Troia non Cadde per Colpa degli Immigranti


sabato 8 febbraio 2020

Ulteriori riflessioni sulla Sostenibilità


Autore : Bohdi Paul Chefurka . 30-11-2019



La caratteristica fondamentale della sostenibilità non è quante persone possono essere supportate dal pianeta in un dato momento. Piuttosto, è il numero di umani che potrebbero vivere qui senza danneggiare irreparabilmente la biosfera da cui dipendiamo per sopravvivere.

Una specie sostenibile non danneggia mai irreparabilmente la biosfera. Questo è un impegno piuttosto importante.

Gli umani danneggiano la biosfera in molti modi.

Uno è spostando le risorse da una regione a un altra. Usurpiamo l'habitat e le risorse necessarie ad altre specie e le sequestriamo per uso umano. Le risorse ottenute in regioni non importanti per l'uomo vengono spostate ovunque gli umani ne abbiano bisogno, a spese delle specie indigene nel luogo originario.

Spostiamo anche le risorse nel tempo, rubando risorse dal passato e dal futuro e usandole nel presente. Un esempio di questo è l'utilizzo di energia da combustibili fossili per pompare l'acqua fuori dalle falde acquifere per l'agricoltura, in tal modo utilizzando le risorse storiche di combustibili fossili per ridurre le risorse idriche future, a favore delle colture odierne.

Usurpiamo l'habitat di altre specie semplicemente spostando gli umani in quel luogo, e nel processo rendendolo inospitale alla vita indigena (la vita indigena colpita non ha nemmeno bisogno di essere non umana …). Il sequestro di habitat e risorse per l'uso umano spesso va di pari passo.

L'insostenibilità della nostra specie in qualsiasi momento può essere approssimativamente misurata dal grado in cui abbiamo concentrato la distribuzione spaziale e temporale delle risorse nel qui e ora e dalla misura in cui gli esseri umani hanno sostituito la vita selvaggia di ogni sorta.

Al contrario, essere una presenza pienamente sostenibile richiederebbe di non fare danni al pianeta che non possano essere riparati da processi biofisici naturali in tempo reale.

Con tale comportamento così limitato, la specie umana potrebbe sopravvivere per molto tempo (forse decine di milioni di anni) insieme a tutte le altre specie sostenibili. Naturalmente, qualsiasi danno che non può essere riparato invoca il concetto di overshoot, che accorcerà il periodo di sopravvivenza della nostra specie di una certa quantità (sconosciuta, forse inconoscibile).

Dovrebbe essere ovvio a tutti qui che l'attuale stile di vita della nostra specie è "abbastanza insostenibile" secondo questi criteri.

È possibile riportare la nostre specie alla sostenibilità? Per rispondere a questa domanda è di aiuto avere un punto di riferimento. Quando è stata l'ultima volta che l'Homo sapiens si è qualificato come specie sostenibile usando questi criteri?

Secondo me, il momento deve essere posizionato almeno prima dell'invenzione dell'agricoltura, poiché è stata la tecnologia agricola a dare il via alla popolazione e alla crescita culturale che ci ha portato qui.

Prima dello sviluppo dell'agricoltura (tenendo distintamente fuori l'orticoltura praticata da molte società di cacciatori-raccoglitori), si stima che la popolazione umana globale fosse di circa 6 milioni di persone, con un tasso di crescita annuale intorno allo 0,02%

Una tale popolazione di 6 milioni di cacciatori-raccoglitori potrebbe forse essere considerata sostenibile, tranne un paio di avvertimenti.

Un avvertimento è la crescita della popolazione. Con un tasso di natalità netto in crescita non ci volle molto perché una popolazione di 6 milioni si trasformasse in 6 miliardi. Lo abbiamo gestito in poco più di 12.000 anni, con un tasso di crescita medio di un misero 0,06%. Il nostro attuale tasso di crescita è superiore all'1%, 50 volte superiore allo 0,02% di "Homo sustenibilis".

L'altro avvertimento è la crescita del consumo pro capite, nonché la crescita della tecnologia necessaria per sostenere sia la crescita della popolazione che i livelli di consumo.

Il consumo pro-capite può essere approssimato dal consumo di energia, poiché tutti i beni materiali richiedono energia per essere prodotti. Un cacciatore-raccoglitore consumava circa 150 watt in cibo e carburante. Un umano moderno usa più di venti volte tale importo. Questo uso di energia amplifica il danno arrecato alla biosfera dal numero crescente di umani.

Quindi, 6 milioni di esseri umani che vivono tutti come cacciatori-raccoglitori potrebbero essere considerati sostenibili. Ma solo se dovessero mantenere una popolazione permanentemente statica limitata a 6 milioni e un livello statico di consumo pro-capite limitato all'equivalente di 150 watt di energia consumata.

Secondo questa stima, rispetto ai nostri antenati che potremmo definire sostenibili, siamo già in superamento di un fattore di circa 25.000. Ed aumenta con ogni nuova bocca e ogni aumento del consumo di energia.

(Generatore di sarcasmo ON)

L'umanità potrebbe ovviamente tornare indietro verso la sostenibilità. Vai tranquillo. Tutto ciò che dovremmo fare è: ridurre la nostra popolazione di quasi 7,5 miliardi; fermare completamente la crescita della popolazione; ridurre il nostro consumo di energia e l'attività che supporta - diciamo del 90%); ed eliminare tutto lo sviluppo tecnologico che comporta un maggiore consumo di energia (ti sto guardando, William Stanley Jevons.)

(Sarcasmo OFF)

Che cosa? Non possiamo / non lo faremo? Lo so. Questo non è un esercizio di definizione degli obiettivi. È un esercizio per misurare la larghezza dell'Oceano Atlantico nel caso in cui fossimo intenzionati a provare a nuotare attraverso di esso.


59 commenti:

  1. Ok, non lo faremo, e allora che succederà? Succederò che lo faremo nolenti anziché volenti perché la sostenibilità non è una scelta, bensì un'ineluttabile destino. E non è una buona notizia.

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    1. è come chiedere alle elitè, politiche, religiose, finanziarie, ma anche alla semplice locusta, di ragionare secondo principi fisici e matematici. Si credono intelligenti e portatori del supremo sapere, mentre sono degli illusi, nel migliore dei casi, dei prepotenti e degli ipocriti, nella maggior parte dei casi. In molti casi dei veri delinquenti. Dei bruti senza canoscenza e virtute. Il pianeta farà il suo dovere, perchè non vedo via d'uscita.

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    2. Mago, hai ragione da vendere!.
      Bravo!.

      Questa è l'informazione "main stream"

      https://www.la7.it/otto-e-mezzo/rivedila7/5stelle-nostalgia-del-vaffa-otto-e-mezzo-puntata-del-11022020-11-02-2020-306853

      ieri sera ad 8+0.5 alla fine è passato un servizio delirante, sulla demografia italiana di paolo pagliaro (che evidentemente ha laurea in lettere, deve tornare alle elementari a studiarsi i quozienti, che sono alla base per comprendere il reddito_procapite).

      Il concetto di un pil italiano declinante per danni da cambiamento climatico, scarsità e guerre per migrazioni apocalittiche non passa in televisione: è uno scenario scomodo e politicamente scorretto, meglio quindi occultare la dura realtà prospettiva, sostenendo la politica pontificia della gioia del martirio come dono supremo offerto a Dio.
      LOL

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  2. Scritto da un signore avanti con gli anni, visibilmente piuttosto "nutrito" e stravaccato su un divano in pelle anziché dedito a zappare l'orto... direi che suona tutto molto convincente.

    Ora, sono io il primo a dire che c'è un grave e vistoso eccesso di popolazione, e lo vado dicendo (e scrivendo) inutilmente da un paio di miliardi di persone fa, ma vaneggiare di un tetto di sei milioni di abitanti mi sembra davvero fuori dal seminato.

    In quanto animali di grandi dimensioni dovremmo (avremmo dovuto) contenere il nostro numero, ma mortificare se stessi a questi livelli non è per niente costruttivo. Nè realistico. Ciò detto, sarei (stato) il primo a gioire per la programmazione di una fattiva riduzione INCRUENTA della popolazione IN OGNI REALTA' LOCALE, ma pare che da questo versante sia diffusa una certa sordità. A tanti piace così... amen.

    Io, quanto meno, ho la coscienza a posto -- i miei figli, non esistendo, non patiranno la situazione. I vostri... be', fate i conti con la vostra coscienza di amorevoli genitori, e buon pro vi faccia.

    MrKeySmasher

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    1. Il preside (mediocre filosofo discepolo di Del Noce) del liceo cattolico da me frequentato nella prima metà degli anni '90, ci diceva che chi non ha figli è un egoista. Perché passa tutta la vita a gozzovigliare senza impegno e poi da vecchio si fa assistere dai figli altrui.
      Si immagini un pò.

      Guido.

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    2. il bigotto e bacchettone non hanno niente a che fare con la religione.

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    3. Affermo da sempre che l'Italia con 6M di abitanti sarebbe un paradiso; sarebbe autonoma su tutto!
      6M di persone sul pianeta mi sembra... una sparata.

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    4. Concordo, mago. Mi ha sempre colpito, fin da allora, l'assurdità oggettiva di questa affermazione e la maligna malafede che la sottende.
      Eppure vedo che sono qualità sempre più diffuse.


      Intanto, per quanto possa interessare:

      https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2883527448373603&id=221502464576128&__tn__=%2As%2AsH-R

      Stanotte 13 gradi a Moncalieri. Mai così caldo in febbraio. Superato di un grado buono il record precedente del 1990. E allora sembravano temperature inimmaginabili.
      E l'inverno è già 0,5 gradi più caldo del 2007. Che il buon Mercalli allora definiva anno senza inverno.

      Ma qui si elargiscono fondi pubblici per far volare i disabili.

      Guido.

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    5. Prima ascoltavo un "tutta la citta' ne parla" di radio 3 sul recente allarmato rapporto demografico dell'istat circa il calo, anzi crollo come si usa dire oggi, delle nascite: ti avverto che chi non ha figli o ne ha troppo pochi e' quasi ubiquamente catalogato come egoista e narcisista, e nemico della propria tribu'! E del rapporto debito/PIL! ;)

      Decisamente urgerebbe un vero e proprio cambio di stato di coscienza, e la percezione che l'umanita' non e' piu' da un pezzo nell'elenco delle specie in via di estinzione, tutt'altro, ma la vedo ardua, alla fine ad emergere e vincere sempre sono l'aggressivita' e l'egoismo vero, e la volonta' di prevalere, meglio se travestiti di bonta' e altruismo. Forse cominciare a sospettarlo sarebbe un inizio, ammesso che in ogni caso possa servire a qualcosa, non credo.

      Finisce per diventare manifestazione di volonta' di prevaricazione anche la denuncia di essa, come evidenziato nell'era del fanatismo maniacale e monotematico dei cosiddetti social, risultato ed espressione del miscuglio di impotente frustrazione e ego-narcisismo di rimbalzo che caratterizza la nostra epoca.

      firmato "anonimo winston"...

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  3. Un concetto importante è quello che trsportare risorse anche di base, come le derrate alimentari, per migliaia di km, è cmq dannoso, con buona pace delle popolazioni affamate in regioni in via di desertificazione...Ad ogni modo sai Lovelock che Beckoff sostengono la teoria dei corridoi di wilderness, cioè abbandonare una parte importante ( ma cmq minoritaria) delle terre agricole, i primis le più fertili, al bosco, in una rete collegata: ad ogni modo un apio di miliardi di homo dovrebero essere sotenibli dal pianeta, certo compostando sul òiano morale prima ogni presunta dichiarazione dei diritti individuali dell'uomo, perchè essi ci annullano come morale di specie fra le specie. Ad ogni modo se il cornavirus arriva in Africa ne vedremo delle belle con i barconi...

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  4. https://www.meteogiornale.it/notizia/meteo-inverno-2019-2020-la-maledizione
    dopo 3 mesi freddi, che insieme sono i più miti da più di 200 anni, Febbraio farà il paro. Anche i climatologi cominciano ad usare il termine "maledizione".

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  5. Ammetto che non mi tornano i conti, la stessa logica sarebbe applicabile agli erbivori: sono concentratori netti di energia e risorse, tendono a degradare l'ambiente tramite nutrizione e emissioni nette di gas serra e simili ed infine aumentano esponenzialmente di numero fino ad occupare tutto lo spazio possibile dalle risorse disponibili. Le locuste potrebbero dare un idea, sarebbero ampiamente in grado di ripulire il pianeta da ogni forma di vita vegetale e il loro limite logistico è assolutamente elevatissimo, il perchè ciò non avvenga non è noto.
    Nessuna specie può essere a impatto 0, tutto si gioca sull'armonia tra i componenti della biosfera. Bisogna ricordare come l'agricoltura sia intrinsecamente sia un distruttore che un fornitore di biodiversità (almeno fino a prima della deriva industriale) e perfettamente integrabile in un ciclo armonico, sul consumo di energia la questione è più sfumata e si basa molto sul "da dove la prendo": i combustibili fossili sono un prendere dal passato energia solare, il nucleare è una fonte mai prevista, eolico e biomassa sono fonti storicamente neutre.
    Ogni specie si espande fino al massimo del proprio limite logistico, è la natura della biosfera, una nuova specie in grado di utilizzare risorse mai utilizzate prima e di disponibilità ubiqua si espanderebbe fino a inserirsi in ogni ecosistema mondiale, nel caso umano siamo in grado di utilizzare molte fontienergetiche mai utilizzate prima e disponiamo di capacità mai utilizzate nella biosfera: immaginiamo una serra in olanda che mantiene, tramite la propria biomassa accumulata, una temperatura ottimale per la crescita vegetale in inverno utilizzando così le ore di luce invernali per la crescita vegetale.
    Intrinsecamente le capacità umane sono neutre ambientalmente come quelle di ogni altra specie, il loro utilizzo ne cambia gli effetti.

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    1. "ed infine aumentano esponenzialmente di numero fino ad occupare tutto lo spazio possibile dalle risorse disponibili... il perchè ciò non avvenga non è noto"

      Secondo relativamente recenti simulazioni in campo matematico-economico, l'equilibrio e' mantenuto grazie alla predazione: con gli animali al vertice della catena alimentare come noi che vengono predati, circolarmente, sia da propri simili che dai microrganismi che della catena alimentare stanno invece alla base.
      Fino all'avvento della medicina moderna, la densita' degli umani veniva limitata dalle malattie contagiose (vedere pesti del '300 ricorrenti dalla fine dell'optimum caldo climatico medievale). Quasi tutte le nostre malattie contagiose attuali non esistevano prima dell'addensamento demografico reso possibile dalla rivoluzione agricolo-pastorale.
      Riguardo all'aspettativa di vita dopo il passaggio all'agricoltura, quanto dice sotto wandervogel non e' corretto: col passaggio all'agricoltura l'aspettativa di vita media umana collassa, e per tornare ai trent'anni tipici del neolitico occorrono i diecimila anni che conducono alla recente rivoluzione scientifico-tecnica, che permette gli attuali impilamenti demografici fino a portarci di nuovo non solo a 30 ma agli attuali 70 anni di vita media mondiale, ormai raggiunti anche nei paesi poveri.
      Pero', come sempre e' accaduto finora, la tecnologia risolve dei problemi creandone altri. La differenza della situazione attuale con quelle del passato e' che un'eventuale pan-epidemia con elevata mortalita' (tipo la peste suina attualmente in corso in oriente) distruggerebbe completamente o quasi la specie a causa dell'inesistenza di barriere geografiche: la terra ormai e' un immenso, unico allevamento intensivo di esseri umani. La peste suina, negli allevamenti, ha una mortalita' del 100 per cento.

      firmato "anonimo winston" ;)

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    2. Simulazioni a parte il problema sono gli sciami: una volta raggiunta la massa critica lo sciame è inavvicinabile alla predazione e, per il suo tempo di vita, una macchina da invasione e riproduzione. In realtà la teoria migliore è quella del "tempo di vita", una volta esaurito il ciclo vitale lo sciame ha inseminato vasti territori ma ha continuato a spostarsi, le uova avranno quindi lungo il tragitto una densità subcritica.
      Sulle stime mi trova in contrasto, Dante a 35 anni sctive "nel mezzo del cammin di nostra vita" dando per scontata una vita di 70 anni, il problema è se la media la si fa con i neonati/bambini o senza: una vita media di 70 anni è credibile per tutti coloro che raggiungono gli 8 anni, se dovessimo conteggiare i bambini che non li raggiungono e mediamo l'aspettativa di vita con loro ovviamente la media risultante è più che dimezzata.

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    3. "Dante a 35 anni scrive "nel mezzo del cammin di nostra vita" dando per scontata una vita di 70 anni"

      Di 70 anni circa e' sempre stata la durata della vita di chi ha avuto la ventura di completare il ciclo biologico arrivando a morire di "vecchiaia" e non di accidenti vari, morire cioe' di qualche organo che e' arrivato a fine corsa e smette di funzionare o si trasforma in tumore. E' in questo senso che vanno, secondo me, interpretate le parole di Dante, non nel senso statistico-attuariale moderno. Nel senso moderno, nel 1900 la vita media negli Usa era di 40 anni (e probabilmente senza considerare la mortalita' perinatale che mi pare venga normalmente espunta dalle statistiche demografiche: se non altro perche' contando la mortalita' perinatale prima della medicina moderna e dei suoi recenti farmaci salvavita (tipo gli antibiotici), l'aspettativa di vita calerebbe di molto ulteriormente - uno dei motivi per cui fino a qualche decennio fa c'era un sacco di gente col nome anagrafico-burocratico diverso da quello "reale": e' che si aspettava di vedere se il piccolo sopravviveva prima di affezionarcisi ulteriormente dandogli un nome, nonostante venisse intanto registrato all'anagrafe con un nome "provvisorio", usanza che sopravvive ancora nei paesi molto poveri e con sanita' arretrata).

      Oggi, al contrario, si puo' dire che una considerevole parte della popolazione, grazie sempre alla medicina moderna, ha la "fortuna" di sopravvivere pure alla vecchiaia, superando abbondantemente gli 80 o i 90 anni. Altrettanto spesso, purtroppo, gli ultimi anni sono vere torture di interventi chirurgici, pesanti terapie, faticose convalescenze, esami e controesami, si diventa dei malati di professione, e dei provvidenziali addetti all'aumento delle statistiche sulla vita media da propagandare come successi. Come per il PIL e un po' tutto oggiggiorno, conta solo il numero, non la qualita': forse perche' il numero e' facile da misurare, la qualita' no, e come sempre si sceglie la via piu' facile. Senza considerare il fatto che attorno ai numeri si sono sviluppate vere e proprie religioni con relativi sacerdozi, tipo quelle delle cosiddette "scienze" economiche.

      A parte che, come considerazione finale, quando coi numeri si cerca di misurare la qualita', ad esempio nella cosiddetta meritocrazia, si finisce per ritrovarsi in situazioni francamente fantozziane, e l'unita' di misura universale finisce per diventare il denaro.

      firmato "anonimo winston" ... :(

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    4. Anonimo Winston, bel commento, significativo nel suo sottolineare quell'ovvio che è troppo scomodo vedere e che, conseguentemente, viene nascosto "in fondo al cassetto".

      Solo la prima parte non è del tutto realistica, perché la speranza di vita per chi può vivere senza ristrettezze, in epoca storica si aggira invariabilmente tra i 70 e gli 80 anni. Per inciso, le ristrettezze sono altrettanto invariabilmente dovute all'obbligo (imposto non meno invariabilmente con la forza) di garantire gli agi di chi tiene il coltello dalla parte del manico.

      MrKeySmasher

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    5. Win
      Non dimentichiamo che in passato si ignoravano del tutto le norme igieniche. Da cui epidemie e morti precoci che si sarebbero potute evitare con pochi e semplici accorgimenti.

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  6. La sovrappopolazione umana è una problematica enorme ed attualissima, e probabilmente irrisolvibile.
    La bomba demografica è scoppiata decenni orsono, ed oramai è impossibile arrestare l'esplosione di un ordigno già deflagrante.
    Ciodetto, l'articolo soprastante è uno scritto di propaganda dell'utopia primitivista.
    I primitivisti hanno una visione del tutto bucolica e romantica di com'era la vita quando gli umani erano cacciatori-raccoglitori.
    La realtà storica ci racconta altro, ovverosia che le popolazioni di cacciatori-raccoglitori si cibavano di carni crude, non disdegnando neppure il cannibalismo rituale, ed avevano una prospettiva di vita piuttosto breve. E vi sarebbe tanto altro da aggiungere.
    Al contrario, a partire dall'avvento dell'agricoltura, gli umani hanno cominciato a progredire in termini di civiltà. Nondimeno, è pur vero che, anticamente, le civiltà agrarie hanno portato con sé anche cose meno positive. Tuttavia, ritengo che l'agricoltura abbia apportato più luci che ombre. Tra le altre cose, l'agricoltura ci permette di nutrirci senza spargimenti di sangue di animali non-umani, mentre la caccia è immorale ed è l'attività più sadica e crudele che vi sia.
    L'agricoltura è vita, mentre la caccia è morte e malattie.
    Essendo codesto un articolo che tesse le lodi alle tribù venatorie, come era facile prevedere, non vi è alcun riferimento al terribile impatto ambientale generato dalla produzione e dal consumo della carne e dei prodotti lattiero-caseari. Una ricerca dell'università di Oxford ha dimostrato che il 60% delle emissioni di gas serra climalteranti è generato dalla industria zootecnica, che è ecocida. Il passaggio immediato di massa all'alimentazione vegana sarebbe l'antidoto migliore per contenere l'avanzamento del surriscaldamento globale antropico.
    Dunque, abbracciare in toto il veganismo è la risposta migliore per contrastare i cambiamenti climatici; soluzioni terze sono da considerarsi quali meramente palliative.

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    1. sì, concordo con te, l'impatto dell'alimentazione carnea è la vacca nel corridoio..... caro Gianni Tiziano, sappi che per questioni di etica ci sono persone e gruppi che si rifiutano sommessamente di uccidere i nostri fratelli animali... basta cadaveri animali e derivati e basta riproduzione a go-go.... questo e' amore x la MADRE TERRA

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    2. @W:"La realtà storica ci racconta altro, ovverosia che le popolazioni di cacciatori-raccoglitori si cibavano di carni crude, non disdegnando neppure il cannibalismo rituale, ed avevano una prospettiva di vita piuttosto breve. E vi sarebbe tanto altro da aggiungere."

      Sai com'è?...
      A tanti piace parlare di come misera dovrebbe diventare la vita (degli altri), quando si è belli nutriti e benestanti i case agiate e con il conto in banca da invidiare.

      Vedi quanti sono questi che, parlando della vita primitiva, osano anche farla per un misero mese?!

      La coerenza non è una capacità intellettiva diffusa.

      Al contrario dei rassegnati al disastro, perché riescono a trovare una soluzione, allora pensano che dovrebbe esserci!

      E che gli altri NON meritino di vivere decentemente ma, come cannibali ottusi e ignoranti.

      La via d'uscita c'è, ma l'intelligenza umana, anche da parte della maggior parte degli scienziati, non è granché....
      Se no, certe Teorie Scientifiche sarebbero state cancellate dai libri di storia perché confutabili da ragazzi di scuola superiore.

      Io, al solito vado per conto mio, gli altri mi seguiranno, ma hanno bisogno dei loro tempi per capire.

      La mia prima "Legge di Pulvirenti" ha già stravolto l'astronomia,
      la prossima stravolgerà l'Energia e la Gravità.

      Non ci sarà bisogno d'attendere molto.

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    3. > ci permette di nutrirci senza spargimenti di sangue di animali non-umani, mentre la caccia è immorale

      Io trovo immorale ogni deviazione, peggio se estrema e se travisata da rettitudine, dalla via maestra dell'ecologia e della natura secondo la quale siamo onnivori e non erbivori.
      Del resto il veganesimo/erbivorismo e' diffuso tra gli artificalizzati urbani, una delle molte conseguenza patologiche dell'urbanismo.
      La caccia non c'entra nulla con l'allevamento intensivo industriale, sarebbe come paragonare la vernice alla nitro con l'olio di vinacciolo solo perche' sono entrambi liquidi.

      Il veganesimo, peraltro, e' insostenibile in gran parti del pianeta nei quali non ci sono cicli stagionali e climi adatti ad una produzione orticola sufficientemente ampia e diversificata.
      Certo. i TIR le navi che portano le lenticchie o i ceci dal Marocco al Regno Unito o dall'Australia all'India sono invece ecologici ai fiori di lavanda.
      Mah.

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    4. Wander, sei quasi nel giusto, ma bisogna fare un piccolo passo oltre in direzione della complessità che regola l'economia del cibo
      https://www.youtube.com/watch?v=u9lYVO9HVRo&feature=youtu.be
      Raj Patel

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    5. @UnUomo.InCammino,

      Sei ideologicamente avverso al veganismo.
      In verità, l'homo sapiens sapiens è anatomicamente frugivoro, granivoro, ed erbivoro. Gli umani si nutrono di cadaveri animali e di caseina per una motivazione "culturale", per abitudine, per vizio, e non per necessità nutrizionale. Non siamo fatti per mangiare carne e caseina, specie se in grosse quantità. Non a caso, i reparti ospedalieri, soprattutto cardiologia ed oncologia, sono saturi di pazienti onnivori, mica "erbivori"... ciò a testimonianza di quanto sia nociva, e talvolta pure cancerogena, un'alimentazione includente animali morti e derivati.
      Potrei elencare centinaia di studi scientifici che sanciscono la superiorità del regime vegetale rispetto a quello onnivoro.
      La caccia è praticata da individui ammalati di sadismo, mentalmente e sessualmente frustrati, che traggono del godimento maligno dall'uccisione di creature mansuete a cui negano il diritto alla vita. Si divertono ammazzando. Questa è devianza, questa è patologia, altro che il veganismo!

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    6. No, siete voi che siete ideologicamente avversi all'onnivorismo del nostro genere Homo e di altri primati.
      Gli esseri umani (specialmente piccoli) necessitano di proteine nobili e vitamine B tant'e' che sono innumerevoli i casi di figli di vegani radicali arrivati ad un passo dal crepare per assenza di integrazione vitaminica artificiale.
      L'erbivorismo vegano e' assolutamente mortale per i piccoli sapiens e anche adulti vegani entrati in situazioni patologiche gravi devono recedere da questa fissazione psicotica (ci sarebbe da analizzare la correlazione tra gruppo sanguigno e regimi alimentari ma non voglio allargare la discussione). Entrare in una polemica talmente strampalata e cosi' ideologica avrebbe poco senso. Ma poiche' al prima ecologia e' quella mentale, della verita', della realta', andiamo avanti.
      Le critiche alla patologia vegana non sono affatto alcuna apologia del consumo non moderato di carne: ogni eccesso nell'alimentazione e' pernicioso, quello del consumo di carne pure.

      > La caccia è praticata da individui ammalati di sadismo, mentalmente e sessualmente frustrati,

      Ad esempio, tra questi, altri primati come i bonobo e gli scimpanze cacciano altri animali, pure primati, come i Sapiens (v. qui ad esempio ma con due gugglate in rete si recuperano centinaia di documenti di ogni tipo).
      Questo e' noto , animalisti, vegani e altri artificializzati ugualizzanti a parte.
      I termini come "sadismo", "frustrazione sessuale", etc. non hanno alcun senso se non in approcci moralisticheggianti. Qual'e' il corrrispondente della orribile ugualizzazione onnivori → erbivori vegana/animalistica? La ugualizzazione erbivori → onnivori praticata nel secolo scorso in alcuni allevamenti del Regno Unito (v. "mucca pazza").
      Se si inverte il processo e' facile rendersi conto della perversione concettuale vegana non meno grave della perversione di quegli allevamenti criminali.
      Il sollogismo assai diffuso che l'erborivorizzazione dei Sapiens potrebbe risolvere "il problema della fame" consentendo ad un maggior numero di persone di vivere, inoltre, e' parte del problema della sovrappopolazione.
      Consentire ad un maggior numero di persone di vivere e' esattamente cio' di cui il mondo ha meno bisogno.
      Ancora, ribalto eticamente l'approccio e affermo che, per assurdo ma neppure tanto, uno dei pregi degli mangiatori eccessivi di carne e' che sottraggono cibo al tumore antropico, ostacolandone in qualche modo l'aumento del numero di componenti.

      Devianze? quella veganea/animalistica non teme confronti.
      Il problema cruciale è la sovrappopolazione perché anche in un mondo artificializzato abitato da xG vegani, xG/5 vegani questi avrebbero un quinto dell'impronta ecologica, etc. .

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    7. @UnUomo.InCammino,

      Ancora una volta, non siamo solo e banalmente erbivori, ma anche frugivori e granivori. Non siamo mica ovini che brucano l'erba dei prati di montagna.
      Alcuni primati sono sì onnivori ma piuttosto sporadicamente, molto occasionalmente, mentre l'homo sapiens sapiens odierno si ciba di carne su base cronica, anche quotidianamente, e le conseguenze di ciò sono sotto gli occhi di chi vuole vedere. Uno studio scientifico ha dimostrato che anche modeste quantità di carne al dì (200 g) intaccano l'organismo. Ciodetto, non se ne faccia soltanto una questione meramente salutistica. Non sono un esperto di etologia, non so se gli altri primati siano dotati o meno di un'etica, ma gli umani, che invece sono potenzialmente dotati di un certo raziocinio e di una certa sensibilità, dovrebbero essere sufficientemente evoluti per evitare di massacrare altri esseri senzienti come se nulla fosse. Suddetti massacri sono inutili, irrazionali, ingiustificabili. Tale è il mio metro di giudizio, da vegano e da antispecista quale sono. Dopodiché, non mi sorprendo affatto se nel globo vi sono così tanti individui beceri e moralmente primitivi che la pensano in modo diametralmente opposto, dunque che uccidere, sgozzare, e torturare altri esseri senzienti (che soffrono) sia qualcosa di doveroso, ovvio, valoroso, ecc.
      Falso che il veganismo rechi danno alla salute. Le FAQ della S.S.N.V. smontano questa stupidissima credenza che appartiene ad onnivori intellettualmente pigri, spiritualmente degradati, ed affetti dalla dissonanza cognitiva più cupa.
      La B12 la importate unicamente per via indiretta, e si badi che vi sono anche numerosi onnivori che ne lamentano la carenza. Chi è vegano la può integrare molto facilmente con appositi integratori o mangiando del cibo rafforzato con la summenzionata vitamina. Le proteine vegetali, a differenza di quelle carnee, non sono cancerogene neppure se mangiate in abbondanza. Mai veduto un vegano in oncologia per eccesso di legumi; semmai, è la carne, anche se mangiata con parsimonia, a fare ammalare e crepare gli esseri umani. Il diabete ed il colesterolo sono malattie del benessere che intaccano quasi esclusivamente gli onnivori. Le proteine le trovi in quantità sufficiente anche nei semi. 100g di semi di zucca apportano circa 30g di proteine, dunque un apporto proteico di tutto rispetto. Figliuoli malnutriti che crepano li trovi anche e soprattutto presso le famiglie onnivore, ma i giornalisti debbono pur fare sensazionalismo e dunque enfatizzano fino all'estremo qualche caso raro. Il fatto è che tanti pediatri statunitensi concordano nel sostenere che anche i bambini possono seguire l'alimentazione vegana, perché è la più adatta all'anatomia umana.
      Donald Watson, fondatore della 'Vegan Society' britannica, visse molto a lungo, quasi un secolo.
      Io ho vent'anni, da un anno e mezzo non introduco derivati animali, da quasi quattro anni non introduco animali morti, non lamento alcuna debolezza fisica o mentale, le mie analisi del sangue sono rassicuranti ed incoraggianti. Ennesima prova di quanto il veganismo sia salubre e naturale, oserei dire inevitabile per vivere bene.
      Sono in prima linea nel denunziare la problematica colossale dell'esplosione demografica umana, conscio che, da sempre, ad un aumento della popolazione corrisponde una crescita della domanda del consumo di carne, pesce, e derivati animali. Però, se si vuole essere davvero coerenti, assieme alla demografia del Terzo Mondo, si denunzi il vergognoso turboconsumismo delle popolazioni dei paesi a capitalismo avanzato. Un australiano impatta molto di più di un eritreo. È pur vero che gli africani stanno aumentando a ritmo incessante, ma consumano ancora pochissimo. Al contrario, gli occidentali ed i cinesi sono in fase calante, ma consumano moltissimo, a sproposito, a danno delle altre popolazioni umane, delle popolazioni animali, e dell'ambiente globale. Che ognuno si assuma le proprie colpe.

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    8. Noto il frequente emergere dell'avversione verso il cibarsi di animali morti. Verrebbe da pensare che ciò possa implicare un approccio favorevole al cibarsi di animali vivi...

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    9. ciao unuomoincammino.. ho paura che tu nn abbia ben afferrato il discorso. essere vegan nn significa pretendere che chi e' naturalmente carnivoro smetta di esserlo. nessun vegano chiederebbe ad un leone di non mangiare carne. al massimo quello che ti dico è: esci di casa, appena vedi un gatto rincorrilo, senza strumenti che ti possano aiutare, senza gabbie.. appena sei riuscito ad afferrarlo, ammazzalo con la tua bocca e i tuoi denti. fatto cio' comincia a mangiarlo. senza scartare nulla.. allora poi dimmi che è nella natura umana fare questo.

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    10. @ UnUomo.InCammino 11 febbraio 2020 15:36
      Sono d'accordo con te!.

      Le proteine nobili si trovano nelle carni rosse e bianche.
      Le proteine vegetali (legumi, soja, ecc...) sono qualitativamente più scadenti delle proteine animali, il rapporto è deficitario del 50% sino al 70%.
      Le proteine del latte e formaggi, hanno una deficit qualitativo sulle proteine di carni rosse e bianche del 20%-30% ma hanno tantissimo colesterolo in più.
      Le uova (gallina o struzzo) hanno il 110% di qualità delle proteine di carni bianche e rosse, ma hanno livelli di colesterolo altissimo, le uova non possono essere mangiate assiduamente altrimenti fanno venire l'acetone ai bambini.

      I vegetariani non mangiano carni rosse o bianche, ma mangiano formaggi & latticini e uova: hanno comunque un gap proteico e/o problemi di colesterolo.
      I vegani non mangiano carni rosse o bianche, non mangiano formaggi & latticini e neppure uova: hanno deficit proteinici importanti che devono colmare con integratori vitaminici (follia pura).
      I bambini vegetariani o vegani, hanno grande probabilità di sviluppare gravi patologie (ancorchè siano rimpinzati d'integratori vitaminici)

      Ovviamente mangiare tutti i giorni e/o porzioni sproporzionate di carni rosse & bianche & latticini & uova, fa male tanto quanto non mangiarne.

      L'uomo è onnivoro, deve mangiare un po' di tutto, alternando i cibi, e sopratutto fare movimento fisico: il nostro DNA crede ancora d'essere nella savana verde sahariana, non glielo ha detto nessuno al DNA che il sahara è rinsecchito e l'uomo vive in una civiltà industriale o post_industriale.

      Riguardo alla sovrapopolazione mondiale: il vero problema è l'Africa tra 30 anni raddoppierà, diventanto il 25% della popolazione mondiale!. La sovrappopolazione in Africa si legherà in modo insolubile con i danni da cambiamento climatico, creando contesti insolubili per gli Europei e NordEst Africani.
      https://www.youtube.com/watch?v=rpInknz3e-Y

      Non è questione di razza: la razza umana è unica, quì è questione che ONU, Chiesa Cattolica, Politici Africani ed Africani stessi, hanno colpe gravi!.
      https://www.populationpyramid.net

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    11. @chip 65C02,

      Quanto da te scritto, fa acqua da tutte le parti.
      Le proteine vegetali sono da preferire a quelle animali, sempre e comunque. Quest'ultime contengono colesterolo e grassi saturi a dismisura, ed infatti è molto più probabile che a crepare d'infarto sia un onnivoro piuttosto che un vegano od un fruttariano.
      Il colesterolo è il dissesto onnivoro per antonomasia. L'organismo (e non solo) non può che trarre grande beneficio da una dieta che esclude rigorosamente tutti i derivati animali. E poi, ripetere giova: le carni rosse sono cancerogene, le restanti sono comunque piuttosto nocive, anzi, taluni ricercatori iniziano a menzionare la cancerogenicità anche per quanto riguarda le tanto lodate carni bianche. Inoltre, potrebbe esserci un nesso tra il consumo di carne avicola e l'insorgenza della condizione autistica. Pesci e latticini altrettanto dannosi, forieri di sofferenze fisiche, ed altrettanto immorali, assolutamente non necessari. Hai gettato vegetariani e vegani in un unico pentolone. Noi divergiamo non di poco dai primi, non li considero affatto come "cugini".
      Quei pochi vegani che hanno "deficit proteinici importanti" sono carenti perché non in grado di soddisfare correttamente il fabbisogno giornaliero, ma ciò indipendentemente dal veganismo. È un fatto di incapacità personale. La maggior parte dei vegani, io incluso, non è coinvolta da tale deficit. Le proteine vegetali bastano ed avanzano. Quelle delle carni rosse, beh... possono trascinare nell'oltretomba, così come dichiarato anche dalla O.M.S.
      La caseina, la proteina principale dei latticini, oltre a creare dipendenza, è causa di osteoporosi, colesterolo, cancro, scombussolamenti ormonali (estrogeni), obesità. Il latte bovino contiene il 400% in più di proteine rispetto a quello umano, ergo nuoce alla salute in quanto del tutto intollerabile, e la cui produzione nuoce alla dignità della vacca. Pure certi oncologi illuminati hanno aperto gli occhi e suggeriscono ai loro pazienti di non consumare prodotti lattiero-caseari. Vi sarà pure un motivo per cui buona parte dell'umanità è intollerante ai latticini.
      Scrivi che "i bambini vegani hanno grande probabilità di sviluppare gravi patologie", eppure i bambini affetti da diabete e da tumori infantili sono tutti grandi mangiatori di prodotti animali. Sono gli onnivori, e non i vegani, a saturare i nosocomi. Vedere per credere.
      Hai anche omesso di menzionare quanto sia impattante ed inquinante l'alimentazione onnivora.
      Ma davvero volete continuare a ridurre il tutto alla sola demografia?
      L'ateneo di Oxford (e non solo quello) ha dimostrato quanto è disastroso l'onnivorismo di massa. È imbarazzante il silenzio dei pseudoecologisti (di destra) in merito alla questione alimentare. La mia opinione è che la questione demografica è strumentalizzata in modo furfantesco affinché non si mettano in discussione gli assurdi privilegi delle popolazioni dei paesi ricchi.

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    12. @W:"è molto più probabile che a crepare d'infarto sia un onnivoro piuttosto che un vegano od un fruttariano."

      E ad avere enticap per mancanza dei nutrienti adatti alla sviluppo del bambino, chi?

      Il sistema ha creato l'informazione per convincere le persone a rinunciare alla carne, in modo che i figli dei ricchi e/o benestanti ne abbiano ancora per molto.

      Il prossimo passo sarà convincere quelli più duri, a non voler rinunciare alle proteine animali, a mangiare gli insetti.

      Quello che i vegani NON sanno e che: sono come nel film "Matrix", in cui il sistema gestiva anche la rivolta, in modo da poterla controllare.
      Qui, è il sistema che vi convince ad essere puri, a non mangiare nessun animale (li mangiano solo i cattivi che fanno peccato!), in modo che per quelli che gestiscono il sistema, ci siano sempre risorse alimentare a loro disposizione.

      Siate benedetti, il vostro sacrificio sarà utile al sistema.

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    13. @ Wandervögel 12 febbraio 2020 14:28
      Io diedi Merceologia :-) so bene di cosa parlo: le fiabe vegane & vegeriane sono miti come i no vaccini!

      https://www.tuttogreen.it/proteine-animali-e-vegetali/

      https://pinoazz.files.wordpress.com/2012/03/tabelle-alimenti-kcal.pdf
      http://www.clitt.it/contents/scienze-files/6160_rodato_quaderno-files/6160_TabelleComposAlim.pdf
      https://www.scuolabook.it/Uploaded/rcs_S.000.CLD.SSC.0003V1A2_preview/rcs_S.000.CLD.SSC.0003V1A2_preview.pdf

      https://www.fondazioneveronesi.it/uploads/thumbs/2019/07/15/xpiramide_1_thumb_720_480.jpg.pagespeed.ic.rp9KdS74Ia.webp
      https://www.dietanutrizionista.it/wp-content/uploads/2014/12/piramide-alimentare-dietanutrizionista-768x768.jpg

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    14. "Il sistema ha creato l'informazione per convincere le persone a rinunciare alla carne, in modo che i figli dei ricchi e/o benestanti ne abbiano ancora per molto"

      No dài, Pulvirenti, almeno una faccina mettila, sennò (a parte me, che son telepatico) chi legge come fa a capire che tentavi di costruire una iperbole perculativa dei gomblottismi?

      Saluti.

      A

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    15. l'ultima seria rivolta al sistema c'è stata 50 anni fa, difatti il GND è l'ennesima balla. Le rivoluzioni si fanno solo in modo brutale: il guaio è che non fanno rima con carità e verità.

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    16. @chip 65C02,

      Non vi è sordo peggiore di colui che non vuole udire.
      È sufficiente sapere che il livello di mortalità è più elevato tra gli onnivori che tra i vegani?
      È sufficiente sapere che, in misura piuttosto importante, infarti e tumori colpiscono più voi che noi?
      È sufficiente sapere che, se l'umanità diventasse in massa vegana, si darebbe un taglio del 70% alle emissioni gas climalteranti?
      Vi sono pseudoecologisti che millantano, che brontolano, che piagnucolano ipocritamente, e vi sono ecologisti (vegani) che traducono nei fatti la propria sensibilità ambientalista. Io, vegano, impatto molto meno di te, onnivoro. Quella vegana è una scelta radicale, di campo, che inevitabilmente attira le frustrazioni di una pubblica opinione alienata, ignorante, ed indisponibile a cambiare per la salvaguardia del pianeta.

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    17. È sufficiente sapere che il livello di mortalità è più elevato tra gli onnivori che tra i vegani?
      riferimento a pubblicazioni scientifiche?

      È sufficiente sapere che, in misura piuttosto importante, infarti e tumori colpiscono più voi che noi?
      rfrmt a pbblczn scntfc?

      È sufficiente sapere che, se l'umanità diventasse in massa vegana, si darebbe un taglio del 70% alle emissioni gas climalteranti?
      rif. ecc?

      Saluti.

      A

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    18. In realtà vegetariani e vegani si ammalano meno di cancro

      http://cebp.aacrjournals.org/content/22/2/286.long

      http://www.nature.com/bjc/journal/v101/n1/full/6605098a.html

      http://www.youtube.com/watch?v=iXF0Fas2hGs

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  7. Per coltivare vegetali bisogna uccidere gli insetti (non necessariamente con pesticidi). Per convertire terre all'agricoltura bisogna distruggere gli habitat degli animali selvatici - se la caccia è un omicidio, la distruzione dell'habitat è pulizia etnica. Cos'è peggio?
    E quando, nei campi solo vegetali, caprioli, cervi, cinghiali cresciuti a dismisura mangiano tutto, girano la terra e gli uccelli divorano i semi, che si fa?
    Sì, si introducono orsi e lupi - e quando si riproducono a dismisura anche loro, allora che si fa?
    Come teniamo per noi abbastanza spazio da sfamarci, senza entrare in conflitto con altri animali? Mi pare che nessuno che si riempie la bocca di pietosi pensieri animalisti si sia mai posto il problema.
    In natura, mors tua vita mea. L'importante è agire con rispetto. Ci siamo presi troppo spazio e bisogna restituirne un po'. Bisogna cercare un equilibrio, non assoluti assurdi tipo "non uccidere". Non c'è vita senza morte. Quando morirò spero di venire mangiata dai vermi, dai batteri e dalle piante, non sigillata in una tomba.

    Stamattina ho guardato negli occhi una cerva. Mi sento fortunata per questi incontri. Però so che qui d'estate i cervi si mangiano tutto e se ci sono troppi cervi non si mangiano più neanche i fagioli, con buona pace dei vegani.

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    1. Le tue parole sono illuminanti.
      Grazie Gaia.

      Gianni Tiziano

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    2. Coltivando vegetali si rischia di nuocere agli insetti, sì, ciò non toglie che quello vegetale sia il regime nutrizionale più etico che vi sia, essendo quello che genera il numero minore di sofferenze nei confronti delle altre specie viventi. È un fatto incontrovertibile.
      Non farti, poi, una visione idilliaca dell'antispecismo.
      Se la mia cagna venisse morsa da una zecca, io, senza esitazioni, ucciderei la zecca, ma questa sarebbe una violenza al fine di garanzia della vita. Ignoro se zecche ed insetti siano senzienti o meno. Al contrario, la vacca ed il maiale non costituiscono alcun pericolo, le loro carni (nocive) non sono indispensabili per l'essere umano, dunque risulta ingiustificabile la loro uccisione deliberata, così come è inaccettabile il "giuoco" di perversione praticato dalla sadica cerchia venatoria.
      Penso che quanto da me scritto sia conforme all'utilitarismo del filosofo antispecista Peter Singer.
      Visto e considerato il grado elevato di deficit cognitivo ed etico in cui versa la maggior parte della specie umana, dubito seriamente che il veganismo riuscirà ad imporsi globalmente in tempi brevi o medi. Piuttosto, si dovrà puntare sulla carne sintetica prodotta in laboratorio, che tu, su questo blog, hai già stigmatizzato. Io, sia chiaro, non la mangerei, perché la carne, reale o sintetica che sia, mi disgusta al pari del puzzo di carcassa (inevitabile, essendo tale). Però, questa sarà di enorme aiuto per azzerare l'inquinamento e le emissioni climalteranti relativi agli allevamenti intensi, all'agrochimica zootecnica, al trasporto di prodotti animali, ecc. E sarebbe carne prodotta senza imprigionare, torturare, e massacrare miliardi e miliardi di esseri senzienti. Ben venga, che piaccia o meno ai fautori del vetero-ruralismo e dell'identitarismo alimentare. Anzi, se si vorrà davvero salvare il salvabile, a livello di clima e di ambiente, ai consumatori onnivori si dovrà imporre la carne sintetica, e con ciò intendo che questa dovrà essere l'unica carne disponibile sul mercato. A problemi radicali, soluzioni altrettanto radicali.
      Tu hai citato la distruzione dell'habitat naturale, dunque la deforestazione. Oggi si deforesta per fare spazio agli allevamenti ed a quella agricoltura intensiva filozootecnica. Ancora una volta, responsabilità delle masse onnivore. Sono inenarrabili i danni ecologici causati dall'appetito e dalla noncuranza di quest'ultime.

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    3. "Se la mia cagna venisse morsa da una zecca, io, senza esitazioni, ucciderei la zecca"

      E perché lo faresti, forse perché la TUA cagna è meglio della zecca? Mi sa tanto di specismo ...

      Saluti.

      A

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  8. "Sei ideologicamente avverso al veganismo.
    In verità, l'homo sapiens sapiens è anatomicamente frugivoro, granivoro, ed erbivoro. Gli umani si nutrono di cadaveri animali e di caseina per una motivazione "culturale", per abitudine, per vizio, e non per necessità nutrizionale."

    Wandervogel sai cosa sono le pitture rupestri?

    Sono antiche forme d'arte risalenti a decine di migliaia di anni fa e si trovano in caverne sparse per il mondo.

    Sono prevalentemente monotematiche: le bestie davanti e gli uomini dietro, con tutto l'arsenale dell'epoca nelle mani.



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    1. Se si va a vedere cosa c’è dietro agli inefficientissimi allevamenti intensivi si trovano le monocolture. Cioè quegli altrettanto inefficientissimi metodi di coltivazione che arricchendo le multinazionali del cibo danno origine al disboscamento, l’erosione dei suoli, l’inquinamento da pesticidi, l’espulsione dei piccoli contadini dalle loro terre, la crescita smisurata dei disperati nelle megalopoli e forse le guerre e i migranti. (È stato calcolato che se si considerassero le esternalità, un Hamburger dovrebbe costare 200 dollari)
      Il veganesimo aiuta a contrastare questo meccanismo perverso. Ma non diventiamo matti se si deve abbattere un cinghiale o un capriolo o se in alcuni sistemi agro-pastorali si continua a praticare l’allevamento.

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    2. https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/le-migrazioni-intra-africane-unintroduzione-23497
      Come migrano gli africani.
      A integrare il precedente commento sulle distorsioni del sistema alimentare

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    3. https://www.resilience.org/stories/2020-02-12/revolutionize-food-production-system-or-face-mass-deforestation-scientists-warn/
      È questo per finire, riguardante la necessità di trasformare profondamente il sistema agricolo promuovendo l’integrazione degli alberi nelle colture.

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    4. Per fortuna che non siamo più cavernicoli primitivi, selvaggi, ed amorali che praticano il cannibalismo e che scannano animali non-umani come se fossero dei posseduti. Però, vi sono coloro che, in termini d'intelligenza e di sensibilità, sono rimasti pietrificati in quel periodo oscuro ed ancestrale della storia umana. Ieri in caverna, oggi in macelleria e nei supermercati. Trattasi sempre di barbarie.

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    5. Wandervogel, si ritiene che homo sapiens sia apparso sul pianeta, all'incirca 200.000 anni fa, si ritiene, altresì, che l'agricoltura venga praticata da circa 10.000 anni. Mica possiamo buttare via così 190.000 anni di "tradizione".

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  9. Ma i miei commenti non passano?

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  10. https://www.meteogiornale.it/notizia/meteo-rovente-un-nuovo-studio-conferma-era-climatica-in-corso
    molto ben fatto il grafico degli ultimi 2000 anni.

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    1. https://www.meteogiornale.it/notizia/il-meteo-del-futuro-fa-paura-inverni-simil-tropicali-ed-estati-roventi
      il mondo caldissimo del film "2023, i sopravvissuti", che mi impressionò 50 anni fa (quello della Soylent green) è sempre più reale. Un assaggio ce l'ho già fatta a vederlo.

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  11. Wandervogel un consiglio, non dimenticare di prendere la vitamina b12, oggi disponibile come integratore, indispensabile per chi pratica la dieta vegan.
    I nostri antenati, non avendo farmacie a disposizione, molto saggiamente rincorrevano gli animali per procurarsela, anche se non erano consapevoli della sua importanza per la salute.

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    1. Non dimenticare di integrarla pure tu, anche se sei onnivoro
      https://www.ars.usda.gov/news-events/news/research-news/2000/b12-deficiency-may-be-more-widespread-than-thought/

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    2. Presso gli onnivori, la carenza della (enfatizzata) B12 è molto più frequente di quanto si possa ritenere. Io sono sereno.

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  12. Non vorrei infilarmi in discussioni di campo alimentare, ognuno ha un idea e difficilmente la cambia, ma un appunto va fatto, gli erbivori sono in grado di digerire la cellulosa mentre gli umani no.
    L'allevamento è sempre andato di pari passo con l'agricoltura, la pastorizia venne addirittura prima, proprio perché l'uomo potesse sfruttare a suo vantaggio, indirettamente, le riserve alimentari costituite dalla biomassa per lui indigestible. In una condizione di abbondante disponibilità di cibo questa frazione è velletria ma in scarsità è fondamentale, uso antico era per esempio dare ai maiali gli scarti di cucina e tutto ciò che era andato a male, un modo per riconvertire in carne e fertilizzante ciò che oggi noi mettiamo nell'umido.

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    1. L'intestino umano è molto più simile a quello degli animali erbivori piuttosto che a quello delle belve carnivore. Ovvio, non siamo fatti per mangiare carne. Ma tanti umani perseverano con una dieta a dir poco errata, ed ecco il cancro al colon. Lo stomaco umano non è sufficientemente forte per "mangiare" quei batteri e quei vermi presenti nella carne in putrefazione altro indizio del nostro non essere anatomicamente onnivori-carnivori. Ecco che sopraggiunge il tumore allo stomaco, vieppiù diffuso presso la platea onnivora. Tutto prevedibile, tutto così ovvio... ma perché la gente non cambia?! Perché i cosiddetti ambientalisti non si danno una mossa nel denunziare quanto è catastrofico l'onnivorismo di massa?!

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    2. http://www.nutrizionista-ancona.it/putrefazione-delle-proteine/
      Wander
      Si tratta di putrefazione delle proteine.

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    3. R Wandervo.gel "L'intestino umano è molto più simile a quello degli animali erbivori piuttosto che a quello delle belve carnivore. Ovvio, non siamo fatti per mangiare carne. Ma tanti umani perseverano con una dieta a dir poco errata, ed ecco il cancro al colon. Lo stomaco umano non è sufficientemente forte per "mangiare" quei batteri e quei vermi presenti nella carne in putrefazione altro indizio del nostro non essere anatomicamente onnivori-carnivori. Ecco che sopraggiunge il tumore allo stomaco, vieppiù diffuso presso la platea onnivora." ......Da medico, psso dirti per niente proprio: i carnivori hanno "in più" una maggiore acdità dei succhi gastrici ed una secrezione kucosa gastrica protettiva più importante, di emno diverse cose...Le differenze biochimiche nell'apparato digerente fra noi e gli scimpanzè sono enormi, tant'è che noi non siamo in grado di sintetizzare nessun amminoacido... Siamo molto più " carnivori" degli orsi (polare escluso= da u punto di vista dietetico... Se poi parli degli erbivori propriamente detti le differenze anche anatomiche sono eneormi...Quindi hai detto una marea di "xxxx"..Anche vero che alle nostre latitudini possiamo trovare nella foresta cibi vegetali ricchi in amminoacidi, vedi le ghiande con cui nell'età dell'oro si faceva il pan di ghiande (età dellìoro e enon solo, anche nell'epoca classica e nella stessa seconda guerra mondiale in sardegna) cosa niente affatto vera per le altri grandi scimmie. Ripeto, hai detto cose tendenzialmente all'opposto del vero Wandervogel...

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  13. comunque, se continua così, tra poco ci sarà da mangiare la soylent green.
    Mettetevi pure l'animo in pace.

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  14. https://www.meteogiornale.it/notizia/caldo-record-antartide-oltre-20-gradi-non-era-mai-successo
    https://www.meteogiornale.it/notizia/artico-russo-scongela-caldo-record-arcangelo
    ci vedo più cannibalismo che veganismo.

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