venerdì 15 febbraio 2019

Un Nuovo Libro di Bruno Sebastiani: "Il Cancro Del Pianeta Consapevole"



Credo che si debba a Konrad Lorenz l'idea che la crescità della società umana sul pianeta Terra è simile per certi versi a una crescita tumorale. Bruno Sebastiani ha esplorato il concetto in svariati post e libri e qui ci descrive l'ultima sua opera.



IL CANCRO DEL PIANETA CONSAPEVOLE

di Bruno Sebastiani


Perché un nuovo libro sul cancro del pianeta? Ho cercato di condensare la migliore risposta a questa domanda in una frase inserita nella quarta di copertina: «Le cellule cancerogene sono consapevoli di essere maligne, cioè di essere apportatrici di una malattia mortale? Sicuramente no. Se lo fossero regredirebbero? Difficile a dirsi, ma laddove possibile il tentativo di renderle consapevoli andrebbe fatto.»

Ebbene, se, sulla base della teoria esposta nel mio primo libro, l’essere umano è da considerare alla stregua di una cellula tumorale che sta distruggendo i tessuti sani del corpo di Gaia, il passo successivo non poteva che essere quello di tentare di renderlo edotto di tale sua natura.

Altro che figlio di dio, re del creato, signore del mondo ecc. ecc.

Abbiamo semplicemente ricevuto da madre natura il “dono non richiesto” (“the unsolicited gift” di koestleriana memoria, ovvero l’abnorme evoluzione del nostro cervello) e lo abbiamo usato a nostro esclusivo vantaggio, invadendo e devastando gli spazi che l’equilibrio creatosi in milioni e milioni di anni aveva riservato a tutte le altre specie animali e vegetali.

Ora siamo vicini al punto di non ritorno, probabilmente lo abbiamo già superato innescando reazioni che finiranno per distruggere anche la nostra specie dopo tutte quelle che abbiamo già annientato, esattamente come accade alle cellule cancerogene negli ammalati di cancro in fase terminale.

Come continuare ad assistere a questo scempio senza lanciare un urlo nel tentativo disperato di aprire gli occhi dei nostri contemporanei?

Se questa è la motivazione che mi ha spinto a scrivere questo nuovo saggio, relativamente al suo contenuto mi sono avventurato in tre distinti territori.

Innanzitutto ho approfondito il tema fondamentale dell’abnorme evoluzione subìta dal nostro encefalo e della sua ulteriore accelerazione di tipo autocatalitico. Nel primo libro (“Il Cancro del Pianeta”, Armando Editore, Roma, 2017) avevo già affrontato l’argomento, ma in modo sintetico. Qui ora, in questo nuovo saggio, gli ho dedicato più spazio ed ho cercato di analizzarlo anche alla luce dei contributi di alcuni autorevoli neuroscienziati.

In secondo luogo ho esplorato i cataclismi che il nostro pianeta ha sopportato nel corso della sua lunga vita per cause “non antropiche”, quali le glaciazioni, gli impatti siderali, le estinzioni di massa. Come noto per i negazionisti queste calamità furono assai più rilevanti di quelle causate dall’uomo, e tale argomento viene sbandierato per sminuire le nostre responsabilità in tema di danni ambientali. La mia analisi giunge a conclusioni ben diverse, ma per poterlo fare in modo puntuale era necessario immergersi in questa materia e sviscerarla sotto ogni angolatura, ad iniziare dall’esame delle devastazioni dei tessuti sani del pianeta da noi già perpetrate per poi passare ad argomentazioni di tipo più teorico-deduttivo.

Infine, nell’ultima parte del libro viene introdotta la figura di un “buon dottore” cosmico, un soggetto immaginario alieno dalla visione antropocentrica del mondo, il quale, osservando la Terra e la sua storia dallo spazio, passa in rassegna i contributi di “chi ha maggiormente spinto sull’acceleratore del progresso” e di “chi si è parzialmente opposto alla diffusione del male”, pervenendo alla rivalutazione di movimenti, correnti di pensiero e autori che hanno messo in guardia, purtroppo con scarso successo, l’umanità dai pericoli insiti nel pensiero razionale e nelle sue conseguenze.

Come si può vedere da questa breve esposizione dei temi trattati ne “Il Cancro del Pianeta Consapevole” (Armando Editore, Roma, 2018), la teoria enunciata nel 2017 nel mio primo libro, alla quale ho poi dato il nome di “cancrismo”, si arricchisce ora di un nuovo capitolo dedicato alla consapevolezza che dobbiamo assumere della nostra natura di cellule tumorali del pianeta Terra.

La bruttezza di questo ruolo è ben rappresentata dall’immagine prescelta per la copertina del libro: un busto dalle braccia protese, completamente ricoperto da bubboni ed ispide escrescenze. La scultura, titolata “Mare Nero”, è opera di Mario Giammarinaro, artista specializzato nel riprodurre i disastri ambientali provocati dall’uomo.

E per quanto riguarda il “da farsi”, il come reagire ad una situazione tanto drammatica? Molti me lo hanno chiesto, ritenendo che ogni teoria debba prevedere una parte “salvifica” e non possa concludersi senza speranza, esattamente come la vittoria dei “buoni” è un must di ogni pellicola cinematografica.

Purtroppo la vita non è un film.

In un prossimo libro che ho già scritto e che sarà pubblicato l’anno prossimo, la speranza apparirà ancor più remota. L’argomento sarà infatti la complessità dell’organizzazione sociale che abbiamo creato e l’ineluttabilità del suo continuo progresso sino alla crisi finale.

Cionondimeno, anche se il vicolo cieco in cui l’evoluzione ci ha sospinto è privo di via di uscita, non possiamo esimerci dal guardare in faccia la realtà e dal riconoscerci come cellule maligne distruttrici di ogni altro organismo dotato di vita.

Ognuno poi, alla luce di tale constatazione, potrà cercare vie di sopravvivenza individuali che soddisfino le proprie aspettative.

Ma questo è un altro discorso, non più di carattere collettivo bensì relativo alla sopravvivenza più o meno felice di ogni singolo essere umano.



15 commenti:

  1. Grazie per l'opera che fai, Bruno Sebastiani !
    Gianni Tiziano

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  2. nelle prime letture delle messe di questi giorni si parla della ribellione dell'uomo a Dio. Insomma Adamo ed Eva. Ribelli per avidità, per intenderci. La situazione non è mai cambiata da allora, tranne che per quei pochi fortunati che hanno capito il danno che facevano a se stessi, agli altri e al creato. Il concetto di uomo, cancro del pianeta mi fu fatto presente dal chirurgo che operò mia madre di cancro 50 anni fa e penso sia sempre stato presente nella consapevolezza delle persone molto intelligenti o spirituali. Gli altri, o lo rifiutano, o lo negano, appunto sempre per avidità, come dal libro biblico. Convincere anche solo qualche piccolo percento dell'umanità è un'impresa quasi folle, comunque auguri.

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    1. poi nella seconda lettura di ieri, sabato, c'è pure la soluzione, ma se non si ha fede, che fiducia può un'umanità avida, dare alla Bibbia?
      I riassunti, che mi facevano fare quotidianamente alle elementari, almeno in una cosa mi hanno aiutato. Nel pensiero essenziale. Che è un pò quello del Qelet: a forza di levare tutte le cose inutili, dannose e vane, rimane solo la soluzione accennata prima. Ovviamente questo è possibile solo col pensiero essenziale, sennò uno viene dominato dal pensiero di tutte quelle cose inutili e vane, che possono solo trasformarlo nel cancro del pianeta e nella classica locusta consumistica, se non peggio.

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  3. Eppure, a differenza del cancro, basterebbe poco per togliere ogni caratteristica di malignità alla nostra specie. Ad esempio, distruggendo un po' di centrali elettriche e di pozzi petroliferi e di gas strategici in giro per il mondo, così da togliere l'energia elettrica e termica primarie, quelle che tengono in vita tutto l'ambaradan tecnologico-industriale e civile col quale la nostra specie è diventata il cancro del pianeta. Da qui ne consegue che tutta la società globale interconnessa umana è terribilmente vulnerabile. Senza energia il ritorno al medioevo sarebbe immediato; crisi alimentare, produzione di farmaci azzerata causerebbero miliardi di decessi per denutrizione e malattie oltre che conseguenza di esplosioni di violenza generale e individuale per appropriarsi delle poche risorse altrui.
    E l'ambiente ringrazierebbe.
    Ma a parte questa escursione da romanzo apocalittico e post apocalittico, io non credo assolutamente al passo indietro di questa specie umana tumorale. I tumori non si autolimitano mai senza interventi esterni (che quasi sempre falliscono). In attesa degli interventi esterni ad opera del pianeta, che ci sono già e saranno sempre più violenti, fantasticare sull'intervento alieno per salvare la biosfera planetaria dal cancro umano (tipo quello di Ultimatum alla Terra) è anche divertente per certi aspetti.

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  4. https://peakoil.com/enviroment/which-species-are-we-sure-we-can-survive-without
    pare che la nostra specie difficilmente sopravviverà alla scomparsa degli insetti, che stiamo provocando in modo accellerato.

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    1. Adattamento, migrazione o estinzione. Esclusa la seconda possibilità, perché dal pianeta con la tecnologia attuale non possiamo emigrare o superare le distanze interstellari, ci restano la prima e la terza opzione. C'è chi si adatterà a vivere, i pochi, in un mondo decisamente ostile alla vita umana e chi, i tanti, si estinguerà. Un de profundis per l'homo sapiens.

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    2. https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=61145
      "Ricordiamo “I limiti dello sviluppo”: il grafico BAU (business as usual), uscito dal calcolatore quasi 50 anni orsono, indicava proprio in questo decennio (2010-20) l’inizio dei grossi guai. E così sta accadendo. Successivamente, in assenza di modifiche delle interazioni fra le grandezze considerate (che significa il modo di vivere) nelle proiezioni di quel rapporto si nota la scomparsa, a partire dal 2050, di almeno cinque-sei miliardi di umani, oltre l’estinzione e lo sterminio evidente, già iniziato da tempo, di un numero molto più grande degli altri esseri senzienti."

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    3. https://aspoitalia.wordpress.com/2019/02/17/linsetto-nella-miniera-e-morto-chissenefrega/
      "Le cause sono varie, ma tutte “umane”: prima tra tutte l’agricoltura intensiva, poi l’uso dei pesticidi e dei fertilizzanti, l’urbanizzazione, l’alterazione dei corsi d’acqua e delle zone umide, il riscaldamento climatico e molte altre"
      Come dice l'articolo nessuno ha interesse per gli insetti.
      E pensare che tutti potrebbero trasformare il proprio giardino in un Eden faunistico.
      https://www.ibs.it/giardinaggio-per-animali-selvatici-ediz-libro-barbara-rijpkema/e/9788866940371?lgw_code=1122-B9788866940371&gclid=EAIaIQobChMIkqKMnOHH4AIVhs13Ch1W2QibEAQYASABEgKNpPD_BwE
      "Dati che provengono dagli ultimi studi di modellistica a livello planetario pubblicati nel Dicembre 2017 su Nature dicono che i valori di diminuzione delle produttività ad ettaro in seguito all’adozione dell’agricoltura biologica sono stimabili in una misura compresa tra l’8 e il 25% (Muller et al., 2017)"
      http://www.decrescita.com/news/contributi-di-approfondimento-scientifico-sullagricoltura-biologica/
      Non diminuzione della produttività del 50% e oltre, ma al massimo del 25%. Non ne vale la pena? Pare che l'Italia sia già sorprendentemente sulla buona strada.
      Angelo

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  5. http://www.rinnovabili.it/ambiente/cancellare-10-anni-emissioni-piantando-miliardi-alberi/

    https://www.independent.co.uk/environment/forests-climate-change-co2-greenhouse-gases-trillion-trees-global-warming-a8782071.html

    Alberi ed arbusti. Semplice ed efficace. Quando si comincia?
    Angelo

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  6. Altra buona notizia.
    https://www.greenme.it/abitare/risparmio-energetico/30536-origami-fotovoltaici-tapparelle
    Il progetto è realizzato mediante la serigrafia su celle solari a film sottile. Il disegno viene tagliato e poi piegato ispirandosi agli origami. Inizialmente è stato difficile farlo nei primi prototipi, ma adesso è relativamente semplice da produrre su larga scala. Anche i materiali usati sono convenienti e a basso costo.
    Angelo

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  7. i cinesi hanno già iniziato....
    http://dorsogna.blogspot.com/2019/02/la-nasa-il-mondo-e-piu-verde-grazie.html

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    1. l'articolo sotto parla tutt'altra lingua.
      http://dorsogna.blogspot.com/2019/01/australia-fa-cosi-caldo-che-i_25.html

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    2. https://scripps.ucsd.edu/programs/keelingcurve/wp-content/plugins/sio-bluemoon/graphs/mlo_one_year.png
      aumento CO2 in grande spolvero. In pochi anni si è passati da un aumento medio di 2ppm alle 3ppm attuali. La sparizione degli insetti ai tropici, non adattati a variazioni di temperatura, come quelli delle zone temperate, sono un'ovvia conseguenza dei circa 2° in più, che da noi non hanno causato così tanti danni, per ora. Mi sembra che la strada sia segnata e i feedback non più contrastabili.

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    3. Si sta riformando El Nino quest'anno, che però parte da una base più calda rispetto ai precedenti e siamo già mezzo a secco.
      Abbiamo ancora margini di manovra prima che il bubbone faccai il suo corso?
      http://www.meteoweb.eu/2018/12/clima-el-nino-2019-caldo-riscaldamento-globale/1198282/
      https://www.meteogiornale.it/notizia/051bba3220994007-mezza-europa-in-meteo-estremo-siccita

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  8. "Pervenendo alla rivalutazione di movimenti, correnti di pensiero e autori che hanno messo in guardia (...) dai pericoli insiti nel pensiero razionale e dalle sue conseguenze"

    E' sperabile che nessuna (inevitabilmente parziale e limitata) "via d'uscita" dai problemi descritti nell'Articolo/nel Libro di S. la cui impostazione di fondo (per quel che tale annotazione può valere) in parte sicuramente apprezzo & condivido, sarà cercata/trovata nel pensiero IRRAZIONALE, che sinceramente mi sembra (oggi) già fin troppo diffuso... Saluti

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