venerdì 10 aprile 2020

Come fu che perdemmo la coda. Relax con Elena Corna



Un racconto di Elena Corna



Dal diario dell’ antenata


20 milioni di anni fa all’incirca. Spagna


Per quanto mi sforzi, non riesco a ricordare come sia potuto succedere. So solo che è scomparsa. Di certo non è che l’abbiamo persa di botto, ce ne saremmo accorti. Fatto sta che ora siamo senza coda. Ma dico io, come si fa a vivere senza coda? Ogni volta che ci si ritrova con i cugini macachi o con i lemuri, li vedo che con la coda si attaccano ai rami, tengono meglio l’equilibrio, se la avvolgono attorno. E li invidio. Loro, discretissimi, non ci hanno fatto domande, ma si vede che sono imbarazzati. Noi facciamo sempre finta di niente, ma è certo che non abbiamo più l’agilità di prima. E poi questo culo nudo fa veramente schifo.

Alcuni giovani dicono che la situazione è cambiata, i macachi sono macachi e noi siamo dei pierolapithecus. Sarà. Oltretutto, qui la foresta si sta diradando e forse ci sposteremo.


7 milioni di anni fa, giorno più giorno meno. Africa centrale


Qui non si sta male. C’è la foresta, volendo c’è anche la savana ma sugli alberi si sta meglio anche se non siamo più così bravi a passare da un albero all’altro, a causa della mancanza della coda. Caro diario, ti voglio confidare un grande disagio: mi pare che i miei denti siano più piccoli. Mi pare anche che ce ne siano meno! Forse tutta la bocca è più piccola, il che mi sentire debole. Alcuni nostri cugini hanno dentature più forti e noi li invidiamo. Loro non fanno alcun commento, quando ci si frequenta, ma hanno la tendenza a guardarci la faccia. Credono che non ce ne siamo accorti ma invece sì. Insomma, il nostro gruppo si sta indebolendo sempre di più. Alcuni giovani dicono che ciò accade perché noi siamo dei Sahelanthropus e dobbiamo essere fieri di questo, perché siamo il futuro. Sarà, ma non mi pare una gran consolazione. Oltretutto, ci pare che faccia sempre più caldo. Credo che il mio gruppo abbia deciso di spostarsi un’altra volta.


3 milioni di anni fa, Africa centrale ma più ad est


Si fanno molte conoscenze, viaggiando. Siamo stati ospiti di alcuni simpatici cugini un po’ diversi da noi e molto più bravi a muoversi fra gli alberi, pur non essendo proprio dei brachiatori come altri nostri parenti, ad esempio i gibboni. Noi invidiamo i gibboni perché hanno braccia molto più lunghe e vanno velocissimi fra gli alberi, capacità utilissima che non abbiamo più. In effetti, mi pare che le nostre braccia si siano accorciate. Non so che fine faremo, se si continua così. Non ci siamo ancora ripresi del tutto dalla perdita della coda, per non parlare di alcuni denti. Ora ci si sono scorciate pure le braccia. Comunque, i cugini si sono presentati come Australopitecus afarensis e ci hanno chiesto chi siamo noi. Ho visto un attimo di angoscia negli occhi del nostro capogruppo, che però , devo dire, è stato bravissimo. “Siamo una specie di transizione”, ha risposto senza batter ciglio. Pensavo significasse che siamo dei disgraziati ma forse mi sbagliavo, perché quelli intelligenti dei due gruppi hanno annuito con aria soddisfatta, tranne un vecchio che ha esclamato, allarmato: “Sediba?” “No, nonno, non sono sediba. Si vede a occhio nudo. Vedi che hanno il pelo e mangiano frutta esattamente come noi?” l’ha rassicurato la cugina Lucy. Insomma, pare che un gruppo di loro sia andato a vivere più a sud , non viva più sugli alberi e sia diventato piuttosto spelacchiato (ovvio, col caldo che fa). Inoltre, vanno in cerca delle carogne di animali uccisi dai predatori e se le mangiano. Che schifo! Comunque, ora si fanno chiamare Australopitecus sediba e sono molto antipatici, a detta della cugina Lucy. Dev’essere perché stanno nelle savane e praterie con pochi alberi. Nessuno è antipatico, se vive con gli alberi. Quindi abbiamo deciso di non continuare verso sud ma di andare al mare! Mi sembra un’ottima idea, col caldo che fa; non vedo l’ora che questo Pliocene finisca.


1 milione di anni fa, da qualche parte.



Da tre giorni non esco di casa. Cioè, da quando mi sono vista in uno specchio d’acqua e ho fatto una scoperta traumatica. Sono nuda come un verme! Niente più pelliccia. Voglio dire, non sono mica scema, lo sapevo che avevamo perso la pelliccia, ma insomma, vedermi tutta intera senza un pelo addosso (quasi) mi ha fatto impressione. Oltretutto, ho messo su un bel po’ di grasso sottocutaneo. Così, ora sono grassa e nuda. Tutto il mio gruppo è ridotto così. Facciamo pena da quanto siamo brutti. Questa volta però so benissimo com’è successo. Il fatto è che, dato quel caldo assurdo, ce ne siamo andati a vivere praticamente in mare. Ci passavamo quasi tutto il tempo. Per quanto? Non saprei, almeno due milioni di anni circa. Capisci bene, caro diario, che nell’acqua il pelo non serve. In compenso, serve il grasso perché nell’acqua fa freschetto, dopo un po’. E’ stato un bel periodo , però; nell’acqua i predatori non arrivavano, e nemmeno gli incendi. Inoltre avevamo cibo in abbondanza; è incredibile quanti esseri commestibili ci siano in mare e sugli scogli! L’unico svantaggio degli scogli è che sono duri parecchio. Lo so perché ci mettevamo sedute lì per allattare, e ci faceva male il posteriore. Avessimo almeno avuto una coda da mettere sotto! (Questa faccenda della coda ancora non l’ho digerita). Dice mia madre che è per questo che ci sono cresciute le natiche. In effetti, ho notato che abbiamo il culo grasso, soprattutto noi donne. In pratica, ci siamo fatte una specie di cuscino. A parte questo, si stava bene. Ecco, quello che non capisco è perché diavolo ce ne siamo venuti via. Nemmeno il capogruppo se lo ricorda. Mi ha detto “Sai com’è, abbiamo risalito un fiume, poi la corrente era faticosa e allora siamo usciti dall’acqua, anche perché era diventata freddina.” Che stupidaggine. Inoltre, a forza di stare nell’acqua ci eravamo abituati a muoverci diversamente e ora non siamo nemmeno più capaci di correre a quattro gambe, così ci spostiamo usando solo le zampe dietro. Solo che così si procede molto più lentamente. Un disastro, insomma. Alcuni hanno mal di schiena, cosa che non era mai mai successa prima, perché questo modo di camminare schiaccia le vertebre. Alcune popolazioni di cugini ridono quando ci vedono, oramai non riusciamo più a correre come loro. Ho il sospetto che ridano anche perché si sono accorti che abbiamo difficoltà nell’accoppiamento, in quanto gli organi interni si sono ruotati verso il basso e non si sa più in che posizione mettersi per far quadrare le cose. Qualcuno però ci riesce , infatti nascono dei cuccioli. Brutti. Spelati . All’inizio vanno a quattro zampe, come sarebbe normale, poi si accorgono che è scomodo (ci si sono accorciate le braccia) e si mettono su due zampe, però traballano. Tocca trasportarli. E lì ci siamo accorte di un altro problema: dove si attaccano, i marmocchi? Prima si attaccavano alla pelliccia. In mare galleggiavano e si tenevano uniti attaccandosi ai nostri capelli, ma ora se si attaccano ai capelli ci fanno male. Qualcuno dice che bisogna vedere il lato positivo, senza pelliccia non abbiamo più il problema dei parassiti, ma a me non dispiaceva passare le serate a spulciarsi. La maggior parte della tribù, come me, non vede tutti questi lati positivi: siamo inermi e nudi, non corriamo veloci e non siamo più buoni nemmeno a ripararci sugli alberi. Potremmo estinguerci, ha proposto qualcuno, e chi s’è visto s’è visto. Tanto, non riusciamo bene nemmeno più ad accoppiarci. Ci siamo dati un po’ di tempo per pensarci.


Qualche tempo dopo


Caro diario, sono successe delle cose. Mio fratello ha trovato la pelliccia di un qualcuno ucciso da un predatore, in buone condizioni. L’ha ripulita e fatta seccare, e dopo non puzzava più. Così se l’è messa addosso e si è messo a girare tutto tronfio. Tutti i maschi della tribù sono andati in cerca di pellicce, e adesso ce l’abbiamo tutti e stiamo più calducci. E’ una buona cosa ma preferiremmo avere ancora la pelliccia nostra, invece di portarne addosso una altrui. Nel frattempo mia madre ha tirato fuori delle fibre da alcune foglie lunghe e ha fabbricato una cosa intrecciandole. Siamo convinte che servirà a qualcosa. Insomma, non si parla più di estinguersi. La sera, dato che non dobbiamo più spulciarci, la tribù fa altre cose con le mani. La vita è dura e abbiamo capito che dobbiamo fabbricare delle cose per compensare tutto quello che abbiamo perso: coda, denti, pelliccia…Indubbiamente, siamo una specie molto distratta. Già, che specie siamo, poi? Il capotribù sostiene che ora siamo degli homo erectus, per il fatto che non siamo più capaci di andare a quattro zampe. “Come, homo? Che significa homo? Non siamo più dei pithecus?” gli ho chiesto. “Penso, quindi homo” mi ha risposto dopo un po’. Vedi, caro diario, quando lui non sa cosa rispondere, dice stupidaggini. Tutti quanti pensano, è ovvio. Ora, però, oltre a pensare, noi parliamo tanto. Un’altra cosa che è successa è che ci si è abbassata la laringe e non possiamo più ingozzarci come prima, ma in compenso ci escono dei suoni articolati; in confronto, quelli che facevamo prima erano dei berci. Quindi, si parla tanto riuniti intorno al fuoco, che è un’altra novità. Il fuoco è bello e utile ma è più forte di noi, quindi bisogna stare attenti a non irritarlo. Pochi di noi lo risvegliano e lo alimentano, e loro sono improvvisamente diventati importanti. Tutti i nostri cugini di altre tribù hanno paura del fuoco e nessuno si avvicina più quando è acceso. Non vorrei che diventassimo una tribù antipatica…Ci mancherebbe solo questo, di già siamo i più brutti!


500.000 anni fa, verso l’Asia


Come temevo. Gli altri esseri ci evitano… e non perché teniamo il fuoco acceso, ma perché usiamo il fuoco contro di loro! Con il fuoco in mano, i maschi della tribù spaventano gli altri animali, li spingono verso i burroni e ce li fanno cadere, poi li prendono per mangiarli. Devo dire che, cotti sul fuoco, sono anche buoni, li mangio anche io quando ho fame, ma è una cosa molto brutta. Pare che abbiamo di nuovo cambiato nome e ora siamo Homo sapiens, e questa volta sono sicura che significa “specie molto molto antipatica”.


12.000 anni fa, Gobekli Tepe, Turchia


Caro diario, succedono cose strane. I maschi della tribù stanno partecipando alla costruzione di un edificio enorme. Proprio enorme. Dicono che così faranno vedere a tutti gli altri che, anche se siamo brutti, spelati, lenti e senza denti forti, siamo comunque i più abili. Non so da chi si siano fatti convincere ma sono sicura che c’è qualcuno che li ha convinti e che li sta aiutando. E’ ovvio, da soli non potrebbero farcela a spostare massi così pesanti. Mah…Mi sembra una fatica inutile, di già la vita è dura. Il cibo ce l’abbiamo, è vero, ma coltivare il grano è molto faticoso. Ogni tanto sogno la foresta, quando stavamo sugli alberi a mangiare e a spulciarsi, in pace con tutti. Sogno il mare, quando stavamo sugli scogli al sole e non pensavamo a cose strane. Ieri sono andata all’edificio a vedere cos’ha scolpito mio fratello con altri di noi. Loro si occupano delle decorazioni. Mio fratello è sempre stato bravo a scolpire e mi ha raccontato che aveva in mente di scolpire il ritratto della nostra mamma ma il capotribù con due berci e una bacchettata l’ha fatto smettere. Gli ha detto che dobbiamo far vedere quanto siamo abili e temibili, mica quanto siamo brutti! Allora hanno deciso di rappresentare l’essere più bello che ci sia. E così hanno scolpito un felino.

34 commenti:

  1. praticamente più siamo progrediti, peggio siamo stati. Ora pure col terrore.
    Prof, ottima scelta la casa col seminterrato per le future ondate o persistente calore estivo. Il problema è la quantità di umidità con conseguenti dolori artrosici. Spero che non ne soffra. Sennò bastava un buon climatizzatore ad un piano superiore con buona schermatura al sole e infissi con triplo vetro. Comunque spero non sia troppo tardi per la sicurezza sociale ed alimentare. Come vorranno gestire quest'emergenza, si vedrà nei prossimi mesi, forse anni. L'importante è che il terrore basti a tenere la gente al suo posto. L'opzione nucleare con sterilizzazione al cobalto della vita planetaria per 5 anni spero non arrivi. Sarebbe in fondo l'apocalisse, anticipata quasi 2000 anni fa dagli apostoli. Ma come diceva il mio miglior amico e medico di famiglia, che mi ha lasciato il 25 agosto scorso, in fondo noi che siamo nati agli inizi degli anni '50 il meglio della vita ce lo siamo goduto ( o patito a seconda dei punti di vista).

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    1. Mago, mia nonna diceva che dopo i 70, sono tutti regalati (gli anni).

      Tiziano

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    2. invece qui dicono, se uno muore prima degli 80-85, che è morto giovane. E' tragicomico, ma è la triste realtà. A proposito di realtà, qualcuno conosce dei contagiati? Io, nessuno.

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    3. Mago, sei un sovversivo! Che fai? Neghi la necessità del lockdown? Non lo sai che io ho un po' di tosse, cough, cough.....

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    4. la chiusura è ottima, necessaria, benefica, ci si risparmiano puzzi inquinanti, sprechi inutili, rumori fastidiosi e se poi anche qualche contagio ben venga. Bisognerebbe ridare il permesso di fare qualcosa di utile e soddisfacente, ma la moderazione è prerogativa sconosciuta ai decerebrati e una blasfemia per il capitalismo, che non può essere sradicato. Pensate che nemmeno Cristo provò a risolvere il problema almeno nelle due occasioni che mi vengono in mente: la 3° tentazione nel deserto e in Matteo 22,21 ed in entrambe mise l'accento sulla supremazia di Dio sulle problematiche del mondo, così sconfessando anche la tanto decantata teologia della liberazione, così cara anche a questo papa. In effetti è facile trascinare le menti piccine e lontane da Dio nelle beghe politiche. Ma quante volte avrò sentito dipingere Gesù come il primo socialista. Decine, se non centinaia. Troisi al riguardo era un genio che aveva ben capito come funzionava il mondo se ci ricordiamo il suo "credevo fosse amore, invece era un calesse". Ma anche in questo caso bisogna aver chiaro i principi di biunivocità e univocità. Roba da matematica elementare del 1° anno del liceo scientifico. Roba inutile per la massa degli umani, se così vogliamo chiamare pietosamente le locuste. Quindi fosse anche una bufala, mai vi fu pandemia più necessaria.

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  2. https://www.corriere.it/economia/lavoro/20_marzo_30/coronavirus-italia-quando-si-azzereranno-contagi-previsioni-regione-regione-ae9099dc-7264-11ea-bc49-338bb9c7b205.shtml
    Recita testualmente:" L’Einaudi Institute for Economics and Finance (Eief), un centro di ricerca universitaria di Roma sostenuto dalla Banca d’Italia ma del tutto indipendente". Lo studio datato 30 marzo 2020 così errato può essere fatto solo da gente incompetente o mistificatrice. Personalmente per loro preferirei la 1° ipotesi, ma entrambi i casi denotano il livello intellettuale di questa società. O cretini o malvagi.

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    1. Mah.... ho molti dubbi anch'io riguardo a quello studio.

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    2. Professore. Ma secondo lei. Cosa sta succedendo?
      Se pensa sia igienico dirlo pubblicamente.
      Grazie.

      Guido.

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    3. Diciamo che non sta succedendo niente che avrebbe stupito Gustave le Bon.

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    4. “La verità bisogna dirla solo a chi è disposto a intenderla.”
      LUCIO ANNEO SENECA
      “Le folle non hanno mai avuto sete di verità. Dinanzi alle evidenze che a loro dispiacciono, si voltano da un'altra parte, preferendo deificare l'errore, se questo le seduce. Chi sa illuderle, può facilmente diventare loro padrone, chi tenta di disilluderle è sempre loro vittima.”
      GUSTAVE LE BON

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    5. Ho letto qualche informazione sul tizio. Ah si. Non si sarebbe stupito.
      Intanto qui siamo alla follia criminale:

      https://www.corriere.it/speciale/cronache/2020/coronavirus-come-sara-la-vita-dopo/

      Mi sa che alla fine i più beceri complottisti sono solo dei poveri dilettanti.
      Finirà malissimo.

      Guido.

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    6. intanto qui viaggiano autoambulanze a sirene spiegate, ma vuote. E ho visto su facebook video palesemente falsati di disobbedienza civile. Conseguenze? E' stata devastata la sede della Protezione civile qui vicino. Che la gente cominci ad essere stanca? Specie i molti milioni che vivevano di nero? Di certo tireranno la corda fino al limite, poi riapriranno qualcosa, poi riaumenteranno i contagi, poi richiuderanno. Non vedo altro futuro nei prossimi 2 o 3 anni.

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  3. Il vero enigma, non è la perdita della coda, molte scimmie antropomorfe non hanno la coda.

    Il vero enigma è la perdita della pelliccia.

    La teoria evoluzionistica, tra le altre cose, è basata sul seguente assunto: i lenti cambiamenti evolutivi avvengono sempre in vista di vantaggi pratici.

    Qual'è il vantaggio evolutivo determinato dalla perdita della pelliccia?

    Nelle stagioni fredde, siamo costretti a coprirci con ogni sorta di indumenti per non patire il freddo, quando, tutti gli altri mammiferi che hanno conservato la pelliccia, non hanno alcun bisogno di indumenti.

    Anche nella fascia equatoriale e tropicale, i mammiferi, tranne poche eccezioni (elefanti, rinoceronti, i quali, tuttavia hanno una pelle molto spessa), conservano la pelliccia, la quale, in quel caso, non serve a proteggere da un freddo che non c'è, ma svolge una funzione protettiva di tipo meccanico (salti da un ramo all'altro tra le chiome degli alberi, sfregamenti su arbusti, cespugli spinosi, piante urticanti etc..), adatta a proteggere chi vive in mezzo ad una natura selvaggia e, in molti casi, ostile.

    Il mammifero dotato di pelliccia, vive tranquillamente sotto le intemperie, non teme la pioggia, non teme il vento, non è costretto, come furono costretti per millenni i nostri antenati, a ricorrere alle pellicce di altri mammiferi per coprirsi.

    Il mammifero dotato di pelliccia, non teme il sole e quindi non è costretto a ricorrere a creme protettive.

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    1. C'è una ragione.... pensaci sopra bene, e vedrai che la trovi!

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    2. Professore, evito sempre di porre qualche questione agli altri, senza averci pensato bene prima.

      E, visto che non ci sono arrivato, e visto che lei sembra avere una risposta soddisfacente...

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    3. Qui c'è la soluzione: https://www.gannett-cdn.com/media/USATODAY/GenericImages/2014/02/12//1392244894001-6052-100-001-Gourd-Water-Jug.jpg?width=1080&quality=50

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    4. Non diretta, ovviamente: devi trovare la correlazione :-)

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    5. è meglio non trovarla

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    6. Ma no, dai... è una cosa super-interessante!

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    7. Il sudore.... come per la locomozione bipede il vantaggio è la resistenza, potendo dissipare il calore tramite sudorazione su tutta la superficie corporea possiamo mantenere gli inseguimenti molto più a lungo di qualsiasi altro animale che verrebbe invece ucciso dal proprio calore interno. Lo stesso principio sembra sia legato anche alla locomozione bipede che garantisce un risparmio energetico enorme(guardate i canguri, altro esempio cineticamente simile)nei lunghi inseguimenti, chicca finale è il fatto che le braccia umane sono l'appendice naturale con il più alto tasso di rotazione: come delle brave catapulte sono rapidissime a compiere rotazioni.
      Immagino che il nostro anello di congiunzione fosse un cacciatore da inseguimento, tipo i branchi di lupi, specializzato nel lancio di sassi (quindi magari Davide e Golia attinge a qualcosa) e bravo a seguire le tracce: https://en.wikipedia.org/wiki/Persistence_hunting .
      La brocca del nostro anfitrione è il primo vantaggio tecnologico scorretto di noi umani: il sudore costa acqua così anche gli umani hanno un raggio di caccia limitato, una brocca lo espande,nessun altro animale ha questa possibilità.

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    8. Proprio quello! Il sudore! E' quello che è associato alla perdita della pelliccia. Se avessimo la pelliccia sarebbe inutile sudare. E nessun animale selvatico si raffredda sudando -- è una strategia perdente se la creatura non ha una riserva d'acqua a disposizione. Ergo l'invenzione della zucca usata come borraccia. Altrettanto importante di cose tipo le punte di freccia e il fuoco.

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    9. "E nessun animale selvatico si raffredda sudando -- è una strategia perdente se la creatura non ha una riserva d'acqua a disposizione."

      Professore, questa è un'affermazione azzardata. Cavalli, cammelli e scimmie, solo per citare alcuni mammiferi, sudano, in particolare i cavalli, notoriamente gran corridori. Altri mammiferi adottano meccanismi diversi, i cani, ad esempio, non sudano e disperdono il calore ansimando, per questo li vediamo sempre con la bocca spalancata e la lingua penzoloni nella stagione calda.

      A breve, un post dettagliato sui meccanismi di dispersione del calore nei mammiferi a confutazione dell'ipotesi riportata da Athanasius. Tale ipotesi è la più diffusa in rete ed io, naturalmente la conoscevo già, visto che mi pongo la questione della perdita della pelliccia da anni, tuttavia non è la soluzione, come la definisce il Professore, è solo un'ipotesi, che io trovo poco convincente.

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    10. Per quanto riguarda la dispersione del calore in eccesso nei mammiferi, può essere utile fare una rapida carrellata.

      I cavalli, come già detto, essendo per natura grandi corridori, hanno una grande necessità di disperdere calore e lo fanno attraverso il sudore.

      I cammelli, mammiferi dotati di pelliccia e che vivono in ambienti aridi, hanno anch'essi una grande necessità di disperdere calore e lo fanno sudando "ma, anziché perdere umidità dal circolo sanguigno come accade agli esseri umani e a moltissimi mammiferi, perdono uniformemente l’acqua da tutti i tessuti del loro corpo. Così facendo, un cammello può perdere fino al 25% del proprio peso corporeo prima di rischiare la propria salute."

      https://www.blogalileo.com/perche-i-cammelli-hanno-le-gobbe-a-che-cosa-servono/

      I bovini disperdono calore sudando attraverso il naso.

      Le scimmie sudano attraverso le ascelle, zona ricoperta solo da una rada peluria, in maniera dunque, molto simile all'uomo, il quale disperde la maggior parte del sudore proprio dalle ascelle.

      Dunque, esistono mammiferi dotati di pelliccia che sudano per disperdere il calore in eccesso.

      Si obietterà che questi mammiferi non hanno la necessità di cacciare, essendo erbivori, tuttavia i cavalli corrono più degli umani e le scimmie, pur non andando a caccia, sono animali molti vivaci che non stanno fermi un attimo, salgono e scendo dagli alberi, saltano da un ramo all'altro, si rincorrono.

      Ed ora passiamo all'ipotesi dell'uomo che, diventando cacciatore e avendo la necessità di effettuare lunghe corse, perde la pelliccia per sudare più agevolmente, disperdere meglio il calore in eccesso e quindi cacciare con più efficacia.

      Siamo sicuri che l'uomo abbia avuto tutta questa necessità di fare lunghe corse, tanto da arrivare a perdere la pelliccia?

      Ricordiamo che i progenitori dell'uomo hanno sviluppato una caratteristica unica: la capacità di progettare e costruire strumenti utili alla loro sopravvivenza.

      I mammiferi predatori, nessuno escluso, hanno la necessità di fare grandi corse dietro le prede che fuggono per poterle avere fra le grinfie ed infine azzannarle, devono cioè, stabilire necessariamente un contatto fisico con la preda.

      L'uomo, mammifero dotato di intelletto superiore, unico fra i mammiferi, non ha la necessità di stabilire un contatto fisico con le sue prede, poichè, grazie alla capacità di progettare e costruire strumenti è in grado, solo lui, di agire diversamente: colpire a distanza.

      E dunque, visto che l'uomo, fin da tempi remoti ha sviluppato la capacità di colpire a distanza, perchè correre così tanto da dover perdere la pelliccia?

      C'è un'altra considerazione da fare.

      I progenitori di homo sapiens, dotati di pelliccia, correvano e probabilmente sudavano per una ragione molto semplice: erano prede.

      E' probabile che i nostri progenitori abbiamo corso e sudato per moltissimi anni, per salvare non la pelle, ma la pelliccia.

      E dunque, se i progenitori di homo sapiens già correvano e sudavano quando avevano la pelliccia, perchè perderla una volta diventati cacciatori?

      Una preda corre meno e suda meno di un cacciatore che la insegue?














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    11. Tutti gli animali sudano in un modo o nell'altro, il problema è il flusso termico massimo. Gli uomini non sono gli unici animali nudi, in Africa elefanti e rinoceronti ci fanno compagnia e non dimentichiamo gli ippopotami, come noterai parlo di animali di grandi dimensioni per i quali il rapporto cubo quadrato limita la superficie di dispersione in rapporto alla massa, i rinoceronti hanno in più una pelle spessa simile ad una corazza e gli ippodromi un ampio strato di grasso sottocutaneo. Ippodromi e rinoceronti sono prevalentemente sedentari quindi non generano grandi quantità di calore da disperde e possono accontentarsi di una pelle nuda, gli elefanti che invece sono molto più mobili hanno aggiunto due radiatori per gestire il problema:le orecchie sonorradiatori naturali, normalmente vengono agitate per migliorare il flusso d'aria ma anche bagnate se possibile, la differenza di orecchie tra gli elefanti asiatici e africani si spiega proprio con la differenza di temperatura e di disponibilità d'acqua tra i due ambienti.
      Io ho scoperto il problema indagando sulle astronavi che soffrono di questo problema in maniera esagerata, il sudore è un tipo di raffreddamento aperto e si comporta come i propulsori chimici che pur producendo flussi termici enormi non richiedono radiatori perché il propellente funge da refrigerante a ciclo aperto, quando la propulsione è elettrica o nucleare compaiono invece delle ali immense di radiatori per gestire il flusso termico e si parla di un ordine di grandezza in meno di energia da dissipare!

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    12. Indagando sulle astronavi?

      Con propulsori chimici, elettrici e nucleari?

      Questo è molto interessante!

      Dicci di più Athanasius.

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    13. Le astronavi come le armi sono il massimo concentrato tecnologico disponibile, se uno ha la passione per l'ingegno umano sbirciare sotto il cofano di entrambe è una droga, se poi devo dar retta al bambino che è in me non posso resistere perchè il sogno di fare l'astronauta lo avevo e tutt'ora l'idea è eccitante. La realtà della vita nello spazio è però molto diversa dai miei sogni di bambino, la vita in un ambiente ostile come lo spazio richiede molta cura ed attenzione poichè letteralmente l'aria che respiri non è gratis ma dipende da una fitta rete di apparecchi che devono continuare a funzionare, le condizioni di microgravità cambiano mille cose che diamo per scontate con effetti a volte letali(senza ventilazione la CO2 rimane dove prodotta quindi se uno rimane fermo a lungo nello stesso punto soffoca nel suo stesso respiro.... attenti a che il ventilatore non si sppenga di notte).
      Alla lunga il fascino si sposta su quale umanità sarebbe necessaria per colonizzare il cosmo e improvvisamente ti ritrovi ecologista in un modo "spaziale", per sopravvivere la fuori bisogna imparare a superare la nostra miopia e la nostra pigrizia perchè saremmo fuori dall'abbraccio della nostra ecosfera che provvede a tutti i nostri bisogni fondamentali e tutto il suo lavoro ricade sulle nostre spalle. Ogni sistema di un veicolo spaziale deve garantire degli standard di durevolezza eccezionali e, per quanto possibile, modi di fallimento il più dolci possibile, bisogna garantirsi che i sistemi vitali non abbiano singoli punti di fallimento in grado di bloccareil sistema, le persone devono essere in grado di convivere per lunghi periodi in spazi ristretti e privi di svaghi senza perdere la testa e continuando a lavorare con standard elevati nei momenti improvvisi di massima criticità.
      Se l'umanità riuscisse a raggiungere le stelle dovrebbe aver superato molti dei suoi difetti, l'alternativa può solo essere una serie di bare artificiali che vagano nel cosmo.
      Per chi condivide questa mia passione e ha una visione scientifico/ingegneristica consiglio http://www.projectrho.com/public_html/rocket/ , l'autore si propone di fornire tutto il materiale necessario ad un autore di fantascienza "hard" per creare un mondo realistico nel quale l'umanità viva il cosmo (quindi niente "space opera" stile Star Trek o Star Wars).
      Per quanto riguarda la deriva ecologica viene naturale se si pensa che il nostro piccolo pianeta è una nave spaziale che dispone solo di ciò che vi è a bordo, nessun rivornimento o scialuppa di salvataggio nella notte infinita tra le stelle, quindi in fondo proprio quì dobbiamo imparare per un giorno poter andare lassù e sopravvivere.

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  4. La perdita della pelliccia non è per niente un enigma...

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    1. Post ricco di argomentazioni e molto convincente. Quand'è che imparerete a commentare?

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  5. L'ipotesi delle scimmie acquatiche?

    Se restiamo nel campo delle ipotesi, trovo molto più convincenti ben altre ipotesi, le quali spiegano, fra l'altro, la differenza fondamentale che ci distingue dagli altri esseri viventi: uno sviluppo intellettivo abnorme.



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    1. No... l'idea della scimmia acquatica non regge in nessuna forma. La spiegazione è un'altra.

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    2. Athanasius ha dato la risposta giusta.

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  6. Professore, facciamo così, io continuo a riflettere sul suo suggerimento "della zucca vuota", lei intanto, se non l'ha già visto e se ha il tempo e la voglia, dia un'occhiata a questo video elaborato da un qualificato ricercatore; lo scoprii qualche tempo fa e lo trovai molto interessante, anche per l'inquietante ipotesi finale che viene adombrata e che bisogna cogliere "tra le righe".

    https://www.youtube.com/watch?v=HhRviV3ab3M

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    1. mi sembra chiaro che il limite tra genio e follia, consequenziali all'inspiegabile sviluppo del cervello umano in tempi brevi, geologicalmente parlando, sia quello che San Paolo e Gesù, insieme a tutta la cultura ebraica, chiamavano spirito, Dante virtute e Freud super-io. Gli amici atei liquidano il problema concludendo che spirito, virtute e super-io siano un'invenzione umana, gli amici delusi delle religioni spesso invece si rifugiano in una spiritualità fai da te, molte volte vicina al satanismo, ai maghi (non io), fattucchiere et similia, ma il problema rimane. Personalmente mi ritengo un privilegiato, perchè, grazie alla mia istruzione religiosa, di cui posso ringraziare le Suore, che mi fecero catechismo in modo impeccabile e continuativo per 8 anni tra asilo ed elementari (anche il solo vivere accanto a queste persone che facevano dell'umiltà la ragione della loro vita è stato un bell'insegnamento) e alle intuizioni che mi sono venute dalla preghiera e dalla fede in Dio, hanno risolto per me il problema di non dover convivere in uno stato insieme di intelligenza e inquietudine, di canoscenza e brutitudine, di giustizia e di errore, perchè, come i filosofi antichi, chiamavano "prudentia, auriga virtutum, le virtù, teologali e cardinali, hanno fatto da auriga nelle mie scelte di vita, ovviamente da quando la corteccia prefontale ha preso il sopravvento sulle spinte illogiche dettate dal cervello, cioè dai 24- 26 anni. Ma senza l'educazione religiosa avuta sicuramente non ci sarebbero state e avrei vagato tra genio e follia, rovinando la mia vita e quella del mio prossimo. Lungi da me essere santo, ma è già una grande soddisfazione potermi opporre con la volontà ai condizionamenti interiori ed esteriori del mondo e del corpo, il che mi fa un uomo libero al massimo grado che per me è raggiungibile. La "zucca vuota" di qualcosa va riempita, allora perchè non riempirla di qualcosa di buono?

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  7. Mago ti stavo aspettando, mi avevi quasi deluso!

    Una bella predica, in tempi di coronavirus, ci sta proprio bene.

    A me, una figura come la tua non dispiace affatto; in mezzo a tanti post, improntati ad un'algida razionalità, qualche (qualche eh!) post "ispirato" va benissimo.

    Per quanto riguarda "la zucca vuota", trattasi di un "espediente didattico" del Professore che devo ancora decifrare.

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