Troia non Cadde per Colpa degli Immigranti


sabato 30 giugno 2018

Ogni resistenza è futile: siamo invasi e stanno vincendo loro!



Siamo invasi dalla plastica. E gli invasori stanno vincendo!

Vediamo qualche dato. In tutto il mondo abbiamo prodotto fino ad oggi circa 9 miliardi di tonnellate di plastica. Forse il 10% è stato incenerito legalmente o bruciato illegalmente. Rimane circa una tonnellata di plastica a persona, in tutto il mondo, sparpagliata in giro. Ogni anno se ne producono oltre 300 milioni di tonnellate di nuova.

E ora qualche dato per l'Italia. Consumiamo oggi circa 6 milioni di tonnellate di plastica all anno (fonte: polimerica). Il conto è presto fatto: sono 100 kg a testa da smaltire ogni anno. Di questi qualcosa viene incenerito, qualcosa riciclato, e qualcosa va in discarica. Ma sono comunque svariate decine di kg di plastica per persona che finiscono sparpagliati in giro ogni anno.

Come si risolve il problema? Beh, il ministro Costa propone un bell'esercizio di resistenza futile, invitando gli Italiani a raccogliere qualche pezzo di plastica ciascuno quest'anno. Si, mettiamo che ognuno di noi, vecchi, bambini, disabili, arbitri di calcio e politicanti inclusi, raccolga 100 grammi di plastica ciascuno (2-3 bottiglie di plastica) e la metta nel contenitore giusto. Bene, e gli altri 99,9 kg che verranno prodotti e venduti quest'anno? E la tonnellata prodotta in precedenza?

Forse un po' meglio - ma altrettanto futile - l'iniziativa di Greenpace che invita a segnalare con una telefonata la presenza di plastica. E mandare anche la foto!  

 

Si tratterebbe, secondo Greenpeace, di fare un "brand audit" che dovrebbe permettere di localizzare i peggiori inquinatori e cominciare a convincerli a fare di meglio. Si, ma è una logica discutibile, come minimo. Come potrebbe essere che un certo produttore di oggetti in plastiche faccia di peggio o di meglio di altri? Siamo strapieni di plastica: guardate gli scaffali di qualsiasi supermercato dalle vostre parti: vi sembra che ci sia qualcuno che fa più danni di altri? 

Non so voi, ma a me queste cose fanno venire in mente la frase dei Borg di Star Trek: "Ogni resistenza è futile." La plastica sta vincendo: ci ha invasi, circondati, ce la stiamo mangiando, la stiamo respirando, non sappiamo più dove scappare. E non sappiamo nemmeno cosa fare, eccetto sentirsi virtuosi invitando il nostro prossimo a raccogliere qualche pezzetto di plastica qua e la (è quello che ho chiamato "la maledizione del colibrì"). Vi vengono in mente cose come mangiare la zuppa con la forchetta? Ecco, tipo quelle.

Però, se per caso qualcuno al governo o fra i cosiddetti "opinion leader" avesse in mente di fare qualcosa di serio per fermare l'invasione, bisognerebbe:

a) Sbrigarsi a tirar fuori dei provvedimenti legislativi per ridurre drasticamente la produzione di plastica di origine fossile. E, quanto prima, eliminarla del tutto.

b) Smetterla di prendere in giro la gente dicendogli di mettersi a fare gli spazzini o i vigili della plastica.




33 commenti:

  1. forse se si potesse in futuro applicare qualcosa al cervello delle locuste, tipo Borg, per condizionarli ad agire virtuosamente, qualcosa di buono si otterrebbe. Per ora abbiamo lo Spirito Santo, ma è merce più che rara, specie in un mondo di condizionamenti mediatici. A me viene in mente il "mamma Rai" di Renato Zero. E chi non farebbe volentieri quello che gli dice la mamma? Altro condizionamento mediatico! Vai, locusta decerebrata, vai. E la plastica pure.

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    1. https://www.meteogiornale.it/notizia/51636-1-caldo-eccezionale-meteo-estremo-record-siberia
      anche: vai, clatrato, vai.

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  2. Ora, qualche dirigente di quelli che sanno tutto dovrebbe spiegarmi per quale ragione ci viene allegramente imposto di non mettere in circolazione auto che non corrispondano a requisiti ben precisi, numericamente determinati e ai quali è obbligatorio adeguarsi, ma non si impone con altrettanta forza una riduzione alla fonte della produzione e distribuzione di oggetti in plastica. Attenzione, non parlo solo degli imballaggi di varia natura, parlo anche del ventilatore e del frullatore, per dire. Imporre il divieto di progettare oggetti destinati alla discarica fin dalla fabbrica è possibile. Solo che le nostre dirigenze sono sorde da quell'orecchio (gli affari sono affari, dopo tutto).

    Ah, ovviamente... più persone, più rifiuti, anche in plastica. Inclusi i cinque milioni e passa di forestieri che stanno a vario titolo dalle nostre parti e bla, bla, bla (ormai sapete). Che dite, fare qualcosa anche su quel versante?

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    1. tra un pò ci pensano i Borg a fare qualcosa. Basta avere pazienza. Tanta.

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  3. Sul web si legge del fungo amazzonico che si nutre di poliuretano, della larva di una farfalla parassita degli alveari che si nutre di poliestere come della cera prodotta dalle api, e in entrambi i casi i prodotti di scarto sono biodegradabili; del dispositivo inventato da un ragazzo per raccogliere tutta la plastica dispersa negli oceani, ecc. In giro non c'è traccia per il momento dell'applicazione industriale di tutto questo per cui l'unica arma a nostra disposizione sarebbe una stringente legislazione internazionale che riduca drasticamente imballaggi industriali e alimentari sostituendoli con plastica biodegradabile. Le resistenze sono enormi e non credo che la politica farà granché per ora. Intanto la morsa della plastica ci soffoca sempre più. Prima o poi l'ambiente sfornerà dei potenti microorganismi polimerofagi, ma per allora questa civiltà mangia pianeta sarà probabilmente collassata da tempo.

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  4. Un provvedimento facile facile sarebbe tassare pesantemente la plastica a cominciare dalle bottigliette da 1/2 litro. Alcuni miei colleghi d'ufficio usano tutti la borraccia d'alluminio che riempiono tutti i giorni. Altri invece consumano una o due bottigliette di plastica al di che poi finiscono nel bidone. Io uso la stessa bottiglietta da sei mesi.

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    1. se è di PET, smetti subito. Usa il vetro.

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    2. In rete trovo voci discordanti... Sei sicuro?
      Quì dicono che il PET è sicuro.
      https://www.altroconsumo.it/alimentazione/acqua/news/riutilizzare-bottiglie-acqua-plastica

      Poi se devo scegliere tra comprare una bottiglia nuova con acqua che è stata in giro anche al caldo per mesi o riempirla la mattina per berla dopo poche ore.... Preferisco la seconda.

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    3. per produrre il PET usano gli ftalati, cancerogeni. Meglio usare vetro o polietilene, acquistabile su Internet, se proprio non si vuole rinunciare alla plastica.
      Poi sulla rete si trova tutto ed il contrario di tutto, specie se ci sono interessi commerciali in gioco. Noi qui dovremmo saperlo bene.

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  5. Triste situazione senz'altro. Bene ci sia consapevolezza, seppur molto tardiva; ormai la plastica è nella catena alimentare.
    Ricordo lo sgomento, cinque anni fa, durante una vacanza in Sardegna. In spiaggia la plastica era ovunque, letteralmente: bottiglie, tappi, sacchetti, ciabatte rotte, reti, palloni. Uno spettacolo agghiacciante. Non ho idea, ad oggi, se quella plastica fosse lì abbandonata dai turisti o se fosse stata trasportata dal mare. Presumo la prima, visto che era a cento metri dal mare. Idem sulle spiaggie isolae della bellissima isola dell'Asinara.
    Quest'anno in Grecia stesso copione: cannuccie, tappi, imballaggio di caramelle dappertutto. Persino un secchiello e delle pistole ad acqua "dimenticate".
    L'abuso di plastica è un problema immenso e stupisce come in pochi se ne rendano conto: tra grande distribuzione, proliferare delle consegne a domicilio, diffondersi del concetto americano di bar (bicchiere + tappo biberon + cannuccia + vassoio se compri più di un bicchiere) e generale diffondersi dell'usa e getta a vita limitata non si riesce a vedere un gran futuro. E il grande dramma, come per il global warming, è l'inerzia: anche smettendo ORA avremmo decenni di m***a non biodegradabile a spasso nel sistema.
    L'umanità è un cancro fuori controllo a tutti gli effetti, privo di una coscienza collettiva. La tecnologia e l'industrializzazione l'omologo del fuoco a lei donato da Prometeo, senza immaginare che danni avrebbe potuto causare.
    Capisco l'alga, lo scoiattolo americano, le carpe e altre specie invasive che, da opportuniste, riempiono aggressivamente e inconsciamente ogni nicchia, ma noi? Non dovremmo essere forse una specie pensante? Che forma di incantesimo è che ci blocca come avviene per un'alce, di notte, di fronte ai fari di un'auto, cosciente di aver di fronte la morte ma incapace di reagire?

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  6. Abito in una zona di mare in Veneto, un pezzo di litorale ancora intatto in un'area semiprotetta; d'inverno le mareggiate e le maree portano a riva una gran quantità di rifiuti plastici di ogni tipo. Desolante.
    Ma prepariamoci al peggio, la vera invasione sta per arrivare. Nessuna leggina o comportamento virtuoso individuale potrà nulla contro Wall Street-industria petrolifera-industria chimica-esplosione demografica:
    https://www.foxbusiness.com/features/the-shale-revolutions-staggering-impact-in-just-2

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  7. quasi 80 anni fa i tedeschi, allora alleati, dissero a mio padre che la chimica avrebbe levato la fame, ma alla fine distrutto il mondo.

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    1. the-energy-cliff-approaches-world-oil-and-gas-discoveries-continue-to-decline
      in pratica dice che energy cliff (dirupo di Seneca) arriverà prima che non si creda.

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  8. Mio suocero non sa fare la differenziata e accumula spazzatura in casa. Mia moglie mi ha chiesto l'altro giorno di buttargli un sacchetto di un centinaio di grammi di plastica (sporca) all'isola ecologica. Ero fuori orario: le isole erano chiuse dopo averne girate un paio. C'erano i centri di raccolta comunali un po' fuori. Consulto il tablet. Devo andare in Zona Industriale: 1 litro di nafta nella mia auto per smaltire cento grammi di plastica. Cercate di proporre soluzioni possibili per cortesia. Grazie.

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    1. La prossima volta potresti andare all'isola ecologica quando è aperta, per esempio.

      Quanto al litro di nafta che hai bruciato, chissà quanta ne sprechi per andare al mare, o a spasso o a fare l'aperitivo?

      Di soluzioni possibili per smaltire correttamente l'immondizia ce ne sono quante ne vuoi. Di soluzioni che non prevedano il tuo iimpegno personale non ce ne sono. A meno che non la butti in strada come fanno a certe latitudini...

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    2. La lotta ai rifiuti "spiccioli" si fa lato fabbrica, non lato "consumatore" (preferisco "acquirente") con tutto quel ciarpame di distribuzione megalitica che sta nel mezzo. Un bel disciplinare che imponga divieti alla fonte e anche a voler buttare via "il mondo" non potresti, perché quel "mondo" non sarebbe a tua disposizione non essendo stato fabbricato. E' che così facendo andrebbero a rotoli tante belle occasione per lucrare prima, dopo e durante.

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    3. Io ho imparato a diffidare degli ecologisti: una massa di ignoranti plagiati da qualche saccente che non si e' mai sporcato le mani. La raccolta differenziata e' un gigantesco sistema di trasferimenti dei costi di smaltimento sul cittadino utente che gia' paga tariffe salate. Leggi ad esempio:

      http://lospillo.info/la-grande-idiozia-della-raccolta-differenziata-milioni-di-tonnellate-di-plastica-e-non-sappiamo-cosa-farci-2/

      Se non si rinsavite stacchiamo la spina ogni volta che parlate da adesso in poi.

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    4. quindi cosa proponi? Seppellire tutta la montagna di rifiuti in discariche o bruciarli negli inceneritori, altrimenti detti "termovalorizzatori", o disperderli bellamente nell'ambiente?

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    5. @ spartan300it. Sono l'anonimo del 2 luglio 2018 11:23. Anche io diffido degli ecologisti, come diffido di molti altri "isti". Approfitto per dirle che le sue risposte, se dirette a me, sono fuori bersaglio.

      Io non sono "un ignorante che non si è mai sporcato le mani": vivo in periferia; ho un discreto orto e alcuni alberi da frutta; riciclo tutti i miei rifiuti organici in compost; quasi tutto il mio cibo è acquistato da produttori locali e non richiede imballaggi in plastica. Le mani me le sporco eccome.

      Sono anche assolutamente d'accordo con MrKeySmasher: la plastica andrebbe bandita per legge da ogni uso non strettamente necessario, al pari del mercurio. Nel frattempo, visto che anche io ogni tanto (tanto...) devo smaltire rifiuti in plastica, lo faccio con attenzione e senza lamentarmi. Potrebbe farlo anche l'itagliota medio, togliendo un po' di tempo ad altre importanti incombenze, come i social, i talent show e il fantacalcio.

      Se poi qualcuno vuole "staccare la spina" quando parliamo, faccia pure. L'importante è che non getti rifiuti per strada vicino a dove abito io altrimenti, civilmente e cortesemente, glieli faccio raccogliere insieme ai denti.

      Alessandro B.

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    6. Questo sedicente spartan 3000it poteva dare una pulita ai cento, ha scritto cento ,grammi e non chili, di plastica sporca e poi metterla fra quella da riciclare pulita.
      Invece che girovagare fuori orario per isole ecologiche.
      Ma dal tono dei suoi commenti, questo ha solo imparato a spargere insulti immotivati ed insulsi.

      Veda un po' se non faccia anch'egli parte di"una massa di ignoranti plagiati da qualche saccente che non si e' mai sporcato le mani"

      Marco Sclarandis.


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    7. tutti siamo plagiati in male dal diavolo. E più uno cerca di fare del bene, più si accanisce. Almeno dalla mia esperienza nelle comunità cristiane, d'altra parte la superbia è il più sottile dei peccati capitali ed il peggiore, perchè si crede di fare del bene, invece si prepara il male. Difficile da vredere e realizzare. Quindi la prudenza non è mai troppa. Si vede che Spartan 3000 è uno prudente, che diffida anche delle iniziative che sembrano buone. Certo che se sono partite, come nel mio comune, da una sindachessa che è rimasta in cinta nel suo ufficio, c'è poco da credere che, se questo è il livello dei promotori, sia un'iniziativa veramente buona. Poi è stata sostituita da un furbastrello drogato, che è passato nel PD da FI per accontentare i costruttori. La musica non cambia.

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    8. Ecco. Bene. Continuiamo con questa nuova bella tradizione di insultare i lettori. Se si ritiene che uno dica una stupidaggine si attacchi la stupidaggine, non si dia dello stupido al dicente.
      Nel merito il processo di gestione dei rifiuti è una lunga catena nella quale il cittadino è l'unico anello non professionale, che non viene pagato per quello che fa ma anzi paga tutti gli altri, ancora rischiando punizioni se sbaglia, e che non ha alcun controllo di nessuna parte del processo. Oltretutto da una parte non si sa che fine faccia il materiale raccolto e ogni momento si cambiano le regole del gioco. Fino a poco tempo fa la raccolta differenziata ed il riciclo sembravano una ottima soluzione, adesso no, perché la Cina non compra (per fare un esempio.)
      Circa gli ecologisti, beh, è chiaro come la luce del mezzogiorno che sono i principali nemici dell'ambiente. I pochi seri, preparati, onesti, vengono travolti dalla massa. L'ambiente nel migliore dei casi è una prostituta di classe che viene usata per farsi accompagnare alle cene della bella gente, altrimenti è una mano di vernice verde da spalmare sulla propria merda. Così non se ne sente più l'odore.
      Anche perché ricordiamo che l'ambiente non ha bisogno di essere protetto. Ha solo bisogno di essere lasciato in pace.
      Nota per quelli che ne sanno una pagina più del libro: lo scrivente non va in vacanza, riduce riutilizza, ecc ecc, pratica l'autosufficienza alimentare su piccola scala, ecc. Quindi non iniziamo il gioco di chi ce l'ha più grosso.

      Uno che non usa il cervello

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    9. Andateci dolci, ragazzi, girano abbastanza insulti per il Web, non c'è bisogno di aumentare la dose.

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  9. "La plastica sta vincendo: ci ha invasi, circondati, ce la stiamo mangiando, la stiamo respirando ..."

    questo però però, per la plastica, potrebbe rivelarsi un punto debole: a differenza dell'"impalpabile" cambiamento climatico, la plastica è molto concreta, si tocca, si vede ... e la gente normale è spesso ossessionata (anche al di là del ragionevole), da quello che mangia.
    Dunque se la gggente comincerà a capire che tutti questi polimeri alla fine ce li stiamo mangiando anche noi, come il capodoglio, magari scatta un po' di ribellione.
    Magari eh

    L.

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  10. http://www.greenreport.it/news/economia-ecologica/plastica-rifiuti-la-cina-non-vuole-piu-intasano-gli-impianti-italiani.

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  11. https://www.resilience.org/stories/2018-07-02/population-whats-the-problem/
    "90% of ocean plastic pollution arises from just ten river systems in Asia and Africa, basically as a result of inadequate waste management systems and a lack of public consciousness about waste disposal in these rapidly industrialising places1. The most efficient remedy would seem to be targeting investment in waste management systems in the relevant places".
    Nello stesso articolo si parla della sovrappopolazione come di un falso problema. Pare che i tassi di fertilità siano in picchiata. Certo, lo studio citato risale al 2003.
    https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2849155/
    Le conclusioni sono ottimistiche. Bene.
    Angelo

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    1. mah? le famiglie nordafricane qui intorno hanno dai 4 ai 5 figli!!!! Speriamo che nei loro paesi, dove non penso vengano pesantemente assistite come qui, ne facciano meno.

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    2. https://www.istat.it/it/files/2016/11/Statistica-report-Nati.pdf
      "Continua il calo dei nati da genitori entrambi
      stranieri, nel 2015 scendono a 72.096 (quasi 3 mila in
      meno rispetto al 2014). In leggera flessione anche la
      loro quota sul totale delle nascite (pari al 14,8%)".
      Sono numeri irrisori.
      Angelo

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  12. Conosco un po' di gente di Greenpeace. Loro lavorano per l'abolizione dell'usa e getta. Ma per far questo serve creare coscienza. La storia della foto col telefonino non serve a cambiare la testa ai produttori, ma far capire ad un numero sufficiente di persone che abbiamo un problema.

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  13. Quella del riciclaggio delle resine (plastica) è stata uno dei più grandi falsi ideologici recenti.
    Da tempo la politica si nutre di falsi tanto grossolani quanto sfacciati:
    o - inceneritori (ciò che fa sparire magicamente i rifiuti)
    o - le migrazioni di massa come fantastica, meravigliosa e unica opportunità
    o - il nucleare da fissione
    o - la crescita demografica e quindi economica senza fine
    o - l'USA&getta
    o - le fantastiche sorti della mobilità privata, ora riverniciata di verdognolastro elettrico
    e altri numerosi "problemi senza soluzione" per dirla alla Greenpeace.

    La plastica è un grande problema senza soluzione.
    Il deciclaggio imposto e dal degrado tecnologico e dalla normativa dequalifica le resine ottenute dal riciclo.
    Per molti dei nefasti usi di massa è necessario utilizzare resine nuove, "vergini".
    Così miliardi di umani consumano, quotidianamente, etti di resine nuove, di fatto monouso.

    Come sempre, risalire alle fonti dei problemi
    o - la pigrizia degradante e mediocre delle masse che si plastichizzano la vita, mangiano, bevono, abitano, pensano la plastica, di plastica
    o - le industrie del settore che fanno utili a palate.

    Un approccio apparentemente efficace sarebbe quello di utilizzare la potenza del collettivo "al contrario": ora le masse spargono plastica ovunque? Si introduce un premio rilevante di denaro a chi recupera plastica e la conferisce come materia prima seconda.
    Ma questo è un processo economico fallato, insano, perché a differenza di altre materie (alluminio, vetro, acciaio) che beneficiano già da decenni di questo efficace approccio (in paesi scandinavi, in paesi poveri come reddito supplementare, come in Paraguay del quale ho testimonianze da amici ecologisti assai affidabili) per i quali il riciclo è sano e vivo, per le resine il deciclaggio e il degrado sono motivi ostativi evidenti.

    L'unica soluzione sensata è ridurre a zero il 95% dell'attuale uso-abuso delle resine sintetiche.
    Questa della plastica è un'altra delle entropie umane, sociali alle quali mettere mano è estremamente difficile.
    La sola politica di innestare la GDO nei paesi del secondo mondo, come in India, è stata devastante per il modello consumista, basato su contenitori monouso.
    Un problema senza soluzione?
    Bisogna eliminare il problema alla radice: no plastica per il 95% dei suoi usi.
    Poiché questo risolverebbe il problema ovviamente non verrà fatto.
    Come per ogni cosa della decrescita intelligente.

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  14. UnUomo.InCammino, la decrescita, insita ed inevitabile in ogni processo ed aspetto del mondo fisico, ci ricorda l'ineluttabilità della morte.
    Per quanto ne sappiamo, l'Universo visibile e sperimentabile non permette nessun genere di crescita infinita e se anche lo permettesse non sapremmo come averne la certezza.

    Quindi, per quanto intelligente o felice la si voglia rendere, la decresita non l'accettiamo mai con entusiasmo.

    La possiamo accettare solo con una visione trascendente dell'esistenza,
    visione indipendente da qualsiasi credo più o meno organizzato ed istituzionalizzato.
    Visione che abbiamo avuto fin dalla notte dei tempi, e che secoli e millenni di scienza possono offuscare o magnificare a seconda dell'atteggiamento nei confronti di tutto quanto non possiamo misurare e controllare.

    I polimeri artificiali ci mostrano quanto profonda può essere la nostra ignavia.

    Come l'operaio inetto incolpa lo strumento, l'umano sciatto ed indisciplinato incolpa l'inconsapevole materia grezza, nella fattispecie la cosidetta plastica.

    Ma credo che non occorra vedere oltre chissà quale limite per sapere che pure questa montagna, letteralmente parlando, di materia sotto molti aspetti meravigliosa, raggiungerà presto la sua massima sommità, anzi il suo picco.
    O franerà sui suoi edificatori, o questi smetteranno di accrescerla.
    E magari pure di demolirla.
    A noi la scelta.

    Marco Sclarandis.

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  15. Non solo plastica anche il ben più genotossico plutonio sospeso a decine di tonnelate nell'aria in eredidita taciuta delle "prove" atomiche.

    https://aipri.blogspot.com/2015/06/les-essais-nucleaires-aeriens-ont.html

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    1. In italiano... https://aipri.blogspot.com/2016/08/unaria-di-plutonio.html

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