Troia non Cadde per Colpa degli Immigranti


domenica 12 gennaio 2020

Riflessioni sul Cancrismo



Un Post di Bruno Sebastiani


L’8 ottobre 2019 sul blog “Nuova Eden – alla ricerca del paradiso perduto” è apparso un saggio dal titolo “Riflessioni sul Cancrismo”. Ho riportato nel mio blog l’intero scritto, consistente in cinque fitte pagine di formato A4.
Vorrei approfittare dello spazio offertomi da Effetto Cassandra per rispondere alle critiche e agli argomenti dell’anonimo estensore dello studio (so solo che si chiama Alessandro e che è l’amministratore di Nuova Eden).
Gran parte delle critiche non sono indirizzate alla teoria cancrista in quanto tale ma al comportamento e alle affermazioni di alcuni suoi “seguaci” (se così si possono definire gli aderenti ad un Gruppo di Facebook …), e non le prenderò quindi in considerazione.
Ma anche per quanto riguarda la conoscenza della teoria in questione ci si trova subito davanti alla disarmante premessa “che non ho avuto modo di leggere il libro “Il Cancro del Pianeta”, né l’altro suo seguito”, da cui consegue che “in questo post […] non parlerò del libro, che io non ho letto, ma parlerò di ciò che ho avuto modo di capire e di conoscere attraverso l’autore stesso e le altre persone che hanno velocemente aderito a questa teoria. La riflessione che voglio fare (e le conseguenti critiche) dunque, hanno a che vedere più che altro con l’atteggiamento di chi aderisce al Cancrismo, con il suo punto di vista e con ciò che ho appreso interagendo con i sostenitori di tale teoria e leggendo articoli e scritti reperibili in rete.”
Mi sentirei più a mio agio se Alessandro avesse letto i miei libri, ma poiché alcune “critiche” riflettono effettivamente dei punti controversi della teoria, sono lieto di cogliere questa occasione per cercare di fugare dubbi e perplessità.
Non mi soffermerò sul punto 1 (l’accusa di “misantropia”), sia perché io non odio il genere umano, ma anzi lo amo, sia perché Alessandro stesso afferma che l’accusa non è rivolta alla teoria, ma a “buona parte dei sostenitori”, e dei sentimenti di costoro ovviamente non mi ritengo in alcun modo responsabile.
Al punto 2 troviamo l’accusa di “meccanicismo” o, se preferite, di “materialismo”. In sostanza Alessandro dice: i dati a sostegno della teoria sono certi ed acclarati, ma non si tiene conto di ogni altra “cosa che non sia evidente o dimostrabile”. Non per niente il paragrafo è titolato “La ragione da sola non basta” ed accusa la teoria di non tenere in adeguato conto la “spiritualità”. Quando Alessandro leggerà “Il Cancro del Pianeta Consapevole” si renderà conto che tutto l’ottavo capitolo (“Chi si è parzialmente opposto alla diffusione del male”, da pag. 101 a pag. 204) è dedicato in particolar modo a tutti i movimenti ascetici, religiosi e spirituali che dal lontano Oriente, all’Africa e all’Europa hanno cercato invano di limitare i danni causati dal progresso materiale. Quanto all’affermazione che “la spiritualità … erroneamente viene accostata alla religione o al bisogno di astrazione”, osservo che è da ritenersi corretta ai giorni nostri, ma che dall’antichità fino a poco prima dell’Età moderna i due termini (religione e spiritualità) potevano tranquillamente considerarsi sinonimi, pur con vari distinguo.
Il punto 3 è “uno dei punti focali dell’analisi fatta dal Cancrismo", e cioè "che la comparsa dell’uomo sulla Terra non sia altro che un 'caso', un brutto scherzo dell’evoluzione, un ‘esperimento finito male’”. Per Alessandro le cose non sono andate così. Il paragrafo ha come titolo la famosa locuzione di Einstein, secondo il quale “Dio non gioca a dadi con l’Universo”. Qui non è la mia teoria a dover scuotere i convincimenti di Alessandro, ma quella di autori ben più autorevoli. Mi riferisco in particolare a Jacques Monod e al suo basilare libro “Il caso e la necessità”, dove è specificato che [Le alterazioni nel DNA] sono accidentali, avvengono a caso. E poiché esse rappresentano la sola fonte possibile di modificazione del testo genetico, a sua volta unico depositario delle strutture ereditarie dell'organismo, ne consegue necessariamente che soltanto il caso è all'origine di ogni novità, di ogni creazione nella biosfera. Il caso puro, il solo caso, libertà assoluta ma cieca, alla radice stessa del prodigioso edificio dell'evoluzione: oggi questa nozione centrale della Biologia non è più un'ipotesi fra le molte possibili o perlomeno concepibili, ma è la sola concepibile in quanto è l'unica compatibile con la realtà quale ce la mostrano l'osservazione e l'esperienza. Nulla lascia supporre (o sperare) che si dovranno, o anche solo potranno, rivedere le nostre idee in proposito.” (J. Monod, Il caso e la necessità, Oscar Mondadori, 2017, p. 111)
Subito dopo, Monod soggiunge: “Fra tutti i concetti di natura scientifica, quello del caso distrugge più degli altri ogni antropocentrismo ed è il più intuitivamente inaccettabile da parte di quegli esseri profondamente teleonomici che siamo noi.” (ibidem)
La vita nasce dal caso, “soltanto il caso è all'origine di ogni creazione nella biosfera”, ce lo dice la Biologia, che ci dice anche tante altre cose.
In particolare, se l’uomo in quanto “primate” è anch’egli frutto del caso, nel senso che si è evoluto in centinaia di milioni di anni da quelle prime combinazioni casuali che hanno dato origine alla vita, la sua specie è stata oggetto in tempi molto più recenti di un avvenimento del tutto casuale che lo ha trasformato in Homo sapiens: il suo encefalo ha subìto una abnorme evoluzione come conseguenza di una mutazione genetica. Il biologo molecolare Pietro Buffa così descrive la possibilità di un tale accadimento: “Le mutazioni spontanee sono eventi del tutto casuali perché sono il risultato di una complessa catena di cause ed effetti che, di fatto, è impossibile ricostruire secondo un modello deterministico. Si tratta di errori di copiatura inseriti durante la replicazione del DNA e dovuti, secondo recenti indagini, a ‘tremiti quantistici’ che normalmente interessano le basi nucleotidiche. Per alcuni microsecondi una base può risultare instabile rispetto alle altre, un tempo brevissimo ma sufficiente perché l’apparato di replicazione del DNA la scambi per un’altra, commettendo un errore di trascrizione.” (P. Buffa, I Geni Manipolati di Adamo, Uno Editori, 2015, p. 93)
Studi scientifici riportati anche nel blog de Il Cancro del Pianeta confermano l’ipotesi che lo sviluppo del nostro cervello e dell’intelligenza umana siano conseguenti a mutazioni intervenute in uno o più geni (vedi “Quel gene che ha fatto la differenza tra noi e le scimmie” e “Il cervello dell’uomo è così grande a causa di un ‘errore’ genetico”).
La Biologia tende a ristabilire l’oggettività degli accadimenti, il Cancrismo tende ad attribuire loro il corretto significato in rapporto all’armonia che avrebbe continuato a regnare nella biosfera in assenza di quelle imprevedibili mutazioni genetiche, del tutto analoghe a quelle che sono alla base della carcinogenesi.
Il punto 4 e il punto 5 sono tra loro intimamente connessi. “Il cervello non può essere né buono né malvagio, esso è soltanto uno strumento come un altro” e “Il libero arbitrìo esiste ed ogni essere vivente può applicarlo o meno”.
Il discorso qui rischia di divenire assai complesso. Potremmo risalire alla polemica tra Erasmo da Rotterdam (“De libero arbitrio”) e Martin Lutero (“De servo arbitrio”), ma mi limiterò a questa semplice osservazione: se effettivamente fossimo stati liberi di optare per la salvaguardia della “omeostasi” tra tutte le cellule di Gaia (il mantenimento cioè dell’equilibrio tra le varie componenti della Natura), perché non l’abbiamo fatto? Perché abbiamo brutalmente distrutto questo equilibrio a nostro scandaloso vantaggio e continuiamo a farlo senza alcun segno di ravvedimento?
Secondo la mia teoria ciò è addebitabile al micidiale “combinato disposto” di due elementi.
1 – La neocorteccia, ovvero la parte del nostro encefalo frutto di abnorme evoluzione, è venuta a posizionarsi al di sopra di precedenti “strati” di cervello, ben meno potenti quanto a “capacità elaborativa”, ma nei quali erano (e sono) radicati dalla notte dei tempi i nostri istinti più ancestrali, quello di sopravvivenza individuale e della specie, istinti sviluppatisi per garantire la conservazione delle nostre vite a fianco di quelle di tutti gli altri animali, i quali, a loro volta, sono mossi da analoghi istinti.
2 – Questi istinti spingono ogni essere vivente a utilizzare tutti i mezzi a sua disposizione per il raggiungimento del proprio scopo conservativo / espansivo. Lo scontro con gli istinti altrui stabilisce spazi e modalità per la reciproca convivenza. Laddove i mezzi a disposizione di una specie diventano prevalenti, questi garantiscono a quella specie il successo nei confronti delle altre.
È ciò che è accaduto a noi. Siamo divenuti bipedi, abbiamo iniziato ad usare gli arti superiori per produrre strumenti taglienti, abbiamo addomesticato il fuoco, abbiamo sviluppato un linguaggio simbolico che ci ha consentito di coordinare al meglio le nostre attività di caccia, insomma abbiamo sbaragliato ogni avversario nella lotta per la vita, e non potevamo fare diversamente, in quanto sospinti da quegli incoercibili istinti primordiali.
Vorrei concludere le mie osservazioni sullo studio di Nuova Eden con una postilla finale.
Alessandro, l’amministratore di quel sito, aveva pubblicato un post dal titolo “L’uomo, il cancro del Pianeta” nel 2013, ben due anni prima dell’uscita del mio primo libro sul Cancrismo. In tale post aveva mostrato una sincera attrazione nei confronti della teoria, frenata però dalla speranza / illusione di una possibile regressione spontanea della malattia (dovuta essenzialmente ai comportamenti degli “uomini di buona volontà”).
Non è l’unico intellettuale a sentirsi attratto dalla teoria cancrista, ma al tempo stesso a respingerla per paura della sua “radicalità”. Esemplare in tal senso il carteggio intercorso tra me e Igor Giussani, riportato per intero nel mio blog.
Il Cancrismo effettivamente è duro da accettare in quanto sconfessa ogni convincimento antropocentrico di cui ci siamo nutriti sin dalla nascita. Ma una volta accettato è in grado di mostrare al nostro intelletto i guai procurati alla Natura e come quest’ultima sarebbe bella se solo avessimo rispettato gli equilibri stabilitisi in centinaia di milioni di anni.

41 commenti:

  1. Probabilmente ci si può abbandonare al Cancrismo con valide ragioni logiche e supportate da dati, io mi riservo però un margine di discrezionalità circa la presenza di uno scopo per la presenza umana sul pianeta. Rimango scettico riguardo all'effettiva capacità di una specie, anche se infestante, di agire come un cancro su scala planetaria, sicuramente un utilizzo migliore delle risorse è più in linea con la professione di "giardiniere del creato" insita non solo nelle religioni del libro.
    L'abbandono della prospettiva di potere sulla natura tipica dell'era industriale potrebbe aprire un era del "seguire le orme della natura" come intuito dagli antichi alchimisti (https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/7e/Michael_Maier_Atalanta_Fugiens_Emblem_42.jpeg), questa prospettiva viene spesso accantonata temo più per orgoglio che per necessità. Un antropocentrismo che guarda all'uomo come ad una creatura in cerca di una guida saggia individuabile nella natura e nei suoi metodi può ampiamente sostituire l'antropocentrismo che guarda all'uomo come dominatore incontrastato di tutto ciò che vede.

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  2. Neanche io ho letto il suo libro, e neppure le “Riflessioni sul Cancrismo”, neppure questo articolo, al di là delle prime righe. Ma ho letto abbastanza di suo su questo sito da arrivare alla conclusione che a me il concetto di cancrismo non dice granché.

    Questo per arrivare a dire che esistono discorsi che hanno una validità oggettiva e assoluta, e altri che ne hanno invece una soggettiva e relativa. Il "cancrismo", a mio avviso, rientra nella seconda categoria: è un messaggio che ha una sua utilità (shock and awe) per scuotere qualcuno intrappolato nel bolla falsamente rassicurante del business as usual; ma poi è necessario un passo ulteriore (per il ricevente il messaggio, intendo), altrimenti dalla padella del BAU si cade nella brace del nichilismo.

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    1. Lei legge poco ma comprende molto. Complimenti! Io leggo molto ma comprendo poco ...

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  4. Io credo che nell'ambito della posizione "filosofica" sposata dall'autore ci siano molte cose interessanti e discutibili (nel senso che se può discutere), l'importante però, secondo me, è avere la consapevolezza di che cosa stiamo parlando: una posizione filosofica, appunto, non scientifica, e nell'ambito della posizione filosofica, sono possibili, come noto, visioni diverse. Paragonare la specie umana ad un cancro, infatti, è un'immagine molto potente e pervasiva, ma, ripeto, anche se ci possiamo trovare mille motivi di riferimento scientifico, non è una teoria scientifica così per come di solito la si intende in ambito scientifico. Poi, per quanto riguarda gli elementi di biologia introdotti, sì, certamente interessante, però per esempio occorrerebbe precisare che il "caso puro", così come postulato da Monod, in biologia è un concetto un pò superato, nel senso che non è vero che può succedere a caso tutto e che ogni processo o direzione sia equiprobabile, ci sono sempre dei vincoli strutturali acquisiti che limitano in qualche modo le possibilità di evoluzione di un sistema.
    L'abiogenesi stessa, non è più vista come una lancio di dadi a casaccio, ma piuttosto come una serie di effetti e di processi successivi comunque in qualche modo guidati dalle leggi della chimica e della fisica, in cui la contingenza, concetto che assume un significato molto più sottile e raffinato del caso, riveste sempre un ruolo determinante. Riguardo la natura umana, certamente, noi siamo evidentemente dei mammiferi per i quali un determinato percorso evolutivo ci ha differenziato dai nostri cugini primati, per cui è abbastanza logico ritrovare anche nell'uomo alcuni comportamenti "animaleschi". Riguardo inoltre i concetti di "Gaia" e di "equilibri naturali", andiamoci piano, perchè le cose non stanno proprio così e sono in realtà molto più complesse. Detto questo, da "scienziato" e scienziofilo mi fermo, e lascio ad altri tutte le eventuali speculazioni filosofiche del caso.

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    1. Concordo pienamente sulla visione filosofica, sulla questione degli equilibri e di"Gaia" però mi trovi più fermo: esistono gli equilibri e, definizione permettendo, esiste una Gaia. Gli equilibri naturali sono individuabili nei vari cicli chiusi della chimica, ogni sostanza compie un percorso chiuso che ne garantisce la biodisponibilità continua. Gaia è un terreno più scivoloso in quanto filosoficamente definito, il pianeta è sicuramente un sistema "semi chiuso" con una serie di anelli di retroazione su scala planetaria e locale, definire questa condizione in modo diverso è rischioso.
      Quì si innesta il problema filosofico del Cancrismo, la moltiplicazione esplosiva di cellule o spaecie ha interpretazioni mutevoli in base all'approccio dell'osservatore, in nove mesi una cellula si moltiplica fino a diventare un neonato, se una cellula si espande fino a qualche chilo afinalisticamente è un cancro. Sicuramente è possibile definire un processo finalistico nell'evoluzione accettando una definizione minimale: dal semplice al complesso. Il problema filosofico è proprio definire se l'universo è Casuale o Causale, dilemma non scalfito neanche da Heisemberg e dalla meccanica quantistica che, per assurdo, rendono comunque prevedibli i fenomeni che descrivono.

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    2. Il problema riguardo a "Gaia" penso risieda nell'interpretazione del termine, tutto dipende da che cosa si voglia intendere, e, su questo, non mi pare ci sia molto accordo, tanto è vero che non mi risulta si parli molto in questi termini in ambito scientifico biologico. Se ci si riferisce, invece, alla struttura e alla funzionalità dell'enorme ecosistema terrestre, senza alcuna interpretazione di tipo animistico, allora potrei anche essere concorde sull'utilizzo del termine stesso. Riguardo il discorso dell'equilibrio, io credo che lo studio delle varie scienze e soprattutto della biologia evoluzionistica ci conducano a ritenere che non esista alcun equilibrio armonico perfetto in natura e d'altra parte, pensiamoci, se fosse così, allora non ci sarebbe nemmeno evoluzione. Lo scenario che se ne ricava è invece fatto di paesaggi in continuo mutamento, adattamenti, eventi contingenti, ristrutturazioni, rotture di simmetria, dove gli eventuali equilibri sono soltanto apparenti o temporanei (equilibri dinamici).
      L'unico vero stato di equilibrio fisico che si conosca in natura, infatti, è quello indicato dal secondo Principio della termodinamica e che è lo stato di massima entropia.

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    3. Gli equilibri dinamici in natura sono meccanismi in grado di riequilibrarsi dopo una perturbazione, ovviamente se la perturbazione è estrema il meccanismo collassa. Sulla biologia evoluzionista ho diversi dubbi specifici riguardanti la diferenza filosofica e fisiologica tra adattamento ed evoluzione, adattamenti intraspecie sono all'ordine del giorno ed in grado di creare dimorfismi enormemente accentuati (basta vedere i cani o gli altri animali che convivono con l'uomo) ma la speciazione in sè non sembra visibile nella biologia. Il salto qualitativo che porta una forma biologica a diventare specie a sè è complesso e comporta mutazioni raffinate e specifiche nel genoma, pur non essendo un creazionista intravedo in questa bariera qualcosa di insito in una forma di ordine. Potrei suggerire che derivi dalla mia visione causale del mondo, un incapacità di fondo di accettare il caos come unico elemento dominante, o da un semplice istinto di conservazione: la seconda legge della termodinamica impone, in un universo aperto come il nostro, l'inevitabile disgregazione caotica di ogni essere ed opera.

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    4. a sentir dire che l'unico vero stato di equilibrio in natura è quello del massimo caos e disordine, mi fa venire quasi la pelle d'oca. Pensando alla terra vuol dire che il caos smetterà di aumentare solo raggiunto il suo apice, perchè ad esso tende naturalmente. Non mi pare un bel futuro.

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    5. L'Universo NON cerca l'equilibrio.
      Non esiste uno stato a cui si tende, raggiunto il quale tutto rimane stabile.
      Lo si può vedere a qualsiasi scala.
      Il Nostro pianeta NON ha mai avuto un equilibrio lungo di milioni di anni in cui ci fosse sempre lo stesso clima, difatti, la natura cerca continuamente di non raggiungere l'equilibrio.
      La temperatura cambia tra giorno e notte, durante le varie stagioni, in periodi di decine di migliaia di anni, sia per motivi astronomici che per motivi planetari sulla sua superficie.

      L'entropia è solo la manifestazione delle forze repulsive che allontanano le molecole di un gas, in quanto la nuvola elettronica tende a respingerli.
      Ma non è un principio sempre valido, in quanto, oltre alle forze repulsive esistono le forze attrattive, che permettono di creare l'ordine nelle molecole, dalle più semplici alle più complesse; e le forze attrattive a lunga distanza, come la forza di gravità, che tende ad aggregare le masse e a evitare che le molecole si disperdano nell'Universo, come vorrebbe il falso secondo principio della termodinamica.

      Gli esseri viventi tendono a riprodursi e a colonizzare tutti gli ambienti possibili, perché è nella Natura delle cose.

      Il fine degli esseri viventi non è quello di raggiungere l'equilibrio con l'ambiente circostante, ma quello di poterlo cambiare abbastanza da renderlo più adatto alla vita della propria specie.

      Evito di dilungarmi troppo, per adesso mi fermo qui.

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    6. Purtroppo l'entropia, è la misura stessa del tempo, può solo aumentare. Le dinamiche universali vengono continuamente esplorate (https://it.wikipedia.org/wiki/Destino_ultimo_dell%27universo)ma, salvo alcune speranze, la possibilità di un eternità è tenue: sia la degradazione espansiva che il collasso finale puntiforme annullerebbero le informazioni.
      La prospettiva induce a ragionare proprio sulla possibilità di un contenuto finalistico sottinteso, il caos apparente è ordinato su un livello superiore non immediatamente visibile, con una finalità precisa. L'aspetto finalistico è filosofico e teologico, l'aspetto fisico è legato alle leggi fondamentali.
      Per inciso ricordo che il collasso gravitazionale è un evento che aumenta l'entropia dei sistemi esaurendo l'energia potenziale, purtroppo a quella carogna della seconda legge non si scappa!

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  5. Grazie del prezioso e intelligente contributo!

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  6. La differenza fra il cancro ed il biota umano è che il cancro è con noi (almeno tutti i mammiferi, che avendo un metabolismo più veloce dei rettili, sono esposti agli ion superossidi della respirazione cellulare) da sempre, solo ultimamente si ha la pretesa di "debellarlo". Forse è la sommatoria dei diritti individuali umani foraggiata dai combustibili fossili è il nemico da sconfiggere: un nemico morale quindi. Dawkins ci ricorda ce in natura il cancro è repsonsabile di circa un terzo deid ecessi di tutti i mammiferi. Saluti. PS: avvistati lupi alle porte di Ancona, forse c'è ancora speranza!: Viva GAIA e viva suo nipote PAN!

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    1. quando finiranno i fossili, i tuoi lupi faranno la fine dei gatti, cani e piccioni in Venezuela. Per ora ce li possiamo ancora permettere insieme a 12 mln di animali da compagnia, almeno finchè durerà l'abbondanza dei FF.

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  7. “L'ecocidio ci mostrerà che avevamo torto. E arriverà l'apocalisse.”

    Paul Kingsnorth si consegnò all'ecologismo finché si rese conto che era vano. Nulla fermerà la distruzione del pianeta causata dagli umani, dice. Entreremo in estinzione, ma prevarrà la Terra.

    (El Pais, 29 dic 2019 )

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  8. https://scripps.ucsd.edu/programs/keelingcurve
    mi vorrei sbagliare, ma mi pare che a Mauna Loa la CO2 è aumentata nell'ultimo anno di ben 5 ppm. Ed è in accelerazione. Non ci saranno le equazioni di Zichichi a dimostrare l'inquietante GW, ma le misurazioni empiriche da liceali sfigati ci sono eccome. Intanto qui fuori ci sono più di 6° e per dormire ho spento il riscaldamento, nel mese statisticamente più freddo dell'anno. I 5 anni più caldi della storia recente sono stati gli ultimi 5. Penso che anche i vecchietti come me dovranno vedere tempi strani e preoccupanti. Basterà vivere ancora pochi anni.

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    1. Lo penso anche io, che i vecchietti di adesso, se vivono ancora per alcuni anni, dovranno vedere tempi strani e preoccupanti.

      Tiziano

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    2. Suppongo ci abitueremo ad un clima da
      carbonifero-giurassico,periodi interessanti della storia del pianeta e nei quali si formarono proprio le fonti fossili che utilizziamo oggi. Caldo umido permanente, megaflora infestante e pioggie torrenziali, vedo interessanti opportunità in ciò.
      Inverni miti aiutano a ridurre il consumo di combustibile per il riscaldamento, buon motivo per vederli in positivo!

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    3. pare che in Australia stiano abituandosi al fumo e alle fiamme. Bellino il nome, mi ricorda una filastrocca della mia infanzia: "Attanasio, cavallo vanesio".

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  9. "... una posizione filosofica, appunto, non scientifica".

    La parola "filosofia" significa "amore per la conoscenza" e l'unica conoscenza possibile è quella del mondo fisico, che per altro è convenzionale.

    La espressione "posizione scientifica" non significa nulla, perché esiste solo il metodo sperimentale con il quale si verificano delle teorie che descrivono gli eventi del mondo fisico.

    Tutto quello che non è verificabile non è "scientifico", può essere una dottrina, magari metafisica, cioè che si colloca fuori dallo "spazio/tempo". Ci sono un sacco di dottrine che si auto-definiscono "scientifiche" ma che se va bene sono fondate sul più o meno della statistica altrimenti sono aria fritta. Facciamo il caso classico della "Economia". Gli "Economisti" sono ragionieri che affermano tranquillamente una teoria e la teoria contraria nella stessa frase perché tanto qualsiasi evento descriva quella teoria non è riproducibile, quindi tutte le teorie non sono verificabili. Intanto si danno un tono esprimendo delle equazioni, il "latinorum" della contemporaneità.

    La "posizione filosofica" che non contiene alcuna conoscenza ancora è una espressione priva di significato. Equivale a dire che chiunque può affermare qualsiasi cosa e questo è la coincidenza all'infinito tra tutto e nulla. Non c'è ragione di discutere il tutto e il nulla. L'unico risultato possibile è l'inazione, la paralisi. Aggiungendo un po' di mediocrità, può avere un uso masturbatorio.

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    1. Non è assolutamente semplice affrontare questa interessante questione, ma comunque non sono molto d'accordo sul non significato che lei attribuisce alla locuzione "posizione scientifica". Quando infatti una congettura plausibile e coerente viene studiata, sperimentata, verificata o confutata nel limite del possibile e dei metodi a disposizione e infine accettata dalla comunità scientifica con un certo grado di fiducia, quella per me è una "posizione scientifica", che non significa naturalmente verità assoluta o certezza.
      Tenga anche presente che l'idea del "metodo scientifico", inteso come unico e immutabile, può contenere delle insidie concettuali pericolose e occorre superarlo in qualche modo, questo perchè anche la scienza si evolve, e certamente lo ha fatto per esempio da Galileo ad oggi. Sul discorso della verifica sono naturalmente d'accordo, ma anche la verifica si può fare in diversi modi e non è per niente detto che sia soltanto proiezione matematica e controllo rigoroso del risultato...

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    2. Metterei una distinzione nell'uso attuale di "posizione scientifica":
      posizione scientifica= opinione di un certo numero di professionisti
      posizione scientifica= posizione derivante da leggi scientifiche provate
      La stessa teoria darwinista è una posizione scientifica del primo tipo e correttamente definita teoria, le posizioni scientifiche che hanno dato risultati concreti invece sono del secondo tipo: la possibilità di creare un laser è stata per molto tempo ritenuta una chimera.
      Nel campo della filosofia le opinioni contano purtroppo, il problema per la Filosofia reale è la coerenza del sistema, un opinione non argomentabile è incoerente con qualsiasi sistema filosofico e quindi irricevibile, un argomentazione la cui logica è fallace o tautologica altrettanto (i sofisti ne erano maestri). Un esempio di come "dovrebbe funzionare" la Filosofia è la matematica, è un sistema similmente basato interamente sull'autocoerenza e deriva da sè stessa le prove.

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    3. Signor Fabio:
      Continuiamo con espressioni prive di significato come "accettata dalla comunità scientifica" e, questa è veramente fantastica, "un certo grado di fiducia".
      In questa visione del mondo la "comunità scientifica" è semplicemente una "chiesa" (vedere significato etimologico) e il "certo grado di fiducia" è una "fede".

      Il "metodo scientifico" non ha alcun bisogno di essere unico e immutabile, questa da dove l'ha tirata fuori? Si tratta di condurre un esperimento che verifichi la teoria che e sia riproducibile a piacere. Il nocciolo della questione è la riproducibilità. Per estensione, io osservo un corpo celeste e descrivo il suo comportamento con una teoria. L'esperimento non lo posso fare sul tavolo, significa che la teoria sarà verificata da come riesce a descrivere il comportamento di tutti i corpi celesti, l'esperimento coincide con l'osservazione continua. Prego notare che la teoria è la descrizione di un fenomeno e dipende dalla osservazione del fenomeno. Appena cambia l'osservazione, cambia il fenomeno e cambia la teoria, ergo le teorie sono tutte temporanee, indipendentemente dalla verifica sperimentale. Le teorie sono temporanee perché una ulteriore osservazione può portare a contraddire la teoria oppure a richiedere una generalizzazione che la includa come caso particolare.

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    4. Signor Athanasius:
      Il linguaggio, la parola, è il primo strumento di indagine. Quello che scrive non ha nessun senso.
      "posizione scientifica= opinione di un certo numero di professionisti"
      C'è un aforisma secondo cui le opinioni sono come il buco del didietro, tutti ne hanno uno. Però il buco del didietro è indispensabile, mentre le opinioni non servono a niente. I professionisti chi sono? Al tempo di Galileo tutti i "professionisti" sostenevano che la Terra fosse al centro della Sfera Celeste. Tempo dopo, tutti i "professionisti" sostenevano che l'universo fosse permeato dall'etere intangibile.
      "posizione scientifica= posizione derivante da leggi scientifiche provate"
      Veda sopra, non esistono "leggi scientifiche" e non esiste nessuna "prova". Esistono delle teorie che descrivono gli eventi osservabili nell'universo fisico. Le teorie sono verificate con delle prove sperimentali. La verifica significa solo che quella è la migliore descrizione disponibile del tale fenomeno in quel momento. Se il giorno dopo lo stesso evento viene osservato in maniera diversa, per cui la teoria non rende conto della ulteriore osservazione, occorre cambiare la teoria e riverificarla. Potrebbe capitare che serva una teoria del tutto diversa oppure che questa sia il caso particolare di una teoria più generale.

      Mi sembra che lei non abbia le idee tanto chiare, per esempio:

      "la possibilità di creare un laser - chimera".

      Un laser è una macchina. Non si tratta di teoria, si tratta di saperlo fare in pratica, si tratta di tecnica e quindi di tecnologia. Le faccio un esempio. Posto che si conosca il funzionamento del fenomeno della "portanza" che descrive il modo in cui un'ala sostiene il volo o, incidentalmente, una vela spinge la barca, per potere costruire un'ala bisogna disporre dei materiali che hanno certe proprietà meccaniche e degli strumenti per dare forma a questi materiali. Io conosco la teoria ma se dovessi costruire un aliante con le mie manine, sarebbe una "chimera" perché non ho i materiali necessari e non ho gli strumenti, se anche li avessi, non si saprei adoperare, non conosco l'arte. Ha presente il famoso film che racconta di Benigni e Troisi che tornano indietro nel tempo e cercano di dare a Leonardo delle idee "fantascientifiche"? Gli dicono "i binari, la locomotiva". Leonardo conosceva l'uso del vapore per muovere i meccanismi, era noto almeno dall'epoca ellenistica e lui lo adoperava per le scenografie delle feste del Duca. Però aveva solo una forgia, un martello e una incudine e per fare binari e locomotiva ci vuole altro. Aneddoto, le "chimere" sono rare ma esistono in natura, per esempio i gatti che sono fusione di due DNA diversi e hanno occhi di colore diverso, pelo di colore diverso, eccetera.

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    5. "Un esempio di come "dovrebbe funzionare" la Filosofia è la matematica, è un sistema similmente basato interamente sull'autocoerenza e deriva da sè stessa le prove".

      La matematica è pura metafisica, cioè non si colloca nell'universo fisico. Noi la assumiamo cosi com'è perché è connaturata ai meccanismi del pensiero che producono la nostra rappresentazione "innata" del mondo. La matematica si fonda su "concetti primitivi" come "uno è un numero" e "due è il successivo di uno", sulle proprietà di questi concetti e tutti sono dati. In altre parole, per semplificare, la matematica non è "scientifica". La Filosofia come ho cercato di dire riguarda il mondo fisico, perché quella è l'unica "conoscenza" dello "altro-da-noi" che possiamo trattare per via convenzionale, cioè che ci possiamo raccontare l'un l'altro. Poi certo, c'è una specie di tecnologia della filosofia, cioè il ragionare sul ragionare, sul metodo, da cui i sofisti che all'epoca studiavano il linguaggio come strumento. Quindi non c'è separazione ne contraddizione tra Filosofia e "Scienza", posto che "scienza" significa quello che ho detto, teorie che descrivono il mondo e verifica sperimentale. In origine tutti i "filosofi" erano "scienziati", nei limiti degli strumenti disponibili e tutti gli "scienziati" erano intrinsecamente "filosofi". La separazione tra "scienza" e "filosofia" della vulgata attuale è una mistificazione, in parte dovuta alla "scienza" come manualistica e alla "filosofia" come mera speculazione di chi non si sporca le mani.

      Le opinioni contano? Boh. Per me le opinioni NON ESISTONO. L'unico concetto che posso assimilare a "opinione" è tipo "come faccio ad andare a Parma? - ci puoi andare col treno, con l'automobile, con la motoretta, con la bicicletta, a cavallo oppure a piedi". Treno, automobile eccetera sono "opinioni" valide, mentre "con la forza del pensiero" è una opinione sbagliata.

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    6. "Un esempio di come "dovrebbe funzionare" la Filosofia è la matematica, è un sistema similmente basato interamente sull'autocoerenza e deriva da sè stessa le prove".

      La matematica è pura metafisica, cioè non si colloca nell'universo fisico. Noi la assumiamo cosi com'è perché è connaturata ai meccanismi del pensiero che producono la nostra rappresentazione "innata" del mondo. La matematica si fonda su "concetti primitivi" come "uno è un numero" e "due è il successivo di uno", sulle proprietà di questi concetti e tutti sono dati. In altre parole, per semplificare, la matematica non è "scientifica". La Filosofia come ho cercato di dire riguarda il mondo fisico, perché quella è l'unica "conoscenza" dello "altro-da-noi" che possiamo trattare per via convenzionale, cioè che ci possiamo raccontare l'un l'altro. Poi certo, c'è una specie di tecnologia della filosofia, cioè il ragionare sul ragionare, sul metodo, da cui i sofisti che all'epoca studiavano il linguaggio come strumento. Quindi non c'è separazione ne contraddizione tra Filosofia e "Scienza", posto che "scienza" significa quello che ho detto, teorie che descrivono il mondo e verifica sperimentale. In origine tutti i "filosofi" erano "scienziati", nei limiti degli strumenti disponibili e tutti gli "scienziati" erano intrinsecamente "filosofi". La separazione tra "scienza" e "filosofia" della vulgata attuale è una mistificazione, in parte dovuta alla "scienza" come manualistica e alla "filosofia" come mera speculazione di chi non si sporca le mani.

      Le opinioni contano? Boh. Per me le opinioni NON ESISTONO. L'unico concetto che posso assimilare a "opinione" è tipo "come faccio ad andare a Parma? - ci puoi andare col treno, con l'automobile, con la motoretta, con la bicicletta, a cavallo oppure a piedi". Treno, automobile eccetera sono "opinioni" valide, mentre "con la forza del pensiero" è una opinione sbagliata.

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    7. Bisogna dire che questo è un gran bel commento. È giusto che sia stato pubblicato in duplice copia.

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    8. Vedo che concorda almeno sulla prima definizione da me data, esiste un uso di "posizione scientifica" relativo ad opinioni, per quanto autorevoli.
      Sulla seconda definizione penso che la problematica sia relativa al termine di "leggi scientifiche", con esse io intendo le leggi che descrivono il nesso causa-effetto che sono dimostrate sperimentalmente, la mia citazione del laser è relativa proprio a questo aspetto: nonostante pareri autorevoli sulla sua infattibilità la costruzione del primo laser (a microonde a memoria)dimostrò la bontà della teoria elevandola, nella mia definizione, a legge.
      Concordo sulla sovrapponibilità di Scienza, Filosofia e Metafisica in quanto la distinzione è spesso legata all'approccio dell'osservatore ma trovo che tutti e tre i campi appoggino sulla realtà, anche la matematica si trova a dover essere coerente con l'osservazione almeno nelle basi del calcolo. Esistono altri campi della matematica che sembrano più astratti ma si autoverificano nell'osservazione, ad esempio in fisica, un buon esempio di matematica complessa può essere quella relativa ai tensori dello spazio-tempo della relatività o quella usata in geodesia.
      La necessità di distinguere è esplicata bene in Aristotele, purtroppo la necessità stessa viene a frammentare un unicum (la realtà) che poco si adatta a questa operazione.

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    9. Buongiorno, anche se di solito tendo a evitare di interloquire, per etica personale, con utenti che non si presentano con nome e cognome, provo ugualmente a rispondere.

      Athanasius:
      mi è piaciuta la sua definizione semplice di filosofia, per me, finora, una delle più convincenti, se interpretata in questo modo.

      Anonimo:
      del suo commento, concordo in particolare con l'idea di una separazione concettuale tra scienza e filosofia più forzata che reale, anche se i principali artefici di questa parcellizzazione a mio avviso non sono gli scienziati, ma gli umanisti.
      Della sua definizione della matematica, salvo il fatto che si tratti effettivamente di una nostra predisposizione di pensiero innata, che si è poi rivelata particolarmente utile nella descrizione approssimata del mondo fisico. Il mio pensiero infatti è che si tratti nè più nè meno di un linguaggio, per cui non è il mondo ad essere matematico, ma piuttosto la nostra rappresentazione di esso.
      Riguardo la scienza, nonostante io concordi grossomodo anche con la sua descrizione approssimata di teoria, mi pare comunque che lei abbia un'idea generale di scienza poco attinente con la realtà. Le ricordo che le teorie scientifiche di cui disponiamo alla fine sono piuttosto poche e generali, e non è che ad ogni risultato non conforme, o apparentemente non conforme, vada cambiata la teoria. Per il resto nella ricerca scientifica si lavora su determinati programmi di ricerca costruendo modelli e utilizzando linguaggi e strumenti specifici su problemi specifici, naturalmente ponendo i modelli stessi a verifiche e riproduzioni sperimentali. Però le chiedo, e nel caso di tutti quei problemi evidentemente scientifici in cui si trattano fenomeni storici, unici e irreversibili, biologia, clima, geologia, per esempio, che facciamo secondo la sua teorizzazione?


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    10. Altra cosa Anonimo, si veda bene il significato di fiducia e di fede sul vocabolario Treccani, vedrà che si tratta di concetti nettamente diversi, la scienza infatti non è mai una fede.

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    11. "I cinque colori accecano gli occhi"
      Vanno bene le teorie scientifiche se non prendono il sopravvento sul quadro generale.
      Tutto è uno.

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    12. Cominciamo dalle cose serie.
      Io non commento solo come "anonimo", perché sui servizi di Google questo significa solo che non metti un "nome d'arte" ma Google sa benissimo chi sei, cioè ha le informazioni per identificare l'utente e risalire alla sua anagrafica. Io commento in modo da essere il più possibile "anonimo", rimuovendo le informazioni dai registri dei provider. Se voi non fate lo stesso significa che non avete capito cosa è Internet al giorno d'oggi e cosa sono i gadget elettronici. Sono strumenti per indurre delle dipendenze e strumenti di sorveglianza.

      Detto questo,
      "Le ricordo che le teorie scientifiche di cui disponiamo alla fine sono piuttosto poche e generali, e non è che ad ogni risultato non conforme, o apparentemente non conforme, vada cambiata la teoria".
      Invece SI, la teoria viene falsificata con UNA SOLA OSSERVAZIONE NON SPIEGABILE. Però una volta che la teoria è falsificata non smette di funzionare per tutti i casi per cui si è adoperata fino al momento della scoperta contraddittoria. Inoltre, questa è la cosa più importante, se non hai più mutande pulite non vai in giro a culo nudo, no? Quindi se la teoria è sbagliata, non viene cancellata fintanto che non se ne trova una che funziona oppure una più generale che la include come caso particolare.

      Facciamo un caso concreto: io vado dal panettiere che pesa il pane con la bilancia. Basta e avanza. Non ho bisogno della fisica quantistica per comprare il pane. Il 99.99% della gente nel corso della vita non ha bisogno di sapere altro che due cose di meccanica classica. Solo pochissimi studiosi si possono accorgere che una certa equazione che dovrebbe descrivere il comportamento dei campi gravitazionali in realtà non rende conto di casi che sono collocati nell'immensamente grande e nell'immensamente piccolo, che erano le scale dei fenomeni che ai tempi in cui la equazione fu concepita non erano accessibili. Quegli studiosi si possono tenere l'informazione per se, l'equazione non funziona sempre, quindi o è sbagliata o è un caso particolare ma tanto non fa differenza per la bilancia del mio panettiere.

      Mi si dice di controllare il dizionario.
      La parola "fiducia" viene dal verbo latino "fidere", cioè "avere fede".

      Il primo lemma della Treccani alla voce "fede" recita:
      "Credenza piena e fiduciosa che procede da intima convinzione o si fonda sull’autorità altrui più che su prove positive".

      Non sono affatto due concetti distinti. La fiducia e la fede sono la stessa cosa e significano essere convinti che una certa affermazione sia vera prima di avere avuto la prova tangibile o anche quando l'evidenza la mostra falsa, perché l'intima convinzione e l'autorità altrui hanno la priorità sull'evidenza.

      Le cose di cui stiamo parlando in questa sede rientrano nel campo della "chiesa" come comunità di "illuminati/credenti" che hanno fede aprioristica che certe affermazioni apocalittiche siano vere. Il "cancrismo" è un sottoinsieme, perché alla profezia apocalittica del "pentitevi, moriremo tutti ma quando? Non importa, prima o poi moriremo tutti", aggiunge "perché siamo troppi". Troppi quanto? non importa", siamo troppi a priori e l'affermazione non richiede approfondimento perché è un dogma.

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    13. Giusto. Spettacolare sfoggio di cultura. Queste fedi...vorrebbero far stare il mondo in uno stampino.

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    14. @anonimo
      1) Se lei è un popperiano convinto, non può pretendere che lo siano tutti gli scienziati. Popper, Kuhn, Fayeraband, chi ha ragione e/o chi a torto? Forse la verità è che tutti hanno sia ragione che torto? E infatti la scienza, per fortuna, viaggia anche per conto suo, e fortunatamente spesso oltre le etichette prescrittive che tanto piacciono ai filosofi della scienza.
      2) Non ho capito il senso del pane e della bilancia, ma non importa. Tanto l'equazione di cui lei parla non è soltanto o giusta o sbagliata, ma spesso è insufficiente, è questo il problema. Ha mai sentito parlare di sistemi complessi?
      3)Fiducia vocabolario Treccani: Atteggiamento, verso altri o verso sé stessi, che risulta da una valutazione positiva di fatti, circostanze, relazioni, per cui si confida nelle altrui o proprie possibilità, e che generalmente produce un sentimento di sicurezza e tranquillità
      Fede: Credenza piena e fiduciosa che procede da intima convinzione o si fonda sull’autorità altrui più che su prove positive.
      Ripeto, sono concetti molto diversi.
      4) Conclusione: lei, ribadisco, a mio avviso ha una visione poco reale della scienza moderna e del suo effettivo funzionamento, e infatti non ha risposto minimamente alla mia ultima domanda, che forse era l'argomento più interessante.
      Riguardo a quello di cui stavamo discutendo qui, l'abbiamo ben chiarito sia io che Sebastiani: non stavamo parlando di una teoria scientifica, ma semmai, filosofica.

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  10. Da scrittore neofita ho ripreso un interessante articolo sull'evoluzione della popolazione mondiale (https://realprospettive.blogspot.com/2020/01/ecologia-e-popolazione-oltre-la.html per chi fosse interesato), l'autore sottolinea benissimo come vi sia stato un trend combinato di diminuzione della fertilità e di donne in età riproduttiva (20-40 anni) che sembra sostanzialmente stabilmente indirizzato verso una decrescita della popolazione. Il fenomeno è già noto in Giappone che sembra fare da apripista, con mia grande sorpresa la Cina segue a ruota con uno "scalone" ancora più intenso (https://www.nextbigfuture.com/2020/01/chinas-birthrate-drops-to-70-year-low.html in inglese).
    A mio avviso stiamo vivendo la fine di un overshoot, i baby boomers, ed il progressivo reinstradamento verso un equilibrio, seguendo il trend giapponese si può supporre una diminuzione progressiva della popolazione con un contemporaneo aumento del PIL individuale al contemporaneo diminuire del PIL nazionale, intendendo con PIL una somma di risorse, beni e servizi.

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  11. Mentre si disquisisce, con tutto il rispetto per la filosofia, le minacce si fanno più serie. Per dirla alla Sebastiani, riuscirà il nostro smisurato intelletto a tirarci fuori dai guai che esso stesso ci sta causando?
    https://www.meteogiornale.it/notizia/antartide-ghiacciaio-thwaites-bomba-ad-orologeria

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    1. @ Ferruccio19 gennaio 2020 15:30

      Io NON credo proprio che il nostro smisurato intelletto riuscirà a tirarci fuori dai guai che esso stesso ci sta causando!

      Nei miei 62 anni, ho molte volte posto attenzione al fatto che è molto più facile distruggere, che creare o riparare.
      Noi stiamo distruggendo la natura per creare ottusi artifizi.
      Credo che con una natura annichilita, avremo poche possibilità di vivere in modo degno.

      Gianni Tiziano

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    2. Invito a non sottovalutare i meccanismi di compensazione, i lanci di agenzia inseguono il trend del momento. Sicuramente non siamo in un paradiso ne stiamo contribuendo a crearlo ma iniziamo a prendere la giusta direzione anche in Cina(https://www.ilpost.it/2020/01/20/cina-divieto-plastica-monouso-2025/)visto il pragmatismo cinese direi che la cosa ha poco a che fare con le idee ecologiche ma molto con quelle economiche,quando si toccano i portafogli iniziano a cambiare le cose. Come già citato l'ecosfera stà remando a favore utilizzando al meglio i nostri scarti, a volte con effetti scomodi ammetto (https://translate.google.com/translate?hl=it&sl=en&u=https://www.globalcitizen.org/en/content/toxic-algae-blooms-explainer/&prev=search ), ma l'aumento di CO2 è uno degli stimolanti della crescita vegetale con la sua funzione di fissatore del carbonio. Il superamento della fase di inattività è un segnale, la necessità di energia affidabile a basso costo è una motivazione ottima ed infine il disperato bisogno di un nuovo paradigma industriale-economico completa il quadro: riciclo per recuperare le risorse materiali, energie rinnovabili (locali) e tutta una catena industriale ed economica da costruire, un sistema elegante ed efficace per generare una crescita in questo momento asfitico!

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    3. Athanasius :
      "l'aumento di CO2 è uno degli stimolanti della crescita vegetale con la sua funzione di fissatore del carbonio"

      La CO2 stimola la crescita *solo* in compresenza di adeguati input di nutrienti, e soprattutto di acqua.

      "Generare crescita", Athanasius, è l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno.

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  12. Si dice che Homo sia la specie più intelligente sul pianeta Terra.
    Bene.
    Allora perchè ci comportiamo in modo canceroso nei confronti del pianeta Terra ?

    Gianni Tiziano

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