putiniana dal 1991 ad oggi) si conclude che la WWIII in Asia è ineluttabile. Infatti, non ci sono manovre di Putin o del delfino scacchista, che mirino a sciogliere la CSI. Anzi, come dimostra l'azione russa in Caucaso ed Ucraina, quanto l'azione russa in Siria per bloccare ISIS che mirava a destabilizzare il Caucaso, Putin considera i confini della CSI come i confini della Russia, perchè ancora oggi, la Russia ha ricordi di superpotenza e monitora i confini della CSI alias il ricordo dell'URSS.

      Tuttavia

      -Ponendo l'analisi, su un più ampio arco di tempo: includendo anche le politiche zarine dei secoli precedenti, si conclude attualmente che la WWIII in Asia appare solo probabile/molto probabile ma non ineluttabile. La possibilità che la Siberia sia venduta a pezzi a Cina, India, Pakistan+Bangladesh, Iran, è IMHO una possibilità storicamente CONCRETA, e per questo rilega per adesso, l'analisi sulla WWIII in Asia, solo ad evento probabile e per fortuna, non ancora ineluttabile.

      :-)

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    2. Ineluttabilità di GP2

      1-Il mio amico immaginario "Ezezel" che è protagonista di vari racconti di SciFi, mi ha passato l'info: le GP2 sono ineluttabili, se lo ha detto lui... mi fido, e c'è soltanto da terminare di dimostrare l'assunto.

      2-IPCC, vari climatologi danno shock idrici nel bacino del Nilo, già oggi c'è tensione tra Egitto e le dighe di Hidase & Bujagali sul Nilo che hanno ridotto la portata del Nilo, mentre le cateratte sul Nilo nel Sudan rallentavano ma non ne riducevano la portata, per cui l'Egitto non ha criticato le opere sudanesi sul Nilo.

      3-Allargamento dei deserti, traslazione della savana secca, assottigliamento delle foreste equatoriali africane per ricavare nuova terra fertile (sia per incremento popolazione, quanto per recuperare la terra fertile diventata savana secca, a causa del climate change). La riduzione delle foreste inciderà sull'assorbimento di CO2, quanto sulla distribuzione della pioggia per riduzione dell'umidità e della condensazione nel ciclo dell'acqua, e quindi peggiorando ulteriormente la distribuzione delle pioggie.

      Ho recuperato i miei commenti al post
      https://ugobardi.blogspot.com/2019/06/era-della-sociopatia-autore-derrick.html

      Tenendo presente il commento di Madre Terra, in media (0.7+0.85)*0.5=0.775

      Con un consumo di cereali del 77.5% per zootecnica porta a 0.609kg=2.71*(1-0.775) ossia 610GR di cereali a testa al giorno, con una media di 330kcalorie per grammo, offrirebbe un apporto calorico 610/100*330=2013kcalorie<2500 mancherebbe il 20% delle kilocalorie necessarie giornaliere.
      http://www.dietabit.it/alimenti/cereali/

      [x]=> C'è il problema delle fiere in Africa (cosa che non esiste in Europa dove ci sono enormi stabilimenti d'allevamento di pollame in gabbia/a terra in luoghi sicuri).Con la traslazione della savana ci saranno anche migrazioni di animali, la compressione e shock delle nicchie ecologiche delle specie vegetali ed animali, contestuali disboscamenti della foresta equatoriale (riduzione biodiversità, morte della flora e fauna delle foreste equatoriali) per cavarne nuove aree coltivabili a causa dell'avanzata del deserto/savana secca. La morte di varie specie d'animali, potrebbe essere per breve tempo, una proficua fonte di proteine, ma poi le specie cacciatrici (fiere ed umani stanziali e/o nomadi) resterebbero senza cibo.

      [x]=> C'è poi il problema del consumo d'acqua per consumi umani (sanitari, industriali, agricoltura) nel bacino del Nilo, con le due dighe costruite a monte del bacino d'Assuan, che ostruiscono il Nilo bianco ed il Nilo azzurro, GIÀ OGGI SONO UN GROSSO PROBLEMA GEOPOLITICO LA CUI DETONAZIONE È STATA PER ADESSO RINVIATA, ma nei decenni a venire IMHO farà esplodere guerre (il ghiaccio del Kilimangiaro s'è già sciolto!)

      [x]=> C'è il problema dell'IMPORT CINESE del cibo prodotto in Africa, che andrà ad elevare il gap. Se ad esempio un terzo o la metà della produzione Africana se ne andasse in Cina: i dati stimati a 2.71kg di cereali al giorno diverrebbero 1.8kg-1.3kg con un impatto di circa:

      0.405=1.8*(1-0.775) da cui 405/100*330=1336<2500kcalorie
      0.293=1.3*(1-0.775) da cui 293/100*330=967<2500kcalorie

      Senza importazioni cinesi, manca un 20% di kcalorie al giorno, ai 2.4MLD d'africani.
      Con le importazioni cinesi, occhio e croce, manca tra 46%-60% di kcalorie al giorno, ai 2.4MLD d'africani.

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    3. Ovviamente sono dati medi: questo vuol dire che ci saranno paesi africani dove si morirà di fame e di sete, ed altri dove invece si potrà sopravvivere a stento, ed una piccola fetta di nazioni dove la sopravvivenza sarà meno difficile ma il tenore di vita non sarà di certo quello europeo.

      Per le ragioni già evidenziate, Tunisia-Libia-Egitto esploderanno per la pressione migratoria sub-sahariana.

      Se a questo processo endemico, aggiungiamo l'imbecillità delle elite europee (illuminate da luce nera) che incentiveranno la migrazione sub-sahariana con spese correnti europee per migranti economici & migranti climatici (piuttosto che un tardivo programma di controllo delle nascite in Africa, almeno nei paesi più popolosi), ALLORA tutti in Africa avranno chiaro il CONCETTO che per risolvere i problemi regionali, basterà agli africani migrare in Europa (accellerando il processo di detonazione di Tunisia-Libia-Egitto).

      C'è poi un secondo processo/eventi, pre-definiti EVENTI DI ACCELLERAZIONE POLITICA, che accelerano la detonazione:"Il grosso debito italiano che gli italiani non vogliono ripagare e nemmeno gli europei vogliono ripagare". Questo contesto, assieme ad ad un paio di altre cause locali italiane, già da lungo tempo, concorrono all'emersione dell'Universo Pessimista nella penisola italica.

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  4. " ....avrebbe come effetto una riduzione della CO2 che è solo una parte ci ciò che causa il cambiamento climatico."
    E in cosa consisterebbe, di grazia, l'altro 50% che causa il cambiamento??

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    1. Gran parte dei fenomeni di desertificazione in corso, anche in Italia, sono conseguenza di scelte locali (sovrasfruttamento delle risorse idriche, tecniche agricole, disboscamento, incendi, eccesso di pascolo, eliminazione di specie-chiave, ecc.) e non di fenomeni globali, anche se ovviamente vi è una sinergia fra i due livelli.
      Jacopo

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    2. Sono entrambi sintomi: la vera causa sta nell economia,pil,finanza,ecc ecc ecc!!!

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  5. Non limitiamoci agli proclami e facciamo le cose in cui crediamo siano utili. Le soluzioni ci sono. Serve volontà e coraggio. Ciao

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  6. Concordo col post tranne nel punto dove si cita per ben due volte la demolizione delle alberature. Purtroppo, per effetto GW stiamo sperimentando tempeste con venti sempre più forti, che puntualmente abbattono piante di grandi dimensione anche all'interno delle città. Ci sono state delle vittime, anche recentemente, e moltissimi casi di tragedie mancate per un soffio. Un piano di controllo sullo stato di salute delle piante e delle loro traiettorie di caduta, nelle città, si rende necessario. In qualche caso si dovrà procedere ad abbattimento, penso ai giardini di asili e scuole. Tuttavia è prevedibile che qualche amministrazione utilizzerà tale pericolo, reale, per altri scopi, per esempio per eliminare le barriere che potrebbero intralciare la diffusione del 5G, che è notoriamente sensibile agli ostacoli. Quindi occorrerà vigilare, ma non sarà facile.

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    1. La grande maggioranza degli alberi cadono a causa di danni gravi inferti nel passato proprio dalle amministrazioni comunali (capitozzature, rottura di radici, ecc.). Comunque, che ci siano delle piante che è necessario sostituire è indubbio, ma ciò non ha nulla a che fare con la vera mattanza in corso in praticamente tutti i municipi.
      Jacopo

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    2. Gli alberi troppo grandi e incombenti in città, racchiusi in spazi soffocati, non sono neppure belli, ma basterebbe una gestione di tipo forestale: tagliare le piante mature man mano che maturano, lasciando spazio alle più piccole di crescere, che sono già state piantate prima o germogliate da sole, in modo che quando si tagliano le grandi restano le medie. Invece nella mia città assisto regolarmente al taglio sistematico prima delle piante piccole e spontanee che intanto crescerebbero un pò, poi a quello delle grandi che nel frattempo sono cresciute troppo. Alla fine non resta nulla.

      Il motivo fondamentale comunque è che da quando la legna non è più un prezioso combustibile (anzi si vorrebbe addirittura vietarla del tutto con la scusa perfezionistica delle micropolveri), cioè da quando siamo diventati ricchi per cui la manodopera è la cosa più costosa, la manutenzione "prezzolata" del verde è costosissima.

      Un tempo non lontano le alberature stradali (e persino l'erba dei fossi) erano fonte di guadagno per i comuni: chi effettuava rispettivamente potature e tagli, doveva pagare per farlo, doveva vincere una gara d'appalto in cui offriva denaro, in quanto guadagnava dalla materia prima, legna ed erba, che si portava a casa, al netto dei costi di manodopera. Questo succedeva fino a circa il 1950, conoscevo direttamente persone che hanno vissuto quel periodo e facevano parte di quel mercato, sia dal lato dell'offerta che della domanda.

      Tutto ciò anche lasciando a parte il fatto che, quando si andava a piedi e in bicicletta, l'ombra sulle strade era essenziale per renderle confortevoli d'estate (io che vado solo in bicicletta me ne rendo conto ogni giorno, da quando sono state eradicate tutte le rive per ragioni di sicurezza e... per fare le piste ciclabili, piantando al massimo dei miseri alberelli a basso fusto).

      Pensate a come sono radicalmente cambiati i tempi da quel periodo, e di quanto è aumentata la ricchezza media nello spazio di una sola generazione, fra il '50 e il '70, fino a rendere oggi inimmaginabili i valori dell'epoca, e il motivo per cui erano dei valori!

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    3. Ricordo che 10 o 20 anni fa, la Regione Toscana pagò una ricerca sul futuro della Toscana ad università di Pisa, Siena, Firenze.

      AFAIR
      Il documento (che non mi riesce di reperire in rete) diceva che ci sarebbero state ondate di calore nella piana toscana, che si doveva smettere di cementificare (aeroporto di peretola & case e periferie) e che si doveva puntare sui piccoli invasi (per trattenere acqua).
      /AFAIR

      C'è qualcuno che ha modo di recuperare tale ricerca e shararla o farci sopra una bloggata?

      Tnx 1K

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  7. @ Anonino
    ti sei scordato che "orsomago.br" sta bruciando l'Amazzonia per estrarne terre fertili (per 3-5 anni, poi si seccano, essendo i territori resi fertili dall'humus della foresta pluviale) per allevamento e carne da vendere ai cinesi.

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  8. Direi che una delle prime cose da fare sarebbe obbligare tutti i giornali e notiziari televisivi del mondo, a mettere in prima pagina e come prima notizia una cosa del genere :
    "Se non cambiamo modo di vivere (consumando meno e facendo meno figli), chi ha meno di 50 anni, sicuramente vedrà la fine del mondo e morirà in modo molto doloroso, a causa dei cambiamenti climatici".
    E' un semplice accordo che dovrebbero rispettare tutti i governi mondiali.

    Gianni Tiziano

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    1. E' la stessa cosa che è successa mettendo sui pacchetti di sigarette gli avvertimenti sulla loro pericolosità: il consumo di sigarette è calato.

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    2. vorrebbe dire che il buon senso e l'onestà hanno la prevalenza su egoismi e ipocrisie. E a livello globale, addirittura. Tranne che nella ricca Europa, come dice Jacopo, ed in Cina per ritornare a vedere il sole e respirare aria un pò più pulita, del collasso climatico e dell'inquinamento non interessa a nessuno o quasi. Ma anche qui da noi siamo al paradosso: dire male del vestito di una donna è sessismo e succede il finimondo, dire male di chi inquina o che fa anche peggio, è tabù. Ed è giusto così; si può dire il peccato, ma non il peccatore.

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    3. Forse ancora più importante sarebbe che i bollettini meteo smettessero di annunciare con toni festosi "un'altra bella giornata estiva" quello che è magari il centesimo giorno di siccità totale.
      Secondo me i bollettini meteo sarebbero il principale canale di informazione e educazione del grande pubblico, mentre svolgono un ruolo assolutamente opposto a questo. Già molti anni fa proprio su questo litigai con Maracchi che pure di GW ne sapeva tanto.

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    4. R bollettini meteo Simonetta: grande!... guarda caso le donne preferiscono il clima torrido al fresco.. Jacopo, lovelpck ed altri ssotengono che uan delle sclete principali per limitarei danni da co2 è abbandonare un aprte dei terreni agricolil specie se confinanti, con boschi che possono ricolonizzarli...Questa è la vera scelta emrgenziale, accanto alla sterilizzazione coatta di tutte le donne dopoil primo figlio ed eventualmente dei figli dopo il primo superati i due...Ed assolutamente vietare gli aiuti alimenatari a chi non siattiene a queste dispozioni...Altro che unicef...

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  9. Sottoscrivo e passo a condividere su Facebook nella pagina "Cancrismo". Jacopo, sei dei nostri?

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  10. Una domanda per il PROF!

    Stavo sbirciando per TOPIC, navigando comodamente in modo trasversale il bel blog, con 10 anni di post.
    Sono approdato così su questo post
    https://ugobardi.blogspot.com/search/label/collasso%20economico

    domanda per il prof: perchè prof, ha scelto una serie storica di calo di pil con trend regressivo (se gli impatti di Climate Change invece avranno un trend d'impatto esponenziale, ed è logico supporre che i danni d'interazione umana seguiranno lo stesso trend a causa di guerre)?!

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  11. La risposta della Cina all'emergenza: più cemento e acciaio, la crescita economica traianata dal duo affidabile. Per contro taglio dei sussidi al solare.
    Conseguenze: aumentano le emissioni di CO2, la società cinese si cementifica e sarà meno resiliente.
    https://www.carbonbrief.org/guest-post-why-chinas-co2-emissions-grew-4-during-first-half-of-2019

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  12. Articolo terribile!
    Vorrei fortemente trovare buoni argomenti per confutare i vari punti, ad esempio 1 e 3, ma temo che Simonetta abbia descritto un quadro, ahi noi, estremamente realistico, coerente con la crescita continua delle emissioni che stiamo osservando.

    L.

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  13. In tutto questo, come contribuisce alla resilienza del sistema Italia l'aver accolto oltre cinque milioni di persone in meno di vent'anni e accoglierne altre?

    MrKeySmasher

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    1. La cifra di 5-6 milioni comprende anche i cittadini europei che legalmente non sono immigrati (come non lo sono i miei figli che lavorano a Praga e Parigi). Il numero di effettivi immigrati è circa la metà (più gli abusivi che nessuno sa quanti siano) che, comunque, contribuiscono a far crescere la nostra impronta ecologica e tutti i problemi connessi con la sovrappopolazione in UE. Il problema è nel numero e non nel colore delle persone.

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    2. Per quel che ne so la cifra di 5-6 milioni è sottostimata, nel senso che tra i milioni di persone "accolte" in Italia molte sono ormai (formalmente) "Italiani" e, conseguentemente, non rientrano nel computo. I cittadini europei sono comunque persone aggiunte al sistema Italia, pertanto andrebbero inclusi nel numero e nella conseguente valutazione di impatto. In sintesi, vedrei di buon occhio l'accostamento sistematico delle questioni legate ai movimenti migratori a quelle legate alle condizioni ambientali. Un governo che si proclama (pur mentendo) "ecologista" dovrebbe agire di conseguenza. Non lo farà, anzi, ché il preteso "ecologismo" serve ad altro...

      Aggiungo a mo' di promemoria, che a livello locale l'impatto ambientale dovrebbe essere tenuto in conto anche nel caso dei movimenti interni alla nazione, con una valutazione che non vada oltre l'ambito provinciale. Anche questo non si farà.

      MrKeySmasher

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    3. #mrkey
      Se non erro ci sono anche 5 milioni di cittadini italiani che si sono trasferiti all'estero iscritti all'AIRE, per cui il bilancio complessivo per ora è zero (nel senso che gli altri potrebbero lamentarsi di noi tanto quanto noi ci lamentiamo degli altri).

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    4. @ Jacopo Simoneta
      Concordo, il problema è nel numero delle persone quanto nei danni da cambiamento climatico.

      Tuttavia, oggi, c'è anche il problema che i +700MILA immigrati clandestini deportati in italia da "Renzi svuota Africa" sono tutti semi-analfabeti, non hanno portato nemmeno un brevetto per fare impresa. La UE ebbe a dire che dei +700MILA immigrati clandestini deportati in Italia da "Renzi svuota Africa", circa +600MILA avrebbero dovuto essere rastrellati ed espulsi, in quanto migranti economici per la UE mentre per la legge delle protezione umanitaria (prodi 1999) non erano migranti economici.

      L'Italia, non aveva bisogno di quest'immigrazione, che ha importato MAFIA NIGERIANA, un fenomeno totalmente sconosciuto in Italia, prima dei 5 anni di "Renzi svuota Africa". Con la piaga della Mafia, Camorra, Ndrangheta, Sacra Corona Unita, mafia albanese, cinese, l'Italia non aveva bisogno della MAFIA NIGERIANA.

      http://www.difesaonline.it/evidenza/diritto-militare/si-salvi%E2%80%A6ni-chi-pu%C3%B2-dallimmigrazione-irregolare-lo-dice-la-direzione

      Se ad esempio, si fosse "deportato" in Italia, indiani laureati (in matematica, in ingegneria, in fisica, in informatica) molti degli indiani (oltre a parlare un perfetto inglese, rispetto agli analfabeti italiani) avrebbero anche portato/prodotto brevetti per fare impresa in Italia. Il problema, è che queste persone di certo non avrebbero MAI voluto venire in Italia ma bensì in USA, inoltre gli indiani ben acculturati non avrebbero votato a SINISTRA, se fosse stato dato loro IUS SOLI_5 anni.

      Nei decenni a venire:

      -l'interesse italiano, ammesso che esista la Repubblica Italiana (e non è affatto probabile), sarebbe di puntare ad una viscosità del pil_procapite: poichè il pil & produttività saranno calanti, l'interesse italiano è rastrellare ed espellere e respingere in modo assistito i migranti economici & profughi climatici, per evitare che il pil_procapite collassi.

      -il problema del numero delle persone, IMHO si mischierà anche con il rigurgito del colore della pelle: perchè trale pulizie etniche subsahariane (coerenti con la storia militare africana) nelle Yellow Buffer Zone, quanto le reazioni militari europee, è IMHO impensabile che in Europa non s'impongano rigurgiti razzisti (ravvivando, purtroppo anche antichi odi europei).

      E per tutto questo futuro caos & olocausto, bisognerà ringraziare ONU, Chiesa Cattolica, i politici africani, gli africani, che si sono prodigati per vent'anni ed oltre, a portare acqua al pozzo di satana!.
      https://www.youtube.com/watch?v=MiJwQ3g5Iwg

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    5. Ringrazio i milioni di Italiani all'estero, che non so quanti siano, e li esorto a rimanere dove sono. Riporto testimonianza che dalle mie parti i cognomi locali sono ormai indirizzati verso la minoranza, laddove è tutto un florilegio di nomi "foresti" Italiani e stranieri. Riporto testimonianza del fatto che stranamente NESSUNO dei miei conoscenti è attualmente all'estero, laddove dalle cifre che indichi parrebbe che almeno uno su dieci dovrebbe trovarsi in qualche "altrove". Riporto testimonianza, in conseguenza di quanto sopra, del FATTO che se dalle mie parti fossero presenti soltanto i locali, a calpestare il nostro suolo sarebbe la metà o giù di lì di quanti attualmente lo calpestano. PEr chi è veramente ambientalista vuol dire qualcosa. Poi lo so che la maggior parte degli ambientalisti è fasulla, è di plastica, ma questo non cambia la realtà dei fatti, e i fatti sono tali perché li VEDO e li CONSTATO in prima persona, non perché me li racconta qualche ente più o meno "indirizzato".

      Cosa, se non la mala fede, vieta di inserire nel presunto piano di risanamento ambiental/ecologista strombazzato dai governi di ogni tempo anche il fattore demografico (che include i movimenti migratori), legandolo strettamente ad unità territoriali ristrette, diciamo di ambito non più che provinciale?

      MrKeySmasher

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    6. Gran parte dell'ecologia ha i limiti come fondamento. In ecologia le xenospecie sono uno dei problemi notoriamente più gravi.
      La narrazione dell'ortodossia del politicamente corretto ha semplicemente ribaltato scienza e conoscenza in una narrazione "a realtà ribaltata".
      Il fanatismo fondamentalista dell'abolire le nazioni e i loro limiti fisici (i confini) e di favorire in ogni modo possibile le migrazioni di massa, di reprimere ogni resistenza ad esse, sono azioni prettamente antiecologiche (oltre che antidemocratiche).
      Il fatto di verniciarle di verde o di colori arcobalenici non ne cambia né sostanza né effetti.
      Dati ISTAT misurano ca. 7 milioni di stranieri in un paese gravemente sovrappopolato che ha impronta ecologica 4 o 5 volte superiore quanto sostenibile.
      La sensibile decrescita demografica degli italiani viene annullata e quindi ribaltata in crescita dall'apologizzare e sostenere l'ingresso, quasi sempre illegale, assai spesso brutale se non violento, di milioni di alloctoni, spesso in comunità che non si integrano e molto più prolifiche degli autoctoni.

      E' un mondo di oscurantismo fanatico dovuto al totalitarismo del politicamente coretto progressista, mondialista, una "neofascismo" elitario ribaltato, nel quale se non ti aderisci al processo intervengono fisicamente per riprogrammarti e omologarti.
      Jared Diamond aveva dedicato, in Collasso, un capitolo sulla Groenlandia al caso del collasso della colonia "orientale" dovuta alla "immigrazione di massa" dalla colonia "occidentale".
      Cosa ci ricorda Alessandro Barbero? cosa iniziò a succedere ad Adrianopoli nel 378 d.C.?
      Nel 2019 non possiamo dire :- Non lo sapevamo!
      In effetti è un interessante caso di preparazione di un collasso sociale, ambientale europeo ed italiano.
      Non c'è nulla di ecologico né di sostenibile, in primis socialmente, in questa preparazione al collasso europeo ed italiano attuato mediante l'arma biologica migratoria.

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    7. MrKey, hai fotografato anche la situazione del nord Toscana. Quel che succederà con la capacità di carico lo sappiamo. Nel mio comune, 70 anni fa, le 8000 persone conducevano una vita misera, ma dignitosa, anche grazie ai telai meccanici che in tutte le stalle avevano sostituito gli animali, essendo contoterzisti delle fabbriche pratesi. Ora le 18.000 attuali vivono di terziario,che altro non è che un pallone gonfiato di aria, cioè di nulla, un pò come le bolle del fracking, che impiegano anche decenni, ma alla fine sono destinate ineluttabilmente all'esplosione. Ovviamente i dettami capitalistici impongono a questo pallone di diventare sempre più gonfio per impedire la recessione societaria ed economica e l'immigrazione è un componente di questi dettami, perchè più siamo, più soldi e consumi girano. Il che è senz'altro il motivo principale dell'assenza dell'argomento sovrappopolazione nelle tematiche portate avanti da Greta, probabilmente perchè sa che prima o poi i nodi verranno al pettine, magari non nella nostra vita, ma di sicuro nella sua, che ha 50 anni meno di me. Mi dispiace non poter fare nulla per aiutarla, tranne il non andare in vacanza, non prendere aerei, coltivare l'orto, buttare il meno possibile, quindi ridurre i consumi al necessario, riciclare il più possibile, inquinare il meno possibile, anche se so essere tutto inutile, perchè poi politici, economisti, capitalisti, pifferai magici, fanno tutto il possibile per vanificare le azioni corrette di quei pochi che si rendono conto di quello che sta succedendo intorno a loro, che non sia il bisogno di denaro.

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    8. Ce l'hai proprio con gli immigrati, vero ?
      Ricorda che noi Italiani siamo stati per tanto tempo una nazione di emigranti, in Svizzera, Germania, Belgio, Francia, Stati Uniti d'America, Argentina, Cile, Brasile, Perù, Australia, Etiopia, Libia. Ti faccio notare che il 50% degli abitanti dell'Argentina sono di origine italiana !
      Da che pulpito viene la predica ?

      Gianni Tiziano

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    9. Madre Terra, allora rivendichiamo il possesso delle terre britanniche fino al Vallo di Adriano, perché si tratta di territorio Italiano per "diritto storico". Ovviamente è un'iperbole, per indicarti in quale errore stai incorrendo, ma non accetterai il concetto perché va contro la tua impostazione valoriale/ideologica. Eppure è sulla falsariga dell'osservazione che hai appena riservato a UUIC. qui sopra.

      MrKeySmasher

      P.S. "Noi Italiani"? Pensa che per me è già un'assurdità spostarmi di cento chilometri nell'ambito della mia regione, tanto che cerco di non farlo se non in sporadiche ed eccezionali occasioni. Se "loro Italiani" (del passato, molti ormai morti) sono partiti, be', non è responsabilità mia. Se "voi Italiani" (attuali) continuate a partire, be', ancora una volta, non è responsabilità mia. Con che stomaco mi si chiede di pagare il prezzo? Stiamo parlando di "Portoghesi dell'emigrazione?" Altri migrano (emigrano/immigrano) ed io devo pagare? Ma anche no!

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    10. Madre Terra
      Io ho indicato un problema assai grave, quello del fanatismo sìglobal, liberal-progressista, ugualista, ugualista, crescitista, politicamente corretto che nel suo oscurantismo fanatico (acritico e' del tutto superfluo, contate i "senza se e senza ma") con il suo oscurantismo non solo sta facendo strame di scienza e conoscenza ma sta, con la sua narrazione e tossica e di moda, con la sua Ortodossia del Pensiero Unico sta letteralmente invertendo il mondo, le leggi (e.g. da "L'utero e' mio e me lo gestisco io" all'apologia de "L'utero [di subproletarie poracce] in affitto [per il tuo diritto (??) di farti fabbricare un pargoletto ordinato da catalogo]").

      E' cosi' profondamente antiecologico, cosi' subdolamente permeato di sfruttamento della terra e di tutto rimozione di tutto cio' che non si conforma, tutto questo processo.
      I migranti? Non guardare il dito che sto indicando la luna.

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  14. In linea di principio sono d'accordo con il grosso del post, ma ci sono un paio di cose che mi quadrano poco:

    la prima è che non credo che il progresso tecnologico sia necessariamente nemico degli sforzi che dovremmo fare per combattere i cambiamenti climatici. Non si tratta, infatti, solo di dinamiche che tendono ad un maggior consumo di risorse/produzione di una qualche forma di inquinamento. In realtà, la tecnologia, nelle sue applicazioni più avanzate, potrebbe aiutarci a ridurre le nostre emissioni in modo radicale. Ad esempio in campo agricolo, tramite la creazioni di nuovi cultivar dai rendimenti molto più alti e che ci permetterebbero anche di ridurre l'uso di fitofarmaci (e qui so che le critiche si sprecheranno, ma è ora di abbandonare vecchi meme e prese di posizione irrazionali);

    fra le cose impopolari che un comune potrebbe fare "in emergenza", il focus è sulla protezione della biosfera tramite la creazione di aree protette è la protezione del verde esistente. Non è che questo sia sbagliato, ma proibire l'uso di auto a combustione interna, caldaie a gas (o pellet o legna) e qualsiasi altra attività che per essere espletata necessita di combustione, otterrebbe un risultato più efficace, subitaneo e duraturo e, probabilmente, cambierebbe alcune brutte abitudini sociali consolidate in modo molto più netto.

    Ma, diciamo, tutto questo non è in contrasto, deve solo essere sommato. E, purtroppo, il risultato che sortirebbe, specie se sommato, sulla popolazione, sarebbe analogo.

    Infine, qualsiasi cosa si attui senza cambiare i due motori principali della crisi sistemica che stiamo vivendo, cioè le aspettative e i desideri della maggior parte delle persone, che si riflettono nei sistemi economici e nelle loro dinamiche di funzionamento, e dalla tendenza all'aumento del numero di sistemi biologici dissipativi (noi) sul pianeta che, sebbene stia rallentando, è ancora tremendamente rapida. Senza affrontare seriamente questi due aspetti, non c'è azione efficace sul lungo periodo.

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  15. E' una piccola elite, quella che ha compreso i quattro problemi :

    - troppi consumi non strettamente necessari
    - troppa popolazione umana
    - cambiamenti climatici in atto, a strangolare la vita nel giro di pochi anni/decenni
    - distruzione della biodiversità

    E' una elite molto divisa. Non riesce a coinvolgere il volgo. Io sono ormai disincantato, e prevedo brutti tempi a breve. Penso che li vivrò di persona, pur avendo già superato i 62 anni. Sono anche disincantato sul ruolo di scienza e tecnologia. Sono molto critico verso la specie Homo Sapiens. Lascerò questo corpo umano con grande felicità, mi vien da piangere a vedere le insensatezze di cui siamo protagonisti. Insensatezze che le altre specie viventi non compiono.
    Sapiens noi ? No, Demens !

    Tiziano

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  16. Corto circuito - Come si fa a essere promotori incalzanti del valore della biodiversità e a darsi parallelamente un gran da fare per promuovere l'eliminazione della biodiversità nell'ambito della specie umana?

    MrKeySmasher

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  17. https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/08/26/amazzonia-in-fiamme-il-brasile-apre-inchiesta-per-roghi-dolosi-organizzati-su-whatsapp/5409780/
    il mondo va in fiamme. Da un certo punto di vista è un bene, così prima che poi, arriverà il collasso climatico, che metterà tutti d'accordo sul da farsi.

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  18. Tutti che parlano di sostituire l'auto a scoppio con quella elettrica...ma a parte che l'elettricità è un vettore energetico e non una fonte - ok un terzo della elettricità circa è prodotta da fonti rinnovabili - ma non c'è alternativa per gli aerei, rimangono a terra.
    E il trasporto navale?? come la mettiamo? Facile a dire riduciamo i consumi, sono d'accordo, ma senza il trasporto navale (diesel) non potrei scrivere questo commento al post, perchè il mio pc, come il 90% delle merci, è stato trasportato via nave dai luoghi di produzione a quelli di consumo.
    Possiamo sono scegliere che fine fare: morire di fame per un collasso economico dovuto allo stop delle fonti fossili o morire arrostiti per un GW fuori controllo. Buona fortuna!!

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  19. Oltre alla sacrosanta riduzione delle emissioni climalteranti da parte dei Paesi sviluppati, non dimentichiamo l'altrettanto auspicabile/indispensabile riduzione del tasso di natalità nei Paesi del c.d. Terzo Mondo... Ciononostante, si sente parlare solamente di bonus-bebè et similia! Saluti

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    1. Bonus bebè et similia = controllo demografico.

      Ma... altro cortocicuito concettuale: praticare il controllo demografico non era immorale, poco etico e via discorrendo? Se così fosse, razionalità imporrebbe che valesse tanto per le disincentivazioni quanto per le incentivazioni, no? Se così NON fosse, razionalità imporrebbe che valesse tanto per le disincentivazioni quanto per le incentivazioni, no? Invece no, perché chi ha in mano "il manico del coltello" decide cosa è giusto e cosa no indipendentemente da qualsiasi raziocinio. Basta applicare le formule di propaganda più efficaci, usare le parole opportune, contare sulla "serena leggerezza" delle moltitudini (che non sono in grado di comprendere o non sono interessate a farlo) e l'irrazionale diventa in quattro e quattr'otto "l'unica cosa giusta da fare", tanto da non ammettere neppure che venga messa in discussione.

      MrKeySmasher

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    2. i politici vogliono l'immigrazione per avere chi li vota non appena data loro la cittadinanza (non per niente siamo il paese europeo più generoso), gli imprenditori la vogliono per pagare poco i dipendenti (a Prato ci sono padroni italiani con operai tutti cinesi, gli italiani se ne possono andare dove vogliono), i religiosi perchè la religione interpretata di comodo lo impone e poi insieme alle onlus, ong e tanti altri ci lucrano. Mi pare che di fronte a questi argomenti la razionalità non possa contare un bel niente. Razionalità vorrebbe che le scelte venissero fatte, non in base alle convenienze, ma su basi scientifiche. Purtroppo abbiamo scienziati come Zichichi, che non conoscono la termodinamica, ma forse solo perchè lui si occupa della fisica delle particelle elementari, che non obbediscono all'entropia, mentre il nostro squallido mondo fisico ne è condizionato totalmente.

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  20. Con l'avvento della "nuvola dei tag" mi sono messo a navigare trasversalmente, è interessante questo post

    https://ugobardi.blogspot.com/search/label/%22sovrappopolazione%22

    Me lo sono letto un paio di volte, è interessante ed è apprezzabile lo sforzo d'inserire nel modello il ruolo della Finanza e dell'Economia, MA c'è imho un grosso gap concettuale.

    nota°1
    La Finanza ha un punto di vista che non supera i 365gg ossia:

    .in Finanza brevissimo periodo è 3gg-5gg: il tempo di un'operazione corta ossia a scoperto.
    .in Economia brevissimo periodo è la metà di un trimestre (circa 45gg) ed è poco usato come arco di tempo.

    .in Finanza breve periodo è circa 1 mese di negoziazioni (prezzi e volumi).
    .in Economia breve periodo è un trimestre in relazione ai budget che hanno obiettivi trimestrali.

    .in Finanza lungo periodo è circa 3 mesi di dati, ossia il momento in cui si verifica quanto le trimestrali pubblicate dalle aziende matchano con i risultati.
    in Economia lungo periodo è circa 3anni-5anni.

    .in Finanza lunghissimo periodo è 365gg ossia si valuta quanto i modelli Econometrici, matchino con i dati statistici che sono i fondamentali di un paese (inflazione, disoccupazione, livello d'occupazione, saldi commerciali/pagamenti, defict e debito)
    .in Economia il lunghissimo periodo è oltre i 5 anni, ed è solitamente ignorato da tutte le aziende tranne alcune che per ragioni di settore e di dimensione, fanno pianificazione strategica.

    Se ne ricava che la Finanza ha sempre comportamenti REATTIVI e non potrà mai avere comportamenti PRO-ATTIVI, dato che il loro orizzone temporale non supera i 365gg.

    L'Economia ha comportamenti REATTIVI (il grosso delle aziende non fa pianificazione strategica) tranne pochissime aziende (che se pur grandi) possono essere PRO-ATTIVE.

    Nota°2
    Nel modello, non si segmenta i players. Il modello continua ad ingnorare il fatto che c'è il I°,II°,III°mondo e queste "macroclassi" sono sparse nel mondo e concentrate in continenti. Il perno di un'analisi futura, dovrebbe essere, prevedere che cosa accadrà!, entro un ragionevole livello di grana di definizione.

    Nota°3
    Nel modello, è assente la GUERRA: un fenomeno umano, che c'è sempre stato, Clausewitz ne ha dato una definizione chiara e cristallina, parafrasondolo si può dire che:"La guerra, è la prosecuzione della politica (degli Stati Nazionali) con altri mezzi". I militari fanno pianificazione strategica (a volte male, come gli italiani sull'F104), altri bene (gli USA hanno vinto la guerra fredda) e contemplano le azioni PRO-ATTIVE (investendo su armamenti tattici e/o strategici) e per cogliere la pro-attività, per lo meno occorre che il modello contempli la segmentazione in classi tra I°,II°,III°mondo.

    Nota°4
    L'economia è una scienza sociale, è vero che si serve dei modelli, ma non tutto in Economia è misurabile, tantomeno molto poco dipede da VARIABILI, anzi l'ampio dominio dell'Economia è dominato da MUTABILI: le mutabili si modellizzano molto male, in modelli quantitativi, servono altri tipi di modelli ed altri tipi di strumenti, che non propongano soluzioni uniche e meccanicistiche, ma bensì dei ventagli d'opzioni osservati in un dominio del possibile, dove anche le opzioni e osservate in dettaglio, non sono mai uniche e certe, ma sono aleatorie ed appartengono ad una famiglia d'opportunità comuni ma non identiche.

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  21. Dopo aver letto l'articolo ho dato un occhiata veloce ai vari commenti e fra tutti i vari concetti, interpretazioni e teorie.. Penso che la conclusione del tuo pensiero si indubbiamente la più indovinata. Peccato appunto che la maggior parte della popolazione non ci pensi neanche. Aspettative e desideri.... Geniale!

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  22. "provvedimenti di riduzione delle emissioni dovrebbero comprendere, tanto per cominciare, il razionamento di carne, acqua, combustibili e molti altri generi di prima necessità, la sospensione di quasi tutti i cantieri pubblici in atto o previsti, la drastica riduzione dell’illuminazione pubblica e dei trasporti, eccetera".
    Si ridurranno, per causa di forza maggiore. L'economia mondiale è in una spirale recessiva. (E l'invecchiamento della popolazione non aiuta a venirne fuori).
    Magari si incomincerà a sprecare meno. Poi bisognerà sostituire ciò che è diventato troppo costoso con quello che è piu accessibile,(e speriamo più razionale). Ma è inutile scervellarsi per cercare di prevedere il futuro a lungo termine. Sarà quel che sarà.

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  23. Ringrazio Simonetta per l'articolo. Da la forza di continuare a combattere contro sindaci che ordinano "una corposa pulizia del sottobosco" per evitare incendi e di "conferire gli sfalci ottenuti nelle apposite aree per lo smaltimento", testuali parole. Contro volontari A.I.B. che si fanno costruire dal comune strade su terreni privati, abbattendo boschi, sbancando versanti, danneggiando ambienti rari e fragili, in spregio ad ogni norma, tanto è solo erba e non interessa a nessuno, ecc.
    E le amministrazioni sedicenti ambientaliste sono le peggiori.

    Guido.

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  24. mi sembra che l'umanità sia arrivata al punto che qualsiasi azione metta in campo, il risultato sarà sempre negativo. Sarebbe meglio rinunciare al capitalismo consumistico e di spreco e starsene tutti a casa senza provocare altri danni. E' la filosofia del Tau e dei libri biblici sapienzali, ma proprio perchè fanno capo a una qualche fede in Dio non sono mai stati ascoltati, sennò come diceva prima chip, non viene portata acqua al pozzo di satana. L'acqua sono le anime, il pozzo è l'inferno, che satana gode a riempire di anime.

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  25. http://www.lamma.rete.toscana.it/news/estate-2019-lennesima-più-calda-della-media
    5° estate più calda della storia in Toscana, 2° a Firenze grazie all'effetto isola di calore.
    I figli di Jacopo hanno fatto bene ad emigrare un pò più a nord, ma se continua così, entro pochi decenni rimarrà solo l'antartide.

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  26. Ripeto, con altre parole :

    Sarebbe giusto obbligare qualunque giornale, e telegiornale, di cronaca, di sport, di cronaca rosa, religioso, qualunque :
    a mettere IN PRIMA PAGINA E COME PRIMA NOTIZIA degli avvisi di pericolosità del nostro comportamento di umani moderni.
    La pericolosità consiste nella distruzione dell'habitat, e quindi l'estinzione, non tanto di noi sessantenni o oltre che gran parte della vita ce la siamo vissuta e goduta.
    Ma per amore delle giovani generazioni, figli, nipoti, bisnipoti.

    NUOCE GRAVEMENTE ALLE GIOVANI GENERAZIONI.
    sempre come titolo, e poi singoli messaggi tipo :

    - L'eccesso di consumi uccide l'habitat per le nuove generazioni, condannate a morte terribile se non smettiamo di consumare quel che non è necessario
    - Dobbiamo fare pochissimi figli, altrimenti uccidiamo l'habitat per le nuove generazioni, condannate a morte terribile se non diminuiamo alla svelta il nostro numero, che è irragionevole
    - I viaggi turistici e i voli aerei uccidono l'habitat per le nuove generazioni, condannate a morte terribile se non smettiamo di fare turismo e volare in aereo.
    and so on, così via.

    Prendendo esempio dall'efficacissima pubblicità sui pacchetti di sigarette e tabacco, la quale pubblicità ha efficacemente contribuito a far calare il consumo di sigarette, che adesso quasi tutti sappiamo essere cancerogene e dannose alla salute.

    Gianni Tiziano

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    Risposte
    1. giorno dopo giorno, ogni giorno .... su tutte le edizioni, siano quotidiane, settimanali, quindicinali, mensili, trimestrali, annuali, and so on.

      Elimina
  27. https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/farmaci-inquinamento-ambiente-ammalano-pesci-animali-piante-fauna-flora/ef6d7d02-d3d7-11e9-9f17-aad5add5a4d8-va.shtml
    non stiamo provocando solo l'emergenza climatica, ma chissà quante altre.

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  28. Questa poi! Puoi affrontarla te l'emergenza climatica
    http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/clima/2019/09/12/aumentano-emissioni-gas-serra-scende-il-pil_09477d43-498e-42c2-9250-99a4714ebed3.html

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  29. Commento sinteticamente i vari argomenti che sono nati dai tanti commenti:

    1) Obbligare a fare questo o quello…
    C’è chi è morto per la libertà e qui si parla di voler tornare a un periodo cupo in cui non potevi scegliere quasi niente, perché c’è chi ritiene di dover scegliere per te, perché pensa di essere nel giusto e quindi autorizzato a qualsiasi repressione!
    Sbagliato!
    Si deve parlare di incentivi e disincentivi, perché solo così si ottimizzano le scelte lasciando al popolo la libertà!

    2) Manutenzione scuole, strade, ponti…
    La quantità di opere pubbliche costruita, in quasi un secolo, è enorme e questa si prenderà una fetta sempre maggiore delle risorse a disposizione. Si arriverà al punto che non sarà più possibile mantenerla e le strutture diventeranno decadenti (sta già succedendo).

    3) Voli aerei, turismo internazionale…
    Non era quello a cui volevano indirizzare l’Italia. Il Bel Paese doveva vivere di turismo (un Paese di camerieri!)
    In una situazione di riduzione di risorse globali, saremmo i primi a crollare/fallire.
    L’integrazione Europea doveva tendere a valorizzare le caratteristiche di ogni Paese, ma un’eventuale crisi economica futura, rischierà di disintegrarla definitivamente.
    Investire di più in innovazione e Ricerca, no?

    4) Consumare meno…
    Consumare meno equivale a una riduzione del PIL, e non mi sembra che sia il desiderio della maggior parte delle persone; anche perché, se parliamo a livello mondiale (e a solo questo livello si possono affrontare tali problemi), gli esclusi dal benessere vorrebbero partecipare anche loro al banchetto, quindi, il desiderio della popolazione mondiale è più PIL, più consumi.

    5) Demografia, sovrappopolazione…
    In realtà l’aumento di popolazione ha creato molte condizioni favorevoli al benessere, ne ce cito alcune:
    - Più forza lavoro a disposizione (grandi investimenti per opere di ingegneria);
    - Economia di scala (uno smartphone è economico solo perché lo stabilimento produce centinaia di milioni di pezzi)
    - Concorrenza e incentivo all'ottimizzazione dei processi, meccanizzazione e automazione, che hanno creato le condizioni per una maggiore abbondanza di beni.
    - Specializzazione nel lavoro: la medicina è divisa in così tante specializzazioni che permettono una cura di moltissime malattie, perché c’è un numero minimo di individui che ne soffre tali da poter giustificare tale specializzazione, infatti nelle malattie rare non si investe perché l’investimento sarebbe in perdita (e li sarebbero utili gli incentivi… non gli obblighi).

    E porterà parecchi problemi:
    - Consumo enorme delle risorse minerarie e naturali
    - Inquinamento
    - Senso d’impotenza individuale rispetto ai grandi problemi

    6) Situazione di stallo. Perdere/perdere con risultato di qualsiasi decisione
    In realtà i problemi hanno sempre una soluzione (magari non gradita).
    I grandi problemi creano grandi opportunità (una Paese di becchini? 😊 ).
    Ogni volta, le grandi crisi hanno fatto si che ci fosse l’incentivo a trovare nuove soluzione. Questo ha creato i presupposti per l’innovazione (illuminismo, industrializzazione, …), che c’è stata di più in Europa rispetto all’Africa, proprio perché in Europa tali problemi si presentavano (carenza di risorse).

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    Oggi siamo nella situazione in cui c’è bisogno di fare un nuovo grande passo in avanti nelle scienze. È la nostra sfida per il futuro. Possiamo impegnarci per superarla (incentivi alla Ricerca e innovazione), oppure soccomberemo.
    Sta a noi scegliere cosa fare.
    Le soluzioni standard non bastano più (riduci questo, fai meno quello…) c’è bisogno di soluzioni nuove e altamente innovative/scientifiche).
    100 miliardi d’investimenti Europei per Innovazioni e Ricerca in un piano di 7 anni (Horizon 2020) è una goccia nella direzione giusta.

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    1. @ ALESSANDRO PULVIRENTI 12 settembre 2019 18:26
      Il parametro grezzo di quante risorse s'investono nelle energie rinnovabili è certamente indicativo, del fatto che il MIX ENERGETICO MONDIALE nei prossimi decenni, rimarrà ben legato ai carburanti fossili.

      Il parametro grezzo di quante risorse s'investono nelle energie rinnovabili è indicativo, del fatto che il MIX ENERGETICO EUROPEO nei prossimi decenni, se ridurrà gli impatti di "gas serra" allora l'industria Automobilistica Europea collasserà e per conseguenza il Pil/Produttività saranno calanti, con disoccupazione, caduta dei consumi, espansione dei debiti pubblici per spese correnti, mentre i danni da cambiamento climatico s'espanderanno gradualmente in Europa (e sul pianeta) in modo esponenziale, mentre i paesi del II°/III°mondo continueranno a bruciare sempre più intensaivamente carburanti fossili. L'introduzione dei carburanti sintetici a bassa emissione di "gas serra" se saranno proposti dall'Europa, saranno solo un parziale SHIFT già previsto negli scenari.

      Il parametro grezzo di quante risorse s'investono nelle energie rinnovabili in Italia, non è un buon parametro di misurazione: le sovvenzioni per bruciare le penne di gallina/pucino come energie rinnovabili oppure imporre ai consumatori di finanziare dalla bolletta elettrica gli extracosti energetici d'imprese italiane con metodi BULL & BEAR (causati da un modello istituzionale italiano con un sistema delle decisioni pubbliche inefficiente ed irrazionale, che accatasta debito in modo sistematico, vessa imprese e famiglie, ed è popolato da politici ladri e stupidi che sfornano politiche stupide ed inefficaci) non eviteranno il collasso.

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  30. Forse a qualcuno potrebbero sembrare molti i 100 Miliardi di incentivi del programma Europeo Horizon 2021-2027 per la Ricerca e l'Innovazione.

    Ricordo che solo l'Italia ha investito circa 15 Miliardi l'anno per incentivare le rinnovabili e l'efficienza energetica.

    Praticamente in 7 anni, la sola Italia investe nelle rinnovabili (ed efficienza energetica) tanto quanto l'intera Europa investe per incentivare Ricerca e Innovazione.

    Della serie... l'Europa NON investe abbastanza.

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    1. a me basterebbe che non fossero soldi buttati al vento come quelli della famosa IRI, che altro non era che una scusa per mantenere dei buoni a nulla, ma che è stata tanto utile per il PIL. Scusa che aveva un senso economico, essendo il mondo ancora ricco di risorse da buttare in operazioni di spreco consumistico. Qui da me sono sparite varie famiglie di magrebini con cittadinanza italiana ad agosto, che non erano mai andate via al paesello e non sono ancora tornate. Forse grazie al reddito di cittadinanza, che da loro vale 10 volte che da noi? Tra poco comincia la scuola così potrò verificare se i poveri aiutati in Italia, poi vanno a fare i ricchi nel paese d'origine. Così il PIL aiutato non è quello nostro, ma del paese africano. Cosa non si farebbe da noi per aiutare i poveri (e il PIL).W l'Italie.

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    2. l'effetto Regina Rossa non perdona. Nemmeno se l'Europa investisse trilioni e trilioni.

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  31. https://oilprice.com/Energy/Energy-General/Shale-Slowdown-Could-Trigger-Major-New-Oil-Price-Rally.html
    sta per finire la cuccagna dello shale? E dei prezzi bassi del barile?

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  32. http://www.rainews.it/dl/rainews/media/gran-sasso-cambiamenti-climatici-distruggono-ghiacciaio-eb4a135f-0951-4bef-9f70-7da031309e3f.html
    non guardate il video se non volete soffrire.

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  33. A proposito d'Emergenza Climatica & segnali d'Early Warning: così come prediceva IPCC, sulla Spagna si è schiantato negli ultimi giorni un fronte temporalesco quasi uraganico, facendo morti e danni

    Si accettano scommesse, quando nel Mediterraneo, un Medicane cancellerà qualche ridente cittadina di mare nel mar Tirreno/Adriatico

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  34. Un'altra diabolica risposta all'emergenza climatica
    https://www.tomdispatch.com/post/176603/tomgram%3A_michael_klare%2C_a_formula_for_catastrophe_in_the_arctic/

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  35. @ Tutti

    Il Marocco si prepara a respingere l'invasione sub-sahariana da 1.2MLD di migranti economici/climatici

    https://www.analisidifesa.it/2019/09/il-marocco-acquista-un-miliardo-di-
    dollari-di-missili-e-bombe/

    faccio notare che il Marocco ha comprato sistemi d'arma convenzionali, per battaglie di terra: missili anti-tank TOW, lanciatori di TOW, aerei F16C, ed essenzialmente molto munizionamento per il supporto aereo tattico.

    contemporaneamente, il Mattarella e Beroglio PERORANO l'invasione subsahariana in Italia/Europa

    20/6/2019 FattoQ: Mattarella-L'accoglienza è un dovere!-
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/06/20/giornata-dei-rifugiati-
    mattarella-laccoglienza-e-un-dovere-costituzionale-ma-nessun-paese-puo-
    fare-da-solo/5268985/

    10/9/2019 RaiNews: Bergoglio:"I muri lasciano fuori tanta gente ma coloro che rimangono dentro i muri rimarranno soli, e alla fine della storia sconfitti per delle invasioni potenti"
    http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/papa-xenofobia-malattia-umana-e-come-il-morbillo-17dc677c-36f8-40cb-bfc9-d5c6011786af.html

    19/9/2019 Fanpage: Mattarella-UE si occupi dei rimpatri dei migranti-
    https://www.fanpage.it/politica/migranti-lappello-di-mattarella-ue-si-
    occupi-dei-rimpatri-puo-farlo-meglio-dei-singoli-stati/

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