Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


martedì 11 maggio 2010

Il nerd ed il sole


Una delle falsità che vengono propagate dai negazionisti è che i climatologi ignorino l'attività del sole nei loro modelli. Come dire, che gli ingegneri nella progettazione degli edifici ignorino la gravità o nella costruzione di un ponte ignorino il vento.

I climatologi, come tutti gli scienziati, potranno anche essere incapaci di comunicare, chiusi nel proprio guscio, restii ai cambiamenti e socialmente inetti (dei nerd, insomma), ma non sono certo così idioti da ignorare il *sole*  quando si parla di *riscaldamento* globale (in realtà è proprio il contrario, nel loro lavoro sono piuttosto bravini).

Pensare una cosa del genere, ma come si fa ad essere così arroganti (e stupidi)? Qui abbiamo migliaia di persone che collettivamente dedicano l'intera vita professionale a studiare come varia il clima, parliamo di 10e14/10e15 neuroni che in qualsiasi momento delle 24 ore sono focalizzati sul problema del cambiamento climatico. Un autentico esercito che utilizza il rigore del metodo scientifico, la ragione, la logica e i dati più sofisticati e i mezzi più avanzati che abbiamo mai avuto nella storia dell'umanità, per capire se e come la terra si scalda. Tra l'altro questo è un esercito che fa una sanguinosissima guerra civile, visto che la ricerca della fama e la carriera richiedono l'affermazione delle proprie idee e quindi la demolizione delle opinioni contrastanti. Chi sopravvive è un autentico Rambo.

Poi arriva l'Uriel di turno che pensa che tale prodotto darwiniano di una enorme attività intellettuale e tecnologica è puro escremento bovino e che solo lui col suo blogghetto ti può spiegare le cose. Io proprio non capisco questo genere di arroganza.

Comunque torniamo al punto. Dicevamo del sole. Nei modelli si tiene conto di quello che si sa al momento, e nel caso specifico che il Sole come forzante climatica da un certo momento in poi ha inciso in maniera trascurabile e di conseguenza il parametro viene adeguatamente fattorizzato nei modelli.

Come si sa questo? Da una carrettata di lavori passati attraverso il più massacrante processo di revisione (chi fa questo lavoro, vi garantisco non ci dorme la notte a causa dei reviewers, altro che Uriel). Skeptical science ne ha fatto una raccolta.

L'ultimo in ordine di tempo è del marzo 2010 e ha concluso che il sole in caso di un un nuovo minimo di Maunder non potrebbe influire per di più di 0.3 gradi Celsius su un aumento di circa 4 gradi dovuto ai gas serra.


Ok, ma possibile che tutti questi nerd dicano che il sole non scalda? Certo che lo dicono, per esempio Lockwood et al hanno appena pubblicato che l'attuale minimo solare ha un effetto *locale* sull'Europa non grandissimo, ma altamente significativo di 0.5 gradi sulla media. Qui da noi col sole al minimo fa più freddo che altrove. Questo analizzando i dati del Regno Unito degli ultimi 350 anni e armonizzando i risultati con dei semplici modelli che tengono conto delle dinamiche atmosferiche rispetto al riscaldamento solare e che spiegano come l'Europa sia un po' più influenzata dall'attività del sole. Il resto del mondo, not so much.

Il nerd sarà socialmente inetto, ma come dicevo prima, il suo mestiere lo sa fare bene, come minimo occorre pensare a quei milioni di miliardi di neuroni che proprio in questo preciso momento stanno lavorando su tutto ciò, prima di aprire bocca.

Aggiornamento: ho cambiato lievemente il testo per chiarire meglio alcuni termini e riferimenti (vedi commenti).

10 commenti:

  1. Carlo, interessante post. Se mi permetti un suggerimento, dovresti spiegare a chi ti riferisci quando parli del "nerd". Non tutti avranno letto i post dove se ne parla, quindi forse dovresti aggiungere una riga di spiegazione.

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  2. Anche, quando citi Uriel, sarebbe appropriato un link al post a cui ti riferisci e/o alla critica dello stesso

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  3. tieni conto che Uriel e' un informatico, ci vuole pazienza con loro, pensa a uno che passa 12 ore al giorno a fissare in silenzio uno schermo pensando "come sono bravo, come sono intelligente, niente mi sfugge"...

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  4. Ho cambiato il testo tenendo conto delle critiche fatte, Grazie prof.

    @ Pierre, approfitto della tua osservazione per dire che non ce l'ho con Uriel né ho voluto insultarlo in alcun modo come persona. Per altro non ho mai letto al di fuori di quel paio di post riguardo al riscaldamento climatico che mi hanno lasciato del tutto esterrefatto.

    Lui probabilmente è una persona degna e anche molto intelligente, ma questa sicurezza totale e completa nel buttare al cesso migliaia di anni uomo di lavoro di gente che ha studiato per tutta la propria vita solo quell'argomento, che ci ha dedicato tutto sé stesso, ripeto, utilizzando il metodo scientifico, be proprio non lo capisco.

    Se tu sei Galileo in un mondo fatto da cardinal Bellarmino, allora ti puoi anche permettere di dire io sono io e voi non capite un c.zzo (scusate il francesismo), ma se l'intero mondo è fatto da Galilei, ovvero gente che con talenti variabili applica la ragione, allora forse dovresti comunque almeno contemplare l'ipotesi che a non capire un c.zzo potresti essere proprio tu.

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  5. Non so i negazionisti, ma gli scettici, in genere, non rimproverano ai modelli di non tener conto dell'attività solare, bensì di non tener ABBASTANZA conto delle VARIAZIONI dell'attività solare. (ad. es.: teoria di Svensmark sul ruolo del sole nella modulazione della copertura nuvolosa)

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  6. Ho letto oggi un articolo su Svensmark. In breve, l'influenza dei raggi cosmici sula copertura nuvolosa, e sul clima, e' stata misurata, e la conclusione è che gli scettici climatici devono cominciare a cercare altrove.

    @agrimensore: e' un esempio. È facile dire "non tenete abbastanza conto di X". Occorre fare misure, controllare, correlare, confrontare le correlazioni con quelle del resto, e possibilmente pubblicare un articolo, che deve sopravvivere alle critiche.

    Le variazioni di attività solare sono presenti nei modelli. Ma gli scettici allora dicono che i climatologi han falsato le misure, che sarebbero differenti. L'ultima, dopo il fallimento delle variazioni del flusso ultravioletto, riguarda le variazioni del flusso infrarosso. E non si finisce mai.

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  7. @Gianni Comoretto
    L'articolo cui si riferisce dice che è stata misurata ed è nulla? Oppure è stata misurata ed ha un valore? In questo secondo caso, i modelli ne tengono conto? Non mi sembra.
    Infine, come mai al CERN stanno andando avanti con l'esperimento CLOUD basato sulle teorie di Svensmark? Io credo sia più saggio attendere l'esito dell'esperimento prima di pronunciarsi. Anche perchè, come dice lei, "occorre fare misure, controlare, correlare..."

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  8. agrimensore, lei dice: [...]In questo secondo caso, i modelli ne tengono conto? Non mi sembra.[...]

    Considerando il tema del post a cui lei sta commentando, do per scontato che lei capisca quei modelli e sappia con certezza che non tengono conto di qualche cosa di cui dovrebbero e di cui lei, tramite letteratura pubblicata o dati elaborati personalmente, è evidentemente a conoscenza.

    La cosa da fare in questi casi (e le garantisco che io mi ci sono trovato in mezzo e so come funziona) è scrivere una lettera di critica agli editor della rivista in cui è stato pubblicato il lavoro più rappresentativo che lei ritiene abbia commesso questa mancanza. Se quello che lei dice non è una palese fesseria gli editor invieranno agli autori la sua lettera chiedendo una risposta e poi pubblicheranno l'intero carteggio.

    La prego, ci faccia sapere come va a finire.

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  9. @Carlo Fusco
    Ho scritto "non mi sembra" perchè durante la conferenza di Allumiere sul clima il prof. Cacciamani (cfr. Blog Climalteranti) ha proiettato sullo schermo anche le equazioni implementate dai modelli. In particolare, il dibattito dopo pranzo si è proprio focalizzato sulla parte inerente l'apporto solare. Converrà con me che il prof. Cacciamani è persona autorevole, quindi se proietta qualcosa durante una conferenza, io ci credo. Gli altri due conferenzieri, il prof. Scafetta e il prof.Mazzarella, hanno contestato la mancanza di varibilità solare nei modelli GCM.
    Per conto mio, cerco di seguire l'esperimento CLOUD. Naturalmente ho letto vari articoli in merito, nonchè il libro di Svensmark-Calder, The chilling stars (le cito il titolo in Inglese perchè in italiano non mi pare sia stato tradotto).
    Le farò senz'altro sapere come va a finire.

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  10. Caro Agrimensore, non ti puoi basare su una cosa che hai sentito (o non hai sentito) dire a una conferenza per dire che non si tiene conto del sole nei modelli. Cacciamani è persona autorevole e preparata, ma in una conferenza - anche se dura un'ora - non si possono dare tutti i dettagli. Quindi, vai pure tranquillo che la variabilità solare è tenuta in considerazione nella modellistica climatica. Leggiti l'articolo di Logwood citato nel post di Fusco e te ne renderai conto facilmente - oppure ti puoi guardare l'ultimo rapporto dell'IPCC dove queste cose sono spiegate.

    Ciò detto, prego gentilmente di interrompere questo thread. Come ho detto altre volte, i commenti di un blog non sono il posto dove si fa lezione di climatologia. C'è ampio materiale sul web dal quale chi è interessato può imparare.

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