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giovedì 1 aprile 2010

"Quantum gate." Rivelazione: la meccanica quantistica è un imbroglio ordito dagli scienziati per continuare a ricevere i loro lucrosi contratti di ricerca

Il prof . Bardi, da noi intervistato, non ha saputo spiegare l'uso della parola "trucco" (trick) nelle sue dispense ed è caduto in clamorose contraddizioni nel cercare di sostenere la teoria della cosiddetta "Meccanica Quantistica"






 
Dal nostro corrispondente a Firenze - 1 Aprile 2010

Un hacker è riuscito a infiltrarsi nel database dell'università di Firenze, rivelando alcuni documenti tenuti segreti fino ad ora. In alcune dispense distribuite dal Prof. Ugo Bardi ai suoi studenti nel 1997 troviamo scritto:



Interpellato in proposito, il Prof. Bardi non ha negato di aver scritto la parola "trick" (trucco) pur sostenendo che questo non va interpretato come un imbroglio nei riguardi degli studenti.

Interpellato ancora sull'argomento, il prof Bardi ha detto che la meccanica quantistica si basa in gran parte sul cosiddetto "principio di indeterminazione di Heisenberg" che, secondo quanto ci ha riferito, fa si che sia impossibile conoscere esattamente allo stesso tempo la posizione e la velocità di un elettrone.

Il prof. Bardi non ha saputo spiegare come la cosiddetta "scienza della meccanica quantistica" venga insegnata e proposta quando è basata su un principio "di indeterminazione." Come può, infatti, una scienza essere indeterminata? E come possono sostenere gli scienziati di studiare le proprietà degli elettroni se non sanno nemmeno dove sono? Alla domanda se si tratta di un trucco degli scienziati per continuare a ricevere i loro lucrosi contratti di ricerca il prof Bardi ha risposto con parole che non riportiamo qui.


Nel prossimo comunicato: Albert Einstein aveva imbrogliato? La cosiddetta "teoria della relatività" è basata su un postulato, detto della costanza della velocità della luce, che il prof. Einstein si è inventato di sana pianta. E poi: le sfere di cristallo sorreggono i pianeti? Clamorose rivelazioni sui trucchi di Galileo Galilei e il suo cosiddetto "telescopio." Un documento recentemente ritrovato dimostra che il suo collaboratore Federzoni aveva dipinto i satelliti di Giove sulle lenti.


* Nota: questo è un post del 1 Aprile. Però giuro e stragiuro che è verissimo che l'immagine del post viene dalle mie dispense di "Chimica Fisica dei Materiali" del 1997, scritte in inglese. Mi caschi un occhio nel lavandino se non è vero. Ho dei testimoni con gli studenti dell'epoca.