martedì 8 maggio 2018

Ma quanta gente ci può stare su questo c***o di pianeta?

Immagine dal film "The Population Bomb" di Werner Boote. Forse il più brutto film mai fatto sulla questione della popolazione, tutto basato sull'idea che "più siamo, più siamo contenti."


Qual è la dimensione ottimale sostenibile della popolazione umana?


Da “The Overpopulation Project”. Traduzione di MR

Di Patrícia Dérer

E’ possibile stimare una dimensione ottimale della popolazione umana sulla base di diversi criteri ed ipotesi. Qui non ci occupiamo del limite inferiore della popolazione umana (la popolazione minima praticabile) in quanto ci troviamo sicuramente ben al di sopra di quel limite. Riguardo al limite superiore, dobbiamo considerare la capacità di carico della Terra per quanto riguarda l’Homo sapiens. La capacità di carico di qualsiasi specie è il numero massimo di individui che possono essere sostenuti a tempo indeterminato ad un dato livello di consumo per ogni dato ambiente. Per gli esseri umani, le stime differiscono in modo sostanziale, partendo da meno di un miliardo a più di 1.000 miliardi di persone, a seconda del consumo medio, della tecnologia e di altri fattori. Circa due terzi delle stime ricadono nella fascia da 4 a 16 miliardi di persone e il valore medio è di circa 10 miliardi 1,2 – la dimensione che si aspetta l’ONU per il 2055 nella sua variante di proiezione mediana.

Tuttavia, “minimo” non equivale ad “ottimale”. A parte le limitazioni dovute alla capacità di carico, dovrebbero essere considerati altri criteri. Possiamo definire la dimensione ottimale della popolazione come la dimensione che produce i risultati migliori secondo obbiettivi e traguardi espliciti. I traguardi scelti nel celebre studio di Daily et al. 3 includono ricchezza sufficiente, diritti umani universali, preservazione della biodiversità e della diversità culturale e sostegno alla creatività intellettuale, artistica e tecnologica. Per stimare la quantità di energia per soddisfare questi bisogni umani mentre si conservano ecosistemi e risorse intatti, hanno calcolato la dimensione ottimale della popolazione in prossimità dei 1,5-2 miliardi di persone.

Un altro studio ha stimato la dimensione ottimale della popolazione sulla base della quantità minima di terreno necessario per la produzione di cibo (0,5 ettari a persona) e la conservazione del suolo – portando ad una dimensione della popolazione di 3 miliardi di persone 4. Naturalmente, questi risultati dipendono fortemente dal consumo pro capite ipotizzato per soddisfare i bisogni di ciascuno. In un terzo studio, Pimentel et al. Hanno considerato un consumo comodo sulla base dello standard di vita europeo ed un uso sostenibile delle risorse naturali, suggerendo solo 2 miliardi di persone come dimensione appropriata 5.

In un recente articolo, “Benessere sostenibile e dimensione ottimale della popolazione6, Lianos e Pseiridis cercano di stimare la dimensione ottimale della popolazione usando un criterio oggettivo pensato per assicurare che l’uso di risorse da parte degli esseri umani non esaurisca il capitale naturale della Terra. Si tratta del valore unitario del rapporto fra impronta ecologica e biocapacità (L). L’impronta ecologica misura la domanda costituita dal consumo umano sulla biosfera. La biocapacità rappresenta la capacità rigenerativa della biosfera; per esempio, misura la produttività di diversi ecosistemi. Fra il 1961 e il 2009, il loro rapporto L è aumentato drasticamente. All’inizio di questo periodo, il mondo aveva una consistente riserva ecologica. Questa è scomparsa dopo 10 anni e da allora abbiamo operato in deficit. Oggi la domanda di risorse supera la fornitura disponibile del 50% (L=1.5). (Fig.1)

Fig 1. Rapporto impronta ecologica/biocapacità dal 1960 al 2010, basato su due fonti. (Lianos e Pseiridis, 2016)

Gli autori calcolano il prodotto lordo mondiale massimo (PLM, il PIL di tutti i paesi del mondo), la produzione del quale lascerebbe il capitale naturale della Terra e le popolazioni di altre specie intatte (L01). Per non superare questo PLM massimo, ma mantenere un confortevole livello pro capite da media europea (11.000 dollari), dovremmo ridurre la popolazione a 3,1 miliardi. Se volessimo mantenere la popolazione a 7 miliardi, il prodotto pro capite deve essere ridotto drasticamente a 4.950 dollari, dagli attuali 16.100 7. Da ciò risulta chiaro che l’attuale situazione non può essere sostenuta sul lungo periodo e, in un modo o nell’altro, è necessario un ulteriore declino del rapporto impronta ecologica/biocapacità. (Fig. 2)

Fig 2. Il confine (linea rossa) che mostra le scelte che abbiamo se vogliamo preservare la natura – passando da ‘C’ a ‘B’ riducendo il consumo, o ad ‘A’ riducendo la popolazione. (Lianos e Pseiridis, 2016)


Gli autori stimano anche la dimensione massima sostenibile della popolazione dei 50 paesi più popolati, sulla base della capacità di ogni paese di alimentare la propria popolazione. Hanno scoperto che alcuni paesi sono sottopopolati sulla base di questo criterio (fra questi: Argentina, Canada e Russia) e molti sovrappopolati, fra questi: Repubblica di Corea, Giappone, Egitto, Bangladesh, Yemen, Colombia, Nepal, Regno Unito, Venezuela, Vietnam, Filippine e Pakistan. I paesi più pesantemente popolati in termini assoluti sono di gran lunga Cina ed India. Le loro terre coltivabili sono complessivamente solo il 19% del totale globale, tuttavia, ospitano il 37% della popolazione mondiale. Pertanto, gli autori suggeriscono che la popolazione di questi paesi deve diminuire di 1,9 miliardi. Gli autori credono che ciò sia raggiungibile con programmi di pianificazione famigliare efficaci, forti politiche etiche ed incentivi governativi.

The Overpopulation Project sostiene la fine della crescita della popolazione e crede che il declino delle popolazioni dei paesi possa essere vantaggioso per l’ambiente e le persone. Inoltre, come molti altri ricercatori, sosteniamo anche la riduzione del consumo pro capite in paesi con forti consumi , la riduzione del rapporto impronta ecologica/biocapacità e il raggiungimento di società sostenibili a livello ambientale.

Riferimenti:

  1. United Nations. Department of Economic and Social Affairs. Population Division. World population monitoring, 2001 : population, environment and development. (United Nations, 2001).
  2. Cohen, J. E. How many people can the earth support? (Norton, 1995).
  3. Daily, G. C., Ehrlich, A. H. & Ehrlich, P. R. Optimum human population size. Popul. Environ. A J. Interdiscip. Stud. 15, 469–475 (1994).
  4. Pimentel, D., Harman, R., Pacenza, M., Pecarsky, J. & Pimentel, M. Pimentel, David, Natural Resources and an Optimum Human Population. Popul. Environ. 15, 347–369 (1994).
  5. Pimentel, D. et al. Will Limited Land, Water, and Energy Control Human Population Numbers in the Future? Hum. Ecol. 38, 599–611 (2010).
  6. Lianos, T. P. & Pseiridis, A. Sustainable welfare and optimum population size. Environ. Dev. Sustain. 18, 1679–1699 (2016).
  7. United States. Central Intelligence Agency. The CIA world factbook 2014. (Skyhorse Publishing, Inc, 2013).

46 commenti:

  1. senza i FF su questo pianeta ci possono stare al massimo 500 mln, come prima della rivoluzione industriale. Pensare di diminuire da 7,6 mld a 1,5 - 3,1 colla sola riduzione del reddito pro capite è come sperare nella crescita infinita in un pianeta finito: ossia un'utopia. Vi ricordo che il PIL italiano è sostenuto per il 30% da attività illecite. Quindi ridurre il reddito palese avrebbe l'unico risultato di lasciare spazi e possibilità alle mafie di espandersi a dismisura nella società fino a diventarne le padrone assolute. Così alla fine l'unica gente che cui starà su questo pianeta sarà di stampo mafioso e criminale.

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  2. Articolo cui va riconosciuto il merito di rilanciare un argomento tabù, ma lacunoso sotto diversi aspetti.
    Il principale mi pare che sia il fatto che, a quel che pare, non si tiene alcun conto della "capacità di carico fantasma", come la chiamava Catton. Cioè l'aumento temporaneo della capacità di carico legata all'uso di una risorsa non rinnovabile. Superato il picco della risorsa in questione, o viene adeguatamente sostituita, o la capacità di carico diminuisce di conserva, con tutto ciò che segue.
    La seconda cosa che trovo un tantino scioccante è che si parli al futuro di "mantenere intatti" ecosistemi e popolazioni selvatiche, quando di intatto già oggi non esiste più niente, neppure gli oceani e l'atmosfera. Circa metà delle terre emerse sono occupate da ecosistemi antropici (città, campi e piantagioni varie), mentre l'altra metà è più o meno fortemente alterata. L'elenco delle specie estinte si allunga letteralmente di giorno in giorno e la tecnosfera è oramai nettamente più ingombrante della biosfera.
    Con ciò, è stato un piacere leggere nuovamente Rupalti alla cui indefessa opera di traduttore tutti noi dobbiamo moltissimo. Grazie Max!

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    1. Concordo con Simonetta; mi permetto di aggiungere che visto l'elevata compromissione degli ecosistestemi e l'invitabile aggravarsi dell'effetto serra. agire solo sul tass di natalità mi sembra un comodo escamotage. Ottima è la compartimentalizzazione della produzione alimentare,c che nel nostro piccolo possiamo favorie comprando alimenti non raffinati di elevata qualità e quindi costosi: favoriamo così il mantenimento di antiche cultivar a discapito della produzione alimentare complessiva...Insomma se ci avanza qualche euro, meglio usarlo per comprare farine e prodotti alimentari di qualità che spenderlo in qualsiasi altra attività o necessità apparente.

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    2. la baracca di Catton è stata salvata forse per una decina d'anni dallo shale americano, poi la popolazione comincerà a calare. Spero non in un mondo alla Mad Max.

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    4. comunque prima crolla la baracca e meglio è. Se non ci fosse stato lo shale probabilmente non ci sarebbero stati i sussidi che hanno permesso alle locuste di riprodursi a centinaia di mln (molto oltre 1 mld di nascite) in questi ultimi 10 anni. Ovviamente queste centinaia di mln con grande probabilità tra qualche anno una volta adolescenti e giovani andranno a infoltire le schiere delle mafie e lo scenario Mad Max sarà sempre più probabile. Voler continuare col BAU è un crimine contro il pianeta e l'umanità intera. Ma chi lo va a dire al gelataio qua vicino (istruzione 3° media, ma non vuol dire nulla, perchè i laureati fanno uguale) che è un criminale? Quindi la mia speranza precedente è vanificata ampiamente. Il mondo futuro sarà Mad Max.

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  3. Non ci sono più le guerre di una volta, le malattie principali sono ormai state sconfitte. Queste erano le due cose che regolavano la popolazione umana. Ormai è tardi, la cosa è sfuggita di mano. Pensiamo ad un obiettivo base: Un miliardo di persone in 50 anni. 1) Ridimensionare le esigenze in termini di consumo per un miliardo di persone è pura utopia nel mondo moderno, a meno che non torniamo alla schiavitù, nel senso antico del termine, ma sarebbe comunque insufficiente.
    2) Eliminare anche solo un miliardo di persone in tempi sufficientemente brevi da preservare il pianeta è utopico, il paradosso è che forse ci si poteva salvare con una guerra termonucleare globale negli anni '50, quando eravamo 3 milardi. Adesso il mondo si sarebbe in qualche modo ripreso, ma con una popolazione più contenuta, più forte (...o più malata?) e meno propensa a riprodursi. L'alternativa è un virus progettato in modo tale da sterminarci al 100% (cosa che non credo sia biologicamente possibile), poi la selezione naturale ci farebbe sopravvivere, 7.5 miliardi è un numero che assicura la salvezza della specie. Reset ad una frazione della popolazione iniziale (50 milioni?) e ripartenza con le risorse rimanenti. 3) in un periodo che va dai 4000 e i 10000 anni nel futuro, (è una certezza dettata da vincoli astronomici, come la variazione ciclica dell'inclinazione dell'asse di rotazione terrestre) inizia la prossima era glaciale, ci pensa lei a ridimensionarci, non dobbiamo fare niente, basta aspettare. 4) fuggire su altri pianeti=costi impossibili per salvare un pugno di persone. Non cose ridicole come Marte (è più realistico e meno costoso fondare città nel Sahara che andare su Marte, lì almeno c'è aria e... acqua), Parlo di pianeti con aria come la nostra e acqua come la nostra, stabili e vicini: probabilità bassissime.

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  4. Post davvero molto interessante.

    La parte più logica mi sembra quella relativa allo studio di Lianos, che usa come unità di misura la Terra, così con un colpo d'occhio si ha l'idea della situazione. Mi piacerebbe poter leggere qualche PDF a riguardo, avete dei links?!.

    Il limite superiore del numero massimo d'esseri umani sulla Terra dentro a processi sostenibili, è sicuramente legato anche al modo di produrre energia: dentro al paradigma economico dei carburanti fossili c'è sicuramente meno spazio sulla Terra, di quanta forse più sostenibilità vi potrebbe essere sulla medesima Terra, dentro un paradigma economico dell'idrogeno/solare termodinamico.

    IMHO lo studio sul Prodotto Lordo Mondiale, mi sembra il contributo teorico meno utile :-) il denaro non te lo mangi :-) le calorie (procapite) invece gli esseri umani le ingeriscono, così come ingeriscono l'acqua potabile (litri d'acqua potabile procapite). Parametri "concreti" come Watt/procapite o Joule/procapite, Litri d'acqua potabile/procapite, Mq di Terra fertile/procapite, Kg di pesce o carne/procapite o calorie/procapite, mi sembrano ad esempio, indici interessanti per vautare la sostenibilità di una Nazione. Utili anche le ragioni di scambio d'importazioni di beni alimetari espresse in tonnellate, per valutare la footprint ambientale.

    Per altro i danni da climate change, al momento non sono conteggiati nei Pil mondiali, anzi sono opportunità per fare altro leverage e far crescere il Pil, il quale non misura i danni di perdita di biodiversità, territorio, ecc...

    Hamburgher d'insetti e/o di vermi, oppure bistecche sintetiche composte da proteine animali prodotte in laboratorio aggiungendo zuccheri alle coltivazioni sintetiche di cellule. Nel mercato ci sarebbe una rimozione del consumo di carne e pesce (consumati solo dai ricchissimi) in favore d'insetti e cibi sintetici, che tuttavia dovrebbero essere prodotti con processi produttivi a ci servirebbe sempre energia elettrica.
    https://www.wired.it/lifestyle/food/2018/03/16/hamburger-insetti-ikea/
    https://www.ilmessaggero.it/primopiano/esteri/hamburger_vermi_scarafaggi_23_aprile_2018-3688176.html
    https://www.focus.it/scienza/scienze/la-bistecca-che-si-stampa-in-cucina

    Io non credo che il mondo arriverà ad essere così sovrappopolato e restare anche in pace, dipendendo per intero da tali tipi e simili, di brevetti alimentari sintetici.

    Una società necessita anche d'energia (per trasporti, per elettrodomestici, fabbriche, fattorie, industrie, ospedali e scuole ecc...) oltre che cibo, acqua potabile, materie prime e semilavorati... I brevetti alimentari sintetici di cui sopra, serve in ogni caso energia, per cui IMHO i danni da climate change (uragani, alluvioni, shock idrici, carestie...) saranno le prime avvisaglie di una tempesta perfetta che involverà in rivolte e regime changing, crisi finanziarie e guerre valutarie e tensioni sui tassi d'interesse, scontri sociali e flaspoint di confine, migrazioni e GUERRE, che detoneranno probabilmente entro il 2050.

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    1. R "Il limite superiore del numero massimo d'esseri umani sulla Terra dentro a processi sostenibili, è sicuramente legato anche al modo di produrre energia:"
      No il limite massimo è la produzione alimentare, considerando che attualmente sono usate 10 calorie di fertilizzanti azotati per raddoppiare almeno le rese cerealicole. Senza combustibili fossili, con le più moderne tecniche di permacoltura ,gli studi parlano che si potrebbero sfamare massimo 3 miliardi di persone, senza considerare l'effetto serra. Quindi diciamo che la stima proposta di due miliardi è più che realistica e dipende dalla produzione alimentare: no combustibili fossili no party al di sopra dei 3 miliardi di persone...

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    2. La presenza nei deserti d'impianti solari termodinamici per la produzione d'elettricità ed idrogeno ad impatti CO2 zero, permetterebbe il contestuale inserimento nel deserto di tecniche di coltivazio senza terra a basso uso d'acqua, avendo facilmente almeno il doppio dei raccolti spuntabili nelle terre fertili con tecniche tradizionali a causa dell'assenza della fredda stagionalità che blocca la crescita vegetale. L'acqua potrebbe essere prodotta sulla costa da centrali di desalinizzazione alimentate sempre da energia a zero emissione di CO2 e l'energia (su reti di superconduttori) e l'idrogeno per motori fuelcell per il settore dei trasporti, sarebbero distribuiti ovunque. Inoltre ci si potrebero piazzare black box hardware nei deserti, alimentati allo stesso modo, per la cattura della CO2
      https://www.youtube.com/watch?v=QXx02iMsDqI

      p.s.
      un cambio di paradigma tecnologico, produce sempre diversi livelli di economie di scala e dimensione dalla metodologia precedente. Ergo cambierebbe anche il numero di esseri umani che potrebbero essere sostenuti in armonia con la terra.

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    3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    4. R "La presenza nei deserti d'impianti solari termodinamici per la produzione d'elettricità ed idrogeno ad impatti CO2 zero, permetterebbe il contestuale inserimento nel deserto di tecniche di coltivazio senza terra a basso uso d'acqua, avendo facilmente almeno il doppio dei raccolti spuntabili nelle terre fertili con tecniche tradizionali a causa dell'assenza della fredda stagionalità che blocca la crescita vegetale. L'acqua potrebbe essere prodotta sulla costa da centrali di desalinizzazione alimentate sempre da energia a zero emissione di CO2 e l'energia (su reti di superconduttori) e l'idrogeno per motori fuelcell per il settore dei trasporti, sarebbero distribuiti ovunque. Inoltre ci si potrebero piazzare black box hardware nei deserti, alimentati allo stesso modo, per la cattura della CO2" Prof. ci pensa lei a correggere le castronerie termodinamiche ed ecologiche?' Ubi major... Quanto al doppio raccolto è possibile solo con il riso negli i ambienti caldo umidi tipo sud est asiatico...Con gli altri cereali grano te lo scordi...Tanto per correggere uno degli strafalcioni che hai scritto... Se quello che dici avesse un minimo di fondamento termodinamico, l'Arabia saudita non avrebbe smesso di investire parte delle entrate da petrolio in desalinizzatori e mix di fotovoltaico/solare a concentrazione e a quest'ora sarebbe un giardino verde. Credo che ogni tanto quando qualcuno la spara grossa sarebbe d'uopo una correzione da chi ne sa più di me, altrimenti ricominciamo a credere a qualsiasi cosa...

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    5. Perché dici cosi?!
      Non è la permacoltura che sta sfamando il mondo oggi!
      https://it.wikipedia.org/wiki/Permacultura

      E' l'agricoltura intensiva energy intensive, che fa uso di disserbanti, concimi chimici, meccanizzazione, che ha permesso da tempo al mondo di avere abbastanza cibo per tutti, perchè se l'umanità si fosse limitata all'agricoltura estensiva saremmo tutti morti di fame :-)

      Un cambio di paradigma, creerebbe nuove e diverse economie di scala e dimensione,
      https://www.youtube.com/watch?v=QXx02iMsDqI

      certi prodotti agricoli possono benissimo essere prodotti con tecniche "senza terra":

      http://www.ong2zero.org/blog/lagricoltura-del-futuro-senza-terra-senza-pesticidi-e-con-pochissima-acqua/
      http://www.ilfattoalimentare.it/fattorie-verticali-aerofarms.html

      altri prodotti agricoli, serve la terra: Israele usa da molto tempo tecniche di coltivazione con terra in penuria d'acqua, un modello utilissimo anche per l'Italia, dato che per adesso ci stiamo desertificando.

      http://www.lastampa.it/2016/11/05/scienza/come-nel-deserto-la-tecnologia-israeliana-per-lirrigazione-a-goccia-sbarca-in-italia-juhskY0noR2P3EhMpCeFIJ/pagina.html

      http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2014/07/26/news/scegliere-colture-a-cui-serva-poca-acqua-1.9661891

      barbabietola, soia, grano tenero, orzo tutti prodotti agricoli, coltivati in suolo con penuria d'acqua
      https://www.millionaire.it/contadini-innovatori-coltivano-senza-terra-e-con-poca-acqua/

      Tuttavia nel deserto non essendoci autunno-inverno, il numero dei raccolti ottenibili da ipotetiche Sahara farm, potrebbero essere almeno il doppio di quanto ottenuto nei paesi occidentali in un anno!. Certo, le produzioni nel sahara sarebbero energy intensive, niente a che vedere con l'agricoltra estensiva e la permacoltura, ma essendo disponibile in massive quantità energia elettrica da solare termodinamico (persino di notte!)

      https://it.wikipedia.org/wiki/Impianto_solare_termodinamico

      è ovvio che il numero di esseri umani che potrebbero vivere in armonia con il pianeta salirebbero nel paradigma energetico solare-idrogeno, rispetto a quanto spazio (in riduzione) esiste dentro al paradigma dei carburanti fossili.

      Riguardo a quali criteri di Capital Assest Price Model seguano i petrolarabi, a me interessa poco: la dice lunga invece la presunta sanità mentale, di chi pretende di sciare sulla neve nel deserto...
      http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/sport/sci-alpino/sciare-a-dubai/sciare-a-dubai.html

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    6. Mi sono permesso di eliminare il mio commento del 10 maggio 2018 14:53 tanto il suo contenuto era doppio :-) e non era andato sperso nel posting. Non credevo si potesse eliminare i propri commenti, ma avendo visto che Mago ne ha cancellato uno proprio, allora io ho tolto il mio post che era doppio :-) La discussione adesso è più ordinata, se si vuol seguire.
      saluti

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    7. La sovrappopolazione e il "bubbone" giovanile (youth bulge) sono forse la più formidabile causa di guerra.

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  5. Da 0,5 ettari a persona si ricavano 15000-20000 kg di patate. Non sono poche per una persona sola. Anzi, direi che ne basterebbero, proprio esagerando, 300 kg. Chiaro che le patate rappresentano soltanto un metro per le calorie disponibili.
    Di energia ne serve un quarto, senza rinunciare ai comuni elettrodomestici. E se anche se ne dovesse fare a meno, non credo sarebbe una catastrofe.
    http://www.lowtechmagazine.com/2018/01/how-much-energy-do-we-need.html
    Non mi riesce di capire come siano impostati questi calcoli. Non trovo esplicazioni da nessuna parte.
    Angelo

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    Risposte
    1. https://www.nature.com/articles/s41893-018-0021-4
      "A good life for all within planetary boundaries
      Daniel W. O’Neill, Andrew L. Fanning, William F. Lamb & Julia K. Steinberger"
      Si può fare di stare bene in questo mondo, rispettando i limiti del pianeta. Ma serve un cambio di paradigma.
      http://www.resilience.org/stories/2018-05-10/only-collective-intelligence-can-help-us-stave-off-an-uninhabitable-planet/
      (intelligenza collettiva)
      Purtroppo predomina l'egoismo sfrenato. Se è così non c'è niente da fare.
      Angelo

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    2. non si può vivere solo di patate.

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    3. nón di sólo pane vive l’uòmo.
      E neanche di sole patate.
      Parole sante.
      Angelo

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    4. ci vuole anche il vino.

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    5. Un calcolo ragionato su quanto cibo serve annualmente a persona fu fatto da L.R. Brown su State of the World 2001 "Cancellare la fame: una sfida sempre più dura" in sintesi l'equivalente di 600 kg di grano una parte dei quali trasformati in carne uova e latte per una dieta equilibrata. S.M.

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  6. Nel frattempo, al Polo Nord, altra ondata di calore anomala:
    https://www.washingtonpost.com/news/capital-weather-gang/wp/2018/05/07/another-extreme-heat-wave-strikes-the-north-pole/

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  7. Articolo sicuramente interessante e utile, a cui forse si può aggiungere che la Sovrappopolazione nasce e si sviluppa (già) in qualsivoglia contesto spazio-temporale in cui una coppia (ora tendenzialmente anche una donna single tramite fecondazione medicalmente assistita) decida di procreare in assenza della possibilità di assicurare al nascituro condizioni minime per un'esistenza ragionevolmente dignitosa a breve-medio termine: osservazione (sembrerebbe) di elementare buon senso, ma che continua a scontrarsi con tenaci resistenze socio-culturali e psicologiche disinvoltemente "cavalcate" dal mainstream economico-politico-religioso e massmediatico locale, nazionale e globale...

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  8. a margine del tema fin troppo complesso della sostenibilità si potrebbe porre anche quello più leggero ma non troppo del "ma davvero in tanti è bello?".
    Può darsi che durante il nostro percorso evolutivo si sia sviluppata una leggera preferenza innata per il "tanti è meglio" ... penso a una tribù numerosa che poteva avere la meglio su un gruppo nemico meno numeroso.
    Oggi sembra persistere questo culto del numero e una (inspiegabile per chi scrive) attrazione per i luoghi affollati, che siano centri commerciali, spiagge, città d'arte o piste da sci, a dispetto dei luoghi silenziosi e prevalentemente naturali.

    L.

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    1. @Anonimo 9 maggio 2018 16:18
      Oggi sembra persistere questo culto del numero e una (inspiegabile per chi scrive) attrazione per i luoghi affollati, che siano centri commerciali, spiagge, città d'arte o piste da sci, a dispetto dei luoghi silenziosi e prevalentemente naturali.

      Poni attenzione nella scala animale a quelle specie i cui individui vivono perennemente a contatto di c...o e confrontali con quelli (pochissimi) che passano la loro vita ad esercitarsi per lasciare il mondo animale (si chiamano monaci) ed allora capirai.

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    2. E' noto cosa comportano le costipazioni della zootecnie intensive (v. questo commento da Agobit).

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  9. http://www.isac.cnr.it/climstor/climate_news.html#month
    Aprile 2018 è risultato il più caldo dal 1800 con un'anomalia di 3,5° (quindi il doppio dell'obiettivo COP 21) e non rispetto al 1800, ma alla media 1971-2000!!!!
    Intanto a Firenze stanno per espropiare i terreni per allargare l'aereoporto in vista di un doppio raddoppio (x4) del traffico aereo turistico entro il 2035. Non saranno aerei elettrici. Inoltre ho il sospetto che il lancio dei VE sia più per trovare dove far assorbire il surplus di energia elettrica, che altrimenti andrebbe persa e giustificare gli ingenti investimenti in rinnovabili (Ah, il business. E chi lo ferma?), mentre i FF saranno ugualmente bruciati tutti coi risultati che si possono vedere nel link sopra. Quanto era l'anomalia massima dello scenario peggiore nella COP21? 6 o 8° per il 2100? Ma anche molto prima, se il pianeta non vi riserverà qualche sorpresa.

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    1. @ Mago
      Sono d'accordo con te.

      AFAIR qualche ventennio fa circa, la regione toscana aveva fatto fare uno studio all'università di Pisa, Firenze, Grosseto, sul futuro della Toscana. AFAIR i suggerimenti del paper erano 1-meno cementificazione per ridurre i colpi di calore e l'ozono nell'area Pisa-Firenze, 2-rimboschimento, 3-basta distruzione del suolo. Tutte cose regolarmente disattese perchè niente è cambiato da quanto mostrato nel 1963 dal film "Le mani sulla città".

      L'unica cosa positiva è che l'Italia ormai è alla frutta, manca poco tempo al 31.10.2019

      Se rimane nell'Eurozona, dovrà fare un HAIR_CUT di almeno il 50%, più probabile chepunti subito al target del 60% Debbito/Pil lasciando solo 900MLD=1500*0.6 di debito solvibile il 39%, quindi 2300-900=1400MLD andando in HAIR_CUT per 1400MLD=2300-900 per il 60.87% in fondo Argentina in HAIR_CUT ha garantito solamente il 30% circa, la Grecia solo il 33 invece l'Italia ne garantirebbe un 39% circa.

      Se invece l'Italia esce dall'Euro e torna alla Lira, oltre ad un DEFAULT completo, perchè la Lira non se l'accatterebbe nessuno, s'attiverebbero processi dissolutivi e disgregativi in Italia, non reversibili.
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/11/quello-che-i-politici-non-dicono.html

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  10. Considero interessanti questi interventi:

    1. "Parametri 'concreti' come Watt/procapite o Joule/procapite, Litri d'acqua potabile/procapite, Mq di Terra fertile/procapite, Kg di pesce o carne/procapite o calorie/procapite, mi sembrano ad esempio, indici interessanti per vautare la sostenibilità di una Nazione. Utili anche le ragioni di scambio d'importazioni di beni alimetari espresse in tonnellate (non in valuta, n.d.r), per valutare la footprint ambientale."

    2. "[...] a margine del tema fin troppo complesso della sostenibilità si potrebbe porre anche quello più leggero ma non troppo del 'ma davvero in tanti è bello?'"

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    1. Non pro capite ma per nucleo famigliare.
      Questo affamerebbe le procreazioni irresponsabili: se vuoi vivere bene,ad un tenore decente, devi fare un figlio unico, massimo due. Altrimenti ti rendo subito la vita grama e ti disincentivo (io penso che una delle scelte più ecologiche ed etiche del pianeta, comunque, fu quella del figlio unico in Cina).

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  11. Sono d'accordo con quanto ha scritto Anonimo9 maggio 2018 16:18 la spiegazione "antropologico-storica" sul perchè si ritenga erroneamente che + siamo e meglio stiamo, ha radici sicuramente antiche.

    Keynesiani e Monetaristi non hanno ancora compreso che non esiste una crescita infinita in un pianeta di dimensioni finite, per cui, in un gioco a somma zero, si può continuare a crescere solo se qualche competitor soccombe.

    Un paese ad economia di trasformazione come l'Italia, privo di materie prime e fonti di energia, in un contesto in cui le risorse diventano più rare, l'Italia non potrà mantenere il proprio livello di produzione in valore, a causa delle difficoltà d'accesso a materie prime, semilavorati, energia. Anche a causa del fatto che, il proprio spazio sarà soggetto a danni e mutamenti climatici e migrazioni bibliche, che di certo creeranno guerre, danneggiando e/o distruggendo l'apparato produttivo. Le stime degli economisti sulle proiezioni di Pil/produttività futura hanno valori errati e sovrastimati, in quanto le cifre sono state estratte da serie storiche che non sono rappresentative dei contesti futuri del XXI secolo.

    Quindi, in modo assai banale:

    Se il Pil italiano ha un trend calante nei prossimi 30-40 anni e la popolazione è leggermente calante, si può inferire che il reddito pro-capite scenderà in modo viscoso.

    Se il Pil italiano ha un trend calante nei prossimi 30-40 anni e la popolazione sarà crescente, si può inferire che il reddito pro-capite collasserà (diventando sinonimo di guerre, epidemie, distruzione ed ogni altro guasto portato dall'attività bellica).

    Evidenze storiche ben ricostruite dagli archeologi moderni circa l'Isola di Pasqua, sono sicuramente un'ottima metafora del pianeta Terra nel XXI secolo: la storia dell'umanità dirà se l'evidenza euristica del passato avrà modo di ripetersi, in una scala planetaria.
    https://it.wikipedia.org/wiki/Isola_di_Pasqua#La_storia_dell'isola

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  12. Io non so quanta c.... di gente ci può stare su sto pianeta, ma so che non ci potrà stare a lungo visto che si sta scavando la fossa con le sue mani:
    https://grist.org/article/humans-didnt-exist-the-last-time-there-was-this-much-co2-in-the-air/

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  13. nell'articolo linkato non si tiene conto che i livelli di co2 sono già oltre il limite per un completo scioglimento del ghiaccio artico e per una grande percentuale di quello antartico e groenlandese. E' solo questione di tempo e poi su questo ca..o di pianeta gli umani saranno ridotti a poche centinaia di mln. Per questo comunque non c'è bisogno di attendere tanto tempo, perchè è sufficiente la fine del petrolio, prevista per il 2070, ai consumi del 2010, ma stanno aumentando e arriverà prima.

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  14. Vorrei riproporre il paio di quesiti che ho posto nei commenti all'articolo precedente:

    "In che modo aumenta la resilienza del sistema Italia (e, più in particolare, del sistema Italia settentrionale) la presenza dei cinque, sei milioni di forestieri 'imbarcati' nel giro di una sola quindicina d'anni? In che modo aiutano detta resilienza le centinaia di migliaia che continuiamo a imbarcare ogni anno, con la prospettiva e il demenziale auspicio (quando non un'esplicita, criminale programmazione attivamente implementata) di imbarcarne ancora di più?"

    Sono insistente perché ritengo si tratti di quesiti fondamentali che non ricevono quell'attenzione che a mio avviso è essenziale Vengono invece favorite questioni sui massimi sistemi, in merito alle quali si può parlare ma non intervenire con esiti concreti e immediatamente verificabili. Sospetto, pur non potendolo affermare con certezza, che lo sviamento sia intenzionale.

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  15. Gentile MrKeySmasher, sei libero di pensare che in questo blog siamo parte del complotto per distruggere la società occidentale favorendo l'immigrazione, va benissimo. Però, gentilmente, ti prego di evitare di ripetere sempre la stessa cosa nei commenti. Questo te lo ho passato, ma suggerisco un po' di auto-moderazione da parte tua.

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    1. Non ho mai fatto alcun riferimento a "distruggere la società occidentale", bensì all'effetto che cinque milioni di persone in più hanno sulla resilienza di un territorio di 300.000 km2 con le caratteristiche di quello italiano, con la densità della popolazione ivi già esistente e con la distribuzione tanto dei già dimoranti quanto dei nuovi arrivi. Vorrei conoscere la ragione per la quale non si fa cenno al modo in cui aggiungere ulteriori centinaia di migliaia di persone ogni anno al territorio (per di più con evidente e determinata pianificazione) può essere inquadrato nel contesto di comportamenti mirati a migliorare detta resilienza. Pare che quello della resilienza sia da molti ritenuto un fattore importante, su questo blog, e anche chi si occupa di politica non perde occasione per parlare di "sostenibilità" e argomenti correlati. Poi però, anche qui, si accantona metodicamente il tema che sto ripetutamente invitando a prendere in considerazione...

      Capirai che la cosa appare poco coerente, il che in un blog che si propone con approccio scientifico è difficile da comprendere, se non alla luce di intenzioni che hanno probabilmente poco a che fare con l'oggettività che si vorrebbe propria della scienza. Probabilmente, non certamente. Lasciando perdere il livello politico/economico, mi piacerebbe sapere cosa c'è alla base di questo sviamento almeno in questa sede, dove abbondano gli studiosi con formazione scientifica che dovrebbero costituire un baluardo di oggettività.

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    2. MrK, fanno PIL e fanno girare soldi. Quando da piccolo vedevo arrivare lavoratori dal sud per le imprese bisognose di manovalanza, sentivo che chi ci guadagnava (negozianti, imprenditori, affittuari) era felicissimo di questi nuovi clienti, operai, inquilini. Agli altri invece giravano i cabbasisi e li chiamavano marocchini. Poi sono arrivati quelli veri e anche tutti gli altri, ma la logica che determina gli arrivi, detta anche in modo ipocrito accoglienza, è sempre quella di quando ero piccolo. Non sarebbe in fondo un male, se questa logica non avesse trasformato forse la più bella regione del mondo in un inferno di rumore, cemento e asfalto. Ma noi non ci possiamo fare nulla e questo scempio continuerà fino a che ci saranno le risorse sufficienti a sostenerlo. L'antica Roma da 2 mln nel 4° secolo andò a 20.000 abitanti nell'8°. Finirono le risorse con il collasso dell'impero e gli abitanti calarono del 100.000%. La città è un ambiente ostile se non arrivano risorse da fuori. Pistoia fu trovata disabitata dai Longobardi nel 6° secolo. I romani ivi residenti erano già stati ammazzati da altri barbari o erano fuggiti sui monti vicini, visto che le campagne intorno sarebbero state devastate e lo furono per più di 10 secoli fino alla pax medicea. Infatti fino al 1500 furono costruite rocche e castella, dal 1600 ville. Poi l'industrializzazione dal XX secolo ha fatto tabula rasa di nuovo, distruggendo stavolta non solo la società allora esistente e RESILENTE, ma anche l'habitat. Un bel colpo finale, vero?

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  16. https://www.investireoggi.it/economia/debito-pubblico-italiano-760-mld-interessi-pagati-10-anni/

    760/10=76MLD in media l'anno

    76/2300=3.3% il tasso medio d'interesse tarato (erroneamente su un debito costante a 2300MLD)

    se l'Italia mirasse con un'operazione straordinaria per raggiungere subito il target debito/Pil=60% del Fiscal Compact

    1500*0.6=900MLD ossia solo il 39.13% del debito pubblico italiano resterebbe solvibile

    2300-900=1400MLD di debito pubblico andrebbero a default per il 60.87%

    Il default italiano non sarebbe così orrendo: gli argentini hanno riconosciuto solo il 30%, i greci il 33%, l'Italia ne riconoscerebbe il 39%

    Dopo un botto TERMOFINANZIARIO del 60.87% Poste Italiane andrebbe in DEFAULT (il suo risparmio è munto da Cassa Depositi e Prestiti per finanziare i buchi rossi supermassivi di Regioni, Provincie, Glandi Aree Metropolitane, Comuni, Comunità montane, operando con la garanzia pubblica) non ci sarebbe modo per Cassa Depositi e Prestiti e quindi Poste, per monetizzare i titoli di stato emessi a garanzia pubblica dei prestiti alle p.a. decentrata.

    A causa del Bail-In, la nuova normativa bancaria (votata dal PD in Europa, con capigruppo laureati in lettere e comunicazione) punirà gli azionisti ed obbligazionisti, correntisti, DISTRUGGENDO LA FIDUCIA DEI RISPARMIATORI NELLE PRIMARIE ISTITUZIONI ADDETTE ALLA RACCOLTA DEL RISPARMIO, per cui essendo molto cariche di Titoli di Stato Italiani, sarebbero evaporati una larghissima parte del loro attivo, le perdite ricadrebbero per il Bail-In su Azionisti ed Obbligazionisti e correntisti oltre i 100Mila Euro per intestatario. Di sicuro si formerebbero file al bancomat con atti di disperazione (come è accaduto in Grecia) a causa delle limitazioni di prelievo di contanti bancari, per arginare il panico dei correntisti ed evitare il fallimento delle banche che ancora potrebbero resistere. Ci sarebbero processi di fusione per evitare il fallimento finanziario del sistema bancario.

    Ripercussioni ci sarebbero in un'effetto a catena anche sulle aziende italiane più indebitate: perchè alle banche essendo scomparso attivo, per ri-bilanciare almeno in parte le normali necessità di cassa, chiederebbero di rientrare in tutto od in parte dei propri fidi e prestiti, mandando in tensione finanziaria ed in insolvenza azionisti/obbligazionisti d'imprese fortemente indebitate (con un business non bancario)

    Fondi pensione privati e di categoria (i quali come è noto investono massivamente in Titoli di Stato) diverrebbero insolventi essendo evaporato una larghissima parte del loro attivo, sarebbero letteralmente scomparsi i contributi di decenni versati negli anni da operai/impiegati.

    Fondi Comuni ed Assicurazioni diverrebbero insolventi. I primi azzererebbero sia le quote degli investimenti quanto non liquiderebbero i rimborsi, anche le Assicurazioni investendo notoriamente in Titolo di Stato avrebbero le proprie riserve matematiche quasi azzerate, finendo insolventi di fronte agli assicurati quanto ai rischi da fronteggiare dato che nessuno in Italia avrebbe contante per comprare immobili.

    Ricapitolando, dopo un HAIR_CUT del 60.87% il servizio del debito (entro la durata media del debito ancora liquidabile) continuerebbe a costare 3.3% pari a 0.03*900=27MLD di servizio del debito (invece dei 76MLD medi annui, il beneficio per le casse dello Stato sarebbe evidente).

    MA ovviamente il costo medio del servizio del debito tenderebbe poi a salire rapidamente:

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    1. sarebbe interessante sapere se e quanto la delinquenza è aumentata in Argentina e Grecia post default.

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    2. Sì, anche a distanza di tempo, in Argentina stanno malaccio.
      https://www.numbeo.com/crime/country_result.jsp?country=Argentina

      Il botto Argentino non sarebbe comparabile con quello italiano: l'Argentina ha un territorio molto vasto e ricco, ancora esiste il latifondo ed è un paese potenzialmente ricco di risorse e spopolato con 15 abitanti per kmq!!! (mentre in Italia siamo a 201 abitanti per kmq). Le cause economiche del botto argentino, sono da ricercarsi nel delirio d'aver accettato un irrazionale cambio fisso con il dollaro, vari decenni addietro!.
      https://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_economica_argentina#Anni_'90

      Sì!, in Grecia la criminalità è aumentata negli ultimi 3 anni
      https://www.numbeo.com/crime/country_result.jsp?country=Greece

      Il botto Greco non sarebbe comparabile con quello italiano, ne per importo, ne per popolazione (i greci sono appena 10MLN contro i 57MLN degli italiani!) Parte delle cause del default greco sono da ricercarsi in un settore secondario totalmente inesistente (cosa che però avrebbe permesso alla Grecia di poter uscire dall'Euro, senza subire molti danni economici da iperinflazione importata, una volta che la Grecia avesse risolto il fabbisogno energetico) ed un'ipertrofica ed ineffiente p.a. (elemento comune con l'Italia) oltre ad aver male investito i finanziamenti esteri in cose inutili (stadi, sommergibili...)

      Cmq, IMHO per l'Italia direi che sarebbe meglio un DEFAULT/HAIR_CUT che un'uscita dall'Euro
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/11/quello-che-i-politici-non-dicono.html

      In comune tutti i casi hanno che:

      1-le politiche keynesiane portano troppo debito, il debito porta al botto termofinanziario od all'iperinflazione ossia alla rovina
      2-l'austerità non è austerità ma è la prudenza del buon padre di famiglia nei confronti dei rischi futuri

      A maggior ragione occorre risanare oggi ed abbassare il debito pubblico adempiendo al Fiscal Compact, per mettere fieno in cascina, in quanto in prospettiva i danni da climate change diventeranno più elevati e frequenti, per mitigarli occorreranno investimenti (ossia capacità di leverage) e standing finanziario (valuta pregiata come l'Euro che potrebbe essere accettato più dell'inflazionato dollaro in una guerra valutaria Dollaro VS Yuan) per importare energia, con cui fare un po' di resilienza.

      Ma i politici italiani sono stupidi e ladri, pensano con un'ottica miope, limitata alla prima elezione utile per cui...

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    3. Me lo immaginavo: qui da me stanno staccando le calate di rame di notte con le persone dentro e rubando di giorno quando la casa è vuota. Ovviamente non dico chi sono glu autori di questi crimini, anche se sono stati visti, ma la criminalità fatta con gli stupefacenti, pare non basti più, perchè questi cominciano ad essere troppi per i clienti che ci sono e allora devono passare ad altre forme di approvvigionamento illecito. Prostituzione, accattonaggio e droga non bastano più. Figuriamoci cosa succederà quando la ricchezza collasserà per il peak oil, una crisi finanziaria, il GW, una guerra o quello che cavolo può succedere. 2023 Soylent, ho paura, sarebbe meglio di Mad Max, che ad ora è più probabile.

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  17. infatti non sarebbe possibile fare nuovo debito,

    infatti non sarebbe possibile rinnovare il debito parzialmente solvibile, perchè dopo l'HAIRCUT del 60.87% i titoli italiani varrebbero sul mercato come lammerda, non ci sarebbe nessun investitore disposto a mettere altri denari dentro i titoli pubblici o privati italiani, alla scadenza dei titoli di Stato tutti gli investitori ritirerebbero il proprio residuo capitale (il 39% di quanto ancora esigibile, fuggendo dall'Italia) costringendo l'Italia a dover pagare i restanti 900MLD di debito entro la durata della scadenza dell'ultimo titolo pubblico.

    Per questa ragione è ipotizzabile ritenere che i restanti 900MLD (il 39% del debito ancora esigibile) sarebbe contestualmente commutato in una scadenza a 100 anni, oppure più probabilmente trasformato in una rendita perpetua d'importo risibile:

    900MLD/i=10MLD di rendita perpetua con i=1%

    per cui alla fine del botto TERMOFINANZIARIO ITALIANO:

    un HAIR CUT del 60.87% andrebbe a default distruggendo tutte le Assicurazioni, Banche, Fondi Pensione privati e di categoria, Fondi Comuni, trascinando a fallimento anche molte aziende private italiane molto indebitate con il sistema bancario.

    il restante capitale del 39.13% sarebbe convertito in una rendita perpetua risibile da 10MLD l'anno pari ad un tasso d'interesse nominale ridicolo del 1%

    Nessun investitore italiano esisterebbe ancora sul pianeta Terra

    Nessuno straniero metterebbe MAI più un Euro in titoli di stato italiani (e neppure in azioni ed obbligazioni private italiane) ed il tasso d'interesse di mercato in Italia resterebbe molto alto a causa di un premio di rischio paese altissimo.

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  18. scausate :-) ho copincollato male :-) GGRRRRR

    900MLD=10/i di rendita perpetua con i=1%

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    1. mi pare che gli USA di Bush si erano dati il limite di 15.000 mld di $ di debito, ma poi, superandolo, non è successo nulla. Il default con hair cut, se ce lo faranno fare (l'Italietta non è pur sempre la Grecia), sarà ampiamente coperto da sovvenzioni europee con l'intenzione di comprarci d'ugni 'osa, anche il Colosseo e di obbligarci a tagliare, tagliare, tagliare.
      In ogni caso tutte le promesse del costituendo governo Lega-5stelle non saranno mantenute, men che meno l'espulsione di 600.000 irregolari, che causerebbe una diminuzione del PIL dell'1%. Si andrebbe in PIL negativo, in piena recessione. Ma vi pare possibile che vengano fatte misure recessive, quando viene sbandierato che reddito cittadinanza, abolizione Fornero vengono fatte per aumentare i consumi e quindi il PIL, che è il sogno di tutte le elitè e di tutte le locuste.

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    2. L'Italia non cresce, nonostante i successi sbandierati dal governo. Ma i conti pubblici sono fin troppo allineati ai vincoli europei. http://sbilanciamoci.info/nodi-litalia-deve-affrontare/
      Comunque, è vero, L'Italia non è la Grecia.
      Angelo

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    3. L'Italia però non è gli USA: non lo è per hardpower militare, non lo è per pil, non lo è per superficie, non lo è per risorse che gli USA hanno nel loro continente, non lo è per struttura industriale, non lo è per popolazione e trend demografico, non lo è nemmeno per la valuta di circolazione

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