domenica 3 ottobre 2021

I Limiti della Scienza: Come Dimostrare che le Mascherine Funzionano (Oppure no?)

 


Una discussione dei limiti della scienza quando si tratta di valutare sistemi complessi che non si prestano a un approccio "Galileiano" di misure in condizioni controllate. Per quanto riguarda le mascherine protettive, con tutta la buona volontà, la scienza non ci può dare risultati certi e validi ovunque, nonostante le affermazioni dei virologi televisivi (vedi anche questo articolo di Scorrano e altri). 

Per anni ho seguito il blog di Paolo Attivissimo, "Il Disinformatico" trovandolo spesso utile e informativo. Ho smesso di seguirlo quando Attivissimo se n'è uscito con una frase particolarmente infelice. "La stessa scienza che manda sonde su Marte ci dice di indossare le mascherine antivirus." (cito a memoria).

Sono quelle cose che ti fanno dubitare della logica dell'intero universo. La scienza che manda sonde su Marte non è -- enfaticamente NON è -- la stessa scienza che valuta l'efficacia delle mascherine. Nemmeno per idea. Non ci siamo proprio.

Quando si parla di "Scienza" (quella con la "S" maiuscola) di solito ci si riferisce alle affermazioni dei virologi televisivi i quali, a loro volta, tendono a parlare di una cosa che si chiama "metodo scientifico," quello di Galileo. Ma Galileo si occupava di astronomia e di vari aggeggi meccanici. Non aveva gli strumenti per analizzare quelli che oggi chiamiamo "sistemi complessi." Sono due mondi completamente diversi.

Per dare un'idea della confusione che regna anche fra gente che dovrebbe saperne di più, all'inizio della pandemia sono apparse delle riprese al rallentatore delle goccioline di saliva (dette da taluni "sputazzi") emesse quando uno parla. Si vede, come vi aspettereste, che la mascherina intercetta un buon numero di goccioline. Da qui, alcuni (anche miei colleghi) hanno dedotto che la mascherina funziona, concludendo con una frase che oggi è di moda, "serve altro?" 

Si. Serve altro. Molto altro. 

Non c'è modo di misurare direttamente la trasmissione di un virus da una persona a un'altra, tantomeno usando una telecamera. Al massimo lo può stimare con metodi di tracciamento, ma con enormi incertezze. Per studiare sistemi complessi di questo tipo ci vogliono metodi statistici. Già questo non è un concetto facile da passare in un mondo in cui ci si aspetta che dalla TV arrivi una risposta "si o no" a tutte le domande. Ma gli studi statistici, anche se fatti bene (e non sempre è il caso) hanno dei grossi limiti. 

Un buon esempio è quello delle mascherine anti-virus. Sono efficaci oppure no? I virologi televisivi ci dicono di si perché loro, i virologi, sono "La Scienza." (serve altro?). Ma se vai a vedere i risultati degli studi, le cose non sono affatto chiare. Ve lo raccontano, per esempio, Luca Scorrano e i suoi collaboratori in un recente review dei dati disponibili dove vi dicono chiaramente che "i dati disponibili non suggeriscono l'uso universale, spesso improprio, di mascherine facciali per la popolazione come misura protettiva contro il COVID-19"

Allora, come mai in TV vi dicono una cosa mentre altri scienziati ne dicono un'altra? Ha a che vedere con l'incertezza dei risultati statistici, per cui se uno vuole trovare dei dati che confermano la sua opinione, riesce di solito a trovarli. Vi faccio un esempio. Si è letto ultimamente di un lavoro che arriva dal Bangladesh che è stato presentato sui media (e persino sulle riviste scientifiche, tipo "Nature") come una conferma dell'efficacia delle mascherine (serve altro?). 

Ma è vero? Premetto che è uno studio ben fatto, per quanto possibile. Ma, anche così, i risultati sono incerti e difficili da interpretare. Andiamo brevemente a esaminarlo.

Nello studio, I ricercatori hanno preso in esame un gran numero di villaggi nel Bangladesh. In alcuni si distribuivano mascherine gratis e gli abitanti venivano incoraggiati a indossarle, come pure a mantenere il distanziamento. In altri, non si faceva niente del genere, per cui quasi nessuno indossava mascherine o si teneva a distanza. Dopodiché, i ricercatori hanno analizzato la presenza di anticorpi nel sangue delle persone sintomatiche. 

L'approccio è quello giusto e il lavoro ha esaminato oltre 300.000 persone. Una statistica senza dubbio significativa. E i risultati? In buona sostanza sono:

1. Il distanziamento non ha nessun effetto sulla trasmissione del virus

2. Le mascherine in stoffa non hanno nessun effetto nel ridurre la trasmissione del virus

3. Le mascherine chirurgiche riducono di circa l'11% la trasmissione del virus

Diciamo che sono risultati abbastanza sensati a parte certi dettagli un po' strani: per esempio che i villaggi dove si portavano le mascherine hanno avuto lievemente PIU' persone con sintomi di quelli dove non si portavano (lo dicevo che queste cose non sono mai semplici!). 

Comunque, se non altro i risultati provano che le "goccioline" (ovvero gli "sputazzi") NON trasmettono il virus, altrimenti le mascherine di stoffa le avrebbero fermate, almeno in parte. Invece, le mascherine chirurgiche hanno dei pori più piccoli e bloccano una frazione le particelle submicrometriche dell'aerosol che trasmette il virus. Era una cosa che si sapeva già da un pezzo, questa è una conferma (serve altro?). 

Fin qui, bene. Ma che cosa ne deduciamo nella pratica? Eh, beh, la faccenda si fa complicata.

Per prima cosa, c'è un problema di fondo con questo e tanti altri studi. Gli autori stessi dichiarano che  erano partiti con l'idea di provare che le mascherine funzionano. E' chiaro che ne erano convinti fin dall'inizio. Ora, domandatevi cosa sarebbe successo se non avessero trovato nessun effetto. Avrebbero pubblicato l'articolo lo stesso? Sarebbe stato citato sui media? Immaginatevi quelli che hanno finanziato lo studio arrabbiatissimi con i ricercatori w che gli dicono, "avete sprecato un sacco di soldi per non trovare nulla!" 

E se qualcun altro avesse fatto uno studio simile dove non trova nessun'effetto, sarebbe stato pubblicato e citato? Questo è un problema ben noto nella scienza medica: uno studio che non riesce a provare un'ipotesi viene lasciato di solito in un cassetto. Il fatto che un medicinale NON funziona non porta vantaggi a nessuno, quindi non c'è interesse a farlo sapere in giro. Il risultato è che si pubblicano solo articoli dove si prova qualcosa, oppure, peggio, si interrompono i test quando i dati disponibili sembrano dimostrare qualcosa. Non si sa mai: facendo altre misure l'effetto trovato potrebbe sparire! 

Seconda cosa: lo studio ha il limite di essere stato fatto su dei villaggi del Bangladesh dove, con tutta la buona volontà, le condizioni di vita, le distanze sociali, l'areazione degli spazi interni, e tantissime altre cose, non sono le stesse che in Europa. Basti dire che quando uno si prova a comparare i risultati della Svezia (dove non si portano mascherine) con quelli dell'Italia (dove le si portano quasi ovunque) ti arriva la critica "ma la Svezia è diversa dall'Italia" -- figuriamoci allora il Bangladesh!

Ma la cosa fondamentale è cosa fare con questo dato dell'11% in meno di infezioni, assumendo che sia vero. E' una questione di bilanciamento costi/benefici: vale la pena costringere un'intera popolazione a portare mascherine per ottenere un beneficio di questa entità? I ricercatori che hanno scritto l'articolo ci hanno ragionato sopra arrivando alla conclusione che, si, l'effetto delle mascherine è piccolo, ma che può valere la pena indossarle se sono prodotte su larga scala per ridurre i costi.  

Forse è vero, ma qui c'è un problema tipico dei sistemi complessi che si esprime dicendo "in un sistema complesso, non puoi fare una cosa soltanto." Al momento in cui cominci a parlare di mettere su un'industria intera per fabbricare mascherine chirurgiche che poi tutti devono indossare, poi ti trovi il problema di cosa fare quando le cose cambiano. Il calcolo del rapporto costi/benefici è stato fatto per quattro mesi di dati, ma si sa che l'epidemia va su e giù e le cose cambiano sempre. E se nuovi dati ti dicono che la mascherina non serve, cosa fai del sistema di produzione che hai costruito? E cosa fai di quelli che ci lavorano? E dei soldi che ci hai speso sopra? Capite il problema.  

E poi, quali sono gli effetti a lungo termine delle mascherine chirurgiche su persone che hanno difficoltà respiratorie? Nessuno lo sa e nemmeno si può sapere perché sono, appunto, a lungo termine. Per non parlare poi degli effetti psicologici, che sono difficilmente quantificabili, ma ci sono, specialmente sui bambini e sui giovani. Tutte cose di cui nell'articolo non si parla, ma che sono importanti.

E l'inquinamento causato dalle mascherine usate? Nell'articolo, se la cavano dicendo che fino ad ora è stato circa "un terzo di quello causato dalle borse di polietilene" come per dire, "non è poi così tanto". Ma vi sembra poco aver aumentato l'inquinamento da microparticelle del 30%? E questo è per una situazione in cui indossare mascherine era una cosa ancora rara in Bangladesh. Cosa succederebbe se tutti se la mettessero? Anche qui, nessuno sa quantificare i danni a lungo termine causati dalle microparticelle delle mascherine sparpagliate in giro. Eppure è un altro parametro fondamentale che dovremmo considerare per prendere delle decisioni. 

Insomma, vedete come sono complicate e difficili le cose. In confronto, mandare una sonda su Marte è cosa molto semplice per "La Scienza," nella sua forma Galileiana. Ma quando si tratta di quantificare effetti deboli tipo le mascherine come mezzo contro la diffusione di un virus, beh, la Scienza è in grossa difficoltà. Al massimo, ti da delle indicazioni. E non si dovrebbero usare queste indicazioni per terrorizzare la gente. E invece.....

41 commenti:

  1. La scienza non può prescindere dal dubbio.
    Il dubbio viene smontato dalla dimostrazione della tesi che, come ben divulgato qui, non sempre è possibile.
    Rimane quindi il beneficio del dubbio che è, invece, fumo negli occhi per coloro che ricercano verità semplici. Il dubbio obbliga a pensare, a ponderare, a discernere, alla fatica di una mente vigile che lavora. Quindi viene abolito in favore di usi tra il folkloristico e il superstizioso, avvallati da questa setta/parrocchia e contrastati da quella.
    Direi che pure il vaxteismo rientra nella ricerca di abolizione del dubbio e nella soddisfazione di una attesa di una Tecno Entità salvifica.
    Passano i secoli e la storia si ripete, solo in forme esterne un poco mutate.

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  2. D'accordo con tutta l'analisi sui limiti, o meglio, sullo statuto epistemologico che caratterizza lo studio dei sistemi complessi, statuto che non è più soltanto quello della classica scienza cosiddetta galileiana. Aggiungerei soltanto un'osservazione e cioè, proprio perchè non ci troviamo più in un ambito scientifico rigidamente e strettamente riduzionista e sperimentale, diventa oggi molto importante anche l'abilità nel connettere sistemi, informazioni e dati interdisciplinari per riuscire a costruire modelli concettuali e osservativi plausibili guidati quindi anche dal processo logico-inferenziale. Per esempio, seguendo questo processo analitico, io credo non ci siano dubbi sul fatto che l'utilizzo delle mascherine chirurgiche nei luoghi interni o quando si è in compagnia, così come l'osservazione di un corretto distanziamento fisico, costituiscano due comportamenti di assoluta efficacia nella prevenzione della diffusione di un'epidemia a trasmissione aerea.

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    1. Qs lucido commento può opportunamente evitare che l'interessante e dettagliato Articolo iniziale venga furbescamente strumentalizzato dai tradizionali nemici del moderno pensiero scientifico tout court...

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  3. https://www.mdpi.com/1996-1073/14/15/4508/htm
    uno studio molto interessante su come risolvere i problemi energetici.
    https://www.youtube.com/watch?v=IMFUsDUooaw
    un video molto interessante su come avere un sistema immunitario super efficiente e liberarsi dalle paure covid e ogni altra malattia, ma si appesantirebbero così i problemi del primo link. Fate vobis.

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  4. Sono perfettamente d'accordo con Fabio e aggiungerei una piccola nota a margine del tagionamento.
    Esiste una pletora di discipline scientifiche ed alcne non che si basano su assunti e ragionamenti matematici, spesso in questi casi il diavolo è nel continuo mutamento della struttura sottostante analizzata..... un esempio per tutti l'Economia, sia nel macro che nel micro. In questi ambiti un analisi rigorosa sarà sempre ex post e non ci saranno garanzie della costanza di funzionamento, in un parallelismo ardito abbiamo tutti i limiti della fisica quantistica (l'osservazione cambia il fenomeno, l'indeterminazione, l'approccio statistico etc) che tenta di avvicinarsi ad una realtà dinamica: nella fisica delle particelle la realtà analizzata è statica e immutabile (in scala normale, vicino al Big Bang forse non proprio)quindi il problema è "solo" analizzare le leggi, in un sistema dinamico le stesse leggi possono mutare.
    Esiste poi uno strato di "buone pratiche" che sono di base già ben dimostrate, le mascherine anche di stoffa sono efficaci per rallentare (non arrestare) l diffusione dell'influenza come dimostrano Giappone e molti paes asiatici dove è uso usarle se sintomatici e altrettanto per la pratica del "distanziamento sociale" altrettanto comune in Asia dove il saluto è contactless da millenni! Loro gli studi li hanno fatti sperimentalmente nei millenni di civiltà, le giungle asiatiche sono una fabbrica di patogeni e coesistono con le civiltà che da più millenni hanno centri ad altissima densità abitativa (non solo Cina e Giappone, tutta la zona monsonica è sempre stata iperabitata) adattando le consuetudini alla necessità, non considerare questi fatti è buttare via buona "scienza prescientifica"!
    Per la cronaca poi lavaggio mani e riduzione di contatti non necessari sono considerati e studiati direttamente dall'OMS con studi abbondanti come un fattore di riduzione per ogni infezione, le mascherine di vario tipo sono raccomandate sempre dall' OMS per ridurre la diffusione di ogni malattia aerobia (quelle per proteggere il portatore hanno altre carateristiche) e l'evitare di mettersi in una calca di individui potenzialmente infettabili se si è contagiosi lo riduco a solo buon senso!
    Capisco che le cose "fastidiose" scatenino guerre di opinioni dove tutti tirano acqua al loro mulino, in questo la vittoria finisce per essere dei soggetti a effetto Dunning Krugher in quanto graniticamente convinti della loro "verità" e mostruosamente efficaci nel convincere: mai un dubbio, sempre una scappatoia lessicale pronta, totale impermeabilità a concetti altrui li rendono macchine da consenso (in parallelo ai sociopatici in altri campi) mentre i poveri "addetti ai lavori" o semplici persone di buon senso non dispongono di queste sicurezze intoccabili (ragionano su quanto detto, non attaccano a tempo zero), cercano ciò che meglio funziona (quindi la soluzione non lhanno preconfezionata) adatandosi all'evolversi della situazione (risultano quindi "incostanti" mentre le verità assolute sono rassicuranti) e possono trovarsi a difendere quadri scomodi nell'immediato ma fondamentali domani.
    In parallelo con l'oggi, ci siamo lanciati in un sogno "green" di proclami e leggi UE da "virtue signaling" per trovarci oggi con il freddo alle porte, ieri erano tutti verdi speranza ma domani se avremo il freddo e le bollette alle stelle saranno tutti pronti a bruciare copertoni! La transizione è necessaria par questioni di EROEI, sarebbe stato meglio evitare di legarla a favolette e escamotage per acclappiare consensi basati sullo strata psicologico infantile (domani vedremo i backslash) ma d'altra parte mezzo secolo di Marketign Emozionale ha lasciato poco nel campo del razionale a cui appellarsi....

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  5. IN questo studio l'11,2% è la media tra le fasce d'età, e come sempre nel Covid i dati riservano grosse sorprese.

    Intanto lo studio parla solo di Covid sintomatico, e fino ai 50 anni la riduzione riportata è dello 0%, che poi fa media con il 34% sopra i 60 anni di età.

    La conclusione lapalissiana è che non sono state le mascherine a limitare i contagi, ma probabilmente il fatto che ci siano meno giovani ad abitare con gli anziani e che le persone oltre 60 anni (lavorando meno, non frequentando movide, situazioni di assembramento, vita sociale, eccetera) hanno molte meno occasioni di contagiarsi pesanemente.

    La stessa cosa si vede per l'efficacia dei vaccini sui contagi, che nelle fasce tra i 20 e i 50 anni in Israele prima del booster andavano dal 25 al 40%.

    Fare una media con fasce d'età che hanno una riduzione superiore solo perché se ne stanno accorte e non hanno necessità di lavorare mi sembra un esercizio quanto meno discutibile.

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    1. Vero. Però loro ti risponderebbero che il fatto che i giovani portino la mascherina potrebbe essere il fattore che protegge gli anziani. Per esserne sicuri, però, bisognerebbe fare uno studio in cui c'è una terza categoria di villaggi in cui solo gli anziani portano la mascherina ma non i giovani. E un altro campione in cui solo i giovani la portano, ma non gli anziani. E allora diventa un labirinto da cui non esci più fuori. Come del resto lo è già

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    2. Quindi le mascherine sono fatte apposta per gli anziani, e funzionano solo per loro? O sempplicemente che facendo una vita normale la mascherina te lo tocchi 732.467 volte al giorno e che frequentando gli ambienti affollati non serve a nulla.

      Penso che sia una battuta.
      La mascherina è un altro mito, se in un ufficio, sul tram, in un bar, ci si trattiene 10 minuti e c'è un contagiato, se il Covid non lo si prende il primo giorno, lo si prende il secondo.

      Gli obblighi o il fatto che a portarle sia una fascia più o meno larga di popolazione ha solo ritardato, talvolta, le curve, che comunque nell'arco dei sei mesi diventano identiche.

      E anche questo studio si ferma a tre mesi, se le mascherine servono devono servire sempre, a vita.
      Altrimenti sono studi ridicoli, dire che mi ritarda di un tot giorni il contagio non significa niente.

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    3. Sul fatto che la mascherina non sia una bacchetta magica è assodato, pessima informazione ha passato l'idea che sia UN DPI a tutela dell'utilizzatore e basta.
      Le mascherine normali servono a proteggere gli ALTRI e non a caso quelle dette "chirurgiche" si riferiscono a quelle usate in sala operatoria per impedire al chirurgo (che la usa) di contaminare la ferita del paziente. Altro mondo sono i DPI a tutela dell'operatore, la tuta pressurizzata di livello 4 è un esempio ma richiede una serie di chiarimenti: è impermeabile e a sovrappressione per non far entrare nulla ma ha una procedura specifica per essere rimossa, prima di svestirsi bisogna lavare tutto con soluzioni letali a ogni forma di vita, poi rilavare per togliere i residui tossici della disinfezione (un paio di volte almeno) ed infine rimuoverla, la camera stagna è dove di norma si fanno tutti i passaggi ma i russi a Bergamo hanno mostrato come si possa fare anche al dì fuori.
      Altro aspetto è che il solo abbassamento della cura di contagi è lo scopo di molte scelte fatte, oggi la Romania ha ospedali al collasso per un picco epidemico ma se questo fosse spalmato su 4 mesi non avrebbe problemi!
      La mala informazione e la vena di egoismo imperanti sono il marker della nostra era, si parla per avere consensi e si è sempre pronti a lamentarsi quando bisogna fare un atto anche minimo per gli altri.

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    4. Non crediamo a tutte le stupidaggini che dicono in televisione.
      Ho appena chiesto a un amico, dirigente di una media azienda veneta, che vive e lavora in romani a da oltre 19 anni, se ci sono gli ospedali al collasso. Testuale risposta: adesso cosa c'entra? Sono 20 anni che sono al collasso.

      Guido.

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    5. @Guido
      Spero il tuo amico non ne debba usufruire ma esiste "collasso" e COLLASSO!!!!, sfumature diverse....
      Per la cronaca ovviamente la Romania ha un sistema sanitario con poca riserva, tutto si gioca proprio lì purtroppo: se normalmente hai 8 posti occupati su 10 disponibili se arrivano 3 in aggiunta uno rimane fuori, dalla rianimazione ovviamente.

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    6. Il mio amico ha già usufruito. Lui e famiglia. Anche per interventi chirurgici. Şpaga!

      Ma qualche riflessione la vogliamo fare su una malattia che uccide i vecchi, non curati, abbandonati a casa in isolamento, e viceversa non uccide i neonati? Ma se l'avessi raccontati ai vecchi analfabeti avrebbero spalancato gli occhi. Perché è esperienza comune da 100 secoli che sono i neonati che hanno percentuali di mortalità enormi. In qualsiasi allevamento infezioni enteriche e polmonari dei neonati sono ancora oggi un incubo.
      Gli enormi vantaggi portati dalla malattia alle classi dominanti. E dominati sono tanti, anche dominati. La piramide massonica. Il fatto che in tutti i documenti ufficiali c'è scritto chiarissimo che,per dire, il vaccino non serve e uccide, la mascherina è inutile, serve a spaventare, il locdaun idem e anche lui uccide, i morti sono morti positivi a un test di biologia molecolare eseguito fuori dai limiti di applicabilità, e via discorrendo. Secondo la massima massonica di nascondere in piena vista.
      Ma anche il test. Si tratta di una ricerca di acido nucleico ambientale. Come quelle che si usano per dire, per vedere che specie animali, vegetali, ecc vivono in un determinato ambiente. Ma non è che nell'acqua della pozza ci sia il cinghiale o il bisonte. Ci sono solo alcune sequenze di nucleotidi, amplificate in modo artificiale, sennò sarebbero irrilevabili, e ritenute uniche di quella specie e presenti in tutti gli individui della specie.
      Ma tant'è. Stamattina all'ospedale giovani 20enni in fila per il vaccino. Perché ci obbligano. Invece di essere in fila per mettere a ferro e fuoco il paese.
      Pace.

      Guido.

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    7. In realtà il problema neonatale non è molto legato alla patologia, in buona parte sarà il latte materno a fornire una serie di anticorpi e antigeni processati.
      Per i bambini la questione è che fino a 12 anni circa il sistema immunitario è progettato per "imparare" quindi un patogeno nuovo non è un problema, lo sono tutti! Dopo il sistema immunitario si considera "primed" (impostato) e la transizione è mostrata dal fatto che il timo si atrofizza, da lì in avanti un patogeno nuovo è un problema serio, il sistema immunitario deve imparare da 0 riattivando parti in disuso. Descritto così puoi capire perché la mortalità ha quella distribuzione, con la delta si è anche ampliato il ventaglio sulle classi d'età più bassa perché paradossalmente meno coperte dal vaccino: per i vaccinati la variante è simile a qualcosa di conosciuto e le normali mutazioni degli anticorpi disponibili bastano, per coloro che non hanno mai incontrato il virus il sistema immunitario parte da 0.
      Sulla polarizzazione che auspichi, con un paese a ferro e fuoco, potrei accettarlo per altri motivi ma per un vaccino mi sembra ridicolo, ad ogni bambino ne vengono fatti almeno 5,chi ha fatto la leva se ne è beccato uno polivalente (letteralmente da battaglia) ma tutto il casino si fa solo per quello di cui ADESSO si parla?
      Pregherei di non uscire con le improbabili idee tipo i microchip nel vaccino (le nanomacchine sono fantascienza e il cellulare fa lo stesso con meno problemi), le modifiche genetiche indotte (i virus lo fanno di norma da millenni e il corpo ha il sistema T-Killer apposta) o simili, per il resto rimango aperto a ogni spunto di discussione : una critica ragionata al mio pensiero è la cosa più stimolante intellettualmente che mi si possa regalare.

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    8. https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/10/07/il-record-di-morti-in-russia-la-romania-con-le-terapie-intensive-piene-la-quarta-ondata-di-covid-colpisce-i-paesi-col-minor-numero-di-vaccinati/6345240/
      Poi per carità, tutto è contestabile. Ovviamente l'esperienza individuale del tuo amico non la metto in dubbio ma conviene usare i grandi numeri o si rischia di prendere cantonate, di italiani che in Nigeria vivono bene né conosco e hanno ottimi motivi per ritenerla un paradiso se sei un nigeriano però non so quanto concorderesti.... e I nigeriani in Nigeria sono la stragrande maggioranza!

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    9. https://youtu.be/T2Pei9gMxCQ

      Qui c'è tutto.
      Non è, ed era evidente fin dall'inizio, fin dal 23 febbraio del '20 (su questo blog c'è un mio duro commento di quel giorno), una questione sanitaria, ma politica. Ed è il risultato ultimo, per ora, di decenni di lavorio, di accettazione di ogni aberrazione in nome del quieto vivere. Pochi mesi prima dell'inizio di questa catastrofe scrivevo qui che ci trovavamo in una dittatura peggiore di quella stalinista, solo non esplicita. Simonetta, che su molti altri temi aveva posizioni molto valide, mi rispondeva che non era vero, che era esagerato, che andassi a farmi un giro in Egitto. Ora vedo che sta diventando evidente a soggetti ben più titolati di me, la condizione politica e sociale dell'Italia in primo luogo e poi del resto del cosiddetto occidente.

      Guido.

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    10. Caro Guido, non serve neanche agitare spettri di dittatura per capire che si, siamo in dittatura, ma non lo siamo per come la si intende.
      Le polis greche nelle quali la democrazia è nata avevano una legge speciale per i momenti di crisi, eleggevano un dittatore per gestire l'emergenza a cui affidavano pieni poteri ma che aveva una scadenza temporale precisa. Nel caso solo l'assemblea poteva estendere il mandato e scaduto semplicemente la gente smetteva di obbedire ai suoi ordini!
      In nessun caso ho mai visto un servizio di emergenza democratico, esercito, sanità, vigili del fuoco e quant'altro sono strutture gerarchiche dittatoriali, il contraltare è che più sei in alto più, almeno in linea teorica, sei responsabile del risultato.
      Forse è il caso di ricordare che è facile fare gli oppositori, gli attivisti o i protestatori di professione, tanto l'idea è che sarà qualcun'altro a proporre, valutare e implementare le soluzioni assumendosene i rischi, poi se il risultato non piace si ripete! Purtroppo è la condizione in cui hanno incastrato quella povera anima di Greta, ovviamente non è da adulto pressare una creatura così fragile con richieste simili quindi si lascia campo libero ad una spettacolarizzazione di un problema serio a fini temo pecuniari : nessuno con un minimo di integrità potrebbe rispondere alle accuse di "non fare abbastanza" chiedendo soluzioni concrete alla bambina, quelle possibili sono un intreccio di tecnica, industria, infrastrutture e geopolitica da spavento, ma la scena della bambina che redarguisce i capi ed i "potenti" stuzzica corde interne e fa vendere (o qualcuno crede che non ci sia chi sta guardando sul brand Greta?).
      Riccardo sempre che la libertà del "faccio ciò che voglio" non è compatibile con il benessere della nostra civiltà, spesso non è dittatura chiedere di limitare alcuni comportamenti o adottarne ma semplice necessità per la vita sociale, un tempo chiamato civile convivenza oggi l'adesione a queste norme è sempre più rara sostituita da mille "secondo me" individuali.

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  6. Io ho smesso di seguire il blog di quel ciarlatano di iperattivo quando se ne uscì per giustificare un viaggio in auto elettrica con "non voglio incontrare non vaccinati", rivelando non solo la sua ignoranza, ma anche la sua grettezza da pseudo aristocratico "vedesse contessa quei 4 straccioni"

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    1. Nella vita, ci sono tante delusioni. Attivissimo è un buon esempio.

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    2. Di questo attivissimo, che non ho idea di chi sia, sono anni che sui siti "complottisti di destra" se ne dicono peste e corna, proprio per i motivi che riportate voi.
      Personalmente per cercare di distinguere tra i buonivolontarinostrieroi uso il metodo seguente. Se uno ci guadagna è molto probabile sia in malafede o possa diventarlo facilmente. Se uno ci perde allora è un pazzo idealista che non si ferma davanti a niente. Della seconda categoria, finora, ne ho trovato uno solo.
      Poi i prof. sono sempre molto ingenui! Quanti ne ho trovati che o prima o dopo hanno detto: eh ma quello sembrava tanto bravo, invece...!

      Guido.

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    3. Beh, ha fatto tanto debunking, anche di livello piuttosto elevato. Poi, si sa, nella vita tutti sbagliano.
      Come dice spesso un mio amico..l'attacante più bravo è quello che sbaglia meno.

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  7. ragionare in modo complesso è da scienziati o comunque da persone molto intelligenti. Purtroppo proprio per questo la massa si affida e fida dei pennivendoli da strapazzo che cantano nei piccoli e grandi schermi.

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  8. https://oilprice.com/Energy/Natural-Gas/The-Real-Reason-OPEC-Refused-To-Boost-Production-Further.html
    dopo tutte le menate su fusione, fissione di n generazione, Ve, rinnovabili, picchi fantasmatici della domanda, il petrolio viaggia verso i 100$ a barile, stamani ho pagato il GPL a 0,789 mc, un prezzo mai visto e quest'inverno, specie da noi in EU ed in Cina, si potrebbe fare ricorso a dei bei piumoni caldi, come quando ero bambino. La scienza senza energia è poco inutile.

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    1. la scienza senza energia è poco utile.

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    2. Ormai, la paura dei governi è che l’eventuale arrivo di temperature più fredde della media facciano esplodere ulteriormente il prezzo del gas, minacciando il riscaldamento delle case in buona parte del Nord Europa. Non solo, data la carenza della materia prima, non è escluso che siano chiamati a scegliere se sacrificare le forniture energetiche per le aziende, al fine di impedire che vengano razionate ai danni delle famiglie. Sta accadendo in Cina, dove vige già un razionamento deciso dal governo per contemperare le esigenze domestiche con quelle del sistema produttivo. Un’ipotesi thriller per la politica europea. Significherebbe garantire case riscaldate alle famiglie, in cambio di un rallentamento della crescita economica. In alternativa, sarebbero le famiglie a patire il freddo, opzione esclusa nel Nord Europa.
      https://www.investireoggi.it/economia/il-prezzo-del-gas-sta-esplodendo-e-linverno-sara-carissimo/
      Nel dubbio, forse, sarebbe meglio procurarsi un buon sacco a pelo.
      Fuzzy

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    3. https://crashoil.blogspot.com/2021/09/la-crisis-del-gas.html?m=1
      Turiel ci va giù duro, ma continuare a sperare in una soluzione condivisa, mi sembra poco razionale. Le utopie, a cominciare da quella del'68, non mi sono mai state congeniali.

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    4. @Mago
      Guarda che la scienza senza energia è praticamente tutto fino a Newton e pure Einstein mica era energivoro, con i lavori del primo si è dato il framework matematico per l'ingegneria della rivoluzione industriale e coadiuvato da Maxwel ci arrivi praticamente fino a tutta l'elettronica a valvole. La scienza è la base della tecnica e con la tecnica si ottiene l'energia per altro, senza scienza e tecnica rimane il fuoco e gli animali da soma "azzoppati": fino all'introduzione del giogo (nel medioevo) un uomo era più efficiente di un cavallo nel muovere carichi, in parte perchè la resistenza assoluta degli umani è migliore di moltissimi animali (siamo cacciatori da persistenza) ma soprattutto perchè senza il giogo che scarica sulle spalle l'unico modo di agganciare un cavallo ad un carretto sono delle fascie che schiacciano il sottogola e diminuiscono la respirazione durante lo sforzo. Forse era meglio dire che l'energia senza la scienza è poco disponibile...
      @Fuzzy
      ENI è già al lavoro (sospetto con aiuto di Italia e Francia) per pompare da Algeria e Libia, il TAP si stà gonfiando e chissà cos'altro. I teutonici dal canto loro sono già in fase di test con i pompaggi "di prova" del NS2. Gli annunci sibillini di un Novembre normalizzato potrebbero aver anche a che fare con qualche tirata d'orecchi a chi stà giocando a speculare solo di finanza, i giochi sono belli fintanto che non si mette a rischio la stabilità sistemica perchè lì intervengono spesso attori che usano mezzi fini ma letali per eliminare i piantagrane: se metti in pericolo tutti gli equilibri un modo è quello processuale se c'è tempo ma non sarebbe strano un avviso stile Calvi, suicidatosi sotto un ponte londinese con le mani legate dietro la schiena...

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    5. " l'olio è l'unica cosa con un buon eroei, esce dalla terra da solo. Tutto il resto è un castello di carte in equilibrio sul petrolio." Tratto da un commento dal forum di Peakoilbarrel. In effetti il diesel è insostituibile per una società consumistica globale, comunque nei mesi di lockdown, nei quali i consumi energetici erano ridotti notevolmente, personalmente non vivevo così male come dicono le locuste abituate a sprecare di tutto di più. Sarà perchè sono nato prima del miracolo economico degli anni '60, sarà perchè mi contento di pochino, come diceva la canzoncina natalizia della mia infanzia: "mi bastano due soldini ed un panfortino". Già ma allora si insegnavano ai bambini la moderazione ed il risparmio, che sono diventati obbrobri nella società consumistica. Col peak everythings dovranno tornare ad essere dei valori, ma non sarà per niente facile.

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    6. Ata, cosa te ne fai della scienza e della tecnica, se non hai gli idrocarburi? Come diceva il commentatore che ho riportato sopra: tutto il resto è un castello di carte, perchè senza petrolio, e in primis diesel, entro pochi anni, se non pochi mesi, abbondanza e consumismo, adios. I castelli di carte si dissolvono con un soffio.

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    7. Athanasius
      Spero che tu abbia ragione, però se leggi l'articolo di Turiel viene fuori una storia molto diversa.
      Io la faccenda delle riserve di idrocarburi non l'ho mai capita bene, perché uno dice una cosa e un altro dice il contrario.
      Comunque un sacco a pelo costa poche decine di euro. È per via della testa e delle spalle che altrimenti fuori dalle coperte resterebbero in balia del ghiaccio.
      Ti consiglierei pure un giubbotto riscaldato, tipo quelli che usano i motociclisti o anche i ciclisti. Tutta roba che costa poco. Mal che vada avrai speso un centinaio di euro per niente.
      Io eviterei gli omicidi.
      Fuzzy

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    8. Fuzzy, uno zuccotto e le coperte fino al naso vanno bene lo stesso. Almeno quando da ragazzo avevo i ghiaccioli in camera, funzionavano, ma l'altro novembre con 10° nella stanza mi pareva che qualcosa non funzionasse più. 50 anni in più hanno il loro impatto sulla capacità dell'organismo di resistere al freddo. Sarà anche per questo che nel cimitero qui vicino negli anni 50 e 60, prima dell'arrivo delle case riscaldate, quasi nessuno superava i 70. Comunque ho comprato un sacco a pelo garantito sino a -30°; sì, ma con dei bei coltroni sopra.

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    9. Alcuni anni fa mi è venuta nostalgia del campeggio e sono andato a finire a Sestola
      Unica tenda in un campeggio tutto di casette. Beh, in Agosto se non ti rannicchiavi dentro al sacco a pelo con fuori solo il naso per respirare non ce la potevi fare.
      È stato lì che ho capito il perché del sacco a pelo.

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    10. Il problema è che il collasso dei "castelli di carte" lascia intatti curiosi artefatti dell'era precedente.... le ARMI!
      Un collasso non è una bacchetta magica, le persone lotterebbero con violenza esponenziale per cntinuare ad agire "come sempre" e per riscaldare casa razie e saccheggi! Sotto la terra poi riposano migliaia di testate nucleari con relativi missili attivabili con due gocce di carburante per un generatorino e chi ne avesse le chiavi per saccheggiare neanche ha bisogno di mandare eserciti, finchè almeno uno riescie a lanciarlo manda direttamente le navi a recuperare il bottino. Mad Max è un film carino ma improbabile ed anche lì il petrolio è circa finito ma tutto si gioca sul "circa"....
      Caro Mago, cosa credi che valga la tua vita e quella dei tuoi figli senza energia? Chi li difenderà dall'essere schiavi o combustibile, batterie umane per la produzione stile campo di concentramento o cibo per un padrone affamato? Stiamo attenti ad evocare gli spiriti nefasti vicino ad Ognisanti, la linea che separa il nostro chiacchierare dalla legge di natura è breve ma, prima di un ritorno all'era adamica, bisogna finire di consumare le "scorie" del presente, giocattoli interessanti degni delle armi delle epopee.

      Nell'era dell'intrattenimento sembra le persone vivano troppo le favole animate che i loro piccoli schermi magici gli raccontano, capisco la necessità di rifuggire la complessità del mondo e scappare in una infantilità semplificata, in Italia già dal Risorgimento stiamo tentando di farlo con esiti drammatici: il Familismo Amorale è di matrice propriamente italica nella forma di rifiuto del contratto sociale per il tribalismo, in uno specchio deformante la "famiglia" con le sue beghe eterne (qualcuno ha detto abusi e divorzi?)è proiettata all'esterno dove tutti sono "come noi" e fanno "come noi" trasformando tutto in una gara di furbizie becere da fiera di paese.
      Quante cose che riportiamo nelle discussioni normali sono opinioni sentite di terza mano e mai verificate? Quante volte abbiamo consigliato in base a un sentito dire (tizio, che conosco, aveva fatto così..) senza certezze? Quante volte abbiamo risparmiato la fatica di verificare le nostre fonti? Tanto rumore, tanta confusione, una Babele di bambini che urlano di essere "grandi" eppure un certo Saulo ci avvisò di quanto una piccola lingua senza fresni sia distruttiva, il piccolo timone che schianta la gigantesca nave sugli scogli della vita!

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    11. è tardi ormai per trovare una soluzione razionale. Il castello di carte sta dissolvendosi piano piano e noi non ci possiamo fare niente. Come dice Meadow, l'unica possibilità rimasta è cercare di rendere meno disastroso il collasso. In fondo il great reset è proprio questo, ma i cambiamenti radicali purtroppo non sono mai indolori. Hai citato i divorzi: tutti i divorziati che conosco non li augurano a nessuno secondo il detto che se si buttasse la propria croce in piazza, tutti si ripiglierebbe la propria. Era meglio tenere un profilo modesto e accontentarsi, ma i capitalisti e le locuste non erano d'accordo. Alla fine dei tempi soffriranno anche quei pochi giusti rimasti, ma poco, almeno così è scritto. Sine dolore, non est remissio.

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  9. Prof la mia sulle mascherine non la dico visto che sono del settore, ma posso solo dire che la pubblicità a giugno 2020 di quel xxx specializzando con la fp2 portata sopra gli occhiali mi ha fatto imbestialire... Il mio commento è sopratutto per farle i complimenti: l'ho vista ieri sera su sky nature nel documentario un pianeta senza futuro.

    PS: è ormai acclarato che le ffp2 come le ffp3 durano almeno 40 ore complessive se sanificate dopo massimo 6 ore (basta un po di alcool al 99 % dentro un contenitore ermetico, tipo quelli in plastica trasparente per alimenti, per almeno 24 h)

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  10. Nessuno dei blogger che seguo rispecchiano in pieno il mio pensiero e le mie opinioni. Leggo Paolo Attivissimo perchè lo trovo molto interessante anche se qualche rara volta scade in affermazioni scientiste o discutibili. Se dovessi seguire solo chi reputo inappuntabile probabilmente non seguirei neppure questo blog. E dovrei pure divorziare...

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  11. http://www.fao.org/worldfoodsituation/foodpricesindex/en/
    stanno salendo i prezzi degli alimenti in tutto il mondo e molte fabbriche di fertilizzanti sono chiuse per i prezzi troppo elevati del gas. (Ri)Fate vobis.

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    1. La Russia starebbe mantenendo gli impegni a lungo termine, secondo Bruxelles, non quelli relativi alle consegne imminenti. La ragione di quest’azione da parte di Mosca sarebbe essenzialmente geo-politica
      https://www.investireoggi.it/economia/la-guerra-del-gas-passa-per-la-germania-e-allarma-tutta-europa/
      Così dicono.
      Fuzzy

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    2. Quelli che dicono, non sanno.

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    3. Chi sa non parla, chi parla non sa.
      ��

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    4. i ladri di Pisa di giorno litigano, la notte vanno insieme a rubare.
      Questo detto lo devono aver messo in giro i media lucchesi, ma penso che anche i ladri lucchesi facessero lo stesso. E anche i ladri di tutto il mondo.

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  12. seguire il blog di attivissimo? ma per favore e' lui la prima bufala.

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