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giovedì 10 settembre 2015

No, il sole non ci salverà dal riscaldamento globale

Da “The Guardian”. Traduzione di MR (via Dante Lucco)

Un minimo solare compenserebbe non più di un decennio di riscaldamento globale antropogenico


Anche il più grande minimo solare avrebbe un impatto minore sulle temperature globali in confronto al rapido riscaldamento derivante dall'inquinamento di carbonio umano. Foto: Solar Dynamics Observatory/Nasa

Di Dana Nuccitelli

Alcuni miti-zombie non vogliono proprio morire. Infatti, questo l'ho smentito due anni fa proprio qui sul Guardian. Per riassumere, diversi studi scientifici si sono posti questa domanda, “se il Sole dovesse entrare in un'altra fase quieta prolungata (un grande minimo solare), questo in che modo impatterebbe sulla temperatura globale di superficie”? Tutti gli studi concordano, non causerebbe un raffreddamento maggiore di 0,3°C, che sarebbe sufficiente solo a compensare temporaneamente un decennio di riscaldamento globale antropogenico.




La temperatura globale media è mostrata per il periodo 1900-2100 in relazione allo scenario di emissioni A2 dell'IPCC. La linea rossa mostra il cambiamento di temperatura previsto con l'attuale livello di attività solare, la linea blu mostra il cambiamento di temperatura previsto al livello molto più basso del Minimo di Maunder e la linea nera mostra le temperature osservate fino al 2010. Adattato da  Feulner & Rahmstorf (2010) da SkepticalScience.com

L'attività solare in realtà è piuttosto stabile. Questa è una buona cosa per noi sulla Terra, perché senza grandi variazioni nella quantità di energia che raggiunge il pianeta dal sole, il nostro clima è altrettanto generalmente piuttosto stabile. Ciò ci ha permesso di costruire grandi città e fattorie stanziali, con la sicurezza che il clima e il meteo saranno molto coerenti in quelle aree. Ha permesso alla civiltà umana di svilupparsi durante gli ultimi 10.000 anni. Anche se col riscaldamento globale antropogenico che sta destabilizzando il clima, stiamo mettendo quella civiltà sotto un grave stress.

Ritorno dall'oltretomba

Recentemente c'è stata una marea di storie mediatiche che sostenevano che il sole potrebbe essere diretto verso una fase quieta (una possibilità), che potrebbe spedire la Terra in un “gelo profondo” (una impossibilità virtuale). Queste storie sembra abbiano avuto origine dai media prevenuti conservatori (come il Daily Mail e il Telegraph) ed è filtrata fino ad altri media mainstream (come la CNN). Alcune uscite sui media, come quelle del Washington Post, hanno fatto un buon lavoro nel cercare la storia e scoprendo i suoi errori prima di pubblicare.  Le storie derivavano da una presentazione al Meeting Nazionale di Astronomia della Royal Astronomical Society in Galle della matematica Valentina Zharkova. La sua ricerca (non ancora pubblicata) suggerisce che il sole potrebbe essere diretto verso una fase quieta come quella che è coincisa con un periodo noto come la “Piccole Era Glaciale”, ma non dice niente su come questo minimo solare impatterebbe sul clima della Terra.

Parte della colpa di aver resuscitato questo mito-zombi sta nella conferenza stampa della Royal Astronomical Society, che ha menzionato la precedente mini Era Glaciale senza chiarire che era l'attività solare e non il clima della Terra che era l'oggetto dello studio. Parte della colpa è della  Zharkova, che ha fatto commenti ‘scettici' sul riscaldamento globale antropogenico che non erano sostenuti dalla sua ricerca. E la maggior parte della colpa sta nelle uscite dei media come il Daily Mail e il Telegraph che cavalcano storie piuttosto sensazionalistiche su un'imminente mini Era Glaciale, apparentemente senza consultare un solo scienziato del clima. Non è una coincidenza che le uscite dei media che non hanno contattato gli scienziati del clima abbiano diffuso questo mito, mentre le uscite dei media che hanno contattato gli scienziati del clima lo hanno smontato.

Un mito facile da sfatare

Questo mito della “mini Era Glaciale imminente” è incredibilmente facile da smontare. Infatti basta posti una semplice domanda – se il sole è un tale motore del clima della Terra, allora perché il pianeta intero (aria, oceani, terra e ghiaccio) si è scaldato rapidamente negli ultimi 60 anni mentre l'attività solare è declinata?



Cambiamento di temperatura di superficie annuale globale (sottile rosso chiaro) con 11 anni di media mobile della temperatura (spessa rosso scuro). Temperatura proveniente dal GISS della NASA, Irradiazione Solare Totale annuale (IST) (sottile blu chiaro) con 11 anni di media mobile di IST (spessa rosso scuro). Fonte: Skeptical Science

Quella semplice domanda è sufficiente di per sé a smontare la nozione che il sole sia il motore principale delle temperature globali. La ricerca ha mostrato chiaramente che è il biossido di carbonio la principale manopola di controllo delle temperature. Secondo, la ricerca ha suggerito che il minimo solare verificatosi intorno al 1650 ha giocato un ruolo relativamente piccolo nel raffreddamento delle temperature durante la Piccola Era Glaciale. Piuttosto, l'aumento dell'attività vulcanica ( che pompa ceneri in atmosfera che bloccano la luce solare) ed una diminuzione del carbonio atmosferico sono stati i principali contributi al raffreddamento durante quel periodo. Terzo, la Piccola Era Glaciale non è stata nemmeno così fredda, globalmente. Il grafico seguente mostra la ricostruzione finora più completa della temperatura di superficie, da parte del Consorzio PAGES 2k. Nei soli due ultimi decenni il pianeta si è riscaldato più di quanto si sia raffreddato durante tutta la Piccola Era Glaciale. 


I puntini rossi mostrano la media su 30 anni della nuova ricostruzione PAGES 2k. La curva rossa mostra la temepratura media globale di superficie, secondo i dati HadCRUT4 dal 1850 in avanti. In blu c'è la mazza da hockey originale di Mann, Bradley e Hughes (1999) con la sua gamma di incertezza (blu chiaro). Grafico di Klaus Bitterman. 400 anni di osservazioni di macchie solari sono state inserite e create da  Robert Rohde.

C'è stato un raffreddamento regionale significativo durante la mini era glaciale, particolarmente in parti di Europa e Nor America, ma globalmente è stato di fatto piuttosto piccolo. Quarto, un grande minimo solare sarebbe una fase temporanea. Qualsiasi raffreddamento che causasse durerebbe solo qualche decennio fino alla fine dell'evento e a quel punto l'aumento dell'attività solare contribuirebbe al riscaldamento globale. In sintesi, la differenza fra la Piccola Era Glaciale e l'attuale periodo di riscaldamento si riduce a vulcani, biossido di carbonio e grandezza. Il precedente periodo freddo è stato piuttosto ridotto, probabilmente causato in gran parte dall'attività vulcanica. E, naturalmente, gli esseri umani non pompavano 30 miliardi di biossido di carbonio in atmosfera ogni anno nel XVII secolo, come invece facciamo adesso. La linea di fondo è che anche il più grande minimo solare avrebbe un impatto minimo sulle temperature globali in confronto al rapido riscaldamento derivante dall'inquinamento di carbonio di origine umana.