mercoledì 4 luglio 2018

La credenza pericolosa per cui una tecnologia estrema potrà risolvere il cambiamento climatico


Da “The Huffington Post”. Traduzione di MR

La faccenda si riduce alla negazione o alla messa in discussione di capitalismo, di civiltà e della nozione di progresso.

Di Aleszu Bajak 
MAYA MALACHOWSKI BAJAK
La geoingegneria – tentativi su larga scala di manipolare è contrastare il riscaldamento globale – deva ancora essere intrapresa, ma gli esperti dicono che è solo questione di tempo.
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Wake Smith immagina una flotta di aerei sperimentali, non molto più grandi di Boeing 757, che potrebbero salire a 18.000 metri, abbastanza in alto perché la gente a bordo possa vedere la curvatura della terra, e rilasciare gas nella bassa stratosfera.

Per assicurare una copertura globale del loro carico, gli aerei, che sembrano più degli aerei cisterna che dei normali aerei commerciali, decollerebbero da quattro diverse latitudini – diciamo da piste a Houston, Manila, Brasilia e Johannesburg. In missioni di 5 ore, disseminerebbero i cieli con una coperta di gas di biossido di zolfo, chiaro, puzzolente, e reso sotto forma di aerosol. Disperdendo 100.000 tonnellate di SO2 all’anno per diversi anni comincerebbe ad approssimarsi ai livelli di gas che seguono una grande eruzione vulcanica, bloccando il sole ed abbassando le temperature della terra.
Gli scienziati hanno proposto la gestione della radiazione solare, come viene chiamata, per decenni, come forma di geoingegneria su scala globale che possa combattere il riscaldamento globale. Ma pochi hanno fatto ciò che ha fatto Smith, un partner di una società di capitali privata ed ex dirigente di compagnia aerea – ha trasformato calcoli campati in aria o fatti su un foglio della spesa in uno studio di fattibilità a tutti gli effetti, completo di sviluppo e bilancio operativo per la sua flotta di aerei.
Incoraggiato dall’attenzione ricevuta da ricercatori ed istituzioni come Harvard, dove è stato invitato di recente a presentare il suo lavoro, Smith ha elaborato un piano operativo di 10 anni per aerei che comincerebbero a spruzzare SO2 nel 2023.
L’intera impresa, ha detto Smith, è di gran lunga più economica di quanto pensasse inizialmente. Non ci sono barriere reali, ha detto. Il costo totale del progetto? 3,5 miserabili miliardi di dollari, ha stimato.
HANDOUT . / REUTERS
Alcuni scienziati hanno proposto di buttare gas nei cieli terrestri per abbassarne la temperatura. “Penso sia una cattiva notizia quanto questo sia a buon mercato”, ha detto Smith ad un piccolo gruppo lo scorso mese in una conferenza al centro per l’Ambiente di Harvard. Per quella quantità di soldi, ha sostenuto Smith, è possibile che qualsiasi stato, oragnizzazione o individuo canaglia potrebbe cominciare a sperimentare col clima.

Gli impatti della geoingegneria su scala globale sono sconosciuti, in parte perché non è mai stato intrapreso alcun progetto massivo di geoingegneria – a parte il cambiamento climatico indotto dagli esseri umani. Ma i modelli sono potenzialmente preoccupanti. Alcuni suggeriscono che la geoingegneria sconvolgerà le precipitazioni in tutto il mondo e danneggerà lo strato protettivo di ozono della terra. Uno studio dell’Università di Rutgers pubblicato a gennaio suggeriva che fermare improvvisamente un grande progetto di geoingegneria, una volta che è stato fatto partire, potrebbe portare ad un riscaldamento rapido, spingendo le specie all’estinzione ed accelerando il cambiamento climatico. 
Man mano che le temperature globali aumentano, tuttavia, alcuni ricercatori dicono che la geoingegneria non dovrebbe essere scartata. Helene Muri, una ricercatrice al Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Oslo, ha detto che questa si presenta come un’idea promettente come modo di ridurre il pericolo dovuto al cambiamento climatico, ma che non è pronto. “Dobbiamo sapere di più sui rischi coinvolti, prima di ritenerlo sicuro da usare, se mai potremo”, ha detto. “La geoingegneria solare non è in ogni caso un sostituto del taglio delle emissioni di CO2”.
Eppure, con ogni anno e conferenza sul clima che passano, un progetto di geoingegneria su scala globale diventa sempre più fattibile. Non ci sono praticamente regole che fermino un paese o un individuo dal tentare di farlo, mi ha detto Michael Gerrard, direttore del Centro Sabin per la Legislazione sul Cambiamento Climatico all’Università della Columbia. Di fatto, da un punto di vista legale, è più facile seminare la stratosfera che ottenere un permesso per ristrutturare casa, ha aggiunto”.
“Penso che ci sia una tale opportunità talmente grande che qualcuno provi la geoingegneria che c’è davvero la necessità che sia governata”, ha detto Gerrard. Ecco perché, insieme a Tracy Hester alla Facoltà di legge dell’Università di Houston, ha appena pubblicato un libro. Ingegneria climatica nella legge, Intendeva aiutare i politici, i tecnologi e gli avvocati a capire meglio le attuali regole e la scienza che sta alla base dei grandi progetti di geoingegneria. Inizio modulo
La domanda è quando si potrebbe provare un progetto del genere, e da chi? Gerrard immagina uno scenario in cui alcuni paesi, sulla scia del disastro climatico, non vedano altra scelta.

“Si potrebbe immaginare che se qualche evento [climatico] catastrofico dovesse verificarsi in India e che loro si preoccupassero realmente del fatto che un altro potrebbe verificarsi, potrebbero voler lanciare, da soli, un tentativo di geoingegneria per proteggere sé stessi dall’evento successivo. Si tratta di uno scenario del tutto plausibile”, ha detto Gerrard. E’ per questo che un accordo globale sulla governance è necessario, ha detto, un accordo seguito da leggi paese per paese sulla geoingegneria. Non legiferare, ha avvertito, potrebbe portare ad una guerra a causa delle conseguenze climatiche dannose dei progetti frettolosi di un solo paese.
Per quanto potrebbe essere imminente un progetto su larga scala di geoingegneria, ciò che complica un dibattito serio sulla materia è la narrativa perpetuata, sui media e online, secondo la quale la geoingegneria sarebbe un modo per “risolvere”, “sistemare” o “fermare” il cambiamento climatico.
E’ probabile che i lettori trovino titoli come “Gli scienziati suggeriscono che un gigantesco scudo solare in cielo possa risolvere il riscaldamento globale” e “Soluzioni forzate per il cambiamento climatico, dagli scudi solari alla ripulitura dell’aria” su siti mainstream come CNN e The Guardian allo stesso modo in cui li possono trovare nei soliti blog di consapevolezza ambientale come Inhabitat (“5 modi folli di fermare il cambiamento climatico con la geoingeneria”). Anche comunicati stampa come “Il ‘cocktail di geoingegneria’ potrebbe salvare il clima?” sono amanti di questi termini salvifici.
Questa tendenza ha persistito per oltre un decennio. Secondo un articolo pubblicato nel 2014 su Environmental Humanities, ricercatori svedesi hanno analizzato centinaia di nuovi articoli e trovato che una delle trame più prevalenti riguardo la geoingegneria era “l’idea che la pura tecnologia sia la sola possibile soluzione e che si tratti di un sostituto adeguato alla politica”.
Questo potrebbe essere in parte a causa del modo in cui gli scienziati impostano la loro ricerca. “In questi tempi di click-bait e like sui social media, forse è una tentazione lanciare gli scenari di casi estremi”, ha detto la Muri. “penso che sia una nostra responsabilità come scienziati presentare le nostre scoperte in modo accurato e con sfumature”.
Washington ora ha colto l’errore della geoingegneria. Ironicamente, sono i politici che hanno messo a lungo in discussione – ed attaccato – la scienza che ora la stanno proclamando la soluzione facile al nostro enigma climatico.
TOM WILLIAMS VIA GETTY IMAGES
Lamar Smith (repubblicano del Texas), uno scettico del riscaldamento globale, è un sostenitore della tecnologia estrema.

In una recente op-ed per la pubblicazione conservatrice The Daily Center, il Presidente del Comitato Scientifico Lamar Smith (Repubblicano del Texas), uno scettico del clima dichiarato, ha definito la geoingegneria come “un’area di ricerca che è stata trascurata per troppo tempo”. Al posto di “regole generali, gravose ed inefficai” o promettere di soddisfare “obbiettivi climatici arbitrari”, ha scritto Smith, dovremmo usare la tecnologia per trovare le soluzioni. “Come in passato, lasciando che la tecnologia faccia strada, gli americani raccoglieranno i benefici e godranno di una migliore qualità della vita”, ha scritto.

Non sorprende che la geoingegneria sia così facile da vendere. Affidarsi a una soluzione tecnologica che sta appena oltre l’orizzonte evita lo spostamento della montagna necessario disabituarci dai combustibili fossili, portare centinaia di paesi ad accordarsi su come limitare e ripulire le emissioni e cambiare le abitudini di consumo di un’intera civiltà. Si tratta di complessità sistemiche radicate nelle nostre economie e culture. Puntellare i ghiacciai per limitare l’aumento del livello del mare, aspergere polvere di ferro negli oceani per stimolare la crescita del plancton per assorbire il carbonio, o spruzzare i cieli per riflettere il calore del sole sembra semplicemente più facile. E, come mostra Wake Smith, sempre più fattibile.
STRINGER ARGENTINA / REUTERS
Frammenti di ghiaccio che si staccano dal ghiacciaio Perito Moreno, nel sud dell’Argentina. I sostenitori della tecnologia estrema hanno suggerito di gettare polvere di ferro nei mari, di mettere fumo e specchi in cielo per attenuare il sole come risposte al cambiamento climatico. Ma il problema del modo in cui si parla di geoingegneria oggi, si è lamentato John Ehrenfeld, ex direttore del Programma Tecnologico, Economico ed Ambientale del MIT, è che non affronta prima i problemi sociali che ci hanno portati a questo casino.

“E’ la mancata accettazione la complessità del sistema; e il sistema comprende le persone”, mi ha detto recentemente Ehrenfeld mentre prendevamo un caffè. Per decenni, Ehrenfeld, che ora è in pensione, ha ricercato e promosso il concetto di sostenibilità. Ma per Ehrenfeld, dopo tutte le conferenze sul clima, tutte le tavole rotonde con le parti interessate, tutti i dibattiti sulle soluzioni alimentate dal mercato, le domande e le risposte di cui si è dibattuto non hanno mai messo in discussione il capitalismo, la civiltà e l’idea di progresso.
Affrontare un problema così profondamente radicato come il riscaldamento globale, ha detto Ehrenfeld, richiederà che l’umanità affronti una domanda esistenziale che la geoingegneria da sola non può affrontare: siamo disposti a sacrificare la crescita per garantire la sopravvivenza della nostra specie?
 “In mancanza di disaccoppiamento della crescita dal progresso”, ha detto Ehrenfeld, “non affronteremo il cuore del problema”.

24 commenti:

  1. Il progetto noto anche come "Crutzen", si proprio il nobel famoso per la scoperta del buco dell'ozono e per la proposta di istituire l'epoca Antropocene, preoccupa per la facilità tecnica con cui potrebbe essere attuato. Una volta iniziato, però, probabilmente non potrebbe esser più interrotto, pena un brusco innalzamento delle temperature. Nel frattempo, l'acidificazione degli oceani continuerebbe a salire inesorabilmente con le emissioni di CO2. E' possibile che sia un argomento approfondito in segreto negli ambienti militari, dato che ha a che fare con la sicurezza dei paesi minacciati, tra cui in prima fila ci sono gli usa.

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  2. Siamo circondati da soluzioni semplici a problemi complessi. Mangia bacche goji e non prenderai mai il cancro, anche se fumi 50 sigarette al giorno. Affonda i barconi con i migranti e troverai lavoro. Metti biocarburante nella tua auto e l'inquinamento sparirà. Raccogli due bottiglie di plastica dalla strada per salvare gli oceani. Nota bene, non dico che siano di per sé sbagliate (oddi, i barconi forse sì), semplicemente non funzionano, ma ci danno l'illusione di far qualcosa.

    Si fa anche cose molto più stupide, tipo firmare un foglio di carta in cui si afferma di essere il legale rappresentante di sé stesso per non dover pagare il mutuo, o non vaccinare i propri figli. Quindi non mi stupirebbe per niente se qualcuno facesse questo.

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  3. Di questo progetto, ne aveva accennato lo scienziato britannico Wadhams, ma la notizia è stata ignorata dai mass media (specie quelli italiani, che di climate change non ne parlano proprio, peggio di Trump). Anzi, per la verità Trump in parte è tornato sui suoi passi, Renzi invece il Mercalli da Rai_3 lo ha fatto proprio cacciare perchè era un gufo!.
    http://mio-radar.blogspot.com/2018/01/il-bug-di-sicurezza-delle-cpu-intel-vs.html

    Io non mi starei a preoccupare sulle tecnologie di terraformazione, sono fantascienza
    http://mio-radar.blogspot.com/2018/03/survivable-ipcc-projections-rcp26-and.html

    https://nsidc.org/arcticseaicenews/charctic-interactive-sea-ice-graph/
    In estate in Artico ancora non si sono replicati i record del 2012 ma in inverno si sono già battuti i record del 2012. Nel decennio 2030 il polo nord sarà ice free: le danze di climate change wars inizieranno, chi ci sarà, potrà divertirsi a misurare quanto la Climate Fiction ;-) ci abbia azzeccato o meno www.climatefiction.gq

    Anche in Antartico le cose volgono al decisamente al melting, ma essendoci molto più ghiaccio, c'è più inerzia termica e serviranno molti più decenni per fare danni sostanziali. Tuttavia, se l'umanità andrà a trapanare l'Antartico (come credo) il processo potrebbe accelerare leggermente, ma in ogni caso, gli scienziati prima del 2100 stimano che sia difficile che succeda qualcosa di apocalittico al Polo Sud. Ma per quella data, WWIII e GP2 saranno già terminate :-) Chissà, potrebbe esserci spazio forse per una WWIV, a seconda del tipo di WWIII che sarà già detonata?!

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  4. Più leggo questo tipo di contenuti più mi convinco che le persone che li trattano sono inadeguate.

    Cominciamo con alcune osservazioni banali.

    1. mancano definizioni sensate di concetti come "sostenibile".

    2. il concetto di "decrescita" è pericoloso perché si potrebbe cominciare a "decrescere" buttando un po' di gente dentro delle buche e più ne butti, più felicità guadagni per chi rimane. Per altro, come è stato fatto notare in precedenza, si straparla di "decrescita" mentre si lavora per uniformare la Terra in una Cultura Unica tramite lo spostamento intercontinentale di quantità qualsiasi di cose e persone, robetta tipo trasferire dall'Africa all'Europa qualche centinaio di milioni di persone, oppure spedire un gadget elettronico da pochi euro dalla Cina all'Italia.

    3. ogni ragionamento esclude il passato e il futuro. Del passato si vuole ignorare la semplice osservazione che gli avi sono sopravvissuti alle ere glaciali coprendosi di pelli di mammuth e ammazzando i mammuth con utensili che nessuno di noi saprebbe replicare o usare, tipo un giavellotto col propulsore. Del futuro si vuole ignorare l'aspetto qualitativo, perché la "tecnologia" di cui si parla qui è quella della rivoluzione industriale, il mondo positivista di Flash Gordon, con leve a T, archi voltaici, caldaie e sbuffi di vapore. Si vuole negare la possibilità che la "tecnologia" trovi risposte nuove a problemi nuovi, può essere solo risposte vecchie a problemi qualsiasi. L'esempio soprastante di fare alzare in volo degli aerei che rilascino il gas sarebbe esattamente uguale se gli aerei fossero dei biplani dei primi del Novecento o dei bimotori argentati alla Howard Hughes.

    4. come si riuniscono gli "intellettuali" che discutono sulla apocalisse prossima ventura? Prendendo l'aereo e partecipando ad incontri dentro palazzi climatizzati magari in mezzo ad un deserto. Leggevo che recentemente c'è stato il record di sempre di voli contemporanei su scala planetaria. Quindi gli "intellettuali", in quanto parte delle elite, parlano di "decrescita" essendo agenti di "spreco" tra i più massicci. Nessuno pensa che invece di fantasticare degli aerei alla Flash Gordon basterebbe non condizionare la gente affinché pensi che passare due settimane in un resort della Thailandia o del Messico sia necessario o anche solo dilettevole?

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    1. @ Lorenzo

      1-Il concetto di "sostenibilià" IMHO dipende STRETTAMENTE dal paradigma energetico in cui è calato il mondo.

      Dentro il paradigma dei carburanti fossili, il mondo è come se si restingesse a causa del climate change, con così tante persone sulla Terra, prima o poi in condizioni di scarsità, detoneranno guerre.

      Dentro al paradigma energetico del solare termodinamico e dell'idrogeno, il mondo è come se si espandesse, sarebbe stato possibile affrontare il climate chang, assorbire l'attuale popolazione, ma comunque, anche se questo paradigma avrebbe potuto offrire più benessere per tutti, avrebbe sempre avuto i suoi limiti di sostenibilità in rapporto alla popolazione sul pianeta Terra.

      2-Lorenzo ha scritto:"il concetto di "decrescita" è pericoloso perché si potrebbe cominciare a "decrescere" buttando un po' di gente dentro delle buche e più ne butti, più felicità guadagni per chi rimane."

      E' corretto, è la ragione per cui io mi attendo PULIZIE ETNICHE dentro le Guerre Puniche II, che saranno guerre prevalentemente urbane, con una tecnologia diffusa tra aggressors/defenders ed un'interdizione del Close Air Support sino a 1500mt (a causa di MANPAD e mini-droni)
      http://www.youblisher.com/p/839648-Guerre-Puniche-II-per-cause-endemiche/
      http://www.youblisher.com/p/839650-Guerre-Puniche-II-per-diversione-strategica-WWIII/
      http://www.youblisher.com/p/839658-Guerre-Puniche-II-nel-nuovo-medioevo/
      http://www.youblisher.com/p/1070901-Il-teatro-Bizantino-nella-Guerre-Puniche-II/

      3-I politici italiani divorano il futuro, aspergendo balle al corpo elettorale per consolidare il loro potere, la loro ottica non supera la prima elezione utile. Politici stupidi e ladri producono decisioni stupide: grandi responsabilità, grandi errori, grandi fiamme.
      http://mio-radar.blogspot.com/2018/01/politici-stupidi-e-ladri-producono.html

      4-Io non so dove si riuniscano gli intellettuali per discutere di apocalisse prossima ventura :-)
      Non so nemmeno se questi si riuniscono, ma se mai si riunissero, spero accada online, perchè mi piacerebbe partecipare al forum :-) Di cosine per espandere l'argomento WWIII e Guerre Puniche II, ne ho a tonnellate!
      http://mio-radar.blogspot.com/2017/10/wwiii-e-guerre-puniche-ii-sono-effetti.html

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    2. paradigma energetico del solare termodinamico e dell'idrogeno

      Ti dispiacerebbe elaborare questi concetti? Perché li hai già presentati, e non mi convincono per niente; secondo http://euanmearns.com/concentrated-solar-power-vs-solar-pv-an-update/, che mi sembra ben informato,
      "CSP [Concentrated Solar Power] ... can ... be classified as inapplicable to Central Europe, and ... arguably to most other parts of the world as well",
      mentre per l'Idrogeno trovo molti pareri molto scettici sulla sua utilità, p. es. https://phys.org/news/2006-12-hydrogen-economy-doesnt.html; su questo stesso blog (https://ugobardi.blogspot.com/2013/05/la-verita-in-faccia.html) puoi leggere che
      "la produzione di idrogeno comporta una maggior perdita energetica di quella della produzione dell'elettricità", e altri inconvenienti.

      Grazie per l'attenzione, saluti.

      R

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    3. @ Renato
      Che simpatici gli scienziati :-) che fingono di fare gli scienziati, perchè sono pagati dalle lobby dei fossili, di cui la fusione ne è un cassone costosissimo ;-P di lentissima implementazione (che nella migliore delle ipotesi, potrà solo sostituire la piccola parte di energia atomica da fissione, restando quasi immutato il mix energetico da oggi al 2050 praticamente centrato sui carburanti fossili e la loro sintesi)

      Ecco i links

      http://lafrecciadellastoria.blogspot.com/2016/10/scenari-di-xxi-secolo-parte-i.html
      http://lafrecciadellastoria.blogspot.com/2016/10/scenari-di-xxi-secolo-parte-ii.html

      https://www.youtube.com/watch?v=QXx02iMsDqI

      Da notare, che nell'universo Ottimsita, i DESERTI diventano luoghi da cui estrarre energia, la quale diventerebbe un prodotto "quasi infinito" perchè derivante da manifattura tecnologica proveniente da fonte rinnovabile.

      Primo limite: (Sahara+Kalahari+penisola arabica)
      Secondo limite: (outback Australia+deserto nordamericano+deserto cinese+zone desertiche sud americane sulle ande)

      Diciamo che l'umanità che oggi è una civiltà di tipo ZERO, cambiando paradigma energetico passerebbe ad una civiltà di "quasi di tipo 1" nella scala di Kardashev.

      bla, bla, bla... ossia in specifico:

      produzione d'energia elettrica: sarebbe utile trasportarla su superconduttori, ma dato che le potenzialità d'estrazione d'energia sono talmente alte, nessuno implementerà reti superconduttive (che inizialmente sarebbero troppo costose) aggravando l'investimento iniziale.

      produzione d'idrogeno: sfruttando una frazione dell'energia prodotta dai deserti, per usare l'idrogeno come carburante mondiale per il settore trasporti su gomma.

      produzione di cibo: i deserti non conoscono la stagionalità, usando le tecniche di coltivazione senza terra & serre, si potrebbe RADDOPPIARE la produttività di quella dei paesi nord americani, proprio perchè nei deserti non esiste Autunno od Inverno e le piante non fermerebbero il proprio ciclo biologico.

      produzione di acqua potabile: utilizzando una frazione dell'energia estratta dai deserti, si potrebbero sostenere desalinizzatori sulla costa, per esigenze agricole, industriali, umane.

      Tecnologie di TERRAFORMAZIONE per combattere il climate change: le black box tecnologiche dovranno essere poste nei deserti, perchè non c'è altro luogo ove stoccare le emissioni di gas serra e tale processo dovrà durare vari secoli con energia a ZERO EMISSIONE di gas serra.

      E' vero, non ho fatto nemmeno un conto :-) in Joule pro_capite!

      MA non serve :-) dato che solo il 5% della superficie dei deserti riceve così tanta quanta energia che è pari a quella consumata in un anno sulla Terra.

      Con un'efficienza energetica del 50% già oggi il 10% dei deserti ci darebbe tutta l'energia che serve.
      Con il 20% dei deserti a parità d'efficienza, saremmo già al fabbisogno del 2050.
      http://cassandralegacy.blogspot.com/2018/06/exponential-growth-towards-sustainable.html

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    4. @ Renato
      Concordo quasi tutto quanto scritto dal prof
      https://ugobardi.blogspot.com/2013/05/la-verita-in-faccia.html

      Tranne per l'Idrogeno.
      E' vero che l'idrogeno è pericoloso, ma studiandoci sopra, sarebbe possibile migliorare le tecniche di trasporto e rifornimento, tale gas poi sarebbe il carburante dei trasporti su gomma (oggi alimentati a carburanti fossili) tramite la FUEL CELL e l'energia elettrica prodotta alimenterebbe motori elettrici, avendo come rifiuto acqua potabile e non smog!. De facto, non è altro che la tecnologia con cui la NASA andò sulla Luna nel 1969 che potrebbe essere estesa alla motorizzazione di massa.

      La produzione di Idrogeno, proverrebbe dall'utilizzo di una frazione dell'energia prodotta nei deserti dalle centrali solari a ciclo termodinamico (le quali, non sono come le pale eoliche, o marine o pannelli solari che sono discontinue) ma possono lavorare anche di notte.

      https://phys.org/news/2006-12-hydrogen-economy-doesnt.html
      Il secondo articolo, ha una visione volutamente miope e non merita nemmeno di essere commentato, dato che il post si commenta da se. Per allargare un po' la visuale dall'opprimente situazione, basta andare su YouTube, per accorgersi che avrebbe potuto esserci Desertech.

      https://it.wikipedia.org/wiki/Impianto_solare_termodinamico
      https://it.wikipedia.org/wiki/Centrale_solare

      Imponendo un fabbisogno annuo di 345000gigaWatt (picco energetico italiano 2012) sarebbero 945gigaWatt al giorno da fornire all'Italia. Considerando un calo del 6% per trasporto elettrico (senza reti a superconduttori) alla fonte servirebbero 1002gigaWatt prodotti di energia elettrica al giorno per l'Italia. Poichè nei deserti (vuoti e disabitati) ogni mq riceve 1kiloWatt e l'efficienza energetica di una centrale solare termodinamica (che lavora anche di notte) è del 25% allora, occorrerebbe tappezzare il deserto del Sahara per un'area quadrata di lato 1002000000=0.25*1kiloWatt*r^2 ossia 63308mt circa 64km di lato

      E questo breve conto, solo per l'Italia...

      Lo spazio, solo nel Sahara è di 9MLN di kmq con un potenziale massimo (con il 25% d'efficienza) di circa 225MLN di gigaWatt (questo, se non ho sbagliato qualche virgola) :-)

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    5. @ Renato
      Ovviamente le stime sono riferite al giorno :-)

      in un anno i 225MLN di gigaWatt del Sahara, diventerebbero un tetto potenziale di circa 82.1MLN di TeraWatt, con cui si potrebbe alimentare, tutto quello che ho detto sopra e qualche altra cosa in più :-)

      Nei miei scenari, *il cambio di paradigma comporta però una flessione energetica*, perchè

      a)occorre tempo a costruire tutte le infrastrutture e distribuire l'energia elettrica e l'idrogeno nel nuovo paradigma,

      b)perchè immagino che una frazione dell'energia sarebbe subito usata per le BLACK BOX per la terraformazione e combattere il climate change

      Lo scenario EFFICIENTE CONDIVISIONE TECNOLOGICA DELL'AUSTERITA', è posto nelle coordinate ("Alto livello d'abbandono dei carburanti fossili, Alto livello di gas serra ed idrati metano con positive feedback in Siberia")
      http://mio-radar.blogspot.com/2017/10/wwiii-e-guerre-puniche-ii-sono-effetti.html

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    6. Quello che non si può razionalizzare :-) lo si dice nella SciFi, per far pensare. L'umanità non è più in grado di raggiungere il primo protocollo!. Rimane solo il quinto protocollo!
      http://www.youblisher.com/p/1918685-The-5th-Protocol/

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    7. Ti ringrazio della dovizia di link e di considerazioni, ma supera di gran lunga la mia capacità di assimilazione.
      Se poi ci metti anche delle battute (sugli scienziati che fingono di fare gli scienziati, per esempio) vado in sovraccarico, mentre l'insistenza su Desertec mi manda in blocco addirittura; Desertec ha cessato le attività, se non lo sapevi [https://www.euractiv.com/section/trade-society/news/desertec-abandons-sahara-solar-power-export-dream/].

      E poi, scusa, ma non potresti scrivere le Unità di Misura secondo le regole del Sistema Internazionale? Ma, a parte la questione formale delle maiuscole o minuscole, sembra che scambi molto disinvoltamente Energia con Potenza ["fabbisogno annuo di 345000gigaWatt"].
      Vero che, leggendo attentamente, si può risalire all'Unità corretta, ma perché lasci al lettore la fatica di integrare? Non è rispettoso.

      Cmq, vorrei bocconi piccoli, no l'universo mondo: hai riferimenti verificabili alla efficienza di trasformazione da energia solare a energia immagazzinata nell'Idrogeno, via Concentrated Solar Power? Il tuo 25% a quali trasformazioni si riferisce?
      Se, come dici, "l'efficienza energetica di una centrale solare termodinamica (che lavora anche di notte) è del 25%", penso tu intenda energia solare-energia elettrica; hai qualche stima per la trasformazione da en. elettrica a en. chimica dell'Idrogeno?

      Tu sostieni che una centrale a ciclo termodinamico lavora anche di notte: fornisci prego dati verificabili perché, per quel poco che sono riuscito a trovare, quando queste centrali funzionano anche di notte lo fanno consumando gas, o gasolio. A me, ti dirò, sembra tutta una manfrina per camuffare da solari delle normali centrali termiche.

      Andando nel dettaglio, trasportare Idrogeno compresso in quantità significative comporta un gasdotto dedicato, oppure un numero esagerato di carri bombolai, mentre per trasportarlo in forma liquida va mantenuto intorno a cinquanta kelvin, salvo il vero; producendo questo gas nel Sahara, quanta energia serve per comprimerlo, o per liquefarlo, e quanto gas si perde per evaporazione durante il trasporto in forma liquida?

      D'altronde, produrlo in Europa con energia elettrica proveniente dal Nordafrica, vede grandi perdite di trasmissione.

      Per farla corta: di un chilowattora di energia solare piovuta su uno specchio della centrale di Noor a Ouarzazate, quanto ne arriverebbe -diciamo- a Roma, sottoforma di Idrogeno o di energia elettrica, nella migliore delle ipotesi? Forse cento wattora?

      Saluti.

      R

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    8. @ Renato
      Lo so che il consorzio Desertech ha chiuso, ed è cosa di parecchi anni fà. E' infatti una delle varie ragioni, del perchè l'Universo Ottimista non sia più raggiungibile.
      http://lafrecciadellastoria.blogspot.com/2016/11/scenari-mediterranei-intorno-al-2050.html

      L'unità di misura dell'Energia è il Joule, ma i dati che si trovano su Wikipedia sono dati in KiloWatt per metro quadro, è più comodo usare tali dati, moltiplicando per la superficie, piuttosto che poi convertire da Joule a Watt.

      Leggi Wikipedia, oltre che gli appunti che si trovano online di Rubbia & partners...

      L'efficienza del 25% è in rapporto alla conversione da energia solare potenziale irradiata dal sole nei deserti per 1kiloWatt per metroquadro, che è convertita in energia elettrica tramite il solare termodinamico (con specchi di acciaio inossidabile che scaldano la torre con il sale, il liquido accumulatore di calore è poi stoccato in un serbatoio grande e ben coibentato a oltre 600°C AFAIK poi una piccola parte del flusso passa e degli scambiatori di calore, con i quali dell'acqua poi si vaporizza alimentando una normale turbina a vapore, funzionando di giorno e di notte, perchè la massa termica degrada lentemente, per poi ristorarsi rapidamente dall'alba al tramonto).

      Non ho fatto i conti per la produzione di idrogeno :-) non devo fare un bussiness plan per dimostrare la fattibilità dell'opera di una fabbrica d'idrogeno nel sahara :-) lo avevano già fatto quelli di Desertek AFAIK. Detto brutalmente :-) con 82.1MLN di TeraWATT potenzialmente estraibili dal Sahara (con un'efficienza del 25%) puoi permetterti di sostenere tanti processi e dissipare in modo inefficiente come in un colapasta, tante energia...

      Imponendo un fabbisogno annuo di 345000gigaWatt (picco energetico italiano 2012) sarebbero 945gigaWatt al giorno da fornire all'Italia. Considerando un calo del 6% per trasporto elettrico (senza reti a superconduttori) alla fonte (nel Sahara) servirebbero 1002gigaWatt da produrre d'energia elettrica al giorno per l'Italia. Poichè nei deserti (vuoti e disabitati) ogni metro quado riceve 1kiloWatt d'energia solare, e dato che l'efficienza energetica di una centrale solare termodinamica (che lavora anche di notte) è del 25% allora, occorrerebbe tappezzare il deserto del Sahara per un'area quadrata di lato 1002000000=0.25*1kiloWatt*r^2 ossia 63308mt circa 64km di lato.

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    9. @ Renato
      La perdita degli elettrodotti è in media del 6% (usando superconduttori la perdita diventa marginale, ma l'investimento sale di molto). Le fabbriche d'idrogeno le si potrebbero fare in Africa sul mare, tanto quanto in Italia. Tappezzando un quadrato di 64km di lato, ci si potrebbe coprire tutto il fabbisogno elettrico italiano. 64km non sono nemmeno tanti, si potrebbe andare anche in Tunisia, non necessariamente in Libia, od in Algeria francese, per raggiungere l'autonomia elettrica in Italia. La stessa Tunisia che è una delle poche repubbliche arabe moderate, che guarda all'Europa e che gestisce il "green stream", che collabora attivamente alla lotta al terrorismo e che sbava per avere denari dall'Europa per bloccare il flusso d'immigrati clandestini in partenza dalla Libia, ma che l'attacco dei cattocomunisti all'Europa ha emarginato, perchè in Tunisia non hanno nessuna intenzione di finire invasi e ripuliti etnicamente dai sub-sahariani. Mentre i cattocomunisti, hanno tutta l'intenzione di devastare la penisola italiana e l'Europa.
      http://mio-radar.blogspot.com/2018/07/defense-bientot-une-armee-europeenne.html

      E questa è un'altra, delle moltissime altre ragioni, del perchè il primo protoccolo, pardon! l'universo ottimista non sia più raggiungibile dall'umanità.

      Circa l'idrogeno, il metodo più comune AFAIK per la prodizione d'idrogeno è da elettrolisi
      https://it.wikipedia.org/wiki/Produzione_di_idrogeno#Elettrolisi

      Tuttavia, è IMHO interessante anche il processo da Monossido di Carbonio
      https://it.wikipedia.org/wiki/Produzione_di_idrogeno#Monossido_di_carbonio

      Forse studiando, si potrebbe estrarre Idrogeno anche dal biossido di carbonio con qualche sintesi biologica, riuscendo a legare così la produzione d'idrogeno (che sarebbe massiva per la mobilità su ruote elettriche), con i processi di TERRAFORMAZIONE con abbattere uno dei gas serra, che inducono Climate Change.

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  5. http://www.plata.com.mx/enUS/More/355?idioma=2
    la fine del petrolio farà tornare in sè l'umanità? "Folle idea" cantava la Patty, ma quante folli idee ci pigliano, vero?

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  6. generalideas/david-korowicz-a-study-of-global-system-collapse
    come dice il nostro buon prof, la complessità porterà la disintegrazione di questa (in)civiltà consumistica.

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  7. L'assurdità che "il problema è troppo complesso, non si può fare niente" (a me sembra di ascoltare delle persone ormai incapaci di semplici ragionamenti) è stato un leit motiv ricorrente anche per la questione dello tsunami migratorio.

    I problemi complessi devono essere affrontati su molteplici fronti sinergicamente, altro che "fare gniente".
    Riprendendo il motto dell'ecologia "O noi risolveremo il problema o il problema risolverà noi" non possiamo illuderci che i problemi complessi non modificheranno, anche radicalmente (in genere in peggio) la vita, i nostri stili di vita.

    Qui si torna alla questione irrisolta di sempre, quella dei limiti della crescita e della decrescita intelligente: cose sensate che, proprio perché sensate, si rifugge dal pensare, dall'applicare.

    In tutto questo la deresponsabilizzazione personale di massa dovuta al transfer tecnoteistico "una nuova tecnologiao meravigliao risolverà fantasticamente i problemi introdotti dalle tecnologie precedenti" ha un ruolo importante.

    L'insofferenza per i limiti e la hybris progressista sono già presenti con la metafora babeliana persino nelle religioni monoteistiche, con Cassandra nella cultura ellenica.

    Un ricercatore che collabora con Jared Diamond sottolineava che la specie [la massa delle persone] sono incapaci di pensare prima ed elaborare soluzioni a problemi che non siano immediati [sono incapaci, anche, di pensare e comprendere la curva esponenziale, NdUiC] e che questo ha una evidente caratterizzazione bioevolutiva.
    Questo è uno dei motivi per i quali non si risolvono i grandi problemi baloccandosi con illusioni del tutto assurde che si dimostrano tali quando è troppo tardi per poterle risolvere.

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    1. se nel link di ieri delle 18,32 ripensi alle frasi vicine al barile, capisci subito dove finirà la complessità consumistica. O almeno mi auguro io che per lo meno ci rimanga la sussistenza, perchè per l'EROEI non ci sarà più trippa per i gatti della crescita. Intanto qui fuori, ma anche in casa, non si respira dal puzzo di solvente. Sarà una nuvola proveniente dalle fabbriche cinesi senza regole arrivata fin qui! E vai col BAU, ancora per pochi anni, spero.

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  8. Si, il progresso può fare a meno della crescita. Inutile andarlo a dire ai managers o ai lobbisti. Chi comanda ha pure i sistemi di propaganda per convincere la gente che va' bene così.
    "We must wander into French for one of the most discussed final sayings in fiction. "'Cela est bien dit,' répondit Candide, 'mais il faut cultiver notre jardin'." After everything absurd and horrific that they have seen, after travelling the globe to witness the extremes of human folly and cruelty, Candide recommends a little horticulture. Endless ink has been spent explaining what Voltaire was "saying".
    https://www.theguardian.com/books/2008/jul/05/saturdayreviewsfeatres.guardianreview26
    Ci sono altre citazioni a scelta.
    Angelo

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  9. Alcune cose da attuare subito a livello globale in un mondo utopistico: abbandonare l'uso dei combustibili fossili per la mobilità privata e l'aviazione civile, bandire l'uso della plastica per l'usa e getta e per contenitori in genere, buttarsi a peso morto sulle rinnovabili bandendo energia nucleare e termo-fossile, ripensare i cicli industriali in direzione del minimo se non nullo inquinamento, e soprattutto, estendere la politica del figlio unico per un numero di anni sufficiente a decrementare la popolazione mondiale di qualche miliardo di persone. Ma siccome il nostro mondo non è utopistico, ragion per cui la società continuerà a perseguire ciecamente il collasso sistemico, il dirupo di Seneca e lì lì, più prossimo che mai.

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    1. Paolo, il figlio unico è pura utopia, perchè chi gestisce il capitale, vuole la sovrappopolazione per fare sempre più affari ed aumentare la ricchezza. Se poi le masse impoveriscono ancora meglio. La 1° lettura della messa odierna tratta dal profeta Amos è molto esplicita al riguardo:" comprare con denaro gli indigenti
      e il povero per un paio di sandali?
      Venderemo anche lo scarto del grano".
      Era 3000 anni fa la tecnica del prepotente e lo è ancora oggi, nonostante Gesù, Marx e quei pochi che lo hanno capito, subito crocifissi o demonizzati, comunque messi a tacere in ogni modo, che le masse di locuste decerebrate non abbiano a rivoltarsi. E poi i religiosi mi vengono a dire che alla fine si va tutti in Paradiso!!! Speriamo che non lo dicano per autoassolversi umanamente, dando così ogni ragione agli atei, che non possono certo credere all'esistenza di Dio, vedendo la condotta egoista e perversa di quelli che per ipocrito interesse si defiscono credenti. Eppure Gesù e Vangeli sono molto chiari: "Mettono pesi sulle spalle degli altri e loro si guardano bene dal portarli". Questi non li ferma nemmeno il dirupo di Seneca. Ma il loro destino finale, almeno in Amos, mi pare molto simile alla descrizione che tante e tanti veggenti hanno dato dell'inferno, che non è quello di Dante, ovviamente.

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    2. Non bisogna essere dei geni per osservare che il citrocapitalismo e i meccanismi di concentrazione piramidale di potere e risorse nelle castalie (nei vertici) non possono prescindere dall'avere una piramide sottostante più grande possibile.
      Jørgen Randers ha sottolineato più volte che ciò che importa alla popolazione è il reddito/quantità di risorse/servizi PRO CAPITE e non quello assoluto, come viene martellato da mane a sera dai crescitisti di ogni genere e dai media con la menata dell'aumento del PIL (assoluto).
      Più volte Randers ha fatto l'esempio del Giappone, paese nel quale il PIL è in calo/stagnante da tempo ma con popolazione che decresce più di esso, con PIL procapite che aumenta e con esso la qualità della vita media.
      Non si tratta affatto di un caso giocattolo, non si tratta di Andorra o San Marino, ma del Giappone!!
      I media e il quarto potere sono gli strumenti di manipolazione delle masse da parte di queste castalie: ora che le donne emancipate dei paesi sviluppati si sono accorte che oltre ad essere madri è piacevole fare anche altre cose, e realizzano il sacrosanto rientro dolce demografico (per usare un termine dei radicali), visto che non si riesce a riattivare la crescita demografica, ora martellano da mane a sera con la im/deportazione di decine di milioni di alloctoni.
      Giampaolo Rossi sottolinea anche la necessità vitale, per queste castalie, della crescita del debito complessivo: del resto usurai e strozzini non hanno alcun interesse alla diminuzione del debito e, come osserva con grande nitore Gaia Baracetti, deficit e debito sono strumenti di trasferimento di risorse - semplifico - dai poveri ai ricchi.
      In altre parole la zootecnia globalsociale umana è fondamentale, per le mire egemoniche di sempre, per le religioni patriarcali e, da tempi più recenti, dalla castalie transnazionali ultracapitalistiche.
      Nell'Europa finalmente secolarizzata i meccanismi di sfruttamento si perpetuano con la deportazione di massa di esseri umani. Ecco che si ripetono i pattern geopolitici propri dei comunisti, delle loro utopie distopiche di Nuovi Mondi progettati e attuati sulla pelle dei popoli. Lo sfruttamento sìglobal si ottiene con l'immunodepressione concettuale, ideologica delle vittime, con il plagio intellettuale, con la catechesi del politicamente corretto, progressista, mondialista, coloro che resistono vengono etichettati come nascifascioleghisti e altre stupidaggini del genere.

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    3. capitalisti avidi, intellettualoidi comunisti, religiosi ipocriti perseguono lo stesso progetto per dominare (e distruggere) il mondo. Penso proprio che non abbia scampo. E l'umanità con esso. Peccato che molto probabilmente non potrò vedere come la metteranno questi signori, quando l'EROEI non permetterà più la crescita del PIL assoluto. Fame, epidemie, guerre e chissà quali altri solluccheri? Ma forse è meglio che non lo veda.

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    4. http://www.giappone.cc/La-popolazione-giapponese/lo-sviluppo-demografico-giapponese.html
      336 abitanti per km quadrato.
      http://micidial.it/2018/07/e-il-giappone-che-prova-a-lavar-via-la-nostra-sporcizia/
      Il Giappone è tuttora la terza potenza economica mondiale.

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    5. Immaginiamo che ciascuno di noi, per un giorno, sia chiamato ad esercitare il ruolo di presidente della Repubblica Italiana e che contestualmente, debba andare a fare un viaggio diplomatico in Estonia.

      Che ca**o direste in Estonia, se voi foste il presidente della Repubblica Italiana?!

      Mah!, io prima di dire due parole, andrei su wikipedia, per documentarmi :-)

      L'Estonia è uno staterello con 4 gatti, fa parte delle repubbliche baltiche. E' un paese dove fa un freddo boia d'inverno, mentre d'estate si fonde dal caldo, i baltici si sono puppati 70 anni di comunismo!. Putin ha mollato i tre staterelli (un tempo importanti in quanto porti strategici dell'URSS che non ghiacciavano), le tre neonate repubbliche baltiche hanno dovuto chiudere una centrale atomica per imposizione UE (perchè era un rottame tecnologico ex URSS, la stessa tecnologia del botto di Chernobyl...) essendo molto pericolosa, quindi i tre neonati baltici si sono adatti pur perdendo un sacco di pil, ed hanno perso l'autonomia energetica che prima avevevano, dato che oggi devono importare energia. Sono da sempre timorosi della Russia (essendosi puppati sulla loro pelle 70 anni di verace KGB con linee dirette nei gulag in Siberia).

      Di recente l'AMI è andata a presidiare lo spazio aereo baltico, dai voli aggressivi russi (che furono la risposta putinana all'intromissione Obamica in Ucraina, che mirava a strappare l'Ucraina dalla Russia, per poi svilupparein Ucraina lo shale gas per l'Europa, riducendo nella strategia del Pentagono, la dipendenza dalle importazioni di gas siberiano in Europa).

      In Estonia, sono 1.3MLN di persone; praticamente gli estoni sono la metà della popolazione del comune di Roma...

      Che diavolo direste in Estonia, se voi foste il presidente della Repubblica italiana?!

      Io direi:

      -venite in vacanza in Sicilia, in inverno, potreste fare il bagno! inoltre, la cucina sicula è molto buona, come i suoi vini!

      poi direi

      -non dovete temere che gli Europei dell'Ovest vi tradiscano e vi mollino nelle mani russe, qualora un domani la Russia cambiasse idea e decidesse di riprendersi tutti gli Stati cuscinetto che erano nella sua sfera d'influenza al
      termine della WWII. Gli Europei e con loro gli Americani, combatterebbero e morirebbero, per difendere la libertà di tutti gli Europei, inclusi gli Europei dell'Est.

      poi direi

      -tutto questo Putin lo sa, altrimenti non avrebbe mai mollato le tre piccole caccole, pardon!, le 3 repubbliche baltiche. Per cui, voi popoli baltici NON DOVETE temere la Russia, che da molto tempo non è più nemica dell'Europa!.

      poi direi

      -minkia!, come sono gnocche le baltiche! aho! sono tutte bionde ed occhi azzurri!

      poi direi

      -L'Ucraina è roba russa, non è Europa!

      poi direi

      -aiutateci a costruire gli Stati Uniti d'Europa, così nascerebbero USE Army, USE NAvy, USE Airforce, tutte le guerre future in Europa sarebbero debellate, i paesi Europei dell'Est si sentirebbero più sicuri con una forza militare europea federale!

      Che cazzo ha detto, invece Mattarella?!

      https://www.corriere.it/politica/18_luglio_04/africa-campi-migranti-mattarella-salvini-4c2fab0a-7ef7-11e8-9a5a-8ee160d32254.shtml

      Accogliete gli immigrati clandestini africani!

      LOL

      No!, dico io... si può essere così minorati ed incapaci d'intendere e di volere?! 8-D

      In Estonia sono 1.3MLN di persone, la metà della popolazione del comune di Roma, non hanno aviazione militare, non hanno marina militare, hanno qualche soldato e forse qualche auto della polizia e quel $%@# di Mattarella va a chiedere agli Estoni d'importare immigrati clandestini?!

      LOL

      E questo "incipit", fa da apertura a cosa si parlerà questa settimana su "mio-radar.blogspot.it":

      Défense, bientôt une armée européenne? Chine en Afrique, le piège de la dépendance? L'attacco Cattocomunista all'Europa!

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