martedì 6 luglio 2021

Il Declino Intellettuale: Ecco perchè è difficile sperare nella svolta ecologico-culturale



Di Fabio Vomiero


Ci mancava soltanto il mito del "politicamente corretto" per ridurre ulteriormente le oramai residue speranze di riuscire in qualche modo ad invertire quel processo di generale declino intellettuale già ben evidente e conclamato. Sia chiaro, non è che nel passato fossimo stati degli illuminati, non lo siamo mai stati sotto certi punti di vista, tuttavia, una volta mutati i tempi e complessificate le situazioni, ci si sarebbe anche potuti aspettare un corrispettivo cambiamento degli atteggiamenti, ma in realtà ciò non è mai avvenuto.

Del resto, guardando alla storia del pensiero umano, ma anche al quadro epistemologico attuale, appare abbastanza chiaro come uno dei limiti fondamentali per una efficace produzione di conoscenza, sia proprio rappresentato da questa sorta di "resistenza intellettuale" nei confronti del cambiamento e della novità.

Non è un caso, infatti, se la nostra irresistibile passione per i miti, le credenze, le superstizioni e le verità assolute, non accenni minimamente ad affievolirsi, nonostante non sia nemmeno pensabile, in qualunque ambito scientifico, immaginare l'esistenza di fenomeni o di eventi reali che si possano definire e descrivere al di fuori di una logica evolutiva e processuale.

Eppure siamo pieni di "novità" dinamiche pericolose per le nostre società: cambiamenti climatici, inquinamenti di vario tipo sempre più devastanti, impoverimento delle risorse fondamentali, del suolo e della biodiversità, pandemie, soltanto per citarne alcuni. Qualcuno li definisce anche "iperoggetti" per sottolinearne l'estrema vastità e complessità, forse sarebbe più corretto chiamarli "iperfenomeni", ma il concetto comunque non cambia.

Inoltre, è anche abbastanza chiaro come tutte queste tipologie di problemi non possano che essersi originate a causa, fondamentalmente, di due principali categorie di fattori che potremmo così brutalmente sintetizzare: o siamo in troppi a questo mondo, oppure siamo male organizzati. Probabilmente tutte e due le cose. In entrambi i casi, il problema, piaccia o non piaccia, siamo sempre e comunque noi.

Già, noi... Ma noi chi... Noi occidentali ricchi e potenti che anche sotto mentite spoglie abbiamo fatto e continuiamo a fare razzia di tutto? Gli abitanti dei Paesi cosiddetti emergenti? I cinesi e gli indiani che messi assieme rappresentano più di un terzo della popolazione mondiale? Gli africani che crescono di numero a ritmo vertiginoso rispetto a tutti gli altri? Oppure noi scienziati o scienziofili, noi umanisti naif, noi cattolici molto spesso soltanto di facciata, noi inutili filosofi da salotto.

Il problema vero è che non esiste alcun "noi" di valore globale, purtroppo. Io non sono come quel povero cristo del Burundi che lotta ogni giorno per raccattare un pasto che gli possa permettere di sopravvivere, e nemmeno assomiglio lontanamente al fanatico fondamentalista islamico. Abbiamo culture, esigenze e problematiche esistenziali completamente diverse. Ma non sono nemmeno uguale ai delinquenti, ai visionari complottisti nostrani, agli abitanti di micro mondi completamente astratti e soggettivi, agli ignoranti inconsapevoli e arroganti che per loro limiti cognitivi rifiutano di evolversi in modo utile e concreto.

Pertanto, tutte le baggianate che si dicono e che si sono sempre dette nell'ambito di certa ideologia umanista a proposito dell'uguaglianza, del diritto alla libertà assoluta e insindacabile, della solidarietà e l'amore tra i popoli, del vivere insieme e armoniosamente nella grande casa comune del mondo, del "vogliamoci tutti bene" e via dicendo, sono appunto soltanto baggianate, belle storie da raccontare ai bambini quando sono piccoli, anzi, nemmeno a loro, per evitare che poi quei bambini crescano pericolosamente in un fiabesco clima di ingenuità e di ideologia.

Anche perchè, se è vero che dal punto di vista genetico si può certamente escludere l'esistenza delle razze nel caso del genere umano, ciò non significa affatto che non possano esistere degli altri tipi di diversità biologiche (per esempio comportamentali) e soprattutto culturali ed esistenziali, che rendono quantomeno problematico il rapporto tra individui o "gruppi sociali" diversi.

D'altronde gli studi e i lavori sviluppati nell'ambito di quella nuova e per certi versi rivoluzionaria disciplina scientifica che si chiama sociobiologia, sono oramai chiari e ben supportati da solide evidenze empiriche, nonostante questi campi rimangano apparentemente delicati e scivolosi soltanto perchè la nostra arbitraria e per certi versi fallimentare visione del mondo "politicamente corretta" ha deciso che tali debbano essere.

In realtà l'uomo "moderno", così come i suoi antenati ominini, ha vissuto per decine di migliaia di anni secondo una logica di tipo tribale in cui gruppi sostanzialmente autonomi di cacciatori-raccoglitori composti da poche decine di individui tutti imparentati tra di loro, vivevano separati o al massimo si contendevano, anche violentemente, territori e risorse. Una normalità decamillenaria che solo in tempi molto recenti è stata invece sostituita da una struttura sociale complessa fatta di iperpopolazioni nazionali e sovranazionali costituite da individui estranei tra di loro dal punto di vista genetico e culturale, che devono in qualche modo condividere quegli stessi territori e quelle stesse risorse.

Del resto, la maggior parte dei nostri comportamenti più comuni segue evidentemente una logica di doppia moralità, cioè di applicazione di standard morali diversi a seconda del gruppo con cui interagiamo, sia esso riconosciuto come simile (il noi), oppure come estraneo (gli altri). Ci sono decine di lavori di psicologia cognitiva che mostrano ad esempio come il nostro cervello reagisca in modo diverso nel caso si tratti di un amico, oppure di uno sconosciuto di diversa etnia.

Evidentemente è cambiato il mondo ma non il nostro equipaggiamento cognitivo, visto che il nostro cervello è esattamente lo stesso da decine di migliaia di anni. Una parte filogeneticamente più antica che risiede grossomodo a livello dell'amigdala, del cervelletto e dei gangli basali e che ci fa reagire quasi istintivamente alle sollecitazioni ambientali, al pari di molti altri animali, e una parte più recente connessa principalmente alla neocorteccia prefrontale che presiede invece più specificatamente alle nostre azioni più razionalizzate e deliberate.

Ecco perchè siamo sempre in balia di quell'eterno conflitto primordiale tra ragione e istinto che, attenzione, certamente non giustifica alcunchè, ma almeno spiega, o tenta di spiegare in modo plausibile e alla luce di solide basi teoriche e sperimentali, l'esistenza o la coesistenza di certi comportamenti umani, come per esempio la cooperazione e la competizione, oppure l'altruismo e l'egoismo.

Quindi, per carità, si continui pure a parlare di sensibilizzazione delle persone, di cambiamento dal basso, di cultura condivisa, in effetti tutto ciò è anche molto bello, rassicurante e soprattutto "politicamente corretto". Peccato però che poi la realtà dei fatti ci racconti tutta un'altra storia, come per esempio che dopo ben 25 conferenze delle parti sui cambiamenti climatici a scadenza annuale e fiumi di parole, siamo ancora praticamente al punto di partenza, con le concentrazioni di CO2 in atmosfera che nel frattempo sono schizzate verso il nuovo record di 420 ppm (erano circa 315 ppm nel 1958).

E' quindi chiaro che i tempi stanno per cambiare e nel prossimo futuro, in un modo o nell'altro, probabilmente non potremo più avere sia la capra che i cavoli, come ben ci suggerisce anche l'ottimo Luca Pardi nel suo ultimo libro. Così come è altrettanto evidente che i modi e i tempi con cui stiamo tentando di implementare possibili soluzioni, non sono assolutamente coerenti e adeguati.

Servirebbero probabilmente delle scelte coraggiose e impopolari che conducessero presto al superamento di alcuni paradigmi socio-economici che oggi diamo per scontati, e ciò non potrebbe che passare necessariamente anche attraverso una logica di imposizione e regolamentazione dall'alto e di parziale privazione di quello che oggi intendiamo per libertà personale o nazionale.

Ecco perchè, a meno di un miracolo, è così difficile sperare in una vera e propria svolta ecologico-culturale rapida ed efficace. E tutta la recente vicenda legata alle variegate e cangianti reazioni dei governi e delle popolazioni alla pandemia di Covid-19 non ha fatto altro che confermare ulteriormente, purtroppo in modo cristallino, questa triste e amara impressione.




18 commenti:

  1. Facile dire cambiare paradigma,la sfida del cambiamento climatico e del collasso imminente esigerebbe il superamento di tutti i paradigmi della nostra civiltà umana,l'economia monetaria,il modo di vivere delle città,il rapporto fra la società ed il lavoro,basti pensare alle resistenze al lavoro a distanza,mica possiamo abbandonare gli uffici ho letto più volte,il mito della crescita infinita,una sovrappopolazione fuori controllo in varie aree del mondo e che esigerebbe una politica del figlio unico in stile cinese per almeno 3 o 4 generazioni in modo da portare la popolazione mondiale sotto il miliardo,l'unico modo per fare bastare a tutti le risorse esistenti,potrei continuare ma alla fine sono parole al vento,era già tutto scritto nel rapporto sui limiti dello sviluppo ma si è preferito ignorarlo

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  2. Bell'articolo, essenziale e che fa piazza pulita di ogni "speranza" in una capacità collettiva di progettare quello che potrebbe essere invece di rincorrerlo soggetti a necessità.

    Probabilmente è un "limite della crescita" di certe nostre capacità.

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  3. Se uno usa l'intelletto per pensare con la propria testa, pensare in modo profondo intendo, dedicando tanto tempo, ascoltando tante fonti di notizie e conoscenze, con buon impegno ed umiltà discernendo il vero dal falso, ciò che vale da ciò che è superfluo, ciò che è saggio da ciò che è arrogante, ciò che è rispetto rispetto a ciò che è sopraffazione, ciò che è armonia da ciò che è distruzione,
    allora
    ben poco si troverebbe in accordo con il comportamento umano dominante,
    ben poco spazio gli verrebbe concesso
    e se si opponesse a questo stato di cose, minacciando gli ingiusti interessi egoistici di taluni individui e corporazioni,
    sarebbe in pericolo di vita, lui ed i suoi affetti più cari.

    Gianni Tiziano

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  4. "Nel 1932 lo scrittore Aldous Huxley pubblica uno dei suoi romanzi più famosi, Il Mondo Nuovo (A Brave New World), che diventa col tempo uno dei testi più rappresentativi del genere distopico nella letteratura del XX secolo. Quello immaginato da Huxley è un mondo retto da un governo globale, dove principi etici e morali come quelli che conosciamo vengono completamente annullati e dimenticati in favore di una società suddivisa in caste, che indicano delle vere e proprie classi sociali, dedita all’ideologia progressista e tenuta salda da un vero e proprio culto religioso denominato “culto di Ford”, in onore dell’imprenditore statunitense la cui figura è venerata come una sorta di divinità."
    Matrix era già stata anticipata 90 anni fa. Il mondo distopico di Huxley è assai simile al nostro, dove valori morali, intellettuali e spirituali sono avversati e fatti sparire, dove il benessere è usato come arma di dominio e dove il pericolo della sovrappopolazione mette in pericolo questo dominio per l'insufficienza delle risorse. Che il covid sia un tentativo di dell'elitè oligarchica mondiale paventata da Huxley di ripristinare gli equilibri di potere?

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  5. Personalmente direi che siamo male organizzati, la semplice dimostrazione fù l'esercito romano che sconvolse i barbari costruendo un ponte sul Reno in 10 giorni (https://en.wikipedia.org/wiki/Caesar%27s_Rhine_bridges).... terrore nei cuori dei Germani per la potenza dimostrata! In realtà tempo e manodopera erano ampiamente disponibili ai germani che usavano barche per il transito ma mancando di organizzazione e competenze dovevano arrangiarsi, Roma stessa impose il suo modo al mondo per il semplice fatto di fornire con meno lavoro standard di vita migliori la cartteristica della civilizzazione.
    Ovviamente il problema è proprio la civiltà, brutta cosa che richiede lavoro, intelligenza e cooperazione. In un era dove la pubblicità spinge ad azioni compulsive inseguendo in ogni istante l'impulso immediato che è esattamente l'opposto dei valori necessari alla civiltà: comportamenti ragionati, valutare prima di agire, priorizzare il bene sociale al guadagno personale e così via.
    In fondo il problema del "familismo amorale" è solo più evidente in Italia ma è comunque radicato profondamente nell'animo umano, senza riuscire a superare questo però l'unica direzione dell'umanità è rientrare nella bestialità e scomparire. Per quanto molti vorrebbero questo "ritorno alle origini" comunque pongono dei distinguo, nessuno sembra disposto ad una vita in una caverna o baracca non riscaldata, senza acqua e servizi, soggetto al costante rischio di morte per infezioni e con un aspettativa di vita di 40 anni (di stenti). L'altra campana è quella dei "pochi con tanto" che immaginano di poter avere X10 riducendo la popolazione ad 1/10, altro sogno imbarazzante per oversemplificazione, ovviamente la realtà impone che ridurre la popolazione riduca anche le capacità produttive e logistiche portando ad una diminuzione esponenziale delle disponibilità e del benessere.
    Il tempo sarà galantuomo e ci dirà quale sarà la direzione presa ma personalmente vedo la spinta verso un uscita del genere umano dal limite terrestre verso le risorse (sovrabbondanti) del cosmo, in quell'ambiente ostile la civiltà sarà di nuovo necessaria alla sopravvivenza e potrà rifiorire..... ovviamente al costo di una selezione naturale.

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    1. il ponte romano sul Reno era sicuramente un fragile ponte di barche fatto per creare una testa di ponte. La conquista del cosmo è solo uno specchietto per le allodole, come ce ne sono altri in giro nella mediasfera, tipo il motore ad acqua, per tenere tranquille le locuste, così da poterne fare quello che vogliono. La ribellione di anche pochi milioni sarebbe una gatta da pelare, che, anche se in fondo non impossibile, sarebbe rognosa. Mi pare che gli scenari dipinti da Huxley stiano dipanandosi.

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    2. Ho caro Mago, il link l'ho messo apposta! Non volevo citare le opere idrauliche cinesi ma pure li di esempi ne abbiamo e il più evidente è la Grande Muraglia....
      Per il cosmo la questione è più dibattibile, con le risorse in sito mica hai bisogno di mandare su tutta l'umanità, basta una buona base e gli umani si riproducono. Oggi le spinte sono prevalentemente militari, i cinesi vorrebbero un satellite per sparare l'energia solare (sovrabbondante in orbita) sulla terra con la non remota possibilità di un uso meno civile dirigendo qualche Gw di microonde a inondare un km quadro di fastidiosi avversari. Fantascienza però con delle incognite, gli USA lo Sputnik mica pensavano fosse possibile e di storie simili ne è piena la storia.... il laser è stato dichiarato fisicamente impossibile lo stesso anno in cui lo hanno realizzato, ovviamente.
      Come dice il post l'inseguimento del nuovo in continuo movimento è difficile, per questo in molti casi ci viene automaticamente l'impulso di negare.

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    3. e ridai con questa prosopopea gigantista ipercelebrativa, che ha sempre denotato la nostra miserabile specie. Anche a Poiters gli storici occidentali citarono la vittoria di Carlo Martello con 375000 saraceni uccisi e solo 1500 Franchi morti, mentre molto probabilmente fu solo uno scontro contro razziatori, in pratica banditi, fuorilegge, si direbbe oggi. E te lo belle e detto. Ma che sei un troll al servizio delle elitè? Guarda che io sono d'accordo, almeno fondamentalmente, col loro modo di agire, perchè altre soluzioni ai problemi planetari non ne vedo. Ci sarebbe quella illustrata dal Vangelo della Liturgia odierna, ma la prospettiva alla fine sarebbe quella al termine della stessa in Mt 10,15. Come ho detto più su, ormai hanno cancellato da questa società ogni valore morale e spirituale e senza questi dove può essere un rifiorire intellettuale in una umanità ormai divenuta brutitudine? Anche per Dante canoscenza e virtute o vanno a braccetto o non vanno per niente. Lo so che è duro da accettare, ma anch'io tante volte preferirei commentare qui o fare altro, invece di leggere qualcosa di edificante spiritualmente o fare qualcosa di spirituale.

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    4. Non credo di essere un troll se non inconsapevolmente....
      Per il resto non mi sembra di dire nulla che esuli dalla natura, un termitaio è una struttura che a dimensione umana sarebbe una montagna, all'interno si trovano campi, magazzini e ogni altra comodità è senza di esso le svariate migliaia di tremiti non potrebbero vivere, per loro l'organizzazione è connaturata ma i risultati non sono così diversi da quelli dell'organizzazione umana.
      Sullo spirito non vedo nulla di contrario nei vangeli, addirittura il consiglio per coloro che non hanno la forza di seguire interamente la via del cielo rinunciando a tutto ciò che di materiale possiedono è di agire con rettitudine e rispetto del dovere e del ruolo! Più un richiamo all'organizzazione di così!

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    5. inconsapevolmente siamo tante cose, per le quali è bene non montare troppo in superbia, mantenere un profilo basso e possibilmente umile. Ma lo spirito senza conoscenza diviene facilmente fanatismo e la conoscenza senza lo spirito pure, più superbia. Essere onesti con sè stessi, spesso è più difficile che esserlo con gli altri.

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  6. OT o forse no :

    Ieri ho visto in TV che è stato "varato" il bonus TV. Cioè ogni utente televisivo in regola col canone TV, se butta un televisore comperato prima del 22.12.2018,riceve dallo Stato Italiano un Bonus fino a 100,00 Euro per acquistarne uno nuovo. Si butteranno via tanti televisori funzionanti.

    Io lo interpreto come un segno di declino intellettuale.

    E' il Sistema Sociale/Economico/Finanziario/Tecnologico/Industriale/Estrattivista in cui siamo immersi dai piedi alle narici, che ci induce a comportarci in questi modi assurdi, tale Sistema in definitiva induce declino intellettuale.

    Gianni Tiziano

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  7. https://twitter.com/flash_meteo/status/1412789856162533378?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Eembeddedtimeline%7Ctwterm%5Eprofile%3Aflash_meteo%7Ctwgr%5EeyJ0ZndfZXhwZXJpb
    temperature oltre 30° oltre il circolo polare artico da oltre un mese e questi vogliono i turisti nordici sulle nostre spiagge? Nun ce semo.

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  8. Parole di un indiano Hopi - Arizona - USA :

    "Desidero che questo messaggio viaggi in tutti gli angoli della terra e oltre le grandi acque, dove delle persone comprensive potranno prendere in considerazione queste parole di saggezza e di conoscenza.
    È questo che voglio.
    Lo so, la gente ha un sacco di opinioni divergenti a proposito di certe cose, ma a causa della natura delle credenze su cui la vita Hopi è fondata, spero che ci sarà almeno una persona che sarà d’accordo con tutto questo e forse due.
    Se saranno tre a essere d’accordo, sarà ancora molto meglio.
    Non desiderate guarire vostra madre dalla malattia di cui è affetta? O desiderate abbandonarci e lasciarci nella tristezza, fino a che saremo distrutti? Non voglio che questo mondo sia distrutto.
    Se desideriamo sopravvivere, dobbiamo tornare alla maniera di vivere che avevamo all’inizio, la via pacifica e accettare tutte le cose come il creatore le ha fatte per noi.
    Noi incontreremo molti ostacoli sul nostro cammino, ma una maniera di vivere pacifica può essere vissuta solo da persone che sono forti e hanno molto coraggio.
    Noi dobbiamo guarire nostra madre Terra dalla malattia da cui è affetta.

    Dan Katchova - Hopi

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  9. A proposito di "..belle storie da raccontare ai bambini.." , saranno sempre più belle e sopratutto egualitarie : "...Natalie Portman vuole che i propri figli, e con loro tanti altri bambini, sfidino gli stereotipi di genere. La sua è una vera e propria mission, incominciata mentre raccontava le favole al suo primogenito (Aleph, 9 anni) e alla secondogenita (Amalia, 4). Durante il tipico momento di lettura che spetta a ogni mamma (e papà dato che siamo schierati al fianco della Portman nella guerra santa contro gli stereotipi di genere), si è trovata costretta a cambiare molti dei pronomi dei personaggi presenti.,,," https://tg24.sky.it/spettacolo/2021/03/15/natalie-portman-libro . Direi che a questo punto il declino intellettuale è irreversibile.

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  10. Qualche anno fa il tema veniva trattato in questo modo: https://www.youtube.com/watch?v=Sz9rJowh0pY

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  11. La transizione ecologica é una brutta gatta da pelare, perché sulla Terra c'é già da tempo la sovrappopolazione, si stanno palesando danni da cambiamento climatico, e nel futuro sarà anche peggio dato che non c'è nessuna politica di controllo demografico in Africa.

    La transizione ecologica È INCOMPATIBILE con le aspettativie di consumo di 7.7 MLD di persone sulla Terra nel 2020.
    La transizione ecologica È INCOMPATIBILE con le aspettativie di consumo di 9.7 MLD di persone sulla Terra nel 2050.
    La transizione ecologica È INCOMPATIBILE con il turismo mondiale del 2020 e nel 2050.
    La transizione ecologica È INCOMPATIBILE con l'uso massivo del digitale.
    La transizione ecologica È INCOMPATIBILE con tutto l'attuale sistema dei trasporti nel I°,II°,III°mondo.
    La transizione ecologica È INCOMPATIBILE con l'attuale mercato fondato sui beni di consumo.
    La transizione ecologica È INCOMPATIBILE con le 208 nazioni che esistono nel mondo: nulla garantisce che la blanda contrazione dei gas serra tentata dal primo mondo, sia seguita anche dai paesi del II°,III°mondo.
    La transizione ecologica È INCOMPATIBILE con Mercato Finanziario: i prezzi dei carburanti fossili non riscontano i danni futuri di guerre e danni da climate change.

    La transizione ecologica È INCOMPATIBILE con le oche gialle senza sedia, che ancora non hanno capito che serviva già 20 anni fà una politica di controllo delle nascite in Africa.

    La transizione ecologica È INCOMPATIBILE con il Next Generation Star Trek Space Ship European Green Monetary Fund, che non prevede una restrizione dei consumi energetici ed a cascata limitazioni sul consumo di acqua, cibo, ed in generale tutti i beni di consumo procapite.

    La transizione ecologica, sopratutto È INCOMPATIBILE con €2'700'000'000'000 Debito Pubblico accatastato dagli italiani dal 1980s.

    Sono tutti temi, che fanno paura e che i politici non sanno risolvere.

    E' meglio fingere che questi problemi non esistano, perdendo tempo prezioso a discutere della legge Zan, e della finale subliminale "BRExit contro ITALExit" (che sarà una grande partita di tennis a Wimbledon)

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    1. https://www.hellenicshippingnews.com/us-gasoline-stocks-move-sharply-lower-as-demand-hits-all-time-high/
      le scorte di benzina in US si stanno prosciugando velocemente! E qui si parla di rinascita intellettuale, transazione ecologica ed economia green. Mah?

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  12. Articolo amaramente ma lucidamente realistico...

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