Troia non Cadde per Colpa degli Immigranti


mercoledì 26 dicembre 2018

Attraverso la Porta della Meraviglia

Da "Inanna e Ebih" di Enheduanna ( III millennio A.C.)

La Dea appare
Scintillante, radiosa
Sotto la cupola scura del cielo della sera
Passi stellati nella strada
Attraverso la Porta della Meraviglia

Traduzione dal Sumero di Betty De Shong Meador



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Through the Gate of Wonder

And she goes out
white-sparked, radiant
in the dark vault of evening's sky
star-steps in the street
through the Gate of Wonder

From Inanna and Ebih, by Enheduanna (translated by Betty De Shong Meador)



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Originale Sumero

an-usan-na nir mi-ni-ib-e3
ka2 u6-di sila-ba bi2-in-jen
an-ra ne-saj mu-un-na-an-gub siskur mu-na-ab-be2



22 commenti:

  1. "Le genti ne fremettero, ma è giunta l'ora della tua ira, il tempo di giudicare i morti, di dare la ricompensa ai tuoi servi, ai profeti e ai santi e a quanti temono il tuo nome, piccoli e grandi, e di annientare coloro che distruggono la terra»"
    Apocalisse, 11, 18 - Bíblia Católica Online

    Leia mais em: https://www.bibliacatolica.com.br/it/la-sacra-bibbia/apocalisse/11/

    Inanna, demone che distrugge la montagna Ebih, mi ricorda l'umanità pervertita dalla superbia indotta dalla potenza dei fossili, che non esita a distruggere il creato (rappresentato dalla montagna Ebih) pur di soddisfare le proprie avidità.
    Il versetto 11,18 dell'Apocalisse è molto chiaro sul destino finale di questi pervertiti avidi: saranno distrutti, perchè invece di essere i custodi del creato, ne sono stati la rovina. Io conosco solo una persona che non ha voluto partecipare allo spreco consumistico natalizio, forse perchè da piccolo sua mamma cantava: "Per Natale senza dindi si sta male, mi contento di pochino, tre soldini ed un panfortino". E voi?

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    1. la porta della meraviglia (o meravigliosa) è la porta del Paradiso?

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    2. Chi lo sa? I versi Sumeri sono in effetti enigmatici - ma anche molto evocativi. Certamente, però, Ebih è una rappresentazione del Paradiso terrestre

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  2. Enigmatico.
    Magnifici versi.
    Angelo

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    1. Va detto anche che molta della poesia è nella traduzione di Betty De Shong Meador. I versi sumeri originali -- per quanto ne posso dire io - potrebbero essere interpretati in modo più piatto e forse più prosaico. La poesia Sumera di Enheduanna è veramente aliena per noi. E' un altro mondo.

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    2. Per esempio, la traduzione del "corpus elettronico di letteratura sumera" dice "At dusk she came forth regally and followed the path to the Gate of Wonder"

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    3. Mentre l'originale sumero dice

      an-usan-na nir mi-ni-ib-e3
      ka2 u6-di sila-ba bi2-in-jen
      an-ra ne-saj mu-un-na-an-gub siskur mu-na-ab-be2

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    4. Il verbo "jen" indica "andare" "sila" vuol dire "strada", "usan" è "la sera" "u6" sta per "ammirazione" o "meraviglia". "di" vuol dire "Risplendente" e infine la porta è "ka2" (anche "kan"). Dal che credo che si possa dire che in effetti "la Dea risplendente esce su una strada dalla porta della meraviglia." Ma la grammatica sumera è parecchio tosta.

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    5. Molto del fascino della vicenda sta nel fatto che al tempo dei Sumeri c'erano forse 30 milioni di persone in tutto il mondo. Il mondo era vuoto, la storia non esisteva, e la Dea usciva risplendente dalla porta della meraviglia. Avrei voluto esserci.

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    6. Ricordiamo però che la loro civiltà è declinata anche per una diminuzione delle rese agricole da iper-sfruttamento, mentre in Grecia c'erano prescrizioni severe su quanti capi di ovini anche i sacerdoti dei templi potevano tenere. Sia Pan che Diana soprattutto erano anche i guardiani di una caccia sostenibile.

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    7. poca brigata, vita beata. Non per nulla i monasteri sono (od erano, perchè coll'espandersi delle città, ne sono stati inghiottiti) in luoghi appartati, tranquilli e solitari, dove la meditazione e la preghiera non venivano disturbati. Poi Dio si può manifestare anche in via Tornabuoni (chissà come mai mi è venuta in mente proprio questa via di Firenze: tornare ad essere buoni? Sarà lo spirito natalizio, non quello consumistico), ma vogliamo mettere il fascino della pace mistica della natura incontaminata col casino di una grande città? Anch'io, se fossi Dio, preferirei incontrare la mia creatura, che amo, in un posto ameno e quest'incontro non poteva non essere meraviglioso per la creatura.

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    8. Veramente il Wilamowitz-Moellendorf ha chiarito 80 anni fa (der glaube der ellenen) il concetto di divino per gli antichi Greci come predicato, come azione divina iper-naturale e non come soggetto: mago sei stato traviato dal concetto sinaitico monoteista per recuperare le origini pagane e rispettose della natura di chi viveva nella verde europa e non nelle regioni subdesertiche come i sumeri.

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    9. Ma si, i monasteri, una meraviglia. Però se non ricordo male hanno disboscato non poco qui nella pianura padana. Hanno dato forma al territorio sottraendolo alle paludi, però a un certo punto ci si chiedeva se non fosse il caso di smettere di bonificare perché non c’era più legname.
      (Quel libro accidenti non so dove sia finito)
      Angelo

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    10. @ Fra, come al solito mi sembra tu faccia un bel pò di casino con la religione, che ovviamente non è il tuo forte, quindi ti comprendo. Poi la
      Mesopotamia era tutt'altro che subdesertica al tempo dei Sumeri, difatti le ziggurat sono ancora lì a testimoniare la piovosità di quei luoghi, per non parlare del diluvio universale.
      @ Angelo, la valle dell'Ombrone Pistoiese e il Valdarno superiore, cioè la zona che va da Fucecchio a Pistoia fino a Vernio era feudo dei Cadolingi, di origine longobarda, nei secoli anteriori all'anno Mille ed era completamente ricoperta di boschi e foreste vergini, tranne quei pochi luoghi chiamati i "ronchi" o il "ronco", dal latino "runcare", disboscare. Ora gli unici alberi sono domestici e non sono stati i monaci ad abbattere le foreste preesistenti e a bonificare le paludi, ma, come sta succedendo ora in tutta la fascia equatoriale dal Brasile al Borneo, la colpa è della necessità di terre da mettere in produzione. Le ultime in Italia a subire questa triste sorte furono le paludi pontine e anche lì l'evento fu salutato come una grande conquista. Lì fu il Duce, là i Lorena, qua i Medici, da te i monaci. Il destino era comunque segnato. L'uomo, che non si inginocchia sulla terra per ringraziare Dio per avergliela donata, può solo considerarla una risorsa da sfruttare per la propria avidità.

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    11. Wilamowitz-Moellendorf è l'Einstein della cultura ellenica...La sua affermazione del divino per i Greci come predicato e non come soggetto è un classico...Meno male che ci sei tu...Ogni tanto una parola di meno è santa... Quanto ai Sumeri dovevano le rese agricole dal limo alluvionale del Tigri ed Eufrate...

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  3. La porta della femmina oscura
    Questo si riferisce alla radice del cielo e della terra
    Sviluppandosi in fibre innumerevoli
    Essa dura per sempre
    La sua azione non si esaurisce mai
    (Tao te ching)
    Con la sua tranquillità la femmina prevale sempre sul maschio.
    Nel tao te ching la tranquillità è una delle più importanti qualità della vita.
    La parola p’ usata nel senso di fenditura,valle, con un significato intimamente legato al suo valore sessuale si oppone a mu maschio, parola usata anche nel senso di montagna.
    (Note al testo)
    Siamo, credo, in un periodo storico più recente, nonché in Cina. Ma vi sono analogie tra i simbolismi.
    Gli antichi, forse, meno condizionati dalla razionalità, riuscivano ad attingere ad un comune fondo archetipico che non è mai cambiato nei secoli e nei millenni. Per loro era più facile attraversare la porta delle meraviglie. Non lo so, tiro a indovinare.
    Angelo

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    1. @ Angelo, la porta delle meraviglie non è oggi facilmente attraversabile come poteva essere per i Sumeri per tanti motivi contingenti, ma è sempre lì, che ci aspetta. E' la preghiera. Il problema è che c'è una condizione da soddisfare. Bisogna avere fede. Difatti l'Islam, dopo il primo comandamento che comanda la fede e l'amore in Dio, mette come secondo comandamento proprio la preghiera. I cristiani, purtroppo, hanno quasi completamente perso questa dimensione e se ne vedono i risultati. Chi non prega, non può avere l'aiuto dello Spirito Santo, che può arrivare solo se richiesto nell'abbandono fiducioso del fedele e il gran casino, che è diventata la chiesa odierna, con pedofilia, omosessualità, avidità, uso improprio della parola di Dio per i propri interessi terreni (come fece tra l'altro il demonio con Gesù nella sua permanenza nel deserto all'inizio della sua predicazione). Un esempio attuale può essere la confusione generata dalla mancata distinzione tra pellegrino e migrante, che non mi pare ben chiara a tanti religiosi, anche di grado elevato e che serve al diavolo per creare divisioni e asti tra i fedeli cristiani. Chissà come se la ride, vedendo gli insulti, le accuse e le minacce che si sono scambiate i cristiani del mio paese causate dalle omelie politiche del parroco durante le sue messe, che metto in minuscolo e senza l'aggettivo "Sante", perchè se gli argomenti usati durante l'omelia, che deve essere un aiuto per i fedeli alla comprensione delle scritture citate e di Cristo, escono dal seminato della spiritualità, non mi pare che sia rispettato il criterio della santità, ma semmai quello del sacrilegio.
      Comunque, a parte queste considerazioni sulle commistioni umane con la religione, la preghiera rimane il pellegrinaggio per eccellenza per raggiungere la porta meravigliosa, sia nella cristinità, sia nell'Islam e anche nel Buddismo, nei quali i grandi pellegrinaggi catartici alla Mecca e al sacro fiume Gange, ne sono l'esempio e la prova del "comune fondo archetipico" di cui parli, detto anche religiosità naturale, che è quella spinta verso Dio che è nel fondo più profondo della coscienza umana. Purtroppo è proprio in fondo in fondo e per tirarla fuori ce ne vuole.

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    2. Non lo so cosa sia la porta delle meraviglie, di certo è una cosa femminile. Io poi lascerei fare tutto alle donne. Si è mai vista una guerra di donne? La povera Eva si è presa un sacco di colpe, ma sarà giusto?
      Angelo

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  4. Cito le parole del Wilamowitz lette e studiate da milioni di classicisti anche con queste mie: U. von Wilamowitz-Moellendorff in Der Glaube Der Hellenen, vol.1 a pag. 18-21, e prima così a pag 17: “Die Götter sind da...Daß wir wissen, sie sind da, beruht auf einer Wahrnehmung, sei sie innerlich oder äußerlich, mag der Gott selbst wahrgenommen sein oder etwas, in dem wir die Wirkung eines Gottes erkennen. Wir selbst oder Menschen, von deren Autorität wir abhängen, haben zu der Wahrnehmung gesagt: dies ist Gott. Das ist also ein Prädikatsbegriff.” Traduco in: “Gli dei sono lì...Sappiamo che sono lì basandoci su una percezione esterna o interna, che rende possibile percepire il dio in qualche modo, in cui riconosciamo l’effetto di un dio. Noi stessi o le persone, dalla cui autorità dipendiamo, devono percepire di aver detto: questo è Dio. Quindi questo è un termine predicato.”

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    1. troppo riduttivo e semplicistico. Cosa sia Dio, è e sarà sempre un incognito. Un pò come cercare di risolvere una equazione con n incognite. Ci dobbiamo limitare alla Rivelazione di Gesù, che poi è quella del Sinai: Dio è Amore. E già le cose si complicano, che non c'è una visione dell'amore uguale ad un'altra. E qui si ritorna alla Porta Meravigliosa.

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  5. «L'uomo è la specie più folle: venera un Dio invisibile e distrugge una Natura visibile. Senza rendersi conto che la Natura che sta distruggendo è quel Dio che sta venerando.» Hubert Reeves.

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    1. il discorso di Reeves è palesemente provocatorio: chi distrugge la Natura venera solo il demone dell'avidità e dell'egoismo. Da come ci comportiamo e si comportano pure tutte le religioni, pronti sempre a prendere, mai a rinunciare, siamo pienamente d'accordo con S.Paolo: in noi abbiamo l'idea del Bene, ma seguiamo il Male. L'unica differenza sta nella gravità delle azioni compiute: mangiare carne o cementificare coste e montagne per le vacanze, magari in luoghi solo a portata di molte ore di volo, sono azioni consuete, ma dal peso distruttivo molto diverso.

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