Troia non Cadde per Colpa degli Immigranti


giovedì 17 maggio 2018

Il peso dell'umanità sul pianeta

di Jacopo Simonetta

post già pubblicato su Apocalottimismo il 20/04/2018

L’impatto della nostra specie sul Pianeta non è certo un argomento nuovo, ma raramente viene trattato in maniera quantitativa per l’ottima ragione che disponiamo solo di stime e non di misure; spesso anche di stime molto approssimative.   Un fatto inevitabile, vista la materia in argomento.   Tuttavia, se confrontiamo valutazioni fatte con metodi diversi e con dati di base diversi, spesso arriviamo a cifre dello stesso ordine di grandezza.  E per l’appunto l’ordine di grandezza è quello che qui interessa.
Prima di andare avanti, precisiamo che userò alcuni termini in modo discorsivo e non rigorosamente scientifico, allo scopo di essere più comprensibile da chi non ha pratica con il gergo ecologico.  I puristi, spero, mi perdoneranno.

Biosfera selvatica.

Definizione scientificamente discutibile.  Qui la uso per indicare l’insieme di tutte le forme di vita non direttamente dipendenti dall'uomo, più i suoli terrestri di ambienti non drasticamente modificati dall'agricoltura o da altre attività umane. 
Sostanzialmente quindi, i suoli dei boschi spontanei (anche se sfruttati) e delle praterie naturali.

Dunque uno strato a cavallo fra atmosfera, litosfera e idrosfera in cui si trovano gli organismi viventi in ecosistemi semi-naturali (ecosistemi “naturali” in senso stretto non esistono praticamente più).  II suo spessore varia molto a seconda delle zone, ma considerando che almeno dei batteri sono presenti su tutta la superficie terrestre, in tutte le acque e nella troposfera, possiamo considerare che il suo spessore oscilli fa i 10 ed i 20 Km.

Tuttavia,  in terra ferma, la quasi totalità della massa vivente è spalmata su uno stato variabile da alcuni metri a pochi centimetri o anche meno, mentre nei mari è concentrata nei primi 2-300 m di  profondità.  Sopra e sotto,  la densità di organismi viventi cala precipitosamente.  Considerando che il raggio medio terrestre è di circa 6.370 chilometri, possiamo ben dire che la Biosfera è una sorta di “pelle” vivente della Terra: quella che rende il nostro pianeta completamente diverso da tutti gli altri conosciuti e che ci consente di esistere.

Se qualcuno vuole avere un’idea di come sarebbe il nostro Pianeta senza questa pelle, dia un’occhiata ai paesaggi di Marte, pensando di abitarci e di doverne cavare di che vivere.

Quanto pesa la parte selvatica della biosfera?  Nessuno lo sa, ci sono molti studi, ma nessuno veramente soddisfacente, tanto che la NASA ha in programma di mettere in orbita un satellite apposta per rispondere a questa domanda.

Confrontando le diverse ipotesi, si arriva a stimare l’insieme di tutte le forme di vita presenti sulla Terra, compresi i batteri, in circa 4 teratonnellate (4x1012 tonnellate, ossia quattromila miliardi di tonnellate) di carbonio organico che possiamo valutare, molto, molto approssimativamente in 12-15 teratonnellate (12-15x 1012  t) di organismi viventi (al carbonio è necessario aggiungere il peso degli altri gli altri elementi e dell’acqua).  Nota bene, si tratta della stima massima, quella minima è circa 1/4 di questo.

La quasi totalità di questa massa è composta dagli alberi, seguiti dai funghi e, a distanza, dai lombrichi e dagli insetti. Mammiferi, uccelli e tutto ciò che di solito osserviamo con grande interesse sono fondamentali per gli equilibri interni degli ecosistemi, ma sono quantitativamente insignificanti.

In mare, la quantità di vita è molto minore che sulla terra, meno del 5% del totale.  Si stima che tutti i pesci insieme siano meno di 2 miliardi di tonnellate, i cianobatteri un miliardo ed il krill un altro miliardo.  Al contrario che sulla terra, in acqua le piante costituiscono una massa molto minore di quella degli animali e l'equilibrio è mantenuto dall'elevatissimo tasso di accrescimento e riproduzione delle alghe.  Un fatto questo che rende gli ambienti acquatici complessivamente molto meno resilienti di quelli terrestri.

Sia in acqua che sulla terra, i batteri sono la classe più importante in assoluto come numero di organismi, ma non in peso a causa delle loro minime dimensioni.
Tornando ai numeri, abbiamo detto che la Biosfera comprende anche i suoli: dunque quanto pesano i suoli selvatici?. Non conosco stime in proposito, ma un’idea ce la possiamo fare per differenza. (Zalasiewicz e altri 2017)  stimano la parte totalmente antropizzata della superficie terrestre in circa 82 milioni di Kmq, pari a poco più della metà della superficie delle terre emerse (vale a dire praticamente tutte le pianure e le colline); per una massa di circa 10 teratonnellate (v seguito). Se il loro calcolo è approssimativamente corretto, direi che possiamo prudenzialmente stimare la massa globale dei suoli naturali e semi-naturali superstiti in circa 12-15 teratonnellate.  Tenuto conto del fatto che i suoli naturali sono solitamente più profondi e ricchi di vita di quelli antropizzati, ma anche del fatto che quelli superstiti sono quasi esclusivamente in montagna, dove l'erosione è comunque forte.  Quindi, approssimando per eccesso per comprendere anche le poche vestigia di ambienti di acqua dolce, che contengono altissime concentrazioni di biomassa e di biodiversità, possiamo stimare la biosfera selvatica in circa 25-30  teratonnellate. (25-30 mila miliardi di tonnellate).

Un dato che non sappiamo quanto sia affidabile, ma che sappiamo per certo essere in rapido calo, specialmente a causa del disboscamento e dell’erosione; ma anche per  la pesca industriale.   Nel 2013, Vaclav Smil  (Harvesting Biosphere 2013) , confrontando vari autori, concluse che la biomassa terrestre sia diminuita del 30% circa durante gli ultimi 250 anni di forsennata crescita economica e demografica umana.

 Noi + i nostri simbionti.

Qui considereremo la massa totale di umani viventi, più l’insieme delle specie domestiche, animali e vegetali.  A rigore, bisognerebbe considerare anche lieviti e batteri nostri simbionti, ma non ho trovato dati in proposito.

Considerare noi stessi insieme alle altre specie che popolano le campagne è giustificato dal fatto che, senza queste piante e questi animali, non esisterebbero civiltà e l'uomo sarebbe rimasto un raro e strano scimmione.  D’altra parte, senza di noi, le razze domestiche non sarebbero mai esistite; tanto che si estinguono nonappena smettiamo di servircene.

Dunque, se la massa di materia vivente sta complessivamente diminuendo, non tutte le specie stanno facendo altrettanto.  In particolare, Homo sapiens è tuttora in una fase di crescita estremamente rapida.   Per essere chiari, nel 2000 Smil valutava la massa umana in 300 milioni di tonnellate; lo stesso calcolo fatto sui dati demografici del 2017 ci da poco meno di 400 milioni di tonnellate (4x108).  Dunque, se consideriamo solo i mammiferi, troviamo che noi umani da soli siamo circa il decuplo di tutti i mammiferi terrestri selvatici messi insieme, topi ed elefanti compresi.  Significa che circolano 10kg di carne umana ogni singolo chilo di carne mammaliana selvatica.

Ma, come abbiamo detto, alla massa di noi stessi dobbiamo aggiungere quella delle specie nostre simbionti: dunque vacche, pecore, cavalli, maiali, eccetera.  Una stima del 2015 valutava l’insieme del nostro bestiame in circa 1500 milioni di tonnellate (cioè altri 15x108 t).

Se confrontiamo questa cifra con la biomassa totale, troviamo che ne rappresenta solamente lo 0,0005 %, ma se consideriamo solo i mammiferi (sia noi che la quasi totalità del nostro bestiame siamo mammiferi) troviamo che, invece, rappresentiamo il 98% del totale .

Mille anni fa probabilmente le proporzioni erano inverse, con gli animali selvatici che erano l’80-90% dei mammiferi terrestri, mentre solo cinquanta anni fa erano ancora il 20% circa (Smil 2013).

Ma andiamo avanti: abbiamo detto che dobbiamo considerare anche i suoli e le piante agricole, senza i quali né noi, né il nostro bestiame esisteremmo.  Secondo i già citati autori (Zalasiewicz e altri 2017) questi assommano a circa 17,5 teratonnellate (17,5x 1012  t), cui dobbiamo aggiungere i 400 milioni di tonnellate di carne umana ed i 1500 milioni di tonnellate di bestiame per arrivare, come ordine di grandezza, intorno alle 18 teratollellate.
Ossia circa i 2/3 della biosfera selvatica!
Significa che per ogni 3 chili di vita selvatica ce ne sono 2 di vita domestica.

Non è facile capire le implicazioni di questa situazione, ma ancora non è tutto.

Tecnosfera.

Da un punto di vista ecologico, considerare l’uomo separatamente dai suoi manufatti non ha senso alcuno.  Sarebbe come considerare i gatti facendo astrazione dalle loro unghie e denti.  La tecnologia fa parte integrante di noi, fin dalla scoperta del fuoco, quando ancora la nostra specie non esisteva nemmeno.  Anzi, possiamo star certi che senza tecnologia la nostra specie non sarebbe neppure mai esistita.

Dunque per valutare quanto veramente pesiamo sul Pianeta non basta considerare i nostri corpi, il nostro bestiame ed i nostri campi.  Dobbiamo considerare anche l’insieme di tutti i manufatti che costituiscono l’infrastruttura ed i prodotti della nostra economia, senza i quali non saremmo quasi 400 milioni di tonnellate.  Cioè dobbiamo prendere in conto quella che viene definita Tecnosfera.

Sommando costruzioni di ogni genere, macchine, oggetti vari e discariche si arriva a qualcosa come 18 Teratonnellate (18x1012 t), vale a dire che ci sono oggi sulla terra più chili di costruzioni, macchine e discariche che chili di materia vivente (alberi, alghe, insetti e batteri compresi).
Per la precisione, si dovrebbero considerare come parte della tecnosfera anche le colture, i suoli agricoli eccetera, ma qui non li prendiamo in conto perché già valutati (v. sopra).

Tiriamo le somme

A rigore, noi stessi, i nostri manufatti e gli ambienti totalmente artificiali in cui viviamo costituiamo un unico sistema altamente integrato.   Dunque,  riassumiamo:
Biomassa umana                  4x108 t
Bestiame                             15x108 t
Suoli e piante                    17,5x 1012  t
Manufatti e discariche          18x1012 t
Totale indicativo                36x1012 t

Significa che per far vivere qualcosa come 400 milioni di tonnellate di carne umana, sono necessarie quasi 40.000 miliardi di tonnellate di strutture di supporto (comprese piante ed animali domestici). Ossia qualcosa come 4.000 tonnellate di cemento, metallo, plastica, piante ed animali domestici per ognuno di noi (bambini compresi).  Molto indicativamente, si capisce.

Ma torniamo all'inizio e ricordiamoci che la Biosfera selvatica ammonta a forse 25-30 teratonnellate, secondo una stima ottimistica.   Vuol dire che noi soli occupiamo oggi  uno spazio ecologico maggiore di tutte le forme di vita e di tutti gli ecosistemi selvatici superstiti messi insieme.  Probabilmente il 20-30% di più di tutto il resto messo insieme.

Significa che ecosistemi propriamente "naturali" non esistono più, come non esistono più i biomi, cioè i grandi sistemi ecologici in cui si articolava la Biosfera.  Significa che tutti i cicli bio-geo-chimici sono stati pesantemente ed irreversibilmente alterati; cioè sono cambiati la struttura ed i flussi di materia ed energia che danno forma e sostanza alla "pelle vivente del pianeta" di cui si diceva all'inizio.

Continuare a pensare al nostro Pianeta come uno spazio naturale all'interno del quale si svolgono delle attività umane è come dire che il Generale Grievous è umano perché ha alcuni organi impiantati all'interno di una macchina.

Di fronte a dati di questo genere, molti parlano con orgoglio di un ‘era in cui le forze brute della natura sono state finalmente piegate alla volontà ed al genio di un'umanità lanciata verso sempre più grandi conquiste.  Alcuni vedono in questo addirittura il compimento della volontà divina espressa nella Genesi (testo parimenti fondativo per tutte le chiese e le sette ebraiche, cristiane e mussulmane).
Un sentimento molto radicato e diffuso, che traspare spessissimo anche quando viene abbigliato con discorsi apparentemente scientifici; oppure quando alcuni capi religiosi tentano in qualche modo di mitigarlo.

Io credo che una persona religiosa potrebbe invece considerare questo atteggiamento come il cacumine della Hybris.  Vale a dire un atto di superbia tale da scatenare l’ira di Dio (o degli Dei, a scelta).

Vedremo chi ha ragione, basta aspettare.


Per approfondire e divagare: Picco per Capre.

56 commenti:

  1. Bravo!, bel post, concordo!

    Una domanda: al tempo dei dinosauri tutto era gigante (dagli insetti, ai rettili e volatili e pure le piante). Tempo fà lessi che in Australia si era conservato un antichissimo albero preistorico
    https://it.wikipedia.org/wiki/Wollemia_nobilis
    https://www.vivitelese.it/2012/03/laraucaria-lalbero-dei-dinosauri/

    Questo abbatte più o meno CO2 degli alberi naturali che si sono evoluti dopo il botto meteoritico?!

    Perchè se fossero un pochino più efficienti degli alberi naturali (sviluppati sulla CO2 di un ecosistema tutto a dimensioni più "mignon") si potrebbe mandare al diavolo gli alberi sintetici ;-P ed usare questi per rimboschire, sperando di mitigare un po' la vertiginosa salita della CO2

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  2. dominare, modificare la realtà e il creato a proprio comodo, immagine e somiglianza è ovviamente superbia, il contrario di ciò che ha detto Gesù nella 1° Beatitudine: "Beati i poveri in spirito (gli umili), perchè di essi è il Regno dei cieli". Ma ha anche detto che la sua Chiesa durerà fino alla fine dei tempi. Ora la fine dei tempi non è dato saperla, ma per la fine della sua chiesa basta vedere cosa sta succedendo, con sacerdoti e religiosi che mettono in dubbio o negano le verità dogmatiche fondanti e fondate dal Cristo stesso. Quindi se è vero che la chiesa non sopravviverà alla fine dei tempi è anche vero che i tempi non sopravviveranno alla fine della chiesa. Anche Sodoma e Gomorra finirono distrutte, quando finì il rispetto ed il timor di Dio e mi pare che ormai stia finendo anche nella chiesa attuale. Ovviamente la fine di questo mondo descritta da S.Paolo con fuoco ed elementi che si sciolgono al calore immenso somiglia ad una guerra nucleare che non sarà causata da bombe nucleari lanciate dal Paradiso, ma da esseri umani, che di umano non avranno più nulla, essendo posseduti totalmente da satana al pari di quello che fu Giuda. Povero Giuda, sei tutti noi.

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  3. "Ogni anno il mondo ha bisogno di rimpiazzare l’offerta persa dai campi maturi e questo è l’equivalente di sostituire un Mare del Nord ogni anno. Le scoperte di nuove risorse petrolifere tradizionali sono scese ad un altro minimo storico nel 2017. Messico e Venezuela sono campi ambiti di intervento, ma anche fonte di enormi tensioni (Il muro di Trump, l’attacco asfissiante al governo di Caracas), mentre l’instabilità in Iraq, Libia e Nigeria e l’isolamento del Qatar comporta che ormai i Paesi non OPEC diventino i protagonisti sulla scena, con in testa gli Stati Uniti, almeno nei prossimi quattro-cinque anni"
    http://sbilanciamoci.info/leni-nellartico-petrolieri-texani-leuropa-gas/
    Non è certo di fronte alla consapevolezza dei danni provocati alla biosfera che si fermerà la macchina economica. L'economia, per quanto stimolata con denaro a bassissimo tasso di interesse genera un eccesso di prodotti, ma pochi redditi. E prima o poi i soldi presi in prestito dovranno essere ripagati. Per quanti si anni potrà andare avanti ancora con questo sistema?
    http://energyskeptic.com/2018/the-real-trouble-with-bizarro-capitalism-by-porter-stansberry-7-22-2017/
    Bisognerebbe disinvestire dai settori più impattanti ( combustibili fossili e agroindustria) per finanziare progetti finalizzati alla resilienza. (rinnovabili, low tech, e agroecologia) e all'occupazione.
    Detto questo, ritengo di aver scoperto l'acqua calda.
    Angelo

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    1. @ Anonimo
      Le aree dove reperire "rimpiazzi" :-) sono tante: la Siberia, l'area Artica e pure l'Antartico, stai certo che nei prossimi decenni l'umanità andrà a trapanare anche là. Il problema però sono le emissioni di CO2 ed i danni da climate change che in modo progressivo e sempre più persistetente cambieranno lo stato del mondo, causando danni, cambiamenti di contesto ecc...

      in questa conferenza sul picco di Hubbert del 2009 si spiega che l'umanità è al 50% ossia il genere umano sta incominciando a "scollinare". Cosa ci sarà oltre lo scopriremo attendendo. Ci può essere una discesa dolce (incremento dei prezzi del petrolio continuo e progressivo negli anni a vennire) oppure una caduta verticale (incremento dei prezzi del petrolio non lineare ossia uno scalino violento e poi una continua crescita progressiva e costante).
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/11/the-future-of-oil.html

      Direi che i decenni dal 2030s-2040s-2050s diventeranno molto roventi, così come anche il Pentagono s'attende.

      Dove andrà la storia umana, dipende 1-dal livello d'abbandono dei carburanti fossili che avrà l'umanità, 2-dalla dinamica degli idrati di metano in Siberia e dal loro scioglimento con positive feedback.

      Parlare di debito in generale non ha molto senso, se non si specifica di chi E cosa, si sta parlando. I più grandi debiti sovrani in termini assoluti, sono quelli di USA, Giappone, Italia, Regno Unito, Francia, Cina.

      https://www.investireoggi.it/economia/la-classifica-fmi-dei-10-paesi-debito-pubblico-piu-alto-al-mondo-quante-sorprese-uno-sguardo-al-futuro/

      La classifica è poco utile perchè 1-sono in valute nazionali, 2-il Dollaro è (per adesso) moneta di conto per le transazioni internazionali (quindi è tesaurizzato nel mondo, per liquidare i saldi della bilancia Commerciale e dei Pagamenti). 3-La Cina non è un paese del I mondo ma un qualcosa che tra a metà strada tra il III mondo (nelle campagne cinese) ed il II mondo (nelle città) per cui è in una posizione macroeconomica totalmente diversa dai paesi del I mondo che hanno mercati saturi. 3-Per avere utili indicazioni, è più utile avvalersi del vituperato quoaziente Debito/Pil, il quale mostra che nel contesto, è l'Italia il vaso di coccio in mezzo a vasi d'acciaio.
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/10/il-vituperato-quoziente-debitopil-e-le.html

      La scoperta dell'acqua calda :-) si chiama Riconversione Energetica e dovrebbe stare dentro una Politica Industriale di Trasformazione, di cui ovviamente nel mondo non se ne vede traccia, dato che le energie rinnovabili sono da tutti considerate nel mix energetico come una diversificazione, non una sostituzione.
      http://lafrecciadellastoria.blogspot.it/2016/10/scenari-di-xxi-secolo-parte-i.html
      http://lafrecciadellastoria.blogspot.it/2016/10/scenari-di-xxi-secolo-parte-ii.html

      per altro, da vari anni i paths possibili verso lo scenario dell'EFFICIENTE CONDIVISIONE TECNOLOGICA DELL'AUSTERITÀ, sono evaporati e non più impercorribili.
      http://lafrecciadellastoria.blogspot.it/2016/11/scenari-mediterranei-intorno-al-2050.html

      IMHO gli unici suggerimenti utili e concreti sono due:

      1-non farsi koglionare (scusate il francesismo) dai mass media e/o dai presunti programmi televisivi d'approfondimento dove i fatti scompaiono e tutto è opinione.
      http://lafrecciadellastoria.blogspot.it/2017/10/il-declino-economico-italiano-la-crisi.html

      2-documentarsi e prepararsi un Bug Out Bag "personalizzato". A riguardo ;-P suggerisco questi miei spunti:
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/10/come-costruirsi-un-always-ready.html
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/11/prepping-italia-ed-emergency-escape-kit.html

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    2. sgrunt!, quando copincollo il browser aggiunge sempre rumore!

      Cmq la frase corretta di cui sopra è:"da vari anni i paths possibili verso lo scenario dell'EFFICIENTE CONDIVISIONE TECNOLOGICA DELL'AUSTERITÀ, sono evaporati e non più percorribili.
      http://lafrecciadellastoria.blogspot.it/2016/11/scenari-mediterranei-intorno-al-2050.html"

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    3. 65co2. il tuo ultimo link porta a una pagina inesistente.
      Hai messo tanta carne al fuoco che mi è impossibile risponderti su tutto, nello spazio di un commento.
      Metto giù qualche stralcio:
      Oil prices are now as high as they have been for three years. At this writing, Brent is $74.14 per barrel and West Texas Intermediate is at $68.76. These prices aren’t really very high, if a person looks at the situation from a longer term point of view than the last three years.
      The world economy cannot withstand high prices for very long. Certainly, it cannot withstand high prices for a combination of necessary resources, because people need to cut back on other purchases, in order to afford the necessities whose prices are rising.
      https://ourfiniteworld.com/2018/04/19/why-oil-prices-cant-rise-very-high-for-very-long/
      Se i prezzi sono destinati a scendere nuovamente, l'intera industria del fracking rischia di implodere sotto una marea di debiti. Con conseguente recessione. Dopodiché vorrei vedere chi andrà a trivellare in Siberia, Artico ecc. Per quanto posso aver capito, per i pesci grossi è molto più facile ricevere soldi in prestito che fare utili.
      Angelo

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    4. Questa è la serie storica dei prezzi del greggio dal 1946 ad oggi, ovviamente il dato da considerare è il dato riflazionato non il prezzo storico.

      https://inflationdata.com/Inflation/Inflation_Rate/Historical_Oil_Prices_Table.asp

      2012-2013-2008-1981-1980-1979 sono i picchi di prezzo più alti. una serie più corta e mensile
      https://www.clal.it/?section=petrolio

      si nota che il calo del petrolio degli ultimi 3 anni (ha oscillato tra $40-$50) è stato causato dall'offerta dello shale oil, un'offerta virtuale in nord america pari a circa 2 volte AFAIR le riserve petrolarabe, MA lo shale oil rappresenta solo il 5% del mercato mondiale, è questione solo di Canada ed USA principalmente.
      https://www.youtube.com/watch?v=0s5Un7ll6GM

      http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2018-01-31/gli-usa-shale--producono-piu-petrolio-dell-arabia-saudita-211138.shtml

      E' costoso (escludendo le esternalità negative sull'ambiente) produrre infatti shale gas/oil ed pad si esauriscono rapidamente, tuttavia hanno il vantaggio di entrare subito in produzione creando cash, a differenza del petrolio classico dove sui giacimenti, servono investimenti molto alti per trapanare e poi estrarre e distribuire (oleodotti, isole artificiali, raffinerie e serbatoi ecc...). Gli utili delle aziende petrolifere ci sono, oggi con il prezzo del greggio rialzato, è anche meglio la situazione finanziaria
      http://www.infodata.ilsole24ore.com/2017/08/09/big-del-petrolio-tornano-allutile-dimezzano-gli-investimenti/

      In prospettiva?!

      La produzione di petrolio (offerta) è tendenzialmente rigida AFAIR 30MLN di barili annui, talvolta l'offerta si contrae per ragioni geopolitiche (guerre, scelte del cartello ecc...)
      https://it.wikipedia.org/wiki/Mercato_del_petrolio

      Ma il trend della domanda è in crescita +50% nei prossimi decenni, inclusa anche la domanda d'acqua fresca del +40% (che trascinerà il costo dell'energia per alimentare desalinizzatori e far fronte alla siccità e shock idrici per climate change) a causa di Cina ed India forse pure un po' dei consumi di Africa, continente che esploderà a 2.4MLD di persone
      http://mio-radar.blogspot.it/2018/03/threat-multipliers-changing-energy.html


      Mentre la domanda di petrolio è elastica ed in crescita, la quantità di greggio nel petrolio disponibile sulla Terra si è ridotta del 50% (l'altro 50% lo abbiamo già bruciato). Il restante 50% è petrolio costoso da estrarre: in fondo al mare oppure in posti dove il clima è ostile (polo nord/sud). E' fuori discussione che nei prossimi decenni il prezzo del petrolio è destinato soltanto a crescere, sicuramente sfondando tutti i picchi storici del passato.

      p.s.
      Quale link non funzionerebbe?

      Elimina
    5. 65co2
      http://lafrecciadellastoria.blogspot.it/2016/11/scenari-mediterranei-intorno-al-2050.html"
      Era questo, ma ora vedo che mi si apre la pagina.
      Angelo

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    6. @65co2
      Lei sostiene giustamente che la domanda globale di petrolio è in aumento, sostenuta da una crescente popolazione (resa possibile dal petrolio) e che quindi i vincoli siano dal lato dell'offerta, facendo schizzare sempre più in alto il prezzo.
      Le chiedo, però, fino a che prezzo del greggio la domanda è "disposta" a crescere? Vari autori indicano che più aumenta il prezzo del petrolio, più si riduce la capacità di spesa dei salariati che coi loro consumi di fatto tengo in piedi la baracca mondiale del BAU.
      Il meccanismo dovrebbe essere all’incirca questo: più costa l'energia, più le aziende hanno costi maggiori di produzione, più cercano di ridurre i costi della manodopera e più sarebbero costrette a vendere a prezzi maggiorati; i lavoratori, operai e impiegati, perciò, da una parte dispongono di meno reddito e dall'altra si ritrovano sullo scaffale prodotti più costosi. Anche se la finanza presta a tasso azzerato per oliare il motore dei consumi, la gente non si indebita oltre una certa soglia. Ergo il giocattolo si inceppa, l'economia salta in depressione e a un certo punto il prezzo del petrolio crolla. Le banche centrali ripartono a stampare moneta a vagonate per ristimolare i consumi, si riprende faticosamente a bruciare petrolio, ma il prezzo di vendita è basso per remunerare le produzioni più costose e per garantire i necessari investimenti in esplorazione di nuovi giacimenti fondamentali per sostenere la produzione futura. Dunque il processo riprende ma l'asticella si alza: avremo sempre meno offerta (i cui costi di estrazione oltretutto aumentano a causa della riduzione dell'EROEI) e sempre meno domanda in una spirale che dovrebbe portare in un futuro non tanto lontano a far franare dal dirupo il sistema economico industriale che con tanta fatica e speranza abbiamo costruito (e il tutto senza considerare gli effetti del cambiamento climatico).

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    7. Giusto, Ferruccio.
      Tra l'altro
      "US Shale Oil Production: The Wall Street Journal reports that US shale oil drillers are still spending more money than they are making, even with higher oil prices. The top 20 shale oil drillers by market capitalization collectively spent almost $2 billion more in the last quarter than they took in from operations. This was largely due to bad bets hedging crude prices, as well as transportation bottlenecks, labor and material shortages that raised costs. Despite the higher selling prices, the drillers spent about $1.13 for every $1 they took in. Oasis Petroleum spent $3.27 for every $1 it made in cash, while Parsley Energy spent almost $2 for every $1 it made in cash, according to the Journal"

      https://www.resilience.org/stories/2018-05-21/peak-oil-review-21-may-2018/
      (Articolo per me complicatissimo e pieno di tecnicismi ma comprensibile nella parte relativa allo Shale. Tra l'altro è interessante il riferimento nelle ultime righe, all'aria compressa, preso da qui:
      https://www.resilience.org/stories/2018-05-18/ditch-the-batteries-off-grid-compressed-air-energy-storage/)
      Angelo

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    8. @ Ferruccio
      1-"fino a che prezzo del greggio la domanda è "disposta" a crescere?"

      Dipende dal valore dell'elasticità incrociata tra domanda di carburanti fossili e domanda di beni succedanei (gas, carburanti sintetici, energie rinnovabili, forse un ritorno del nucleare come soluzione low cost e più rapida per implementazione rispetto alla fusione). Al crescere del livello del prezzo del petrolio, i beni succedanei trovano più facilmente un proprio mercato.


      2-Il meccanismo dovrebbe essere all’incirca questo: più costa l'energia, più le aziende hanno costi maggiori di produzione, più cercano di ridurre i costi della manodopera [...]

      No!, intanto occorre distinguere:

      Nei paesi del primo mondo i mercati sono saturi, questo vuol dire che le curve di domanda sono rigide mentre le curve di offerta sono elastiche, in quanto anche gli artigiani e le aziende marginali hanno imparato a produrre Just In Time. Questo implica che le politiche Keynesiane e di bilancio funzionale SONO BOLLITE DA VARI DECENNI, in quanto le premesse economiche keynesiane sono domanda elastica ed offerta rigida. Tali premesse, sono invece presenti nel II°,III°mondo in quanto i mercati non sono saturi: quì le politiche keynesiane e di bilancio pubblico funzionale hanno ancora una logica economica.

      Per il resto, limitandoci al breve periodo, l'azienda produce sino a MC=p in caso di:

      con + costi di energia -> + costi di produzione diretti ed indiretti

      le opzioni per gestire tali incrementi di prezzo sono molteplici:

      -se la posizione di mercato dell'azienda lo permette (la forma del mercato in cui opera l'azienda, vantaggi competitivi sui competitor) si scarica l'incremento di costo su un maggiore prezzo di vendita. Di solito la maggioranza delle aziende fanno cosi, l'impatto macroeconomico è un classico dell'inflazione importata, che causa nel secondo anno una politica monetaria molto restrittiva.

      -se le aziende non possono scaricare sul consumatore l'incremento di prezzo, allora si tenta di ridurre altri costi compensando: un classico è azzerare i budget pubblicitari, esternalizzare la rete di vendita, tagliare temporaneamente su ricerca e sviluppo, ridurre il consumo di altri semilavorati/materie, ecc...

      -può anche accadere che l'incremento del costo di produzione vada ad erodere per intero il profitto dell'azienda, se non è possibile agire in altro modo.

      -Il licenziamento della manodopera avviene 1-per invenduto del bene oppure 2-a seguito di un'innovazione di processo per uno stesso prodotto, oppure di un'innovazione di processo a sostegno di un'innovazione di prodotto.

      Se lo shock energetico si protrae nel tempo, in alta inflazione è normale che le aziende chiudano oppure delocalizzino per sopravvivere.

      Macroeconomicamente in un modello IS-LM
      uno shock da inflazione importata fa traslare la curva LM (per una politica monetaria più restrittiva, a causa di un aumento dei tassi d'interesse) mentre nella curca IS si ha una piccola traslazione a sinistra (per riduzione dei consumi a causa dell'aumento dei prezzi e logoramento del reddito disponibile). Il sistema trova poi un equilibrio in un punto che ha reddito reale minore, ed un maggiore tasso d'interesse.
      https://it.wikipedia.org/wiki/Modello_IS-LM

      Macroeconomicamente in un modello di Phillips
      uno shock grave e prolungato da inflazione importata, in un paese come l'Italia (con un tessuto industriale prevalentemente piccolo ed incapace di fare ricerca e sviluppo applicata per ottenere brevetti e vantaggi competitivi) genererebbe la chiusura delle aziende e la loro delocalizzazione, la risultante macroeconomica sarebbe un'avviamento di una serie di punti di equilibrio instabili, perennemente diretti in alto nel primo quadrante, con coppie (inflazione,disoccupazione) crescenti nel tempo.
      https://it.wikipedia.org/wiki/Curva_di_Phillips

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    9. @ Ferruccio
      Vediamo di capirci :-) l'economia non è una scienza certa, ma una scienza sociale.

      Questo implica che le scelte di tanti piccoli operatori possono essere razionali o non razionali, se sono razionali se ne occupata la ragioneria e la microeconomia.

      La somma delle scelte di tutti i piccoli operatori in un sistema economico, è questione di Macroeconomia.

      Siamo però sempre e solo al livello di un paese, ossia di una Nazione!.

      Aggregando i dati di più nazioni, si hanno dati di un Continente. Ma non ha molto senso economico aggregare i dati di un continente, dato che non esistono stati nazionali così grandi. La UE non è uno stato, ma una Confederazione di Stati inoltre sia USA e CSI e Cina ed India sono nazioni molto grandi, ma per quanto grandi nessuna di queste occupa un continente.

      Aggregando i dati dei continenti, si può avere i dati economici del Mondo.
      Consolidando, molti aggregati perdono di senso: il credito commerciale di uno s'annulla nel debito commerciale dell'altro. Ma poichè l'ONU non è un governo mondiale, il consolidamento economico di tali dati è inutile.

      Certi aggregati sono tarati per la popolazione, ed hanno senso economico calcolarli: energia procapite, acqua procapite, telefoni/frigoriferi/computer/auto procapite, gigabit procapite, si calcolano perchè servono sia per estrapolare dati futuri essendo valori correlati ai dati demografici, quanto per valutare l'ampiezza di mercati potenziali, i fabbisogni futuri, la presenza di centri. Sono extrapolazioni quantitative che appoggiate alla correlazione dei dati demografici, offrono sprazzi sparsi di futuro, ma la nuda realtà è che nessuno sa sulla Terra, quali saranno i dati numerici dell'economia di un paese oltre 1 anno.

      Detto questo: una crescita prolungata dei prezzi del petrolio che impatto avrebbe?!

      E' essenziale segmentare il mondo in I,II,III mondo.

      Il III°mondo non avendo danari smetterebbe di accedere al petrolio = ove nel III°esistono i giacimenti, una rivolta se ne approprierebbe smettendo d'esportarlo.

      Il I°,II°mondo hanno sufficienti danari e know how per comprendere cosa starebbe succedendo nel mondo ed entrare in competizione, strumentalizzando a proprio favore le cieche azioni del III°mondo.

      La risposta, a cosa accadrà ad una crescita prolungata dei prezzi del petrolio (non trascinata da una contestuale crescita del rilascio degli idrati di metano con positive feedback in Siberia) nel mio modello, è che resteremmo dentro AL FALSO RITORNO DELL'ETÀ DELL'ORO.
      http://lafrecciadellastoria.blogspot.it/2016/10/scenari-di-xxi-secolo-parte-i.html
      http://lafrecciadellastoria.blogspot.it/2016/10/scenari-di-xxi-secolo-parte-ii.html

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    10. @ Ferruccio
      La risposta a cosa accadrà ad una crescita prolungata dei prezzi del petrolio, che causasse anche un crescente grado d'abbandono dell'uso dei carburanti fossili (con una contestuale crescita del rilascio degli idrati di metano con positive feedback in Siberia) nel mio modello, è che invece di restare in FALSO RITORNO ALL'ETÀ DELL'ORO, migreremmo dentro SURROGAZIONE INERZIALE ESPLOSIVA oppure in CATASTROFE ULTRAVIOLETTA

      La salita del prezzo del petrolio non è compatibile con lo scenario della EFFICIENTE CONDIVISIONE TECNOLOGICA DELL'AUSTERITÀ a causa della Carbon bubble.

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    11. @ Anonimo

      Non piace nemmeno a me lo Shale oil/gas, di certo non ne farò il difensore :-)
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/11/introduzione-allo-shale-gasoil-la-fine.html

      tuttavia è bene ricordare che lo shale è un successo in USA/Canada ma nel mercato degli idrocarburi è cosa piccola.

      E' lecito chiedersi se il settore merceologico degli idrocarburi potrà collassare, dato che tutta la civiltà umana gira intorno ai carburanti fossili. Tuttavia è sempre bene ricordare che le Attività Finanziarie del mercato degli idrocarburi (come quelli delle società d'acqua, gas, elettricità, prodotti alimentari, carburanti) hanno un beta<1 e sono anticiclici a domanda viscosa, ossia delle mucche e non sono cani.

      Ad un'analisi macroconomica dei settori con il modello aperto di Leontief le reazioni ad un incremento dei prezzi importati sarebbero diverse:
      -un paese privo di risorse energetiche vedrebbe salire le proprie importazioni, i maggiori costi di energia si ripercuoterebbero in tutti i settori, quindi uno shock prolungato nel tempo attirerebbe investimenti in tecnologia e settori per ridurre la dipendenza energetica (beni succedanei, si ritorna quindi al dato dell'elasticità incrociata). Come ad esempio il Giappone che ha investito pesantemente nel nucleare dopo gli schock petroliferi. Mentre noi in Italia ci siamo limitati ad una diversificazione dei fornitori.
      -Invece in un paese, se non ci fossero esportazioni per pagare le importazioni energetiche, non ci sarebbe valore per importare e semplicemente il sistema collasserebbe per assenza d'energia, vedi molti paesi del III°mondo.
      -un paese dotato d'autonomia energetica, ridurrebbe le importazioni d'energia, usando le proprie risorse energetiche: come USA e Canada per lo shale, ritornando al carbone ecc...
      -i paesi privi di settore terziario e con un settore secondario interamente poggiato sul petrolio e con un settore primario fondato solo sull'attività mineraria, con un rialzo dei prezzi del petrolio vedrebbero lievitare le proprie esportazioni ed anche importando tutto il resto, avrebbero danaro in avanzo (vedi i petrolarabi ed i flussi di petroldollari)
      -i paesi privi di settori economici, tranne una parte del primario per l'estrazione e l'esportazione, smetterebbero d'esportare e lo userebbero per sviluppare e mitigare i danni, consci che prima o poi il petrolio finirebbe.

      Ma si ritorna al punto di prima: l'analisi Macroeconomica è solo a livello di nazione, perchè non esiste una nazione così grande da occupare un intero continente.
      https://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_input-output#Il_modello_aperto_di_Leontief

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  4. Ancora una volta, i massimi sistemi. Giusto per non parlare delle "minuzie" sulle quali, invece, si potrebbe intervenire concretamente, verificando in tempi brevi i risultati ottenuti o non ottenuti su ristrette aree territoriali (la somma di operazioni concrete su ristrette aree territoriali finisce inevitabilmente per coprire ambiti globali, laddove le parole sui massimi sistemi rimangono parole e nulla più). Troppo impegnativo, poi toccherebbe fare i conti con le intenzioni profonde anziché sulle belle parole di facciata.

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  5. Bellissimo post Simonetta; sono arrivato terzo al premio nazionale di filosofia, e l'anno prossimo ho intenzione di partecipare con un saggio che sto preparando su un dio greco da rivalutare in senso ecologista; penso che metterò alcune sue frasi ed il suo libro fra la bibliografia....(Sono già ad oltre 50 opere nella bibiliografia) Quanto mai azzeccata il tuo riferimento agli dei; dopo tutto ricordiamo che il "deserto è intrinsecamente monoteista" (Ernest Renan)

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  6. non mi pare che per la par condicio sia giusto pubblicare solo commenti che parlano male di Dio. Allora non pubblicate nemmeno questo, così sarete ancor più satanamente contenti di servire il vostro padrone.

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    1. Mago, calmati un attimo. Stai mandando decine di commenti. Te li sto facendo passare tutti, solo che alcuni finiscono nello spam e li devo recuperare da li. Ma renditi conto che stai ripetendo sempre la stessa cosa. Abbiamo tutti capito, non c'è bisogno di ridirlo tante volte

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    2. purtroppo da buon toscano quello che ho nel cuore ce l'ho anche sulla lingua, comunque non mi pare di essere l'unico ripetente.

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    3. Su questo hai ragione. Ma, come ben sai, il peccato di un altro non giustifica il tuo!

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    4. ira e superbia sono brutti, ma tacere sul male vuol dire essere consenziente ed è peggio dei primi due. Come mi hanno detto, forse riuscirò ad andare in Purgatorio, forse.

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    5. @ mago: Il problema, gentile Sig. mago, è che quello che Lei ha sulla lingua (e quello che scrive nei commenti di questo blog) noi siamo costretti ad averlo nelle orecchie e negli occhi.

      E poi mi chiedevo: se i fedeli di tutte le altre religioni, sette e dottrine pretendessero di avere uno spazio nei commenti pari al Suo cosa accadrebbe? Ci sono più di 4000 diverse religioni nel mondo. Anche con un commento per ciascuna il Prof. Bardi avrebbe non poche difficoltà a gestire il blog... :-D

      Faccio appello alla sua carità cristiana. La prego! Abbia pietà di noi! :-)

      Saluti
      Lotario Tozzi "ad hoc"

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    6. @ mago: Riborda? E Lei, sig. mago, che fa? Borda e riborda! :-D

      Cari saluti
      Lotario "ad hoc" Tozzi

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  7. Incidentalmente, a proposito del filtro dei commenti, normalmente passo tutto quello che arriva, eccetto:

    1. Post commerciali mascherati da commenti
    2. Insulti a chicchessia (magari anche meritati, ma non li passo per principio)
    3. Commenti razzisti, nazifascisti, incitanti alla violenza, alla pulizia etnica e cose del genere
    4. Commenti dove si sostiene che questo blog è parte del complotto per tener nascosta la verità sul qualechessia piano planetario per - per esempio - islamizzare l'europa, o pauperizzare gli italiani, o robe simili.



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  8. Io credo che una persona religiosa potrebbe invece considerare questo atteggiamento come il cacumine della Hybris. Vale a dire un atto di superbia tale da scatenare l’ira di Dio (o degli Dei, a scelta).

    Ma quelli hanno la riposta/giustificazione pronta: è colpa di Satana.

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    1. non mi pare che Gesù, purtroppo i qualunquisti parlano spesso solo a vanvera, abbia mai avuto atteggiamenti omicidi o ne abbia mai consigliato l'uso anche solo per motivi penali. Allora di chi è la colpa? Alcuni dicono di satana, alcuni dell'uomo, ma queste azioni, se uno non è tra l'80% degli amici e servi del diavolo, sa da chi sono ispirate.

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    2. poi l'uomo religioso e timoroso di Dio non avrebbe mai ridotto il creato nello stato attuale. Solo l'avidità e la superbia degli istinti, inoculata dal demonio, possono averlo condotto nell'abbruttimento e nell'annebbiamento, che hanno distrutto il creato in questi ultimi due secoli. Fatti non foste a viver come bruti. Ma allora perchè lo siamo diventati?
      Proprio ieri sera un mio amico magnificava la scaltrezza dei cinesi a Prato, che, aggirando le permissive regole fiscali italiche, fanno fortune miliardarie. E come loro sono tutti coloro che hanno per dio il denaro. E allora distruggi tutto pur di accaparrarselo. Poi se dietro rimane solo macerie e morte, chissenefrega. E' per questo che Gesù ha detto che uno serve o Dio o Mammona: Dizionario

      mammona
      mammona
      mam·mó·na/
      sostantivo maschile o femminile
      La ricchezza terrena idolatrata; quindi, il principio della dannazione spirituale, cioè il demonio.

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  9. L'Articolo "fotografa" in maniera documentata, non-ideologica e preziosa il problema tendenzialmente principale alla base dell'attuale 'crisi ecologica' (e per certi versi anche socio-economica) planetaria (non a caso da qualche anno si parla ormai abitualmente di Età dell'Antropocene), piaccia o meno a chi, accecato da "dogmi" economico-politico-religiosi a quanto pare immarcescibili, incredibilmente continua a sostenere ad es. che il solo Stato del Texas potrebbe agevolmente (?) sostenere l'attuale (peraltro tuttora in costante ulteriore crescita) popolazione umana mondiale...

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    1. Troverei interessante leggere anche qualche articolo che "fotografi" in maniera altrettanto documentata, non-ideologica e preziosa il problema tendenzialmente principale alla base dell'attuale 'crisi ecologica' (e per certi versi anche socio-economica) italiana. Ovviamente senza "lasciare di lato" le cause e le condotte che ne sono alla base. Tutte, compresa quella che così evidente da essere ignorata con incredibile disinvoltura e con probabile intenzionalità anche dalle persone "oggettive" per definizione: gli scienziati (il riferimento è all'incremento della popolazione fisicamente presente sul territorio: oltre cinque milioni di individui aggiunti nell'ultima quindicina d'anni, con un'attiva programmazione operativamente in corso per aggiungere altre centinaio di migliaia ogni anno negli anni a venire).

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    2. ti sbagli, gli stranieri regolari sono oltre 7,3 mln, più gli irregolari....in compenso mangiano poca carne, più che altro vedo scaricano farina e acqua dai furgoni dei caporali. Se questi fanno in tempo ad occidentalizzarsi coi consumi e con le abitudini, non ci vorranno 2 pianeti e mezzo, ma sei o sette. Meno male che Elon Musk va alla conquista della galassia coi suoi motori a curvatura, così poi ci porterà tutte le risorse che ormai mancano o scarseggiano, compresi aria e acqua pulita. Intanto che arrivano, speriamo che non tocchi all'Italia fare la fine del Perù, dove consumano 1/5 del nostro petrolio a parità di popolazione. In fondo basterebbe un piccolo default e addio alle locuste italiche. I 1000 mld di debito in scadenza in questa legislatura, se non fossero riacquistati da BCE e &, sarebbero una buona scusante per 5 stelle e Lega per non perdere la faccia. In fondo il debito a 2300 mld l'hanno fatto gli altri sperperoni corrotti e corruttori, che hanno governato prima. Mi vengono in mente i pensionati greci che da 2000 euro e passa mese, si sono ritrovati con l'assegno di sostentamento di 780. Stranamente il reddito di cittadinanza???! Che ci sia qualche connessione? Speriamo di no. Proprio ieri un direttore di banca in pensione, mi disse che è meglio per i bancari essere in pensione, perchè i futuri pensionati non avranno niente, perchè i soldi sono finiti, ma lui ragiona in termini di soldi e non sa che dietro ci sono le risorse.

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    3. Dopo la WWII Stalin volle un'ampia fascia di stati cuscinetto per proteggere l'URSS. La chiesa nel 1947 sostenne De Gasperi, tuttavia in Europa la proposta di De Gasperi di una Comunità Europea di Difesa non ebbe seguito: la Francia voleva essere autonoma e disporre d'armi atomiche, la Germania era stata divisa in RFD vs DDR, la Gran Bretagna aveva ricordi imperiali, la Spagna era una dittatura. La popolazione dell'Europa Occidentale all'epoca mancava di tutto, non avrebbe compreso le spese di uno stato Federale per un riarmo dell'Europa Occidentale.
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/10/la-guerra-fredda-la-teoria-del.html

      Dal 1947 al 1989 l'Europa con la NATO (il braccio armato del MEC-CEE-UE) rinforzato dagli USA e dal Canada, ebbero a reggere alle "invasioni barbariche del Patto di Varsavia della guerra fredda" finendo per vincerla, invece che perderla l'evento clone dell'invasione barbarica del 476DC.
      http://lafrecciadellastoria.blogspot.it/2016/10/tracce-di-caos-deterministico-nella.html

      Nel 1993 dalla CEE nacque la UE, ma nessun italiano propose gli USE "minimi", perchè i politici italiani sono stupidi e ladri.
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/11/il-geniale-profeta-geopolitico-prof.html

      Invertendo i fattori qualitativi del 1947 che cosa otteniamo?

      La Chiesa Cattolica osteggia la CED, nessuno politico in Italia chiede la CED, la Francia vuole la CED, la Germania è riunificata, la Spagna è una monarchia costituzionale, la Gran Bretagna favorevole alla CED.

      Che differenze ci sono tra questo punto teorico-qualitativo e l'attuale realtà?!

      La Chiesa Cattolica osteggia la CED, nessuno politico in Italia chiede la CED, la Francia vuole la CED, la Germania è riunificata, la Spagna è una monarchia costituzionale, la Gran Bretagna pur non avendo mai avuto l'Euro è avviata fuori dalla UE.

      Pur con le dovute differenze marginali della GB, oggi siamo in un orbita opposta a quella del 1947 e ciò dimostra che ancora oggi un attrattore caotico guerraffondaio staziona sull'Europa e sul Nord Africa, tra quale decennio ne uscirà fuori il pattern di Chartago.
      http://lafrecciadellastoria.blogspot.it/2016/11/il-rischio-della-levata-di-chartago.html

      La cosa rilevante è che oggi, il buon De Gasperi sarebbe stato sicuramente bollato come "reazionario" anche dalla Chiesa Cattolica, che invece 71 anni fà lo sosteneva.
      http://lafrecciadellastoria.blogspot.it/2017/07/gli-italiani-sono-bolliti-ma-ancora-non.html

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    4. Detto ciò: IMHO la posizione sovranista è la riproposizione dell'autarchia ed è un delirio tanto quanto pensare che l'Europa debba fare debito da spendere in spese correnti (sociali) per alimentare un flusso migratorio dall'Africa all'Europa.
      http://lafrecciadellastoria.blogspot.it/2016/10/la-freccia-della-storia-extrapolazioni.html

      E' pesante la colpa dell'ONU per non aver proposto 20 anni fa una politica di controllo delle nascite in Africa, colpa grave come quella di Chiesa Cattolica (che disponendo di molti missionari in Africa, sapeva benissimo quale fosse la reale situazione sul terreno in Africa). Il colonialismo è finito da decenni, gli africani IMHO si sono rovinati con le loro mani trombando come conigli ed andando già oggi in sovrappopolazione con 1.2MLD e nel 2050 sarà ancora peggio con 2.4MLD

      C'è poco che l'Europa possa fare, salvo finanziare dall'ONU una tardiva politica di controllo delle nascite in Africa (che sarebbe violentemente osteggiata dalla Chiesa Cattolica) allontanando di una diecina d'anni, la detonazione di Guerre Puniche II.

      In Italia, oggi il problema dei migranti clandestini è IMHO un problema strumentalizzato da tutti i partiti politici italiani, per evitare d'affrontare il complesso problema del rientro del debito pubblico italiano e non va confuso con la stessa questione che nei prossimi decenni, si sostanzierà in 30-40 anni di respingimenti con gravi risvolti militari.
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/10/lisola-di-mayotte-parte-i.html
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/10/lisola-di-mayotte-parte-ii.html
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/10/lisola-di-mayotte-parte-iii.html

      Con la penisola italiana che sarà cavallo di troia all'Europa
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/11/la-penisola-italiana-sara-colonia-di.html

      Questo è il mio pensiero.

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    5. Questa risposta sottolinea un problema obiettivamente grave, che peraltro riguarda direttamente la dimensione geopolitica molto più che quella ecologica (nel senso tecnico del termine) su cui si impernia l'Art.lo di partenza.

      Ad ogni modo, riguardo al costante "incremento della popolazione fisicamente presente sul territorio" viene da sorridere molto amaramente al pensiero che (contemporaneamente) vanno invece moltiplicandosi le lamentazioni di matrice clerico-nazionalista e turbo-capitalista rig.do al calo della natalità autoctona, si prospettano fantascientifici scenari di 'desertificazione demografica' e conseguentemente si invocano a gran voce misure tese a riempire il più possibile le culle, aggravando così ulteriormente (in prospettiva) i problemi ambientali e socio-economici prox venturi :(

      Sento tuttavia il bisogno di esprimere anche un certo scetticismo rispetto all'effettiva esistenza di una "attiva programmazione operativamente in corso per aggiungere ... negli anni a venire", poiché i flussi migratori generalmente si mettono in moto da soli senza attendere espliciti input esterni e risultano "per definizione" non facilmente controllabili, in particolare allorquando tali flussi superano determinate dimensioni quantitative e tu hai gran parte dei confini nel/sul mare...

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    6. Scusate ho sbagliato a copincollare :-) nel precedente post c'è da considerare questa correzione

      "Invertendo i fattori qualitativi del 1947 che cosa otteniamo?

      La Chiesa Cattolica osteggia la CED, nessuno politico in Italia chiede la CED, la Francia vuole la CED, la Germania è riunificata, la Spagna è uno stato di diritto, la Gran Bretagna favorevole alla CED.

      Che differenze ci sono tra questo punto teorico-qualitativo e l'attuale realtà?!

      La Chiesa Cattolica osteggia la CED, nessuno politico in Italia chiede la CED, la Francia vuole la CED, la Germania è riunificata, la Spagna è una monarchia costituzionale, la Gran Bretagna pur non avendo mai avuto l'Euro è avviata fuori dalla UE."

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    7. Premesso che (naturalmente) il precedente Commento del sottoscritto era rivolto all'intervento di Key Smasher, (per quel che può valere) aggiungo di condividere pressochè interamente i primi tre Punti del Commento postato da Movies alle h 11.32 del giorno 20: ormai anche le regioni afferenti alla sponda Nord del Mediterraneo iniziano a pagare dolorosamente la marcata debolezza manifestata nella promozione di sagge politiche di birth control & family planning nelle aree afferenti alla sponda Sud degli ultimi decenni :(

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    8. Claudius, considera la "curiosa" regolarità degli incrementi in un arco di tempo ormai non brevissimo che ha un anno di avvio ben delineato: il 2001. Si è passati dalla crescita zero reale a un incremento annuo grossomodo dello 0,5% (e gli scienziati sanno fare i conti e capire cosa significa un incremento percentuale costante in termini di aumento numerico assoluto). Inoltre, non sono rare le occasioni nelle quali la "comunità internazionale" ha enunciato cifre teoriche che si sono poi concretizzate, quasi che avessero una sfera magica tra le mani (o che conoscessero gli obiettivi che si erano dati, ma questa è ovviamente un'illazione infondata).

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  10. Vorrei sapere dal prof. Bardi se è sua opinione, che siano stati il fraking, i bitumi canadesi, i vari shale oil e gas a evitare che cadessimo già nel dirupo di Seneca qualche anno fa. Ovvero che oggi ci saremmo trovati in un mondo col BAU ai minimi termini.

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    1. Ci sta. Però, una caratteristica del dirupo di Seneca è che più lo rimandi, più si fa ripido. Ahimé...

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    2. Insomma. se il crollo imminente della produzione da fracking servirà a far collassare l'economia ed impedire lo sfruttamento dell'Artico ben venga...Non tutto il mal vien per nuocere.

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    3. Lo shale oil/gas ha abbassato i prezzi (allargando l'offerta) ma l'impatto se pur positvo in USA e Canada (dove crea alte esternalizzazioni che per adesso sono tollerate perchè il prezzo dei terreni fertili/acqua frsca è inferiore al costo del petrolio) ha generato una ridotta quota di mercato nel mondo.

      Senza lo shale, i prezzi del petrolio probilmente sarebbero restati intorno ai $80-$100 ma il collasso ancora non ci sarebbe stato. Le aziende petrolifere avrebbero fatto più profitti, le energie rinnovabili come bene energetico quasi succedaneo, avrebbero conquistato più quote di mercato nel mercato del I mondo (ma non nel II°,III° mondo).

      I tassi di sviluppo dei paesi del I°mondo sono largamente inferiori alla Cina (quando cresce poco, fa il +7%) perchè la Cina è un paese del III°mondo in via di progressione verso il II°mondo, non ha i mercati saturi come quelli del I°mondo.

      E' IMHO più che lecito chiedersi se il settore merceologico dell'industria petrolifera collasserà in futuro, portandosi appresso tutta la società, dato che ogni cosa su questo pianeta gira intorno ai carburanti fossili.

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    4. E' possibile un collasso dell'industria petrolifera?

      Sicuramente lo shale oil/gas non ha molto futuro a causa delle sue alte esternalità negative nel processo produttivo, per alla fine della fiera, avere sempre carburanti fossili che comunque :-) producono gas serra.

      Tuttavia le aziende petrolifere maneggiano un bene richiesto da tutti, che nei prossimi decenni sarà sempre più scarso, quindi ci saranno sempre maggiori ricavi, più che sufficienti per coprire la leva finanziaria per estrarre petrolio. Tuttavia, più il prezzo crescerà del bene petrolio, più ci sarà anche uno switching verso beni succedanei: gas, carburanti sintetici, rinnovabili, forse un ritorno del nucleare (come soluzione low cost rispetto alla fusione). Esiste quindi la Carbon Bubble! e questa s'innescherà quando l'umanità inizierà in odo crescente a lasciare i carburanti fossili, i cui assets perderanno di valore. La Carbon Bubble però, sarà sicuramente un fattore viscoso, che frenerà il tardivo switching energetico del mondo.
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/11/arctic-methane-emergency-carbon-bubble.html

      Ricapitolando:

      Avvio della Carbon Bubble a causa di una Carbon Tax?!

      E' possibile, ma IMHO è alquanto difficile da implementare una Carbon Tax, servirebbe un protocollo ONU per definire soggetto, oggetto, territorialità della tassa. E poi sinceramente, ci crederò ad una carbon tax, quando vedrò davvero i paesi del I°,II°mondo pagare i danni ad esempio ai primi profughi climatici (Bangladesh 140MLN di persone) che dovranno essere ricollocati da qualche parte...

      Sinceramente è più probabile che la crisi del Bangladesh finisca strumentalizzata dai paesi del II°,I°mondo già in urto per altre ragioni, come ad esempio una guerra valutaria e finanziaria Dollaro VS Youan cinese VS Rial saudita VS Rupia indiana VS valute sintetiche da panieri di altre monete. Se noi in Europa non saremo oggi, tanto pazzi da stampare oceani di Euro, allora domani, forse l'Euro potrebbe essere quantitativamente poco inflazionato, diventando anche valuta di rifugio oppure essere moneta accettata per le liquidazioni dei saldi della bilancia commerciale e dei pagamenti.

      Avvio della Carbon bubble a causa dei mercati finanziari che incorporando nel prezzo dei carburanti fossili il costo di guerre e disastri indotti da climate change, spingeranno tardivamente e rapidamente su gas, carbuanti sintetici, rinnovabili, forse un ritorno del nucleare (come soluzione low cost rispetto alla fusione)?! E' IMHO possibile, ma gli operatori finanziari sarebbero quelli che sarebbero anche i primi a bruciarsi i diti dalla carbon bubble, quindi direi che è alquanto improbabile un path del genere.

      Personalmente penso che sia molto più probabile che nei prossimi decenni, vi sia un fortissimo shock da climate change:

      dopo il polo nord ICE FREE in estate/autunno -> ulteriore rallentamento/blocco della AMOC, oppure

      dopo il polo nord ICE FREE in estate/autunno un'inattesa accelerazione del melting a positive feedback degli idrati di metano in Siberia.

      Questo innescherà un PANICO MONDIALE :-) un'azione tardiva e disperata dell'umanità, verso uno switching su gas, carbuanti sintetici, rinnovabili, forse un ritorno del nucleare (come soluzione low cost rispetto alla fusione) ma la Carbon Bubble esplodendo rallenterà questo fenomeno. Nel frattempo, le frizioni finanziarie e valutarie sull'inflazionato Dollaro VS Youan cinese VS Rial saudita VS Rupia indiana potrebbero detonare nei mercati. Crisi idriche in Africa nel bacino del Nilo, spinosa questione dei milioni di profughi climatici del Bangladesh, pressione demografica Indonesiana sull'Australia, cali di rese agricole in Cina e shock idrici in India... BUM WWIII se i russi non venderanno la Siberia a pezzi a Cina, India, Iran, Pakistan-Bangladesh.

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    5. http://energyskeptic.com/2018/steve-st-angelo-the-global-oil-gas-industry-is-cannibalizing-itself-to-stay-alive/
      Secondo me il collasso dell'industria petrolifera é possibilissimo.
      Per quanto i prezzi del petrolio si siano un po' alzati, non arrivano ancora ai fatidici 100 dollari al barile che in teoria permetterebbero di compensare le spese di estrazione, e poi, soprattutto anche nei bilanci delle aziende petrolifere ci sono degli interessi sul debito da ripagare.
      "We must remember, debt financing does not mean PAYING DOWN DEBT, it just means the companies are now spending 75% of their operating cash flow (as of Q3 2016) just to pay the interest on the debt"
      With that ENERGY DEBT WALL to reach $260 billion by 2022, I highly doubt many of these energy companies will be able to repay that majority of that debt. Thus, interest rates CANNOT RISE, and will likely continue to fall or the entire financial system would collapse.

      "Lastly…. the global oil and gas industry is now cannibalizing itself just to stay alive. It has added a massive amount of debt to produce very low-quality Shale Oil-Gas and Oil Sands just to keep the world economies from collapsing"
      Angelo

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    6. Che i diritti minerari sullo Shale oil/gas ed i relativi futures possano diventare cartastraccia è possibile, ma questo penso che avverrà solo quando i prezzi di terra fertile/acqua potabile diventeranno più alti di oggi, quando cioè saranno beni economici più rari di oggi, a causa dei danni da climate change quanto per la richiesta alimentare di un pianeta in pesantissima sovrappopolazione.

      Lo shale gas/oil è un successo per Canada ed USA, ma è una piccola frazione del mercato petrolifero.
      https://www.youtube.com/watch?v=0s5Un7ll6GM

      L'industria mineraria è molto capital intensive, perchè per costruire petroliere, oleodotti, pozzi di petrolio, fare perforazioni occorrono molte e pesanti e costose strutture.
      https://www.investopedia.com/ask/answers/060315/what-debt-equity-ratio-common-oil-and-gas.asp

      Il Price on Earning del settore petrolifero è sui 20 anni
      https://www.investopedia.com/ask/answers/012015/what-average-pricetoearnings-ratio-oil-gas-drilling-sector.asp

      Il Return on Investiment del settore petrolifero è di circa il 10%
      https://www.investopedia.com/ask/answers/061115/what-average-annual-return-does-oil-and-gas-sector-generate-investor.asp

      Il Tus della FED a lungo termine dal 1991-2018 è sempre rimasto sotto 8%
      http://it.global-rates.com/tassi-di-interesse/banche-centrali/banca-centrale-america/interesse-fed.aspx

      I titoli azionari del settore petrolifero, sono sicuramente delle mucche e non dei cani.

      Il prodotto maneggiato dalle industrie petrolifere non è INVENDUTO. E' spolverato dal mercato, che ne chiede sempre di più, c'è ancora un restante 50% di petrolio sulla Terra, ovviamente sarà gradualmente sempre più difficile e costoso estrarlo, per cui il prezzo del petrolio non potrà che salire nei prossimi decenni, ristorando ulteriormente la redditività degli investimenti petroliferi, dato che cresceranno di valore il magazzino a scorta, che varrà nel tempo sempre di più, anche come riserva strategica.

      Tuttavia è indubbio che al crescere del livello dei prezzi del petrolio, cresceranno d'importanza i beni succedanei gas, carburanti sintetici, energie rinnovabili, forse un ritorno del nucleare (come soluzione low cost rispetto alla fusione), la Carbon bubble poi inizierà a produrre effetti (a maggior ragione, per shock climatici gravi) ma la stessa Carbon bubble, sarà anche un freno per gli operatori finanziari.

      Oggi i tassi d'interesse nei paesi del I°mondo sono bassi, perchè i saggi reali di crescita del pil hanno valori ad una sola cifra, in quanto i mercati del I°mondo sono saturi e lo resteranno anche nel futuro. Tuttavia è indubbio che nel futuro dei tassi d'interesse è logico attendersi forti turbolenze, a causa del conflitto I°mondo VS II°mondo VS III°mondo.

      Esistono anche forti rischi da iper-inflazione per il Dollaro (al momento tesaurizzato per il commercio internazionale, ma non è detto che resterà valuta di conto) e sopratutto è imminente la rottura del vaso di coccio dell'Italia che ha un debito pubblico insostenibile, oltre che classato all'estero.

      Ci sono poi nei decenni a venire, i danni climatici causati dal climate change, che distruggeranno l'apparato produttivo di un paese come l'Italia (destinata a desertificarsi) impedendo la crescita in valore della produttività e pil, poi le migrazioni di 1.2MLD di africani nel nordest Africa, flashpoint e guerre.

      Non a caso, il climate change è definito dal Pentagono un moltiplicatore di minacce nel mondo: i decenni dal 2030s-2040s-2050s saranno molto roventi da ogni punto di vista.

      Dove andrà poi de facto la storia umana, ho cercato di definirlo nel mio modello, e questo dipende: 1-dal livello d'abbandono dei carburanti fossili che avrà l'umanità, 2-dalla dinamica degli idrati di metano in Siberia e dal loro scioglimento con positive feedback.

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    7. la Tverberg diceva che la leva finanziaria (QE) può sostituirsi all'energia, ma solo per un certo tempo. Però non ha indicato con precisione questo limite. A vedere cosa sta succedendo con lo shale, comincio a pensare che sia la quantità di petrolio: ossia si stampa denaro (o si inventa) per pompare energia fossile e per farla consumare, finchè ce n'è abbastanza, il giochino è fruttifero e conveniente, tanto lo strumento di mitigazione è lì bello pronto, il default. Prima di una crisi globale causata da deficit di energia, manderanno in rovina alcuni paesi di locuste sprecone (un pò come fecero nel 2008, che fu una crisi limitata al 1° mondo), così recupereranno qualche mln di barili. Ad esempio il Perù, con la nostra popolazione, consuma 800.000 barili die in meno e purtroppo di Italie a giro per il mondo non ce ne sono tante, quindi dovranno cercare di trovare la formula giusta per mandare avanti il BAU, perchè a nazioni di formichine, lavoratrici e risparmiatrici, devono corrispondere quelle di locuste, sennò tutto quel lavoro e quel risparmio le formichine come fanno a farlo? Sarebbe la rovina per entrambi, formichine e locuste. Allora l'unica soluzione per non rompere tutta la cristalleria è cominciare a rompere i bicchieri più fragili e difettosi. Movies. i punti 1 e 2 sono molto meno praticabili in un arco temporale di pochi anni.

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    8. https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1364032118303307
      Mi ripeto. Bisogna, molto semplicemente, banalmente, investire nelle tecnologie giuste. Si stanno buttando preziose risorse finanziarie nella spazzatura.
      Angelo

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    9. @ Mago
      Lo shale gas è una percentuale piccola del mercato degli idrocarburi.

      I titoli azionari del mercato degli idrocarburi (come quelli delle società d'acqua, gas, elettricità, prodotti alimentari, carburanti) sono tutti titoli anticiclici, con un beta<1 e sono storicamente soprannominati specie negli USA, i titoli azionari della vedova.

      http://www.borsaitaliana.it/bitApp/glossary.bit?target=GlossaryDetail&word=Beta

      Questo perchè anche durante una crisi economica, la gente continua a mangiare, bere, consumare acqua, energia elettrica, gas e carburanti.

      I titoli di stato non sono vere attività finanziarie, in quanto rappresentano solo tutte tasse future. Azioni ed Obbligazioni di imprese sono davvero attività finanziarie, perchè consentono il finanziamento d'attività economiche che producono valore per la collettività, poi redistribuito nella società sotto forma di imposte e tasse.

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    10. in Grecia e Argentina mangiano e consumano molto meno dopo il default. Titoli di Stato = miseria futura per tutti, però dopo peak oil. Intanto solo per i destinatari dei default, presenti e futuri. Il divario Perù-Italia, con uguale popolazione, è di 800.000 barili die. Ora noi non arriveremo certo al loro consumo, ma una bella rasoiata ci sarebbe. Se poi la estendessimo ad altri paesi di locuste, i conti si farebbero ancora più grassi. Morigerando tali paesi, anche i paesi di formichine avrebbero meno consumi energetici per non dover più produrre per le locuste, ma si rischierebbe una bella crisi globale, che non vuole nessuno. Tutto dipende da quanta energia ci sarà per far andare il giochino. Intanto da buona locusta avveduta vado alla ...... ad acquistare a metà.

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    11. https://www.resilience.org/stories/2018-05-22/this-federal-policy-enabled-the-fracking-industrys-280-billion-loss/
      "And here we are: in 2018 with rising interest rates and the shale industry piling on record levels of new debt via junk bonds while facing a wall of debt".
      Angelo

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  11. http://www.lamma.rete.toscana.it/news/co2-atmosfera-nuovo-record
    il peso dell'umanità sul pianeta Terra!!!!!

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  12. tre giorni fa a Mauna Loa era 412,24, ma siamo ai massimi dell'anno. Di questo passo in 15 anni entreremo in un territorio pericolo e inesplorato, dicono gli scienziati.

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    1. Probabilmente siamo già con un piede in un territorio pericoloso e inesplorato.
      S.M.

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  13. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  14. Parafrasando la massima della Tatcher per il caso Italia, direi che:

    I molti partiti comunisti italiani che stanno a DX, al centro, a SX
    finiranno anche i denari di Draghi, il 31/10/2019

    Ipotesi di sviluppo al contesto, data l'attuale situazione italiana:

    H0: rinvio dei problemi e durata breve e niente finanziaria con il BUCO DA
    150MLD. Questo governo probabilmente durerà sino ad Ottobre 2018 data in
    cui torneremo alle Urne. Perchè serve tanta forza politica che uscire
    dall'Euro e portare il paese al disastro. Perchè serve tanta forza
    politica per restare nell'Euro e dichiarare bancarotta con un botto da
    1400MLD di Euro ed un hair_cut del 61% dichiarato prima del 31/10/2019

    quindi c'è da attendersi IMHO:

    -rimozione dei vitalizi pregressi (bandiera M5S)

    -legittima difesa sempre legittima in casa (bandiera CDX)

    -apertura degli hotspot in Libia, inizio di un rimpatrio in Libia di parte
    dei 670mila immigrati clandestini. Questo creerà attacchi dei centri
    sociali, sommosse degli immigrati clandestini, scioperi generali dei
    cattocomunisti, scomuniche di papa Francesco. In tal caso Salvini punterà
    alle elezioni alla coalizione del blocco CDX. Se invece non facessero
    niente di simile MA solo apertura di hot spot in Libia e respingimenti
    assistiti sui flussi attuali/futuri allora

    ? Forse aggiusteranno la legge elettorale con un doppio turno (per
    spartirsi tra M5S e CDX i seggi del PD) oppure un premio superiore alle
    coalizione (M5S+FI+Fdi forse con +FI)


    Questo perchè il prox governatore BCE sarà un teutonico, l'Africa
    necessita di una politica di controllo delle nascite non di un Africa
    Ferries, con debito dilapidato in spese correnti.
    Inoltre la BCE è già sin troppo esposta al rischio DEFAULT
    Italia, quindi è lecito attendersi che il prox governatore riduca
    l'esposizione della BCE sui Titoli di Stato Italiani, vendendoli e non
    comprandoli. Se anche quindi la BCE inizia a vendere BTP è ovvio che fine
    farebbe in pochi mesi l'Italia.

    Per questa ragione è anche possibile che:

    RispondiElimina
  15. Per questa ragione è anche possibile che:

    H1: durata leggermente più lunga del governo, rinvio del BUCO da 150MLD
    (flat tax+reddito di cittadinanza) ma si copra l'incremento IVA con
    deficit (come ha sempre fatto Renzi svuota Africa sino ad oggi) ed
    escalation verso il default o uscita dall'Euro.

    In questo caso:

    -rimozione dei vitalizi pregressi (bandiera M5S)

    -legittima difesa sempre legittima in casa (bandiera CDX)

    -sterilizzazione incrementi IVA con maggiore DEFICIT.

    caso 1-Se l'Europa non concedesse tale opzione aprendo una procedura d'infrazione, allora:

    1-Se il default dell'Italia sarà fatto nell'Euro, per 1400MLD allora sarà
    certamente dichiarato sotto il regno di Draghi in BCE e prima che il prox
    governatore teutonico della BCE inizi a mollare sul mercato BTP per
    ridurre l'esposizione BCE sull'Italia.

    viceversa

    2-Ci sarà una contestuale uscita dall'Euro poco prima o dopo 31/12/2018

    [x] In ogni caso lo spread è destinato a salire,

    [x] In ogni caso il declassamento dell'Italia destinato a manifestarsi

    [x] Aggiusteranno la legge elettorale con un doppio turno (per spartirsi
    tra M5S e CDX i seggi del PD)

    [x] E' possibile che detonino feroci FLASHPOINT sulla questione
    immigrazione saldandosi (mafia+immigrati clandestini+centri sociali)
    destabilizzando il contesto con città in fiamme e morti per le strade.

    Dopo aver portato al disastro il paese, come lo UKIP le forze politiche si
    toglierebbero dai coglioni tornando al voto in un contesto dell'Italia
    semiapocalittico dopo un default e/o fuori dal'Euro con

    M5S romperebbe da Lega ponendosi in una posizione pro-immigrati e di SX
    finanziando tutta l'Africa Ferries in stampa di Lire, con inflazioni venezuelane in Italia.

    (Lega incorporata FI)+Fdi con una posizione sovranista e nazionalizzazioni ma respingimento
    degli immigrati, in un contesto economico con inflazioni venezuelane.

    Il pd in ogni caso fuori dai giochi.

    caso 2-Se l'Europa concedesse il DEFICIT non aprendo una procedura d'infrazione, allora:

    [x] In ogni caso lo spread è destinato a salire,

    [x] In ogni caso il declassamento dell'Italia destinato a manifestarsi

    [x] Aggiusteranno la legge elettorale con un doppio turno (per spartirsi
    tra M5S e CDX i seggi del PD)

    [x] E' possibile che detonino feroci FLASHPOINT sulla questione
    immigrazione saldandosi (mafia+immigrati clandestini+centri sociali)
    finendo il business Africa Ferries, destabilizzando il contesto italiano
    con città in fiamme e morti per le strade.

    1-il default dell'Italia sarà fatto nell'Euro, per 1400MLD allora sarà
    certamente dichiarato sotto il regno di Draghi in BCE e prima che il prox
    governatore teutonico della BCE inizi a mollare dopo 31.10.2019 sul mercato BTP per ridurre l'esposizione BCE sull'Italia.

    2-Ci sarà una contestuale uscita dall'Euro poco prima o dopo 31/10/2019

    Lets wait and see, quale migliore path in dettaglio, approssimerà la realtà futura italiana.

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    Risposte
    1. Immaginando che lo sviluppo di

      H0 possa essere etichettabile come opzione Dora Riparia :-)
      H1 possa essere etichettabile come opzione Dora Baltea :-)

      io non trascurerei nemmeno un più arzigogolato path

      H2: TANARO
      Durata leggermente più lunga del governo (rispetto ad Ottobre 2018),
      redazione del bilancio 2019 con AVVIO del MEGA BUCO da 150MLD
      (flat tax+reddito di cittadinanza) con l'incremento IVA coperto a DEFICIT
      ed avvio di un processo di SECESSIONE, come fu in Cecoslavacchia,
      con divisione del Debito pubblico italiano tra centronord e sud+isole,
      introduzione di due monete diverse, l'Euro al centronord, la Lira al SUD
      proposta come doppia circolazione che poi condurrebbe ad una
      secessione del paese con il Sud posto fuori dall'Euro.

      L'opzione Tanaro è più complessa delle opzioni Dora :-) ma IMHO non è da scartare, dato che la Flat Tax proviene da un CDX forte nel Centro Nord, mentre l'idea reddito di cittadinanza proviene da M5S forte al Sud.

      Tra le tre ipotesi, io dovessi scommettere, punterei tutto su Dora Riparia :-)

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