Dettaglio della profetessa di Delfi di John Miller (1891


giovedì 11 giugno 2020

Una nuova speranza? Come evitare di andare in overshoot






Guest post di Jacopo Simonetta



Ci sono due cose che sono indispensabili agli umani per affrontare le difficoltà: avere una speranza e poter vedere un senso in ciò che accade, di conseguenza in ciò che si fa.

Viceversa, ostinarsi a vivere nelle proprie illusioni è esattamente ciò che può trasformare una crisi in una trappola mortale.

In fondo è esattamente questo che ci ha portati nella situazione attuale: ostinarci a credere che una qualunque combinazione di arrangiamenti tecnologici, politici, economici e culturali avrebbe potuto garantire ad un numero indefinito di persone di vivere un’eccellente e lunga vita, mentre la “Natura” prosperava tutto intorno a noi.

Eppure sappiamo molto bene da almeno 50 anni che non può essere così e anche perché. Sapevamo anche, approssimativamente, quando il collasso della nostra civiltà sarebbe cominciato e perché, ma i nostri sogni erano troppo più belli e quasi solo di questi si è parlato e tuttora si parla nei vari “Earth Summit”, COP x, y, z, eccetera. Questa, alla fin fine, è la causa del loro completo fallimento.

Ora che il temuto "Picco di tutto" è passato ed il conseguente collasso sistemico è cominciato (durerà a lungo, non mettetevi fretta), esiste ancora spazio per la speranza?

Secondo me si, ma solo a condizione di trovare un senso a ciò che accade e che accadrà e stavolta lo dobbiamo trovare nella realtà dei fatti e non nei sogni. La pandemia in corso può essere un buon punto di partenza.

Il Covid-19 ha infatti sparso il panico a tutti i livelli ed in praticamente tutti i paesi, ma non è tanto il virus di per sé a rappresentare un pericolo per l’umanità, mentre lo sono eccome il panico con le sue conseguenze economiche e politiche. In pratica, una malattia che probabilmente ucciderà alcune centinaia di migliaia, forse qualche milione di persone nel mondo, ha già innescato processi che rischiano di portarne alla tomba decine di milioni nel breve termine, forse miliardi nel giro di alcuni decenni. Come è stato possibile?

E’ accaduto perché alla fine del XVIII secolo una combinazione di eventi unica nella storia ha reso temporaneamente possibile una crescita economica, tecnologica e demografica che in due secoli ha surclassato di parecchi ordini di grandezza quella verificatasi nei 50.000 anni precedenti (cioè da quando è approssimativamente cominciata la diffusione planetaria della nostra specie).

Il risultato è stato esattamente quello a suo tempo previsto: il degrado delle risorse e dell’ambiente hanno condotto lo sviluppo economico in un vicolo cieco in cui siamo ora contemporaneamente minacciati dal collasso economico e da quello ecosistemico.

In estrema sintesi, una qualunque economia funziona come una pompa che aspira risorse dall'ambiente, ci fa qualcosa che poi riscarica nell'ambiente stesso. Maggiore è l’energia che possiamo applicare alla pompa, maggiore è la quantità di beni e servizi che si possono produrre, dunque maggiore è la popolazione che può vivere e maggiore è il livello tecnologico che si raggiunge. Questo, a sua volta, consente di aumentare i flussi di energia e di materia, dunque la produzione di beni e servizi che, alla fine, diventano comunque rifiuti e via di seguito.

Finché il sistema economico è piccolo rispetto alla Biosfera, il gioco funziona, ma via via che l’economia cresce, la qualità delle risorse si degrada e la disponibilità di servizi ecosistemici si riduce, mentre la popolazione aumenta.

Se una tendenza alla crescita eccessiva si trova in tutte le economie, il capitalismo ha fatto di questa il suo fondamento. Il sistema capitalista è infatti strutturato su una ridondanza di retroazioni positive, senza alcun freno al suo interno. Anzi, con efficaci sistemi per ritardare l’effetto frenante del degrado ambientale e della sovrappopolazione. I principali di questi sistemi sono lo sviluppo tecnologico, il debito e la globalizzazione. Il loro effetto combinato è stato amalgamare tutte le economie del mondo in un’unica mega-macchina spaventosamente efficace nell'estrarre risorse dalla Terra e produrre beni o servizi di ogni sorta, ma che funziona solo se riesce a mantenere un costante tasso di crescita dei flussi di merci, persone e denaro attraverso l’intero Pianeta. E' sufficiente che il tasso di crescita rallenti ed il sistema va in affanno. Se l'economia si contrae in misura significativa, come sta accadendo, entra in una crisi strutturale dai risultati del tutto imprevedibili perché le stesse retroazioni che auto-alimentano la crescita, possono auto-alimentare la decrescita. Detto in termini fisici, ciò che mantiene funzionale la rete economica globale è un tasso costante di aumento nella dissipazione di energia. Cosa che, alla fine, è la causa prima ed ultima del degrado del Pianeta con tutte le conseguenze del caso.

Nel nostro caso, abbiamo il problema ulteriore che la produzione industriale, anche di cibo, è efficiente solo entro una ristretta variazione dei flussi; se questi si riducono eccessivamente, la produzione si ferma del tutto. In pratica, possiamo produrre molto o nulla, non siamo attrezzati per il "poco" e questo rischia di rimbalzarci di colpo da una crisi di sovrapproduzione ad una di carenza.

Già molte società del passato hanno degradato il proprio ambiente fino a provocarne il collasso, ma finora il fenomeno era rimasto delimitato a specifiche regioni. L’energia dei combustibili fossili, e soprattutto del petrolio, ha invece permesso alla nostra civiltà di crescere fino a minare la struttura portante della Biosfera a livello planetario, scatenando fenomeni come la catastrofe climatica, l’estinzione di massa, l’alterazione di tutti i cicli bio-geo-chimici e molto altro ancora.

Tecnicamente, questa situazione si definisce “overshoot”. Un termine che in ecologia indica quando una determinata popolazione supera la “capacità di carico” del territorio in cui vive (solitamente indicata con “K”). Cioè quando la popolazione supera la capacità del territorio di sostentarla a tempo indeterminato. In pratica, lo possiamo considerare un sinonimo di “sovrappopolazione” perché, con buona approssimazione, se c’è sovrappopolazione, c’è degrado dell’ambiente e, di solito, viceversa.

Tuttavia, l’impatto delle popolazioni umane (solitamente indicato con “I”) non dipende solo dalla loro consistenza, bensì da una combinazione di fattori demografici, economici e tecnologici. Per poter parlare di sovrappopolazione, occorre poi tener conto anche dei fattori ambientali e di come questi variano in rapporto alla nostra presenza.

In pratica, siamo in overshoot ogni volta che I supera K:

I > K

Una condizione che non può durare a lungo perché, quali che ne siano le cause, quando una popolazione supera la capacità di carico, il suo habitat comincia a degradarsi, costringendo la popolazione stessa, prima o poi, a diminuire. E “prima o poi” è esattamente il punto su cui focalizzare l’attenzione perché “rientrare nei ranghi” è inevitabile, ma le cose possono andare molto diversamente a seconda di quanto tempo ci si impiega.

Se, infatti, il declino di “I” è più rapido del degrado del suo ambiente, si potrà tornare ad un relativo equilibrio abbastanza presto e ad un livello demografico elevato. Se, invece, il declino di “I” è più lento di quello di "K", lo stato di sovrappopolamento perdura a lungo e l’equilibrio non sarà raggiunto che più tardi e più in basso. Tanto più tardi e tanto più in basso quanto più a lungo la popolazione rimane in overshoot.




Figura 1 Se gli impatti diminuiscono più rapidamente della capacità di carico la popolazione si salva, altrimenti si estingue.

Questi due semplici grafici illustrano ad un tempo il senso di ciò che accade e quale deve essere la strategia per uscirne il prima ed il meglio possibile.

La diminuzione di “I” dipende infatti da una combinazione di declino demografico, riduzione dei consumi e della tecnologia. Tutto ciò comporta certamente sofferenze e morti, ma lungi da essere la malattia, è invece metà della medicina.

L’altra metà della cura è sostenere “K”, il che vuol dire, in sintesi, conservare/ripristinare il funzionamento degli ecosistemi e proteggere la biodiversità.
All'interno di questa meta-strategia rientrano infinite combinazioni di provvedimenti in tutti i campi che dovrebbero essere modulati in base alle molteplici situazioni locali, ma in ogni caso abbiamo una “pietra di paragone”:

Tutto ciò che contribuisce a ridurre I e/o a sostenere K ci avvicina ad una possibile salvezza; tutto il resto ce ne allontana.

Per esempio, su I si può agire riducendo i redditi eccessivi, la mobilità intercontinentale, i consumi di energia e di risorse primarie o la natalità; oppure abbandonando determinate tecnologie, per citare solo alcune azioni possibili che non sono però valide ovunque nella stessa misura. Per fare un esempio banale, in alcuni paesi è più urgente ridurre i consumi, mentre in altri la natalità.

Contemporaneamente, su K si può agire proteggendo boschi e paludi, o ampliando i parchi nazionali, rinaturalizzando porzioni di territorio (rewilding), fermando il consumo di suolo, eccetera. La rapidità con cui abbiamo visto piccoli, ma interessanti miglioramenti nonappena la quarantena ci ha costretti a ridurre temporaneamente il nostro impatto sostiene la speranza. Certo, la strategia non può essere quella di tenere metà dell’umanità agli arresti, ma abbiamo visto che la Biosfera non ha ancora esaurito la sua resilienza e questa è la migliore notizia che fosse possibile avere.

In estrema sintesi, la sostenibilità non è una scelta, bensì un'ineluttabile destino. La scelta è come arrivarci, ma i nostri gradi di libertà diminuiscono col tempo. Oramai le occasioni per evitare la fine della nostra civiltà le abbiamo lasciate passare, accecati dei nostri sogni; ora possiamo in una qualche misura governare il collasso, oppure continuare a bruciare tutto quello che ci rimane, sperando di riportare indietro le lancette della storia. Ci adatteremo comunque, ma lo possiamo fare in modo stupido, subendo i colpi del Fato senza capire; oppure attivamente, accettando l’inevitabile e cercando di portare la barca fuori dalla tempesta il prima possibile.

20 commenti:

  1. il capitalismo non può essere fermato e neppure l' eccessiva natalità, entrambe per le forze interne all'umanità. Se una qualche forzante esterna interviene a rallentare l'ecocidio "I" come è successo col covid, si rallenta pure il collasso, ma sperare di governarlo, è una illusione che nemmeno Peccei e il club di Roma si permisero di avere. Allora politica e masse erano contrarie, ora la politica vorrebbe almeno cercare di farci qualcosa, ma il grido di dolore che sale dalle masse è sempre quello di 50 anni fa, pronto a trasformarsi in violenza , non appena la politica mette in campo azioni sgradite. La capacità di governare volontariamente il collasso è praticamente nulla; rimangono le azioni involontarie, che per quest'anno sono state portatrici di una riduzione dei consumi petroliferi di 9 mbd, ma le riduzioni possono essere ben più consistenti se è vero che basterebbero 30 mbd per permettere una società di sussistenza. Il cammino è ancora lungo, ma se continuasse il covid per altri 5 o 6 anni sono convinto che ci arriveremo.

    RispondiElimina
  2. Intanto, giusto per mettere una nota di ottimismo, oggi è stato emanato un provvedimento per il sostegno alla natalità. Nel frattempo, continuano ad arrivare persone "da fuori". Tutto molto sensato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. guarda che, finiti gli schiavi petroliferi, avranno bisogno di molti schiavi di altro tipo. In fondo si stanno preparando per il futuro. Mica son scemi.

      Elimina
    2. noi siamo il popolo bue, compresi quei pochi che se ne accorgono e che non possono certo farci qualcosa. Vedo già una moltitudine di minorati mentali pronti al saccheggio come in America. E' solo questione di tempo.

      Elimina
    3. Noi siamo il popolo che vuole andare in pensione a sessant'anni e morire a cento, in cui gran parte dei giovani non lavora fino a venticinque-trent'anni, in cui si preferisce spremere i dipendenti che si hanno piuttosto che assumerne uno in più, e in cui in conseguenza di tutto questo solo un terzo della popolazione totale lavora.
      Non c'è nessun bisogno di importare manodopera, anzi, basterebbe riorganizzare la società.

      Elimina
    4. Mago, anche gli schiavi mangiano. Hai idea di come siamo messi in quanto a (potenziale) autonomia alimentare, in Italia?

      Elimina
    5. ma cosa vuoi che gliene importi se la fame ammazza i più deboli, anzi è meglio.

      Elimina
    6. E qui credo che ti sbagli: lo schiavista accorto ha a cuore il proprio investimento (gli schiavi non vengono regalati), e tende a tutelarlo per tutelare la propria fonte di profitto. Mica per niente oggi si insiste tanto sul concetto di (presunta) "libertà". La logica moderna è: "Quando non sei più in grado di procurare profitto... be'... arrangiati! Anzi no, guarda, ti do pure una mano, per magnanimità, a liberarti dal peso dell'esistenza. Magari smontandoti per riciclare i pezzi ancora buoni sotto forma di organi per trapianti. Non sarai mica così gretto da negare un simile atto di carità, eh!"

      Elimina
    7. Quella della presunta necessità di importare manodopera è la più grande menzogna che le castalie al caviale da attici newyorchesi, Rolex e ville a Portofino della "sinistra" (?) hanno inculcato per riattivare il più bieco sfruttamento spacciandolo per uguaglianze, diritti, porti aperti, antirazzismo etc.
      Tutto questo non solo è adulterazione da NAS che spaccia cacca per cioccolato ma è pure una follia antiecologica, trasferimento e induzione al trasferimento di masse umane verso territori giá patologicamente sovrappopolati.
      I soviet più uguali, più giusti e più "ivostridirittosi" si sono riciclati molto bene.

      Elimina
  3. CLAP, CLAP, CLAP! è proprio un bel post: concordo in pieno!.
    Sarebbe bello se il dr.Simonetta lo leggesse mutandolo in podcast: io provvederei volentieri a mettere una breve intro, un llieve sottofondo audio, sfondo e copertina, ottimizzazione seo descrizione/tag poi lo archivierei in copyleft nella playlist con i file del prof.Tartaglia, dr.Pardi, prof.Bardi in http://www.climate-change-wars.tk/

    Ipotesi di futuro sulla Terra dopo il 2050 ed oltre
    https://youtu.be/z4CCSxBcNX4



    @ MrKeySmasher 12 giugno 2020 18:24
    Commento mitico!, ROTFL
    https://www.netciclopedia.com/cosa-significa-lacronimo-rotfl/

    RispondiElimina
  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  5. Io credo che delle cose di cui parla il post, una minima parte dell'umanità è al corrente, direi circa uno per cento (1%), ad essere ottimisti. Anche la maggioranza dei politici non ne è a conoscenza. Credo che pure a scuola in generale (tranne alcuni isolati casi) non se ne parli a sufficienza.
    Direi che siamo messi come le tre scimmiette :
    NON VEDO
    NON SENTO
    NON PARLO.
    Tutto questo è triste, perchè quasi tutti noi siamo INCOSCIENTI.

    Gianni Tiziano

    RispondiElimina
  6. Salve Simonetta, ovviamente il post è molto buono ma secondo me ancora in partdistorto dall'ottica dei diritti individuali: quando parla ad esempio di ridurre la mobilità personale intercontinentale, dovrebbe aggiungere anche la mobbilità delle merci, derrate alimentari comprese, così come quando parla dei consumi individuali non li ancora sufficientemente ad un dato territorio: i canadesi ad esempio non devono ridurre di uno zero virgola i propri consumi individuali, mentre agli stunitensi basterebbe portarli al livello medio di Un tedesco per essere in equilibrio con il loro territorio, mentre 7/8 degli egiziani dovrbbero semplicemente sparire dalla faccia della terra nel più breve tempo possibile: insomma secondo me non tiene in sufficiente conto la capacità di carico di un dato territorio, che è enormemente diversa. I diritti individuali si stanno appalesando sempre più come peste morale nel peak everything. Ad ogni modo vediamo quali saranno le conseguenze economiche sociali, di salute pubblica del covid-19 dalle nostre parti, ancora largamente sottovalutate ed imprevedibili secondo me...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Parole sacrosante.
      L'unica giustizia è quella ecologica ovvero la portanza demografica di un territorio.

      Elimina
  7. https://volerelaluna.it/commenti/2020/06/05/la-porsche-e-la-croce-di-cristo/

    Adesso ci si mette pure la Caritas. Come al solito i cattolici. Tra il dire e il fare....
    Intanto pare accertato che il covid resti in sospensione nell'aria legandosi a particelle di pm 2.5 che penetrano in profondità negli organi vitali, quindi più inquinamento più contagi e più morti.

    https://www.pnas.org/content/early/2020/06/10/2009637117

    RispondiElimina
  8. @ Tutti state attenti, l'epidemia è ripartita ed è sempre pericolosa, nonostante giornali e televisioni raccontino l'esatto contrario!

    https://www.worldometers.info/coronavirus/

    14/6/2020
    Totale infetti 236989
    Totale decessi 34345
    letalità 14.49%=34345/236989


    Modello della Curva sigmoide 1/(1+e(-t)) con -6<=t<=6
    imponendo 189973=f(2)=f(23/4/2020)
    s'andrebbe a plateu a circa 5,934 il 23/5/2020 con 215113 infetti totali, aggiungendo altri +14gg di quarantena (per essere sicuri d'essere ad infetti zero) le prime aperture dovrebbero esserci il 6/6/2020

    tempo logistica=-6+[data(i della mia serie a 2gg di rilevazione)-22/2/2020]/[23/4/2020-22/2/2020]*8

    Previsione infetti totali al 14/6/2020
    Sigmoide(16/6/2020)=215113 QUOTA DI PLATEU.

    Totale infetti effettivi 236989 > 215113 totale infetti attesi
    Errore in sottostima -10.17% sfondato il cap+10%

    Previsione infetti totali al 16/6/2020
    Sigmoide(16/6/2020)=215113 QUOTA DI PLATEU


    *Brevi Considerazioni*
    Il Modello Sigmoide è in sottostima del -5.4% il 19/5/2020 con 226699 infetti reali, rispetto ai 215113 infetti attesi: questo implica che l'infezione ancora corre, ed è più veloce di quanto ipotizzata nel modello, è segno palese che il punto f(2) non era in 23/4/2020. Siamo in quota di plateau, gli incrementi lenti ma costanti dimostrano una ripresa dell'epidemia di Covid19 rispetto al 23/4/2020 che era stata assunto come f(2)

    Il Modello Sigmoide è in sottostima del -10.17% il 14/6/2020 con 236989 infetti reali, rispetto ai 215113 infetti attesi: l'infezione certamente corre, ed è più veloce di quanto ipotizzata nel modello, il punto f(2) non era in 23/4/2020. Siamo in quota di plateau, gli incrementi lenti e costanti dimostrano una ripresa dell'epidemia rispetto al 23/4/2020 che era f(2)

    RispondiElimina
  9. Th:

    [x] Il Modello Sigmoide è andato in sottostima del -5.4% il 19/5/2020 con 226699 infetti reali, rispetto ai 215113 infetti attesi. Ragionando con una tolleranza al 5% si conclude che il covid è tornato ad accelerare il 19/5/2020 rispetto al 23/4/2020 che era stata assunto come f(2) a causa di una precoce apertura.

    Gli eventi a supporto di tale ipotesi sono:

    .La crescita degli infetti
    .L'assenza di quota zero

    .L'assenza di tamponi in numero sufficiente a stanare gli asintomatici
    11/6/2020 ANSA: Coronavirus Gimbe, calo tamponi 12,6% ultime due settimane
    https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2020/06/11/coronavirus-gimbe-calo-tamponi-126-ultime-due-settimane_547646d8-7345-4725-b927-304251911beb.html

    .L'esplosione di nuovi focolai anche al centro, cagionati per l'apertura precoce

    6/6/2020 Fanpage: focolaio in ospedale San Raffaele di Roma, diventa zona rossa
    https://roma.fanpage.it/lirccs-san-raffaele-pisana-diventa-zona-rossa-un-morto-31-positivi/

    10/6/2020 FanPage: Castellammare due contagi da Covid: paura per un nuovo focolaio
    https://napoli.fanpage.it/a-castellammare-due-contagi-da-covid-paura-per-un-nuovo-focolaio/

    12/6/2020 RomaToday: il focolaio Covid del San Raffaele Pisana gli infetti salgono a 99 oggi 22 nuovi contagi
    https://www.romatoday.it/attualita/focolaio-san-raffaele-roma-aggiornamenti-12-giugno-2020.html

    12/6/2020 ANSA: salgono i contagi Covid in quasi tutta Italia la Campania sottrae 229 casi con ricalcolo
    https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2020/06/12/coronavirus-salgono-i-contagi-393-lombardia-69_05d6dc1d-64ca-4e74-a02a-71c47c68003a.html

    13/6/2020 RomaToday: Covid19 nel palazzo occupato a Garbatella (Roma)
    https://www.romatoday.it/attualita/coronavirus-garbatella-intero-palazzo-in-quarantena.html

    13/6/2020 IlTempo: 2 contagi covid a Saxa Rubra
    https://www.iltempo.it/spettacoli-tv/2020/06/13/news/coronavirus-rai-nuovi-casi-domenica-in-chi-l-ha-visto-palinsesti-riccardo-lagana-consigliere-23271561

    [X] Ragionando con una tolleranza al 10% oggi 14/6/2020 si può concludere che l'epidemia covid è tornata a correre, alimentata da una troppo precoce apertura, la quota di plateu è stata sfondata più del 10%, data l'alta contagiosità del virus e considerando la proliferazione di focolai anche fuori Lombardia/Piemonte, si conclude che l'epidemia ha accelerato rispetto al 23/4/2020 mostrando per adesso una crescita lineare, che potrebbe mutare rapidamente in esponenziale, considerando l’alta contagiosità,


    ATTESE OLTRE I 2GG
    .La mobilità interegionale da Lombardia e Piemonte verso altre zone d'Italia, cagionerà la deflagrazione di nuovi focolai.

    .L'arrivo di un po' di turisti dalla russia, francia, spagna, usa, senza una quarantena cagionerà la detonazione di nuovi focolai che diventeranno incontrollabili, essendo tali virus diversi da quelli che si sono sviluppati in Italia per mutazione spontanea.https://www.worldometers.info/coronavirus/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Stando ai numeri che ci fornisci, resta il fatto che l'incidenza corrente degli infetti rilevati sul totale della popolazione italiana è del 0,39%. Dunque, la letalità del 14,49% va applicata a quella percentuale ESPLICITANDO il fatto. Così facendo, quella percentuale va ricondotta a un assai meno impressionante 0,06%.

      0,06% non è 0%, però direi che è un fattore di rischio che sopportiamo per una quantità di azioni e comportamenti che compiamo quotidianamente senza darci troppo pensiero. Continuerò a non darmi pensiero, se non per l'USO strumentale e spregiudicato che si sta facendo di questa "epidemia". Continuo a rimanere persuaso che il CoViD-19 sia da classificare senza remore tra i cavalli di Troia -- uno strumento di pelosissima manipolazione.

      Elimina
    2. @ MrKeySmasher 15 giugno 2020 17:02
      non è proprio come la racconti: il virus è nuovo, non c'è una percentuale della popolazione immune, il lockdown ha rallentato la crescita esponenziale, ma il numero dei possibili contagiati è uguale a tutta la popolazione italiana: 60MLN. Inoltre il tasso di letalità del 14.5% è calcolato sui 237mila infettati, ma il campione è rappresentativo della popolazione italiana, quindi il covid19 libero di circolare, provocherebbe circa 8.7MLN=60MLN*0.14.5 di morti.

      E' interessante notare che le nostre chiacchere sul blog,
      https://ugobardi.blogspot.com/2020/04/coronavirus-come-siamo-messi-i-dati.html
      poi hanno trovato un'azione legale della Magistratura, anche se c'è voluto denunce dei sopravvissuti, perchè d'ufficio la Magistratura pur avendo obbligatorietà dell'azione penale ed autonomia, de facto non aveva fatto niente!.

      Stasera smanetto di spreadsheet, per vedere cosa esce dalla serie storica (Infetti-Sigmoide) dal 23/5/2020 ad oggi

      Elimina
    3. Chip: "il covid19 libero di circolare, provocherebbe circa 8.7MLN=60MLN*0.14.5 di morti"

      Mi permetto di essere molto scettico. Anche perché considero poco attendibili i dati forniti, per via del ruolo di cavallo di Troia manipolatorio al quale facevo cenno.

      La credibilità di chi diffonde i dati (raccolti come? da chi? con quali scopi reali?) sta ormai a zero. Ai miei occhi il valore etico di costoro è addirittura in area negativa. Non presto il fianco a chi ha in più occasioni dimostrato di operare a mio danno, fosse anche solo prendendo per buoni i "dati" che mi fornisce.

      Elimina