Troia non Cadde per Colpa degli Immigranti


lunedì 2 dicembre 2019

L'Arte della Guerra Secondo la Teoria dei Sistemi Complessi




DI UGO BARDI
https://cassandralegacy.blogspot.com/2019/10/the-art-of-war-according-to-science-of.html


Quindi, in tutte le tue battaglie combattere e conquistare non è la suprema eccellenza; l’eccellenza suprema consiste nello spezzare la resistenza del nemico senza combattere. (Sun Tzu, L’arte della guerra)


L’idea che il collasso possa essere uno strumento utilizzabile in guerra potrebbe risalire allo storico e teorico militare cinese Sun Tzu, che nel suo “L’arte della guerra” (5° secolo a.C.), enfatizza il concetto di vincere le battaglie sfruttando la debolezza del nemico piuttosto che la forza bruta.

È normale che in guerra il conflitto si concluda con il crollo di una delle due parti ma, in alcuni casi, il collasso avviene senza grossi combattimenti o addirittura nessuno. Un esempio particolarmente rappresentativo è quello del crollo dell’Unione Sovietica nel 1991, arrivato dopo diversi decenni di “Guerra Fredda” che non era mai sfociata in un conflitto aperto. Come aveva già notato Sun Tzu, la capacità di innescare il collasso della struttura militare o socio-economica del nemico è probabilmente la strategia di risoluzione dei conflitti più efficace. Ma come raggiungere questo risultato? La moderna scienza dei sistemi complessi può dirci molte cose sui fattori coinvolti nel collasso di tali sistemi, sebbene non possa fornire ricette valide per tutte le situazioni.

Il collasso è una caratteristica dei sistemi caratterizzati da una rete di relazioni interne che comportano un feedback: società, economie, gruppi, aziende, eserciti ed altro ancora, sistemi che definiamo appunto “complessi.” Il feedback può smorzare o esaltare l’effetto delle perturbazioni sui vari elementi del sistema e può arrivare a generare un tipo di collasso chiamato “Collasso di Seneca” o “Scogliera di Seneca.” Questo collasso si verifica quando i diversi elementi del sistema agiscono in sinergia, intensificando gli effetti di una perturbazione che, alla fine, fa crollare l’intero sistema.

Dopotutto, la guerra è principalmente un problema di feedback tra entità combattenti. Gli eserciti manovrano, si scontrano tra loro, si ritirano o avanzano, ma il risultato finale è sempre lo stesso: la lotta termina quando i feedback si accumulano in modo tale che una delle due parti collassa. A quel punto, la battaglia è finita.

Possiamo considerare gli eserciti come reti di soldati, ognuno connesso ai soldati vicini. In uno scontro militare, la perdita di un singolo nodo, cioè di un singolo soldato, ha di per sé un effetto limitato sulle prestazioni del sistema. Ma può essere devastante se entra in azione il mortale meccanismo del feedback. Un soldato scappa, un altro soldato lo vede correre e fa lo stesso. Altri seguono l’esempio. Questo potrebbe causare la dissoluzione dell’intero esercito, un tipico esempio di collasso generato dal feedback e anche l’incubo dei comandanti militari di tutta la storia. Certo, negli eserciti reali le cose non sono così semplici, ma è anche vero che gli eserciti dell’antichità avevano spesso una catena di comando mal definita e questo li rendeva particolarmente esposti al crollo repentino. Ad esempio, nella battaglia di Manzikert, nel 1071 d.C., i Bizantini erano stati sconfitti dai Turchi perché, tra gli altri fattori, alcuni settori dell’esercito erano stati presi dal panico e si erano dati alla fuga.

Una volta che iniziamo a considerare la guerra in termini di sistemi complessi che interagiscono tra loro, possiamo capire come la selezione naturale sul campo di battaglia abbia portato gli eserciti ad evolversi in strutture più resistenti al collasso. Nel 1800, i Prussiani avevano sviluppato un esercito in cui ogni soldato avrebbe dovuto continuare a ricaricare e a sparare, indifferente a tutto ciò che accadeva intorno a lui. Idealmente, avrebbe dovuto continuare a sparare anche se fosse stato l’ultimo a rimanere in piedi. In pratica, i Prussiani avevano interrotto le connessioni orizzontali della rete dell’esercito, lasciando solo quelle “verticali” che collegavano i soldati ai loro ufficiali. Era il concetto, attribuito a Federico il Grande, che i soldati comuni avrebbero dovuto temere i propri ufficiali più del nemico. Questo aveva reso la rete resiliente al collasso: perdere un nodo non avrebbe comportato una valanga di perdite di nodi a causa del feedback.

L’idea prussiana si era dimostrata vincente ed è ancora il modo in cui sono organizzati gli eserciti moderni. Ma, se ha reso più difficile il collasso “dal basso,” ha aumentato le possibilità di un collasso dall’alto verso il basso. Un esercito strutturato verticalmente è vulnerabile ad un “attacco di decapitazione,” un concetto già noto a quelli che, molto tempo fa, avevano inventato il gioco degli scacchi. Un caso moderno di questo tipo di collasso si era verificato in Italia nel settembre del 1943. Dopo l’improvvisa rimozione del carismatico leader italiano, Benito Mussolini, le forze armate italiane si erano praticamente disintegrate quando il re d’Italia era fuggito dalla capitale, Roma, lasciando l’esercito senza comando e senza chiare istruzioni. In questo modo, [il re, con la sua fuga] aveva traslato nella vita reale il concetto scacchistico dello “scaccomatto.” Altri esempi di crollo per decapitazione esistono nella storia, uno è stato il collasso delle forze albanesi durante invasione italiana del 1939. Sarebbe stata ogni caso una lotta senza speranza, ma la fuga del re d’Albania, Zog, aveva causato la scomparsa totale di ogni resistenza, un altro caso di scaccomatto nella vita reale.

Alcuni casi di attacchi di decapitazione falliti. Un esempio è il tentativo di alcuni ufficiali tedeschi di uccidere Adolf Hitler nel 1944. Non erano riusciti nel loro intento, quindi non sapremo mai che cosa sarebbe successo se Hitler fosse morto quel giorno. Un altro esempio è stato l’attacco contro l’Iraq nel 2003, che mirava ad uccidere la maggior parte dei membri del governo iracheno. Anche quel tentativo era fallito.

Il problema insito nell’idea di distruggere una struttura militare per decapitazione è duplice: il primo è che anche il nemico sa benissimo che i sui leader sono un obiettivo di valore e quindi fa di tutto per proteggerli il meglio possibile. Bisogna ricordare qui la figura del kagemusha, il “guerriero ombra” della storia militare giapponese, il cui compito era quello di impersonare un leader militare per indurre il nemico a concentrare i propri sforzi su di lui, piuttosto che sul vero bersaglio. E’ anche vero però che in tempi moderni gli eserciti hanno sviluppato una struttura meno rigida, in cui le piccole unità possono continuare a combattere anche se perdono il contatto con il loro centro di comando. È un modo di combattere che era stato introdotto da Edwin Rommel durante la Prima Guerra Mondiale ed ampiamente utilizzato da Heinz Guderian durante la Seconda.

Un altro esempio recente di resilienza in un conflitto armato è stato lo scontro del 2006 tra Israele ed Hezbollah, in Libano. L’apparato bellico di Hezbollah è ben lungi dall’essere un esercito tradizionale: è un sistema altamente resiliente basato su piccole unità con pochissimi collegamenti tra loro. Alla fine, [questo sistema] ha avuto la meglio contro un avversario teoricamente molto più potente. Dare un certo grado di libertà alle piccole unità è rischioso, poiché queste unità potrebbero non comportarsi secondo gli ordini del comando centrale. Ma sembra essere molto efficace nei tempi moderni, anche a causa dello sviluppo delle moderne tecniche di propaganda. Oggi, i soldati normalmente non combattono per denaro, sono fortemente condizionati dalla propaganda o dalle credenze religiose.

Alla fine, condurre una guerra è praticamente una questione di comando e controllo ed esistono molte possibili interpretazioni su come controllare un esercito in modo da renderlo resistente al collasso. Fino ad oggi, la propaganda rimane il principale strumento motivazionale per indurre i soldati a combattere ma, come ho affermato in un precedente post, la guerra moderna sembra affidarsi sempre più ad armi robotizzate, telecomandate o addirittura autonome.

Un concetto legato alla nascita dei robot militari è quello del “Network Centered Warfare” chiamato anche, talvolta, “Effect based operations.” L’idea è di trasformare un esercito in una singola arma usando sofisticate tecniche di comunicazione. La domanda, quindi, è chi controllerebbe quell’arma? Se esiste un unico sistema di controllo centrale, l’intero sistema diventa nuovamente vulnerabile ad un attacco per decapitazione. Un attacco al centro operativo potrebbe renderlo inutile, proprio come i pezzi sulla scacchiera quando il re è sotto scacco.

Ma è anche perfettamente possibile organizzare i robot militari in unità piccole e relativamente indipendenti. Non cambia però la domanda principale: chi controllerà i robot militari? È una domanda che, finora, non ha trovato una risposta semplice. Ovviamente, i robot non sono sensibili alla propaganda, ma i loro controllori sono ancora esseri umani. La propaganda è uno strumento che era stato sviluppato per controllare i fanti schierati in tricea di fronte al nemico, ora abbiamo bisogno di strumenti per controllare i controllori dei robot,  professionisti specializzati che operano in sicurezza da postazioni remote. Tecniche appropriate non sono ancora state sviluppate e non sappiamo quale forma potrebbero prendere e in che modo influenzerebbero il modo di condurre una guerra.

Quindi, è difficile prevedere quale sarà il futuro delle tecniche di guerra ma, chiaramente, nulla cambierà nelle sue caratteristiche di base: la guerra è una lotta che può essere combattuta nello spazio reale, nello spazio virtuale o in entrambi. Probabilmente vedremo un grosso passaggio alla guerra virtuale, ma quello che stiamo seguendo è un percorso tortuoso. Come sempre, il futuro sarà quello che doveva essere.



Tratto da “The Seneca Effect” (Springer 2017)
Fonte: cassandralegacy.blogspot.com
Link: https://cassandralegacy.blogspot.com/2019/10/the-art-of-war-according-to-science-of.html

51 commenti:

  1. Pensando alle guerre, mi vergogno di essere un essere umano.
    Tanta solidarietà a chi subisce le guerre.
    Tanto disprezzo per chi le pianifica.
    Vorrei tanto non essere nato Homo sapiens (sapiens?)

    Gianni Tiziano

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  2. Se vuoi vincere la guerra
    Sia per mare sia per terra
    Fai in maniera che i cannoni
    Siano pieni di maccheroni

    ...

    https://youtu.be/Q2BbAFrjA_4

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  3. Bel post.

    Il Commercio Internazionale non di rado è assimilato ad un gioco a somma positiva, l'interazione tra Stati Nazionali è positiva, lo scambio migliora il benessere, perchè si raggiunge curve di utilità più elevate di quelle che si potrebbero ottenere senza lo scambio. Le guerre commerciali riducono lo scambio, causano meno collaborazione, diminuiscono il benessere collettivo.

    La MacroEconomia ha poco a che fare con la Guerra, ancorchè rispolverando il Mercantilismo, lo scambio è sinonimo di benessere.

    In mercati saturi la Microeconomia/Ragioneria sanno che scoppiano guerre commerciali tra aziende. Si apre una guerra commerciale comprando un competitor oppure s'apre un'aggressiva campagna di marketing (con brevetti che garantiscono prodotti nuovi e/o innovazioni di prodotto/processo oppure con vantaggi di costo). L'interazione tra aziende rivali s'assimila ad un gioco a somma zero: un'azienda vincente allarga i profitti e/o assorbendo il mercato e/o strutture del competitor, mentre gli altri si riducono di quota di mercato e/o di numero o soccombono. Il mercato è dinamico, nella libera concorrenza si tende a fare sempre di più con meno, i capitali trovano la migliore allocazione creando benessere, a patto che il legislatore normi il mercato, dato che questo spontaneamente evolve dalla libera concorrenza verso l'Oligopolio/Monopolio (contesto assai ostile al consumatore).

    La Guerra è la continuazione della politica con altri mezzi: se i politici di un paese sono razionali, scoppieranno solo le guerre che uno dei due contendenti potrà vincere, altrimenti entrambi gli stati nazionali si logoreranno senza ottenere niente, perchè nella guerra si distruggono risorse umane e materiali, dilagando distruzione e morte.

    Microeconomia e Ragioneria hanno molto in comune con la guerra: Settori, Distretti Industriali, Aziende possono chiudere, la disoccupazione può dilagare, a seconda del tipo di fallimento o collasso, può non esistere una recovery economica.

    La Strategia Militare organizza nel lungo periodo tecnologia e tecnica, uomini, mezzi, supplies, per decidere che sistemi d'arma produrre ed eventualmente usare, per distruggere l'avversario nei domini di battaglia (terra,mare,aria,spazio,cyber). La politica di armamento crea deterrenza e sviluppo economico, ed il conflitto potrebbe anche non detonare, grazie alla deterrenza!.

    Quando il conflitto tra due stati detona, i giochi sono fatti!.
    Non si combatte una guerra con quello che servirebbe, la si combatte solo con quello di cui si dispone (questo gap, può essere anche molto elevato, ipotecando l'esito).

    Alle Operazioni, si sostengono, muovono, impiegano risorse militari date, che sono suscettibili d'impieghi alternativi e concorrenti, che nell'azione cinetica si logoreranno. Lo scopo delle risorse militari è distruggere obiettivi nemici (fissi, mobili, civili o militari) L'annientamento degli obiettivi nemici permetterà il raggiungimento delle condizioni finali ritenute essenziali alla vittoria. Le condizioni Meteo, il campo dei battaglia (terra, mare, aria, cyber) e l'INTEL di cui si dispone, definiscono il numero ed il tipo d'unità, impiegate nell'operazione. Le risorse militari convergeranno in azioni complesse (dirette e diversioni) il cui esito a priori è quasi sempre ragionevolmente prevedibile, SE e SOLO SE uno dei due contendenti NON ha accesso ai servizi satellitari.

    Poco o niente, IMHO hanno a che fare Marketing e Tecniche di Vendita, con i Field Manual di Plotone, Compagnia, Brigata, Gestione di una Campagna, perchè nel marketing si ha solo perdita di fatturato, mentre in guerra l'azione cinetica distrugge uomini e mezzi, poi mina il morale e la salute dei sopravvissuti!.

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  4. "La tattica è l'ancella della strategia", in questo livello quasi tutto è deciso prima (talvolta anche l'esito di una battaglia): sono DATE il numero di forze e tipologie di mezzi impiegati, le condizioni meteo, gli obiettivi, le forze nemiche ingaggiate (talvolta non interamente note a priori per carenza INTEL). A livello tattico la DEVOLUZIONE permette al comandante d'usare la manovra ed il fuoco (diretto, indiretto) per raggiungere il proprio OBIETTIVO, prevedendo la gestione di possibili imprevisti tattici. La storia militare però insegna che assai poco di quanto previsto in un piano tattico, poi si concretizza: tuttavia occorre sempre un piano per un'azione militare, questo poi sarà mutato per adattarsi agli imprevisti. La violenta dinamica cinetica causa danni e fa emergere imprevisti, che causano catastrofi, le quali s'amplificano nel tempo e nello spazio, cangionando perdite e/o sconfitte. La pratica militare però suggerisce di soverchiare i nemici 1-con la sorpresa 2-con un rapporto di forze di almeno 3 contro 1, avendo 3-la ragio di porre sempre in riserva almeno UN TERZO delle proprie forze, 4-per gestire imprevisti o contenere rinforzi nemici o contenere i futuri contro-attacchi nemici che non tarderanno a piombare in testa all'unità, dopo la sua fugace vittoria.

    La storia umana insegna, solo i morti hanno visto la fine della guerra.

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  5. Il collasso militare dell ex unione sovietica non è avvenuto nel 1990 o giu di li: sta continuando tutt'ora...Lesempio piu eclatante è quelle dei sottomarini a propulsione nucleare, molto piu grandi di quelli diesel e quindi in grado di lanciare missili ad armamento nucleare: nel 1990, in condizioni operative piu o meno degradate, e cmq laragemnte inferiori agli occidentali perchè molto "rumorosi" e quidi tracciabili, erano circa una ventina, oggi forse 1 e mezzo...il succo è che il peak everything sta colpendo anche tuti gli armamenti molto costosi da tenere operativi e con lifespan ed efficienza ridotta rispetto ai concorrenti, vedi anche i motori dei jet russi almeno 20 anni indietro a quelli occidentali sotot questi aspetti..E epr fortuna i cinesei ancora non sono piu avanti dei russi per quanto riguarda i motori degli aerei da comabittemento tant'è che li producono su licenza russa...Questo senza entrare in tematiche piu specificje come i due dolphin israeliani a fuel cell ingranditi che sembra siano giaamrati (almeno uno) con i popeye di produzione israeliana,..Per far un altor esempio, l'intero arsenale francese è imbarcato, in quanto le armi nucleari imbarcate su sototmarini hanno valore strategico eneormemente superiore a quelle a terra.

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  6. Se il modello di World3 non ha saputo prevedere la caduta dell'URSS, mentre la Teoria del Contenimento (priva di cifre ed equazioni, ma composta da logica e linguaggio naturale) invece ha predetto con successo la vittoria della guerra fredda
    https://en.wikipedia.org/wiki/George_F._Kennan#The_%22Long_Telegram%22

    direi che le cause di questo grave errore del World3 IMHO possono essere varie:

    0-L'Economia non è una scienza certa: non ci sono meccanismi automatici come nelle scienze certe che hanno a che fare con problemi chiusi. L'Economia è una scienza sociale, tutto è de facto un enorme problema aperto che al massimo lo si può socchiudere con assunzioni ed ipotesi, per questo gli output dei modelli vanno sempre interpretati.

    1-Ho idea che il modello World3 non funzioni: in effetti gli manca un sacco di robe del mondo reale!.

    2-il modello World3 propone risultati univoci, con curve continue, mentre dovrebbe IMHO proporre grafici per punti e sopratutto catene Markoviane, predicendo: guerra e/o guerra civile e/o decrescita controllata.

    ma IMHO più probabilmente

    3-direi che la granularità del modello World3 è troppo grezza: il modello non segmenta tra I,II,III mondo che IMHO è il livello di granularità minimo al di sopra del quale non si può andare, dato che è già di per se grossolano, in quanto il mondo è composto da nazioni. In un mondo di stati nazionali, nel futuro con sovrappopolazione e danni da climate change e scarsità, IMHO ci saranno azioni e reazioni di stati nazionali e/o di coalizioni di stati nazionali.

    Detto ciò, ritengo che la previsione di limits to growth sia corretta: collasso da qualche parte tra il 1970-2070

    100 anni sono una forcella temporale molto ampia per l'Economia, è oltre la frontiera anche di qualsiasi scenario planning che di solito non supera i 30-50 anni. Le previsioni a 100 anni sono frequenti e tipiche della fantascienza. L'economia non è una scienza certa (se non entro i 365gg) oltre i 365gg sono speculazioni e scenari.

    Un nuovo modello che sostituisca il World3 dovrebbe IMHO fornire tempi di collasso subordinati a mutazioni PESTEL: T(x|mutabile) ossia al verificarsi di varie mutabili che disaggregano il contesto, il modello dovrebbe stimare il tempo atteso di collasso dopo il verificarsi della mutabile.

    Io suggerisco di non aggiustare il World3, ma creare ex novo un nuovo modello

    1-che modellizzi almeno l'analisi PESTEL
    2-la componente E-Enviroment introiti dati e tempistiche degli studi climatici
    2-abbia una granularità che contempli almeno il I,II,III mondo oltre che i continenti del pianeta terra
    3-fornisca un tempo di collasso atteso subordinato al verificarsi di una mutabile qualitiva T(x|mutabile)
    4-in output produca per continenti, delle catene markoviane: guerra e/o guerra civile e/o decrescita controllata

    Qualcosa di simile al Ticky 5.0 la cui I.A. macina anche dati di scenario planning sfruttando le proprietà degli attrattori caotici guerraffondaici, per valutare la consistenza delle orbite geostrategiche future proposte nei calcoli.

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  7. La vita stessa è una guerra tra il Bene ed il Male.
    Tarata com'è, la grossissima parte degli umani si colloca nel mezzo, ovverosia oscilla, non polarizzandosi in modo netto e chiaro presso nessuno dei due poli. Vi è poi una minoranza positiva, cosciente e realmente consapevole di tutto quanto sta succedendo in molti luoghi del pianeta. In pratica, e da non poco tempo a questa parte, stiamo nel mezzo di una guerra pesantissima che una quota corposa di umani ha dichiarato alle altre specie viventi.
    Uomo versus Terra. Quest'ultima reagirà, anzi, già sta reagendo, stanca ed irritata dei troppi soprusi umani; una reazione difensiva dalla grande potenza, ma che sfortunatamente non prenderà dovutamente di mira tutti i responsabili, tantissimi, del surriscaldamento globale antropico e dell'inquinamento planetario.
    Ecologicamente parlando, se siamo giunti ad un tale punto di non-ritorno, lo dobbiamo all'eccessivo benessere economico, all'avidità ed all'egoismo. Ricordo che lo stesso maestro Yeshuah elogiò la povertà, l'umiltà, la semplicità, l'austerità.
    Se la ricchezza nuoce al pianeta, se ne può dedurre che è proprio la ricchezza materiale il primo nemico da combattere, magari bandendo la finanza, eseguendo prelievi forzosi sui conti più opulenti, avviando un programma che conduca alla eliminazione del denaro, che i cristiani di una volta definivano come lo sterco del demonio.
    Relativamente alla guerra, è bene che si sappia che il consumo di carne, in particolare di certe carni, aumenta, e non di poco, il grado di aggressività e di demenza di una persona. Infatti, i militari ed i cacciatori (sessualmente frustrati) mangiano molta carne. Frattempo, l'industria della carne, che voi onnivori alimentate, produce danni enormi al pianeta, emettendo quantità elevatissime di emissioni climalteranti. Ecco che il consumo di carne, ineluttabilmente legato al benessere economico di massa, è parte a tutti gli effetti di quella guerra che gli umani hanno dichiarato alle altre specie animali.

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    1. https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/10/09/allevamenti-bovini-la-fine-si-avvicina-e-non-sara-il-solo-grande-cambiamento-per-gli-animali/5504625/

      Ci si abituerà a mangiare meno carne, più che altro per necessità, visto che l'attuale consumo è insostenibile e l'agricoltura così come oggi viene praticata non può fare a meno del petrolio. E che tragedia sarà mai?
      Riguardo alla guerra vera e propria le cose sembrano molto più complicate. Speriamo diventino completamente virtuali, come un gioco di scacchi. E alla fine chi vince si accontenti del titolo di campione del mondo. Si fa per dire.

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    3. @Anonimo,

      Quando si tenta di comunicare all'onnivoro quali sono le condizioni strazianti ed orrende a cui sono costretti a sottostare gli animali negli allevamenti intensivi, ecco che l'onnivoro raramente assume una presa di coscienza propedeutica ad una modificazione del proprio regime alimentare. Quando si vuole sensibilizzare sugli effetti cancerogeni della carne rossa, l'onnivoro insulta e denigra vegetariani e vegani, oppure si arrampica pateticamente sugli specchi avanzando delle tesi di parte e menzognere. Insomma, gli onnivori, in generale, se ne fregano dell'indiscutibile malessere schiavistico infernale degli animali, se ne fregano dell'impatto a dir poco devastante generato dalla ricca industria della carne e pretendono di potere mangiare qualsiasi cosa, in barba ad ogni rispetto etico per la vita altrui.
      Penso che si dovrebbe investire ancora di più sulla cosiddetta carne sintetica, ossia ottenuta artificialmente tramite metodi di laboratorio. Occorrerà renderla economicamente più accessibile, preparandosi anche ad un conflitto asserragliato con il sistema industriale carnista che, per ovvi motivi, farà di tutto per osteggiare l'ascesa e l'affermazione di un tale progresso di vastissima importanza.

      Renato,

      Ti indirizzo a questa lettura.

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    4. Errata: "informazione";
      Corrige: "affermazione".

      ...






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    5. Qui

      https://www.apocalottimismo.it/agricoltura-ieri-ed-oggi-ma-domani/

      tale Simonetta afferma tutt'altro.
      Deve essere un ignorante mitomane.
      Con ogni evidenza.

      Guido

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    6. Aggiungo: i vegetali non sono viventi? I microrganismi che ci nutrono da dentro i visceri e senza i quali non saremmo vivi, non sono viventi? Quelli non hanno diritti? Sarà per via della scala naturae. Evidentemente. Epperò come la mettiamo con gli antispecisti?
      Insomma, prima di scrivere sarebbe opportuno studiare. Al meno un pò.

      Guido.

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    7. Le constatazioni del Simonetta non divergono con quanto da me scritto e sostenuto.
      Da tempo sappiamo che, solitamente, l'agricoltura intensiva inquina parecchio e che determina intense problematiche sociali e politiche. Sappiamo anche che la gran parte della soia e del mais (ambedue quasi sempre in forma OGM) è coltivata e raccolta per produrre gli insalubri mangimi destinati ad ingrassare, a forza di ormoni ed altre sostanze chimiche, gli animali reclusi negli allevamenti industriali.
      Quindi, gli umani onnivori, con le loro deviate e nocive scelte di consumo alimentare, arricchiscono ed incentivano sia l'iper-inquinante apparato industriale della carne sia il sistema poco ecosostenibile dell'agricoltura chimico-intensiva.
      Allevamenti intensivi, agricoltura intensiva e benessere finanziario di massa sono indissolubilmente intrecciati tra di essi. In più, con l'esplosione demografica in atto in varie parti del globo, il consumo massiccio della carne aumenterà drammaticamente, e le conseguenze saranno ancora più tragiche per la salute degli animali e dell'ambiente naturale.
      Sono i consumatori che permettono la perpetuazione di un tale obbrobrio anti-ecologico, ed è soprattutto contro questi consumatori così ignoranti e scellerati che io scaglio rabbia ed indignazione. E se gli si fanno notare questi problemi, costoro si irritano avanzando la pretesa allucinante di potere mangiare carne quando e quanto desiderano. Assurdo. Invece, seguire un regime alimentare del tutto vegetale, o perlomeno in gran parte vegetariano, significa aiutare concretamente la martoriata Terra. È stato scientificamente dimostrato.

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    8. Al mio commento ne seguiva un altro. Lo sintetizzo e lo amplio qui.
      Non solo gli animali sono viventi. Anche i vegetali e i microrganismi, anche quelli che ci nutrono da dentro le viscere e senza i quali non saremmo vivi. Essi non hanno diritti? Quella che gli animali non si possono mangiare e i vegetali (per dire) si è un sentire, assolutamente fallace, che affonda le radici in una tradizione millenaria che vede l'uomo come apice del creato. Il chè è sbagliato.
      Circa gli allevamenti. Non confondiamo i metodi americani (una parte di essi) con quelli europei e più ancora italiani. Non approfondisco, ma ad esempio gli ormoni in Italia sono vietati da decenni. Un allevatore sorpreso con una confezione di essi è rovinato.
      Le colpe dei consumatori. Mi limito e dico che sono le stesse di un minorato mentale. L'allevamento industriale più intensivo è quello dei consumatori, i quali vogliono solo ciò che gli viene fatto desiderare. Le "colpe" sono a ben altri livelli.
      Sinceramente invito sempre a studiare (che non significa leggere poco o tanto su internet, perché su internet si trova solo ciò che può essere regalato e dunque non vale niente) prima di prendere posizioni drastiche.

      Guido.

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    9. http://www.veterinarisenzafrontiere.it/wp-content/uploads/2012/07/2_Allevamento-e-Cambiamento-Climatico_italiano.pdf
      Allevamento di bestiame su piccola scala. Pare che sia motivato da serie necessità. Tutto il resto sono balle.

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    10. Guido, mi trovi d'accordo sul fatto che le piante sono sottovalutate, si muovono, l'ho letto e sperimentato.

      Wandervögel,
      ho aspettato a risponderti per vedere come gli altri avrebbero commentato. Capisco la tua rabbia, io sono stata vegana per qualche anno, ma avevo problemi sia perché la mia dieta era diversa dal mio nucleo familiare (più costosa), sia perché stavo male fisicamente. Adesso sono quasi vegetariana.
      Io mi sono posta delle domande e ho dovuto leggere la storia del passato per avere delle risposte. Speravo che qualcuno lo facesse notare nei commenti. La base della civiltà è (ovviamente) l'alimentazione e noi come base abbiamo il grano. In oriente hanno il riso. La resa è diversa e anche il nutrimento, gli elementi che preleva la pianta dal terreno sono diversi. Infatti, almeno nel passato e per quello che ho potuto leggere, il riso, grazie anche a una "rimineralizzazione" diretta da parte dei pesci allevati nelle "vasche" seminate non aveva bisogno di rotazioni. Ma loro avevano (e hanno) i Monsoni e il deserto del Gobi che aiutavano rispettivamente nella crescita e fertilizzazione.

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    11. @Guido,

      Ed io la invito a tenersi per sé il suo provocatorio "invito a studiare". Crede davvero di essere così dotto?!

      Dopo di che, biologicamente parlando, l'essere umano può vivere più che bene evitando, anche del tutto, sia la carne sia gli altri derivati animali. Ne è un esempio lampante il fatto che, mediamente, a differenza delle persona vegana, la persona amante della carne soffre di un rischio molto più elevato di riscontrare malattie cardiovascolari e neoplastiche. Inoltre, osserviamo la Natura: gli animali erbivori sono ben più miti e temperati rispetto agli animali carnivori, decisamente più aggressivi ed autoritari.
      Con l'astensione dalla carne, ne giovano anche e soprattutto la psiche e lo spirito. La carne è poco adatta al consumo umano. Meno se ne mangia, meglio è; e se non la si mangia affatto, meglio ancora.

      "Non solo gli animali sono viventi. Anche i vegetali e i microrganismi, anche quelli che ci nutrono da dentro le viscere e senza i quali non saremmo vivi. Essi non hanno diritti?"

      È pur vero che, di recente, la neurobiologia vegetale ha scoperto che anche le piante "soffrono"; ma solo i fanatici carnisti ed i gonzi, dal basso della loro deliberata e disgustosa ignoranza, possono porre sullo stesso piano la sofferenza animale e quella vegetale. È demenziale ed antiscientifico paragonare la raccolta dell'insalata al massacro sanguinoso di bovini e di suini. Se poi si vuole vivere da simil-Jainisti, si può sempre optare per la rispettabile scelta fruttariana.

      "Quella che gli animali non si possono mangiare e i vegetali (per dire) si è un sentire, assolutamente fallace, che affonda le radici in una tradizione millenaria che vede l'uomo come apice del creato. Il chè è sbagliato."

      Mah... non comprendo dove Lei voglia andare a parare. Mi sembra un'opinione paradossale, se non insensata.
      Comunque, è innegabile che la scelta vegana produca molte meno sofferenze rispetto al carnismo.

      "Circa gli allevamenti. Non confondiamo i metodi americani (una parte di essi) con quelli europei e più ancora italiani."

      Come se in Europa ed in Italia non si ricorresse agli infernali allevamenti intensivi. È da quest'ultimi che proviene la maggior parte della carne di cui gli onnivori s'ingorzano senza pudore. E se anche la carne provenisse da allevamenti "etici" (sic), comunque rimarrebbe il fatto che la carne, specie quella rossa cancerogena, è poco adatta al consumo umano.

      "Le colpe dei consumatori. Mi limito e dico che sono le stesse di un minorato mentale. L'allevamento industriale più intensivo è quello dei consumatori, i quali vogliono solo ciò che gli viene fatto desiderare. Le "colpe" sono a ben altri livelli."

      I consumatori sono responsabili quanto coloro che producono, che vendono e che pubblicizzano determinati prodotti. Nessuno costringe i consumatori con il fucile puntato alla testa ad acquistare e consumare, per esempio, la carne, le sigarette e l'alcol. I consumatori non solo permettono all'attuale sistema capitalistico-industriale di continuare ad esistere, ma lo arricchiscono parecchio profumatamente.
      Tassare, e di molto, certi alimenti sarebbe già un passo rilevante. Si tratterebbe di un avvio di rieducazione.

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    12. Sarebbe interessante un post su questo blog sul tema del consumo di prodotti animali, anche se ho paura di cosa potrebbe succedere. Sinceramente, ho un po' paura del fanatismo vegano aggressivo, esemplificato da Wandervögel qui sopra. Io allevo animali allo stato più libero possibile e mi sembra completamente assurdo eliminare gli animali dalla produzione di cibo, per alcuni motivi:
      - il pascolo è uno degli utilizzi migliori della terra, perché, se fatto correttamente, ha tantissima biodiversità, assorbe acqua e la rilascia lentamente, non disturba il suolo e non ne causa l'erosione e garantisce una vita naturale agli animali. Molto meglio di un campo arato e coltivato a monocultura, ad esempio
      - addirittura sta emergendo un'agricoltura "regenerativa" in cui si utilizza il pascolo per assorbire CO2 (quindi quello che si dice che non bisogna mangiare carne per il clima non è sempre vero)
      - gli animali fanno parte degli ecosistemi, tutti, e l'agricoltura è un ecosistema
      - certe persone stanno male se non mangiano prodotti animali

      Produrre carne sintetica sarebbe un ulteriore passo per eliminare la vita dalla terra, già piena di oggetti e spazi non viventi quali macchine, case, asfalto e cemento. Bella roba sostituire un pascolo o un allegro pollaio con un laboratorio! Per risparmiare agli animali la morte (che per gli erbivori in natura è quasi sempre per predazione) vogliamo negare loro anche la vita. Io personalmente sono contenta di essere viva anche se è certo che morirò. L'ideologia vegana estrema arriva a negare persino questo, la morte come parte della vita. Mi sembra completamente anti-ecologica.

      Tra mangiare meno prodotti animali e non mangiarne per niente c'è una bella differenza. L'allevamento intensivo è terribile, ma non tutti gli animali sono allevati così e un consumatore attento può informarsi e visitare i produttori. Se poi uno vuole essere vegano liberissmo, ma queste crociate sono inquietanti.

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    13. "Sinceramente, ho un po' paura del fanatismo vegano aggressivo, esemplificato da Wandervögel qui sopra."

      Mi spiace che tu abbia bollato quale "aggressivo". Più che altro, penso di essere sulla difensiva. Ci tengo a difendere me ed i compagni eco-vegani dalle inaccettabili derisioni e denigrazioni provenienti da parte di certi onnivori, che si distinguono per essere orgogliosamente beceri, egoisti ed insensibili.

      "Io allevo animali allo stato più libero possibile e mi sembra completamente assurdo eliminare gli animali dalla produzione di cibo."

      Allevare gli animali nella più ampia libertà possibile, è già qualcosa di apprezzabile. Quantomeno, vi è un minimo grado di rispetto per quelle creature mansuete destinate al funebre mattatoio da cui gronda sangue.
      La dieta vegana è la più salubre, etica, igienica ed ecosostenibile, e dunque bisognerebbe ricorrere agli ulteriori derivati animali con molta parsimonia. Il veganismo è una via antichissima, e non una moda contemporanea come sovente è definito dagli onnivori che non vogliono proprio vedere la realtà dei fatti.

      "- il pascolo è uno degli utilizzi migliori della terra, perché, se fatto correttamente, ha tantissima biodiversità, assorbe acqua e la rilascia lentamente, non disturba il suolo e non ne causa l'erosione e garantisce una vita naturale agli animali. Molto meglio di un campo arato e coltivato a monocultura..."

      È piuttosto raro che, oggigiorno, gli animali vengano fatti pascolare nel modo più corretto e sostenibile. Con gli attuali giganteschi livelli di consumo, il modello predominante sarà sempre quello degli allevamenti intensivi, ove alle creature non viene neppure permesso di godere della luce solare. E la carne fa comunque male, anche se gli animali pascolano liberamente.
      La carne è fonte primitiva di arcaica corruzione.

      "(quindi quello che si dice che non bisogna mangiare carne per il clima non è sempre vero)"

      Penso che il mangiare carne animale sia un maledetto residuo del cannibalismo praticato in tempi molto remoti.

      "gli animali fanno parte degli ecosistemi, tutti, e l'agricoltura è un ecosistema"

      Io rispetto gli animali non-umani, e non li mangio. Questa è la compassione.

      "certe persone stanno male se non mangiano prodotti animali"

      Ne siamo proprio sicuri?
      Vi sono anche coloro che non sono in grado di bilanciare correttamente la propria dieta. Comunque, se costoro non possono rinunziare in alcun modo a uova e latticini, che se ne nutrino con la necessaria pacatezza. Ma il mangiare carne di esseri morti, no... non lo concepisco. È qualcosa di abominevole.

      "Produrre carne sintetica sarebbe un ulteriore passo per eliminare la vita dalla terra, già piena di oggetti e spazi non viventi quali macchine, case, asfalto e cemento."

      La produzione di massa di carne sintetica non comporterà massacri animali, danni ambientali ed altissime quantità di emissioni climalteranti. Sarà, quindi, un progresso formidabile, irrinunciabile, inarrestabile. Io spero che sarà l'unica carne disponibile da acquistare.

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    14. Signor Wandervögel,
      La ringrazio per aver parlato del mio caso specifico ignorandomi deliberatamente.
      Lei dice: "Frattempo l'industria della carne che voi onnivori alimentate"—La vuole sostituire con un'altra industria?
      "Se ne fregano dell'impatto a dir poco devastante generato dalla ricca industria della carne"—L'industria vegan-friendly sarà (anzi,è)povera?
      "Produzione di massa di carne sintetica" e nel frattempo dice"Le constatazioni di Simonetta non divergono con quanto da me scritto e sostenuto"—È sicuro di aver letto bene l'articolo?
      Secondo me ha le idee un po' confuse—nel migliore dei casi,s'intende.


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  8. la guerra vinta di sicuro è la guerra non fatta. Ma il complesso d'inferiorità che ci portiamo dentro dalla pubertà senza accorgercene scatena il peggio nei comportamenti adulti, dall'avidità, egoismo, meglio egocentrismo, anche gola, lussuria. Un'umanità che non ha bisogno di guerra è un'umanità che ha risolto tutti i suoi problemi psichici e spirituali, ma questo è impossibile e quei pochi che l'hanno fatto sono finiti male, molto male.

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  9. Solo una mente malata può immaginare che la guerra abbia una qualsivoglia natura artistica, qualsiasi forma assuma. La guerra è la patologia comportamentale (non solo umana) che deriva dalla imposizione della convivenza, o anche solo della prossimità, secondo modalità e quantità non consone alla specie che subisce quell'imposizione (molte volte provvedendo essa stessa le condizioni affinché convivenza e prossimità assumano proporzioni patologiche).

    In parole povere: continuiamo a cercarcela, continuiamo a trovarcela sul groppone. Homo sapiens sapiens -- DUE volte!

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    1. @ MrKeySmasher
      Concordo.

      Ma il post del prof, penso che facesse esempi sulla "catena di eventi che si scatenano in un collasso militare" mettendo in evidenza "punti critici" dai quali, si aprano cascate di eventi che creano rapidamente il collasso.

      Il caso più classico, è quello di una guerra simmetrica (tra contendenti non dotati di armi atomiche) dove la perdita del potere aereo da parte di un contendente, determina a breve una serie di batoste militari sulle forze di terra e/o di mare dell'altro contendente: la distruzione di risorse militari fa collassare il rapporto di forze Aggressor:Defender, in poco tempo le forze senza potere aereo sono soverchiate e si ha la perdita della guerra.

      Nell'esercito italiano manca il concetto di "markman" mentre nell'USArmy/Marines è presente a livello di FireSquad sia i fucilieri semplici, quanto i almeno un paio di markmen (remington 700 od M21), due light machine gunner (FN Mini) ed un paio di specialista anti_tank (javelin, AT4, M72LAW) mentre nell'Esercito Italiano è assente il marksmen quanto lo specialista antitank a livello di FireSquad.

      Il FireSquad è più vulnerabile ai cecchini nemici, di un FireSquad americano.
      Il FireSquad americano sa cavarsela contro uno o due MBT o blindi nemici se sbucano all'improvviso.

      Invece il FireSquad italiano di fronte ad un blindo/tank nemico, dovrebbe chiedere fuoco indiretto (supporto aereo/elicottero od artiglieria).

      Inoltre in una foresta od in campagna, il FireSquad americano avrebbe a sostegno i discutibili Bradley (pur sempre dotati di TOW) mentre i nostri APC sono disarmati: sia i Freccia quanto i più obsoleti Dardo, non hanno mai avuto missili antitank per difendersi dai MBT. Nella guerra fredda i russi hanno sempre avuto uno sproposito di tank, in un ipotetico scontro tattico in uno sperduto del Friuli Venezia Giulia, immaginando 2 T80 o T74 sovietici con un plotone di fanteria russa con BMP1/BMP2, i russi avrebbero fatto a pezzi un plotone italiano dotato di Freccia o Dardo (escludendo la presenza del supporto aereo tattico ed elicotteri da battaglia)

      Oggi l'anello fragile di tutte le forze militari sono i satelliti in orbita bassa/media (che offrono telecomunicazioni a lungo raggio, intelligence, ponti radio) e quelli in orbita alta con servizi satellitari di triangolazione (gps, glonass, galileo, beidou) se scoppiasse una guerra simmetrica tra superpotenze (Cina, Russia, USA, India, Europa) il contendente che avesse dei satelliti capaci di resistere 2 anni alla sindrome di Kessler, potrebbe far detonare la sindrone di Kessler con cui disabilitare tutti i satelliti agli altri contendenti, i quali senza satelliti combatterebbero come nella WWII/Korea/Vietnam, mentre i contendenti capaci di avere ancora servizi satellitari, avrebbero un vantaggio strategico ineguagliabile, inducendo il collasso sui nemici.

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    2. L'Italia non ha questo... l'Italia non ha quello. L'Italia, però, ha qualcosa di UNICO, nato in meridione e diffuso nel mondo proprio perché è un modello cripto-bellico di grande successo. Un modello del quale non cito il nome, perché in passato ci fu chi affermò la sua inesistenza, ma che è capace di incidere in modo efficace proprio perché non appariscente. E' come un batterio che rode dal di dentro senza manifestare sintomi esterni troppo palesi. Un'arma in grado di provocare devastanti cancrene sociali che possono isolare i cervelli e determinare la paralisi degli arti che a questi assicurano il supporto vitale.

      Chissà di cosa sto parlando, eh? Difficile dirlo. Infatti non l'ho detto.

      MrKeySmasher

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    3. @ MrKeySmasher
      Parole sante!, concordo al 1000%

      Tra i drivers socio-economici che trasfigureranno la penisola italiana in un Nuovo Medioevo, ho identificato l'azione delle organizzazioni malavitose (che già le mafie esistevano prima del 1861-1871 ed IMHO le mafie continueranno ad esistere anche dopo il collasso della Repubblica Parlamentare Italiana, avendo un mortale ruolo nel Nuovo Medioevo).

      a)in poco tempo s'avrebbe la sublimazione di ogni forma istituzionale democratica decentrata (parlamenti regionali, province e comuni) istituzioni prese d'assalto dalla gente
      b)migrazione biblica dalle città alle campagne
      c)milioni di boat people verso Francia-Corsica+ex Jugoslavia
      d)la creazione di monete coupon della disperazione, al fine di sedare le rivolte, evitando i saccheggi e distruzione della proprietà privata e rimozione del baratto
      e)le monete coupon della disperazione, si potrebbero diffondere a macchia d'olio in funzione dei localismi a sostegno di regionalismi chiusi, integrando verticalmente il ciclo cibo-energia (geotermica/biogas)+servizi sanitari+ordine pubblico.

      f)contestualmente avverrebbe la trasfigurazione dei regni mafiocamorroidi:

      -> sino a quando c'era lo stato di diritto, il controllo sulle persone espresse dalle mafie con fenomeni annessi al voto di scambio, nel nuovo contesto socioeconomico si tradurrebbero nella proprietà delle persone (servi della gleba) perchè legioni di migrati dalle città alle campagne, per un piatto di minestra cederebbero tutti i diritti soggettivi, essendosi dissolto il diritto oggettivo.

      -> sino a quando c'era lo stato di diritto, il braccio armato delle mafie (killers, spacciatori, caporalato ecc...) erano usati in modo nascosto e celato. Nel nuovo contesto, il braccio armato delle mafie imporrebbe il volere delle mafie, facendo valere la legge del più forte.

      -> sino a quando c'era lo stato di diritto, i politici per avere voti diventavano i referenti politici di tali associazioni con voti di scambio: nel nuovo contesto socioeconomico, non ci sarebbe più bisogno di referenti politici, i capi delle varie organizzazioni potrebbero autonominarsi Duchi, Conti ecc... in una rete di vassallaggio, ricostruendo in breve tempo una piramide feudale di potere.

      -> sino a quando c'era lo stato di diritto, il possesso del territorio per la malavita si trasformava in sfruttamento selvaggio del territorio (abuso edilizio, ecomafie, spaccio e prostituzione ecc...) nel nuovo contesto socioeconomico, il possesso diventerebbe proprietà con l'esporprio fatto con la forza, applicando la legge del più forte.

      E' lapalissiano IMHO che nelle zone del sud a più alta densità criminogena, s'avrebbe una rapida involuzione socio-economica, che porterebbe all'emersione di un Nuovo Medioevo, che dilagherebbe per tutta la penisola, anche nelle zone a bassa densità criminogena, proprio per la diffusione delle monete-coupon della disperazione, a supporto di regionalismi ad economia a ciclo chiuso (di cui sopra)

      Queste sarebbero IMHO le fasi della trasfigurazione ed involuzione in un collasso, confrontare con:

      Guerre Puniche II nel Nuovo Medioevo
      https://express.yudu.com/item/details/1676247/guerre-puniche-II-nel-nuovo-medioevo

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    4. guarda che codest'arma ce l'hanno anche a Napoli, Calabria e Puglia. Ora sono arrivate da noi pure quelle cinesi, russe, nigeriane e chissà quante altre ce ne sono o stanno per arrivare. Si paleseranno in caso di disastro economico e sarà una lotta all'ultimo sangue per accaparrarsi le poche risorse rimaste. Ora non si fanno vedere, perchè c'è trippa per gatti in abbondanza, dopo sarà una bella guerra civile. Non so se vi ricordate gli Utu e i Tutsi? Ebbi a che fare con uno di loro nascosto da una organizzazione molto famosa che da noi ha molto potere,in una località montana dove andavo a lavorare e ad una contrarietà andò in escandescenze che temevo volesse distruggere l'ufficio. Per fortuna se ne andò. Poi seppi che la digos l'aveva scovato nonostante le protezioni e arrestato. Forse fu la sua stessa organizzazione a denunciarlo, visto che si era portato pure le concubine, per levarselo di torno.

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  10. Ho dimenticato di firmarmi. Sono MrKeySmasher.

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  11. Io sono arrivata alla conclusione che è inutile creare una società ecologica se non si è in grado di difenderla dall'inevitabile attacco di società vicine (o lontane). Non mi riferisco solo agli indiani d'America massacrati dagli europei ma a tutta la storia dell'umanità (vedere "Armi, acciaio e malattie" di Jared Diamond).
    Penso che l'unica guerra giusta sia quella di auto-difesa; essere contro la guerra (e io lo sono) non aiuta quando si viene attaccati. Molti sognano un'umanità senza guerre e sarebbe bellissimo, ma non l'abbiamo ancora vista.

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  12. da circa 10 anni alla NATO si è separata la "guerra cinetica", a cui la NATO si addestra, dalla "guerra non cinetica", di competenza dei singoli stati.
    un libro piuttosto interessante sul tema è "Guerra economica. Modelli decisionali e intelligence economico finanziaria"
    https://www.forumsecurity.it/2018/11/28/alberto-caruso-de-carolis-guerra-economica/

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  13. da circa 10 anni alla NATO si è separata la "guerra cinetica", a cui la NATO si addestra, dalla guerra non cinetica, lasciata ai singoli stati.
    un'ottima lettura è "Guerra economica. Modelli decisionali e intelligence economico finanziaria"
    https://www.forumsecurity.it/2018/11/28/alberto-caruso-de-carolis-guerra-economica/

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  14. Se volete forse vedere i precursori della guerra, eccoli.
    La storia si ripete, passate due/tre generazioni che perdono la memoria diretta dei fatti e vanno a pescare nelle stesse soluzioni potenzialmente disastrose (e non siamo ancora in emergenza climatica conclamata ne in crisi energetica..)
    http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2019/12/06/rapporto-censis_0e0842d4-27b2-4706-9099-b6bccad5ea4f.html

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    1. scusate mancava la frase " Per il 48% degli italiani ci vorrebbe "un uomo forte al potere" che non debba preoccuparsi di Parlamento ed elezioni."

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  15. @ Ferruccio
    Se io ho un'unità di lavoro ossia una mansione da coprire con un contratto di lavoro:
    se faccio un contratto a tempo determinato: ho +1 occupato in un anno.

    se faccio un contratto a termine a 6 mesi: ho +2 occupati in un anno.
    se faccio un contratto a termine a 3 mesi: ho +4 occupati in un anno.
    se faccio un contratto a termine ad 1 mese: ho +12 occupati in un anno.

    I contratti a termine non permettono di raggiungere un salario minimo di sussistenza, quindi sostanzialmente non sono "veri lavori". Tuttavia, la definizione che da ISTAT di "lavoro" è alquanto opinabile:"almeno 1 ora di lavoro in un mese" AFAIR.

    Per il resto...

    Ogni volta che siamo in periodo elettorale, ci sono sempre "nuove marcie su Roma" per la SX, con gradi appelli democratici e cori bella ciao, per stimolare il corpo elettorale a salvare la Repubblica Italiana dal ritorno dell'orda neo-nazy-facista razzista. E' un tema politico, carsico, falso, poi sparisce dall'agone politico appena concluse l'elezioni.

    I dati elettorali storici, dicono che:
    [x] i partiti realmente molto destrosi sono solo 2 (casapound e fn) ma alle elezioni vanno sempre divisi (e la cosa la dice lunga) inoltre,
    [x] la somma dei due micro-partiti (che affluiscono alle elezioni e non sono sciolti per apologia di fascismo) non supera il 2.2% del corpo elettorale votante e non superano mai lo sbarramento.
    [x] Il dato numerico destroso è largmente inferiore alla somma sinistrosa di: centri sociali + potere al popolo + rifonda URSS + liberi e rifondaroli ecc... nelle varie etimologie sinistrose, la cui somma veleggia intorno al 7%.

    Non so voi, ma io ne ho le pa##e piene dei grandi appelli democratici & cori bella ciao comunisti che lanciano l'allarme per partiti neonazy fascisti.

    Personalmente auspico che il PD perda l'elezioni in Emilia-Romagna: sono +70 di gestione monocolore nella regione, una sana alternanza IMHO farebbe democraticamente bene (anche in Toscana, che non si capisce perchè non si sia accodata a Lombardia, Emilia Romagna per avere un'autonomia differenziata, dato che è previsto in Costituzione).

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    1. Errata Corrige, nel copincollo s'è perso *IN* la frase corretta è:
      se faccio un contratto a tempo indeterminato: ho +1 occupato in un anno.

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  16. perchè forse è piena di gente senza palle? Tranne i presenti, ovviamente.

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  17. In quanto ai cambiamenti climatici, che in teoria potrebbero anche causare la morte dell'intera umanità, gli scienziati non sono affatto concordi.
    Che da qualche decennio a questa parte ci sia stato un aumento delle temperature medie ed un conseguente ritiro dei ghiacciai è innegabile, ma in passato ci sono già stati alti e bassi.
    Peraltro non mancano opinioni di altri scienziati che prevedono invece entro pochi decenni una piccola glaciazione che potrebbe causare problemi in senso opposto. Non c'è che attendere, chi vivrà vedrà.

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    1. Vabbè anche i terrapiattisti hanno lo loro opinioni... evviva la cultura scientifica in Italia

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    2. Flora, il 97% dei climatologi (scienziati che studiano il clima) concorda che siamo di fronte ad un riscaldamento globale di circa un grado centigrado (e questo sta causando tanti disastri climatici/metereologici, come bombe d'acqua, uragani, siccità, temperature eccessive) rispetto ai livelli preindustriali e, se non limitiamo le emissioni di CO2 antropogeniche (originate dagli esseri umani) del 100% entro il 2050, nel 2100 avremo un riscaldamento globale compreso fra 3 e 5 gradi centigradi, rendendo invivibile per la specie umana gran parte del pianeta Terra.

      Gianni Tiziano

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    3. Flora, ma come ragiona?
      Lei fa un discorso di questo tipo: siccome i paleoantropologi non sono concordi nel dire se il cervello umano è cresciuto per dissipare calore o perché mangiasse molluschi e carcasse o a causa di entrambi i fattori, allora possiamo far surriscaldare il cervello e impazzire grazie alle temperature sempre più alte, che però potrebbero diventare anche basse. Aspettiamo e (dopo) contiamo i danni. Secondo me ha visto troppo OK il prezzo è giusto, chi vuol essere milionario e altri programmi tv basati sulla scommessa.

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    4. comunque il problema del gw potrebbe essere un falso problema, perchè la Madonna a medjugorie o giù di lì ha annunciato grossi cambiamenti fisici nel mondo, quindi le inesorabili leggi della termodinamica che ci stanno portando al disastro, potrebbero essere cambiate dal Creatore. Io non sono un miscredente, perchè credo nei miracoli. Non come quel missionario sempliciotto che ha visto camminare gli storpi in centroafrica, perchè è arrivata un'equipe medica, ma forse si riferiva al miracolo che l'equipe fosse arrivata fin laggiù a fornire le cure che la scienza medica è in grado di attuare normalmente nei paesi sviluppati. Per me il miracolo è già una realtà che esula dalla leggi fisiche, ma lui avrà avuto motivazioni personali più profonde, che non ha voluto o potuto esprimere chiaramente, come un preannuncio celeste del fatto. Certo che vivere in una realtà alternativa debba essere senz'altro affascinante, anche se chi ne è fuori, probabilmente lo può prendere per uno un pò svitato. D'altra parte il Vangelo è pieno di cose fuori dal mondo, come i miracoli o quella raccomandazione di amare il nemico. Quindi uno, o ci crede e si mette a riflettere oppure non ci crede e vive come crede, o meglio come gli viene imposto dai media, nel peggiore dei casi. Nel migliore usando l'intelligenza, considerando il mondo secondo le leggi fisiche, ma qui siamo già in una infima % dell'umanità.

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    5. Flora, sono anni che gli scienziati dicono che abbiamo un problema. Anzi, in realtà più di uno. Se vuole le consiglio un libro che non è tanto lungo ma che può aiutarla a capire, è un po' vecchiotto ma sempre utile: Paul J. Crutzen, Benvenuti nell'antropocene.

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    6. Marianna, non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.

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  18. la guerra è sempre fatta per rubare ad altri più deboli le risorse. Ovviamente ammantando il crimine con motivazioni false di copertura (attacchi alla frontiera, omicidi eccellenti, esportazione di democrazie che nemmeno ci sono in chi le esporta, liberazione di luoghi sacri). Può essere fatta con le armi, contro la natura (consumismo), con le truffe e gli imbrogli. Basta depredare qualcosa a qualcuno, sia umano, che non animato. L'unico modo onesto e giusto per campare è seguire l'ordine di Dio in Esodo, di trarre il necessario col sudore della PROPRIA fronte dalla terra o da un qualsiasi lavoro. Ma come disse un mio quasi cognato tanti anni fa, per fare i soldi bisogna far lavorare gli altri. Lui li ha fatti, ma è morto giovane e spero non sia all'inferno.

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  19. Giunta alla COP di Madrid, Greta Thünberg ha pronunziato parole saggie: non vi può essere la giustizia climatica ed ambientale in mancanza di giustizia sociale. Greta ha rimproverato nuovamente i vari governanti, rei di essere succubi dell'avidità capitalistica e della crescita economica, da sempre un dogma indiscutibile.
    Cara Greta, hai del tutto ragione, e ti stimo anche perché, tra le altre cose, declini di viaggiare in aereo e di salire su un'automobile a benzina. Sei dalla parte giusta della Storia, checché ne dicano gli odiatori da social ed i complottisti affini a questa destra populista e del tutto funzionale al capitale industriale (come dimostrato di recente dalla sudditanza della Lega ai capitalisti indiani).
    Questi governanti che fingono di preoccuparsi per il futuro del pianeta Terra, non sono poi tanto differenti da quei politici che, già sul finire degli anni '60, ignorarono le conclusioni allarmanti a cui giunsero i tecnici del Club di Roma del buon vecchio Peccei.
    Sono pochissimi i politici che stanno davvero agendo nella giusta direzione. Mi viene in mente, ad esempio, la premier laburista della Nuova Zelanda. Certo, quest'ultimo è un paese da ammirare e da cui si può e si deve solo apprendere, a differenza dell'Italietta demagogica che s'incazza per la Sugar Tax, ma che resta di fatto immobile e silente quando si tratta di localizzare delle soluzioni quantomeno per mitigare l'inquinamento atmosferico in Pianura Padana.

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    1. Prova ad emigrare in Nuova Zelanda se non rientri tra le skills richieste e non hai meno di un tot di anni di età. Oltre a una manciata di altri requisiti parecchio restrittivi. Poi prova a fare domanda di cittadinanza, anche dopo anni di residenza (comunque difficile da ottenere), e raccontaci come è andata. In Nuova Zelanda, evidentemente, ci sono meno traditori e meno fessi di quanti ce ne siano qui da noi. Ammiriamo ed apprendiamo, poi facciamo allo stesso modo. Sarebbe un ottimo modo per mitigare l'inquinamento atmosferico in Pianura Padana, dove le presenze di forestieri (italiani e non) assommano a percentuali da brivido.

      MrKeySmasher

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    2. In un mondo a 3 KW procapite al giorno, se accendi il frigorifero non puoi accendere il condizionatore in estate.
      In un mondo a 3 KW procapite al giorno, se accendi il riscaldamento non puoi avere l'auto in inverno.
      In un mondo a 3 KW procapite al giorno, se accendi il computer il giorno non poi accendere la televisione.
      In un mondo a 3 KW procapite al giorno, tutti gli smartphone dovrebbero sparire assieme a tutta internet in mobilità.
      In un mondo a 3 KW procapite al giorno, tutti i social media sparirebbero assieme a tutti i siti inutili, restando solo pochi servizi essenziali.
      In un mondo a 3 KW procapite al giorno, tutte le auto dovrebbero sparire e resterebbero solo mezzi pubblici e biciclette.

      ecc...

      Un mondo duro, per le mamme verdi moderne che vanno a giro con la boccetta d'alluminio, orgoglione di portarsi la boccetta dell'acqua sfusa di metallo (avendo ridotto l'uso della plastica) ma poi ignare, guidano con lo smartphone all'orecchio e girano con il SUV in città, per andare a prendere i bambini a scuola a pochi isolati da casa, tenendo magari il condizionatore a palla in estate, mentre in inverno in casa, stanno con tutta la famiglia in pantaloni corti e T-Shirt con +35°C in casa!.

      Io mi chiedo, quanto seguito avrebbe dai Mass Media la Greta Thunberg, se chiedesse ai propri sostenitori di rinunciare per sempre allo smartphone ed all'internet in mobilità, per avere un'impronta ecologica minore, tornando tecnologicamente ad appena 10 anni fa, usando solo le connessioni telefoniche ed internet fisse & wired.

      Secondo voi, quanto seguito avrebbe la Thunberg, nei paesi del I,II,III mondo?!

      Io penso molto poco...

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    3. chip, a Cuba vivono con 2 KW die, quindi con la corrente a 350 watt, con la tessera alimentare da fame, ma per sapere queste cose bisogna uscire dalle zone turistiche. E mi dicevano che i comunisti sono pure molto cattivi colla gente. Mi ricorda qualcosa, come la rivoluzione francese o la rivolta dei Ciompi. Eppure questo è il mondo che toccherà a tutti appena il petrolio sarà agli sgoccioli.

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    4. http://www.sapere.it/enciclopedia/Cuba.html
      Attualmente Cuba basa la sua economia sul turismo e le tradizionali esportazioni di tabacco e zucchero.
      Il petrolio viene importato.

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  20. https://www.meteogiornale.it/notizia/cascate-vittoria-a-secco-rischio-scomparsa
    immagini orribili!!! Il GW galoppa, ha accelerazioni incredibili e imprevedibili.

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    1. l'Africa sta desertificando a velocità ultrasonica. Il guaio è che prima o poi dovranno emigrare verso luoghi vivibili dove vorranno continuare le loro arcaiche tradizioni con 5 o 6 figli a coppia e così daranno il colpo finale a quelle poche risorse sempre più limitate rimaste. Ho provato a dir loro di smettere, ma ti guardano con lo sguardo ebete e poi ti ripetono che hanno fame e che hanno bisogno dei tuoi soldi per campare. Fa bene Greta a sorvolare sulla sovrappopolazione, tanto le elitè sono contrarie e i migranti non capirebbero. Parole sprecate.

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