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sabato 7 luglio 2018

Una Nuova Rivoluzione Culturale?



Un contributo di Bruno Sebastiani

PER UNA NUOVA RIVOLUZIONE CULTURALE

Osservazioni a margine della teoria “uomo=cancro del pianeta”




La visione del mondo secondo cui l’essere umano è superiore ad ogni altro essere vivente nasce decine di migliaia di anni or sono, nel momento in cui nella mente dell’uomo si sviluppa la coscienza. La motivazione di questa superiorità risiede nella maggiore capacità “elaborativa” del cervello umano rispetto a quello di ogni altro animale, ma questa spiegazione si affermò solo poche migliaia di anni fa, con i primi filosofi.

Sino ad allora prevalse il convincimento che fosse stato il creatore dell’Universo in persona ad investire l’uomo della funzione di re del mondo, e questa idea continuò ad esercitare il suo fascino anche in seguito, fino ai giorni nostri. La superiorità di cui ci vantiamo è multiforme, non riguarda solo le capacità intellettive. Spazia dalle emozioni ai sentimenti, dall’etica all’estetica, dalla politica all’arte e così via.

Una delle sue più efficaci sintesi è stata messa in rima da Dante nel XXVI canto dell’Inferno: “… fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”, versi che rinviano anch’essi all’investitura divina. Ma questa superiorità è talmente ampia, indiscussa ed indiscutibile che nel tempo si è estesa anche al regno di cui saremmo stati nominati signori, oltreché alla già citata nostra origine ai vertici della creazione. Il regno (la Terra) fu dunque immaginato al centro dell’Universo e noi ci fantasticammo forgiati direttamente dalle mani di Dio.

Oggi sappiamo che le cose non sono andate così. Ma per abbattere questi falsi convincimenti sono state necessarie due gigantesche rivoluzioni culturali, che hanno letteralmente scosso dalle radici la visione del mondo secondo cui l’essere umano è superiore ad ogni altro essere vivente.

La prima di queste rivoluzioni prese avvio nel 1543 con la pubblicazione del trattato astronomico di Niccolò Copernico “Sulle rivoluzioni dei corpi celesti”. Fino ad allora resisteva saldo nella coscienza dell’umanità il convincimento espresso nel 350 a.C. da Aristotele nell’opera “De caelo”: “… il centro della terra e quello del Tutto si trovano a coincidere … È chiaro dunque che la terra si trova necessariamente posta al centro, ed è immobile …”.

Questa teoria, il geocentrismo, era poi stata avvalorata ne “L’Almagesto” di Claudio Tolomeo intorno al 150 d.C., da cui il nome di Sistema Tolemaico dato alla dottrina secondo la quale la Terra è ferma e il Sole, la Luna e gli altri pianeti le girano attorno. È evidente la funzionalità di una simile teoria all’antropocentrismo, che vede l’uomo signore e padrone dell’Universo.

Ma la ragione evolve, e, a dispetto anche della considerazione che essa ha di se stessa, a un certo punto della storia la verità emerge. Faticosamente. Le intuizioni di Copernico non furono infatti sufficienti a ribaltare d’emblée la visione del mondo tradizionale.

Il rogo di Campo de’ Fiori in cui perì nel 1600 Giordano Bruno e il processo a Galileo Galilei con la sua conseguente abiura forzata del 1633 ci fanno capire quanto sia stato irto di difficoltà il cammino che consentì il diffondersi della semplice constatazione che la Terra è un pianeta come gli altri e che, come gli altri, gira intorno al Sole.

Nella Sentenza pronunciata dal Tribunale del Sant’Uffizio contro Galileo l’accusa di eresia si basa esplicitamente sul fatto “d’haver tenuto e creduto dottrina falsa e contraria alle Sacre e Divine Scritture, ch’il sole sia centro della terra e che non si muova da oriente ad occidente, e che la Terra si muova e non sia centro del mondo”.

Ma infine, nonostante tutto, la dottrina copernicana si dimostrò veritiera ed iniziò ad aprire gli occhi dell’uomo sulle sue reali dimensioni: non siamo al centro dell’Universo, abitiamo solo uno dei tanti pianeti che girano intorno al Sole. E più avanti abbiamo capito che di astri come il Sole ne esistono a milioni! Resisteva però il convincimento che Dio avesse generato direttamente tutta la realtà per asservirla all’essere umano. Egli, l’Onnipotente, aveva creato la luce, il cielo, la terra, l’acqua, le piante e gli animali e poi, separatamente, l’uomo, a “sua immagine”.

Per intaccare la saldezza di tale convincimento occorse una seconda grande rivoluzione culturale, e questa avvenne a metà Ottocento.Fu Charles Darwin a darle avvio pubblicando nel 1859 “L’Origine delle Specie”, in cui delineò la teoria evoluzionistica, destinata ad affermarsi in tutto il mondo scientifico nel giro di qualche decennio.

In base a questa teoria l’uomo non sarebbe stato creato direttamente da Dio, a “sua immagine e somiglianza”, ma discenderebbe nientemeno che dalle scimmie. E così pure tutti gli altri esseri viventi si sarebbero evoluti con estrema lentezza e gradualità da qualche forma di vita primigenia, superando ogni nuova condizione esistenziale grazie a multiformi processi di selezione naturale.

Fortunatamente per il grande biologo e naturalista britannico il tribunale dell’inquisizione ai suoi tempi non aveva più il potere di due secoli prima e il clima storico culturale era completamente cambiato. Ciononostante non mancarono (e non mancano tuttora) i fieri avversari delle teorie darwiniste, nostalgici di un creazionismo che ai loro occhi sancisce in modo più convincente la superiorità dell’essere umano su ogni altra creatura.

Eppure l’evoluzionismo, pur avendo smantellato il creazionismo biblico, quello, tanto per intenderci, di Dio che plasma l’uomo con la polvere del suolo e la donna con una costola di Adamo, non esclude un “creazionismo remoto”, che, con le conoscenze da noi oggi acquisite, potrebbe situarsi prima del Big Bang.

Inoltre non contesta la superiorità dell’essere umano nei confronti di ogni altro essere vivente. Anzi, il termine stesso di evoluzione sottintende quello di sviluppo, di crescita, di incremento, tutti concetti che indirizzano il pensiero verso l’idea della preminenza di chi sta in cima alla scala, e non vi è alcun dubbio che quella posizione anche per Darwin spetti all’essere umano.

E allora come si spiega l’interminabile serie di disastri ambientali che dalla Rivoluzione Industriale in avanti hanno costellato il percorso della storia e che, soprattutto, fanno temere il peggio per gli anni a venire?

Certo, noi occidentali del XXI secolo viviamo all’apice della prosperità, e le porte del benessere sembrano schiudersi anche per molti figli del Celeste Impero. Ma il conto di questo banchetto deve ancora essere pagato, e non sappiamo fino a quando riusciremo a rinviare il redde rationem, avuto soprattutto presente che il numero degli abitanti del pianeta continua ad aumentare nelle aree più povere e depresse.

Da queste considerazioni nasce l’esigenza di una nuova grande rivoluzione culturale che abbatta definitivamente il mito della superiorità della razza umana su ogni altra specie vivente, al fine di demolire l’illusione di una impossibile crescita senza limiti.

E poiché la ragione evolutasi nel cervello dell’uomo si è dimostrata senza dubbio l’arma più potente nella battaglia per la vita di darwiniana memoria, ad essa è necessario far ricorso anche per questa terza grande rivoluzione culturale. A tal fine molto umilmente ho tentato di imbastire una teoria che a mio avviso contiene alcuni spunti degni di riflessione.

In un saggio di recente pubblicazione (“Il Cancro del Pianeta”, Armando Editore) ho immaginato che la nostra intelligenza anziché essere una scintilla divina o una mirabile opera della natura sia un tragico errore del processo evolutivo della vita, una via “svantaggiosa” imboccata casualmente dalla natura, che ben presto la abbandonerà per far ritorno a forme di vita meno distruttive per l’ambiente.

In pratica l’intelligenza umana sarebbe il frutto di un’abnorme evoluzione patìta dal nostro cervello, evoluzione che ci ha consentito di piegare a nostro vantaggio le leggi della natura, di squilibrare, sempre a nostro vantaggio, il delicato ed ultra complesso sistema di congegni e meccanismi biologici formatisi spontaneamente in milioni e milioni di anni, e ci ha consentito di farlo in un battibaleno, in poche migliaia di anni, un’inezia di tempo cosmico; ma che non ci ha consentito, né mai ci consentirà, di creare un nuovo equilibrio altrettanto solido come quello che abbiamo distrutto.

E per far meglio comprendere questa amara realtà a Homo sapiens, tanto orgoglioso della sua presunta superiorità, cosa di meglio che paragonare la sua azione distruttrice a quella delle cellule che danno origine alla malattia oggi più temuta, il cancro?

Le analogie sono molte, ad iniziare dalla indiscriminata proliferazione delle cellule tumorali, alla distruzione che esse operano ai danni dei tessuti sani dell’organismo e così via, fino a quando, nel tragico epilogo, le cellule malate e quelle sane periscono insieme.

Non ha grande importanza che la correlazione abbia basi scientifiche o meno. Ciò che conta è che faccia intendere all’essere umano come il progresso di cui va tanto orgoglioso altro non sia per la biosfera se non una malattia che tutto distrugge. Questo morbo minaccia di far sparire la vita in una nuova estinzione di massa, indotta questa volta non da eventi esogeni, ma dall’errore commesso dalla stessa natura, da quella via svantaggiosa imboccata casualmente e che presto sarà abbandonata, come ogni errore che si produce nel corso del processo evolutivo.

Ecco delineata per sommi capi la teoria che a mio modesto avviso potrebbe scuotere le coscienze degli intellettuali più avveduti, contribuendo forse a rallentare, se non a interrompere, la marcia che ci vede procedere diritti verso il precipizio, come i bambini che seguirono il pifferaio magico, l’incantatore che nel nostro caso indossa i panni del progresso infinito ed illimitato.


43 commenti:

  1. Grazie del suo lavoro, la leggo spesso.
    Trovo le riflessioni di Sebastiani ancora condizionate dalla cultura cattolica: l'uomo è dominate (capace di distruggere il pianeta) e sbagliato/peccatore (capace di deviare rispetto il Sistema di cui è cellula).
    Se il Sistema Terra ha già fatto diverse estinzioni di massa (ricambio cellule) senza opera umana, addebitare all'opera umana 'la distruzione' in corso è un ragionamento che sott'intende ancora un presento dominio umano.
    Se invece consideriamo il petrolio "la cacca della Terra", ecco che l'uomo viene considerato nello status di cellula/microrganismo NON DOMINANTE.
    La rivoluzione industriale come "pochi secondi della sua vita in cui il Sistema Terra espelle il petrolio". L'idea della crescita infinita che prima è utile ad espellere il petrolio, e poi (ainoi) utile a ridurre il n di umani.
    Ciò che possiamo fare resterebbe ciò che già in pochi facciamo per la sostenibilità, ma senza sensi di colpa (bensì con responsabilità) e senza crederci "salvatori" del pianeta quindi ancora dominanti.
    Sandro

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    1. 2017 Il cancro del pianeta

      1999 Matrix
      https://www.youtube.com/watch?v=eKi9VBoEcmg

      Direi che il sig. Sebastiani ha scopiazzato da Matrix :-)

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    2. Ho visto Matrix dopo aver scritto il libro, che ci creda o no. Poi ho commentato la scena del film in questo post su facebook https://www.facebook.com/ilcancrodelpianeta/videos/1776472329339926/ . Non amo la fantascienza, credo che dobbiamo restare coi piedi per terra. Un modo per screditare la mia teoria è proprio quello di additarla come materia "fantascientifica", mentre invece purtroppo attiene alla realtà che ci circonda!

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    3. Questo il testo integrale del post di cui sopra: "Non mi fa particolarmente piacere che il discorso di questo spezzone video sia inserito in un film di fantascienza. Scredita l'argomento, gli toglie credibilità. Se un autore crede veramente che l'uomo sia il cancro del pianeta non può ridurre questo convincimento a poche battute all'interno di un film. Eppure in queste poche battute molta gente si è riconosciuta. Ecco perchè credo che il mio libro "Il Cancro del Pianeta", dove l'argomento è sviluppato adeguatamente, potrà risvegliare molte coscienze e far aprire gli occhi a tanti uomini e donne di buona volontà"

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  2. /generalideas/david-korowicz-a-study-of-global-system-collapse
    non penso che manchi molto alla correzione dell'errore evolutivo, comunque, se l'uomo è diventato il cancro del pianeta la colpa è solo sua, perchè, come disse San Paolo, non fa quello che gli dice di fare la ragione, ma fa quello che che gli dice di non fare. Poi, se uno si vuol decerebrare per autoassolversi, è libero e capace di farlo; difatti il Sommo Vate non separa la "virtute" dalla "canoscenza", ben sapendo che la "canoscenza" (intelligenza) da sola può causare solo disastri. Nel nostro caso, global collapse o dirupo di Seneca.
    Il serpente, infatti, diede nel Paradiso terrestre da mangiare ad Eva il frutto dell'albero della "canoscenza", che è molto più gustoso di quello della "virtute". Ma volete mettere un bel cacciucco, come quello di ieri sera a San Vincenzo, con quella misera ostiucola, che ti infilano in bocca i preti? Ma dai?
    E così che siamo arrivati a distruggere il pianeta! Gola, lussuria, egoismo, superbia sono piacevoli, mentre fortezza, temperanza, giustizia, prudenza sono avvilenti e faticose, per dire le virtù pratiche e cardinali, se poi si va sulle spirituali teologali a quasi tutti, molti religiosi inclusi, piglia male. Non per niente una volta dicevano che la strada per il cielo è storta, in salita e difficile, mentre quella per l'inferno facile e diritta. Ora non lo dicono più, come il detto: "Prima il dovere, poi il piacere" e tanti altri simili, perchè siamo nell'era del buonismo petrolifero. Finchè dura, ovviamente.

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  3. Ma allora, si devono trattare gli uomini come animali, o gli animali come gli uomini?

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  4. Certo professore, l'Homo Sapiens attendeva la Sua venuta, coi 12 "Intellettuali Più Avveduti" attorno.

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    1. A chi ti stai rivolgendo, scusa?

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    2. Al signor Bruno Sebastiani in prima battuta, a chi ne diffonde il "vangelo" in seconda battuta.

      In tutta onestà, trovo incredibile che ci si prenda sul serio a questi livelli.

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    3. Gesù e i 12 apostoli.

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    4. Gentile Lorenzo. Il blog non ha una linea di partito e pubblica contributi in tema con gli argomenti di cui si occupa. Non è necessario che uno sia d'accordo con i contenuti dei post - però si prega di commentare in modo un pochino più argomentato e cortese.

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    5. Allora mi faccia capire.
      La famosa ideologia "liberal" che parte dagli Anni Settanta arriva oggi al suo apogeo emanando la dottrina dello Anti-Umanesimo, ovvero che l'essere umano è una schifezza e deve sparire dal "creato".
      Lei me la spiettella qui come se appunto fosse il culmine del pensiero umano, notare la non tanto sottile ironia del pensiero umano che propone l'anti-umanesimo e si aspetta che sia IO ad argomentare una "critica"?

      La critica non la faccio io, che sono uno zero, la fanno gli ultimi trecentomila anni di Storia. Non la Storia rivista e corretta di continuo per dimostrare una tesi a priori, i fatti.

      Inoltre, una cosa che manca SEMPRE in questi casi è un minimo di logica. Cosi come agli apocalittici della demografia, quando teorizzano grandi progetti planetari di diminuzione delle nascite si dovrebbe fare notare che sterminare gli apocalittici potrebbe essere parte del progetto, anche qui necessariamente gli "anti-umanisti" sono un po' come quei "dissidenti" che dicono "basta, me ne vado dall'Italia". Chi vi trattiene?

      Come se servisse un grande sforzo a vedere che tutti questi ragionamenti hanno una ORIGINE nel tempo, nello spazio e hanno anche uno SCOPO.

      Dal punto di vista del profeta e dei suoi apostoli, come sempre, SONO GLI ALTRI che devono sparire. Chi predica la decrescita o l'anti-umanesimo non si butta dalla finestra un secondo dopo avere espresso il concetto, come dovrebbe fare. Sta li e aspetta che siano gli altri a buttarsi oppure, idealmente, che siano buttati da qualche "polizia" istituita ad hoc.

      Va bene questa "argomentazione" oppure si aspettava che belassi come il proverbiale agnello sotto il coltello del macellaio?

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    6. Mi sono dimenticato di una cosa ma in questo momento ne ho altre per la testa.

      Notare che il testo soprastante è parallelo allo "Anti-Specismo". Cito: "Il termine specismo era stato coniato da Ryder nel 1970 e utilizzato per la prima volta in uno scritto privato pubblicato a Oxford quello stesso anno."
      Ricito:
      "... sostiene l'esigenza di smascherare il più grave errore morale che a suo dire contraddistinguerebbe la società occidentale antropocentrica, ossia il rifiuto di riservare un trattamento egualitario agli esseri viventi non umani solo per ragioni connesse all'assenza di un legame di specie."

      Infatti sopra c'è scritto:
      "... nasce l’esigenza di una nuova grande rivoluzione culturale che abbatta definitivamente il mito della superiorità della razza umana su ogni altra specie vivente, al fine di demolire l’illusione di una impossibile crescita senza limiti."

      Quindi, a parte la coloritura renziana/leopolda e un po' anche biscardiana della "grande rivoluzione culturale", io aggiungerei un bel "al centro, a trecentosessantagradi", è SEMPRE LA STESSA MUSICHETTA che suona da allora.

      Ma siccome un'altra delle peculiarità del mondo contemporaneo, indotta ad arte, è quella dell'Eterno Istante Presente, alla gente ogni giorno sembra tutto nuovo e vecchio nello stesso momento, dato che è tutto immobile. Non c'è passato e non c'è futuro e siamo tutti dei babbei che non si accorgono di nulla, di questa specie di Matrix.

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    7. matrix = diavolo.
      Credersi più furbi di quella bestiaccia è da cretini. Come diceva un post precedente: "La resistenza è futile", ma nobile, dico io. E senza essere aristocratica. Un pò di piedi per terra non fanno certo male. Ce li abbiamo da mln di anni. Allora usiamoli.

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    8. Caro Lorenzo, vedo che ce l'hai a morte con qualcuno o qualcosa - e non ti posso dare torto vista la situazione. Ma, a mio modesto parere, te la prendi con i bersagli sbagliati.

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    9. Caro Ugo, vedo che elencare i fatti è inutile.

      Se io citassi un libro del 2017 che riporta pari pari frasi di un libro del 1970, per altro risaputo, sia nella follia del contenuto che nella ovvia intenzionalità maligna, mi verrebbe il dubbio non solo che il libro che sto citando sia un po' superfluo in quanto eco ennesimo ma che io non abbia percepito e quindi esaminato e quindi capito ne il contenitore (il nostro contesto) ne il contenuto (noi).

      Il fatto che esista un contenitore e che questo contenitore sia stato progettato e realizzato da qualcuno per contenerci e darci una "forma" direi che è molto più importante della "grande rivoluzione culturale" dato che non fai nessuna "rivoluzione" da dentro la scatola.

      Adesso mi domanderei perché si parla di una cosa e non dell'altra.

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    10. a proposito di piedi per terra:
      https://www.ilmeteo.it/notizie/previsioni-meteo-sahara-mistero-caldo-record-rischi-anche-in-italia
      53,2° a due passi da casa nostra, in Tunisia!!!! Con certe temperature forse anche i condizionatori più potenti faranno vento. E poi basterebbe la produzione di energia elettrica? Anche l'acqua del mare dovrebbe diventare più calda della pipi. Una bella rivoluzione, vero?

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    11. https://www.aljazeera.com/news/2018/07/records-tumble-temperatures-soar-globe-180707081917787.html
      pare proprio che i record di temperature max e min stiano cadendo come birilli in tutto il mondo. Per fortuna l'indebolimento della corrente del golfo conseguente al GW con il raffreddamento delle acque dell'Atlantico nord, che veicola sull'Europa perturbazioni , ci sta salvando il deretano, ma per quanto ancora?

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    12. intendevo per quella minima, la minima più alta, cioè 42,6° di notte il 28 giugno nell'Oman. Che nottatina!!!!!

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  5. Non concordo.
    Io mi ritengo superiore ad ogni mio bene materiale, eppure li tratto con rispetto affinché questi svolgano il loro lavoro.

    L'uomo puo sentirsi superiore ad ogni altro animale/pianta senza per questo diventarne il distruttore.

    Oggi le religioni hanno rimasto sulla nostra condotta un peso minimo eppure il nostro impatto sull'ambiente non è mai stato così drammatico.
    Evidentemente il problema non sono le religioni.

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    1. già Gesù ebbe molti traditori, dei quali Giuda è solo il più noto. S.Paolo ne cita pure lui molti nelle sue lettere. Quindi le religioni non sono il problema della tracotante umanità che emerge dalle opere dell'uomo, ma semmai è il contrario. Basta vedere come le attuali si secolarizzano più che facilmente basta ne abbiano un guadagno materiale. Anzi si trasformano in acerrime nemiche del creato, sposando l'dea di BAU più pericolosa, ossia che in fondo (autoassolvimente ipocrita e malefico) fanno del bene. La sete di dominio presente in tutti gli apparati religiosi può avere solo una radice malefica. L'unica possibilità per non farsi trascinare in questo vortice infernale è applicare alla propria vita le varie virtù elencate nella dottrina, almeno per quei pochi che ancora hanno la possibilità di conoscerle ed apprezzarle. Dopo l'oblio inghiottirà questo universo. Il nulla avanza. Che non è il nulla materiale, come il prof mi corresse, in quanto non può esistere nel mondo fisico, dove nulla si crea e nulla si distrugge, ma è il nulla spirituale, che può essere benissimo generato, per esempio, dalle droghe dentro coloro che ne fanno uso. Ma in genere da ogni condizionamento mentale subliminale o meno.

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    1. @ Curiosity
      Suggerisco di scorrere e visionare le conferenze, raggruppate nella bloggata su:

      www.climatefiction.gq

      e poi dopo, leggersi le poche centinaia di pagine della saga :-) "The Rise of Chartago":

      ebook - Rim of Hell -
      ebook - per la gloria di Chartago -
      ebook - la Stella Verde -
      ebook - Battle for Assuan -
      ebook - al vertice della tensione -

      dove trovi romanzato uno spaccato di Climate Fiction, che è la sintesi di uno dei path possibili della "WWIII road map theory", la quale è divulgata in modo esteso sia in "Mio-Radar.blogspot.it" quanto in "lafrecciadellastoria.blogspot.it"

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    2. sarebbe bello dar lavoro e prosperità ai neri a casa loro, il che in fondo era la risposta del Duce ad Amedeo di Savoia, quando gli chiese se voleva l'Africa con gli africani, senza scomodare Salvini. Ma il mondo del BAU allora dovrebbe essere eterno, infinito. Per questo vedasi:
      generalideas/why-the-coming-oil-crunch-will-shock-the-world

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    3. Ho deciso di mettere "in entaglement romanzato" (perchè contemporanee nello spazio degli eventi) la saga di "The Rise of Chartago" (romanzatura delle Guerre Puniche II nel mediterraneo con 5 ebook) con la prossima saga che sto progettando "The Battle for Kalinka" ;-) la cui prima puntata, sta per uscire con la prima puntata ebook - Lets light it up -

      :-)

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  7. generalideas/why-the-coming-oil-crunch-will-shock-the-world
    questo BAU non durerà poi molto. Il redde rationem può essere molto più vicino di quel che si creda. Forse entro i primi anni del prossimo decennio.

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  8. Mi sono reso conto solo ora che il sito da cui ho preso l'articolo è semplicemente pessimo, ma l'articolo è fatto bene, non contiene le assurdità che infestano il sito.

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  9. Purtroppo prof questo post che riporta fa acqua da tutte le parti...E nemmeno poca! Visto che mi sto occupando di una questione simile in una saggio filosofico, cominciamo col dire che l'incipit è totalmente errato: "La visione del mondo secondo cui l’essere umano è superiore ad ogni altro essere vivente nasce decine di migliaia di anni or sono, nel momento in cui nella mente dell’uomo si sviluppa la coscienza."
    anzitutto diciamo che le figure antropomorfe cornute nei petroglifi testimoniano l'esatto contrario, cioè un tentativo di comunione delle coscienze degli sciamani-cacciatori con le prede, come peraltro evidenziato da Werner Herzog in "cave of forgotten dreams"
    Diciamo poi che le moderne tecniche di neuroimaging confermano che il coefficente di encefalizzazione è un approccio totalmente errato per approcciarsi alla determinazione di una coscienza anche puramente sensoriale, e che Damasio ha dimostrato che la coscienza nasce come rappresentazione della differenza nella percezione delle emozioni interne in rapporto al variare delle condizioni dell'ambiente, e raggiunge i massimi livelli nei cacciatori di branco, siano essi cetacei o lupi, ( o uomini), o comunque negli animali con intensa empatia sociale (le grandi scimmie e non così tanto), che la neocorteccia è assolutamente non necessaria tanto per la coscienza sensoriale che per quella del sé, e che schematizzando tutti i mammiferi sono dotati sia di coscienza sensoriale che del sé e tutti gli uccelli canori....Insomma mi scusi ma mi sentivo in dovere di correggere qualche strafalcione... Quanto al famoso test dello specchio, pure imperfetto per motivi tanto sensoriali che comportamentali, (ad esempio i lupi evitano il contatto visivo diretto con uno sconosciuto in quanto segno di aggressività), dimostra che i delfini sarebbero i più autocoscienti, mentre le grandi scimmie sarebbero addirittura dietro i canidi! Per quello che vale il test dello specchio oggi..

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    1. Cortesemente, mi faccia sapere dove posso trovare il saggio filosofico al quale sta lavorando: sono proprio curioso di leggerlo ...

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    2. Se ci sto lavorando evidentemente non è ancora pubblicato,se l'italiano ha un senso... e lo porterò al prossimo premio nazionale di filosofia...Cortesemente Può verificare le pubblicazioni scientifiche di Damasio e Beckoff: le riporto una nota del mio saggio in cui cito le pubblicazioni scientifiche degli importanti autori sopra menzionati: " Marc Bekoff, filosofo ed in primis etologo cognitivo di livello mondiale, fondatore delll’etologia morale, riporta gli studi di Antonio Damasio, neuroscienziato e filosofo, sull’evidenza scientifica che attribuisce alle emozioni un ruolo fondamentale nella generazione della coscienza; ergo condividere emozioni tramite l’empatia quando esemplari di specie diverse si incontrano, ed anzitutto il primo ponte empatico è l’incrocio di sguardi, il reciproco riconscersi, può a giusto diritto essere considerato il primo passo per la creazione di una coscienza diffusa inter-specie. Così Bekoff in BioScience, october 2000, pag 863-864 : “Damasio* provides a biological explanation for how emotions might be felt in humans. His explanation might also apply to some animals. Damasio suggests that various brain structures map both the organism and external objects to create what he calls a second-order representation. This mapping of the organism and the object most likely occurs in the thalamus and cingulate cortices. A sense of self in the act of knowing is created, and the individual knows “to whom this is happening.”The “seer” and the “seen,” the “thought” and the “thinker”are one and the same. *Damasio- How the brain creates the mind-Scientific American 281: 112-117 and The Feeling of What Happens: Body and Emotion in the Making of Consciousness. New York: Harcourt Brace. Dick PK. 1968. Do Androids Dream of Electric Sheep? Reprint, New York: Ballantine Books, 1996

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    3. Continua: adesso può leggersi da solo le pubblicazioni scientifiche di Beckoff e Damasio che le ho riportato.

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    4. Continua (scusate) dopotutto Beckoff e Damasio sono gli esponenti più importanti rispettivamente dell'etologia morale e dell'etologia cognitiva, e mi sembra normale rivisitarne la letteratura scientifica prima di produrre un saggio di filosofia post-umana, come mi pare anche il suo voglia essere. Dopotutto le pubblicazioni scientifiche sono pochissime decine di pagine per articolo.

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  10. continua...Insomma le neuroscienze le nuove scienze ancelle, l'etologia cognitiva e l'etologia morale, avanzano compostando gli ultimi rimasugli di una specificità nella coscienza umana nel mondo animale, in particolare il filone emergentista della scuola austriaca degli anni 20 che taluni sperano ancora di poter difendere...(semplificando: le parti sono uguali ad altri mammiferi, ma la somma delle parti darebbe qualcosa di diverso). Porterò questo saggio che sto preparando e di cui non faccio nome al prossimo premio nazionale di filosofia.

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  11. Mi sembra una visione piuttosto infantile del mondo, e antropocentrica a dispetto delle sue affermazioni. La vita sulla terra non finirà a causa dell'homo sapiens: si estingueranno SOLTANTO il 90-99% delle specie viventi, homo sapiens incluso. Dopodiché le poche forme di vita rimaste occuperanno lentamente tutte le nicchie ecologiche e daranno inizio a nuove linee evolutive per i prossimi 4-5 miliardi di anni, finché l'espansione del sole non renderà il pianeta inabitabile

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    1. Da un punto di vista scientifico Lovelock descrive la Terra oggi come una signora un po' anziana e malaticcia, visto che il suo periodo" aureo" lo ha vissuto qualche centinaio di milione di anni fa quando il sole era meno forte e necessitava di un effetto serra ancora più forte per mantenere gli oceani ad una temperatura medi di circa 12 gradi, oltre la quale gli oceani. tendono all'anossia. Poi il tuo commento è un po' scentrato secondo me da un punto di vista morale: visto che la Terra oggi ospita creature coscienti e ricche. non solo l'uomo ma anche ad esempio molti mammiferi ed alcuni uccelli, sarebbe un peccato impoverirla irreversibilmente di tale ricchezza che l'evoluzione ha impiegato centinaia di milioni di anni per raggiungere. Insomma secondo me sei arrivato ad una valutazione non distante dalla mia ma con argomentazioni non proprio stringenti e conseguenti.

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  12. Oltre agli uomini, il cancro del pianeta potrebbero essere le formiche, oppure i ratti o i batteri o con minori probabilità, i robot.
    http://www.nextme.it/scienza/natura-e-ambiente/8108-formiche-specie-domina-terra-futuro
    È che alla nostra specie piace primeggiare anche nella cancerogenicità.
    Che dire? Per fortuna è stato inventato il punto interrogativo. (???????????!!)

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    1. segue....no, anzi, a pensarci bene ritengo che "la consapevolezza sia un attributo indispensabile del cosmo", come scrive Robert Lanza nel suo originale libro "Oltre il biocentrismo" ed il Saggiatore.
      Nello stesso tempo le formiche sono maestre nel pensiero sistemico, cosa che dovremmo perfezionare. Alla fine sarà una lotta serrata tra noi e loro.

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  13. Concordo con Bruno Sebastiani che c'è stata "un’abnorme evoluzione patìta dal nostro cervello".

    Concordo con il Capitano Paul Watson che l'intelligenza è questa cosa :
    Alcuni anni fa, il capitano Watson ebbe la seguente conversazione con Georg Blitchfield, leader della "High North Alliance", gruppo di pressione a favore della caccia alle balene.
    Blitchfield: "Ma Watson, lei sta dicendo che le balene sono più intelligenti delle persone. Come può dire una cosa così stupida e folle?
    Watson: “Georg, mi capita di misurare l'intelligenza in base alla capacità di vivere in armonia con il mondo naturale. Secondo questo criterio, le balene sono molto più intelligenti di noi”
    Blitchfield: “Questo è un criterio stupido. Secondo questo stupido criterio, si potrebbe dire che gli scarafaggi siano più intelligenti delle persone.”
    Watson: "Georg, sta iniziando a capire di cosa sto parlando."
    (estratto da https://profumodimare.forumfree.it/?t=70843078)

    Gro.La.

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  14. La teoria elaborata da Sebastiani, al di là della drastica equazione centrale che rischia di moltiplicare le accuse di catastrofismo e le reazioni irose da parte dei negazionisti climatici e dei natalisti più tetragoni, mi sembra tutt'altro che campata in aria e (tutto sommato) costituisce un salutare "sasso gettato nello stagno" dell'attuale dibattito filosofico-politico-ambientale (inter)nazionale...

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  15. Un intervento stimolante tuttavia, non possiamo “piegare a nostro vantaggio le leggi della natura” anche se vengono distrutti milioni di ettari di foreste vergini da alcuni decenni a questa parte, per quel che so, non modifichiamo le leggi della fisica, della chimica e della biologia.
    C’è un sistema economico che consente a poche persone di organizzare il taglio delle foreste vergini nonostante l’opposizione delle popolazioni locali e le migliaia di firme raccolte tra gli ambientalisti: ed allora come fanno i cervelli di una minoranza a prevalere sulla maggioranza? Con l’imbroglio e se non basta con la violenza. (Confessioni di un sicario dell’economia. di J. Perkins )

    Ritengo riduttivo attribuire al solo cervello umano le conquiste tecnologiche: anche il pollice opponibile, la massa corporea ecc., ci hanno consentito di realizzare protesi di potenza e di abilità.

    Manca, mi pare di capire, totalmente un’analisi sul sistema economico adottato:

    “Finché il rendimento, la massimizzazione del profitto, derivante dalla
    produzione o la realizzazione di norme centralmente pianificate senza
    riferimento ai mezzi resteranno le forze motivanti delle imprese produttive
    in tutto il mondo, finché la gente sarà presa in trappola dal bisogno
    economico o dalla regolamentazione da parte dello Stato della produzione
    e del consumo di certe cose, fino ad allora un agente inquinante
    subentrerà ad un altro.” (R.C. Lewontin - Biologia come ideologia.
    Bollati Boringhieri p. 43 )

    Silvano Molfese

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    1. -Bellissimo il libro di Perkins, e molto giusta la sua riflessione.
      -Il sistema economico adottato è frutto della nostra "intelligenza".
      -Di questo tipo di intelligenza si può fare a meno.
      Gro.La.

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  16. generalideas/james-howard-kunstler-the-coming-collapse-weve-been-collapsing-since-2005
    Questo mostro che tanti osservatori chiamano "capitalismo" è solo un insieme di metodi per la gestione del surplus di ricchezza - il risultato è che nulla di questo complesso è mai stato visto prima nella storia ed è un puro prodotto dell'orgia industriale lunga 200 anni guidato da combustibili fossili.
    Kunstler spiega molto bene il fenomeno finanziario dello scisto.

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  17. (e non mancano tuttora) i fieri avversari delle teorie darwiniste, nostalgici di un creazionismo .....

    Beh per la verità da un cinquantennio sta prendendo piede anche un'altra idea, quella dell'interventismo sul cervello umano operato milleni fa da esseri terzi di cui ignoriamo origine e natura ma che, per alcuni autori, il libro del Genesi ci parla.
    Lo studioso di spicco in tale campo é il biologo molecolare italiano di fama internazionale Pietro Buffa il cui recente secondo libro sull'argomento titolato Resi umani sta avendo un grosso successo editoriale sia in Italia ma pare anche in USA.
    Il suo primo libro titolava: I Geni manipolati di Adamo.

    Certamente un successo editoriale non é garanzia di verità di quanto affermato ma é innegabile che l'ipotesi suggerita è molto suggestiva e pare stia trovando conferma nei recenti studi sul ns. DNA.
    Comunque reputo un idea che vada esplorata.

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