sabato 10 luglio 2021

Il fotovoltaico: un’occasione che il Paese non dovrebbe assolutamente perdere

 Dal Blog di Ugo Bardi sul Fatto Quotidiano, 24 Giugno 2021

Affitto di impianto fotovoltaico.

Immaginatevi un conto in banca che vi rende il 100% di interessi. Ovvero, dopo che ci avete depositato 1000 euro, a fine anno ve ne da altri mille, e così via ogni anno. Lo vorreste un conto in banca così!

Ovviamente, non esiste un conto in banca che renda così tanto, ma esistono delle tecnologie che rendono a livelli del genere, sia pure non in termini monetari ma energetici. C’è un articolo pubblicato questo mese da Fthenakis e Leccisi che fa il punto della situazione e trova una resa veramente eccellente della tecnologia fotovoltaica dovuta ai miglioramenti tecnologici degli ultimi 5-7 anni. In pratica, per una buona insolazione, come potremmo avere nell’Europa del sud, un impianto fotovoltaico restituisce l’energia necessaria per costruirlo in un anno, circa! Siamo ormai ai livelli del petrolio ai tempi d’oro, quando era abbondante e costava poco, e forse neanche il petrolio faceva così bene.

Eolico-fotovoltaico, cosa prevede il Recovery italiano? “Il piano snellisce la burocrazia, ma non indica la strategia per centrare gli obiettivi” – Schede tecniche

Quello di Fthenakis e Leccisi non è il solo articolo che arriva a questa conclusione, tutti gli studi recenti sull’argomento arrivano a conclusioni simili. Gli ultimi dati sui costi ve li potete leggere, per esempio, su un articolo recentissimo su “EDP Science”. In sostanza, l’energia elettrica prodotta per via fotovoltaica è spesso la meno cara in assoluto, la crescita delle installazioni continua a eccedere le previsioni, e si parla ormai di “rivoluzione fotovoltaica.” Siamo di fronte alla possibilità reale di eliminare i combustibili fossili una volta per tutte dal sistema energetico globale.

Ora, lo so che siete già con le dita sulla tastiera a scrivere nei commenti “ma la variabilità?” “Ma io i pannelli non li voglio vedere di fronte a casa mia!” “e lo smaltimento?” e cose del genere. Lo so. Queste cose le sanno tutti. Però, ragionateci anche un po’ sopra.

Abbiamo una tecnologia che costa meno delle altre, che è particolarmente adatta all’Italia, “il Paese del Sole,” e che ci permette di produrre energia in casa nostra senza doverla importare a caro prezzo. Abbiamo anche l’ulteriore vantaggio di avere montagne che possiamo usare per lo stoccaggio dell’energia in forma di bacini idroelettrici. Ci sono molti altri modi per gestire la variabilità: non è un problema irrisolvibile. Poi, per lo smaltimento dovremo investirci sopra, certo. Ma tenete conto che gli impianti fotovoltaici non usano materiali rari o inquinanti. Si possono riciclare senza grandi problemi e sicuramente lo faremo nel futuro. Al momento, è un problema marginale.


Insomma, il fotovoltaico è un’occasione che non dovremmo assolutamente perdere per rilanciare il “sistema paese” in Italia. E, in effetti, le cose stanno andando benino. In Italia siamo arrivati al 10% di produzione di energia elettrica da fotovoltaico ed è un bel risultato dal quale si può partire per decarbonizzare per davvero il sistema energetico. Sembra che a livello nazionale certe cose siano state capite. Lo potete leggere nel Pniec, Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, che prevede un ruolo fondamentale per le tecnologie rinnovabili, e in particolare per il fotovoltaico.

Rimane però una resistenza di retroguardia formata da una coalizione piuttosto male assortita che include le aziende petrolifere, i nuclearisti ad oltranza, i miracolisti della fusione fredda, quelli che stanno ancora pagando le cambiali per la macchina diesel e, in generale, tutta una sezione del movimento ambientalista che rifiuta ogni cambiamento in nome di una decrescita che secondo loro dovrebbe essere “felice.”

A ognuno le sue opinioni ma, in pratica, a questo punto la sola cosa che può bloccare la rivoluzione fotovoltaica è la burocrazia, forse l’unica entità veramente “inesauribile” nell’universo. Anche su questo, il governo sembra intenzionato a fare qualcosa per snellire le procedure e rendere più rapidi i processi di installazione. Non sarà facile, ma con un po’ di pazienza ci arriveremo.


39 commenti:

  1. Solar hot water is another option you have, where the energy storage is very simple. Even if the water is not always 100% hot, the energy to finish the job will be lower than required to bring water up from ground temperature.

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  2. Mi sono sempre chiesto perchè tutti si mettano le mani nei capelli per lo smaltimento di molti prodotti in particolare gli elettronici, di base viene considerato che una percentuale dello 0,6% sia fantastica per le sabbie contenenti terre rare e lo 0,05% è economico....
    Se si usassero sistemi simili a quelli ad acqua supercritica per ossidare comodamente tutto (https://en.wikipedia.org/wiki/Supercritical_water_oxidation) le sabbie rimanenti sarebbero una vera miniera con rapporti migliori a quelli dell'eatrazione primaria. Il sistema è già utilizzabile comodamente per mille usi tra i quali non a caso il recupero dei catalizzatori di reazione che di sostanze rare e preziose ne usano!
    Sullo storaggio concordo in linea di massima, disponibile se non si tenta di usare per forza solo le batterie, ma attualmente è proprio il tallone d'achille delle rinnovabili, l'idroelettrico è lo stabilizzatore d'eccellenza per le reti (tempo di reazione e potenza istantanea con il solo aprirsi di una valvola)ma sarebbe necessario un eccesso di riserva ora non disponibile, nel mentre un buon accoppiamento sarebbero i volani (https://en.wikipedia.org/wiki/Flywheel_energy_storage) come elementi di riserva subito a valle degli impianti rinnovabili per smorzare i salti ed eventualmente alle stazioni di distribuzione finale per ammortizzare i picchi di consumo: i salti di carico sia verso l'alto che il basso causano in pratica un oscillazione di frequenza di rete (usata per sincronizzare e misurare i carichi, effetto collaterale utilissimo nell'uso di corrente alterneta), nelle dighe la risposta automatica ad una variazione di rete è modificare il flusso d'acqua per riportare i generatori alla velocità (frequenza) ideale ma un volano accumula energia cinetica in rotazione e risponde istantaneamente con la propria inerzia quindi la rete "sentirebbe" un salto già in parte compensato dall'energia accumulata. Per sostituire il carico base di sistema però vedo comunque difficile non utilizzare il nucleare o l'energia chimica, in realtà tra biomassa, metanificazione, smaltimento rifiuti e altro probabilmente già potremmo andare di quello e un buon eccesso non impedirebbe una neosintesi di metano o simili.
    Molto si gioca sulla disponibilità di terreni, i deseti sono un toccasana per il solare e potrebbero essere il nuovo oro nero: in assenza di nubi il solare termodinamico con accumulo compete con il fotovoltaico, sempre nelle stesse condizioni è possibile puntare anche sul fotovoltaico a concentrazione o schemi simili per aumentare le rese e così via.... Ovviamente il bonus di utilizzare un terreno non coltivabile e con una biodiversità (o bipresenza se per questo) nulla o quasi è un forte incentivo e un paradosso interessante, l'assenza d'acqua dolce impedisce a vaste regioni di ospitare la vita biologica che dall'acqua dipende ma gli esseri umani possono costruire delle "piante" non biologiche che "vivono" meglio in assenza di umidità ma richiedono una specie simbiontica per l'omeostasi (manutenzione) e la crescita (installazione).
    P.S. mi scuso per la forma non perfetta, spero di poter presto riformulare in maniera migliore.

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  3. Come mettere un motore da formula 1 in un'auto che perde le ruote per strada

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  4. Non é proprio esattamente così...

    1.I pannelli solari per la produzione di energia elettrica, smettono di funzionare dopo una certa temperatura, specie in Estate quando fa troppo caldo. Inoltre, i pannelli solari fotovoltaici vanno continuamente puliti, per rimuovere sabbia e sporco che ne riducono l'efficienza
    https://www.abc.net.au/news/2019-03-02/what-happens-to-solar-panels-in-the-heat/10743650

    2.I pannelli solari sono assai utili per produrre acqua calda sia per uso sanitario, oppure per preriscaldare in Inverno l'acqua della caldaia, risparmiando metano per portare l'impianto alla temperatura d'esercizio.
    https://energysavingtrust.org.uk/advice/solar-water-heating/

    3.L'energia elettrica prodotta nel solare fotovoltaico é intermittente: c'è poco da fare!

    4.Non é interesse di Eni, Enel, Terna la transizione ecologica infatti:
    Eni vende carburanti fossili (metano, gpl e carburanti ed oli per autotrazione e loro derivati).
    Enel non gradisce la produzione fotovoltaica familiare, perché questo riduce il suo fatturato.
    Terna non interessano le perdite d'energia elettrica causate dal coefficiente di resistività delle vecchie reti di metallo, dato che Terna incassa rette fisse dai produttori di energia elettrica.
    Eni, Enel, Terna pagano tutti i partiti politici, e la politica nomina i cda.

    Un esempio dello "sperpero" del Next Generation Star Trek Space Ship European Green Monetary Fund é la boiata di produrre treni ad idrogeno in Italia
    https://www.fsnews.it/it/focus-on/sostenibilita/treni-a-idrogeno-in-italia.html

    Danari letteralmente gettati dalla finestra! dato che l'Italia non é il Canada, non é gli USA, non é l'Australia, non é la Russia.

    RFI ha elettrificato 71%=11727/16529 dal 1970s delle linee ferroviarie, il restante 29% sono linee marginali anti-economiche, perché la gente viaggia in corriera, auto & moto
    https://it.wikipedia.org/wiki/Rete_Ferroviaria_Italiana#Rete_gestita

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    1. ...la gente viaggia in corriera, auto & moto, che notoriamente vanno avanti a petrolio e non a pedali, finchè potrà farlo, poi vediamo se ci sarà finalmente una massiccia conversione all'elettrico associata anche alla produzione di mezzi di trasporto più leggeri e meno, molto meno veloci ed energivori di quelli attuali.

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    2. @ Anonimo 12 luglio 2021 11:05

      5. In Italia, in prospettiva spariranno i ghiacciai e l'acqua dolce delle dighe e la penisola andrà in shock idrico e l'acqua dolce costerà un'occhio della testa. Serviranno desalinizzatori (molto energivori) e razionare i consumi di acqua alla popolazione ed all'agricoltura, ma non ci sarà valore da esportare e per pagarsi l'import energetico nella penisola italiana.

      6.In Italia ci sono 646 auto per 1000 abitanti (dati 2018)
      In Europa ci sono 521 auto per 1000 abitanti (dati 2018)
      In Cina ci sono 83 auto per 1000 abitanti.
      In India ci sono 53 auto per 1000 abitanti.

      Se Cina ed India, si motorizzano come in Europa con 520 auto per 1000 abitanti...
      Sono in pochi anni +728 MLN di autoveicoli cinesi sulle strade.
      Sono in pochi anni +676 MLN di autoveicoli indiani sulle strade.

      Le misere riduzioni di gas serra fatte dagli Europei, distruggendo la propria economia,
      saranno vanificate ogni mattina, semplicemente girando 1.4 MLD di chiavi nei cruscotti delle auto in Asia.

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    3. chip, there isn't enough. Per ora per gli aerei e domani pure per le auto.

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  5. Che spottone!

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  6. Esperimento mentale: abbiamo una bacchetta magica che ci permette di fare qualsiasi lavoro, fisicamente possibile (forzaxspostamento), no magia, istantaneamente (potenza illimitata). Cosa succede?
    La bacchetta magica che salvava la capra umana e i cavoli della natura ce l'avevamo già. L'abbiamo sprecata per fare male.

    Guido.

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    1. Forse Guido ti riferisci ai nostri muscoli di esseri umani.

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    2. la bacchetta magica non esiste e, se te lo dice Mago, puoi crederci.

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    3. La bacchetta magica era il petrolio. Usato con moderazione, per quello che serve, ce ne sarebbe stato per una vita (certo non eterno. Bene pure le rinnovabili. Anche adesso: davvero pensiamo di riuscire a utilizzare solo il fotovoltaico, per dire? Non è più credibile che comunque serve un mix di diverse fonti a seconda degli usi, convenienze, possibilità, ecc.?) con danni collaterali minimi e totalmente sopportabili.

      Per gli ambientalisti atomici qui sotto.
      Ma per avere dei bei dubbi sul nucleare non basta pensare che sono 80 anni che la menano e siamo sempre al punto zero? Che finita la guerra fredda, finita la propaganda "vi facciamo arrosto da vivi" è pure finita la costruzione di reattori? Che al meno 60 anni fa si diceva che avrebbero tolto i contatori dalle case (l'ha ricordato pure Bardi) e anche mio padre che era semianalfabeta fin che è stato in se, ormai 20 anni fa, derideva gli atomisti ricordando che nei primissimi anni 60 a Mirafiori dicevano: ah ma negli anni 70 metteranno poi una pastiglia di nucleare nella macchina e andrà avanti per sempre.
      No, non basta. Bastasse non staremmo sprofondando nella merda.

      Guido.

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  7. professore, che il GW sia colpa umana è assodato da questa e l'estate passata, che colla maggior parte degli aerei e qualche altro motore termico fermi, sono state meno torride, ma anche Lei converrà che con un sostanziale cambio di paradigma il FV servirà a poco. Lo dice anche Lei sopra che spera che rimanga almeno l'elettricità. Almeno per la nostra vita rimanente non ci dovrebbe mancare totalmente, poi vedranno i posteri.

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    1. errata corridge: senza un sostanziale cambio di paradigma.

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  8. Diciamo che questo articolo non sta in piedi, semplificando. Di miglioramenti sostanziali nel rendimento energetico nel fotovoltaico non ce ne sono stati, il gap del silicio rimane li come limite fisico nel rendimento. Il prezzo per kWp sarà pur basso ma la produzione è e rimane aleatoria, la superficie necessaria per avere una produzione decente è assolutamente ridicola (in grande) e comunque si, lo smaltimento è e rimane tutt'ora un'incognita per un pannello che se ti va ricca dura 25 anni. Ma visto che sono, ma ci sono arrivato leggendo ed informandomi da fautore delle energie rinnovabili e vedendone l'inconsistenza, un nuclearista convinto, vi consiglio di leggere le FAQ dell'Avvocato dell'atomo. Ci sono persone preparate che possono disinnescare queste fallacie continuamente propugnate. "La realtà non bussa alla porta, la realtà E' la porta".

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    1. Pur essendo anche io un fan del nucleare, concordo che buttar via il solare è decisamente sciocco, stiamo parlando di energia abbondante e soprattutto con necessità ridicole di manutenzione.
      Non è una panacea, serve comunque un'altra fonte per il baseload della rete, ma integrandolo ad altro è utile,non a caso i militari sono i primi a vederlo di buon occhio: https://energy.sandia.gov/programs/electric-grid/defense_energy/
      Per la questione smaltimento poi bisogna fare dei distinguo, la vita utile è fino alla resa dell'80% (a 25 anni circa) nominale ma in base alle tecnologie raggiunto un 60% generalmente si assiste da un asintoto dove la resa è pressochè stabile (i pannelli anni 60 sono circa al 50% oggi). Se ragioni per energia non è male e potrebbe valere la pena continuare dopo la scadenza delle garanzie o riutilizzarli dove non è un problema raddoppiare le dimensioni degli impianti (deserti, galleggianti e così via), ovviamente economicamente già al 90% l'investimento è potenzialmente dubbio in base a costo dell'energia, incentivi e costi d'impianto ma è una questione di filosofia sociologica: l'economicità di qualcosa è molto più legata alle relazioni tra umani che a fattori fisici, durante il picco della bolla dei tulipani un bulbo poteva valere molto di più di una vita di lavoro!
      Sul nucleare specifico ti consiglio di tenere d'occhio i russi, hanno già in cantiere dell'ottima roba con neutroni veloci e piombo, nucleare-burner a scorie a vita breve, reprocessing in sito e autofertilizzazione.

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    2. Athanasius
      Tutto lascia intendere che prima o poi questo nucleare di piccola taglia a neutroni veloci diventerà una tecnologia matura.
      Nel frattempo si svilupperà il settore delle rinnovabili più metano (russo) come baseload.
      Questo in Europa.
      Ma di preciso non si sa niente.
      Pare anche che il carbone sia agli sgoccioli. Nelle nuove centrali asiatiche i costi superano i ricavi.
      Mah.
      Fuzzy



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    3. Se fanno come a Chernobil stiamo freschi, cioè caldi da radiazioni. I reattori veloci sono pericolosissimi paragonati a quelli classici. Sento che ci potrebbe essere qualcosa di malefico nel nucleare, ma tanto la soluzione è già dietro l'angolo.

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    4. Si tengo d'occhio tutto ma sarebbe (stato) ben sufficiente aver installato delle centrali EPR a tempo debito, con la marea di soldi buttati nell'eolico e fotovoltaico (in bolletta e pagati da tutti noi, soprattutto quelli che un tetto dove metterli non ce l'ha) hai voglia quante ne mettevamo su... Anche al prezzo che ha raggiunto Flamanville sarebbe stato comunque un affare.

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    5. https://www.resilience.org/stories/2021-07-12/the-energy-bulletin-weekly-12-july-2021/
      Interessantissimo bollettino nonché aggiornatissimo.
      Petrolio (pare) molto più accessibile in futuro grazie a nuovi mezzi tecnici digitalizzati di estrazione.
      A questo punto, se fosse vero, cade l'ipotesi del picco del petrolio.
      Restano i problemi climatici legati alle emissioni.
      Fuzzy

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    6. Geniale cosa: un articolo del 2021 che si basa su un articolo del 2918, a sua volta basato su dati che non vanno oltre il 2016. Aggiornatissimo, veramente.

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    7. A dire il vero ho riempito il commento di pare, se fosse vero e boh.
      Comunque il bollettino aggiornato a ieri.
      Sul picco del petrolio ne so come prima.

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    8. Prof. Bardi io non mi sento di criticare la disponibilità di petrolio, in fondo è la solita incomprensione sulla differenza tra EROEI e prezzo : il petrolio è sempre più accessibile con mezzi sempre più sofisticati quindi con una resa energetica sempre minore!
      Wappi, in Italia si erano scelti i CANDU che apprezzo molto sia per la sicurezza che per l'idea di fondo, purtroppo però solo con lo spettro veloce si risolve il problema dei transuranici che sono la parte di scorie a emivita lunga. Ovviamente i metodi di smaltimento erano già stati studiati ma erano in conflitto con la natura squisitamente militare della logica dei reattori : una centrale nucleare è il miglior modo per disporre di una sorgente neutronica per ottenere plutonio per armi, l'elettricità è un gradito sottoprodotto. In fondo i reattori a sali fusi si sono realizzati e testati fin dagli anni 70, già all'epoca poi si prevedeva la fertilizzazione di uranio e torio e la combustione in sito delle scorie dopo riprocessamento in sito.

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    9. Athanasius
      Questa faccenda del nucleare di quarta generazione è veramente incomprensibile
      La Francia ha abbandonato il progetto

      https://www.lifegate.it/francia-reattori-nucleari-quarta-generazione

      In Russia pare stiano costruendo un prototipo destinato a entrare in funzione tra pochi anni.

      Morale della favola, come con il petrolio, o le rinnovabili o qualsiasi altra forma di energia non ci si capisce un accidente.
      Voglio dire, uno che cerca di informarsi in termini normali si scontra con mille articoli tutti ugualmente credibili ma che dicono l'uno il contrario dell'altro.
      Alla fine per forza ci si deve orientare per forza sulla decrescita, e che ci puoi fare? Consumi meno, inquini meno. Almeno non ci sono intrighi di mezzo.
      Che poi, pure la decrescita, chi la vuole? Nessuno. Magari ci sarà ugualmente, per la forza delle cose ineluttabili.

      Fuzzy

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    10. Il problema è che i francesi hanno relativamente poca esperienza, i russi invece hanno una manciata di reattori in orbita (quasi tutti spenti) e hanno continuato a costruire e VENDERE all'estero. Come dicevo altrove poi la tecnologia al piombo è quella dei reattori navalizzati quindi ampiamente testata!
      Il nucleare è purtroppo molto costoso in fase di investimento iniziale e di assicurazione, poco problematico per stati come Russia e Cina che vedono lo stato pesantemente coinvolto nella gestione economica, l'altro lato della privatizzazione è che quasi nessuna azienda investirà mai in progetti con tempi pluri decennali : un buon 90% del casino con i 737max è stato per non riprogettare la struttura del 737 perché sarebbe stato un lavoro di 5 anni più ricertificazione, meglio rischiare e mantenere le trimestrali belle....
      Se fai una ricerca sugli "small modular reactors" scoprirai che c'è un mondo che sta lavorando sul nucleare in funzione civile pura in costante fermento e con molti progetti in fase di certificazione, tutti incentrati proprio su spettro veloce e sicurezza passiva.
      Le resistenze maggiori sono legate al problema del riprocessare le scorie, separare le componenti ad alta emivita automaticamente rende disponibile il materiale per costruire armi : quasi tutti i prodotti transuranici possono raggiungere massa critica, moltissimi sono scomodi per la produzione industriale di armi ma sarebbero adeguati a origini semi artigianali o da impiegare a breve dopo l'assemblaggio e ovviamente un concentrato di scorie a lunga emivita è perfetto per una bomba sporca. Sulla pericolosità degli incidenti nucleari poi il discorso è complesso, il rapporto OMS su Chernobyl dopo decenni parla di pochissimi morti e un tasso di incidenza di tumori sostanzialmente invariato, la maggioranza dei casi è associata a noduli tiroidei (I131, I137 e simili) che rientrano nella categoria dei tumori ad altissima sopravvivenza. Anche Fukushima è più un problema per il trizio (che paradossalmente è una fonte di He3) che per scorie pesanti....
      Come vedi molto e informazione parziale o errata, luoghi comuni e fraintendimenti, un idea la da la gestione delle informazioni sul COVIR!

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    11. https://it.m.wikipedia.org/wiki/Riprocessamento#:~:text=Per%20riprocessamento%20si%20intendono%20i,con%20i%20prodotti%20di%20fissione.

      Se ho capito bene pure le centrali di quarta generazione dovrebbero riprocessate l'uranio, e quello che ne risulta è materiale che si potrebbe utilizzare per scopi bellici o terroristici.
      Questo, a mio parere, ne limita di molto la possibilità di sviluppo.
      Anche perché
      https://www.voltairenet.org/article213666.html
      Oramai il controllo degli arsenali nucleari viene fatto servendosi dell'intelligenza artificiale. Metti che un topolino rosicchi un filo del supercomputer e si scatena l'apocalisse.
      Insomma, c'è sempre qualcosa che gira contro.
      Lasciamo perdere.
      Meglio non pensare.
      Ma perché tutta questa gente intelligente non si dedica semplicemente al bricolage?
      Aggiusti una bicicletta, costruisci una cassettiera, coltivi pomodori ecc. E basta.
      No vero?
      Fuzzy

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  9. Ah e un'altra cosa, la più importante, come si è visto d'altronde in Germania con il disastro chiamato Energiewende, più si aumentano fotovoltaico e eolico (sommamente aleatorie) più si installano centrali a (carbone/petrolio/metano). Non perché le società elettriche siano brutte&cattive ma semplicemente perché, se devo far andare una fabbrica, un ufficio, una attività insomma l'energia mi serve quando mi serve, non quando splende il sole o soffia il vento. In Germania, come dicevo e come basta vedere su electricitymap il tenore di CO2 nella produzione elettrica nonostante i faraonici incentivi spesi è in questo preciso momento di 361 g per kWh prodotto con il 41% di rinnovabili, in Francia... 59 g per kWh...

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    1. Vero, la Germania ha incaricato l'ideologismo puro che la caratterizza questo però non giustifica il buttare via tutto il buono. Nel caso specifico il problema è che non hanno gestito il baseload, avrebbero dovuto andare in parallelo con accumulo e/o risposta rapida : un esempio sono le combinazioni di accumulo e idroelettrico in standby, durante i periodi di abbondanza di energia si accumula in batterie o riserve idriche mentre si spengono le centrali idroelettriche, l'energia che serve immettere eventualmente la forniscono immediatamente le batterie o proprio l'idroelettrico dove variare la produzione è letteralmente facile come aprire un rubinetto.
      Lo schema francese ovviamente è migliore ma soffre di costanti eccessi di energia da vendere all'esterno perché il nucleare non può modulare la produzione di energia.
      L'idea dell'idrogeno deriva proprio dalla necessità di regolare il consumo elettrico, invece di poter controllare solo la produzione si controlla anche il consumo immagazzinando l'eccesso sotto forma di energia chimica. Nel quadro d'insieme quindi una rete completa continua a inseguire il punto ottimale e ogni eccesso lo immagazzina, a questo punto ogni ingresso di energia è gestito e il problema delle fonti intermittenti prevalentemente teorico. Se l'eccesso è sufficiente poi delle celle a combustibile sono sostanzialmente in pari come tempi di reazione ad una centrale idroelettrica, apri il rubinetto e via.....

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    2. https://www.bnnbloomberg.ca/oil-advances-to-33-month-high-on-warning-about-supply-crunch-1.1628092
      Il petrolio è salito al prezzo più alto in più di 2 anni e mezzo poiché le prospettive di un'imminente inondazione di esportazioni di greggio dall'Iran e da altri importanti produttori sono diminuite mentre l'Agenzia internazionale per l'energia ha avvertito di una profonda crisi dell'offerta.

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  10. https://gilad.online/writings/2021/7/14/a-catastrophe-unveils-itselfnbsp
    una soluzione per i bisogni di energia

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  11. https://www.meteogiornale.it/26500/meteo-notizia/focus-meteo/goccia-fredda-meteo-fine-luglio/
    se arrivasse davvero, sarebbe una bella soddisfazione.

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  12. Sono paliativi che non vanno al problema zero ovvero il problema demografico: la crescita della domanda di energia dovuta a esplosione demografica e per aumento dei consumi/tenore di vita in cio' che una volta era secondo e terzo mondo.
    La forte decrescita demografica sarebbe una realta consolidata nei paesi sviluppati che abbatterebbe esponenzialmente la loro impronta ecologica e quindi i consumi di energia e che viene osteggiata furiosamente dai fondamentalisti progressisti e dalla pseudo sinistra tra verdognolismo e arcobalenghismo con i loro demenziali tabù demografici razzisti anti dai quali derivano le loro politiche di sostegno e realizzazione delle migrazioni di massa e di contrasto ad ogni resistenza ad esse.
    L'Italia, con 6M di abitanti, sarebbe completamente sostenibile con idroelettrico, con biocarburanti, etc., una sorta di paradiso in terra, senza tecnologie che hanno comunque costi ambientali elevati e parti rilevanti di insostenibilita'.
    Le persone hanno strane e assurde propensioni a vivere male se non peggio possibile, ad aumentare i problemi e ad aggravarli.

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    1. Scusa ma l'affermazione è veramente un filo storta, 6M (milioni?) su un territorio come quello italiano non sono neanche in grado di fornire i servizi necessari al mantenimento delle centrali idroelettriche. Ovviamente una volta installate sembra che in 3 gatti producano migliaia di Mw ma il rpoblema sono le manutenzioni ordinarie e straordinarie, i pezzi di ricambio, la gestione dei bacini e degli affluenti (le centrali non tollerano bene di macinare i residui caduci che viaggiano naturalmente nei fiumi)e così via. Per i biocarburanti dovrammo mettere tutto il comparto agricolo con la meccanizzazione necessaria e quindi tutte le necessità di manutenzone e produzione dei ricambi, l'altro aspetto sono la raccolta e la raffinazione con impianti da costruire e mantenere.
      Mi capita spesso su questo blog di ricordare come esistano aspetti che non scalano linearmente, avere un decimo della popolazione non vuol dire disporre di "quello che ho adesso"*10 ma probabilmente un più semplice disporre della metà di ciò che ho ora: meno persone sono anche meno professionisti con skill indispensabili, distanze maggiori da coprire per muovere persone e materiali indispensabili e così via con costi reali maggiori quindi accesso minore!
      La Cina stà affrontando proprio la condizione che descrivi e si trova affamata di energia, sempre più robotizzata e informatizzata, costretta ad urbanizzare a velocità sostenuta e costruire mega infrastruture per collegare le cittadelle ad alta popolazione. Avrebbero preferito altro ma una minore disponibilità di manodopera, per quanto super qualificata (ed i cinesi il setaccio lo usano pesantemente, già dai tempi imperiali)richiede una centralizzazione estrema per ridurre gli sprechi!

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    2. Per rimanere nella realtà: Finlandia e Svezia non sono certo paesi arretrati e hanno densità di popolazione simile a Italia 6M.
      Sempre realtà: osservare robotizzazioni e progressi tecnici da una parte e 1/3 dello Stivale inutile e foraggiato col reddito di fancazzanza.

      Il problema certo sarebbe la difesa dei confini rispetto al tumore demografico africano.
      Come ricorda(va) Jared Diamond gli anacronismi culturali/morali sono una delle cinque cause di collasso. Ora va di moda il suicidio nazionale/europeo mediante accoglienze imposte di moltitudini di genti millenariamente ostili (e prolifiche!).

      A quanto pare il gretto è tronfio ignorare la storia indica proprio anche una senescenza culturale. Come se queste sardine in più stipate a forza nella scatola Europa non contribuissero a peggiorare drammaticamente l'aberrante deficit ecologico.

      Siamo alla demenza collettiva.

      L'abbondanza di risorse pro capite renderebbe del tutto diseconomiche una serie di tecnologie "utili per raschiare il fondo del barile" con effetti peggiori dei presunti benefici (vedasi,ad esempio, la folle idea di ottenere energia, elettrica pseudo verde incenerendo intere foreste, nucleare, idrogeno e altre favole crescitiste e tecnoteistiche simili).
      Negli ultimi anni 50 l'Italia era al 100% rinnovabile, in quanto a en. elettrica, ad esempio.

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    3. Le scelte formative (?) sono, appunto, scelte.
      Finché esisteranno lauree alla disoccupazione certa come scienze politiche, giurisprudenza, scienze educative, et similari e frotte di studenti/famiglie che si imbarcano pervicacemente su bastimenti iperfallati così, non si va da nessuna parte.
      Gli invalsi, ancora una volta, hanno dimostrato lo squallore di una scuola degradata a posto inamovibile di stipendio per frotte di problematici, cialtroni, incapaci applicati a poveri studenti ugualizzati al peggio con diploma/laurea certi via eliminazione della selezione.
      Non si avranno persone qualificate perché l'antipolitica, da lustri, ha deciso così.

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    4. Negli SUA (orientali) esiste il pendolarismo aeronautico, qui in Italia hanno.pubblicizzato la TAV come metropolitana d'Italia (sigh!).
      Essere costipati non sembra affatto un buon rimedio per evitare spostamenti insensati a grandi distanze.

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  13. 25/2/2021 ScienceDaily: Gulf Stream System at its weakest in over a millennium
    https://www.sciencedaily.com/releases/2021/02/210225113357.htm

    3/3/2021 LiveScience: The Gulf Stream is slowing to a 'tipping point' and could disappear
    https://www.livescience.com/gulf-stream-slowing-climate-change.html

    E' probabile che il "severe weather" degli ultimi giorni in nord Europa, sia stato coadiuvato dalla debolezza della AMOC

    16/7/2021 AlJazeera: Germany, Belgium floods toll passes 120, with many missing: Live
    https://www.aljazeera.com/news/2021/7/16/germany-belgium-floods-over-100-deaths-hundreds-missing-live

    questi eventi, sono compatibili con quanto atteso, dai modelli climatologici nel caso di uno spengimento della AMOC

    https://mio-radar.blogspot.com/search?q=amoc

    I mass media riportano eventi, che non sono niente di nuovo, dato non c'è niente d'imprevisto in termini di tendenze.
    Quindi, direi che non vale la pena, commentare più di tanto tali eventi.

    LOL

    A causa della dittatura dei fatti, presto un po' tutti dovranno pupparsi la WW3 road map theory
    https://mio-radar.blogspot.com/2017/10/wwiii-road-map-theory.html

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  14. Sono pienamente d'accordo che sia un'occasione da non perdere..come facciamo poi a sfruttare sul territorio tutte queste tecnologie sinceramente non l'ho capito..
    Oddio..volendo uno si può prendere una fornitura da fonti rinnovabili ed eliminare l'impossibilità di installazione di pannelli, vedi chi vive (come me) in condominio.
    Molte le cose che non capisco..da dove si parte? da noi stessi si direbbe..ok metto il pannello o la fornitura (non ho mai capito nelle forniture green da dove proviene l'energia dopo il tramonto..), attuo uno stile di vita green (non uso l'auto per andare a prendere il caffè a 50m..non vado ad Oslo nel weekend..ecc..ecc.)..ok..e le città? Vivo vicino ad una grande arteria a Firenze Nord..a tutte le ore passano cinquantini smartittati che sembra di essere negli anni '70 con le modifiche a variatore e marmitta al 'Ciao'..Suv a più non posso (tanto parcheggio sul marciapiede)..moto da 180 dB (misurati a 12 metri di distanza dal sottoscritto..) specie la sera/notte..
    Almeno in Asia le due ruote sono elettriche anche perchè basta un motore da 250W e una batteria da 36V al litio per fare almeno 40Km..
    Micromobilità letteralmente presa per il sedere (i monopattini 'killer', le bici elettriche vanno troppo forte, c'è la lobby delle batterie al litio e altre cazzatine simili..).
    Se qualcuno ha detto che le rivoluzioni partono dalle città ha proprio sbagiato pianeta.

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