martedì 14 aprile 2020

La rete che ci sta per avvolgere



Guest post di Bruno Sebastiani

Nota: questo post è stato scritto prima della grande crisi del coronavirus, un tempo che sembra ormai preistorico. Tuttavia, molte delle considerazioni di Sebastiani sembrano particolarmente appropriate alla situazione attuale, non tanto per le accuse fatte al 5G di aver causato l'epidemia, ma per l'uso che si programma di farne per ottenere un controllo sempre più stretto di ognuno di noi (UB)


Ho assistito giorni fa a un dibattito dal titolo “5G, rischi o opportunità”. Il tema è stato introdotto da medici e fisici che hanno focalizzato la loro attenzione sull’aspetto “rischi per la salute”, mentre l’aspetto “opportunità” è stato sviluppato da Pietro Guindani, Presidente di Vodafone Italia e di Assotelecomunicazioni.
L’avvento ormai prossimo della rete che consentirà lo sviluppo planetario di “Internet delle cose” (IoT) sta suscitando molte polemiche.
Ma quasi tutte le critiche e le perplessità sono connesse all’aspetto fisico delle infrastrutture necessarie a consentire il funzionamento di questa rete di quinta generazione.
Lunghezze d’onda, frequenze, numero di antenne e di satelliti: ecco i principali elementi che destano preoccupazione, tutti con riguardo alla salute umana, solo secondariamente ai danni che possono arrecare all’ambiente (taglio di alberi, inquinamento visivo in cielo ecc.).
In un altro articolo ho descritto come si dispiegherà in terra, sott’acqua e in cielo quella che ho definito la Rete Sinaptica Mondiale.
Qui vorrei soffermarmi sul suo reale significato e sul suo effettivo pericolo per la biosfera, che è altra cosa rispetto alla sua nocività per la salute umana.
È probabile, se non certo, che tale nocività sussista, ma come quasi sempre accade verranno trovati rimedi per contenerne gli effetti, secondo la solita tattica di rinviare il redde rationem. Non è escluso che qualche casa farmaceutica possa anche trarre dei vantaggi economici da tale situazione di nocività.
Ma, ripeto, non è questo il punto.
Ho titolato il mio nuovo libro di prossima pubblicazione “L’Impero del Cancro del Pianeta”. Con tale espressione ho inteso definire l’organizzazione socio-economico-politica che sta divorando gli ultimi tessuti sani del pianeta. È lo stadio più avanzato della malattia che noi rappresentiamo per la biosfera. Quelle che erano masse tumorali più o meno estese, attraverso il processo di metastatizzazione hanno raggiunto ogni parte del globo e ora stanno agglomerandosi in una massa unica onnicomprensiva e onnipervasiva.
Questa massa è l’impero del cancro del pianeta, composto da miliardi di cellule “malate”, da un numero assai più grande di cellule “alterate” (gli animali degli allevamenti intensivi, i pesci delle aquafarm e le piante delle monocolture, tutti destinati all’alimentazione delle cellule “malate”, ma che anch’essi richiedono nutrimento) e da un numero ancora più grande di cellule “artificiali” (le macchine prodotte dalle cellule “malate” per potenziare le proprie capacità e alleviare le proprie fatiche, che devono a loro volta essere alimentate con ogni tipo di energia).
Ebbene questa unica massa, ormai ovunque dilagante, per continuare a sopravvivere ha necessità di coordinare al massimo tutte le sue componenti.
Immaginiamo cosa succederebbe in una megalopoli di 5, 10, 20 milioni di abitanti se si fermassero i trasporti pubblici o se gli addetti al rifornimento dei supermercati non consegnassero più la loro merce o se l’acqua non fosse più potabile o se mancasse l’energia elettrica.
Nessuno è più autosufficiente; la vita di ognuno dipende dal corretto funzionamento della “Grande Macchina” che abbiamo costruito intorno alle pareti delle nostre case e anche dentro.
Ecco dunque che alla luce di queste considerazioni appare chiaro come l’aumento della popolazione e della complessità dell’organizzazione sociale imponga l’adozione di reti di interconnessione sempre più efficienti ed onnipervasive.
Per soddisfare questa esigenza sta nascendo la rete di quinta generazione e più avanti ne spunteranno di ancor più performanti.
Ma il fatto che queste reti siano necessarie per la gestione della macchina sociale equivale ad approvarne l’introduzione e la diffusione? Equivale a darne un giudizio positivo?
Qui si spalanca la porta su un dilemma insolubile.
Da una parte abbiamo gradualmente sostituito il mondo naturale con quello artificiale, e continuiamo imperterriti a marciare in tale direzione.
Dall’altra parte abbiamo iniziato a renderci conto che il mondo artificiale non è sostenibile oltre un certo limite, che non sappiamo esattamente dove sia, se lo abbiamo già oltrepassato o se dobbiamo ancora raggiungerlo, e in tal caso quando.
Quello che sappiamo è che non possiamo tornare indietro, per tante ragioni, tra cui in primo luogo la complessità dell’organizzazione sociale impiantata in tutto il mondo.
Quindi, alla domanda se il 5G è un bene o un male l’unica risposta corretta è che collettività sempre più numerose richiedono sistemi di comunicazione sempre più sofisticati.
Il che non significa voler aggirare il quesito.
Significa che l’intera problematica va inquadrata in un discorso più ampio, quello relativo alla reale natura di Homo sapiens e al suo ruolo su questo pianeta.
Se crediamo di essere i padroni del mondo a buon diritto, allora tutto ciò che abbiamo realizzato è da considerare positivo e la rete che ci sta per avvolgere, oltre che necessaria, è da ritenere sommamente apprezzabile.
Se invece crediamo di esserci trasformati, a causa di malaugurati eventi biologici, in cellule distruttive dei tessuti sani del pianeta, allora non solo la rete 5G è da considerare nefasta, ma anche tutto ciò che abbiamo realizzato in precedenza, tutti gli infiniti dispositivi e congegni per collegare i quali oggi è necessario avere collegamenti sempre più efficienti.
Posizioni intermedie? Dobbiamo per forza considerarci i signori dell’Universo o, al contrario, il cancro del pianeta? Non possiamo pensare che la nostra intelligenza ci dia diritto a primeggiare nella biosfera ma che nel contempo ci imponga di rispettare l’ambiente e tutti gli altri esseri viventi?
Sarebbe bello poter aderire a una siffatta visione della realtà, ma ciò che vediamo in giro purtroppo la smentisce quotidianamente.
A mio avviso è dunque solo in questa ottica che si può e si deve dare un giudizio negativo sul 5G: esso rappresenta il sistema di comunicazione che intende razionalizzare ed efficientare il nostro dominio sulla biosfera, dominio che già si è rivelato distruttivo e che con l’avvento di questa nuova tecnologia rischia di divenire letale.

33 commenti:

  1. Il post mi dà l'occasione di fare due domande:

    Non può essere che abbiamo, proprio adesso, raggiunto il limite di sostenibilità del mondo artificiale?

    Tutta la struttura per il controllo che in parte c'è già e in parte vogliono implementare, è e sarà possibile da un punto di vista meramente materiale e energetico?

    Guido.

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    1. Guido, sei una persona intelligente. Come fecero i nostri antenati a costruire costosissime meraviglie come il Duomo di Milano o la Basilica di S. Pietro in un mondo di miseria? Facile: aumentando la miseria dei miseri e accentrando le minuscole quantità drenate fino a costituire un mucchio di grandi ricchezze. Il tempo cambia le forme dei comportamenti scritti nell'hardware umano, non la loro sostanza.

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    2. Ecco un esempio del meccanismo all'opera, con le forme che gli vengono date in questi mesi, per adattarle ai tempi: http://tinyurl.com/qlx4n2z

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  2. https://paolobecchi.wordpress.com/2020/04/14/riaprite-le-universita/amp/?__twitter_impression=true

    Lo trovo pienamente sottoscrivibile.
    Però non c'è adesso come non c'è mai stata in passato una vera e forte presa di posizione del mondo accademico. Sembra un pò che basti lo stipendio,

    Guido.

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  3. Scusate il protagonismo, ma questa è proprio ghiotta:

    https://amp.tgcom24.mediaset.it/tgcom24/article/17243429

    Gli scienziati ci diano certezze, inconfutabili, sennò non è scienza. Ha capito tutto. Bravo. Bene. Complimenti.
    Anche l'esegesi del mio coscritto francese è da manuale: senza salute non c'è economia.

    Guido.

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  4. Hanno televisionizzato la rete.
    Se c'era una cosa peggiore del ciarpame televisivo sono riusciti ad ottenerla:
    o - pattume e rumore (inquinamento concettuale, mentale)
    o - disponibile 24 ore al giorno
    o - ovunque
    o - mentre fai qualsiasi cosa.
    Usando la legge di Pareto, azzardo affermare che l'80% della banda utilizzata/necessaria sia dovuto a ciarpame, pattume, pubblicita', reti sociali, gattini e foto di piatti di cibo e tettine, etc. .
    Il tumore antropico si manifesta anche nella dimensione "informativa".

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    1. Pur avendo raggiunto l'età dei ricordi, spezzerei una lancia a favore delle tettine... :)

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  5. Articolo: "Quindi, alla domanda se il 5G è un bene o un male l’unica risposta corretta è che collettività sempre più numerose richiedono sistemi di comunicazione sempre più sofisticati."

    Questo dà ragione in modo netto a chi, cinque miliardi di persone fa, sosteneva che l'incremento della popolazione andava arrestato.

    Tre miliardi di persone fa, dopo che per un bel po' di tempo si era sostenuto che non era necessario far nulla perché c'era abbondante spazio di manovra per la crescita della popolazione, alcuni cominciarono a sostenere che l'incremento della popolazione andava invertito, trasformandolo in decremento controllato ed incruento per evitare problemi di sostenibilità che cominciavano a manifestarsi, ma altri che avevano in mano le redini sostennero che fosse troppo disumano mettere in atto un processo tanto contrario ai "diritti umani".

    Un altro paio di miliardi di persone dopo, qualche mente un po' più brillante della media evidenziava che la sostenibilità era stata superata, e che si era entrati in una fase in cui il decremento sarebbe sempre più probabilmente stato dovuto a morie da sovrappopolazione e sovraffollamento, proprio mentre le teste d'uovo che tenevano con salda e cinica determinazione le leve del potere cominciavano a sostenere che non valeva la pena fare alcunché, dato che il processo era ormai troppo avanzato e "indietro non si può tornare".

    Un altro miliardo si è aggiunto, e i pelosissimi fanatici dello "indietro non si torna", fiancheggiati dagli scienziati e dagli ingegneri che offrono loro i mezzi, stanno...

    Homo sapiens sapiens sapiens sapiens.

    Se non fosse che nel tritacarne ci trascinano anche quelli che c'entran men del due di picche a briscola, verrebbe da mandare cordialmente in quella nota località una quantità di personaggi, in massima parte d'alto bordo benché siano molto, molto bassi. Infimi. E pure infami.

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  6. La quarantena.

    https://youtu.be/Qi83dZCIcDY

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  7. https://wolfstreet.com/2020/04/13/the-farm-labor-crisis-under-covid-19-and-how-countries-scramble-to-deal-with-it/
    possibile carenza di prodotti alimentari per mancanza di mano d'opera proveniente da est Europa e Africa? Ci mancherebbe anche questa. Forse è per questo che stentano ad arrivare i 600 euro e le casse integrazione promesse. Magari quando arriveranno, mancheranno i prodotti per spenderli. Mi sa che hanno trovato come curare il cancro del pianeta.

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    1. In questi giorni sto perdendo tempo con quella farsa ipocrita della didattica a distanza. Mi si garantisse la continuità della retribuzione, andrei ben più volentieri a dare una mano a chi sta piantando i pomodori dalle mie parti. O a chi munge le vacche sul finire della notte. O a chi distribuisce il pastone ai maiali. Anche a chi si occupa della loro merda, se del caso. Sono tutte cose dignitose e nessuna di esse è mortale. Sicuramente arriverei a fine giornata con la sensazione di aver fatto qualcosa di costruttivo, cosa che oggi mi è negata.

      Qualche "imprenditore agricolo" è interessato, o sono tutti intenti a raccontare le balle per le quali assumono solo Indiani perché trattano meglio le bestie, o perché nessun Italiano è disposto a fare quei mestieri? Sono qui. Mettete un contatto, che chiedo aspettativa domattina.

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    2. Per ora gli insegnanti sono "avvolti" dal caos. Ma tra poco troveranno il modo di mettere "ordine" nel settore istruzione facendo ricorso alla più performante intelligenza artificiale. Con grande beneficio dei conti pubblici. E di colpo gli imprenditori agricoli si ritroveranno con centinaia di migliaia di lavoratori italiani disposti a tutto per un pezzo di pane.

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    3. Dalla tua risposta si comprende fin troppo bene che non sai di cosa stai parlando. Se hai più di vent'anni, prova a mettere tuo figlio (o tua figlia) di otto anni o dieci anni davanti a uno schermo ad imparare da una raffinatissima "intelligenza artificiale", poi tra una decina d'anni vieni a raccontarci i risultati.
      Comunque, noto che non sono ancora comparse "inserzioni" che offrono lavoro come mungitore con tutte le fantastiche garanzie che gli "imprenditori agricoli" vanno narrando essere soliti elargire a quelli indiani. Ma mi andrebbe bene anche un posto come cantoniere, o come panettiere (sai cosa m'importa di dover lavorare di notte). Ovviamente non parlo di un contratto a tre mesi, eh, ma di una posizione regolare, con tutte le garanzie del caso. Ah, ma quelle non sono "moderne"...

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    4. per me la caduta del muro di Berlino è stata la causa scatenante dell'abbruttimento totale dell'insegnamento. Da allora mi pare che la scuola abbia perso il compito di fare menti ragionanti e raziocinanti. Sarà forse perchè da allora in Italia hanno comandato le sinistre, che hanno sempre visto la meritocrazia come una prerogativa oppressiva fassista e quindi vai col 6 o 18 politico e con l'inculcamento che i diritti sono una conquista inalienabile della sinistra, mentre i doveri sono roba da destre fascistoidi. Peccato che quest'illusione petrolifera sia ormai alla fine, ma chi glielo va a dire alle masse decerebrate e viziate? Allora vai col covid-19. Vedremo quanti covid ci toccheranno.

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  8. MrKeySmasher, ti faccio un esempio. Ho da poco aperto una partita iva agricola, vorrei allargare l'attività e assumere in regola. Prima devo fare una "visura camerale" (dopo aver aperto una PEC). Poi aprire una posizione con l'INPS. Poi fare, a mie spese, un "piano sicurezza". Poi trovarmi un commercialista o iscrivermi a un'associazione di categoria che faccia anche contabilità, e cominciare con contratti e buste paga. Tutto questo durante una serrata generale e vivendo in un paesino alpino. E ognuno di questi passaggi costa da decine a centinaia di euro.
    Resto convinta che questo genere di cose siano il motivo per cui:
    1. si assume a nero
    2. si preferisce auto-schiavizzarsi e non si assume nessuno
    (Ovviamente, non potrei neanche assumere a nero, se non in paese: se non hai un contratto non ti lasciano venire qui, e per avere il contratto ci sono tutti i passaggi di cui sopra)
    Ovviamente le aziende già aperte hanno fatto tutto questo da prima... si suppone...

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    1. E nel frattempo gli "imprenditori agricoli" (sovvenzionati a valanga, specie quelli con aziende di dimensioni ragguardevoli) raccontano frottole a raffica fantasticando su ipotetici sikh tanto, ma tanto affezionati ai maiali che aiutano ad allevare. Per mandarli al macello.

      Quello che disturba è la pratica in sè, ma a renderla intollerabile è la pelosa ipocrisia con la quale viene farcita di frottole senza fondamento, pretendendo pure che altri fingano di crederci. Come ebbi già a osservare, non tutti abbiamo l'anello al naso.

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    2. E ho appena scoperto che, oltre a tutte le cose sopracitate, dovrei anche fare decine di ore di corsi, ovviamente a mie spese.
      Riguardo alle sovvenzioni, ho da poco ultimato sul mio blog una serie in cui dico che bisognerebbe smettere di darle.
      Mi dispiace ma non posso offrirti nessun lavoro (so che la tua richiesta è provocatoria, ma io veramente vorrei assumere in agricoltura, e mi trovo davanti a cose veramente allucinanti)

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    3. "sovvenzionati a valanga"? Mia figlia, tranne il bonus avuto per inizio attività, che mi costò 3000 euro per la fideiussione che vollero a garanzia sulla mia abitazione per la concessione, non ha mai avuto un picciolo. Ma si tratta di una micro-attività, dove lavora solo lei. Quindi il 10% della sovvenzione (con fideiussione pagata da me) se l'è intascata una finanziaria, comunque so che ad un grosso vivaista di Pistoia, con centinaia di dipendenti, furono dati 12 mln coi quali si è comperato 1500 ettari in Marocco. Ma si sa che piove sempre sul bagnato.

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    4. Gaia, nessuna provocazione.

      Mago, se noti ho specificato che le sovvenzioni a valanga riguardano quei latifondisti che il bipensiero vuole vengano definiti "imprenditori agricoli". Costoro non sono quelli che un tempo chiamavamo "contadini", con una manciata di campi, un trattorino degli anni '50 ed il pollaio dietro casa.

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    5. purtroppo oggi sono tutti sulla carta "imprenditori agricoli", anche se qualcuno è "contadino" vecchio stile, quindi non conta niente, perchè non dà lavoro. Non è facile vedere la differenza.

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    6. Chiedo nuovamente scusa per l'autopromozione, ma, Mago: se ti interessa, sul mio blog ho scritto un'intera serie sui contributi agricoli in cui esamino la loro fondamentale ingiustizia (per vari motivi). Se ti interessa leggere cosa ho scritto trovi tutto lì.

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    7. Al moderatore: mi sono appena accorta di averlo già scritto proprio qui sopra. Chiedo scusa ed eliminate pure il mio doppio commento. Sono veramente rimambita. Grazie e grazie anche per il lavoro su questo blog.

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  9. Scopo degli umani (che è un sottoinsieme della biologia complessa terrestre) è diffondere la vita (terrestre) nell'universo. Siamo un trick del Pianeta. La nostra psicologia è costruita per fondere insieme debolezze e sperimentazione. In modo che, anche fosse solo per caso, dissemineremo la vita terrestre in giro. Per questo Gaia ci sopporta. E poi ricordo tutti il fattore temporale ...se anche facessimo un disastro planetario, un paio di milione di anni e torna tutto a posto. Quindi il problema non è la preservazione (magari per nostra gentile concessione con un bel accordo ONU con tutte le bandierine svolazzanti) della qualità o complessità della biosfera nel 2020, che si autopreserva. PS: forse Marte lo abbiamo già contaminato e le future missionisu Encelado Europa Titano potrebbero portare a seminare la vita in giro. Batteri estremofili, tarchigradi, i biomi che vivono dentro l'intestino anche quando andiamo nello spazio... cerca cerca...le astronavi (che un giorno saranno prodotte in modo automatico) altro non sono che esoscheletri spaziali. Una volta che si sarà creata una biosfera multiplanetaria saremo buttati via o sostituiti con qualcosa di diverso (ibridi uomo-AI o o informatica bioingegnerizzata). L'unico onesto motivo per voler vivere in un mondo migliore più ambientalista e sostenibile eh perché a noi ci piacerebbe così non perché alla terra gliene freghi qualcosa.

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  10. https://nos.nl/artikel/2330560-harvard-studie-komende-jaren-meerdere-uitbraken-mogelijk.htm
    Harvard: molto probabilmente virus con noi fino al 2025 o anche per sempre, a meno di un vaccino. Diranno la verità o stanno studiando un vaccino? Da molte parti dicono che vaccini per i coronavirus non sono possibili e da altre il contrario. Bella scienza davvero!!

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  11. Per quanto inutile, qui:

    https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Report-COVID-2019_13_aprile.pdf

    ci sono gli ultimi dati statistici sui morti.
    Età mediana: 80 anni. Più o meno l'età normale di morte in Italia.
    Sembra sempre piu difficile discriminare l'attività della malattia.

    Guido.

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  12. Noi Homo sapiens sapiens siamo diventati INCONTENTABILI

    Gianni Tiziano

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    1. lo siamo sempre stati, compatibilmente con le possibilità di consumo. I sapienti antichi, dagli indiani d'America, ai filosofi greci e cinesi, hanno sempre invitato alla modestia, moderazione, temperanza, fortezza, umiltà. ma gli hanno sempre riso in faccia, come hanno fatto con Meadows e tutto lo staff di LTG, ma dopo 50 anni di insozzamento, inquinamento senza limiti, perdita di valori morali per acquisire sempre più consumo materiale sfrenato, ora si comincia a tirare le somme. E siamo solo all'inizio di una parabola che si preannuncia veloce. La causa scatenante: la depletion dei campi petroliferi, ma non fatelo sapere in giro, che già la violenza delle locuste si sta scatenando. Mi sa che presto dovremo fare i conti con qualcosa di peggio del covid-19.

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  13. Qualche giorno fa qualcuno chiedeva se c'erano persone con esperienze dirette della malattia.
    Oggi, in coda al supermercato, come nei servizi dei telegionarli anni '80 dall'Unione Sovietica (però mancava il nevischio) ho sentito la seguente storia.
    Una tizia raccontava ad un'altra che il padre, allettato da tempo, già guarito due o tre volte da polmonite, si trovava ricoverato in condizioni critiche in un reparto "protetto" a causa di grave deficit immunologico. Sottoposto a test era una prima volta risultato negativo. Dopo un periodo di tempo si è aggravato, ritestato era diventato positivo. È morto in due o tre giorni.
    Conclusione della tizia: ah la gente ancora lo prende sottogamba il coronavirus. Non capiscono.

    Lascio ad altri i commenti.

    Guido.

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    1. ormai siamo alla follia indotta, come nell'uomo in fila al supermercato senza mascherina steso collo spray al peperoncino o agli albanesi che vivono nella mia corte che hanno chiusa e alla mia richiesta di riaprirla, perchè proprietà comune, mi hanno risposto che non lo faranno nemmeno se li denunciano, perchè in casa ci sono vecchi e bambini che devono proteggere da questa pandemia, finchè questa durerà. In fondo se lo stato o regioni o anche comuni si sentono in diritto di emanare ordinanze in odore di incostituzionalità, è ovvio che anche i singoli si sentono liberi di adottare comportamenti fuorilegge. Bisogna in tutti i modi proteggere i cittadini, se stessi e i propri cari dalla pandemia. Di questo passo qualcuno verrà ammazzato o bruciato vivo, perchè qualcun'altro ha deciso che è un untore.

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    2. Si mago. E diceva anche che si fa una morte tanto brutta. Ovviamente ripeteva la vulgata giornalistica.
      Mio padre, morto a 64 anni, dopo 10 di malattia di Parkinson, quando parlava di qualcuno che non c'era più, invariabilmente raccontava che era morto sulla paglia dietro ad un uscio, urlando giorno e notte, fino alla fine. Nei casi più truculenti con piaghe invase da larve di mosca.

      Ad ogni modo il racconto che ho riportato stimola qualche riflessione.
      Come ha fatto il virus ad entrare in un reparto che dovrebbe avere, ordinariamente, un altissimo grado di protezione microbiologia? Ci sono state delle carenze? Oppure il virus è, come qualcuno ha detto in queste settimane, se non ubiquitario, comunque molto diffuso? Lo stesso vale per la case di riposo infestate. Come ha fatto ad entrare così facilmente? Idem navi da crociera o militari. Pare che questo virus sia ovunque.

      Guido.

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  14. a ben vedere la pendenza assunta dalla curva dei contagiati a metà maggio dovremmo esserne fuori, se ovviamente i dati non sono falsi. Una vocina dentro mi dice che lo sono, sennò non mi chiamerei Mago, anche se spero col cervello che non lo siano e quindi di uscirne. Da qui ad un mese lo vedremo.

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  15. Mi ricorda molto Medioevo prossimo venturo di Roberto Vacca,,,
    Silverio

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  16. @ Unknown April 20, 2020 at 10:42 PM
    Era opinione diffusa e comune degli scienziati, che in una guerra nucleare "Patto di Varsavia vs NATO" dentro ad uno scenario di Dominanza di Escalation (nessuna interruzione dello scontro nucleare strategico, ma l'uso completo di tutto l'arsenale strategico non annichilito dall'avversario nello scontro strategico), in una "dinamica di scontro all'ultimo sangue"

    .dopo 6mesi un 1 anno l'inverno nucleare che avrebbe coperto l'emisfero boreale, si sarebbe sparso anche nell'emisfero australe

    .I sopravvissuti posti sui campi di battaglia dell'emisfero boreale, sarebbero piombati in uno stato di Nuovo Medioevo composto da tali caratteristiche:

    a)assenza di democrazia e dello stato di diritto
    b)assenza del diritto oggettivo/soggettivo ma applicazione del libero arbitrio e della violenta legge del più forte
    c)assenza di cibo & acqua potabile, lotta feroce per le poche risorse in esaurimento
    d)rapida morte di tutti i sopravvissuti per malattie da radiazioni (leucemie, sarcomi, cancri ecc...)

    Confrontare con "Il giorno dopo" M.Riordan-Garzanti Pag.15-47 e Pag.175 e successive.

    1-Si guarda all'alto Medioevo 476DC-1000DC in quanto fu un periodo buio con morti, carestie, invasioni, guerre, la scomparsa della pace romana e del diritto romano con i suoi (discutibili) diritti oggettivi/soggettivi e la nascita di un ordine feudale (fuori dallo stato di diritto ma poggiante sul libero arbitrio del potere) che provò ad arginare il caos dilagante delle invasioni e delle guerre. Non si guarda invece al basso Medioevo 1000DC-1492DC in quanto già in questa fase, vi furono scoperte e processi (Magna Charta) che produssero innovazioni (ritorno dello stato di diritto), che poi sbocciarono nel Rinascimento, dilagando nell'epoca moderna ed industriale.

    2-Osservando l'intera storia umana, si nota che la democrazia & lo stato di diritto sono un breve e fugace arco temporale: ossia sono l'eccezione e non la regola. Invece la maggioranza della storia umana fu retta da istituzioni di potere assoluto (nessuna divisione di esecutivo/legislativo, giudiziario) in commistione con il libero arbitrio del potere e la violenza, con ampi periodi dove caos e malattie e guerre e la legge del più forte, normarono tutti i rapporti umani.

    3-Si parla di "Nuovi Medioevi" intendendo un ampio e variegato cluster di "Nuovi alti Medioevi" dove in caso di collasso:
    -sicuramente scomparirebbe lo stato di diritto (diritti oggettivi/soggettivi e separazione dei poteri)
    -vi sarebbero il ritorno di scontri violenti e caos,
    -scarsità di risorse e lotta violenta per il possesso delle risorse scarse oppure in esaurimento
    -i rapporti umani sarebbero fondati sul libero arbitrio e la legge del più forte
    -la conoscenza di cultura militare e la dotazione di tali dispositivi moderni sarebbero skills importanti
    -E' comune la presenza negli scenari di "Nuovo Medioevo" un'anacronistica coesistenza tecnologica: ossia è plausibile la presenza a macchia di leopardo d'elementi altamente tecnologici (risorse rare e preziose e scarse in esaurimento) contestualmente ad una ampia e larga inesistenza di tali risorse con perdita anche in termini di know-how umano per la loro ricostruzione/riparazione.

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