Troia non Cadde per Colpa degli Immigranti


venerdì 28 giugno 2019

Come ci siamo ridotti -- un post di Miguel Martinez


Questo post di Miguel Martinez è talmente bello e centrato che ve lo passo tutto intero. Più di una volta mi hanno chiesto perché non uso twitter e whatsapp, se non occasionalmente. Beh, adesso lo so! Grandissimo Miguel. (UB)

“La tecnologia è neutrale, dipende dall’uso che ne fai”

“Ma tu non hai Whatsapp? Perché non te lo installi, guarda che è facilissimo! Ah, ma non hai nemmeno lo smartphone?”
Negli ultimi anni, è aumentata in modo esasperata quella che chiamano polarizzazione politica.

In un bell’articolo di un po’ di tempo fa, Ugo Bardi mi ha fatto riflettere sul fenomeno. Prendiamo questo impressionante grafico (che lui ha tratto da qui):



Un fenomeno analogo lo vediamo anche in Italia.

La polarizzazione riguarda innanzitutto le emozioni: da entrambe le parti, l’odio per i singoli portatori di idee avverse è cresciuto immensamente.

Questo avviene a discapito dei contenuti. Di cui non mi voglio occupare qui, quindi non mi interessa in questo momento parlare di “ciò che distingue la Destra dalla Sinistra” – stiamo parlando del meccanismo della polarizzazione.

Un esempio: l’italiano medio che si riconosce come di destra non ha in realtà la minima idea di quali siano i valori culturali degli immigrati “africani” (quali poi? gambiani? nigeriani? senegalesi?).

Sospetto che il suo vero odio vada molto di più verso la Laura Boldrini, identificabile come esempio assoluto del sinistrismo; il fatto che lei sia “amica dei negri stupratori” è spesso semplicemente un pretesto in più per dare addosso a lei.

Analogamente, viene spesso notato come le persone di sinistra si agitino molto di più per la minima battuta sessista da parte di un esponente di destra, mentre non si accorgono magari del padre marocchino che picchia la figlia perché si “veste da occidentale”.

Questa contraddizione esiste, e potrebbe aiutarci a riflettere su molte cose; invece, viene usata esclusivamente per dimostrare l’ipocrisia della sinistra. E quindi per rafforzare proprio il ciclo della polarizzazione.

In questa polarizzazione, si ritiene che l’altro agisca per pura malvagità.

E se il problema è solo la cattiveria di alcuni individui, la soluzione è semplice: eliminiamo quegli individui.

Quelli di Casapound sono malvagi e diffondono il razzismo e l’odio, quelli del PD hanno la segreta missione di renderci tutti omosessuali mangiatori di kebab vegano.

Io invece credo che la polarizzazione sia intrinseca nei mezzi elettronici.

Lo smartphone è il principale ambiente in cui la gente vive oggi. E’ totalizzante quindi quanto potesse essere la fabbrica ai tempi della rivoluzione industriale, ma seduce e quindi non suscita rancore; anzi, la sua forza sta nel far lavorare gratuitamente miliardi persone per raccontare storie, del mezzo, quindi, che è tutto, non te ne accorgi nemmeno.

In questo ambiente totale di vita, gli algoritmi creano incessantemente affinità tra persone che vivono in mondi chiusi e quindi si polarizzano attorno a discorsi, affinati incessantamente per cullarli nei loro desideri di identità e di certezza.

Se io scrivo un lungo post, come qui, riesco a presentare una serie di argomenti, a cogliere  sfumature e contraddizioni, a suggerire ipotesi ammettendo che potrebbero essere sbagliate.

Poi, nella discussione dei contenuti con chi la pensa diversamente, possono emergere nuove idee: tesi, antitesi, sintesi.

Posso cambiare opinione, senza chiedere scusa a nessuno.

Questo diventa fisicamente impossibile nello spazio dello schermo del telefono, occupato da un’immagine emotivamente eccitante e da una didascalia che afferma con vigore una posizione. Non posso criticare quella posizione: o la condivido, o la odio.

Il tutto nel tempo concesso tra un messaggio Whatsapp e quello successivo: tra maggio e giugno del 2018, la specie umana passò 85 miliardi di ore a scambiarsi messaggi Whatsapp; e  negli Stati Uniti, l’utente medio tocca lo smartphone 2.617 volte al giorno.

Questo ci indica i limiti dell’attenzione che l’utente può dedicare a ogni singola interazione.

Ho seguito un esempio recente, che spiega bene cosa stia succedendo.

Tomaso Montanari è stato da poco nominato presidente del Comitato tecnico scientifico per le Belle Arti del Mibac, ed è una persona che conosco bene, anche perché abita nel mio stesso quartiere.

E’ un uomo di una cultura immensa, e ha il merito – in una città piena di intrighi e di cricche – di aver sempre criticato apertamente coloro con cui non era d’accordo.

Quest’anno, gli studenti italiani hanno avuto la fortuna di avere un testo per la maturità tratto da un libro di Montanari, che merita di essere letto tutto. E che dovrebbe essere il vero manifesto del Conservatore Italiano, che coglie l’importanza politica dello sterminato patrimonio culturale italiano.

Tomaso forse avrebbe da obiettare per la definizione, ma io la trovo giusta, visto che lui è rigorosamente attaccato alla sacralità dell’arte italiana da una parte e dall’altra a quella della Costituzione e dei Padri Fondatori della Repubblica.

E si arrabbia facilmente quando vede toccare l’uno o l’altra.

Dategli lo spazio di un libro, e sa scrivere benissimo e arricchire il lettore; dategli lo spazio di un articolo, fa ragionamenti molto interessanti.

Ma dategli lo spazio di un tweet, dove non c’è il minimo margine di manovra, ed ecco cosa succede:
 
E’ uno sfogo emotivo, non un ragionamento: in una cinquantina di parole, non puoi dire (ad esempio) che Scespirelli era l’ironica definizione data da Ennio Flaiano, non puoi fare un’analisi delle opere di Zeffirelli o della variegata carriera di Oriana Fallaci (o del ruolo di Ferruccio De Bortoli nell’averle praticamente estorto un testo delirante), non puoi definire con più precisione cosa intendi per “Firenzina”…

Dietro tutte queste espressioni, ci sono i mille sottintesi di lunghi scambi con amici, che capiscono perfettamente le battute e i riferimenti.

Solo che non siamo tra amici.

Sui social, per citare un altro mezzo analogo, siamo Nell’acquario di Facebook.

Visibili da ogni parte, allo stesso identico modo. E quindi costretti a trasformarci in personalità a una sola dimensione, sempre uguali e senza alcun contesto:  il mezzo trasforma una grande mente come Montanari in un twittatore medio.


La tuittata media di Montanari gli guadagna 102 retweet e 534 cuoricini: ha detto una cosa forte, e questo piace molto ai tifosi.

Il poeta preislamico arabo ‘Antarah si vantava:
َبمثقف صدق الكعوب مقوجادت له كفي بعاجل طعنةمَبالليل معتس الذئاب الضربرحيبة الفرغين يهدي جر
“Le mie mani furono generose su di lui con veloci colpi della dritta lancia
aprendo una ferita il cui suono guida nelle tenebre i lupi a caccia di preda “
La maggior parte dei tifosi si limita a mettere cuoricini a chi la pensa come loro.

Ma ai tempi di ‘Antarah, non c’era l’Acquario: oggi, una minoranza di tifosi setaccia tutti i giorni la rete alla ricerca di tweet bellicosi di parte avversa, da catturare ed esibire ai propri tifosi, per dimostrare la malvagità dell’altro.

E così il tuittino di Montanari arriva… al Ministro degli Interni della Repubblica Italiana in persona. Il quale si presenta ai suoi con il topo rosso appena catturato in bocca:

 
Ora, i tifosi di Salvini non hanno mai letto una riga di Montanari, e non intendono farlo (e probabilmente non hanno visto un film di Zeffirelli né letto un libro della Fallaci).

Però hanno capito che c’è un triste snob di sinistra che infanga i morti.

Soffermiamoci sulla frase “Che lasci ogni incarico pubblico e chieda scusa all’Italia”.

Innanzitutto, Salvini ha in un certo senso ragione. Twitter ti permette di dire solo “A”, e non una frase intera.

E “A”può essere solo perfetto, oppure sbagliato – logicamente o moralmente. Su Twitter, non hai lo spazio per dimostrare che “A” era comunque una mezza verità, o una semplicazione.

Il bambino dice, Merda!

O ha fatto bene a dirlo, o ha fatto male; e se ha fatto male, può solo chiedere abiettamente scusa, senza peraltro venire perdonato, se non è appunto più un bambino.

Ma c’è un altro elemento importantissimo: quella specie di ordine che Salvini dà costituisce un Imperativo Esorcistico.

L’Imperativo Esorcistico è un ingrediente essenziale della polarizzazione:
“Mai più violenza sulle donne!”, “Fuori gli immigrati clandestini dall’Italia!”, “Diciamo no all’omofobia!”, “Chiudiamo i covi fascisti!”, “Yankee go home!”…
Non va confuso con alcuna azione concreta, ovviamente.

Basterebbe questo per rendere ridicolo il Ministro degli Interni agli occhi di chiunque.

Ma la polarizzazione richiede che anche la parte avversa creda all’efficacia dell’Imperativo Esorcistico: chi dice Yankee go home! sta davvero per deportare fisicamente i cittadini statunitensi, e quindi va immediatamente colpito.

Montanari prova a correre ai ripari, scrivendo l‘articolo sul Fatto Quotidiano che avrebbe dovuto scrivere prima, ma ovviamente non se lo fila nessuno: un articolo ragionato non ci sta sullo schermo di uno smartphone.

Il livello a cui si arriva, si riassume tutto in questo scambio:
Da cui apprendiamo che Montanari “si vergogna” di stare in un paese in cui Salvini è vicepresidente del consiglio: il trucco retorico è interessante, perché per definizione, non parliamo delle cose di cui ci vergogniamo. Diciamo che Montanari si vanta di vergognarsi. Non certo perché Montanari sia tipo da trucchi retorici, è che ormai è invischiato.

Nella pacata replica dello sconosciuto che commenta, ricompare l’Imperativo Esorcistico. Ma mentre Salvini si esprime in maniera impersonale (“il Diavolo esca dal corpo…”), Sparaballe si rivolge direttamente con il tu a Montanari (“Satanasso, esci dal corpo…”), cosa più interessante forse della destinazione precisa cui invita Montanari a recarsi.

Specularmente, un certo Gildo Leone adopera lo stesso tipo di Imperativo Esorcistico nei confronti del Ministro degli Interni:
Da questo confronto, tutti escono perdenti.

Montanari (Montanari!) sembra un cretino qualunque che perde tempo su Twitter; il Ministro degli Interni fa la figura del ragazzino deficiente. Salvini non è Sparaballe, Montanari non è Gildo Leone, ma entrambi sembrano in qualche modo complici del più idiota dei propri ammiratori e ritwittatori.

Certo, un po’ di fango sull’avversario resta: se ci identifichiamo con la sinistra, ci sentiamo confermati nel sospetto che Salvini sia uno che abusa della propria posizione per minacciare la gente; se siamo di destra, che quelli di sinistra siano professoroni snob che si divertono a insultare i morti.

Proprio per questo l’odio personale cresce velocemente, a discapito di ogni contenuto: in questo scambio non appare alcuna traccia delle idee di Montanari (che io condivido in grandissima parte) sul rapporto tra patrimonio  culturale e cittadinanza.

Cosa ne possiamo concludere?
 
Vernon Lee notò durante la Prima guerra mondiale, come nulla si somiglia di più di due eserciti in guerra tra di loro – divise, armi, gerarchie, bandiere, addestramento forgiano alla fine comportamenti simili.

Perché competono sullo stesso terreno, che non è creato da loro: nel 1914, era la geologia della Francia nordorientale più la tecnologia industriale dell’epoca; per noi sono gli strumenti elettronici.

Che sono talmente poco neutrali, che riescono a trasformare velocemente addirittura Tomaso Montanari in ciò che su uno smartphone compare come uno sparatore indistinguibile dai propri avversari, proprio come la cannonata tedesca era indistinguibile da quella francese.

Ma a quel punto, possiamo cominciare a pensare che è la guerra, sono i cannoni che stanno facendo la storia, molto più degli apparenti contendenti? Non furono certo i “valori francesi” a uscire vincitori dalla guerra – furono l’inflazione e gli aerei e la militarizzazione della vita e la crisi dell’industria bellica da riconvertire e la violenza come modo di gestire la società.

Oggi, gli smartphone e i social non siano più “neutrali” della Dicke Bertha:


E non dipende da come li usi.

E’ la Grossa Bertha a usarci.

22 commenti:

  1. Matrix sta lavorando bene. Non avevo dubbi. Solo i più fortunati avranno la possibilità di sfuggire alle sue spire. Seguire virtute e canoscenza è sempre l'unica salvezza, da sempre, ma ora più che mai.

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  2. Da giovane son stato accanito camminatore, percorrendo non so quanti chilometri di strade e sentieri della mia regione, uscendo da quei tracciati preconfezionati, inerpicandomi dove capitava spinto dal desiderio di scoperta, di conquista (ha, ha! ridicolo: ogni metro quadro è già stato calpestato da infiniti piedi, frugato fino ai più intimi anfratti).
    Con gli anni e dopo svariati accadimenti, ne ho tratto una conclusione: ogni passo avanti espone al rischio di ruzzolare in qualche luogo indesiderabile, laddove non è sempre detto che, una volta spintisi avanti, sia possibile fare dei passi indietro per tornare incolumi in quei luoghi che abbiamo attraversato senza prestar loro attenzione o pensando, il più delle volte erroneamente, che "più in là" potesse esserci di meglio. Ergo, la cosa più saggia da fare mi pare oggi muoversi adagio, se possibile star fermi, e godersi quel che si ha nell'intorno più immediato -- ci sono forti probabilità che si tratti del meglio tra i luoghi concretamente raggiungibili.
    Mi rendo conto, ora che scrivo, che quest'atteggiamento segna la differenza tra l'essere giovane e l'essere vecchio. Amen.

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  3. Al di là dei più che opportuni riferimenti propostici dall'articolista, osservo un altro fenomeno inquietante: la dipendenza da questi microcomputer portatili e il modo in cui tante persone (inclusi adulti di mezza età o addirittura anziani) si fanno letteralmente controllare dai ritmi scanditi dalle loro cosiddette "app". Qualcuno ricorda la vecchia moda del tamagotchi? Una macchinetta che chiedeva al "proprietario" attenzioni del tutto arbitrarie, ricattandolo emotivamente con la minaccia di una morte virtuale? Ecco, a me sembra che sia proprio l'attuale tamagotchi, "opportunamente" anabolizzato, a essere diventato il padrone. O, detta meglio, a me sembra che sia il vero padrone di quel tamagotchi ad essere diventato il padrone di chi se ne crede il padrone (un po' involuto, ma non incomprensibile, credo).

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  4. Bellissimo grazie! E a colpi di tweet si vincono le elezioni e si distrugge il mondo con scelte governate dai poteri economici e in totale contrasto con la scienza.
    In tema beccatevi sto TED: https://www.ted.com/talks/zeynep_tufekci_we_re_building_a_dystopia_just_to_make_people_click_on_ads

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  5. Consiglio, a tema, anche la lettura di "L'uomo col cervello in tasca", di Vittorino Andreoli.

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  6. jaron lanier (su wikipedia c'e il cv, tra l'altro "È stato consulente di Linden Lab, azienda creatrice del progetto Second Life, e di Microsoft per la realizzazione del Kinect, accessorio della Xbox 360. " )
    ha pubblicato un bel libro sull'argomento, che raccomando dopo averlo letto
    "Ten Arguments for Deleting Your Social Media Accounts Right Now"
    articolo di presentazione

    https://www.theguardian.com/books/2018/may/30/ten-arguments-deleting-your-social-media-accounts-right-now-jaron-lanier
    altro articolo di lanier qui
    https://www.theguardian.com/technology/2018/may/27/jaron-lanier-six-reasons-why-social-media-is-a-bummer

    "The problem isn’t any particular technology, but the use of technology to manipulate people, to concentrate power in a way that is so nuts and creepy that it becomes a threat to the survival of civilisation."
    e aggiungo io :
    usate diaspora*, mastodon, e altri ancora..
    "Fortunately, there are many efforts underway to provide distributed, user-controlled, free software services to facilitate connection between people, including GNU social, Mastodon, and Diaspora. Free software is software that gives you, the user, the freedom to share, study, and modify it -- with free software, the user is free! "
    https://www.fsf.org/facebook

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  7. The verification hanbook non protegge dalla disinformazione e dalle fake news.
    L'OSINT aiuta l'utente a proteggersi dalle fake news e dalla propaganda, ma non è la panacea.
    Per difendersi al 100% dalla disinformazione di giornali, radio, televisioni SERVE la DEMODOXALOGIA.
    https://youtu.be/W2Xg6CjSGkY

    Io Fessbook non ce l'ho, perchè non mi voglio far spiare dal grande fratello, poi detesto gattini e squali giganti... squindi penso di non perdermi niente, stando fuori da Fakebook.

    Twitter non ce l'ho e non lo voglio, perchè sono prolisso: 140 caratteri non mi bastano per esporre il mio pensiero, ancorchè zippato al massimo.

    Le fotografie sono memorie, sono affari miei: non voglio e non ho Istagram.

    Ho tonnellate di FILTRI nel programma di posta, per proteggermi dallo SPAM, non ne voglio aggiungere altri, per colpa di Linkedin (che non ho).

    C'avevo un dominio con un hosting, da cui diffondevo un messaggio storico, l'altro anno l'ho chiuso per ri$parmiare. Lo stesso messaggio, l'ho contratto in una pagina web, con un redirect gratuito www.omaha-beach.tk

    C'ho 4 blog, su TRE ci scrivo parecchio, ho lunghi e profondi calendari editoriali, menre il quarto blog è fermo da anni, perchè lo uso solo per misurare gli early warning signal, aggiornandolo quotidianamente.

    Ho deciso di fare podcasting, quindi ho aperto da 2 settimane 4 linee di podcast:
    www.mio-podcasting.tk serve per accalappiare utenti che non leggono, spero di riportare i semi-analfabeti a leggere qualcosa, attivando un po' di neuroni.
    La seconda playlist è un podcast eterogeneo, ad alta SEO visibilità, spero di drenare un po' di traffico da YouTube ai blog.
    La terza linea di podcast è un tizzone d'inferno, si commenta da se: www.climate-change-wars.tk
    La quarta playlist è un vlog estivo, d'aria fritta, ho deciso di condividere la passione per il mare ed il nuoto.

    Io quando vado al mare, mi metto la muta e nuoto, non sto ripiegato come un minorato a ciondolare sullo smartphone, come molti giovani moderni fanno, in modo compulsivo. Sì, lo Smartphone ce l'ho anch'io, lo uso come un cellulare GSM, ci faccio solo qualche foto e brevi filmati.

    Mesi fà, provai un po' internet in mobilità dal WiFi con lo Smartphone; confesso che sono rimasto deluso, io internet lo preferisco da casa mia, con fibra ottica e notebook. Oltre alla posta elettronica, io sono un dinosauro dato che ancora frequento qualche newsgroup su USENET.

    Sicuramente sono vecchio: non ho Fakebook, non ho Istagram, non ne sento il bisogno, inoltre non mettendo alla finestra tutti i ca**i miei, non necessito d'updatare compulsivamente i social network in mobilità con costosi abbomaneti mensili per l'UMTS.

    Del Digital Divide sui social network, m'importa una BEEP, perchè io so che da qualche parte, nei 30 anni a venire, Internet sparirà, inclusi tutti i social, e di internet ne rimarrà aperto solo qualche troncone, nei paesi energeticamente autonomi, relativamente ai servizi strettamente necessari

    http://mio-radar.blogspot.com/2018/12/quanto-dura-il-digitale-come-supporto.html
    http://mio-radar.blogspot.com/2019/01/quanto-dura-il-digitale-come-supporto.html

    Morale del messaggio: se la gente è incapace di leggere e comprendere un testo scritto, se la gente non sa l'inglese/francese, se la gente non si cura d'ascoltare un podcast, è OBIETTIVAMENTE COSA BUONA E GIUSTA che resti in ASIMMETRIA INFORMATIVA, ignara del destino italico dentro le Guerre Puniche II entro il 2050.

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    1. Non si può certo darti torto... Su internet ti puoi informare ma il senso civico e critico e la Cultura si fanno sui libri e con lo studio vero... Che costa energia, tempo e fatica. I Social sono solo intrattenimento, non hanno valore formativo. Presto ne faremo a meno, volenti o nolenti.. Personalmente non ho mai attivato Twitter o Instagram, non saprei che farne. Scrivo sul PC i miei articoli, ma sinceramente preferisco ancora scrivere a mano dopotutto,forse perché sono già di mezza età o sono troppo concreta... La scrittura e la lettura consentono di avere una buona memoria e buona manualità. Questo credo che vada insegnato ai bambini a scuola .. non l'uso delle tecnologie, che già strausano nel resto. La vita è fatta di cose concrete e non lo stiamo insegnando alle nuove generazioni, illusi che la tecnologia ci salverà da noi stessi... Si certo, come no!!
      K.R.

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  8. o - Il popolo non vuole viaggiave sui tveni da incubo? Date lovo delle Mevcedes.

    L'infangare l'avversario è una delle armi storicamente utilizzate a destra, sopra, sotto, avanti indietro e a sinistra (leggere alcune perle, prego, che sgocciolano ancora acqua di mare).

    In sinistrese si direbbe che la nomenklatura liberal-progressista
    o - fomenta da lustri la guerra sociale interna alla classi "subalterne";
    o - ha implementato in tutti i mezzi le diseguaglianze e le discriminazioni tra vertici e rimanente corpo sociale.

    Di fatto sinistra precorritrice di un nuovo fasssismo nelle quali gli squadristi invece di essere neri e servire le aristocrazie terriere sono arcobaleno e servono le aristocrazie cosmopolitiche finanziarie, mediatiche e tecnocapitalistiche.

    Mi meraviglio che in un contesto già di guerra civile multietnica, multiculturale a bassa e media intensità, con la nocenza quotidiana per dirla alla Renaud Camus diventata ormai la norma in molti quartieri banlieuizzati delle nostre città, ci si meravigli delle reazioni di coloro che la subiscono e pure delle reazioni verbali popolari contro l'ostilità autorazzista, anti italiana, anti europea apologizzata e implementata da coloro che sono ancora quelli della Vergogna contro il treno.

    Lo jato sempre più grave tra vertici (le castalie, per dirla alla Hesse) e corpo del paese è una responsabilità delle prime, certamente e del loro baloccarsi salottiero.
    Un corpo che reagisce ad una testa impazzita è un problema o un passo nella guarigione?

    I cippettii e la banalizzazione a certi slogan assurdi nella loro apologia dello spegnimento del pensiero critico sono arrivati alle classi popolari da quelle semicolte e dalle “intellighenzie” e non il viceversa.
    Il tempo e la cronologia non sono affatto dettagli irrilevanti.

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  9. se sindacati, politici ed elitè dicessero la verità, ammesso che almeno loro la sappiano, il che è molto dubbio, perchè i migliori venditori sono quelli che credono alla bontà del prodotto in vendita. E cioè che le pensioni non vengono dai contributi reali o figurativi versati, che gli stipendi, lauti o miseri che siano, non vengono dalle capacità lavorative, ma dai FF, cosa che tra l'altro non possono dire, perchè, a loro volta, perderebbero consenso e lauti guadagni e potere. Quindi anche se lo sapessero, non lo vorrebbero dire, preferendo la menzogna. Stante questa situazione di menzogne, a cui tutti credono, per convenienza o illusione, il cambio di paradigma, col sognato accordo di Parigi, non s'ha da fare. Ecco come siamo ridotti in fin dei conti. Ma i conti non si fanno avanti all'oste, che ci ospita. La Terra, il nostro pianeta. Forse è per questo che nessuno conosce l'entropia, come se fosse il peggior incubo, da cui scappare. Purtroppo non è un incubo, ma la realtà fisica che ci fa vivere. Prima di stipendi e pensioni, è l'entropia. Come dire, prima che ci fosse il mondo, era Dio. Ma le leggi fisiche che comandano il mondo, chi le ha fatte? Ma è più comodo dimenticarsi dell'una e dell'Altro, sennò come continuare a fare i cosiddetti "porci comodi". Ecco come siamo ridotti: come porci. E nemmeno da una bella donna come la maga circe, ma da quel brutto essere che è il diavolo e dalla nostra cattiva coscienza.

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  10. A leggere i commenti mi sembra che questo non sia un blog per giovani. Non è una critica ma una constatazione. Anch'io mi ascrivo ai ribelli senza smartphone per scelta e agli aspiranti alla pensione.
    Per me la comunicazione ed internet hanno cominciato ad involvere appunto alla comparsa dei social, fb in particolare. Con i blog c'era ancora speranza di comunicare in modo efficace ed anche meglio di quanto di quando l'informazione era monodirezionale dall'alto in basso, ma poi è esploso il rumore che ha coperto quei pochi che avessero qualcosa da dire. Anche la carta stampata è stata infettata dal mondo social. Ogni tanto compero un quotidiano ma gli articoli sembrano scopiazzati dai social e con uno stile da sottocultura americana. Apparteniamo al nostro tempo e sopratutto alla nostra generazione che non si ritrova piu in questo mondo. Certo che come dice MrKeySmasher questi son sintomi di vecchiaia ma mi piace pensare che l'antica saggezza dei vecchi non sia poi tanto una leggenda.

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    1. forse i vecchi di una volta, nati nell'800, erano saggi, come lo zio di mia mamma che mi metteva in mano una zappina minuscola, quando portava con lui nel campo 60 anni fa, come era uso nelle colture contadine per abituare i bimbi al lavoro fin dalla tenera età e così attraverso il veicolo del gioco far maturare alla vita. Ora usano questo veicolo solo per dominare e rovinare le persone. Gli effetti si vedono nell'ambiente con la sparizione degli insetti (le zanzare fino a qualche anno fa mi avvolgevano a tutte le ore ed ora ne vedo solo una solitaria che cerca il mio sangue), l'aumento incontrollato delle temperature, gli sconvolgimenti atmosferici, lo sbiancamento dei coralli, l'estinzione di mln di specie e chissà quanti altri solluccheri maligni. Così come i vecchi di tanto tempo fa sapevano agire per il bene degli altri, in base a tradizioni consolidate da secoli di saggezza, così i nonni, i genitori e nonne che vedo abbandonare i loro nipoti alla scuola estiva parrocchiale non si rendono conto che far respirare ozono ai bimbi significa condannare all'invecchiamento precoce i loro piccoli polmoni. Ma tanto si divertono e si levano dagli zibidei. Si, la saggezza è andata da quel dì. Dei vecchi di oggi insieme a quella dei giovani non più cresciuti da vecchi saggi. L'essere umano che ha abbandonato la strada della canoscenza e della virtute può essere solo un bruto. Forse le scimmie sono migliori, perchè hanno ancora il senso del gruppo quindi dell'umiltà , mentre il bruto è solo una locusta piena di superbia e prepotenza. Ovviamente queste locuste non accetteranno mai un messaggio simile, quindi.....

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    2. Io accetto questo messaggio, Mago.
      Tiziano

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    3. @ Mago
      Beato te, qua nel Delta del Po abbondano come non mai le zanze:) Di giorno le tigri di sera le "nostrane".
      Si narra di come il Sommo Vate, di ritorno da un ambasciata a Venezia per conto del signore di Ravenna, passando per il Delta si fosse beccato la malaria.
      Qua in giardino puntuale come ogni sera è uscito il pipistrello a pasteggiare: raro esemplare ormai, quando ero piccolo 40 anni fa abbondavano.

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    4. in centro i pipistrelli sono spariti da 40 anni, mentre prima aggredivano a decine e decine branchi di insetti, come le libellule, dopo averle costrette tra la fila di case e il filone (storico nome di un campo sul retro, oramai cementificato dagli anni '70). Ora ne vedo solo uno piroettare tra i pochi insetti rimasti in campagna in uno dei pochi francobolli di terreno tra Firenze e Pistoia rimasti quasi indenni dalla cementificazione. E il sogno dei proprietari di questi è che li cementifichino prima possibile per fare soldi. Quindi se non cambia qualcosa entro un decennio o due la piana dell'Ombrone Pistoiese sarà un lastrone di cemento e asfalto.

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    5. A mago (lastrone di cemento e asfalto): così sarà tutto pulito e non vi sarà più rischio di incendio. Come chiedono i volontari e ordinano i sindaci!

      Segnalo questo, sempre fuori tema rispetto al post, ahimè, ma non con la filosofia del blog:

      https://www.maurizioblondet.it/merkel-disfatta-nella-ue-per-macron-anche-peggio/

      Quello che intendo non sono le solite porcate dell'europa germanica, ma gli ultimi capoversi, sull'ex ministro francese della transizione ecologica e il nuovo, sicuramente deleterio, accordo commerciale siglato a nome nostro dalla suddetta europa.
      Eppure c'era chi diceva che col macron si salvava il clima, come con la germania e le sue miniere di lignite (che il prof ci aveva spiegato essere alla base della ritrovata baldanza di quel paese), l'obama del decennio scorso e più miseramente il partito più europa, tanto attento ai temi ambientali che si presenta alle elezioni con scritto: si tav.
      Non ci sono solo i soliti col riporto o in canottiera che prendono per il deretano il prossimo.
      Intanto qui ci siamo sciroppati i 42,5 (corretti a 42,3) gradi centigradi misurati allo storico osservatorio di Moncalieri.

      Ps: le minuscole non sono un errore!

      Guido.

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    6. Io ho 26 anni e lo smartphone lo uso per le foto(che non pubblico) il calendario la musica i pdf le telefonate e gli sms niente di tutto il resto.

      Emilio

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  11. Ùuuuuuuuuuuuuuuu

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  12. la grande Bertha distrusse i forti francesi, fino allora ritenuti indistruttibili, così Matrix distrugge i cervelli, trasformando gli umani in locuste. Ho cercato di spiegare ad alcune locuste l'entropia, ma è stato tutto inutile. Solo mia figlia, medico, mi ha dato abbastanza fiducia almeno da controllare su internet, se dicevo cavolate. Per gli altri erano cavolate e basta. Continueremo a sparare tutti i maledetti giorni l'energia di 400.000 testate di Hiroscima in troposfera, noncuranti degli effetti devastanti causati da menti oblubinate da superbia e avidità. Amen.

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  13. per rimanere in tema su entropia & c. riporto il 5° dono dello Spirito Santo, che la dice lunga sul rispetto che dovrebbero dare le gerarchie religiose a temi così scottanti, che invece vengono totalmente disattesi, proprio come diceva Gesù dei farisei o mia mamma dei preti storti (ascoltali, ma non fare quello che fanno o come diceva mio nonno: tra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare).
    "La Scienza è un dono col quale giudichiamo rettamente delle cose create, e cono­sciamo il modo di ben usarle e indirizzarle all'ultimo fine che è Dio."

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  14. Emilio

    Professore dal suo articolo si capisce bene quanto sia fondamentale la scelta del mezzo di comunicazione, questo perchè lei ha scelto un mezzo adatto che le permettere di formulare un pensiero complesso nello spazio richiesto per esporlo. Ad un certo punto ha detto che "In questo ambiente totale di vita, gli algoritmi creano incessantemente affinità tra persone che vivono in mondi chiusi e quindi si polarizzano attorno a discorsi, affinati incessantamente per cullarli nei loro desideri di identità e di certezza." ...e farli così lavorare per attirare altri e se stessi sempre più nella trappola ed aumentare i volumi ed i profitti del mezzo. Questi algorimi sono stati sviluppati per questo unico scopo trasformare le persone in lavoratori a tempo pieno impegnati nell'aumento dell'influenza dei megamonopoli di google, apple, istagram ecc. Algoritmi che ti chudono nel tuo mondo e guidano le tue scelte (comprerai sempre prodotti dello stesso fornitore). Così gli unici sistemi operativi (ambienti) per smartphone sono android e iOS che ti offrono a loro volta (il mezzo) istagram e whatsapp; tutti questi elementi operano nello stesso modo ambienti autoreferenziali forniscono mezzi autoreferenziali. Ma la gente dopo un pò si annoia, o viene fatta annoiare, quindi android passa dalla versione 8 alla 9, facebook diventa istagram, e l'esperienza utente diventa più appagante. Ma soprattutto il nuovo spiofono(smartphone) aprirà l'app di istagram 10ms più in fretta del vecchio. C'è quindi una differenza tra mezzo(piattaforma) e ambiente(sistema operativo), ma un ambiente che opera secondo certi criteri tenderà a fornire mezzi che operano similmente. La scelta va fatta anche sull'ambiente non solo sul mezzo, non a caso un blog-post viene scritto sulla tastiera di un pc come questo mio lungo commento. Ad oggi non vendono scaltrofoni* ma solo ambienti integrati chiusi ed autoreferenziali di cui si è spinti ad usare servizi e mezzi il cui buon funzionamento è garantito dal fornitore del software; ad oggi apple e google che hanno costruito delle bellissime gabbie dorate. Da poco è nata un azienda che tra qualche mese venderà i suoi scaltrofoni https://puri.sm/products/librem-5/ non risolverà il problema dello schermo piccolo ma forse sarà possibile dettare al cellulare i nostri articoli. Chi fosse interessato al software libero non dia retta ai linuxiani ma andate a studiare un pò di storia da colui che ha inventato il copyleft (che usa la proprietà intellettuale per rivoltare il suo scopo originario) e la licenza GPL. https://www.gnu.org/gnu/thegnuproject.html https://www.gnu.org/gnu/gnu-history.html e un video https://u.fsf.org/user-liberation

    *scaltrofono: smartphone con un sistema operativo che non ha lo scopo di fornire dei servizi specifici ma di rendere il più accessibile possibile tutte le funzioni potenziali del dispositivo, quindi un ambiente aperto.

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  15. Emilio

    Professore dal suo articolo si capisce bene quanto sia fondamentale la scelta del mezzo di comunicazione, questo perchè lei ha scelto un mezzo adatto che le permettere di formulare un pensiero complesso nello spazio richiesto per esporlo. Ad un certo punto ha detto che "In questo ambiente totale di vita, gli algoritmi creano incessantemente affinità tra persone che vivono in mondi chiusi e quindi si polarizzano attorno a discorsi, affinati incessantamente per cullarli nei loro desideri di identità e di certezza." ...e farli così lavorare per attirare altri e se stessi sempre più nella trappola ed aumentare i volumi ed i profitti del mezzo. Questi algorimi sono stati sviluppati per questo unico scopo trasformare le persone in lavoratori a tempo pieno impegnati nell'aumento dell'influenza dei megamonopoli di google, apple, istagram ecc. Algoritmi che ti chudono nel tuo mondo e guidano le tue scelte (comprerai sempre prodotti dello stesso fornitore). Così gli unici sistemi operativi (ambienti) per smartphone sono android e iOS che ti offrono a loro volta (il mezzo) istagram e whatsapp; tutti questi elementi operano nello stesso modo ambienti autoreferenziali forniscono mezzi autoreferenziali. Ma la gente dopo un pò si annoia, o viene fatta annoiare, quindi android passa dalla versione 8 alla 9, facebook diventa istagram, e l'esperienza utente diventa più appagante. Ma soprattutto il nuovo spiofono(smartphone) aprirà l'app di istagram 10ms più in fretta del vecchio. C'è quindi una differenza tra mezzo(piattaforma) e ambiente(sistema operativo), ma un ambiente che opera secondo certi criteri tenderà a fornire mezzi che operano similmente. La scelta va fatta anche sull'ambiente non solo sul mezzo, non a caso un blog-post viene scritto sulla tastiera di un pc come questo mio lungo commento. Ad oggi non vendono scaltrofoni* ma solo ambienti integrati chiusi ed autoreferenziali di cui si è spinti ad usare servizi e mezzi il cui buon funzionamento è garantito dal fornitore del software; ad oggi apple e google che hanno costruito delle bellissime gabbie dorate. Da poco è nata un azienda che tra qualche mese venderà i suoi scaltrofoni https://puri.sm/products/librem-5/ non risolverà il problema dello schermo piccolo ma forse sarà possibile dettare al cellulare i nostri articoli. Chi fosse interessato al software libero non dia retta ai linuxiani ma andate a studiare un pò di storia da colui che ha inventato il copyleft (che usa la proprietà intellettuale per rivoltare il suo scopo originario) e la licenza GPL. https://www.gnu.org/gnu/thegnuproject.html https://www.gnu.org/gnu/gnu-history.html e un video https://u.fsf.org/user-liberation

    *scaltrofono: smartphone con un sistema operativo che non ha lo scopo di fornire dei servizi specifici ma di rendere il più accessibile possibile tutte le funzioni potenziali del dispositivo, quindi un ambiente aperto.

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