Effetto Seneca

Il futuro secondo la filosofia stoica

venerdì 18 giugno 2021

Rivelazione - Discorso alle cellule malate, il nuovo libro di Bruno Sebastiani

 


La teoria cancrista, secondo cui l’umanità è divenuta un tumore sulla Terra, consta di tre testi base (“Il Cancro del Pianeta”, “Il Cancro del Pianeta Consapevole” e “L’Impero del Cancro del Pianeta”). A questi ora se ne aggiunge un quarto, “Rivelazione – Discorso alle cellule malate”.

Qualcuno può domandare: ve ne era bisogno? la teoria non era stata già sufficientemente sviluppata nei tre saggi sin qui pubblicati?

Ebbene, non solo di questo quarto volume vi era bisogno, ma di ogni altro ulteriore che uscirà in futuro, scritto da me o da chi vorrà aderire alla teoria.

L’enorme mole di testi e di dottrine che Homo sapiens ha prodotto in cinquemila anni di storia per giustificare e glorificare la sua superiorità su ogni altra specie non può essere certo confutata con i pochi argomenti racchiusi in un volumetto di 200 pagine.

È dunque necessario produrre idee su idee, ragionamenti su ragionamenti, ciascuno finalizzato a rovesciare l’insana tesi secondo cui è nostro diritto sottomettere ogni elemento della natura.

In questa ottica si inserisce ora “Rivelazione – Discorso alle cellule malate”, libro che intende aprire gli occhi di Homo sapiens facendo leva sui falsi miti costruiti dalla ragione e poi dalla ragione ripudiati.

L’uomo, infatti, sin dalla sua uscita dallo stato di natura ha iniziato a costruire intorno a sé un castello ideologico sempre più complesso al fine di dare un senso alla propria esistenza e di giustificare il proprio diritto di supremazia sugli altri viventi.

Animismo e miti si sono nel tempo trasformati in Grandi Favole (alias “religioni”), le quali hanno governato il mondo fino a qualche secolo fa e che ancora tanta influenza hanno in alcune aree del Pianeta.

Ma la cosiddetta “civiltà” contemporanea ha voltato le spalle a questo tipo di costruzioni ideologiche e l’essere umano ha pressoché smesso di ricercare il senso della propria esistenza, dedicandosi interamente al godimento dei beni materiali.

È così caduto il velo che nascondeva la nostra vera natura di cellule tumorali, ma non ce ne siamo resi conto.

Abbiamo edificato “L’Impero del cancro del Pianeta” e grazie alle sue rigide strutture organizzative riusciamo a sfamare otto miliardi di uomini con trenta miliardi di animali (che in attesa della macellazione devono essere a loro volta sfamati) e con una infinita quantità di vegetali (per produrre i quali le foreste scompaiono anno dopo anno e lasciano il posto a sconfinati campi di monoculture).

Questo Impero non potrà vivere a lungo e la sua caduta sarà la più rovinosa della storia.

Per aprire gli occhi a chi non vuole guardare questa realtà avevo già scritto “Il Cancro del Pianeta Consapevole”.

Ma, poiché l’egoismo antropocentrico continua imperterrito a dilagare, a quel libro ora si aggiunge “Rivelazione – Discorso alle cellule malate”.

In quest’ultima opera la “Rivelazione” finale ruota intorno al concetto de “i limiti dell’intelligenza” (al quale è dedicato un intero capitolo). Questo concetto è fondamentale nella teoria cancrista, secondo solo al concetto dell’abnorme evoluzione subìta del nostro cervello.

Se quest’ultima ci ha trasformati in cellule tumorali, i limiti dell’intelligenza ci impediscono di edificare strutture artificiali equilibrate e durature come quelle naturali che abbiamo distrutto.

Questi limiti, oltretutto, non ci consentono di innalzarci alla conoscenza delle verità ultime, e questa, in estrema sintesi, è la Rivelazione finale che il mio saggio intende offrire all’attenzione dell’uomo contemporaneo.

Nel libro, ovviamente, il ragionamento è assai più articolato e complesso, con una conclusione “a sorpresa”.

Al termine del “discorso”, infatti,  si giunge alla conclusione che il contenuto del messaggio “rivelato” altro non è che la riproposizione in termini attuali di quanto era contenuto nelle antiche dottrine mistiche “apofatiche” (nel mio articolo “Apologia dell’Apofatismo” vi è una sommaria descrizione di queste ultime).

Questo concetto de “i limiti dell’intelligenza” è di una tale importanza che in un prossimo futuro gli dedicherò un apposito saggio.

Tutti i maggiori filosofi hanno discettato intorno alle enormi potenzialità della ragione umana e hanno costruito ambiziosi castelli ideologici per tentare di scalare il cielo. Basti pensare alle varie le dimostrazioni razionali dell’esistenza e onnipotenza di Dio.

Qualcuno, per la verità, ha avvertito che oltre a un certo limite non era possibile andare (in particolar modo gli appartenenti alle citate dottrine “apofatiche”), ma i più hanno ignorato questi avvertimenti e si sono inoltrati fin nei più impervi sentieri dell’essere.

A questo orgoglio intellettuale ha fatto da contraltare un analogo orgoglio scientifico, e il combinato disposto di queste due devastanti funzioni cerebrali ha dato vita alla più rovinosa aggressione al corpo del Pianeta.

Cellule sane (animali e vegetali), rocce, terra, sottosuolo, nulla è stato risparmiato dall’aggressività del cancro del Pianeta, neppure le acque dei fiumi e del mare, né l’aria del cielo.

Forse non siamo più in tempo per salvare la biosfera, ma qualunque sia la nostra sorte non possiamo esimerci dal tentare di fare ogni sforzo per raddrizzare l’imbarcazione che sta affondando. Arrendersi prima del tempo significa solo accelerare la fine.

Ben venga dunque la “Rivelazione” della nostra vera natura e ogni altro messaggio finalizzato a conseguire il medesimo obiettivo.

E ben vengano le manifestazioni di consenso e di supporto nei confronti di chi sta dalla parte della Natura contro l’antropocentrismo dilagante.



19 commenti:

  1. A costo di sembrare eccessivo non posso che ritenere un ottimo lavoro di propaganda il libro ma non concordare minimamente con i toni, gli esseri umani semplicemente non hanno ne avranno probabilmente mai la capacità di distruggere un ecosfera, possono alla meglio aspirare ad essere un elemento di perturbazione! Anche estraendo e bruciando ogni singolo atomo di carbonio non faremmo altro che rimettere in atmosfera ciò che è stato fissato sottoterra nel carbonifero, uno scambio thermonucleare globale sarebbe una frazione dell'evento che estinse i dinosauri e una guerra biologica totale non riuscirebbe a far di meglio degli spagnoli in sudamericani con il vaiolo (o i pellegrini negli USA).
    Sicuramente per gli esseri umani questi sarebbero eventi da fine della civiltà ma su un ecosistema complesso come quello planetario sarebbe un evento forse degno di una nota a margine.
    Personalmente la questione ecologica la vedo come una questione di autoconservazione, la specie più a rischio temo siamo noi che possiamo proliferare solo con una fornitura costante di energia densa e abbondante (combustibili, elettricità e chi più ne ha ne metta), solo in un ambiente adattato ai nostri parametri biologici (dai vestiti ai condizionatori) e senza la possibilità di trasmettere generalmente i tratti necessari al mantenimento del nostro stato attuale : gli animali trasmettono per via ereditaria i tratti funzionali e la selezione elimina quelli poco performanti, negli umani è la cultura e la tecnica che sarebbero da passare (la morfologia funzionale è identica) ma questo non avviene per genetica ma per istruzione. Forse sarebbe meglio ribadire questo, guarda che il lavoro ecologico è per salvare gli umani di cui fai parte anche tu!
    Sulla questione di risorse e energia lascio al nostro anfitrione la parola.....

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    1. @ Athanasius18 giugno 2021 14:35

      Quando osservo bene qualunque essere vivente, mi vien da pensare che è milioni di volte più bello che qualunque oggetto tecnologico creato da Homo sapiens, perchè è vivo, si autorigenera, si autoripara, coopera col resto del creato, tutto da solo.

      L'evoluzione della vita sul pianeta Terra si è svolta nel corso di centinaia di milioni di anni.
      Homo sapiens c'è da soli duecentomila anni, e da poche centinaia di anni ha sviluppato queste tecnologie nelle quali siamo immersi.
      Immersi.
      A me pare che ci siamo immersi nella mer.a

      Gianni Tiziano

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    2. Sul bello non metto parola, ma anche l'umano sà produrre bellezze inimmaginabili. Oggi abbiamo un "bello" strano ma anticamente la bellezza era il "canone di natura", ancora prima la bellezza era la propozione divina della natura.....
      Se alleni la mente poi vedrai come il bello di oggi è passato attraverso disastri e cataclismi di proporzioni imparagonabili, la nascita degli organismi fotosintetici ha estinto un 90% di tutto ciò che viveva (il mondo era dominato dalla vita anaerobia) e da lì n avanti ogni tanto, con discreta regolarità, naturalmente il mondo ha visto crisi di estinzione che hanno sagomato la vita: a parte il pietrone dei dinosauri basta vedere i cambiamenti che ha causato il venire ed andarsene dell'ultima era glaciale!
      Nella scena della natura siamo semplici spettatori, non a caso abbiamo il divino a rappresentare le forze maggiori a cui siamo sottoposti. Benevole o malevole la scala a cui agiscono è "altra" rispetto a ciò che l'intera specie umana è in grado di aspirare, osserva il sole e saprai che è la sorgente della vita e intoccabile, osserva le stelle della notte e vedrai abbastanza mondi nel cosmo da essere incolonizzabili, guarda il sagittario e vedrai il nero gigante (buco nero, materia oscura?) signore della galassia! In mezzo a questa immensità esistono sicuramente intelligenze in scale al di fuori della nostra comprensione, AC Clarke ha sintetizzato con la frase "ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia" poi integrata con "ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla NATURA".

      Mi piace comunque la tua visione. Sì, siamo immersi nella nostra stessa merda.... come gli infanti! Magari è tempo di crescere e smattere di usare i pannolini....

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  2. Bravo Bruno Sebastiani !
    Ti dò ragione su quel che hai scritto nel post.
    Mi ha colpito soprattutto la frase :

    ".... i limiti dell’intelligenza ci impediscono di edificare strutture artificiali equilibrate e durature come quelle naturali che abbiamo distrutto."

    Sembra che i pochi individui che lo hanno capito e che desiderano ritornare ad una esistenza più "naturale", nulla possano di fronte all'establishment.

    Osservano l'attuale situazione, mi sento molto triste e deluso. A scuola mi avevano fatto intendere che noi esseri umani siamo secondi solo a Dio, e che gli animali, le piante, le acque, il suolo, il sottosuolo e l'aria sono a nostra disposizione per farci quel che vogliamo, appunto perchè noi siamo i migliori.

    Che grande delusione ! Stiamo distruggendo una meravigliosa natura che ha meraviglioso funzionamento, e la mia conclusione è che :

    HOMO SAPIENS E' STUPIDO.

    Gianni Tiziano

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  3. puoi avere tutta la tecnologia che vuoi, ma se non hai l'energia per farla funzionare, che te ne fai?
    https://oilprice.com/Energy/Energy-General/Its-Too-Late-To-Avoid-A-Major-Oil-Supply-Crisis.html
    Mi vengono in mente i Messerschimtt tedeschi della WWII fermi a terra per mancanza di carburante, che non potevano così impedire i bombardamenti a tappeto delle fortezze volanti.

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    1. http://peakoilbarrel.com/wp-content/uploads/2019/06/blog190607p.png
      per come si stanno mettendo le cose, lo scenario più probabile sarà AVGlow per cui il risparmio dell'uso di petrolio è già in atto e per il 2030 sarà utilizzato solo per usi necessari.

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  4. siccome sono convinto che la pandemia viene usata per rallentare i danni della malattia cancerogena umana (uso troppo disinvolto degli idrocarburi), credo che lo stato di emergenza verrà prorogato oltre fine luglio per l'arrivo della variante delta anche in Italia. https://www.fanpage.it/politica/quando-finira-lo-stato-di-emergenza-e-cosa-succedera-dopo/.

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    1. Milano, 12 giugno - ... L'uomo contagiato dalla variante indiana, un operatore sanitario, aveva già ricevuto la doppia somministrazione di vaccino.

      https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/variante-indiana-palestra-1.6475381

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    2. https://www.fanpage.it/napoli/covid-tre-casi-di-variante-delta-tra-massa-di-somma-ed-ercolano/
      non mi pare poi così tremenda: la useranno a ottobre per rinchiuderci, ma poi faranno le modifiche ai vaccini di terza, quarta, ennesima dose e ci salveranno un'altra volta. Poi tra qualche anno, sconfitto finalmente e definitivamente il virus, tornerà la totale e agognata normalità.

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  5. maggio 2021 ha fatto registrare un quasi ritorno ai consumi 2019 di benzina e gasolio, solo un 5% in meno, il GPL un 13% in meno e solo l'avio ancora un 65% in meno. Un mio conoscente che commercia in camper mi ha detto che sta vendendo quasi esclusivamente a clienti di fascia alta (medici, commercialisti, industriali), cioè quelli che prima salivano sugli aerei. Le locuste non le tieni ferme, almeno finchè ci sarà petrolio solo per produrre cibo.

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  6. Il testo qui presentato contiene sicuramente una serie di spunti apprezzabili e condivisibili, anche se a maggior ragione nell'ottica dell'auspicata/auspicabile riscoperta del 'senso del limite' eviterei ogni rigida e un po' teologica contrapposizione tra Natura e Cultura, tra Essere umano e Ambiente naturale, tra Tecnofobia e Tecnomania: a quanto e'dato capire, infatti, la "realta'" in generale non e' bianca o nera bensi' (per cosi' dire) ricca di sfumature di grigio e più complessa/complicata di come appare a prima vista... Saluti

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    1. Claude, è vero che fra il bianco e il nero esistono infinite sfumature di grigio.
      In natura esistono tutti quei colori, il nero del basalto, il bianco della neve con tutte le loro sfumature.
      Esistono infinite specie viventi che cooperano a far prosperare la vita.
      Esiste una specie vivente che distrugge la vita : siamo noi esseri umani.

      Io credo che dovremmo rispettare le altre specie viventi.
      Dovremmo fare autoanalisi.
      Credo che non siamo migliori delle altre specie viventi.
      Molto spesso mi immagino di essere altro.
      Di essere farfalla, per esempio. Credo sia bello vivere la vita della farfalla. Non avrei quei sensi di colpa che avverto dentro di me per la mancanza di rispetto che portiamo alle altre specie viventi. Quel senso di colpa che mi pervade vedendo ciò che ci fa essere diversi da tutte le altre specie viventi. Osservando balene, delfini, uccelli, lucertole e tutte le varie forme di vita, sono sicuro che hanno emozioni bellissime quanto quelle mie e talvolta più delle mie. Un falco che sfreccia velocissimo nell'aria mi fa pensare che mai io posso sentire l'ebbrezza della velocità come la sente lui : eppure ho fatto delle gare in auto da corsa, in bici da corsa e in rampichino (così si chiamava negli anni 90 la mountain bike). Ho nuotato nel mare e in piscina, ma le evoluzioni e la velocità delle foche che ho visto sono meravigliose più dello sprint del grande campione di nuoto Mark Spitz. Ho visto i tuffi di Greg Luganis e Klaus Di Biasi, ma i salti dei delfini sono ancora più belli. Le corse di Carl Luis, e quelle di una gazzella. Le arrampicate di Messner e Glowacz, e come vanno sui muri ragni e lucertole.

      Credo che a 64 anni ho visto così tante cose che posso azzardare un giudizio PERSONALE : credo che noi esseri umani (non tutti e ognuno in quantità diversa, dallo zero% al 100%) siamo malati di antropocentrismo e che manchiamo di rispetto alle altre forme di vita. Questo io credo.

      Gianni Tiziano

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    2. Tiziano, antropocentrismo in plurale, avidità al singolare e il plurale è fatto dai singoli. Pentirsi al plurale non è possibile, perchè è quasi impossibile al singolo. In Paradiso ci si va sempre da soli, come alla morte, anche se si cerca sempre qualche scappatoia, come nella canzone del Battaglione dei "Lupi di Toscana", dove ci si fidanza con la morte e ci si fa l'amor, poi al limite s'accende un cero e non ci si pensa più. Che beata gioventù!!

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  7. Credo che Sebastiani con questa sua ricerca di frontiera sulla natura umana da un punto di vista antropologico, evolutivo, biologico, psicologico e sociale stia facendo emergere una forma di verità scomoda da raccontarci di cui prendere atto e con cui fare i conti. Tanto più ci siamo allontanati e ci stiamo allontanando dalla Natura, tanto più percorriamo la via dell'autodistruzione/collasso. Siamo ancora in tempo per fermarci? Per cambiare rotta? Questa è la domanda cruciale oggi.
    Vedendo come le elite politiche stanno affrontando la questione della Transizione Ecologica e Energetica, che dovrebbe condurci verso un forte cambio di consapevolezza e paradigma, la risposta mi sembra pleonastica. No, non stiamo cambiando rotta, si persegue ancora il mito della crescita pensando che un po' di energia verde (e mi verrebbe da dire solo di facciata) possa permettere un'imperituro "progresso" dell'umanità.

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    1. Ferruccio grazie. Il tuo è il commento più appropriato tra i tanti che ho letto

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    2. è bene continuare a commentare, perchè, anche se ce fosse solo uno su un milione, che cominci a capire come funziona la natura umana, sarebbe soddisfacente.

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    3. Sul mito della crescita concordo, purtroppo la demografia gli è contraria: meno umani meno compratori.
      Sull'energia "verde" invece direi che la questione è mal interpretata, la questione sollevata ne I Limiti della Crescita sono noti e validi ma aggirabili: finite le fonti fossili ad alto EROEI si gira su quelle difficili o per tecnica (nucleare, geotermico etc) o per scarsa concentrazione e intermittenza (solare,eolico, mareale etc). Siccome la disponibilità energetica è misura prima del POTERE nessuno accetterà mai di indietreggiare, in ultima istanza la disponibilità energetica determina l'efficacia bellica......
      Non stiamo assistendo ad una "rivoluzione verde" ma ad una rivoluzione delle catene logistiche e di approvvigionamento ricoperta da una sottile pellicola verdognola, ogni parola spesa in termini di ecologia è un elemento di propaganda a copertura!

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  8. Per piacere non postate notizie da ilmeteo.it,sito sensazionalistico e clickbait che per me può pure chiudere

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    1. Corretto. Il commento in questione è stato eliminato

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