Quando l'ipotesi peggiore si rivela quella giusta


domenica 13 maggio 2018

Prodotti Sfusi: siamo sicuri che sia una buona idea? Ovvero: la maledizione del Colibrì colpisce ancora



Così, l'altro giorno mi sono fermato al supermercato per fare la spesa e ho trovato una sezione nuova nuova dove si potevano comprare le crocchette per cane sfuse. Bene, da buon ambientalista mi è parso il caso di provare e mi sono riempito un bel sacchetto di carta - molto ecologico - di crocchette e l'ho pesato. Lo vedete nella foto qui accanto. 5,09 euro per 1,72 kg di crocchette.

Poi, ho mosso il carrello di qualche metro e davanti a me ecco le crocchette per cani nel loro impacco tradizionale. Eccole qua:


E notate come, nel loro sacchettone-plasticone, le crocchette costano molto meno, poco più di 1 euro al kg, quasi un terzo di quelle sfuse. A un prezzo minore di quanto ho pagato per meno di due chili, me ne sarei potuti portare a casa quattro chili.

E allora? Come sta questa faccenda? Perché le crocchette sfuse costano così care? La prima impressione che ho avuto è di essere stato imbrogliato. Poi, però, ripensandoci, credo che la vicenda sia più complicata di così e che richieda un certo ragionamento.

Per prima cosa, non ho ragione di pensare che le crocchette sfuse siano vendute a un prezzo ingiustificatamente alto: più probabilmente, sono di qualità migliore. Come per tutti i prodotti, ci sono varie gradazioni di qualità sebbene, nel caso delle crocchette per cani, per noi umani è difficile giudicare. E' anche possibile che ci siano dei costi superiori per la gestione del complicato sistema di distribuzione ma, da quello che sono riuscito a trovare sul Web, non c'è evidenza che i prodotti sfusi debbano costare necessariamente di più di quelli impaccati in modo tradizionale.

Ne consegue che ci devono essere delle ragioni che hanno spinto i dirigenti della COOP a scegliere le crocchette - e un certo tipo di crocchette - come prodotto sfuso. Quali sono queste ragioni? Non ho trovato niente di scritto su questo argomento sui siti della COOP o altrove, a parte grandi lodi all'idea e discorsi su quanto sono bravi. Allora proviamo a usare la logica per cercare di capire come sta la faccenda.

Per prima cosa, perché i prodotti sfusi? Ci sono due ragioni: la prima è di evitare i contenitori, costosi e inquinanti, la seconda quella di permettere ai consumatori di calibrare i loro acquisti esattamente sulle loro necessità, evitando sprechi.

Tutte e due sono ragioni valide, ma valgono nel caso delle crocchette? In primo luogo, le crocchette vanno messe per forza dentro un sacchetto, sia che uno le compri sfuse oppure no. Le crocchette sfuse si mettono in un sacchetto di carta, quelle impacchettate arrivano in un sacchetto di plastica - ma nulla vieterebbe di confezionarle in un sacchetto di cartone. Se uno voleva semplicemente evitare un po' di plastica, c'erano modi più semplici di quello di creare tutto un ambaradan di tubi, bilance e sacchettini per l'operazione di fornitura, pesa e etichettatura.

Seconda cosa: evitare sprechi e consentire al consumatore di comprare esattamente quello che gli serve. Certamente questa è un'idea valida per alimenti deperibili, tipo per esempio il latte. Ma le crocchette per cane non sono certamente un prodotto deperibile. Vedo male una persona che va al supermercato apposta per comprare 50 centesimi di crocchette per la cena di Fido. Tanto vale che ne compri 4 kg - e non dimentichiamoci che ogni viaggio al supermercato ha un costo sia economico che ambientale.

C'è un altro fattore che si menziona più raramente ma che potrebbe avere un certo peso: le crescenti ristrettezze economiche di una fascia della popolazione. Mi diceva un mio amico che lavora nella grande distribuzione che hanno notato come verso fine mese aumentino le vendite di latte in confezione da mezzo litro a scapito di quelle da un litro. Lui ritiene che sia dovuto al fatto che molti hanno difficoltà ad arrivare a fine mese con ancora qualche soldo in tasca e tirano a risparmiare al massimo mentre aspettano il 27. Non ho trovato conferma di questa storia sul Web, ma non vedo motivo di ritenerla falsa. Anche qui, comunque, l'idea di vendere crocchette sfuse non aiuta molto chi è rimasto senza soldi al 26 del mese se queste crocchette costano quasi tre volte di più di quelle normali.

E allora? Perché le crocchette sfuse? Perché le crocchette sfuse ad alto costo? Io credo che non sia una cosa casuale. E' il risultato di una specifica strategia commerciale che i dirigenti della COOP hanno seguito.

In primo luogo, il problema dell'iperimballaggio comincia ad apparire chiaro a una certa fascia di consumatori e, di conseguenza, ogni catena di supermercato cerca di fare il possibile per darsi un'immagine "verde". Da qui, la decisione di vendere perlomeno qualcosa come prodotto sfuso. Si tratta allora di identificare il prodotto e i consumatori più adatti all'operazione. Ora, i consumatori più sensibili alla questione ecologica sono quelli della fascia medio-alta. Sono quelli, per intendersi, che comprano i prodotti "biologici" anche se sono più cari di quelli normali. Questa fascia di consumatori è sensibile al discorso della distribuzione sfusa che percepisce come più "ecologica" di quella normale. Può anche permettersi - anzi, probabilmente cerca attivamente - cibo di alta qualità per i propri animali domestici. E quindi, ecco la logica dell'operazione vendere crocchette "ecologiche" a chi si può permettere di comprarle. Come sempre, si vende uno specifico prodotto a uno specifico target. E' una mia interpretazione, ma mi sembra sensata.

Diciamo che, in fin dei conti, la Coop non imbroglia nessuno ma fa semplicemente un'operazione commerciale compatibile con le condizioni del mercato attuale. Rimane però la questione se questo tipo di piroette dimostrative abbia un vero impatto nel quadro di una seria politica di riduzione degli imballaggi. Forse anche si, la storia delle crocchette potrebbe essere considerata un buon esempio da sviluppare per altri prodotti. Ma è anche vero che siamo lontani anni luce da un vero "supermercato senza plastica" di cui si parla parecchio ma che per ora non esiste e potrebbe non esistere mai a meno che non si cambi totalmente il sistema di distribuzione. Ma chi è che vuol cambiare qualcosa in questo paese in cui si cantava (e si continua a cantare) "finché la barca va..."?

Per concludere, sulla questione delle crocchette vorrei citare qualcosa che ho definito "La maledizione del colibrì" in un post precedente. Il fatto è che tutti ci sentiamo un po' colpevoli per i vari danni che stiamo facendo all'ecosistema e a noi stessi. E ci impegnamo in piccoli sacrifici rituali che consistono nel "fare qualcosa," seppur sapendo benissimo che quello che facciamo non è sufficiente. Il colibrì della storia porta una goccia d'acqua nel becco, pur sapendo che non servirà a spendere l'incendio della foresta. Allo stesso modo, c'è chi compra crocchette più care ma "sostenibili," sentendosi un bravo ecologista per poi tornarsene a casa con il suo SUV da tre tonnellate. E' l'essenza di quello che chiamiamo il "greenwashing"






41 commenti:

  1. Ci possono essere più spiegazioni sul perchè un prodotto non deperibile venduto sfuso, costi meno di un prodotto identico venduto già impacchettato:

    -I problemi di deperibilità e conservazione.
    Una confezione sotto vuoto od in atmosfera controllata, o semplicemente confezionata, allunga sicuramente di molto il tempo di scadenza e quindi di vendita del prodotto, rispetto allo stesso prodotto venduto sfuso, in cui l'aria esterna entra continuamente nel dispencer ad ogni mescita. E se il flusso di vendita non è tale da indurre lo svuotamento del dispencer in poco tempo, la deperibilità del prodotto potrebbe aumentare.

    -Data minining sui clienti.
    E' consetudine dei supermercati spiare i consumatori (da cosa comprano, a che ore comprano, che percorsi fanno con il carrello nel supermercato) è logico porre prodotti con un maggiore margine di contribuzione su un (in questo caso sfuso) su un sentiero ottimizzato per uno specifico target di consumatori (che forse, una volta comprato l'oggetto, potrebbero non percorrere tutta l'ala dei ripiani ma girare il carrello ed uscire dalla corsia, non accorgendosi così d'aver comprato un bene ad un prezzo più alto) in modo che il supermecato guadagni di più

    -politiche commerciali sugli acquisti d'impulso.
    Il prodotto confezionato costa meno perchè potrebbe essere uno tra i più venduti, ed è consuetudine porre i prodotti "entry level" in basso nello scaffale, lontano dall'attenzione del consumatore, inducendogli una fatica nel cercarlo, in modo da indurlo a posare l'occhio su tanti altri prodotti sui quali, si spera che la pubblicità induca un qualche tipo d'effetto memoria. Infatti all'altezza degli occhi o delle mani sono sempre posti prodotti I PRODOTTI PIÙ COSTOSI E CON BRAND NOTI, mentre invece i prodotti a primo prezzo o succedanei perfetti dei prodotti di brand, sono posti sempre in fondo allo scaffale

    -Ricarichi per costi di pubblicità.
    La Coop come quasi tutti i supermercati fanno pubblicità oppure sostengono progetti esterni all'attività caratteristica, tutto questo costa e qualcuno la deve pagare, di solito il consumatore. Il prodotto confezionato potrebbe non fare pubblicità o non sostenere progetti socio-culturali, per cui è logico che costi meno.

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    1. 65CO2, mi sa che nella prima frase hai scritto il contrario di quello che volevi dire, mi sbaglio?

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    2. Sì :-) c'è un MENO al posto di un PIÙ :-)
      La frase corretta è:"Ci possono essere più spiegazioni sul perchè un prodotto (non deperibile velocemente) venduto sfuso, costi PIÙ di un prodotto identico venduto già impacchettato"

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    3. Mah, di solito prima guardo se gli ingredienti sono piu' o meno simili come qualita', poi guardo direttamente il prezzo al kg, che e' obbligatorio per legge apporre in etichetta, e compero il piu' economico.

      Ovviamente, comperandone una quantita' che penso di consumare tutta prima di doverla ricomprare.

      Ho pero' notato che ultimamente il supermercato solito che frequento, ha tolto la distribuzione di detersivi liquidi sfusi.
      Si risparmiava poco al kg, in verita', me si evitava l'uso di parecchi contenitori... mah? Troppo complicato da gestire?

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  2. dal basso non ci si può aspettare nulla di buono, men che meno dall'alto. Il fato omerico deciderà per le locuste. Tra l'altro mio nonno si chiamava proprio Omero.

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  3. Il reparto dei prodotti sfusi, nei supermercati, è in uno stato pietoso!
    Lo sfuso va bene solo se c'è una persona addetta servire la clientela (ulteriori costi... :-)).
    Come ben detto nell'articolo, comunque un imballaggio lo devi sempre utilizzare, o lo metti tu o usi le confezioni.
    E secondo voi quale è più igienico?
    Speso capita che, si cerca di fare qualcosa per l'ambiente, ma non ci si accorge che quello che si fa ha risvolti molto più negativi.
    Se invece di considerare solo il consumo di imballaggi, si considerasse anche l'igiene, quale dei due metodi vincerebbe:
    sfuso o confezionato?
    Morale della favola, in economia ci pensa già la concorrenza a far vincere il prodotto che consuma meno risorse (meno caro); il resto, spesso è solo utopia o errati calcoli dovuti al fatto che non si considerano altri fattori importanti.

    Non vuoi usare la plastica che è un derivato del petrolio, va bene, userai la carta e taglieremo molti più alberi! :-)

    Falla come vuoi ma, oltre 7 Miliardi di persone consumeranno sempre un sacco di risorse e energia.
    Il voler fare qualcosa... risulta inefficace e spesso controproducente.

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  4. Se poi ci sono cinque e passa milioni di persone in più ad acquistare (e a scaricare), dove vanno a finire i risultati dovuti alle buone condotte, anche quando sincere?

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  5. Ho acquistato spesso crocchette sfuse nel negozio di animali del mio paese, credendo che fossero di qualità migliore. Adesso però facendo una breve ricerca, vengo a sapere che sono addirittura peggiori, perché vengono spruzzate con una patina chimica per evitare che si ossidino. Va' bè, oramai il mio amato cagnolino non c'è più. Ma poi a parte l'inestimabile relazione che si instaura tra uomini e animali, vale la pena di mantenere anche gli animali di compagnia a carne? Secondo me no.
    Cominciano ad essere troppi. Ci sono dei cani che mangiano come i cristiani.
    Cambiando argomento segnalo questo articolo che riguarda la Exxon Mobil in probabile declino.
    https://www.huffingtonpost.com/entry/exxon-mobil-decline_us_5810f466e4b0990edc2ebdd4
    Angelo

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    1. A onor del vero riporto questo stralcio di testo da un sito commerciale che riguarda gli ingredienti con cui vengono prodotte le crocchette.
      "ingredienti dichiarati idonei al consumo umano, che però non sono destinati alle nostre tavole per diversi motivi (presentazione o aspetto, tipo di materia prima, scarsa domanda da parte dei consumatori e così via). Costituiscono tuttavia materie prime ad alto valore nutrizionale, ricche in particolare di proteine, che fanno la gioia dei pet. Disfarsene sarebbe solo uno spreco".
      Angelo

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    2. Aggiungo questo riguardo alla Exxon Mobil, Chevron e Conoco Phillips.
      https://www.rischiocalcolato.it/2017/02/lindustria-petrolifera-americana-alla-canna-del-gas-naturale.html
      Mi rendo conto che sono articoli un pò datati e che con le crocchette per cani non c'entrano molto, però aggiungono una certa dose di realismo alla crisi dell'industria petrolifera americana. Male non fanno.
      Angelo

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    3. la Chevron si è buttata sul petrolio artico, lo shale e l'ultra deep water. Vuol dire che è proprio alla canna del gas. Come disse Byrol, prima che lo shale lo eccitasse: "Bisogna abbandonare il petrolio, prima che lui abbandoni noi (cioè finisca o ce ne sia troppo poco per il BAU)". Ma mi rendo conto che comporterebbe sacrifici troppo grandi per poter essere messi in campo prima. E' un pò come fare delle penitenze per il Paradiso. Bisogna essere masochisti o avere una grande fede. In entrambi i casi il rischio è infernale.

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    4. Anche un bimbo della elementari sa che l'Italia non ha petrolio.
      Quelle poche riserve di greggio italiane necessitano di tecniche shale, ed ammontano appena al 10% del fabbisogno petrolifero italiano di un anno. Dare l'ok per estrarre il petrolio italiano quando il prezzo del greggio anni fa era a $40 al barile, sarebbe stato motivo sufficiente per internare in manicomio tutta l'area di ex-governo
      https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/08/26/renzi-contestato-in-abruzzo-basta-con-le-trivelle-ora-lha-capito/1983965/

      Riguardo alle ultime uscire su fare DEFAULT dentro BCE ed uscire dall'Euro... consiglio di leggersi bene, quanto previsto da me 7 mesi fà :-)
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/11/fiscal-compact-e-stati-uniti-deuropa.html

      e poi consiglio a tutti, di difendere i pochi risparmi per non farsi trovare impreparati:
      http://lafrecciadellastoria.blogspot.it/2017/10/il-declino-economico-italiano-la-crisi.html

      il prossimo cigno nero non è nero, è bianco: è il botto termofinanziario italiano
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/11/riga-conference-2013-what-is-strategic.html

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  6. Come nel caso del pianeta il problema è il NUMERO di homo, in questo caso la radice del problema è il cane da compagnia.
    Una volta era uno strumento di sopravvivenza, per aiutare i pastori, la difesa del gregge etc. ora è uno dei vezzi, come andare alle Seicelle, avere il SUV in centro, andare a sciare a giugno con l'elicottero giù dalla vetta in Alaska, fare il uichen a Londra etc. .
    Si stima che nell'Italia sovrappopolata quattro o cinque volte il sostenibile ci siano alcune decine di milioni di animali domestici.
    Una follia.
    Dove abito ci sono più cani che abitanti. La follia mi pare epidemica.
    Questo è il problema.
    Quello che segue è un tentativo di giocare al green washing, appunto.

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    1. Completamente d'accordo.
      Sto portando avanti una piccola battaglia personale contro l'animale da compagnia e per l'animale da sopravvivenza. Quando leggo che il 97% della biomassa vertebrata terrestre è composta da noi e i nostri animali (anche da carne, ovviamente), penso che bisognerebbe tenere solo gli animali che servono alla sopravvivenza. Il servire può essere relativo: io credo, ad esempio, ad un parziale ritorno dei cavalli al posto dei trattori. Per come la vedo io, un animale utile è un macchinario in meno, ma un animale da compagnia è un animale nel bosco in meno.
      Ci sarebbe poi da fare un discorso sul perché compriamo animali e li obblighiamo ad amarci in cambio di cibo, anziché farci amare dalle persone per loro libera scelta...

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    2. "io credo, ad esempio, ad un parziale ritorno dei cavalli al posto dei trattori."

      Chiaramente siamo tutti bravi a parlare, quando lo sforzo fisico lo fanno gli altri...

      "compriamo animali e li obblighiamo ad amarci in cambio di cibo,"

      Hai uno strano modo di vedere la realtà!
      Gli animali NON ti amano perché gli dai del cibo, ma lo fanno se vedono di essere trattati bene. Prova a trattarlo male e a dargli del cibo e vedrai la differenza.

      Mah!

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    3. Alessandro, scusami ma che elementi hai per dire che lo sforzo fisico lo fanno gli altri e non io? Sai per caso cosa faccio e come vivo? È davvero antipatica la tua affermazione, oltreché completamente fuori strada, dato che io quello sforzo fisico lo faccio eccome, tutti i giorni compresi sabati e domeniche.
      Riguardo agli animali, è mia personale opinione che non possiamo essere assolutamente certi che il loro sia veramente amore e non convenienza o anche solo fiducia, quando sono trattati bene (cibo+protezione, stessa categoria). La loro alterità è insuperabile, e questo fa parte del loro fascino. Posso provare a capire cosa c'è nella testa di un cane o di un cavallo, ma non posso esserne certa. Già è difficile essere certi di cosa c'è nella testa di un altro essere umano, persino quando ce lo dice.

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    4. Non lo so che sentimenti provino gli animali, qualcosa provano, il cane scodinzola, il gatto fa le fusa. Una volta ho sentito per radio, un famoso veterinario che sentenziava che i cani hanno una percezione del dolore quattro volte inferiore a quella umana. Poi però, a dire il vero, tutte le volte che per sbaglio ho pestato un piede al mio Beagle, ha lanciato degli ululati spaventosi. Negli ultimi giorni della sua vita, quando aveva un tumore in fase terminale, non bastavano gli antidolorifici per placargli il dolore. Eventualmente, in questi casi si può somministrare la morfina. Ma non ha senso, in genere si fa una iniezione per farla finita con le sofferenze. Ci sono aspetti dell'animalità che se non si vive con un animale non si possono capire.
      Angelo

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    5. già la razionalità degli umani fa acqua da tutte le parti e questa diatriba su cosa ci può essere nel cervello degli animali lo dimostra. Gli istinti animaleschi ce li ho anch'io e voi, quindi dovrebbe essere facile capire gli animali. O fate come questi folli che li umanizzano. Certo vedere passare il motociclista col canino tra le gambe con berretto, giacchetto e occhiali uguali al padrone è senz'altro simpatico, ma non sono stati addomesticati per questo. Vivo in mezzo a extracomunitari che semmai hanno molti figli al contrario degli autoctoni che hanno molti animali da compagnia. Non vi dice nulla?

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    6. Sicuramente provano qualcosa, anche se non necessariamente danno a quel qualcosa il medesimo significato che ci diamo noi, essendo creature diverse. La mia obiezione è relativa al fatto di tenere animali da compagnia per avere, appunto, affetto e compagnia, che però non ci danno in maniera del tutto libera, come farebbe un altro essere umano, che è autosufficiente rispetto a noi e può scempre scegliere di andarsene dalla nostra vita. Il rapporto affettivo è sbilanciato; volevo dire solo questo.

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    7. Proviamo a pensare a quanto sforzo, fisico o meno, c'è dietro a qualsiasi cosa sia in odore di "monumentalità". Forse faremmo meno fatica a volare basso (ovvero a fare a meno di qualsiasi cosa sia anche solo minimamente "monumentale") e a lavorare la terra dietro a un cavallo. Che poi, a voler dire, anche una macchina agricola può essere o non essere "monumentale", con tutto quel che ne consegue (le macchine agricole non crescono sugli alberi come le prugne).

      Certo è che dovremmo liberarci di un po' di quelle zecche che quella forma di mitologia che siam soliti chiamare "storia" insiste nel chiamare "grandi uomini".

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    8. "Riguardo agli animali, è mia personale opinione che non possiamo essere assolutamente certi che il loro sia veramente amore e non convenienza o anche solo fiducia, quando sono trattati bene (cibo+protezione, stessa categoria)."

      Ho visto belle donne con uomini ricchi o benestanti.
      Quello si che è vero amore... mica quello degli animali! :-)
      Questi maledetti animali che ci vivono accanto solo per opportunismo, mica sono belle donne! :-)

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    9. bravo Ale, un bell'esempio di obnubilamento istintuale: avidità vs lussuria. Fa bene il mio dottore ateo, ma ora anche preti all'altare a dire che non esiste l'inferno, perchè sanno bene che se esistesse per loro non ci sarebbe scampo. E' tutto un fatto umano di coscienza, dicono; chi è malvagio, segue la via del male, chi è buono, quella del bene. Però non tengono conto che nella vita si cambiano le vie e si ricambiano, certo non per tutti, forse solo per i più fortunati. Come mi disse la vice sindaco PCI a un funerale: "Che senso avrebbe la vita se finisse così?". Un'altra oblubinata istintitale ed opportunista. E me ne dispiace che siamo stati bambini insieme ed un giorno per difenderla dai bulletti mi sono beccato pure anche una sassata in fronte. Ma non per niente la Madonna a Mediugorje ha detto che sono pochissimi quelli che vanno subito dopo la morte in Paradiso. Speriamo di andare almeno in Purgatorio, che di inferni mi bastano quelli che ho vissuto qui, che di posseduti il mondo è pieno. Almeno l'80%, secondo quello che ha detto Gesù alla Valtorta.

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    10. > Ci sarebbe poi da fare un discorso sul perché compriamo animali

      Sì, questo fattore psicologico è fondamentale nel capire e questo problema specifico e quello, più generale, della qualità della vita di questa massa (teratoma direbbe Fra) umana in esplosione esponenziale.
      Wendel Berry correla sradicamento dalla Natura e inquinamento della sessualità.
      Ma l'inquinamento è anche quello emotivo e con la waltdisneyzzazione dei rapporti con gli altri animali, spesso artificializzati a pari o uguali degli uomini (si pensi alle patologie del veganesimo, dell'antispecismo etc., dei veri e propri paradossi dovuti alla hybris antropocentrica di voler umanizzare ciò che non è umano).
      Non a casa si tratta di "cibo emotivo" (il potere su un animale simbionte, l'incapacità di vivere anche la solitudine che è una parte F O N D A M E N T A L E dell'esistenza umana, etc.) che è correlato anche al cibo vero, e al modo in cui è prodotto, arrivata in dispensa e poi alla bocca, sempre come ricordava Wendel Berry.

      E' solo uno dei molteplici sintomi di una cultura patologicamente artificializzata.

      Grazie Gaia.

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  7. Scegliendo con il senno si dovrebbe promuovere lo sfuso il più possibile. In Svezia, nella capitale, esiste un negozio di nome Paradiset che vende sfusi i cereali, i fagioli, le lenticchie, il caffè in grani e persino gli olii. http://cdn.finest.se/wp-content/uploads/sites/1222/2015/06/IMG_5260.jpg

    Ciò che il prof. Bardi evidenzia è valido anche per tale negozio: prezzi da oreficeria.
    Ricordo bene un qualche documentario, mi pare Supersize me, dove veniva intervistata una famiglia a basso reddito. Questi spiegavano come sfamare i figli con cibo sano (insalata, verdura fresca) costasse di più di un pranzo al MacDonald.
    E' chiaro come finché il cibo sano-eco-bio avrà come target i privilegiati poco si andrà avanti.

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    1. Non serve andare in Svezia: in Italia si trovano negozi che vendono sfuso almeno qualcosa (pasta, legumi) anche nei piccoli paesi, almeno da queste parti, in Friuli Venezia Giulia. Volendo chiedere, i negozianti sono di solito disposti anche a spiegare i prezzi e i rapporti con i fornitori. Il problema è che anche la merce sfusa arriva imballata, anche se in imballaggi più grandi di quelli per la vendita al dettaglio.

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    2. Ah, dimenticavo: molta di questa roba sfusa costa pure poco. Così come al mercato dei contadini la roba costa meno che al supermercato, ma nessuno se ne accorge.

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  8. I prodotti sfusi hanno un senso "ecologico" solo se il consumatore si porta il contenitore da casa, es il vino. Diversamente si ha un prodotto confezionato al momento della vendita e ai fini della produzione di rifiuti nulla cambia.

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    1. Concordo!
      Noi compriamo da 10 anni latte fresco sfuso.... Sempre con la stessa bottiglia di vetro!
      Se non siamo morti penso bene che anche le crocchette per cani possano viaggiare in barattoli o sacchi riutilizzati.

      Però il professore non sbaglia affatto quando dice che le crocchette potrebbero essere distribuite in sacchi monouso.... DI CARTA!
      I prodotti che riempiono i bidoni di spazzatura sono ben altri: a mio avviso i liquidi sono sicuramente sul podio.

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  9. sono andato a vedere le temperature di Firenze del Maggio 1980 e nonostante il mese attuale sia da reputarsi fresco l'attuale le ha più alte di ben 4°. Se continuano così altro che 2° entro il 2100. Siamo tutti dei colibrì. Cip cip.

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    1. Identico fenomeno in nordeuropa. Temperatura prevista a Stoccolma domani: 26 gradi.
      L'istituto meteorologico nazionale mostra la carta dei rischi: al momento ci sono alluvioni al nord, alta temperatura al centro e rischio incendi sulla costa. Non male per essere maggio...
      https://www.smhi.se/vadret/vadret-i-sverige/varningar#ws=wpt-a,proxy=wpt-a,district=none,page=wpt-warning-alla

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  10. Perché non posso andare al bancone dei salumi, o a quello dei formaggi, o a quello della gastronomia, con i miei contenutori portati da casa e sono costretto ad acquistare sacchetti di varia natura e costituzione (solitamente in plastica o poliaccoppiato)? Ah, per la mia "sicurezza"... sapete, l'igiene... le normative...

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    1. Nella piccola bottega del paesello dove abito, ormai, accettano, per molte cose, i contenitori che io porto loro.
      Uno dei mille motivi per lasciar perdere la GDO.

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  11. a proposito di greenwashing: volevo fare la mia parte di colibrì usando acqua di pozzo per annaffiare il giardino. Così mi sono informato per poter ripristinare un vecchio pozzo già presente ma 'intasato' dalla terra. Sono stato prontamente dissuaso da burocrazia, costi e veti: meglio usare acqua potabile!

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    1. Un consiglio: comincia conservando l'acqua che usi per lavare la frutta e la verdura. Qui basta per mandare avanti un piccolo orto. Potresti anche mettere una cisterna in giardino. Ne vedo dappertutto e non credo servano autorizzazioni. Ci sono anche dei sistemi di coltivazione che rendono meno necessario irrigare; a quanto ne so, si comincia vangando e diserbando di meno.

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    2. Se il pozzo non pesca direttamente agli antipodi, che dire d'una soluzione fai-da-te o, al limite, abusivista?

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    3. https://www.coltivazionebiologica.it/pacciamatura-orto-corteccia-di-pino-paglia/
      Ci sono vari metodi per risparmiare acqua, ma l'elemento comune è la pacciamatura in paglia o meglio ancora col fieno (anche gli sfalci del giardino messi a seccare al sole per qualche giorno) Tra l'altro in questo modo si tengono a bada le erbe selvatiche. Se si vanga il terreno sconvolgendone gli strati, muoiono i microorganismi che lo popolano e che ne mantengono la fertilità e l'umidità naturale.
      Angelo

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    4. https://www.meteogiornale.it/notizia/50947-1-arrivano-ulteriori-conferme-ad-aprile-fu-caldo-assurdo
      speriamo che il clima permetta ancora l'agricoltura alle nostre latitudini. Mi dicevano che qui il raccolto del mais è stato ridicolo nelle zone meno umide lo scorso anno. Quindi lavoro, carburanti, sementi, fertilizzanti andati persi. Non abbiamo solo un problema di deindustrializzazione, ma anche di rilocalizzazione agricola. E' stato facile, grazie ai fossili e all'avidità degli omuncoli, distruggere una regione bella e resiliente come la Toscana, ma quello che ne rimarrà, saranno solo macerie e deserto fatto di asfalto e cemento. Ieri a vedere le foto di 50 anni fa del fotografo Rosi fatte a Iesa, suo paese natale, mi si struggeva il cuore, perchè rivedevo il mondo della mia fanciullezza, che non ritornerà mai più.

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  12. Orto sinergico
    Walter

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  13. "Mentre la produzione mondiale di greggio aumenterà, probabilmente non aumenterà di 5,7 milioni di barili al giorno necessari entro il 2020 per soddisfare la domanda aggiuntiva di carburanti, hanno detto gli analisti."
    Detto da Morgan & Stanley assume un aspetto tutto diverso!! Siamo al capitombolo? Cominciano Olduvaj e Soylent? Comunque è matematico, che una risorsa finita non poteva durare all'infinito in un mondo finito. Anche se, e anche per questo, verrà bruciato tutto il petrolio, anche quello estratto in perdita. Vedi shale. Probabilmente cominceranno a far fallire quei paesi senza risorse, nè armamenti nucleari, come il nostro, in modo da azzerarne o ridurre al lumicino i consumi inutili.
    http://peakoil.com/production/morgan-stanley-says-a-shipping-revolution-has-oil-headed-for-90

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    1. @ Mago
      Mi sa che il 2020 è un po' troppo vicino, per dichiarare la fine del petrolio :-) anche perchè il petrolio non finirà mai, diventerà solo più raro e costoso, per quanto FLASHPOINT in Nord Africa nel decennio 2020s le potremo già osservare
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/11/la-penisola-italiana-sara-colonia-di.html

      in questa conferenza sul picco di Hubbert del 2009 si spiega che l'umanità è al 50% ossia il genere umano sta incominciando a "scollinare". Cosa ci sarà oltre lo scopriremo attendendo. Ci può essere una discesa dolce (incremento dei prezzi del petrolio continuo e progressivo negli anni a vennire) oppure una caduta verticale (incremento dei prezzi del petrolio non lineare ossia uno scalino violento e poi una continua crescita progressiva e costante).
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/11/the-future-of-oil.html

      Direi che i decenni dal 2030s-2040s-2050s diventeranno molto roventi, così come anche il Pentagono s'attende.

      Dove andrà la storia umana, dipende 1-dal livello d'abbandono dei carburanti fossili che avrà l'umanità, 2-dalla dinamica degli idrati di metano in Siberia e dal loro scioglimento con positive feedback.

      Riguardo al fallimento dell'Italia: la soluzione è facile ed esisterebbe (permetterebbe di abbattere i debiti sovrani nazionali, rimuovere tutte le future guerre in Europa, affrontare il rischio Guerre Puniche II che è ineluttabile) sarebbe bastato invocare nel semestre europeo a guida Renzi (ed ancora prima, quando Prodi era presidente UE) gli "Stati Uniti d'Europa minimi", ma in Italia tutti gli attori politici non vogliono gli "USE minimi" quindi...
      http://lafrecciadellastoria.blogspot.it/2017/07/gli-italiani-sono-bolliti-ma-ancora-non.html

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  14. Anziché comprare le crocchette al tuo sacco di pulci, fagli magiare quello che mangi tu, come si faceva all'antica! Così fai anche un servizio all'ecosistema!

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