Troia non Cadde per Colpa degli Immigranti


venerdì 21 giugno 2019

Carne o non carne? – Siamo animali vegetariani o onnivori?





di Bruno Sebastiani

I vegetariani e i vegani sostengono che mangiare carne sia nocivo per gli animali uccisi, per la salute di chi li mangia e per l’ambiente.
Nonostante la percentuale ridotta di chi aderisce a queste diete, meno del 10% della popolazione mondiale, le argomentazioni esposte contengono elementi che meritano la massima considerazione.
Riassumiamoli partitamente e poi svolgiamo ulteriori considerazioni.

1 – Nocività per gli animali uccisi

Chi è preda e soccombe non può che vivere con angoscia il proprio annientamento. Ma se questa è una legge universale, il dramma vissuto dal bestiame ai nostri giorni è di dimensioni ben più ampie sia quantitativamente che qualitativamente. Non riporterò in questa sede i dati numerici né riferirò delle terribili condizioni in cui vivono e muoiono gli animali negli allevamenti intensivi. Si tratta infatti di situazioni ben note e documentate, sebbene la maggioranza delle persone preferisca ignorarle. In quel tipo di allevamenti viene praticato l’esercizio massimo di violenza nei confronti della natura. Là persino il venire al mondo è in funzione della successiva macellazione. E, tra la nascita e la morte, la vita trascorre in una serie inenarrabile di tormenti.

2 – Nocività per chi mangia gli animali uccisi

Mentre il primo tipo di nocività è indubbio, relativamente al secondo tipo, la nocività della dieta carnivora per gli esseri umani, l’argomento è controverso. Analizzare la questione significherebbe addentrarsi in un ginepraio di dati e informazioni contrastanti dal quale sarebbe difficile uscire. Mi limiterò pertanto ad assumere come elemento di sicura nocività (universalmente conclamata in campo medico) l’eccessivo consumo di carne da parte dell’uomo e ignorerò per il momento l’estremo opposto, ovvero se possa essere nociva anche una dieta completamente priva di carne e suoi derivati.

3 – Nocività degli allevamenti di animali per l’ambiente

Per consentire la dieta carnivora di 7 miliardi di persone (il 90% della popolazione non vegetariana), occorre mantenere in vita e poi uccidere oltre 29 miliardi di animali (dati FAO del 2014). Questi numeri non consentono di riservare a tali animali gli spazi e il tipo di vita che madre natura aveva progettato per loro. Di qui l’esigenza di allestire gli allevamenti intensivi, resi ancor più infelici e brutali dall’avidità e dalla cattiveria umana. La concentrazione di tanto materiale organico in spazi ristretti è fonte di grave inquinamento per il pianeta, così come l’altro elemento di elevata nocività è rappresentato dal mangime necessario per sfamare 29 miliardi di bocche: per produrlo ampie zone del pianeta vengono deforestate e sottoposte a monocolture intensive di soia e di altri legumi e cereali. Anche in questo caso ometto di citare i dati, facilmente reperibili in rete e su importanti testi qualificati.

Se questi sono i capi di accusa rivolti da vegetariani e vegani ai cosiddetti “onnivori”, quali altre argomentazioni possono essere svolte a completamento del tema?

Ulteriori considerazioni

1 - Il ruolo svolto dall’alimentazione carnivora nell’evoluzione della nostra specie

Praticamente tutti gli antropologi concordano sul fatto che i nostri lontanissimi progenitori fossero erbivori. Tra sette e cinque milioni di anni fa avvenne la mutazione che dall’albero genealogico dei primati originò il nuovo ramo della nostra specie, i cui primi esponenti furono gli australopitecini, caratterizzati da un cervello di dimensioni maggiori di quello degli scimpanzé, i nostri parenti più prossimi.
Secondo Richard Wrangham, antropologo britannico allievo di Jane Goodall e autore di “Catching Fire. How Cooking Made Us Human” (tradotto in italiano con il titolo “L’intelligenza del fuoco. L’invenzione della cottura e l’evoluzione dell’uomo”, Bollati Boringhieri, 2014) il «passaggio da una dieta a base di fogliame a una – qualitativamente superiore – a base di radici è una spiegazione plausibile del primo incremento delle dimensioni del cervello (da 350 a 450 cm3 circa) nel passaggio dalle scimmie antropomorfe della foresta agli australopitecini» (p. 130).
A questo primo incremento ne seguirono altri di entità ben maggiore in corrispondenza di importanti variazioni nella dieta degli ominidi, che iniziò a contemplare l’assunzione di proteine animali. Wrangham individua tre di tali variazioni.
La prima sarebbe avvenuta poco più di due milioni di anni fa, allorquando il nostro antenato Homo habilis iniziò ad affilare pietre e a mangiare carne. I ritrovamenti archeologici non lasciano dubbi al riguardo. Le difficoltà connesse a una dentizione e a un organismo inadatti al consumo di carne cruda furono superate in parte grazie all’uso di questi strumenti litici (che consentivano di tagliare e battere la carne) e in parte grazie a lente e graduali modifiche anatomiche. Secondo “The Expensive-Tissue Hypothesis” (“L’Ipotesi del Tessuto Costoso”) di Leslie Aiello e di Peter Wheeler (pubblicata nell’aprile 1995 su “Current Anthropology”), il consumo di carne avrebbe fatto crescere le dimensioni del cervello e consentito la parallela diminuzione delle dimensioni dell’intestino. La capacità cranica di Homo habilis passò da 450 a 612 cm3.
La seconda variazione, ben più sostanziosa, avvenne 1,8 milione di anni fa con il passaggio da Homo habilis a Homo erectus e con un aumento delle dimensioni del cervello da 612 a 870 cm3 (primi esemplari di “erectus”) fino a 950 cm3 (tardi esemplari, un milione di anni fa). Tale balzo avvenne contestualmente all’”addomesticamento” del fuoco e al suo uso per la cottura della carne e di altri cibi. «Per oltre 2,5 milioni di anni i nostri antenati hanno tagliato via la carne dalle ossa delle loro prede, e l’impatto fu rilevante. Una dieta che comprendeva carne cruda e vegetali … diede inizio all’evoluzione di cervelli più grandi … Ma … ci sarebbe voluta l’invenzione della cottura per trasformare gli habilines (Homo habilis) in Homo erectus e dare il via al viaggio che ha condotto … fino all’anatomia dei moderni esseri umani.» (Wrangham, op. cit., p. 118)
Una terza variazione « … si verificò con la comparsa dell’Homo heidelbergensis (altrimenti conosciuto come Homo sapiens arcaico), a partire da ottocentomila anni fa. Anche questo aumento fu sostanziale e fece sì che il cervello raggiungesse i 1200 centimetri cubici circa.» (ibidem, p. 134) Quali le cause di questo nuovo balzo in avanti? «Una possibilità è l’introduzione di una tecnica di caccia più efficace … ciò rende … credibile l’ipotesi che l’assunzione di carne, e di conseguenza l’utilizzo di grassi animali, sia aumentato in modo significativo … e abbia giocato un ruolo nell’evoluzione da Homo erectus a Homo heidelbergensis. In alternativa, di sicuro la cottura continuò ad avere effetti sull’evoluzione del cervello anche molto tempo dopo che era stata inventata, perché con il trascorrere del tempo i metodi di cottura migliorarono.» (ibidem, pp. 134 – 135)
A quell’epoca eravamo cacciatori e raccoglitori, onnivori e cioè mangiatori di animali e di piante. Così siamo ancora oggi, a oltre due milioni di anni di distanza. Sono cambiate le fonti di approvvigionamento: la pastorizia e l’allevamento hanno sostituito la caccia, l’agricoltura ha sostituito la raccolta. Ciò che ci metteva a disposizione la natura oggi ce lo procuriamo artificialmente e con ordini di grandezze ben superiori a quelli di una volta.

2 – In natura è normale cibarsi di carne

Avremmo potuto non imboccare la via dell’alimentazione carnivora e rimanere erbivori? È una domanda priva di risposta in quanto inverificabile. Ma nel ragionare di tale argomento teniamo comunque presenti due questioni.
Prima questione. Anche le piante sono dotate di vita, e noi come tutti gli altri onnivori ed erbivori ce ne cibiamo senza alcuno scrupolo.
Seconda questione. Molte specie animali sono carnivore. Ma anche le altre si nutrono di organismi viventi più o meno grandi. Il pesce grosso mangia quello piccolo e quest’ultimo si nutre di plancton, che è un misto di organismi animali e vegetali, le galline mangiano i vermi ecc. ecc. Ma qual è il limite dimensionale al di sotto del quale è ammissibile per la morale “vegetariana” sopprimere una vita a fini alimentari e al di sopra del quale non lo è? Sembra di capire che una certa dose di antropocentrismo venga trasmessa, quasi come proprietà transitiva, agli animali di dimensioni come le nostre o poco maggiori o poco minori, talché uccidere un vitello o un pollo e mangiarlo è riprovevole, mentre uccidere un microorganismo o un insetto non lo è, o lo è molto meno.
La verità è che la vita è un processo trasformativo che fagocita di continuo organismi viventi per consentire ad altri organismi viventi di nascere, svilupparsi, crescere e morire in un ciclo senza fine. Persino il nostro corpo dopo la morte diverrebbe pasto per vermi, iene o avvoltoi se venisse abbandonato alla natura anziché essere tumulato in casse a tenuta stagna.
Non è quindi il mangiar carne lo scandalo, ma il modo in cui noi uomini ce la procuriamo, le indicibili sofferenze inflitte ai 29 miliardi di animali che alleviamo a scopo alimentare.

3 – Che effetti può avere una dieta priva di carne sul lungo periodo?

Questa terza considerazione è certamente quella che più delle altre sarà oggetto di critiche da parte di vegetariani e vegani, i quali giurano e spergiurano che la salute umana non può che trarre benefici dall’eliminazione della carne.
Poiché mi rendo conto che la questione è complessa, assai difficile da dirimere e coinvolge troppe esperienze individuali, cercherò di affrontare l’argomento da un punto di vista evolutivo, astenendomi dal commentare le singole situazioni pro o contro l’uso della carne.
Per essere più esplicito non tirerò in ballo i casi di quei vegetariani o vegani che dopo un periodo più o meno lungo di astinenza dai prodotti animali sono tornati a mangiarli per motivi di salute o ideologici.
Spesso questi voltafaccia sono conseguenti a scelte fatte con leggerezza o, peggio, per sfruttare la moda del “biologico” e del “mangiar sano”, come nel caso di una famosa youtuber crudista vegana (Yovana Mendoza Rawvana) che è stata recentemente sorpresa a mangiare pesce fritto.
In altre situazioni la scelta di far ritorno alla dieta onnivora è ben più sofferta e meditata, come nel caso di Lierre Keith, nota attivista ambientalista americana, fondatrice, insieme a Derrick Jensen, del movimento Deep Green Resistance, diffuso in tutto il mondo. Dopo anni di sofferenze sopportate stoicamente per rispetto della vita degli animali, Lierre ha compreso quanto ho evidenziato nella mia seconda considerazione, e cioè che in natura la vita si nutre della vita, nonché ha realizzato quanto sia nociva la moderna agricoltura per la conservazione della biosfera. Ha descritto questo suo tormentato itinerario nel libro “The Vegetarian Myth: Food, Justice, and Sustainability”, pubblicato in Italia nel 2015 da Sonzogno con il titolo “Il mito vegetariano”. A questo testo, oltremodo serio e documentato, rinvio chi volesse approfondire i singoli aspetti e le difficoltà di chi fa la scelta vegana e poi torna sui propri passi.
Ma escludendo l’esame dei singoli casi, di minore o maggior peso, proviamo ad osservare il problema dal punto di vista non dell’individuo ma della specie.
Il passaggio dall’alimentazione erbivora a quella carnivora (o meglio onnivora) ha richiesto milioni di anni, nel corso dei quali il nostro fisico e la nostra anatomia si sono lentamente modificati adattandosi alle nuove sostanze nutritive. È ragionevole pensare che ora, nel corso di una sola generazione, si possa tornare ad essere erbivori? È legittimo credere che ciò possa avvenire senza conseguenze fisiche per chi si sottopone alla nuova dieta?
Ma ammettiamo che il nuovo regime sia sostenibile da chi lo adotta e che i singoli vegani – utilizzando particolari prodotti vegetali o alcuni integratori alimentari messi a disposizione dall’industria chimica – riescano a vivere felicemente la loro scelta. Che ne sarà delle future generazioni? Se il sistema venisse esteso a tutta la popolazione mondiale, come evolverebbe Homo sapiens da qui a centomila o un milione di anni?
Forse in quel futuro Homo sapiens non ci sarà più, ma questo è un altro discorso.
Proviamo invece a ragionare secondo il ben noto imperativo categorico kantiano che ci impone di comportarci come se ogni nostra scelta potesse essere replicata utilmente per il bene di tutti i nostri consimili. E teniamo presente che il nostro cervello ha raggiunto le sue attuali dimensioni anche in conseguenza del consumo di carne. Se non la si mangiasse più, regredirebbe? E l’intestino tornerebbe a crescere per poter assimilare solo vegetali? Forse il pianeta gradirebbe un arretramento delle nostre capacità intellettuali, ma si tenga presente che voler modificare artificialmente l’evoluzione comporta il rischio di disastri ben più gravi delle disfunzioni che si intende correggere.

Conclusione

Siamo davanti a un vicolo cieco e la strada sin qui fatta non può essere percorsa a ritroso! Il numero degli umani è spropositato, la nostra alimentazione prevede la carne e per soddisfare questa esigenza gli allevamenti intensivi sono una triste necessità. Se volessimo lasciar crescere liberi all’aperto gli oltre 29 miliardi di animali da noi allevati a scopo alimentare, ciascuno di essi avrebbe a disposizione meno 2.000 metri quadrati di terra (tenuto conto di una superficie terrestre “utilizzabile” di circa 57,8 milioni di km2), da condividere con gli spazi agricoli, quelli urbani, quelli boschivi e quelli riservati agli animali selvaggi (ma questi sono sempre meno, a breve spariranno). E parte del terreno sarebbe montuoso. Una situazione insostenibile. L’auspicio di vegetariani e vegani di non mangiar più carne risolverebbe parte dei problemi, ma va contro la natura dell’essere umano così come si è evoluta in milioni di anni, e perdippiù non è condiviso dal 90 % della popolazione. Bisognerebbe imporlo con la forza, e c’è da temere che l’ecocatastrofe che si profila all’orizzonte comporti prima o poi la necessità di nuove forme dittatoriali: un esito ben triste per un’era nata col sogno del progresso e della libertà. Ma la ristrettezza degli spazi aumenta l’aggressività negli animali come negli uomini, e forse anche noi un giorno dovremo essere rinchiusi in gabbie metalliche all’interno di enormi capannoni come capita oggi a mucche e maiali.

35 commenti:

  1. "He thinks the development of tools to kill and butcher animals around 2 million years ago would have been essential for the expansion of the human brain, since meat is such a rich source of nutrients. A richer diet, in turn, would have opened the door to further brain growth."
    https://www.newscientist.com/article/mg21128311-800-a-brief-history-of-the-brain/

    "Eating meat and cooking food made us human, the studies suggest, enabling the brains of our prehuman ancestors to grow dramatically over a period of a few million years."
    https://www.livescience.com/24875-meat-human-brain.html

    "It's only in the Homo lineage, especially in Homo erectus, that we see biological features often linked to meat-eating, such as a decrease in tooth and gut size and an increase in body and brain size (e.g., McHenry 1992; Aiello and Wheeler 1995; Antón 2003; Braun et al. 2010)"
    https://www.nature.com/scitable/knowledge/library/evidence-for-meat-eating-by-early-humans-103874273


    "Evidence from the homid fossil record implies that major changes in diet and relative brain metabolism occurred with the emergence of the genus Homo. © 1994 Wiley‐Liss, Inc."
    https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1002/ajhb.1310060111

    "Va precisato che, in linea generale, rispetto alle proteine di origine animale, le proteine vegetali sono qualitativamente inferiori."
    https://www.albanesi.it/alimentazione/proteine-vegetali.htm

    In buona sostanza, se una piccola tribù di primati si sono evoluti in Homo, è perchè sono scesi dall'albero, hanno assunto la postura eretta, l'articolazione delle mani per trasportare cose, hanno cambiato dieta (da vegetariana ad onnivora) e l'introduzione della carne ha fatto sviluppare la massa celebrale e quindi l'intelligenza.

    Che oggi un eccessivo consumo di carne a causa di una vita sedentaria con poco moto, possa provocare e/o concorrere a problemi e/o scompensi biologici e varie patologie mediche, è alta cosa. Non muta il fatto che l'essere umano è onnivoro e non dare le proteine animali ai bimbi che devono crescere, vuol dire storpiarli causando loro nella migliore delle ipotesi il rachitismo, per carenza di proteine e vitamine del gruppo B.

    In conclusione, le chiacchere stanno a zero: le proteine animali all'essere umano occorrono, non è possibile farne a meno, sostituendole per intero con i succedanei delle proteine vegetali (legumi e soia) perchè tali aggregati nutritivi, non sono qualitativamente di pari livello, delle proteine animali.

    RispondiElimina
  2. Se non ci fossero gli allevamenti intensivi, semplicemente non ci sarebbero 29 Miliardi di animali, in quanto la loro esistenza è finalizzata a diventare cibo per noi.
    Così come gli Asini, una volta molto diffusi perché utili nel trasporto delle merci, ora si stanno quasi estinguendo perché non servono più a tale scopo,
    stessa fine farebbero tutti gli animali di allevamento se non servissero più per l'alimentazione.
    Se la Ricerca darà i suoi frutti, magari un giorno mangeremo carne coltivata da cellule che si riproducono in ambiente controllato. I vegani avranno da ridire pure allora?

    Comunque, i vegani e i vegetariani non li critico per le loro scelte, ma solo per la loro manipolazione da parte di altri, che sanno bene che in futuro sarà difficile fornire una bistecca da mangiare ad ogni umano, quindi è meglio convincerli (a loro) di non mangiarne indicando varie motivazioni, in modo che gli altri ne possano mangiare!

    Quello che invece disprezzo apertamente, sono le scelte di quei genitori che, a bambini neonati o in tenera età, non gli forniscono le opportune proteine animali, pregiudicando il loro sviluppo.

    Vegani... se proprio vi volete fare manipolare da chi ne trae un beneficio dalla vostra "scelta" (indotta), fatelo senza pregiudicare la salute delle nuove generazioni!

    RispondiElimina
  3. Ah che pazienza con questo Sebastiani. Non ho mangiato carne per i primi dieci anni della mia vita, perché mi disgustava, dopodiché a seguito delle continue terrificanti insistenze di mia madre che temeva per la mia vita mi sono adattato ad ingurgitare delle insignificanti bistecche e l'ho fatto finché non mi sono dovuto operare di calcoli biliari (tipica patologia dei carnivori) e mi sono cuccato pure una colica renale. Nel frattempo il mio stomaco era un disastro e potevo stare giorni interi senza riuscire ad andare in bagno. Poi la notizia della mucca pazza ed il sottoscritto ha deciso di passare ad un regime vegetariano e poi vegano non molto stretto. Di anni ne sono già passati parecchi, e sono ancora vivo e sto benissimo. Attualmente ho 60 anni, la mia pressione è regolare e i miei esami del sangue perfetti. I vegani secondo varie ricerche che non ho voglia di andare a riesumare, hanno la stessa aspettativa di vita di chi pratica la dieta mediterranea ( quasi nessuno in realtà perché in Italia si fa un sovraconsumo di alimenti di origine animale questo si con reali conseguenze sulla salute).
    L'unico integratore che prendo è la vitamina b12 in pastiglie. Certo se uno vuol diventare vegano e sbaglia la dieta allora se la va proprio a cercare, ma ripeto, basta la vitamina b12 e sostituire la carne e il pesce della dieta mediterranea con vari legumi nostrani.
    Angelo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. https://www.piattoveg.info/b12.html
      Per chi ha paura della vitamina b12 in pastiglie

      https://ivu.org/italian/history/northam20a/einstein.html
      Einstein.

      Ho riletto le ultime frasi dell'articolo di Sebastiani e le trovo agghiaccianti.
      Certe cose raccontatevele tra voi. Io qui ho chiuso.
      Angelo

      Elimina
    2. Anch'io le trovo agghiaccianti! Volevano essere agghiaccianti!

      Elimina
    3. C'è qualche "necessità" e "dovremo" di troppo.
      Angelo

      Elimina
    4. grazie, Angelo, per la B12. Provata e approvata. Comunque,
      https://www.meteogiornale.it/notizia/59296-1-nuovo-record-meteo-di-caldo-in-alaska-situazione-preoccupante
      e qui stanno facendo le solite baldorie da bruti senza cervello e senza valori di nessun tipo. Almeno fin tanto che non gli arriverà un tornado o grandine da 10 o 15 cm. Forse allora cominceranno a pensare che qualcosa sta cambiando. Tanto anche se gli arrivassero 38° nei prossimi giorni, non li smuoverebbe più di tanto dalle baldorie da bruti. E mi meraviglierei del contrario.

      Elimina
    5. https://www.meteogiornale.it/notizia/59318-1-video-meteo-grandinata-record-modena-vere-e-proprie-bombe-dal-cielo
      forse a Modena qualcuno comincerà a pensare che il GW non sono baggianate?
      Magari chi ha avuto danni notevoli.

      Elimina
    6. Mago e non siamo ancora all'aumento di 1,5 °C sulle medie pre industriali. Figuriamoci quando ci arriviamo, cosa che appare scontata, anzi la traiettoria più probabile con l'attuale ritmo di emissioni sono i 2°C. La rana è servita
      https://www.nationalgeographic.com/environment/2019/03/climate-change-model-warns-of-difficult-future/

      https://rivistanatura.com/clima-aumento-2-gradi-effetti-devastanti/

      Elimina
    7. stamani alle 0700 l'asfalto era ancora tiepido con temperatura di 24°. Ormai la pentola bollente è iniziata giorno e notte, forse fino a ottobre. Belle le mie temperature giovanili, che di notte non superavano i 15°. Penso proprio che il cervello umano non sia superiore a quello ranesco almeno per ciò che riguarda l'attenzione del pericolo.

      Elimina
  4. Un post equilibrato con domande fondamentali. Sono vegano da 8 anni solo per i motivi del punto 1, cioè che essere carnivori sia dannoso per gli animali.
    Non sento l'esigenza di espamdere ancora il mio cervello e sarei a posto così. Se l'intelligena serve solo a depaperare più velocemente il pianeta allora non è un gran vantaggio per la specie.
    Ho le analisi perfette e dono sangue e la b12 è ok.

    RispondiElimina
  5. Allarmato da tanta apparente approssimazione, verifico con una rapida ricerca che l'unico mammifero (mammifero, non primate) privo di rumine in grado di digerire la cellulosa (e quindi propriamente "erbivoro") è la nasica (Nasalis larvatus).
    L'evoluzione abnorme del cervello negli ominidi secondo me dipende unicamente dal vicolo che in qualche momento del passato ha imboccato la selezione intraspecifica: quelli col cervello più bravo a sparare panzane hanno cominciato a riprodursi di più: ch'è la loro, e nostra, principale se non unica specialità, come da evidenze multiple dall'olocene in poi.
    La carne non c'entra nulla.
    Questo spiega un sacco di cose, molte più cose, in modo molto più semplice.

    RispondiElimina
  6. Si compara la dieta vegetariana tenuta dai nostri avi, con una dieta che possiamo praticare oggigiorno, quando le specie vegetali, i cereali, e la preparazione, sono frutto di una fortissima evoluzione biologica, agronomica, culinaria. Disponiamo di sistemi di analisi sofisticati per bilanciare qualunque dieta si voglia immaginare. Anche la preparazione dei cibi, le tecniche di cottura, il controllo della lievitazione, della macinazione, il controllo igienico, tutto è incredibilmente diverso. La scienza non vuole occuparsi di questo argomento, in modo approfondito, perchè disturba ampi settori lobbistici. E' per questo che gli studi in tal senso sono frammentari, riduzionistici direi, perchè non prendono in considerazione tutte le variabili in gioco nel bilanciamento di una dieta. Allevare in modo intensivo, visto lo spreco di calorie, implica una intensità economica proporzionale allo spreco.
    E' evidente che se si vive in un luogo privo di tecnologia, senza trasporti di alcun tipo, non si può far a meno di utilizzare carne animale per l'alimentazione, anche solo come emergenza, o per superare i periodi di carestia. Ma ti pare che oggi siamo in queste condizioni? Utilizzando intelligentemente le conoscenze dietologiche, procurandosi il cibo presso produttori che non ne alterano il potere nutraceutico dei cibi, annullando, per esempio, l'equilibrio batterico con molecole di sintesi, o separando le parti nuitritive dei cereali, si può vivere benissimo anche consumando quantità di proteine animali modestissime, magari sotto forma di latticini o di uova, ripeto, in quantità modestissime, al punto che non inciderebbero in alcun modo sulla sostenibilità ambientale.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. sono d'accordo che uova e latte bastino ad avere una alimentazione equilibrata da un punto di vista proteico. Segnalo che per motivi di salute ho dovuto alimentarmi prevalentemente di proteine animali e che i miei calcoli biliari, non avendo usato fritture, sono sempre stati a posto. Gli unici inconvenienti sono state alcune coliche di reni, che non ce la facevano a depurare il sangue dai prodotti di scarto delle eccessive proteine animali ingurgitate, probabilmente perchè erano derivanti prevalentemente da carne rossa. Un pò di pollo bio alla griglia sarebbe stato più indicato, ma a quei tempi i polli erano tutti di batteria e l'unica carne decente era quella degli ultimi buoi dei contadini, che poi sono stati sostituiti dalle mucche pazze e dal pesce al mercurio e plastica, ma per fortuna ormai avevo potuto tornare onnivoro.

      Elimina
    2. Cosa è meglio per l'ambiente?
      Consumare prodotti di origine estera o qualche pollo/maiale a chilometri quasi zero?

      Elimina
  7. Non sono d'accordo con la teoria del post. Non è l'assunzione di proteine animali che ha portato il primate ominide a quello che è oggi (un cancro per il pianeta tra le altre cose), quanto il modo per arrivare ad assumerle, ovvero la caccia.
    Una cosa è mangiare vegetali che sono fermi e non occorre chissà che sforzo intellettivo per arrivare a metterli in bocca, un'altra cosa è mangiare altri animali, che scappano o si difendono, che devono essere cacciati. E serve una strategia, individuale o di gruppo, per arrivare a catturarli, ovvero cervello.
    Da qui ne discende che siccome oggi le proteine animali le troviamo nei supermercati belle e pronte per essere prese, tanto cervello non serve più. Del resto da qualche parte ho letto che la capacità cranica dell'homo sapiens sapiens sarebbe diminuita rispetto a quella dei suoi antenati cacciatori raccoglitori, e oggi sarebbe addirittura in caduta libera. Vero o no, solo un branco di idioti si scaverebbe la fossa distruggendo l'ambiente in cui vive.
    Vabbè, io non ho mai amato la carne e nella mia dieta l'apporto è minimo. Ma ai latticini non rinuncerei mai.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. quali sono le tue fonti? quali studi scientifici hai fatto? potresti citarceli?
      o parli solo per dare aria al cervello?

      Elimina
    2. 2.5milioni di anni fà nella savana, c'era selvaggina con carne fresca, ma c'erano anche carogne d'animali morti.

      E se la nostra tribù di progenitori primati è scesa dagli alberi per una carestia, vuol dire che di carogne nella savana, ce n'erano a bizzeffe. Poscia, gli i primati hanno preso anche a cacciare, recuperando carne fresca da animali vivi

      Elimina
    3. Nessuna aria al cervello sapientone ma solo tanta lettura negli anni su materiale cartaceo. Fatti qualche ricerca sul web...

      Elimina
  8. Una pagina del tutto speculativa, direi.
    Ora si mette in discussione anche l'onnivorismo, le coppie omosessuali avrebbero il diritto (?) di farsi fabbricare i figli, siamo tutti uguali, bulloni agnelli ieri e detersivo per lavatrice.
    L'artificializzazione degli esseri umani e il loro sradicamento porta all'insania mentale collettiva.

    RispondiElimina
  9. http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2019/06/25/onu-rischiamo-un-apartheid-climatico_d73e449f-5dee-4fca-bf7c-0c4739a55df4.html

    all'ONU si sono accorti ora, della bomba demografica africana.
    Le proiezioni demografiche furono sfornate nei primi del 1990s.
    IPCC rilasciò il primo report nel 1990 e poi nel 1995 poi nel 2001.

    Se in ONU invece di non far niente, avessero fatto 1+1 allora dal 2001
    avrebbero potuto finanziare in Africa una politica di controllo delle
    nascite, che avrebbe prodotto effetti da 18 anni.

    RispondiElimina
  10. Ovviamente quando si analizza un sistema così complesso si tralascia sempre qualcosa...


    Ogni volta che l'uomo ha migliorato le tecniche di produzione di cibo c'é stato un aumento demografico che ha rapidamente assorbito il surplus.
    => Se il Veganesimo migliorasse ulteriormente il rendimento della produzione di cibo (come dicono i Vegani)
    In assenza di un serio controllo demografico provocherebbe un disastro.

    RispondiElimina
  11. E'il mio koan quotidiano :

    "Come è possibile che animali tanto intelligenti come siamo noi, distruggano la natura che sola permette loro di vivere, e costruiscano una enorme società umana globalizzata che distrugge qualunque altra forma di società umana più semplice e rispettosa dell'ambiente ?
    Come è possibile che siamo arrivati a imballare i nostri cibi nella plastica che sta uccidendo gli oceani ?
    Come è possibile che ci facciamo guerra gli uni con gli altri ?
    Come è possibile che riversiamo nell'atmosfera una energia pari all'esplosione di quattrocentomila bombe di Hiroshima ogni santo giorno ?
    E' intelligenza o demenza ?"

    Tiziano

    RispondiElimina
  12. Si parla tanto di tutto e di più.
    Si discute, ci si accalora.
    Si pensa, si progetta, si studia, si escogita.
    La mente di noi esseri umani di un certo tipo, continua a cavillare su cento mila miliardi di argomenti :
    FUTILI.

    Solo gli esseri umani selvatici, sono molto vicini al giusto modo di usare il cervello.
    Solo gli animali selvatici, usano il cervello nel modo giusto.

    L'azione nasce dal pensiero. E' pensando in modo giusto, che si agisce in modo giusto !

    A che serve riflettere sulla vita e sulla morte, mentre distruggiamo la natura che sola ci permette la vita ?
    A che serve creare statue e dipinti, musiche e palazzi, grattacieli e condizionatori d'aria, automobili elettriche e mulini a vento, mentre distruggiamo la natura che sola ci permette la vita ?

    Tiziano

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ad alimentare la superbia, che nella Bibbia è personificata in satana?

      Elimina
  13. Mmm... siamo ampiamente guidati dagli istinti, ovvero da comportamenti "integrati" nel nostro hardware. La risposta alla domanda del titolo è banale, e la forniscono i nostri istinti: che reazione abbiamo quando l'appetito ci assilla e sentiamo l'odore di una bella bisteccona alla piastra? se fossimo vegetariani ne saremmo indifferenti, o addirittura schifati.

    Cartina al tornasole, che riprende lo stesso concetto su un tema molto diverso. Domanda: sei omosessuale? Prova a prenderti sulle ginocchia un bel ragazzone di meno di vent'anni, annusalo e strusciati, quindi valuta le tue reazioni. Poi prova a fare la stessa cosa con la sua equivalente femminile bella pacialotta e, ancora, valuta le tue reazioni. Hai trovato la risposta, senza troppi ragionamenti.

    Altra prova dello stesso tipo, ancora su un altro tema di quelli coi quali oggi come oggi ci tritano le gonadi: sei razzista? Ah! Prova a prenderti sulle ginocchia un bella ragazzotta di meno di vent'anni del tuo stesso "tipo umano", possibilmente eccitata, annusala e strusciati, quindi valuta le tue reazioni. Poi prova a fare la stessa cosa con la sua equivalente di un "tipo umano" diverso dal tuo e, ancora, valuta le tue reazioni. La prova è efficace anche a sessi invertiti, se sei donna. Hai trovato la risposta, senza troppi ragionamenti.

    L'hardware, signori, ha le risposte. Anche quelle che non piacciono alla nostra capa dal cervello fin troppo invadente e fin troppo inzuppato di tentativi (spesso assai ben riusciti) di condizionamento.

    RispondiElimina
  14. Ecco i primi, timidi effetti del tanto sbandierato accordo di Parigi sul clima:
    https://www.meteogiornale.it/notizia/59425-1-meteo-caldo-infernale-da-non-credere-record-di-tutti-i-tempi

    RispondiElimina
    Risposte
    1. è inutile fare accordi, se poi non fai in modo che le locuste cambino paradigma. Guerra civile? Primavere arabe? Giubbini gialli? No. Collasso assicurato. Sarà interessante leggere il libro del prof sul post collasso. Spero sia traducibile on line, perchè sarà sicuramente in inglese.

      Elimina
    2. Infatti, non so se augurarmi che finisca presto il petrolio a buon mercato e quindi venga il collasso economico-sociale, così ponendo un argine alle emissioni serra, o continuare come se nulla fosse al fresco dei condizionatori, in attesa che le ondate di calore siano ancora più forti. Chi vuol essere lieto sia di doman non c'è certezza

      Elimina
  15. https://www.meteogiornale.it/notizia/59438-1-meteo-i-perche-di-unondata-di-calore-cosi-estrema
    pare che un'onda gelida del vortice polare sia affondata fino alle Azzorre e abbia richiamato un pò d'aria calda dal Sahara. Ma il GW sono tutte baggianate, quindi di che preoccuparsi? Sarà comunque meglio cominciare a pensare di fare qualche assicurazione per danni atmosferici, non sia mai che non siano baggianate.

    RispondiElimina
  16. Qui:

    http://www.nimbus.it/eventi/2019/190627CaldoEstremo.htm

    Il resoconto degli eventi di ieri. Oggi, al meno in molte zone sta andando peggio. Questo è un vero evento di maltempo estremo, di cui praticamente nessuno parla. Temporali, alluvioni, ecc, insomma, il maltempo comunemente inteso, per quanto intensi, in genere hanno sempre (per ora al meno) diversi precedenti assimilabili. Nelle nostre regioni il problema del cambiamento climatico sono caldo e siccità. Come scriveva Simonetta in un suo intervento, la pioggia può fare danni di milioni in poche ore. La siccità danni di miliardi in pochi mesi.
    Intanto al solito gli itagliani fanno la parte dei cogl... ehm, vincitori

    https://mobile.twitter.com/beppescienza/status/1143521664132624385

    E a Torino il tema dei festeggiamenti, green ovviamente, del patrono San Giovanni era il superamento dei limiti

    https://torino.repubblica.it/cronaca/2019/06/14/news/droni_anche_per_san_giovanni_2019_saranno_cento_in_piu_rispetto_all_anno_scorso_-228749682/

    Come ci spiega l'assessora (maledetto correttore maschilista, omofobo, ecc.)della amministrazione a 5 stelle.

    Guido.

    RispondiElimina
  17. 2050 ultimo atto. Sono d'accordo con l'articolo de Il Fatto quotidiano, ma sulle prospettive di sopravvivenza della specie umana un po' meno

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/06/28/nel-2050-la-terra-e-destinata-a-collassare-ondate-di-calore-insostenibili-scarsita-dacqua-guerre-e-carestie/5287833/

    RispondiElimina
  18. Sempre sul clima e sul 2050

    https://www.youtube.com/watch?v=j6v7O_4LiSQ

    RispondiElimina
  19. sono andato a vedere le medie di luglio nell'archivio del Cespevi di Pistoia e ho scoperto che alla fine degli anni '80 le medie max e min erano 30° e 16°. Alla fine degli anni '10 di questo secolo sono 35° e 18°. Se continua così tra altri 30 anni saranno 40° e 20°. Più che ai tropici. Ovviamente con disastri atmosferici immani. Una bella fine da rana per una specie piena di spocchia e superbia.

    RispondiElimina
  20. Personalmente ho ridotto il consumo di carne, senza diventare vegetariano. Ma credo, ad occhio, di consumare meno di 1/10 del consumo di carne tipico dei "carnivori". Il che mi sembra non sia troppo differente dal tipo di dieta in cui ci siamo evoluti. Credo che se si passasse da 29 milioni a poco meno di 3 milioni di animali da allevamento, sarebbe possibile un tipo di allevamento differente, e probabilmente si può ridurre ulteriormente senza troppi cambiamenti di abitudini/gusti/dieta.

    RispondiElimina