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martedì 10 dicembre 2019

Ballando nudi nel campo del sapere




«I poeti affermano che la scienza distrae dalla bellezza delle stelle – semplici globi di gas. Anche io riesco a vedere le stelle in una notte nel deserto e sentire la loro magia. Ma vedo più o meno cose?» – Richard Feynman.


Un post di Fabio Vomiero


Non che l'eccentrico inventore della tecnica PCR (Polymerase Chain Reaction) Kary Mullis, purtroppo recentemente scomparso, fosse l'emblema della razionalità, del resto uno scienziato che crede negli oroscopi, sostiene di essere stato rapito dagli alieni, propone tesi complottistiche contro la causa virale dell'AIDS, senza peraltro nascondere di avere fatto un uso abituale di LSD, non può certamente rappresentare la migliore icona del ragionamento scientifico.

Tuttavia, la parafrasi del titolo di un suo interessante e fortunato libro1, così come l'impareggiabile efficacia di uno dei più grandi fisici del secolo scorso in una sua affermazione riportata nel sottotitolo, appaiono estremamente promettenti nell'introdurre il tema di questa breve riflessione.

Proveremo infatti a parlare di questioni, come quelle del sapere e della conoscenza, che da sempre hanno appassionato e diviso schiere di pensatori, filosofi e scienziati e che oggi, come ieri, faticano ancora a trovare una giusta collocazione logica all'interno di uno scenario teorico ed epistemologico completo e condiviso.

Ma cominciamo allora con il considerare alcune situazioni sociologiche abbastanza emblematiche.

Primo, in Italia con il termine "cultura" si intende in generale un sapere prevalentemente di tipo umanistico e questo è evidente, si provi soltanto a pensare all'iconografia del cosiddetto "intellettuale" e ci si troverà di fronte a un giornalista tuttologo, a un letterato scrittore, a un filosofo, al massimo a uno storico dell'arte; è molto più facile e immediato, infatti, pensare a un Massimo Cacciari o a un Vittorio Sgarbi come prototipo di "intellettuale", piuttosto che a un Alberto Redi o a un Edoardo Boncinelli, circoscrivendo così, di fatto, l'intellettualità alla filosofia, alla letteratura o all'arte. Così come è molto più probabile che uno studente di scuola secondaria conosca perfettamente l'opera di Omero piuttosto che conoscere sufficientemente il metabolismo e la funzione dei nutrienti o come funziona un antibiotico. Un tipo di orientamento cognitivo, questo, peraltro molto comune e ben radicato nelle società contemporanee, che è l'esatta espressione di un rapporto tra scienza e umanesimo quantomeno problematico, tanto che lo scienziato e scrittore Charles P. Snow ne aveva efficacemente discusso nel suo libro Le due culture già alla metà del secolo scorso.

Secondo, siamo generalmente così pieni di pregiudizi, di credenze, di miti e di falsa conoscenza derivata dalle fake, dal passaparola e dal sentito dire, che poi diventa sempre molto difficile riuscire a sgomberare adeguatamente la mente per ottenere quella predisposizione intellettuale necessaria a rimettere in discussione le nostre convinzioni, molto spesso sbagliate.

Terzo, appare abbastanza evidente come negli ultimi decenni si sia diffusa una sorta di ingiustificata e paradossale diffidenza nei confronti del sistema scienza per tutta una serie di ragioni che andrebbero meglio approfondite.

Quarto, i principali responsabili di questa artificiosa e inutile divergenza tra scienza e umanesimo, resa evidente in particolar modo a partire dalla fine dell'Ottocento, sono proprio gli umanisti stessi, i quali, preoccupati della crescente pervasività del sapere scientifico, hanno cercato di difendere con i denti il loro "bunker" di isolamento culturale. Basti pensare soltanto a quanti umanisti in media si interessino costruttivamente anche di scienza, pochissimi, e a quanti scienziati invece si dedichino comunemente anche a materie umanistiche e artistiche, praticamente tutti.

Bene, ma se qualcuno non dovesse essere ancora troppo convinto da questa breve e sommaria analisi, cominci allora a guardarsi un po' in giro con una certa curiosità analitica, cercando di raccogliere qualche dato concreto e significativo. Magari provando a considerare quante persone credano ancora negli oroscopi o "frequentino" in qualche modo maghi, guaritori, maestri di vita e millantatori di ogni tipo, o quante altre persone credano ancora nel creazionismo, nell'omeopatia, o riescano a fare soltanto una rapida e corretta analisi costi-benefici oppure una valutazione grossolana di un rischio in base al calcolo delle probabilità, o semplicemente a come siano strutturati i palinsesti televisivi e le testate dei giornali, o quali ancora siano le materie preferite nelle scuole e gli argomenti trattati dai saggi nelle librerie, o per esempio ancora, quanti concorrenti nei giochi a quiz scelgano per prime, o meno, le domande di scienza rispetto alle altre.

Va da sè, che una desolante e per certi versi paradossale prospettiva di questo tipo significa soltanto una cosa: tra due possibili modi di pensare, di ragionare e di guardare al mondo, l'uno istintivo, rapido, emotivo, superficiale, facile, e l'altro riflessivo, razionale, critico, esigente, spesso difficile e controintuitivo, tipico della scienza, si continua a preferire prevalentemente il primo e a ignorare il secondo.

Ecco qual è il problema.

La cultura che si respira e che si insegna nel nostro Paese infatti non aiuta molto. Famiglia, scuola e società, continuano a galleggiare, senza nemmeno rendersene conto, al di sopra di un pericoloso substrato di antiscientificità che genera incoscienza, e l'incoscienza si sa, conduce spesso verso i disastri. Viviamo nel mito del passato con una tale ossessione e spreco di energie intellettuali, da non preoccuparci nemmeno troppo per il presente e soprattutto per il futuro, come ci ricorda saggiamente anche l'architetto Renzo Piano quando afferma che «Il passato è un ottimo rifugio, ma il futuro è l'unico posto dove possiamo andare».

Non ci piace affatto, infatti, l'idea eraclitea del cambiamento, che peraltro è nella natura di tutte le cose e di tutti i processi biotici e abiotici del mondo, perchè possiamo sentirci al sicuro solamente quando le cose sono per sempre, come il diamante della pubblicità o come il greco al liceo, che, si usa pontificare, serve per "aprire" la mente, nonostante nessuno abbia ancora mai fornito uno straccio di prova, naturalmente, per mostrare che effettivamente studiare il greco "apra" di più la mente dello studiare la musica, la matematica, una materia scientifica o una seconda lingua.

E veniamo alla filosofia, questa forma del sapere sicuramente interessante, ma che, per sua natura, non può che essere comunque sempre al centro di un dibattito epistemologico infinito, non privo di venature ideologiche. L'ultimo attacco, soltanto qualche mese fa ad opera dello scienziato Edoardo Boncinelli con il suo La farfalla e la crisalide3, un'analisi critica ben strutturata e argomentata, che segue peraltro da vicino il pensiero di tutta una lunga lista di altri scienziati tra i quali i fisici Lawrence Krauss, Stephen Hawking, Leonard Mlodinow, Neil Tyson, il premio Nobel Steven Weimberg, il biologo Richard Dawkins e il già citato Richard Feynman, solo per fare qualche esempio.

Nessuno mette in dubbio che la filosofia, infatti, possa essere quella caratteristica peculiare dell'essere umano che, essendo più di ogni altra, espressione di un elevato livello di autocoscienza, ci distingue certamente, insieme al linguaggio articolato, dai nostri cugini primati.

Solo che, probabilmente, sarebbe il caso che la filosofia, una volta mutati i contesti storici e sociali, cominciasse finalmente a ridefinire anche sè stessa e soprattutto i suoi limiti, tenendo conto anche del fatto che, in realtà, tutti noi facciamo normalmente della filosofia, per dirla con Antonio Gramsci.

Il problema quindi non è la filosofia, ma la scienza, semmai, è questa la complessa e particolare attività cognitiva umana, ancora semisconosciuta ai più, che dovrebbe invece essere studiata e in qualche modo finalmente capita per poter fare una reale differenza. Ricordando inoltre che il fare scientifico moderno, sempre più operativamente orientato verso un linguaggio plurale e interdisciplinare, valuta, seleziona e utilizza certamente tutta la filosofia che serve, concetto questo che potrà anche essere sgradito a molti filosofi, ma che, se vogliamo, trova invece la sua legittimazione logica proprio in un semplice sillogismo aristotelico: se la scienza è prima di tutto un'attività cognitiva umana, e gli esseri umani sono anche filosofi, allora la scienza è anche filosofia.

Anche la scienza, infatti, è prima di tutto stupore e meraviglia, con buona pace di Aristotele e Platone.

La scienza sperimentale, inoltre, che peraltro si è evoluta proprio dal pensiero filosofico naturale, non è aridamente e cinicamente soltanto tutto ciò che è matematizzabile, computabile e prevedibile in dettaglio come tendono a sostenere alcuni filosofi della scienza, perchè se così fosse, bisognerebbe considerare scienza soltanto la matematica e la fisica classica, escludendo, di fatto, perlomeno la meccanica quantistica, i sistemi complessi, le bioscienze e tutti quei territori di indagine scientifica, che anche Galileo ignorava, in cui bisogna necessariamente fare i conti con la gestione dell'incertezza e dell'indeterminazione e per i quali, effettivamente, manca ancora una teorizzazione epistemologica adeguata e condivisa.

Del resto è abbastanza ovvio che anche nella scienza ogni osservazione, ogni dato e ogni modello, dovranno essere in qualche modo sempre vagliati all'interno di un complesso ambito procedurale fatto anche di interpretazioni e di contesti teorici stratificati culturalmente.

Se uno scienziato non fosse anche una sorta di filosofo allora sarebbe meglio che cambiasse mestiere, non essendo nemmeno immaginabile che fisici teorici o biologi evoluzionisti possano lavorare tranquillamente senza essersi mai interrogati sul perchè l'universo sia fatto in un certo modo piuttosto che in un altro, o su che cosa siano la vita e la coscienza, oppure semplicemente sull'essenza del nostro essere, chi siamo, da dove veniamo, eccetera, eccetera.

E inoltre, come è possibile che alcuni filosofi insistano nell'assegnare alla filosofia un valore epistemologico superiore a quello della scienza, quando è così evidente che all'interno del pensiero filosofico, a differenza del sapere scientifico, può essere vero tutto e il contrario di tutto.

Basti soltanto guardare alla storia della filosofia o ai banali dibattiti filosofici contemporanei per rendersene subito conto. Su questo, pare essere d'accordo persino un filosofo e teologo come Vito Mancuso: «Se c'è un insegnamento che è possibile trarre dai duemilacinquecento anni di storia della filosofia è che l'esercizio rigoroso della ragione filosofica ha condotto a differenti e contrastanti risultati»4. Certo, e non potrebbe essere altrimenti visto che la filosofia, da sempre, si caratterizza proprio per essere un terreno di disputa più che di consenso.

La realtà è che «La filosofia è vuota senza la scienza», come sostiene giustamente il matematico "intellettuale" Piergiorgio Oddifreddi5, o perlomeno, rischia fortemente di esserlo, e se fino a circa quattrocento anni fa potevamo avere l'alibi di non saperlo, ora non più. Di conseguenza, anche tutto il discorso legato al mito autopoietico dell'insegnamento del pensiero critico proprio attraverso lo studio della filosofia, viene logicamente a decadere proprio in virtù di un'analisi critica verso quella stessa fonte (la filosofia) che dovrebbe in realtà generarlo e alimentarlo (il pensiero critico).

E poi, francamente, che cosa ci vuole a essere critici nei confronti di pensieri filosofici di secoli o millenni fa, quando si era praticamente ignoranti su tutto; non si conoscevano le principali leggi fisiche e la loro validità universale (isotropia e omogeneità dello spaziotempo), non si sapeva di che cosa fossero fatte la materia e l'energia, non si sapeva praticamente nulla di biologia, di neuroscienze, di relatività, di meccanica quantistica.

Si provi piuttosto a formulare delle critiche logicamente e formalmente corrette, in un senso o nell'altro, nei confronti di complessi temi scientifici, ma non solo, come l'origine della vita, l'evoluzione biologica, gli OGM, i vaccini, i cambiamenti climatici, la questione energetica, la crisi ambientale, la nutrizione umana, la situazione demografica e socioeconomica internazionale.

Ecco perchè oggi, più che mai, è indispensabile conoscere scientificamente il mondo, come ci ricorda anche il filosofo americano James Flynn quando afferma che «E` un privilegio essere alfabetizzati in un'età scientifica»6, perchè, piaccia o non piaccia, è proprio su questi temi che prima o poi si deciderà il nostro futuro.

Con il linguaggio della matematica si impara la logica formale e con lo studio delle scienze si impara invece a ragionare in maniera corretta basandosi principalmente sui dati scientifici, sulle prove e sull'evidenza, nonchè, certamente, sull'esercizio metodico della ragione, che, a questo punto, non è più il criterio esclusivo della filosofia.

Altro che scientismo.

Infine, c'è la conoscenza che deriva dalle sfere teologico-religiose, certamente rispettabile, ma che diventa anche evidentemente discutibile nel momento stesso in cui questa particolare modalità di situazione cognitiva rischia di annullare completamente il pensiero critico e impedisce al ragionamento di mantenere una certa razionalità. In questo caso, infatti, ci troviamo di fronte a una forma di conoscenza che non può nemmeno essere confrontata con quello che ci insegna il metodo scientifico. Una conoscenza con pretesa di Verità Assoluta, che deriva e si accetta per Rivelazione da parte di un'Entità inconoscibile, indescrivibile o soltanto inimmaginabile da ogni possibilità di indagine e di esplorazione scientifica.

Ammesso poi che sia logicamente legittimo parlare di Verità Assoluta anche al di fuori dell'unico contesto in cui probabilmente è possibile farlo, e cioè all'interno del perimetro ben delimitato di un codice arbitrario e artificioso inventato dall'uomo come il linguaggio, matematico o letterario che sia.

Ecco perchè il credo religioso, così come molta filosofia, a differenza della ricerca di intersoggettività da parte dell'attività scientifica, implicano necessariamente un atto di fede e godono pertanto di un'autonomia che, evidentemente, non può che essere di tipo personale.




Bibliografia:

1) Mullis, L.1998. Ballando nudi nel campo della mente, Baldini Castoldi Dalai.

2) Snow, L.1959. Le due culture, Feltrinelli.

3) Boncinelli, L.2018. La farfalla e la crisalide, Cortina.

4) Mancuso, L.2011. Io e Dio, Garzanti

5) Odifreddi, L.2009. Il matematico impenitente, TEA.

6) Flynn, L.2013. Osa pensare, Mondadori Università.




53 commenti:

  1. Io sono cresciuta molto a contatto con la natura e ho visto che tutti quelli che vivevano in campagna avevano in mente sempre l'idea di Dio, qualunque essa fosse, positiva o negativa.
    Oggi, cercando di dare una vita migliore ai miei cinque figli, mi accorgo che hanno tante di quelle cose che non si annoiano mai. Avvertono a malapena le stagioni che passano. Internet impera. Io mi chiedo quanto possano pensare a Dio. Ci vuole tanta attenzione da parte dei genitori.

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    1. le mie figlie hanno la fede, perchè io ho fede. E ciò nonostante la tiepidezza, quasi freddezza, della madre. Crescere con almeno un genitore che recita il rosario tutti i giorni, vuole essere discepolo di Gesù, nonostante i cattivi esempi dati da tanti religiosi odierni, ha di sicuro un suo peso, anche se sarebbe meglio se fossero entrambi i genitori a dare l'esempio. Ma la storia cristiana dei primi secoli è piena di questi casi, come Sant'Agostino.
      Tornando al post, l'unico aspetto che accomuna la filosofia e le scienze è che obbligano il cervello a funzionare, riflettere, congetturare, ma, mentre la prima trova il suo compimento nell'etica morale (che secondo me è sostenibile solo con una fede robusta), le seconde si avvalgono del contributo della scienza esatta per antonomasia, la matematica. Sicuramente in questa prospettiva il Sommo Vate definiva "bruti", tutti coloro che non seguivano "virtute e canoscenza". Praticamente se uno ha "virtute", ma non "canoscenza" e viceversa è un "bruto". E' ovvio che una tale conclusione non può essere accettata facilmente, ma chi non l'accetta può avere più di un piede nella fossa dell'inferno, perchè il Regno dei cieli è dei poveri in spirito, ossia degli umili (1° e principale beatitudine).

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    2. Io vivo in campagna, ma sono nata in città. Ho scoperto più cose qui che non dove ho passato la mia infanzia. Picchi verdi e rossi, upupe, ghiandaie, allocchi, gufi, civette e tanti piccoli uccellini: cinciarelle, cinciallegre, ballerine, verdoni, pettirossi, codirossi, cardellini; e poi caprioli, cervi, volpi, ricci, tassi. Sono stata così fortunata da vedere un lupo e ogni tanto devo litigare con una poiana che tenta di portarmi via una gallina. La notte qui si riesce a vedere la Via Lattea a occhio nudo.
      I miei figli li lascio liberi di sperimentare e sperimentarsi a contatto con la natura, ma gli do limiti quando si tratta di stare davanti a uno schermo.
      I bambini non hanno bisogno di pensare a Dio come lo intendiamo noi, si rendono conto da soli, se messi nelle giuste condizioni, che qualcosa più grande di noi possa e debba esistere.

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  2. La forma più bella e desiderabile di sapere, è per me,
    LA SAGGEZZA.

    - Tiziano

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  3. A parte il fatto che non condivido del tutto la parte finale sulla religione (la mia posizione è più, per citare Dawkins, "let's stop being so damn respectuful!"), per il resto, non posso che APPLAUDIRE questo articolo. Anche grazie ad Ugo e a questo blog, una decina di anni fa ho iniziato un lungo percorso (ancora in atto e, credo, senza fine) di riscoperta e di rivalutazione della scienza e del metodo scientifico. da ignorante quale sono, ho avuto il privilegio di cambiare innumerevoli volte le mie opinioni alla luce dello stato dell'arte della conoscenza umana. A volte è stato doloroso. A volte di una profondità inenarrabile (provate a dare un'occhiata a "A universe from nothing" di Lawrence Krauss, libro o conferenza sul tubo, solo per fare un esempio - lo sto leggendo in questi giorni). In ogni caso necessario.

    Leggere questa analisi e questi nomi nell'articolo è stato un vero piacere, un vero balsamo per la mente. Grazie infinite.

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    1. invece per me la religione non è per niente autonoma, perchè totalmente dipendente da Dio. L'ateismo strisciante insito nel post induce a far credere che Dio è un'invenzione umana. Questo pensiero è causato dalla superbia, che è il peccato di satana, cioè il volersi sostituire a Dio: "Dio me lo sono inventato io, allora io sono Dio". Siamo troppo forti, se non ci avesse già pensato satana, ci avremmo pensato noi a dare l'assalto al Paradiso.

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    2. Oppure è vero che Dio è un'invenzione umana. Questo rende più dei chi ci crede (in fondo me lo dice Dio, non sono Dio io stesso ma lo rappresento) che chi non crede, e umilmente ammette di non avere verità in tasca. Per chi cerca un trascendente, intravedendolo, ma sapendo di avere solo una vaga percezione di qualcosa che magari lui stesso ammette potrebbe non esistere ho invece il massimo rispetto.

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    3. scusa Gianni, ma ti ho risposto e il commento è stato "moderato".

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    4. c'è una beatitudine che recita:"Beati i puri di cuore, perchè vedranno Dio". Vale per tutti in morte e per qualcuno in vita. Dipende dal cuore.

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    5. per quello che riguarda essere Dei, c'è un salmo di Davide che recita: "Voi siete Dei". Ma non per rappresentazione, ma per assimilazione.
      Un pò come i Borg. Sarebbe troppo riducente e anche satanico pretendere di essere solo una mascherina di Dio. La strada per essere assimilato l'ha tracciata Gesù: "Io sono la Luce, la Verità e la Vita". Ma anche al povero Pilato, sorpreso dalla sapienza di Gesù, non interessò conoscere la Verità, come in fondo a tutti gli umani, perchè siamo troppo interessati alle cose di questo mondo, in bene (GW, PO, Greta) e in male ( vizi, consumismo, politica). Mentre una sola cosa è importante. Quale sarà?

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    6. Citerò Hitchens, perché ho deciso che smetterò di essere "so damn respectful": "Non ho niente in contrario che la gente abbia dei giocattoli con cui giocare (la religione), che ci giochi insieme alle persone che trovano il gioco appagante e confortante, e che siano felici giocando con quei giochi. Ma non portarli a casa mia, non pretendere che io ci giochi, che i miei figli ci giochino a scuola. Mantieni il tuo gioco un gioco privato. E' ora di farla finita col bullismo clericale e religioso" (citato a spanne). E, aggiungo, non intervenire in discussioni scientifiche con argomenti religiosi, che fai un favore a te stesso ed alla tua intelligenza.

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    7. i miei migliori amici sono atei come te e sono abituato a discorsi intransigenti. Però un pò di rispetto del prossimo il tuo ateismo non lo può insegnare, mentre il mio giocattolo mi insegna anche l'amore al nemico. Riflettici, visto che hai la capacità intellettuale di farlo. Riflettere è il miglior regalo che puoi fare a te stesso e alla tua intelligenza.

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    8. "Ti rispetto troppo come individuo per rispettare le tue idee ridicole". Mettere in discussione qualcosa detta da qualcuno e che ritieni insensata è un forma di rispetto altissima. Porta a pensare, a mettere in discussione. E' il miglior modo per evolvere. Nel metodo scientifico TUTTO viene messo continuamente in discussione. E se c'è qualcosa che non va in una ipotesi, è solo questione di tempo perché questa venga confutata.

      Certo, la critica potrebbe essere anche sbagliata, chi la fa potrebbe sbagliare più di chi la riceve, ma far finta di niente di fronte ad una cosa che per te non ha senso solo per non offendere qualcuno non è rispetto, è ipocrisia. Se poi chi sbaglia è chi fa la critica, sarà lui/lei ad imparare qualcosa. Non è una questione di rispetto; in un mondo in cui siamo liberi di perseguire la ricerca di ciò che è vero, tutto può e deve essere soggetto a critica, discussione, e persino ad essere ridicolizzato; la religione non è assolutamente un'eccezione. Se ti senti offeso, il problema è che ti identifichi troppo con quell'idea. Qualsiasi cosa detta contro quella credenza ti offenderebbe.

      Personalmente, mi sento più rispettato quando mi si fa vedere un errore nel mio ragionamento, o una mancanza di dati nell'ipotesi, o una fallacia logica, tutte cose che potrebbero portarmi ad imparare qualcosa di nuovo (cosa non difficile, data la mia ignoranza). E' dura, all'inizio, la si percepisce inevitabilmente come un'offesa più o meno personale, ma alla fine porta grandissimi benefici alla tua vita. A me è successo diverse volte anche con persone che frequentano questo blog, così come in altri contesti, e sono sicuro che continuerà a succedermi finché la mia mente sarà in grado di pensare in modo razionale. Ogni volta è un piccolo passo, a volte anche un passo notevole, verso una maggiore comprensione delle cose.

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  4. Se dieci anni fa, avessi letto questo articolo, lo avrei condiviso totalmente; ma da allora, la mia Ricerca scientifica ha fatto notevoli passi avanti, per non parlare di quest’ultimo anno.

    Ho trovato risposte definitive a domande sul “cos'è…” che la scienza neanche si pone, perché non in grado di trovare una risposta coerente con la realtà.

    Ho trovato una risposta definitiva a:
    - cos'è il TEMPO;
    - cos'è l’ENERGIA

    Ho finalmente sviluppato:
    - le prime equazioni che dimostrano che l’Universo NON è in espansione e NON è nato dal Big Bang (malgrado quasi tutti pensino che sia così);

    - l’equazione che spiega come cambia l’energia all'aumentare della velocità e cosa succede a velocità prossime a quelle della luce; smettendo la Relatività di Einstein che utilizzava la contrazione dello spazio e la dilatazione dei tempi. In realtà NON è necessario né corretto fare ciò.

    - Sto lavorando a una nuova equazione della Gravità Universale, che so come agisce concettualmente, ma ci sono alcune considerazioni da analizzare attentamente prima della sua formulazione matematica;

    Mi ritengo pienamente soddisfatto delle mie scoperte e spero di riuscire a completare quelle in corso.

    Mi sono informato su cosa serve per pubblicare un articolo sulla rivista scientifica “Physics” (almeno 1000 dollari), quindi, visto il costo e le formalità necessarie, prima di fare richiesta, cercherò di completare il tutto per bene.

    Della serie:
    cerchiamo di essere più critici anche sulla scienza attuale, che di lacune e paradossi ne ha parecchi.

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    1. Congratulazioni, Alessandro. Ricordati che hai promesso di riservare un posto per i commentatori di questo blog alla consegna del tuo premio Nobel. Nel frattempo, vai dolce con quella roba che ti fumi, perché ti sta facendo degli strani effetti.

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    2. Penso che in fondo, le persone che frequentano questo blog, non cerchino la soluzione ai problemi del mondo, ma sperano che tali problemi NON abbino soluzione e chi prova a trovarne una, invece di essere incoraggiato, viene denigrato.

      Si comportano così le persone fondamentalmente infelici, che cercano consolazione nella speranza che anche gli altri lo siano o che comunque andrà loro male.

      Molte di queste persone, non sperano in un futuro migliore per i loro discendenti o per la razza umana; infatti sono già rassegnati e non accettano proposte che non portino a una catastrofe.

      Per loro è già tutto scritto e sono sicure che andrà sempre peggio.

      Dopo un bel po' di tempo, incominciano a restare solo i pessimisti e gli infelici; perché gli ottimisti vanno altrove; dove trovano gente che incoraggia a fare meglio e di più.
      Dove ogni problema viene visto come una sfida da affrontare; più difficile è il problema e maggiore è la soddisfazione nel risolverlo.

      Nel tempo ci sono stati un paio di laureati in Fisica si volevano unire alle mie ricerche, ma il tempo era tiranno.

      Chiedetevi se voi volete far parte della soluzione dei problemi mondiali, oppure siete voi parte del problema e fate in modo che tali problemi diventino irrisolvibili.
      Si capisce da che parte state, anche se non rispondete a questa domanda.

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      Per incoraggiarmi mi dico:
      "quando il gioco si fa duro... i duri iniziano a giocare!" :-)

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    3. Ma dai, Alessandro, che ti sei offeso a morte! Non ti ci arrabbiare -- si fa per scherzare. Ma il tuo messaggio si prestava veramente troppo!!!!

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  5. https://www.ilmeteo.it/notizie/meteo-inverno-2020-gennaio-e-febbraio-con-incognite-secondo-il-centro-europeo-ecco-perch
    dopo aver perso le 2 stagioni più belle, prepariamoci a perdere anche l'inverno. Mi diceva un conoscente trasferitosi nelle Filippine, che lì e nelle zone intertropicali la temperatura staziona tutto l'anno interno ai 30-35°.
    Ti credo che vorrebbero da lì venire tutti qui, ma di questo passo ci verrà anche il clima.

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  6. https://youtu.be/Ht6YPUG2J80
    Non c'è molto di cui discutere :-) con quelli che pensano che il futuro dell'Italia sia nell'IPERURANIO e che il contesto della penisola italica nei prossimi 30 anni, sia composto dall'attuale presente, costante ed immutabile, dilatato nell'infinito!.

    p.s.
    Per la cronaca :-) nel 1985 non risulta statisticato traffico alieno per la Terra
    https://paleocontatto.blogspot.com/2017/10/il-traffico-alieno-per-la-terra.html

    vi sono casi storici e plateali d'adduzioni aliene (Elia, Ezechiele, oppure il più di recente Operacao Prato 1977, caso Zanfretta 1978) ma sinceramente, le più moderne tesi esposte dal prof. J.Mack sono fantascienza!
    https://paleocontatto.blogspot.com/2019/09/abduction-human-encounters-with-aliens.html

    I presunti contatti in "viaggi astrali" in realtà sono narrazioni con solide radici di SciFi
    https://paleocontatto.blogspot.com/2019/10/la-teosofia-blavatsky-si-razionalizza.html

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  7. Snow sottolineava (decenni fa, ora la situazione è peggiorata) che il problema della divisione tra le 2 culture originava dalla specializzazione in entrambi i "mondi" che rendeva non solo ignoranti (letteralmente, non in senso denigratorio) i competenti in un solo campo, ma anche incapaci di apprezzare il valore e l’ importanza delle conoscenze al di fuori di esso.
    Purtroppo ciò si è avverato in gran parte, non solo tra gli esperti, sempre più specializzati, ma pure tra gli appassionati di una delle due culture. Ed in Italia mi sembra chiaro che sono più spesso i rappresentanti della cultura umanistica ad avere una visione ottusamente pregiudiziale della cultura scientifica, soprattutto per “ignoranza”. Però le impostazioni come quelle di Boncinelli e altri sono quasi altrettanto miopi. E ciò non tanto per mancanza di conoscenza, ma per un’ incapacità di fondo di capire che lo “scientismo” è una posizione filosofica e non importa quanto sia diffuso tra gli scienziati (l’ alzata di mano non conta) .
    In più lo scientismo è pure una posizione filosofica debole, basata in sintesi sull' affermazione non dimostrato che la scienza è la migliore forma di conoscenza umana. Affermazione che oltre tutto non parte dal tentativo di definire in maniera adeguata cosa sia davvero questa famosa “conoscenza” (per non dire del concetto di “forma di”) e non si rende conto che tale tentativo necessario ed ineliminabile non può essere affrontato con il metodo scientifico, ma è stato affrontato nei secoli (senza che risultasse un vincitore, bisogna dirlo) dai filosofi.
    Secondo me, pur da un punto di vista filo-scientifico, chi ha mostrato chiaramente come la filosofia non possa per sua natura fondamentale essere ridotta alla scienza è B. Russell, i cui contributi, non per nulla sono stati brillanti in entrambi i campi.

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  8. Sarebbe una forzatura strumentale classificare la scienza e la filosofia come incompatibili tra di esse.
    Penso che, in un futuro neppure troppo distante, questi due saperi si uniranno.
    Di certo, vi è una certa scienza che è immorale e materialistica. Sono a dir poco crudeli e sadici quegli scienziati che, ancora oggi, nonostante le evidenze contrarie, continuano a supportare robe atroci come la vivisezione e la sperimentazione su animali non-umani.
    Sono esaltati ed ignoranti quegli scienziati che danno per accertata la non-esistenza del Creatore.
    Sono stupidi e grezzi quegli scienziati che si accaniscono con rancore contro il sapere umanistico.
    Sono fin troppo riservati quegli scienziati che eseguono esperimenti ambigui nel laboratorio del Gran Sasso.
    Si badi al fatto che vi sono alcuni esseri umani che, essendo animali metafisici, non possono rinunziare in alcun modo alla filosofia ed alla spiritualità.
    La filosofia e la scienza sono saperi ad elevata potenza, che possono produrre tanto il bene quanto il male. Ambedue le discipline sono doni delle gerarchie angeliche. Certi umani, però, sedotti dal maligno, distorcono e mistificano, facendole così divenire degli strumenti negativi. Quindi, ho deciso già da tempo di non versare neppure un centesimo ad associazioni del tutto immorali come Telethon e Fondazione Veronesi perché sostengono la sperimentazione sugli animali non-umani, ossia una pratica vetusta, estremamente violenta, imposta da tante aziende farmaceutiche, i cui funzionari hanno il cuore cementificato.

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  9. Starei molto attento a non confondere "la scienza" con "gli scienziati", che sono cose ben diverse e, più spesso di quel che piacerebbe, prive di contatto reciproco. Anche perché, mai dimenticarlo, lo scienziato DI OGGI si trova nella condizione di dover maneggiare mezzi costosissimi, per cui è per forza di cose un MERCENARIO, con tutto quel che ne consegue.
    Analogamente, non è buona pratica confondere "la filosofia" con "i filosofi". E starei pure molto attento a non confondere la spiritualità (che può includere o non includere la religione) con coloro che se ne fanno "rappresentanti", "amministratori" o anche solo "suggeritori". Si prendono delle cantonate CLAMOROSE.

    MrKeySmasher

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  10. Articolo assai interessante per i temi trattati . Temo però che non si capisca granché del rapporto tra passato e presente, tra il Dio morto o morente e la tecnoscienza se si continua a pensare che l'uomo si sia rapportato e si rapporti in maniera differente con l'uno e con l'altra. E ' terribilmente sbagliato pensare che l'uomo si rifugi nel passato per avere certezze, timoroso di nuotare nei marosi tecnoscientifici, gli unici capaci di ossequiare il divenire eracliteo delle cose. Da Bacone in poi conoscere scientificamente significa dominare la realtà per controllarla e quindi offrire al bisogno umano di certezze un supporto ancora più solido di quello che in passato si cercava nel mito e nel divino. In altre parole la tecnoscienza oggi risponde di più e meglio al medesimo, inveterato, comprensibile e sciagurato al contempo, bisogno dell'uomo di controllare la realtà prevedendo il divenire. Come dice molto bene ALBERTO nel suo commento ( ”In più lo scientismo è pure una posizione filosofica debole, basata in sintesi sull' affermazione non dimostrata che la scienza è la migliore forma di conoscenza umana......) la scienza, nelle sua vulgata scientista, ha finito per istituirsi come uno tra i tanti miti che vi sono stati in passato e che vi saranno in futuro poiché ogni processo di demitizzazione comporta inevitabilmente una remitizzazione. Questo, nella tanto vituperata storia delle filosofia lo hanno spiegato, in modo mirabile tra gli altri Adorno ed Horkheimer e nella stessa scienza ce lo hanno insegnato Godel e Heisenberg. Mi sono sempre domandato cosa siano in fondo gli assiomi ed i postulati se non dei miti, cioè realtà asseritamente vere ma non dimostrabili. Stiamo attenti a non cadere in nuove idolatrie, cerchiamo saggezza, come dice giustamente TERRA MADRE, che è conoscenza olistica di ordine superiore, e che a sua volta va forgiata senza escludere certo il sapere scientifico, ma superandolo essendo via per farci entrare in comunione con la realtà nella sua pienezza. Ma forse anche questo, in fondo è un mito.....

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  11. nella bibliografia manca Carlo M. Cipolla, mi sembra...?

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  12. Ma l'avete letto il libro citato in oggetto? E' una presa per il culo colossale di tutto cio' che e' piu' caro a questo blog.

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    1. Dici il libro di Cipolla? Divertentissimo, ma non mi sembra una presa di xxxx specifica dei concetti di questo blog

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    2. Mi riferivo a "ballando nudi nel campo della mente" di Kary Mullis.
      Le sue opinioni sul riscaldamento globale, il buco nell'ozono, sono assolutamente da Battaglia.
      Pur con le sue stranezze, bel libro anticonformista e antibigotto, comunque, specie in capitoli come "il laboratorio e' solo un altro posto in cui giocare". L'apoteosi del politicamente scorretto, ante-litteram. Un personaggio. Se non l'hai letto, leggilo. Un vaccino anti-mago.

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  13. La scienza è comunque piegata agli interessi economici, purtroppo.
    Per questo sono molto diffidente, nei suoi confronti.
    Ne ho avuto la prova in campo medico, e quello che succede ed ho visto succedere, influendo gravemente sulla salute di un mio familiare, è a mio modo di vedere, gravissimo.
    Ripeto, la scienza in campo applicativo non è libera, addirittura al fine di affossare ricerche che sono vicine alla verità, ma che ledono enormi interessi economici, si assoldano scienziati prezzolati che si prestano a mistificare la veridicità di studi scientifici onesti.
    Questo lo stò vivendo in maniera personale, non sono cose che ho letto da qualche parte. E sono molto arrabbiato al riguardo.

    Gianni Tiziano

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  14. Una notizia molto sconcertante ci giunge dalla Cina: sono stati creati i primi ibridi maiali-scimmie.
    Ecco, questo è un classico abuso commesso da quegli scienziati in preda ad un qualche delirio di onnipotenza.
    Chi altera in modo così radicale e devastante la struttura genetica di una creatura, agisce contro il rispetto per la vita e per Dio. Non si deve interferire così pesantemente sull'esistenza altrui.
    Occorrerebbe porre dei rigidi paletti alla ricerca scientifica. Bisognerebbe anteporre etica e spiritualità al cosiddetto "avanzamento scientifico", il quale, talvolta, è l'anticamera della immoralità.
    Il governo cinese diviene sempre più distopico e sciovinista. È un governo criminale. Dubito che condannerà l'esperimento poc'anzi menzionato. Anzi, piuttosto, questa devianza scientifica, mascherata da progresso, li farà esaltare ed eccitare ancora di più, gonfiando ulteriormente quel nazionalismo che, da quelle parti, sta divenendo una forza preponderante.
    E sappiamo bene ove conducono certi nazionalismi...

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    1. Diciamo che questa discutibile conquista della sperimentazione cinese è stata portata a nostra conoscenza. Per amor di discussione ammettiamo che corrisponda al vero. In base a quanto eccesso di creduloneria dovremmo pensare che le stesse cose non si facciano (segretamente) dalle nostre parti? Non è poco rispettoso pensare che abbiamo tutti l'anello al naso?

      Da quanto sopra derivo un corollario: di quel che realmente fanno gli scienziati (seguendo gli ordini di chi li paga o, nei pochi casi virtuosi, li costringe) quanto e cosa sappiamo?

      MrKeySmasher

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  15. Cos’è diventato, ad oggi, il Natale? Poco più che una celebrazione dello spreco. Si spende e spande, ci si veste eleganti, si consumano quantità enormi di cibo, si regalano cose molto spesso inutili, nell’esaltazione di una ricchezza effimera, strappata alle viscere del pianeta e consumata senza alcun ritegno o lungimiranza. E si dimenticano i poveri. L’esatto contrario di quello che è, o dovrebbe essere, lo spirito del Natale cristiano.

    https://mammiferobipede.wordpress.com/2019/12/09/il-natale-rubato-di-nuovo/

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  16. https://www.thelancet.com/journals/lanplh/article/PIIS2542-5196(19)30245-1/fulltext
    Gli scienziati chiedono agli Stati di fissare il “picco di carne” entro il 2030. E’ l’unica soluzione per affrontare la crisi climatica.

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    1. no, per poter nutrire i mld che verranno. Falsa soluzione.

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    2. Più che limitarla, la carne andrebbe definitivamente bandita. Perché è crudele, nociva ed inquinante.
      La carne è un malefico peccato di gola divenuto cronicizzato.
      Io sono dell'opinione che, all'ordine attuale, gli onnivori-carnivori non abbiano l'intenzione di rinunziare definitivamente al pasto cadaverico da essi piuttosto gradito. Forse qualcosa potrebbe mutare, ossia migliorare, con l'avvento prossimo della carne sintetica. Si tratterebbe pur sempre di carne, dunque io neppure la annuserei, e tuttavia, stando a quanto ho letto, dovrebbe apportare contributi vasti e preziosissimi alle cause ambientalista ed animalista.
      Oggettivamente, gli umani che mangiano la carne sono da etichettare come irresponsabili ed egoisti.
      Noi, oggi, anche per merito della Organizzazione Mondiale della Sanità, sappiamo che le carni sono probabilmente cancerogene e che le carni processate sono certamente cancerogene. Una bistecca cotta ai ferri nuoce quanto quattrocento sigarette.
      Sappiamo, inoltre, l'elevatissimo impatto ambientale generato dall'industria della carne e dall'industria agricola chimico-intensiva, con quest'ultima che perlopiù produce mangimi innaturali ed insalubri per i poveri fratelli animali non-umani imprigionati negli allevamenti della morte; insalubrità che, inevitabilmente, torna all'uomo mediante la catena alimentare ed il bioaccumulo.
      Infine, aggiungo che il folle stile alimentare degli onnivori-carnivori grava moltissimo sulle finanze del Servizio Sanitario Nazionale.
      Io sono vegano per compassione nei confronti degli animali non-umani, per rispetto nei confronti del pianeta Terra e per non danneggiare inutilmente la mia salute.

      Saluti.

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    3. La storia delle quattrocento sigarette mi sembra poco scientifica.

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    4. un mio amico vegano mi ha lasciato poco tempo fa. Forse nella media campano di più e meglio, ma i periodi della mia vita più in salute sono stati quelli delle diete dimagranti iperproteiche, perchè i nutrienti sono bilanciati rigorosamente. L'unico inconveniente ai reni, forse perchè preferivo carni rosse alle bianche ed al pesce. In sostanza i metabolismi non sono tutti uguali e ognuno abbisogna di sostanze diverse da un altro.

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    5. "Forse nella media campano di più e meglio"

      È sicuro che sia così, mago.
      Varie ricerche scientifiche, espressione di quella buona scienza che io rispetto ed accolgo, hanno dimostrato come i vegetariani possano vantare un'aspettativa di vita superiore a quella dei carnivori; ed i vegani, a loro volta, di un'aspettativa di vita ancora più lunga rispetto a quella dei vegetariani. Tempo fa, lessi da qualche parte che anche i fruttariani (ossia coloro che si nutrono esclusivamente di frutti ed ortaggi) vivrebbero piuttosto a lungo, ma su questo non so se vi siano approfondimenti di carattere accademico.
      Infine, a livello cerebrale, certamente i vegani sono più lucidi, empatici e razionali dei carnivori.

      "i periodi della mia vita più in salute sono stati quelli delle diete dimagranti iperproteiche, perchè i nutrienti sono bilanciati rigorosamente."

      Seguendo una corretta dieta vegana, non vi è il minimo rischio di cadere in disequilibri nutrizionali.
      Le proteine vegetali andrebbero sempre preferite alle proteine animali in quanto più salutari ed adatte alla biologia umana.
      Sono pochissimi i vegani che patiscono problematiche legate all'accumulo adiposo. I vegani tendono ad essere più consapevoli. Invito, poi, a trascurare totalmente le calorie, in quanto inesistenti.

      "L'unico inconveniente ai reni, forse perchè preferivo carni rosse alle bianche ed al pesce."

      Io, fossi in te, rinuncerei seduta stante sia alle carni bianche sia alle carni di pesce. Pur essendo un po' meno pericolose delle micidiali carni rosse, restano pur sempre altamente nocive. La carne di pesce, in particolare, è satura di residui fognari non filtrati, sostanze chimiche e metalli pesanti come il cancerogeno mercurio. La cottura non elimina siffatte impurità. Faresti meglio a preferire legumi, farine integrali, semi e frutti secchi. 100 grammi di semi di zucca contengono ben 30 grammi di proteine.

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    6. Wander
      Da vegano a vegano, controlla meglio le tue affermazioni. La materia è complessa.
      Cerca almeno di mettere qualche link di sostegno. Ma che non siano i soliti siti new age.

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  17. https://www.ilfoglio.it/esteri/2019/12/12/news/lottimista-mcafee-ci-spiega-gli-errori-apocalittici-di-greta-person-of-the-year-291922/?underPaywall=true
    ora anche l'intellighenzia di sinistra contro Greta. Quanto è lontano il '68 da questa sinistra. Mi ricordo che lo era anche allora e anche gli scontri tra i sessantottini e i giovani del PCI, che già allora avevano abbandonato la rivoluzione per la reazione. Insomma il capitalismo consumista aveva vinto molto prima della caduta del muro di Berlino e dell'Unione Sovietica. Un mio amico dichiaratamente ateo e comunista è addirittura diventato un bacchettone per far assumere la figlia in un ente cattolico. Poi ha perso la ragione. Forse i suoi neuroni non hanno retto il trauma. Sono fatti spiacevoli, ma finchè s'ha denti in bocca, non si sa icchè ci tocca.

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  18. https://it.m.wikipedia.org/wiki/Wandervogel

    Pederastia.
    Cultura omosessuale di destra.
    Ed altro di interessante.
    Sarà vero?

    Guido.

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    1. The Wandervögel movement has sometimes been called “the first gay scout movement.” Is this true?

      No. While there undoubtedly were some gays in the movement, this would be like saying the whole state of California is homosexual because San Francisco has a visible gay community.
      Nevertheless, open homosexuality was a factor within at least one minority faction of the Wandervögel, and detractors have made too much of it. In 1911, Wilhelm Jansen, a wealthy gay who was a leader in the German youth movement, circulated a letter informing parents of Wandervögel members that they needed to become accustomed to the participation of homosexuals in the organization. As might be imagined, his letter created an uproar among the parents. In the ensuing scandal, Jansen and his supporters broke away from the main movement and formed their own faction which they called the “Young Wandervögel.”
      Detractors have incorrectly attributed the outspoken views of the Young Wandervögel to the entire Wandervogel movement.

      http://www.wandervogel.com/wandervogel_faq.html

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  19. https://babylonbee.com/news/fun-new-greta-on-the-shelf-will-track-your-climate-sins
    in America ci fanno pure la satira su Greta. Forse Zalone sarebbe meglio emigrasse, prima che gli arrivi qualche avviso di garanzia. Al fratello ungherese di un'amica di mia mamma è toccato fare diversi anni di galera per una barzelletta sui comunisti. Meno male che il patto di Varsavia è storia. Speriamo che presto sia storia anche il nostro italian politically correct. E lo sarà non appena ci avranno sostituiti. In fondo, ma chi si terrebbe un popolo che condanna la satira?

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  20. http://www.rinnovabili.it/innovazione/auto-a-idrogeno-australia/
    ottenere idrogeno dall’acqua, impiegando ferro e nichel come catalizzatori, al posto di metalli molto più costosi quali rutenio, platino e iridio.

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  21. "Gli scienziati hanno dimostrato di non essere solo un branco di pazzoidi che non avevano niente a che vedere con il mondo. Non erano – e non sono mai stati – dei tizi assolutamente inutili che se ne stanno nei loro laboratori a giocare con i regoli calcolatori. Sono bastati alcuni di loro, con qualche strumento e una valida motivazione, per fare una bomba che avrebbe instillato il timor di Dio nel cuore di Attila."

    (Kary Banks Mullis (1944 – 2019), biochimico statunitense. "Ballando nudi nel campo della mente" pagina 120) , https://it.wikiquote.org/wiki/Kary_Mullis

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  22. Estratto da una intervista a Kary Mullis del 2011, con Elena Meli:

    E' inquietante !

    "Adesso mi sto occupando di come insegnare al sistema immunitario a rispondere velocemente e meglio a patogeni come l'influenza o lo Stafilococco, dirigendo la risposta verso proteine specifiche del microrganismo legate a un composto contro cui tutti noi costruiamo una risposta immune efficace: se invece di puntare sulle proteine dei germi scegliessi quelle che differenziano una razza dall'altra potrei creare un farmaco tossico per tutti gli appartenenti a un'etnia. Il fatto che questo sia possibile, e pericoloso, non può fermarci nella ricerca di qualcosa che ci protegga meglio dall'influenza o altre malattie infettive contro cui spesso perdiamo la battaglia. Credo però che siano inutili i "controllori" esterni, che spesso non hanno una vera idea di ciò di cui si sta parlando. Mi fido molto di più della capacità di giudizio ed etica degli scienziati».

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  23. In questi ultimi giorni, Greta Thünberg è stata bullizzata e/o provocata da governanti facinorosi come Trump (megalomane depravato) e Bolsonaro (militarista che vorrebbe distruggere l'Amazzonia).
    Sulle piattaforme (a)sociali virtuali, come Facebook e Twitter, a cui tutt'oggi io rifiuto di iscrivermi, purtroppo è divenuto abituale leggere moltissimi insulti ed offese varie diretti alla Thünberg. Frasi così sporche e velenose sono digitate da adulti infidi e vigliacchi, quasi sempre elettori della destra populista, che, seguendo gli istinti più infimi, e detenendo una coscienza sporca, si accaniscono come cannibali virtuali su coloro che combattono per garantire un'avvenire alle generazioni future ed al pianeta Terra.
    Nel mentre, alla COP di Madrid si parla molto, magari in buona fede, ma si concretizza davvero poco. La responsabilità delle inadempienze non sarebbe da addebitare alle Nazioni Unite, bensì ai singoli Paesi, come gli Stati Uniti che sabotano, come la Russia che se ne frega, come i vari Paesi in via di sviluppo che non vogliono rendersi conto che i cambiamenti climatici colpiranno soprattutto lì da loro, ove adesso vi è in atto una imponente crescita nei campi economico, industriale e demografico.
    Comunque andrà a finire quest'ultima conferenza sul clima, temo proprio che non si possa più evitare di causare un aumento di +3°C. La gente, però, sembra esserne poco preoccupata. Le persone medie preferiscono occuparsi di sciocchi e costosi acquisti natalizi, scannarsi sui social e piazzarsi dinanzi il televisore per vedere la D'Urso. Di recente, un tizio mi ha riferito su come la sua morosa abbia speso una valanga di denari per regalargli l'ultimo modello di Iphone. È assurdo, rivoltante ed anti-cristiano.
    Opulenti cenoni festivi, Black Friday, ZTL dello shopping... detesto tutto ciò. Un'umanità cretina che si focalizza stupidamente su cose così basse.
    Che il cambiamento climatico punisca soprattutto costoro!

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  24. Lascio a chi legge riflettere sull’Italia e l’Europa del 2020, che legalizza ogni capriccio, chiama matrimonio l’unione di due uomini o due donne, si congratula con se stessa di leggi che favoriscono e banalizzano la denatalità, esaltano il consumo, rendono Dio il denaro e Demiurgo il mercato, disprezzano ogni anelito spirituale, o tendenza a guardare in alto da parte di Homunculus, l’”ultimo uomo” un po’ Faust e molto Pecora Dolly.
    ...
    Poi, arriveranno Alarico ed i Goti, e non ci sarà bisogno di aprire porte, già spalancate perché le libertà liberali prescrivono la fine dei confini ed i superstiti fedeli di quel Cristo ex salvatore, oggi assistente sociale con il patentino dell’Azienda Sanitaria, ci impongono di scioglierci in una brodaglia multicolore.
    ...
    Da Caracalla ed Eliogabalo all’Italia multietnica e multiculturale (culturale?) di Madama Boldrini e dell’extracomunitario vaticano Bergoglio, lavandaio di immigrati e di Platinette, deforme maschera transessuale, alla “grande italiana” Emma Bonino con pompa di bicicletta per aborti fai da te al seguito, di politici sguatteri e finanzieri viceré di chi comanda a Matrix, sino ai monsignori pedofili ed al resto di una classe dirigente cialtrona, corrotta ed incolta.

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    1. Anonimo, come si dovrebbe chiamare secondo lei l'unione tra due uomini o due donne?
      C'è una cosa in particolare che del suo atteggiamento mi dà fastidio: l'aborto è un tema delicato. Molte donne ne hanno avuto uno spontaneo o volontario ed è una sofferenza psicologica enorme, oltre a quella fisica. Un aborto è già di per sé una condizione difficile e dolorosa, aggiungere obblighi (di abortire o non abortire) a questa situazione mi pare controproducente. Altrimenti si finisce per considerare la donna come un contenitore simile al libro della scrittrice Atwood "I racconti dell'ancella".

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    3. E' raro leggere tanto bigottismo, fascismo, ignoranza scientifica e populismo in un solo commento. Ma temo che ne leggerò di ancora peggiori in futuro. Già leggendo i post della mia ex compagna (mi è venuta la pelle d'oca nel definirla tale) viene voglia di correre via verso un'oasi di razionalità, di libertà, di conoscenza e di datocrazia (e di totale mancanza di ideologia nelle argomentazioni) che purtroppo non esiste da nessuna parte e, temo, mai esisterà. Non è solo il cambiamento climatico il problema. (EDIT: i commenti di cui sopra non li leggo in questo blog, tanto per non dare adito ad equivoci).

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    4. senza comprensione e perdono non si fa una bella vita. Un miserabile consiglio da chi ha alle spalle 40 anni di matrimonio e di lavoro con persone senza pace: non bisogna essere intransigenti e se non è possibile un minimo di comprensione reciproca, alzare i tacchi, perchè non è possibile andare d'accordo con tutti. Questa è psicologia, non teologia, anche se le due materie sono molto complementari.

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  25. https://www.meteogiornale.it/notizia/meteo-africa-gravissima-siccita-in-namibia-la-peggiore-da-100-anni
    le aree intertropicali stanno soffrendo una diminuzione quinquennale di precipitazioni. Il futuro è scontato, la Cop 25 è stata l'ennesimo fallimento e la situazione peggiorerà sempre più.

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