Dettaglio della profetessa di Delfi di John Miller (1891


lunedì 7 settembre 2020

Perché no all'estinzionismo


Nuovo mondo, dopo l'estinzione umana, di Cristina de Biasio

Uno dei “cancristi della prima ora”, il mio amico Antonio Zaffaroni, mi scrive: “Ciao Bruno, a corollario della tua eccezionale opera pongo l'estinzione della specie umana come unica e moralmente doverosa cura al cancro che ha quasi ucciso la biosfera. A questa conseguente e a mio avviso logica conclusione vi arrivai prima che ci conoscessimo. C'è un motivo particolare per il quale non tratti mai di estinzionismo? Con molta stima, Antonio
Non potendo riassumere la risposta a questo importante quesito in un breve messaggio di “whatsapp”, ho promesso ad Antonio che avrei dedicato alla questione uno specifico intervento, ed è ciò che mi accingo a fare.
Iniziamo col dire che non è proprio vero che non ho mai trattato l’argomento.
Nel mio ultimo libro, “L’impero del cancro del pianeta”, nella appendice dedicata ai precursori del Cancrismo, vi è un paragrafo intitolato “Natalismo e antinatalismo”, dove, in estrema sintesi, definisco l’antinatalismo un “atto contro natura”, come effettivamente è.
Nel primo libro (“Il cancro del pianeta”) vi è il capitolo “Le improponibili soluzioni al problema della sovrappopolazione” con una curiosa tabella in cui si mostra come in meno di mille anni ci si estinguerebbe se solo ogni coppia generasse un solo figlio.
In un caso e nell’altro definisco le soluzioni difficilmente praticabili e del tutto innaturali, implicanti cioè situazioni lesive delle condizioni di vita a cui saremmo stati destinati se fossimo rimasti cellule sane del pianeta.
La politica del figlio unico condurrebbe a una società di vecchi, decadente per definizione. Inoltre verrebbe realizzata non già per restituire alle altre specie ciò che è stato loro tolto, bensì per consentire all’essere umano di continuare a sfruttare le risorse scemanti.
Ma non è questo il punto che interessa ad Antonio. Egli è più drastico, parla di estinzionismo tout court. Sa bene che finché rimarrà anche un solo uomo con il suo cervello ipersviluppato sulla terra, costui cercherà di continuare a sfruttare le altre specie.
Come non ricordare a questo proposito i bei versi di Giorgio Caproni, che terminano così: “Come / potrebbe tornare a essere bella, / scomparso l’uomo, la terra.” (in “Versicoli quasi ecologici”).
Sulla stessa lunghezza d’onda si trova il “Movimento per l'estinzione umana volontaria” (in inglese VHEMT).
Il ragionamento sottinteso da tutti coloro che predicano l’estinzionismo (in verità assai pochi) si può riassumere nei seguenti punti:
·        sul pianeta Terra, per una serie di combinazioni del tutto fortuita, è nata la vita
·        pur nel continuo cambiamento, la natura ha sempre provveduto a mantenere l’equilibrio tra le varie specie viventi
·        a causa di un’alterazione, anch’essa fortuita, nel DNA di un determinato primate, è nato il mondo artificiale, che ha eroso spazi al mondo naturale in quantità via via crescente
·        l’unico modo per restituire al mondo naturale la sua integrità è eliminare la causa del mondo artificiale, e cioè l’uomo.
Non si può negare che il filo di questo ragionamento si dipani in modo inappuntabile.
Tuttavia c’è da tener conto di un particolare non del tutto trascurabile, e cioè che i soggetti della auspicata estinzione siamo noi, io, tu, i miei figli, i tuoi figli e così via!
Come pensare di trovare consenso intorno a una teoria che auspica l’annientamento tuo, dei tuoi figli e dei tuoi nipoti?
E senza consenso come potrebbe avvenire l’autoestinzione della specie?
Gli “estinzionisti” sono rigorosi all’estremo, ma proprio a causa di questo loro estremismo non potranno mai contare sul consenso della maggioranza della popolazione, anzi sono inesorabilmente destinati a rimanere infima minoranza.
Il Cancrismo invece si propone di fornire una ideologia coerente alla gran massa di giovani che si è mobilitata di recente in tutto il mondo a difesa dell’ambiente.
Questi ragazzi non vogliono estinguersi, vogliono che la loro generazione possa vivere su questo pianeta e che possibilmente lo possano fare anche altre generazioni. Perché ciò accada occorre modificare stili di vita e di consumi, rinunciare agli sprechi e a tante altre cose inutili che ci hanno condotto sull’orlo del baratro.
In una parola dobbiamo “decrescere”. Sotto questo profilo il Cancrismo è allineato con i movimenti di Serge Latouche e di Maurizio Pallante.
Stiamo parlando delle cure palliative da somministrare all’ammalato terminale di cancro? Con ogni probabilità sì, ma comunque ben vengano.
La cosa importante è che ci sia la spinta a decrescere, e perché ciò accada la motivazione deve essere forte, molto forte, più forte dell’egoismo di specie che ci contraddistingue.
Occorre, in breve, ribaltare l’intera considerazione che Homo sapiens ha della sua intelligenza, dimostrandogli che anziché essere una scintilla divina o una mirabile opera della natura essa è stata un tragico errore del processo evolutivo della vita, una via “svantaggiosa” imboccata casualmente da madre natura.
Così iniziava il mio primo articolo di presentazione della teoria (“Il cancro del pianeta: una teoria inquietante per scuoterci dal fatalismo progressista che ci attanaglia”) e questa è ancora la via da seguire: dimostrare, dati alla mano, che la situazione è sempre più tragica (e questo lo fanno in molti, compresi il Papa, tanti Capi di Stato e tanti scienziati), che ha potuto verificarsi in conseguenza delle accresciute capacità elaborative del cervello umano (e questo lo fanno in pochi) e che quindi questo accrescimento è da considerare negativamente (e questo non lo fa nessuno).
Se molti, moltissimi, capissero questa triste realtà, sarebbe relativamente semplice tirare un po’ i freni di questa macchina che sta andando a folle velocità verso il dirupo.
Tirare i freni significa prendere tempo. Anche se la macchina non può fare inversione di marcia, andare più lentamente può dare alla biosfera un po’ di respiro e può consentire a tutti gli esseri viventi di prolungare un poco la loro permanenza su questo pianeta.
In breve dovremmo fare nostro il motto di Alexander Langer: “Lentius, profundius, suavius” ("più lento, più profondo, più dolce"), in contrapposizione a quello olimpico “Citius, altius, fortius” ("più veloce, più alto, più forte") che ben rappresenta lo spirito tipico del progressismo economico e materiale del cancro del pianeta.

33 commenti:

  1. Inutile dire che mi trovo in piena sintonia con le sue idde!

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  2. Come per scrivere delle possibilità modulanti delle settime diminuite occorre sapere cosa sono le settime, cosa le rende diminuite, cosa sono le modulazioni e come il tutto si integra in un insieme coerente (aggiungendo per buona misura una congrua dose di pratica), allo stesso modo per scrivere di VHEMT occorre conoscere una quantità di cose che, palesemente, chi ha scritto l'articolo non conosce o non ha compreso. Oppure, conoscendole e avendole comprese, ha peccato di eccesso di superficialità, oppure si è lasciato prendere dal desiderio di sostenere una tesi di parte lasciando intendere che i Volontari siano dei sempliciotti.

    Invito l'autore a riconsiderare la sua valutazione, perché non ha colto il bersaglio. Né mi sembra il caso di imbarcarmi qui ed ora in inutili predicazioni (che d'altro canto sono estranee alle metodologie e alle finalità del Movimento).

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    1. Come ho scritto, "non mi sembra il caso di imbarcarmi qui ed ora in inutili predicazioni. L'illuminazione non arriva attendendo, bensì documentandosi. Se si è interessati, perché in caso contrario basta lasciar perdere (il che include non scrivere inesattezze) e vivere il più possibile serenamente la propria vita -- non per niente ho *invitato* a riconsiderare la valutazione inesatta (un invito non comporta obblighi di sorta, e ci mancherebbe).

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    2. Beh, almeno Bruno quando te l'ho fatta io la critica non avrò 'illuminato' alcunché ma un po' più di argomentazione l'avevo portata...

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  4. Tirare il freno vuol dire anche cambiare le proprie abitudini per esempio quelle alimentari (pur senza arrivare secondo me all'estremo del veganesimo, ma comunque aumentando notevolmente la quota di vegetali nella dieta e riducendo drasticamente il consumo di carne), come alcuni siti insospettabili e non certo decrescisti cominciano a accorgersi
    https://it.businessinsider.com/dieta-vegana-per-salvare-il-pianeta-co2/

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    1. “Per considerare il consumo di suolo sono stati modellati tre scenari, uno in base alla dieta generica, uno con una riduzione del 70 per cento della carne, infine quello vegano. Il primo libera solo 86 gigatonnellate di C02, considerato anche che eventuali incrementi nel raccolto sono comunque insufficienti a soddisfare la domanda. Il secondo arriva a 332 gigatonnellate, il terzo a 547”
      Ebbene sì, diciamolo, 547 è molto meglio di 332. Avanti col veganesimo.
      No carne finta però, e nemmeno tofu. Fanno schifo.
      Angelo

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  5. Spiego un poco il mio PERSONALISSIMO credo :
    Credo che :
    .... l'Universo si ricrea continuamente, creando nuove esistenze e uccidendone di vecchie, siano esse pianeti, gocce d'acqua, rocce, vulcani, alberi, animali, o esseri umani. Noi esseri umani non ci sottraiamo a questa situazione.
    .... le cellule che compongono il mio corpo, quando sarò morto, andranno a far parte di nuove esistenze (nuove vite), potrò essere un poco farfalla, un poco goccia d'acqua, un poco soffio d'aria, un poco albero, e altro ancora. Sarò morto come essere umano, io Gianni Tiziano non esisterò più, ma comunque la VITA non finisce, continuamente si ricreano nuove esistenze.
    .... molti di noi esseri umani (anche IO !!!!) distruggiamo la bellezza del pianeta Terra. Solo pochi esseri umani non distruggono questa bellezza : sono i popoli non civilizzati, quelli che vivono in simbiosi nella natura.

    Stante questo stato di fatto, il mio giudizio sull'essere umano così come è, nell'attuale civiltà scientifica, tecnologica, industriale,
    è NEGATIVO,
    per questo sono contento di non avere alcun figlio e che mai ne avrò (ho già 63 anni),
    e per questo ritengo che meno esseri umani calpestano il pianeta Terra, meglio è, a meno che non si comportino in modo ECOCENTRICO e non biocentrico.
    Per questo amo VEHMT (Movimento per l'estinzione umana volontaria), Bruno Sebastiani e chiunque si faccia domande sulla giustezza del nostro agire, avendo a cuore TUTTA LA BIOSFERA TERRESTRE e l'UNIVERSO INTERO.
    Non è necessario che TUTTI siano siano convinti assertori di WEHMT (Movimento per l'estinzione umana volontaria), così come non è necessario che tutti siano convinti della teoria cancrista di Bruno Sebastiani. Ognuno ha le proprie idee, partorite da cervelli umani che tanti di noi idolatrano e che invece sono soggetti a gravissimi errori.

    Gianni Tiziano

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  6. il natalismo da un punto di vista squisitamente cristiano è una condanna conseguente alla cacciata dal Paradiso terrestre, quindi come si può giudicare l'antinatalismo come contro natura. Semmai lo si può giudicare così per la natura umana degradata e abbruttita dal peccato originale. Che poi tutte le religioni ci abbiano ricamato sopra la tela del ragno infernale per i loro interessi è logica conseguenza. Un religioso da un fedele pretende solo due cose: lavoro gratis o soldi. Questo in tutte le religioni, pena essere scacciato. Quindi è bene essere credente in Dio e metterLo al posto che Gli compete: ossia al primo. Se poi uno vede di essere non desiderato, può scegliere di scuotersi la loro polvere dai calzari, come consigliato nel Vangelo o seguire l'esempio di Gesù e di quei pochi santi, che non è servito quasi a nulla, proprio perchè la natura umana non può essere cambiata dall'esterno nella stragrande maggioranza. Di sicuro ci sarà l'estinzione del genere umano degradato e nuova terra e nuovi cieli, forse anche a breve, ma non si sa come avverrà, nè quando sarà. Sulla base di quello che dicono i veggenti a giro per il mondo avevo estrapolato un periodo dai 30 ai 50 anni, ma non potrò constatarlo di persona e dal Paradiso non dovrei preoccuparmene granchè per la caratteristica sostanziale della natura spirituale dell'anima. Anche qui sulla Terra un'anima spirituale, ieratica (ne ho viste due solamente: una suora davanti al suo convento a Sparta nel Peloponneso in viaggio di nozze e un diacono nel Santuario di Bocca di Rio), quando è rapita in estasi, si trova già in un'altra dimensione. Quindi vale dedicarsi alle piccole gioie, tanto come dice il Qelet, tutto è vanità, inutilità, tranne Dio.

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  7. Naturale? innaturale?

    Nelle societa' sviluppate (non so se sia il termine corretto: consumistiche? tecnologiche?) che sono del tutto innaturali, e' naturale, spontaneo che le donne facciano pochi figli (https://data.worldbank.org/indicator/SP.DYN.TFRT.IN), diciamo che ora c'e' questa salvifica decrescita demografica in corso.

    Nelle societa' religiose / teocratiche, islamiche ad esempio (cfr. Emanuel Pietrbon citato in "Il fenotipo consapevole"), invece , c'e' una notevole resistenza alla diminuzione della fertilita'
    (questo comporta chei paesi islamici in maggioranza in zone subdesertiche tropicali, a scarsa biocapacita' le popolazioni siano decuplicate in poco tempo, con deficit ecologici estremamente gravi e pressioni migratorie a chiara mira egemonica nei confronti di altri paesi).

    Questi paesi "religiosi" seguono una via naturale o innaturale?
    Ad esempio, utilizzare antibiotici e medicina chirurgica, anestesie, etc. ma non sistemi innaturali come i contraccettivi o l'emancipazione delle donne, e' naturale o innaturale? Perche' antibiotico si' e pillola no?

    Preoccuparsi ora con una popolazion avviata verso gli 8G umani di una possibile estinzione dovuta a decrescita demografica e' come preoccuparsi ora sul fatto di dimnuire l'aumento delle temperature medie per il rischio di una futura glaciazione.

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    1. O preoccuparsi dell'anoressia quando si mette a dieta un obeso...

      "Naturale" e "innaturale" solitamente vogliono dire poco o niente, a meno che non si specifichi cosa di preciso si intende. Grandissima parte del tempo degli animali, tutti, è speso a stabilire chi si può riprodurre e chi no e quanto e con chi. Abbiamo questa idea che per un animale la cosa "naturale" sia riprodursi il più possibile, e solo gli umani si autolimitino, ma chi ha osservato gli animali, domestici come selvatici, sa benissimo che esistono gerarchie e limiti alla riproduzione per alcuni individui, oltre ovviamente ai correttivi quali fame o predazione, di cui noi umani, potendo, faremmo volentieri a meno (e quindi dobbiamo limitare ancora di più la riproduzione).

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    2. Come non concordare quando in meno di sei mesi consumiamo tutte le rinnovabili?
      Il nodo della matassa si infittisce con il sovrain debitamento al quale i governi sanno opporre solo più PIL e più popolazione. Così il regno delle democrazie ammalate continua. Nessuno indica chi deve pagare, perché pagheranno i nascituri, che per l'appunto sono attesi in quantità.
      Natalismo e religione si sposano come analfabetismo e povertà e sono linfa per i governi di tutto il mondo.

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  8. L'antinatalismo può effettivamente essere considerato 'contro natura', ma di fronte agli abbondanti disastri ecologici e sociali (compresa per molti aspetti anche l'attuale pandemia) prodotti dall'esplosione demografica umana degli ultimi due secoli e purtroppo tuttora in corso in molte regioni africane, asiatiche e latino-americane esso risulta del tutto ragionevole (ragione VS natura: tema filosoficamente rilevante), ormai improcrastinabile e pienamente in sintonia con il motto 'lentius profundius soavius', sebbene certamente trattasi di un programma non facilmente implementabile anche a causa del tradizionale e tetragono natalismo di matrice ideologico-politico-religosa; detto in altri termini, ogni invito alla 'decrescita' che non contempli l'esplicita condanna del natalismo e del popolazionismo equivale a una "predica inutile" ovvero a un'operazione tesa a "svuotare il mare con un cucchiaino" e dunque inevitabilmente destinata al fallimento... Saluti

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    1. Senza contare che non trovo tanto giusto chiedere una riduzione dei consumi ma NON della natalità. Per esempio, a me scoccia non poter mangiare carne solo perché c'è chi deve fare sei-sette figli e non c'è da mangiare per tutti... se fossimo molti meno, per dire, mangiare carne potrebbe essere etico e perfettamente sostenibile.
      Un conto è rinunciare a consumi veramente eccessivi o immorali, un conto non avere spazi verdi, un po' di margine, zone selvagge, perché dobbiamo lasciare che l'umanità proliferi a dismisura e ridurci tutti a mangiare grilli (poveri) al decimo piano di un condominio.

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    2. Si, ma non è che viene fuori uno e dice ok ragazzi, da domani si fa il figlio unico altrimenti si va in galera. Non è stato così nemmeno in Cina. Prima bisogna ridurre la povertà, poi garantire l'istruzione alle donne e poi comunque ci vuole del tempo. Quelli del 2050-2100 sono già nati.
      Insistere sul decremento della popolazione significa non voler accettare la realtà e tutto ciò che comporta in termini di azioni concrete da mettere in atto.

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    3. Gaia

      Questa e' una tradizione inversione pseudo-etica: le persone egoiste che fanno molti figli sono buone, coloro che osservano quanto quella scelta sia pesante su ambiente e sul prossimo sono cattivi, egoisti.
      Quindo tu sei una brutta egoista cacca diavolo perche' vuoi mangiare una salsiccia o la polenta con lo spezzatino perche' io / noi / essi abbiamo/ha/hanno il diritto (?) di fare una conigliata di figli. Poi se l'osservazione riguarda pure fratelli stranieri, sei pure una brutta razzifascista leghista.

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    4. Ciao.
      Se l'antinatalismo è considerato contro natura, parimenti devono esserlo la medicina moderna che ha portato all'aumento dell'aspettativa di vita (popolazione vecchia) e al calo della mortalità infantile (una volta alta), provocando una tremenda esplosione demografica.
      Se oggi ci troviamo una popolazione vecchia è soprattutto per questo.
      Chi inneggia un'alta natalità, quindi, deve inneggiare anche un ritorno a un'alta mortalità infantile e ha una bassa aspettativa di vita.
      Le 3 cose devono andare di pari passo.

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  9. http://lamma.toscana.it/clima/report/luglio_2020.pdf
    col clima qua a Pistoia e dintorni quest'estate non c'è andata male, perchè l'anticiclone siberiano, quello che ha dirottato in passato il grande freddo polare sul'Europa d'inverno, quest'estate ha dirottato aria fresca dal Polo come nei grandi inverno del secolo passato. Non è detto che questa situazione barica si ripeta nei prossimi anni, visto che nelle recenti estati passate non si è verificata ed è la prima volta che ne ho sentito parlare, ma se l'artico è destinato a divenire una fornace, la rivedremo. Purtroppo.

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  10. dopo soli 2 giorni di apertura chiuso un asilo nido in Alto Adige per bambino infetto da covid. Altri 20 bambini e le loro famiglie in quarantena. Se questa sarà la scuola del futuro, stiamo freschi.

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  11. https://www.aginfo.net/report/47107/Southeast-Regional-Ag-News/Peak-Phosphorous
    in futuro, vegani, se vorrete mangiare vegetali, dovrete prima mangiare gli animali.

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  12. ho da poco sentito una voce discorde da tutte le altre in TV, che continuano a parlare di ripresa. Veniva dall'unico italiano invitato alla cerimonia di insediamento presidenziale: Tremonti. Ha detto che finanza e banche non ci possono salvare e bisogna cambiare le regole. Il riferimento al cambio di paradigma è assai velato, ma inequivocabile per quegli sfigati di catastrofisti che sanno cogliere il significato nascosto delle parole. Ciò vuol dire solo una cosa: che la situazione finanziaria ed energetica è molto ben chiara nelle alte sfere. Penso comunque che abbia sbagliato, anche se non lo ha compreso quasi nessuno, perchè, come sappiamo anche troppo bene, è come parlare ai muri. Comunque gli fa onore che almeno lui abbia un briciolo di onestà intellettuale.

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    1. Su quella finanziaria sicuramente non è un mistero che i "mega incentivi" alla finanza non sono "percolati" nell'economia reale e quindi un cambio di paradigma è d'obbligo: bisogna incentivare l'economia reale per farla percolare nella finanza.....
      La parte energetica è più fumosa, il gas naturale ha ancora un EROEI molto positivo e solo di biodigestori di scarto agricolo e civile si potrebbe coprire il 20-50% del fabbisogno italiano, aggiungendo al metano idrogeno (provato dall'ENI) si potrebbe probabilmente arrivare al 100%. Peraltro la soluzione mista idrogeno-metano riduce i problemi dell'idrogeno sui materiali e permette di riutilizzare l'infrastruttura esistente!

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    2. è un discorso crescista alla speriamo che me la cavo e dimostra che è inutile parlare di esaurimento, di dirupi, tanto sono discorsi che vengono rifiutati. Fa bene il prof ad aver abbandonato lo spirito decrescista, anzi ad averlo messo in standbay, aspettando il dipanarsi degli eventi, se lui ed io li vedremo appieno e qualcosa si sta muovendo, come anche si vede dal timido accenno tremontiano e da altro. Che possiamo fare se non illuderci o rassegnarsi? Ognuno risponde secondo i suoi geni.

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    3. La decrescita dei consumi / pauperismo e' una pia illusione.
      La forte decrescita demografica e' un FATTO nei paesi consumisti / tecnologici / secolarizzati (se non fosse per le migrazioni di massa che, purtroppo, hanno rispinto i contatori demografici prepotentemente verso l'alto).

      Poi succedono cose buffe (?), come i radicali che sono passati dall'emancipazione femminile, contraccettivi e aborto ad apologizzare, implementare le migrazioni di massa verso Europa/Italia e a contrastare ogni resistenza ad esse.

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    4. https://www.who.int/csr/don/01-september-2020-polio-sudan/en/
      un ceppo nuovo di poliomielite in Africa!! Se arriva qui anche questo dovrebbe, a differenza del covid, non essere molto nocivo ai vecchiarelli come me, perchè è una malattia prettamente infantile. Speriamo che rimanga dov'è, ma intanto ieri sera mercatino con cantante fino a tarda notte per la soddisfazione di commercianti e locuste varie. D'altra parte i media, tutte le forze politiche all'unisono, tranne il Tremonti di cui sopra, spingono nella direzione del dirupo e allora chi più ne ha, più ne metta, che il treno non deve rallentare. The show must go on. Il dirupo è inevitabile, almeno fino alla galleria disegnata sulla roccia, che in fondo è l'illusione della cornucopia sbandierata dai media e dai politici. Sgarbi addirittura s'arrabbia. Un pifferaio magico perfetto per attirare nella trappola gli ingenui topolini, ma almeno fa ridere a differenza degli altri che fanno solo piangere.

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    5. A proposito di treni che non devono rallentare, rilassiamoci un po'. Chissà se è attinente, perché in verità il significato è un filino ermetico, però l'insieme ha un suo fascino retrò.

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  13. https://www.meteogiornale.it/news/2020/09/caldo-anomalo-esagerato-settembre-italia-ed-europa/
    estate avanti tutta. Una bella ottobrata non dispiacerebbe.

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  14. https://www.npr.org/2020/09/11/897692090/how-big-oil-misled-the-public-into-believing-plastic-would-be-recycled?t=1599970345845
    riciclaggio plastica, ennesimo imbroglio?
    https://www.galileonet.it/plastica-tossica-pvc/
    pare che la plastica vergine sia tossica in 3 casi su 4. Quella riciclata non può essere migliore. Ma che vogliamo vivere tutti 120 anni come il Berlusca? Noi nemmeno c'abbiamo i soldi, se non ci campa lo Stato colle pensioni e l'Asl. Lui almeno ce li ha. Almeno finchè c'è abbastanza petrolio.

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  15. perchè SI all'estinzionismo
    https://infosannio.com/2020/09/13/terre-rare-cobalto-e-impero-mondiale-della-finanza-cosa-si-muove-davvero-dietro-hi-tech-e-green-economy/

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  16. Sì alla decrescita (meno consumi, riciclare,eccetera), ma no al calo della popolazione umana?

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    1. ovviamente un paradosso. Non so se siamo nella schizofrenia, perchè non sono uno psichiatra.

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  17. sono tornato da Livorno dove ho visto molte petroliere alla fonda in attesa di scaricare alla raffineria. Non ne avevo mai viste tante così. Forse il calo del consumo di petrolio globale è così alto per il covid che non sanno dove metterlo. Pare che sia uno spettacolo oggi comune in tutto il mondo.

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    1. Non demonizzo l'uso del petrolio e dei suoi derivati, però si è raggiunto un livello di estremizzazione tale da indurmi a salutare con favore il calo del suo impiego (se davvero c'è stato in misura così eclatante, del che mi permetto di dubitare). Mi auguro possa ridursi ancora, nei limiti della conservazione di un LIBERAMENTE parco benessere.

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