Troia non Cadde per Colpa degli Immigranti


sabato 27 aprile 2019

Greta e dintorni

di Jacopo Simonetta

Greta aveva 15 anni quando cominciò il suo sciopero solitario; ne ha 16 adesso che è un personaggio famoso e conta molte migliaia di seguaci, soprattutto in Europa, USA e Canada (come al solito).

Qui vorrei accennare a due aspetti specifici di questa vicenda: l’attacco massiccio contro la ragazza e quanto c’è di vero in quel che dice.

L’attacco a Greta.

Non mi interessano le posizioni, scontate e spesso triviali, di soggetti come Feltri ed altri, sostenitori da sempre di un anti-ambientalismo fanatico.   Mi intriga di più l’attacco, ben più studiato e subdolo, portato anche da ambientalisti dichiarati, ivi compresi alcuni che, magari, hanno lavorato per anni proprio su questi temi.

Certo, è legittimo chiedersi chi aiuta Greta e perché, ma chi davvero è interessato a questo fa attenzione a informarsi senza collaborare alla “macchina del fango”.   Sulle motivazioni di chi, invece, usa la calunnia e l’illazione come armi contro la ragazza ed il suo nascente movimento si possono fare parecchie ipotesi.  In attesa di delucidazioni dai diretti interessati, ne avanzo due: gelosia e vecchiaia.

Gelosia, perché persone che per anni, magari per decenni, hanno tentato di portare alla ribalta il tema del GW e delle sue conseguenze (o altri temi correlati), potrebbero vedere di malocchio l’essere “sorpassati a destra” da una ragazzina apparentemente qualunque (ma che evidentemente “qualunque” non è).  E’ comprensibile, ma non fa onore a nessuno.

Poi ci sono coloro che, in quanto adulti o anziani, si sentono offesi dalle dichiarazioni decisamente esplicite della ragazza svedese.   “Voi adulti dite di amare i vostri figli, ma state distruggendo il loro futuro” è, in sintesi, uno dei principali messaggi di Greta e, penso, quello che ha fatto maggiormente breccia nel cuore e nella mente di tanti suoi coetanei o quasi.   Beh, ha ragione. 

A livello individuale ognuno ha le sue colpe ed i suoi meriti, ma a livello generazionale è esattamente quello che è accaduto e siamo noi “babyboomers” i principali responsabili perché è gente della nostra generazione che ha ricoperto quasi tutti i ruoli di rilievo negli ultimi 30 anni; cioè nel periodo in cui l’emergenza climatica è diventata una certezza ed è stato deciso di ignorarla.

Personalmente, alla metà anni ’60 facevo collette scuola per il neonato WWF-Italia e da allora non ho mai smesso di occuparmi di ambiente sia come professionista che come attivista, ma proprio per questo dico che se i ragazzi di oggi sono incazzati con la nostra classe di età, hanno semplicemente ragione.

Cosa c’è di vero in quel che dice?

Molto e poco allo stesso tempo.   Lei e quelli che la aiutano conoscono bene i dati ufficiali e le dichiarazioni finali di rapporti o congressi, e ne fanno un estratto utile al tipo di comunicazione che usa Greta.  Dunque, qualcosa di approssimativo,ma sostanzialmente corretto, come è giusto che sia in questo contesto.  Semmai sono proprio i rapporti ufficiali che lasciano i punti essenziali fra le righe, e di questo Greta & co non si possono accorgere.

Mi spiego e, per cominciare: di chi è la colpa del Global Warming?   Se si fa un calcolo dello storico: Europa, Stati Uniti e Russia, in ordine decrescente.   Se si guarda la situazione attuale: soprattutto Cina, USA con distacco; Russia, Europa, Giappone, India molto dietro.   Se invece si guarda il dato tendenziale, Cina e India sono in crescita esponenziale, mentre USA, UE, Russia e Giappone sono in  flessione.

Questo significa che, se volessimo fare sul serio sulle emissioni, faremmo una convenzione a 6, lasciando perdere tutti gli altri che si dovrebbero occupare piuttosto di fermare la loro crescita demografica, la deforestazione, l’erosione ecc., mentre potrebbero aprire qualche centrale elettrica in più senza che muoia nessuno. Però non lo facciamo e si capisce bene anche perché.

Prendiamo ad esempio l’Europa che è il paese che ha maggiormente ridotto le sue emissioni:


Come si vede, negli anni ’90 e 2000 abbiamo ridotto principalmente spostando all'estero buona parte della nostra industria pesante e sostituendo alcune centrali a carbone con altre a metano. Poi siamo rimasti stazionari fino al 2008, quando abbiamo ripreso a ridurre, principalmente in conseguenza della crisi economica e dell’impoverimento delle classi medie e basse.  USA e Giappone presentano dinamiche simili e la Russia ha ridotto drasticamente le sue emissioni quando collassò l’Impero Sovietico. Il "disaccoppiamento" rimane in gran parte una leggenda basata più su trucchi contabili che sui fatti.

Vediamo ora consumi e fonti di energia primaria, ai tempi di Arrhenius ed ai tempi di Greta: la differenza sta nell'enorme crescita del carbone e nell'aggiunta di petrolio e gas. A tutt'oggi, solare ed eolico rappresentano una percentuale assolutamente trascurabile dei consumi energetici globali; molto, ma molto inferiore al legname che utilizziamo da prima ancora di essere veramente umani.

Ciò significa che incrementare le fonti davvero rinnovabili è certamente utile, ma l’unico modo per renderle una percentuale importante dei consumi globali sarebbe dimezzare (almeno) i consumi di carbone, petrolio e metano; che è esattamente quello che ci dicono bisognerebbe fare entro 10 o 20 anni per sperare di stabilizzare il clima entro il +2 C°.  Ma nessuno dice che l’unico modo per farlo è distruggere l’economia globale: un intervento da alcuni miliardi di morti perché tutte le filiere vitali di tutti i paesi del mondo sono fatte di capitalismo globalizzato.

E’ infatti molto vero che il capitalismo globale è esattamente ciò che sta distruggendo il Pianeta e che azzerare molto rapidamente  le emissioni probabilmente stabilizzerebbe (o quasi) il clima, ma significherebbe anche scatenare una situazione di tipo Venezuelano in tutti i paesi del mondo contemporaneamente.   Anche se lasciare che le cose procedano sul binario attuale apre scenari ancora peggiori, quale politico potrebbe proporre di farlo?   Chi potrebbe dire "saltiamo ora dal terzo piano, perché domani dovremo saltare dal quarto"?  E quanti sarebbero disposti a farlo?   Non coloro che ancora sognano una qualche variante di utopia eco-tecnologica, neo-primitivista o che, semplicemente, aspettano che "la scienza trovi la soluzione", trascurando il fatto che la scienza ha già da tempo trovato che la soluzione sarebbe stata fermare la crescita economica e demografica cinquanta anni or sono.

Come disse Curtis Moore (un membro del  “Committee on Environment and Public Works”) nell'ormai lontano 1986: il clima non è un problema politico perché non ha soluzioni politiche praticabili.

Alla fine, se qualcuno è da biasimare per la cattiva informazione, sono dunque gli scienziati, i governi e le grandi associazioni ben più di una cocciuta ragazza di 16 anni od i suoi genitori (che sono artisti e non climatologi).

Allora serve Greta?

Secondo me si; lei e gli altri movimenti nascenti come Extinction Rebellion.   Non potranno salvare la nostra civiltà, ma credo che fra i loro ranghi si formeranno i leader che dovranno guidare la gente attraverso “the mess” che gli lasciamo.  E credo che saranno più bravi di noi, perché nel mondo che viene gli incapaci non dureranno molto.

36 commenti:

  1. Un post che mi trova sostanzialmente d'accordo.

    1-Chi è Greta?
    E' una bambina di 16 anni, dice quello che dice e salta la scuola, perchè i suoi genitori sono verdi. Sono aiutati da un esperto di comunicazione.

    2-L'obiettivo dei genitori di Greta e dell'esperto di comunicazione.
    Suppongo sia quello di far permeare i temi ecologici nella politica: il trattato di Kyoto è stato inefficace la curva della CO2 in PPM ne è la palese dimostrazione. Il trattato di Parigi sarà molto probabilmente altrettanto inefficace.

    3-Gli scioperi scolastici di Greta.
    Penso che i suoi genitori facciano molto male a far scioperare la figlia sedicenne, facendole perdere ore preziose di lezione. Penso che i genitori di Greta, per il bene della loro figlia, farebbero bene a farle smettere di marinare la scuola, senza però farla smettere di protestare. Via Social Network la bambina, potrebbe coordinarsi con altri coetanei e followers, per organizzare FLASH MOB planetari, tutti fissati in giorni ed ore, in cui localmente non c'è scuola: disarmerebbe le critiche dei negazionisti ambientali.

    4-Il contenuto di quello che dice Greta.
    Ho ascoltato quello che la bambina dice: Greta non ha torto, ma non ha nemmeno ragione!. E' certamente vero quello che dice Greta, ma la bambina omette di dire tante cose: omette di parlare di migrazioni apocalittiche, trascura i flashpoint di confine e le guerre regionali, ignora le guerre valutarie e finanziarie, non contempla scontri nel dominio cyber e guerre asimmetriche e pulizie etniche e guerre simmetriche con sindrome di kessler.

    5-Il tono comunicativo accusativo generazionale di Greta.
    E' essenzialmente fondato, il grosso delle emissioni di gas serra sono per cause antropiche, derivano dall'uso dei carburanti fossili, i quali hanno alimentato la rivoluzione industriale che ci ha già portato in sovrapopolazione.

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  2. 6-Le responsabilità politiche di Sovrappopolazione e Climate Change
    Sono due elementi del letale binomio, hanno responsabilità:

    -il Climate Change è responsabilità di tutta l'umanità. Certo, i paesi del I°mondo hanno emesso ed emettono più gas serra, avendo fatto la rivoluzione industriale prima del III°mondo. Tuttavia il II°,III°mondo vogliono bruciare carburanti fossili per migliorare il tenore di vita, ragione per cui anche una riduzione di emissioni del I°mondo, sarà inefficace senza un calo dei paesi del II° e III°mondo. Inoltre anche portando il saldo delle emissioni di gas serra a zero, si avrebbe una soluzione perchè a)i gas serra già emessi faranno danni, b)la bomba degli idrati di metano che è già innescata non è controllabile dall'umanità. Occorre un saldo negativo dell'umanità sui gas serra: sequestrare, comprimere, rendere impermeabili, sotterrare i gas serra, servirà tantissima energia per essere efficaci sul clima e nessuno sa come fare capturing-zipping-waterproofing-storaging, ne come creare tutta l'energia che servirà per lunghissimi anni per sostenere il processo.

    -La Sovrappopolazione: il grosso problema è l'Africa gli altri continenti nei prossimi 30 anni non hanno esplosioni demografiche ma modeste crescite, oppure trend piatti. Gli africani oggi sono 1.2MLD (che sono già troppi per l'attuale continente) diventeranno entro il 2050 circa 2.4MLD, non arriveranno mai nel 2100 a sfiorare i 4.3MLD perchè il continente collasserà con miliardi di morti entro il 2050.
    [x] L'ONU sapeva, ha sempre avuto competenze e risorse finanziarie ma non ha mai finanziato in Africa una politica di controllo delle nascite.
    [x] Il Vaticano ha sempre saputo quale fosse la reale situazione sul campo in Africa, tramite i missionari: il Vaticano sapeva, ed aveva voce ed autorità per perorare in ONU una politica di controllo delle nascite in Africa.
    [x] I governi africani, qualche tentativo di contenere la popolazione lo avrebbero potuto fare: pillole e profilattici esistono dal 1940s. Gli stessi africani, invece di trombare come conigli esponendosi a malattie veneree, almeno i profilattici li avrebbero potuti usare!.

    ONU e Vaticano sono tuttavia i maggiori colpevoli: sapevano della bomba demografica, potevano dire e fare qualcosa per contenerla, ma entrambi non hanno fatto niente, entrambi sono colpevoli di aver già condannato il bacino del Mediterraneo a GUERRE PUNICHE II entro il 2050, a causa dell'intrecciarsi del problema della sovrappopolazione in Africa con i danni da climate change e tutti gli altri problemi che s'intrecceranno in modo insolubile dallo sviluppo del letale binomio.

    LOL

    7-Il contesto politico decelebrato italiano è formidabile!.
    La SX s'è aggrappata ad una bambina svedese di 16 anni LOL mentre M5S e DX brancolano nel buio, preferendo rifiutare la realtà. La SX ha sgovernato per 5 anni, spera d'arginare il tracollo di voti politici ed occulta dietro la foglia di fico del 25 aprile, il proprio delirante piano cattocomunista che ignora la realtà dei prossimi 30 anni:

    a-i comunisti non hanno intenzione di ripagare (nemmeno in parte) il debito pubblico italiano, vogliono dare IUS SOLI, per concretizzare il mito di 1.2MLD di voti di comunisti africani con cui invadere l'Europa e l'Italia!.

    b-l'attuale pontificato/concistoro valuta che il dono supremo del martirio sia in Matteo 25,31 quindi la sostituzione etnica degli italiani nella gioia del martirio del popolo italiano, sarebbe come il sacrificio di Isacco/Cristo: un dono offerto a Dio, per lenire i tormenti dei sub-sahariani che saranno piagati dalla sovrappopolazione e dai danni dal climate change!.

    Politici stupidi e ladri, producono decisioni stupide: grandi responsabilità, grandi errori, grandi fiamme!.

    LOL

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  3. Lei scrive cose terribili, gentile Simonetta e, temo, anche terribilmente vicine al vero.

    L.

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  4. Chip 65CO3,
    smetti di bere se non lo reggi.

    R

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  5. Nel copincollo è scomparso un *NON* la frase corretta è:"Inoltre anche portando il saldo delle emissioni di gas serra a zero, NON si avrebbe una soluzione perchè..."

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  6. https://www.linkiesta.it/it/article/2019/03/22/stefano-mancuso-intervista-alberi/41520/

    http://www.rinnovabili.it/ambiente/cancellare-10-anni-emissioni-piantando-miliardi-alberi/

    Ammesso che sia stata dimostrata la responsabilità dell'uomo nel cambiamento climatico (mah), la soluzione più semplice potrebbe consistere nel piantare alberi. Nient'altro. Anzi, io direi che sarebbe il caso di cominciare al più presto. Vanga, alberello. Zac!
    C'è pure un motore di ricerca che coi ricavi si incarica di piantare alberi. Ecosia.
    https://it.wikipedia.org/wiki/Ecosia
    Angelo
    (Purtroppo il 2018 è stato il quarto anno peggiore per il disboscamento delle foreste tropicali dopo il 2016, il 2017 e il 2014)

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    1. Purtroppo non funziona così. Il carbonio che esce dal sottosuolo fa danni a prescindere. La deforestazione certo non aiuta, ma gli alberi da soli non bastano per vari motivi: mancanza di terra adatta, emissioni di metano legate alla decomposizione degli alberi morti... Qui un articolo che spiega il problema: https://www.scientificamerican.com/article/planting-trees-wont-save/

      Un'idea è il BECCS, ovvero sì, piantare alberi, bruciarli per fare energia elettrica MA recuperare la CO2 e pomparla di nuovo nel sottosuolo, non rilasciarla in atmosfera.

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    2. https://www.scientificamerican.com/article/forests-are-a-low-tech-but-high-impact-way-to-fight-climate-change/
      Scientificamerican del 2019. Dall'epoca dello studio da te citato sono passati 19 anni.
      Angelo

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    3. http://www.aboutplants.eu/portal/cms/content-ricerca/242-le-piante-e-il-sequestro-di-anidride-carbonica.html
      Aggiungo: bilancio netto.
      bilancio netto CO2 = (CO2 Sequestrata + CO2 emissioni evitate) - CO2 Rilasciata (eq.1)

      Io questo ho capito. Accetto correzioni.
      Angelo

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    4. Ciao, scusa non mi ero accorto che l'articolo era lo stesso titolo ma di data così vecchia. Io avevo in mente articoli conseguenti a questo studio: https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1002/2016EF000469

      Per quanto riguarda il bilancio CO2: se sequestri la CO2 nella biosfera e questa poi per processi di decomposizione risponde con emissione di metano, caschi dalla padella nella brace. L'unica sarebbe il BECCS, ovvero crescere alberi, bruciarli in impianti con cattura della CO2 e mandare la CO2 da dove e venuta, sottoterra. Ma non esiste ancora un impianto praticamente realizzabile, da quel che ne so. E non so se sia più o meno efficiente di altri sistemi di cattura della CO2 atmosferica con sistemi artificiali.

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    5. https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/01/12/ambiente-anche-le-piante-inquinano-dai-boschi.html
      Si, questa emissione di metano dalle foreste è stata teorizzata dall'équipe di Frank Keppler, del Max Planck Institute, ma molti esperti non la condividono. (Il perché é nel link).
      Angelo

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  7. Comincio dalla fine: se l'Italia di oggi dovesse essere esempio di futuro, avremo a che fare con degli incapaci ancora per molto. Ma torniamo alle cose serie cercando di andare avanti nel ragionamento. Allora, che fare? Mi pare che la conclusione implicita nel post di Jacopo Simonetta (la cui analisi mi trova assolutamente d'accordo) sia: nulla. Business as usual, as usual. E quindi che cosa attendersi? Provo a sparare Realisticamente un bel po' di catastrofi ambientali connesse principalmente ai tre processi più distruttivi: innalzamento del livello degli oceani, aumento degli eventi meteoclimatici estremi, possibile alterazione delle correnti oceaniche "importanti" (p.es., "disruption" della Corrente del Golfo con le relative conseguenze sull'Europa a causa dello scioglimento dei ghiacci della Groenlandia). Chi soffrirà di più economicamente e socialmente? Prima di tutto i paesi molto poveri o "trascurabili" (alcuni esempi: paesi asiatici come il Bangladesh, molti paesi africani, alcuni paesi sudamericani, Maldive e casi simili), che non hanno i mezzi per adattarsi e che probabilmente semplicemente soccomberanno e/o spariranno in parte o in toto. I paesi ricchi e tecnologicamente avanzati (Europa, USA, Australia, ma anche Cina ed India che tra alcune decine di anni saranno da contarsi tra i paesi più ricchi e tecnologicamente avanzati) soffriranno, anche molto o moltissimo, ma sopravviveranno largamente. Alcuni trarranno vantaggi rilevanti, se non enormi (Russia e magari Canada, ma forse anche altri?). Da attendersi, naturalmente, una successione di crisi economiche (e sociali) globali, con relative migrazioni e connessi problemi di gestione sociopolitica dei migranti stessi. Qualche altra guerra per procura nei soliti quadranti all’uopo utilizzati per regolare/gestire il mercato dei combustibili fossili (e delle materie prime comprese le terre rare), mercato che non sparirà fino a che i fossili stessi non si esauriranno (e con shale gas & oil, questo non accadrà per molto tempo…). Tempi duri per figli e nipoti.

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    1. stefanotib: "Tempi duri per figli e nipoti."

      Invece di compiangerli (tecnica del coccodrillo), limitarsi a non metterli al mondo?

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  8. sperare che i governi mondiali si accordino per non far figliare un paio di generazioni di locuste è irrealizzabile. Il figlio unico a livello mondiale non sarebbe sufficiente. Il BAU ad oltranza è una certezza. Adios, gringo.

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  9. Una precisazione: la contabilità delle fonte energetiche secondo energia primaria è un trucco contabile delle agenzie pro-fonti fossili. Un kWh di energia elettrica prodotta dai pannelli viene pesato come un kWh di calore da carbone anche se ne vale tre e più. Quindi la situazione è meno tragica di quello che sembra.

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  10. una rondine non fa primavera: i dintorni? Personalità politiche e religiose sorridenti ed accondiscendenti, che appena girato il culo si preoccupano che i loro affari ed interessi continuino ad essere proficui. Proprio ieri un frate diceva che nessuno, nemmeno loro frati, è esente dal potere di satana, figuriamoci le elitè, la donnina affetta da nevrosi compulsiva da acquisti, i professori universitari, il sottoscritto, ecc. L'unica differenza è rendersene conto, ossia avere la coscienza delle proprie azioni. Un pò come il malato, che si può curare solo dopo aver avuto piena consapevolezza del proprio stato. Solo allora uno può cercare di cambiare qualcosa nel proprio comportamento. Quante ce ne sono di cosiddette persone di coscienza o come dice Gesù di buona volontà? Lo 0,....%? Uno su mille ce la fa?
    @ Stefanotib, penso che questa storia del nucleare iraniano sia l'ennesima fakenews per giustificare aumenti dei prezzi dei FF, che altrimenti scatenerebbero le rivolte di altre locuste come i gilet gialli. Inutile e devastante appellarsi al buon senso delle locuste, come fa Greta. Molto meglio far finta di uscire dagli accordi farlocchi internazionali sul clima e poi iniziare guerre commerciali per fermare le vie della seta o mettere sanzioni fittizie ai paesi produttori di petrolio, così le locuste non hanno più nemmeno il pretesto dei disordini sociali per protestare contro gli aumenti di prezzo di merci e carburanti. Ovviamente così non si risolve il problema, ma l'alternativa è mettere a ferro e fuoco il pianeta, soluzione per la quale ci vorrebbero centinaia di mln di truppe disposte a tutto, che non ci sono. Mi è sempre rimasto in mente il discorso che facevano i capi dei briganti che operavano nelle montagne dell'Appennino tosco-emiliano quattro o cinque secoli fa: "Chi vuole venire con noi, deve essere disposto a tutto, anche a squartare donne in cinta". Cose orribili, che spero non ritornino più.

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  11. @ stefanotib
    Concordo, in buona sostanza
    http://mio-radar.blogspot.com/2019/01/convegno-air-power-e-hybrid-cyber.html

    Mi permetto di segnalare :@) la mia collana di climate fiction, in creative commons: www.climatefiction.gq

    La narrativa del cambiamento climatico esplora gli impatti del climate change, focalizza l'attenzione sui testimoni, gli ambienti, le condizioni al contesto, della Terra nel 2050 circa. E' la saga Guerre Puniche II & WWIII, che conduce per mano il lettore, dentro una consistente ed apocalittica distopia, permettendogli una meticolosa ricognizione sul campo, per osservare direttamente tutti gli insolubili e complessi problemi futuri, severamente intrecciati tra di loro, che causano impatti economici, militari, politici, principalmente in Africa, in Europa, in Asia.

    Saga Guerre Puniche II (fabula dispiegata a ritroso: dalle Yellow Buffer Zones alla genesi della detonazione di GP2)
    ebook - Rim of Hell -
    ebook - per la gloria di Chartago -
    ebook - la Stella Verde -
    ebook - Battle for Assuan -
    ebook - al vertice della tensione -

    Saga WWIII in SIBERIA 2050 (la WWIII in Siberia narrata dalla parte dei Defenders e degli Aggressors)
    ebook - 4 Rekons -
    ebook - Lets light it up -
    ebook - Dogs of War -
    ebook - La Lunga Marcia -
    ebook - The Battle for Kalinka -
    ebook - Operation Yangtze-Kiang -

    coming soon: "sons of lesser gods": ultimo libro su "Siberia 2050" che apre alla prossima saga guerraffondaia ;-P

    saluti

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  12. Siamo tutti responsabili .La storia insegna che siamo stati in grado di adattarci all'abbondanza di risorse esistenti prima del nostro arrivo .Saremo sicuramente in grado di adattarci alle scarse risorse che rimarranno insieme alle grandi quantita' di rifiuti che abbiamo prodotto .E' la nostra caratteristica come spece all'interno della natura

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  13. https://www.theguardian.com/environment/2019/apr/23/greta-thunberg-full-speech-to-mps-you-did-not-act-in-time

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    1. non parla e non può parlare di sovrappopolazione. Forse si rende conto che ridurre a zero le emissioni comporterebbe la riduzione degli umani di diversi mld in poco tempo. Improponibile e impraticabile. Come dice Ferruccio qui sotto, godiamoci le soddisfazioni che può dare questo consumismo senza esagerare, come ha fatto un mio conoscente ieri sera che ha voluto mangiare cibo spazzatura dopo la pubblicità in TV di una nota catena fast food e ora si sente male. Un pò come sta facendo tutta l'umanità, che sa di farsi male, ma continua ad ingozzarsi.

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    2. Involontariamente hai toccato il nodo caldo della questione: si parla di sovrappopolazione solo dal lato del controllo delle nascite: se improvvisamente lasciassimo alla natura circa 1/4 (almeno) delle terre coltivate migliori, quelle recuperabili a bosco in qualche decennio),e convertissimo a permacoltura il resto, scenderemmo appunto a neo di 3 miliardi nel giro di 3 anni...Altro che Greta!

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    3. "Scenderemmo appunto a neo di 3 miliardi nel giro di 3 anni..."

      Mecojoni! -1 500 000 000/anno!
      Alla facc' 'e lu kazz!
      Quattromilioni al giorno!
      Minkia!

      E molte altre esclamazioni assai meno presentabili.

      R

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    4. Le riserve mondiali cerealicole bastano per circa un anno: con le prescrizioni di sostenibilità sopra accennate, basate sull'evidenza scientifica, la produzione agricola in calorie scenderebbe ben oltre la metà. Mi permetto di fare copia incolla delle tue esclamazioni colorite: "Mecojoni! Alla facc'e lu kazz Minkia." PS: Per inciso sabato 4 maggio sono a Certaldo a ricevere il primo premio del premio nazionale di filosofia. Saluti prof.

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    5. Pensavo all'inaugurazione della CCT CASA COMUNE CACCIATORI.

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  14. Se non fermiamo le emissioni di CO2 siamo fritti (nel senso letterale del termine), se le fermiamo, non bruciando più i combustibili fossili, si blocca l'economia mondiale e siamo fritti lo stesso perchè i disordini sociali e/o guerre varie esigeranno il loro tributo.
    Se non facciamo nulla comunque l'EROEI calante, lo scoppio della bolla del fracking che non sta in piedi finanziariamente fin dall'inizio e del debito mondiale, arriveranno allo stesso risultato.
    Tanto vale goderci la vita in questo scampolo di civiltà che rimane..

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  15. aspettiamo qualche mese....
    https://parolelibere.blog/2019/04/30/basilea-3-lennesima-rivoluzione-passata-inosservata/

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    1. l'aumento del valore dell'oro in bilancio diminuirà il debito pubblico, ma non vedo come come questa ricchezza teorica possa sostituirsi alla materia prima che dal 1976 lo ha sostituito: il petrolio. I 100.000 euro al mese che il mio comune in bancarotta di 18.000 abitanti paga per affitti agli indigenti italiani e stranieri per non farli sfrattare, possono contabilmente essere parzialmente coperti da questo aumento, ma senza petrolio loro e noi moriremo in poco tempo. I giochi contabili servono a poco, se non c'è trippa per i gatti. E anche per le locuste, anche se non mangiano la trippa, ma pastasciutta e cous-cous. Per il petrolio bisognerà aspettare ancora qualche anno o decennio.

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    2. Nebbia in Val Padana...
      Speriamo bene che la Nato abbia imparato qualcosa dal Venezuela. Ma qui siamo al confine tra un impero agonizzante e una nuova potenza economico-militare euro-asiatica che sta reclamando la propria autonomia. Auguriamoci soltanto che non volino i missili (roba di 5 minuti) . L'Europa rischia di essere cancellata dalle carte geografiche.

      Angelo

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  16. ieri a Piombino mi è capitato di sedere ad un tavolone con 6 adolescenti. Solo uno sapeva di Greta!!!!!!

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    1. Mago, immaginati di sedere in una taverna di Antiochia nel 60 AD, quanta gente pensi che sapeva di un tal Yeshua ben Yusuf?

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  17. Gesù è Dio, Greta no. Se si fosse ai tempi di La Pira, sarebbe il caso di chiedere preghiere alle Suore di clausura. Peccato che non ce ne siano praticamente più. Abbiamo perso anche questa chance.

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    1. Greta è un avatar della Dea

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    2. sì. E io sono S.Pio IX.

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    3. Acc... allora sei infallibile!!

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    4. quasi. Però anche S.Pio IX sbaglia nelle materie non spirituali.

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    5. Tutto è Dio. L'albero, la zanzara, la farfalla, la balena, la goccia d'acqua, il soffio d'aria, Mago e tutti noi.
      Dio è onnisciente perchè la sua coscienza è la somma di tutte le nostre coscienze, è onnipotente perchè è la somma di tutte le forze, è onnipresente perchè è la somma di tutte le presenze.
      Greta è una delle parti che compongono Dio.
      - Tiziano -

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