Troia non Cadde per Colpa degli Immigranti


lunedì 8 ottobre 2018

Agonia del Capitalismo ?

di Jacopo Simonetta

Articolo già apparso su Apocalottimismo in data 29 settembre 2018.


"Le coordinate ideologiche e la logica culturale della nostra epoca si possono riassumere nella seguente constatazione: è più facile immaginare la fine del mondo che la fine del capitalismo”
Mark Fisher

Il capitalismo è già stato dato per morto varie volte, eppure oggi più che mai domina l’umanità.  Finora ha dimostrato un  grado di resilienza e di adattabilità molto elevati, tanto che da ogni situazione che poteva essergli fatale, il capitalismo è uscito trasformato, ma anche più forte che mai, come l’Idra di Lerna.  E’ però indubbio che, attualmente, fronteggia una crisi molto profonda su cui fiumi di inchiostro sono stati versati dagli analisti più brillanti, così come dai complottari più fantasiosi.

Qui vorrei proporre un punto di vista un po’ diverso dal solito su alcuni dei punti più discussi.  Il dati macroeconomici sono interamente ricavati dalla monumentale opera di Thomas Piketty “Il Capitale nel XXI secolo”, discussi però alla luce della fisica delle strutture dissipative che lo storico francese non prende in considerazione.

Data la complessità dell’argomento, gli dedicherò 10 successivi articoli che spero di poter pubblicare con scadenza quasi regolare.  Salvo ripensamenti, gli argomenti saranno questi:

1 – Le tre regole auree del capitalismo.

2 – Quanto capitale c’è nel capitalismo?

3 - Disparità della ricchezza fra realtà e fantasia.

4 – Quanto rende il capitale?

5 – Paesi emergenti e paesi sommergenti.

6 – Distruggere il debito.

7 – Lo studio del capitalismo fra scienza e politica

8 – Capitalismo e cannibalismo.

9 – Capitale e politica.

10 – Che fine farà il capitalismo?

Premessa

Gli unici due paesi per cui esistono statistiche economiche complete dalla nascita del capitalismo fino ad oggi sono il Regno Unito e la Francia che ne furono la culla.   Per il XX secolo abbiamo dati consistenti anche per gli Stati Uniti, mentre per il resto del mondo i dati disponibili sono frammentari e/o inaffidabili.   Tuttavia, considerando le strette affinità fra i sistemi politici e economici nel “mondo occidentale”, possiamo farci un’idea abbastanza precisa di cosa sia accaduto nel mondo in cui il capitalismo è nato e cresciuto, ma che ora rappresentano una periferia “fané” di un mondo che ha il suo centro propulsore in Cina e, secondariamente, in altri grandi paesi asiatici come India e Malesia.   Questo pone dei limiti molto consistenti alla possibilità di estrapolare delle valutazioni generali, ma già conoscere meglio il capitalismo nostrano può essere interessante.

Prima di addentrarci nel discorso, è bene premettere subito una cosa: gli economisti ancora oggi tendono perlopiù a considerare che i fattori di produzione sono due: capitale e lavoro.   Ciò aveva senso ai tempi di Ricardo ed ancora a quelli di Marx poiché allora non c’erano limiti alla possibilità di scaricare l’entropia derivante dai processi industriali e l’unico limite all'estrazione di risorse era il capitale disponibile per finanziare l’impresa.  Il limite tecnologico era secondario in quanto la disponibilità di risorse di alta qualità, con le tecnologie di allora, era più che sufficiente ad alimentare la crescita.

Oggi, dobbiamo considerare che gli equilibri interni del sistema Terra (biosfera, atmosfera, idrosfera e litosfera) sono più importanti del capitale e del lavoro in quanto è dall'alterazione dei cicli bio-geo-chimici e dalla perdita di biodiversità che provengono i principali fattori limitanti allo sviluppo dell’economia.   Subito dopo in scala di importanza, oggi viene la produttività dell’energia in quanto qualunque lavoro viene eseguito usando una notevole “leva energetica”.  Anzi, contrariamente a quanto sostenuto da molti economisti, il vertiginoso aumento di produttività che ha accompagnato lo sviluppo del capitalismo dipende in primis dallo sfruttamento dell’energia fossile e solo secondariamente dall'incremento dell’istruzione pubblica (anche se fra questi due fattori vi sono delle retroazioni positive).   Negli ultimi post di questa serie ci torneremo.

Per ora ci atterremo a valutazioni di tipo più tradizionale, ma chi legge è pregato di tener sempre presente tre cose:

1 – Il denaro non è più un valore in sé (come in parte era ai tempi di Marx), bensì un’informazione sul valore degli “asset” e su chi a diritto a servirsene.
2 – L’estrazione di valore si fa sempre meno dal lavoro umano e sempre di più dalle risorse (in primis dall’energia).  La produttività dell’energia è quindi diventato un fattore cruciale, solitamente ignorato dagli economisti.
3 – Qualunque sia il tipo di economia e di organizzazione sociale che adottiamo, un aumento della produzione comporta un aumento di entropia che va a danno di qualcuno o qualcosa (altri popoli e nazioni, altre generazioni, altre classi sociali, eccetera); in ultima istanza a danno della biosfera.

Infine un’annotazione tecnica: quando nei post seguenti si parlerà di capitale si intenderà la somma del valore monetario di tutti gli “asset”, al netto dei debiti, normalizzato all’anno 2010.  Ecco perché, di fatto, possiamo considerare il capitale pubblico odierno pari a zero o quasi: gli stati detengono tuttora consistenti patrimoni, il cui valore è però all'incirca pari a quello del debito pubblico.   Viceversa, vedremo che il capitale privato è in buona salute, anche al netto del consistente debito di cittadini ed imprese.

Le tre regole auree del capitalismo.

“Capitalismo” è una parola che conta più definizioni che lettere.   Praticamente ogni autore la ha usata con un’accezione almeno un poco diversa, spesso senza neppure giovarsi di definirla.  A scanso di malintesi, qui il termine indica un sistema economico in cui:

-  La maggior parte dei fattori di produzione appartiene a privati cittadini o ad organizzazioni di diritto privato (la più evidente, ma anche la meno importante delle caratteristiche, tanto è vero che il capitalismo cinese è in gran parte di stato);

- il diritto di proprietà concede piena disponibilità del bene (al netto di vincoli particolari, solitamente contestati);

- il sistema è strutturato su di una retroazione positiva fra accumulo del capitale ed aumento della produzione (principale fra le caratteristiche).

Non esiste quindi un solo tipo di capitalismo.  Già il capitalismo americano e quello europeo sono diversi; quello russo ne è assai distante; quello cinese ancor di più, mentre il capitalismo europeo “belle époque” era completamente diverso da quello attuale.   Tuttavia tutte le forme di capitalismo sono accomunate da una struttura che richiede un tasso di crescita minimo al di sotto del quale in sistema va in crisi.  In pratica, il capitalismo è caratterizzato dal fatto che o cresce, o collassa, non si può stabilizzare.  O, perlomeno, finora non lo ha mai fatto.   Ci sono ragioni fisiche molto profonde per questo, ma non ne parleremo qui.

Le tre leggi fondamentali.

Rimanendo nell'ambito del capitalismo occidentale, che è l’unica variante relativamente ben studiata sotto il profilo scientifico, Piketty ne definisce le tre leggi fondamentali come segue.

Prima legge:    a = r x B

Dove “a” rappresenta la parte del reddito nazionale che proviene dall'investimento del capitale; “r” è il rendimento medio del capitale; “B” è il rapporto capitale /reddito.

Significa che l’importanza del capitale in un’economia aumenta con il crescere della quantità di capitale e del suo rendimento, ma diminuisce con il crescere del reddito nazionale.   In pratica, in un’economia in cui i redditi da lavoro sono molto elevati l’importanza del capitale è ridotta, mentre quando i redditi da lavoro sono modesti, l’importanza del capitale cresce.   Per esempio, se B è uguale 6 (cioè il valore del capitale è pari a 6 volte il reddito nazionale) ed r è pari 0,05 (cioè un rendimento del 5%), la parte dal reddito nazionale derivante dal capitale è il 30%.

Un esempio che non è scelto a caso, in quanto questi sono all'incirca i valori medi che si riscontrano oggi nei paesi “avanzati”. In particolare, nel 2010 si stimava che nei principali paesi “ricchi” il reddito nazionale pro-capite medio fosse di circa 30.000 €/anno lordi ed il patrimonio privato fosse di circa 180.000 € a cranio. 

Valori medi che, ovviamente, non hanno nulla a che fare con le cifre davvero a disposizione della maggioranza delle persone.

Seconda legge:         B = s/g

Dove “B” è il rapporto capitale /reddito; “s” il tasso di risparmio; “g” il tasso di crescita del PIL.

Significa che il rapporto fra capitale e reddito aumenta in modo direttamente proporzionale al tasso di risparmio ed inversamente proporzionale alla crescita del PIL.  Vale a dire che B cresce quando si risparmia molto in un contesto di debole crescita economica.  Viceversa, una vivace crescita economica tende a ridurre l’importanza relativa dell’accumulo di capitale.  Attenzione: nulla dimostra che funzioni la ricetta inversa, cioè che si possa far crescere il PIL erodendo il capitale ed il risparmio, anche se qualcuno ci spera.

Terza legge:       r > g

Dove “r” è il rendimento medio del capitale; “g” il tasso di crescita del PIL

Significa che il rendimento medio del capitale è almeno di un poco superiore al tasso di crescita del PIL.  Vedremo poi (v. post 4) che dietro il valore medio si celano differenze enormi nel rendimento del capitale a seconda della sua natura e della sua consistenza.  Tuttavia, l’analisi statistica di praticamente tutti le fonti esistenti su oltre due secoli di storia del capitalismo ha convinto Piketty che questa sia la principale forza che tende a divaricare le distanze fra una minoranza sempre più esigua di persone sempre più ricche ed una maggioranza sempre più vasta di persone sempre più povere.

Conclusioni 1

Attenzione che nessuna di queste è un’ineluttabile legge fisica.  Si tratta piuttosto di tendenze di lungo periodo derivanti dalla particolare struttura del sistema capitalistico. Teoricamente almeno, possono quindi essere modificate da eventi storici o da leggi che alterino la struttura del sistema; così come possono essere mitigate od esacerbate con interventi di natura legislativa, fiscale, ecc. Il capitalismo ha radici molto profonde nella fisica dei sistemi, ma rimane una scelta, non un destino ineluttabile, tanto è vero che si sono state migliaia di civiltà strutturate in altro modo.

26 commenti:

  1. A livello Microeconomico:
    "il risparmio" è reddito non consumato in beni e servizi, solitamente accantonato per far fronte ad incognite future (una sorta di auto-assicurazione).

    "Il risparmio aziendale" può essere inteso in vario modo, quindi ha diverse definizioni a seconda dell'aspetto finanziario, economico, patrimoniale che si vuole cogliere, ad esempio: ca$f flow=Ricavi Incassati-Costi Pagati, EBIT-Earning Before Interests and Taxes=R-C, Utile Lordo (reddito ante imposte e dividendi), PayOut Ratio=dividendi erogati/Utile netto ecc...

    La somma di tantissimi piccoli comportamenti (razionali o non razionali) singoli di consumatori ed aziende definisce valori di stock oppure di flusso, che sono misurati quantitativamente dalla Statistica Nazionale, le quali sono poi grandezze in studio astratto e teorico alla MacroEconomia oppure in senso pratico alla Econometria.

    A livello Macroeconomico, il risparmio è S=Yd-C ossia Reddito Disponibile ( la pressione fiscale) - C=Consumi i quali di solito sono definiti come cYd con "c":propensione al consumo, mentre il suo complmento (1-c)=s è la propensione al risparmio.

    Il risparmio non è capitale, il Prodotto Interno Lordo non è Il Reddito Nazionale (lordo o netto)

    Il Capitale in senso marxista, potrebbe forse essere assimilato al valore della capitalizzazione annua di borsa + mercato obbligazionario privato (ma non quello dei titoli pubblici, perchè i titoli di Stato non sono delle vere Attività Finanziarie)

    Per cui la frase:"il rapporto fra capitale e reddito aumenta in modo direttamente proporzionale al tasso di risparmio ed inversamente proporzionale alla crescita del PIL. Vale a dire che B cresce quando si risparmia molto in un contesto di debole crescita economica. Viceversa, una vivace crescita economica tende a ridurre l’importanza relativa dell’accumulo di capitale. Attenzione: nulla dimostra che funzioni la ricetta inversa, cioè che si possa far crescere il PIL erodendo il capitale ed il risparmio, anche se qualcuno ci spera."

    1-Durante gli anni Sessanta la crescita italiana fu elevata, al crescere del Pil, crebbe anche il risparmio (il Risparmio non è Capitale).
    2-In questi ultimi due anni la crescita in Italia è stata modesta ma la propensione al risparmio è leggermente salita.
    3-Negli USA si registra da sempre alti tassi di crescita rispetto all'Europa ma la propensione al risparmio è bassissima,
    4-In Cina la crescita è impetuosa e la propensione al risparmio è elevata, ma il processo d'industrializzazione Cinese non è nato dal 2001 con un'accumulo di risorse interne (come nella rivoluzione industriale in Europa), ma da investimenti esteri entrati in paese dalla Bilancia dei Pagamenti che sopratutto hanno portato "know how" (brevetti, hardware per impianti) e senza i quali la Cina non sarebbe andata da nessuna parte, dato che prima dell'entrata nel WTO c'erano 600MLN di cinesi che morivano di fame.

    Non comprendo perchè si mescolino:
    Mele (mondi del I mondo, con mercati saturi e curve d'offerta anaelastiche) con
    Patate (paesi del II mondo, con mercati non saturi e curve d'offerta rigide) con
    Uova (paesi del I mondo, con mercati vuoti, curve d'offerta rigidissime)

    Le relazioni eposte nel post discutono solo di crescita nominale, non c'è nessun riferimento a dati reali (depurati dall'inflazione) e perchè si pretenda di ragionare d'Economia, non c'è manco l'ABC di un sistema economico ad Economia di Mercato, dove lo sanno anche i sassi: r=i-p ossia il saggio reale di crescita di un paese tende al tasso d'interesse nominale - livello dei prezzi e non si fa riferimento a nessuna equazione che costruisca un modello IS-LM

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  2. Errata Corrige: :-) errori in copincollo

    A livello Macroeconomico, il risparmio è S=Yd-C ossia Reddito Disponibile (al netto della pressione fiscale) - C con C=Consumi, i i quali di solito sono definiti come C=cYd con "c":propensione al consumo, mentre il suo complmento (1-c)=s è la propensione al risparmio. A cui talvolta si aggiunge nel Yd anche gli interessi del debito pubblico percepiti dai risparmiatori solo se il debito pubblico del paese è interamente classato nella propria nazione.

    [...]

    Uova (paesi del III mondo, con mercati vuoti=domanda elastica, curve d'offerta rigidissime)

    [...]

    e perchè non si fa riferimento a nessuna equazione che costruisca un modello IS-LM che è l'approssimazione necessaria per avere sott'occhio un sistema economico complesso come l'Economia di Mercato.

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    1. https://blog.giallozafferano.it/cucinavistamare/frittata-con-patate-e-mele/
      Eh! eh! 65.
      Uova patate e mele si mescolano eccome. Per il resto non sei l'unico a non comprendere. Quando hai risolto facci sapere.
      Angelo

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  3. -Il capitalismo ha radici molto profonde nella fisica dei sistemi, ma rimane una scelta, non un destino ineluttabile, tanto è vero che si sono state migliaia di civiltà strutturate in altro modo.-

    Questa affermazione è FALSA.

    C'era una volta l'uomo, tutti i sistemi economici erano ad Economia Stazionari, primitivi, tutti erano fondati sull'agricoltura con una presenza più o meno pervasiva di qualche attività d'artigianato e commercio. Tutti i sistemi economici avevano curve di domanda elastiche e curve d'offerta rigide, c'erano gli schiavi, non c'era nessuna teoria della moneta, non si sapeva cosa fossero i servizi, nessuno sapeva dire da dove provenisse la ricchezza e la prosperità di una nazione, non esisteva lo stato di diritto. La legge maltusiana dei rendimenti lineari e della domanda a tassi progressivi erano rvere (perchè la produttività di lungo periodo era costante e con valori molto bassi, inoltre c'erano ampi periodi con trend decrescenti a causa 1-dell'assenza della rivoluzione industriale, 2-dell'assenza di energia meccanica alimentata dai fossili, 3-le società erano in balia di calamità naturali/guerre/epidemie). Tutte le società umane avevano una piramide positiva, vita media bassa, alta mortalità infantile, alto rateo di fertilità, popolazione mondiale costante.

    -Dal tardo 1600DC iniziò la rivoluzione industriale. Adam Smith (proto-economista) spiegò la mano invisibile ed il "laissez faire" illustrando da dove provenisse la ricchezza di una nazione (che aveva mercati vergini e curve di offerta rigide).

    -Dal 1700DC al 1929 si può etichettare il nascente sistema economico britannico, che poi si diffuse nel mondo, come Capitalismo; è corretto parlare di pre-economisti (Marx è un pre-economista classico, giusto per intenderci).

    -Nel 1841 nascquela scuola storica a Vienna, inrodusse lo strumento matematico, il metodo deduttivo ed induttivo, da quella data s'inizia a parlare di Economisti.

    -Dal 1929 si deve parlare d'Economia di Mercato: il Capitalismo dopo il 1929 non esiste più, il Capitalismo si trasformò in un sistema economico più complesso, con un numero maggiore di operatori economici. Il merito della trasformazione del sistema economico fu di molti politici, di Keynes con la sua teoria generale (che descriveva un mondo economico di quel tempo, che era dotato di curve di domanda elastiche e curve di offerta rigide).

    -Dal 1980 iniziò una caduta verticale del tasso di fertilità nei paesi del I°mondo a causa del cambiamento del ruolo sociale della donna, l'allungamento della vita media (prodotto dal benessere diffuso dai carburanti fossili, dalla scoperta del DNA) che generarono un trend di lungo periodo d’arrovesciamento della piramide sociale nei I mondo,

    1989-La caduta del muro di Berlino nel 1989 fu fine della Guerra Fredda, il fallimento dell’ Economia Collettivista e la vincita dell'Economia di Mercato come il migliore dei sistemi economici possibili. Pregio e/o Difetto dell'Economia di Mercato è di fare sempre di più con meno.

    Oggi, si può dire:

    a-In tutti i paesi del I°mondo (quelli più avanzati e più ricchi) c'è l'Economia di Mercato. Le curve di domanda sono rigide perchè i mercati sono saturi, le curve di offerta sono elastiche perchè anche le aziende marginali hanno imparato a produrre con metodologia JIT.

    b-Nella maggioranza dei paesi del II°mondo esiste una forma "semplificata" d'economia di Mercato, ma in Nord Korea, Cuba, Cina persistono ancora oggi un'economia Collettivista. Discorso a parte la Cina: c'è una bicefalicità del sistema economico con Economia Collettivista che arretra per lasciare spazio all'Economia di Mercato.

    c-Nei paesi del III°mondo siamo in una situazione economica pre-industriale: parlare di sistema economico è un vero azzardo, dato che non esiste un settore secondario ed il terziario è quasi inesistente.

    d-Keynesiani e Monetaristi ad oggi, non hanno ancora capito che non esiste una crescita infinita in un pianeta di dimensioni finite.

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  4. "Tuttavia, l’analisi statistica di praticamente tutti le fonti esistenti su oltre due secoli di storia del capitalismo ha convinto Piketty che questa sia la principale forza che tende a divaricare le distanze fra una minoranza sempre più esigua di persone sempre più ricche ed una maggioranza sempre più vasta di persone sempre più povere".
    Mi azzardo a fare un commento su questa materia così ostica che in realtà non conosco adeguatamente. Ricordo un vecchio libro che mi fece una certa impressione quando lo lessi. Nexus di Mark Buchanan. Dedicato alla "rivoluzionaria teoria delle reti" "Perché la natura, la società, l'economia, la comunicazione funzionano allo stesso modo"
    Vi si parlava degli Hub, i Nodi. Più un nodo è ricco di connessioni più tende a crescere. Per lo stesso principio si può affermare il meccanismo del "ricco sempre più ricco". "Nessuna politica eliminerà mai la caratteristica di piccolo mondo dell'elite economico-finanziaria, a meno che non vieti del tutto le interconnessioni". Stando alla teoria delle reti dietro a fenomeni terribilmente complessi potrebbero esserci regole molto semplici.
    Angelo

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    1. "Stando alla teoria delle reti dietro a fenomeni terribilmente complessi potrebbero esserci regole molto semplici." E' vero, a ciò che è estremamente complesso è capire come queste regole semplici generino sistemi complicatissimi e largamente autonomi rispetto alla volontà umana che pure li crea.

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  5. tranne le civiltà primitive non ne vedo altre in cui una qualche forma di capitalismo non sia presente. Certo che dal mercantilismo capitalistico delle famiglie di banchieri fiorentine dei secoli XV e XVI a quello odierno alimentato dagli sprechi consumistici e dalla finanza creativa, la differenza è enorme, almeno quantitativamente, ma la radice egoistica dell'avidità è la stessa. Come disse la vecchietta di Tobbiana: "Quando uno fa i soldi, diventa cattivo". Ma lui non se ne accorge, se ne accorgono gli altri, almeno quei pochi non cattivi e purtroppo le conseguenze sull'ambiente esterno sono devastanti. E nemmeno di queste nessuno di questi se ne accorge. Proprio ieri un fattucchiere italiano dava consulenza a due cinesini sul come mettere su l'ennesima ditta, che come succede normalmente non pagherà tasse per i primi anni e dopo chiuderà, cambiando ragione socuiale, ma intanto il fattucchiere si è messo in tasca i 1800 euro che ho sentito chiedeva per la consulenza. Avreste dovuto vedere la faccia che ha fatto, quando, aprendo la persiana si è insospettito che avessi acoltato tutta la discussione!

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  6. Da quello che ho capito io, la resilienza del capitalismo risiede interamente nella natura *volontaria* dell'adesionea questa dei suoi partecipanti

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  7. Mi sembrerebbe più interessante un dibattito proprietà privata vs comunanza (che non c'entra niente col comunismo) per proteggere i boschi residui. (vedi anche tragedia dei commons)

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    1. Non me ne intendo, ma un paio di anni fa assistetti ad un interessante convegno di legulei su come incastrare le proprietà comuni (che concettualmente sono un residuato di epoca feudale, nel sistema giuridico attuale. Se ho capito bene, nessuno dei relatori sapeva bene come fare.

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  8. https://www.meteogiornale.it/notizia/53249-1-settembre-caldo-e-secco-italia-il-2018-anno-rovente
    non penso che il capitalismo sia adatto per salvarci dal GW, specie se la guerra ai diesel fosse stata innescata dall'esigenza di liberare risorse per continuare lo spreco consumistico, perchè, come dicevano quei sognatori utopistici del '68, lo spreco è la benzina del consumismo, che è la benzina del capitalismo. Il cerchio si chiude e nel Mar Morto sono stati visti eccezionalmente dei pesci, il che sta facendo preoccupare quei fanatici della Bibbia, dove il Profeta Ezechiele indica la rinascita della vita nei luoghi morti come un segno della fine del mondo o dei tempi: https://www.meteogiornale.it/notizia/53248-1-compaiono-pesci-nel-mar-morto-incredibile-profezia

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    1. https://www.ilmeteo.it/notizie/meteo-oggi-giorno-tra-i-piu-caldi-del-mese-ma-anche-degli-ultimi-30-anni-conferme-allallerta-dellonu
      come detto sopra, anche ottobre si è avviato bene. Comunque forse qualcosa si sta muovendo, perchè in un articolo sulla manovra letto poco fa in TV, si è accennato che un paese senza risorse come il nostro, non si può mettere di traverso se non vuol fare la fine della Grecia. Tra l'altro anche il ministro Savona (lo hanno ripetuto più volte e se dico Savona mi pare di dire tutto) ha ammonito che se ci scappa lo spread bisogna cambiare la manovra, che purtroppo è l'ennesima manovra incentrata sul mito capitalistico di promuovere gli sprechi per aumentare il PIL, che poi fa aumentare il gettito fiscale, che fa ridurre il debito pubblico. Ma questa storiella da quant'è che la sentiamo? Un paese con consumi da locuste senza risorse ha un solo destino: il collasso.

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  9. @ Anonimo8 ottobre 2018 22:04
    Non esiste una Nazione Mondo:

    1-perchè l'ONU non ha una propria forza militare

    2-perchè sulla Terra esistono solo Stati Nazionali (di diversa grandezza e potenza economica/militare)

    3-perchè sulla Terra esistono 3 diversi "sistemi economici":
    -Economia di Mercato (insieme eterogeneo ma prevalente in termini di aggregati macroconomici quanto di popolazioni che la praticano, sono la maggioranza sulla Terra)
    -Economia Stazionarie (condizione per lo più concentrata in Africa)
    -Economia Collettivista (è in rapido abbandono, presto sarà in una situazione di marginalità)

    4-perchè anche quel poco che l'ONU avrebbe potuto fare (implementare 20 anni fà una politica di controllo delle nascite in Africa) non l'ha fatto, perchè all'ONU sono fancazzisti. Il raddoppio da 1.2MLD a 2.4MLD entro il 2050 è un'enorme botta negativa per il pianeta, dato che i paesi del I mondo in media restano a popolazione costante entro il 2050. Chiesa Cattolica era perfettamente informata di cosa accadesse sul campo in Africa, tramite i propri missionari ma non ha mai perorato una politica di controllo delle nascite in Africa, concorrendo ad aver già scritto un destino di guerre nel Mediterraneo 2050.

    5-perchè l'unico progetto d'accorpamento di Stati Nazionali (Confederazione UE) che dovrebbe evolversi in Federazione USE = CED-DeGasperi (essendo la difesa e la politica estera i temi MCM-MCD in Europa) è stato attaccato dai cattocomunisti, stenta ad essere un modello per gli altri continenti,

    Se ronzo intorno a questo blog è perchè

    -concordo sull'utilità dei sistemi complessi per comprendere la realtà
    -concordo sulle tesi di "Limits to growth" collasso entro il 2070
    -concordo sul fatto che i sistemi complessi prima o poi collassino
    -non concordo sul fatto che il collasso sia un'opportunità ma anzi è sempre bene resistere al collasso perchè le conseguenze di un’implosione sono molto diverse se a sfaldarsi è un'azienda, un distretto economico, un settore, una nazione, un continente.
    https://cassandralegacy.blogspot.com/2018/05/five-things-you-should-know-about.html

    Il mio amichevole consiglio da laureato in economia aziendale è il seguente:

    -non riciclate tesi marxiste di collasso del capitalismo, propinandole dentro al futuro collasso demografico-climatico, perchè l'unica cosa che otterrete è quella d'essere ignorati. Le economia collettiviste bruciavano e tutt'ora bruciano, carburanti fossili tanto quanto i paesi ad economia di mercato.

    -non andate a raccontare che l'industria del petrolio è prossima al collasso, perchè produrrete ilarità: in un contesto sovrappopolato con domanda energetica crescente e scarsità di petrolio, ci saranno prezzi crescenti (con crescita dei beni surrogati), ma non è possibile il collasso del settore petrolifero in un contesto di prezzi crescenti, perchè le aziende petrolifere sono mucche.

    -odiare gli USA perchè sono la nazione più ricca con l'hard power più potente, è prova di leninismo. Tutti i paesi del I,II mondo bruciano carburanti fossili, i paesi del III mondo sognano di bruciare carburanti fossili, come fanno i paesi del I,II mondo.

    -affermare:"i ricchi americani capitalisti sono sempre più ricchi ed i poveri africani sempre più poveri perchè sono saccheggiati dai bianchi americani/europei", è una palese falsità: l'Economia di Mercato ha tirato fuori 600MLN di cinesi che morivano di fame prima del 2001 ed è la Cina la nazione più attiva in Africa, con politiche neocolonialiste per sostenere i suoi 1.2MLD di consumatori.

    I miei suggerimenti li ho dati, poi fate come vi pare!

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    1. Mah, per quello che ne so i cinesi non morivano di fame e la natalità era già spontaneamente in calo. L'industializzazione ha favorito i ceti medi ed è stata compiuta grazie al carbone.
      Io però nel mio commento mi riferivo alle diseguaglianze, che secondo il libro citato sono causate dal meccanismo del ricco sempre più ricco. In poche parole i ricchi si relazionano opportunisticamente tra loro ed ottengono dei vantaggi che li portano alla fine ad essere parassitari.
      Angelo

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    2. Non c'è bisogno di ammazzarli tutti, basta togliergli (toglier loro) il telefono.
      Angelo

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    3. o i FF, ma questo vien da sè. Dopo i diesel, ora tolgono i barbecue in Emilia Romagna, domani le pizze nei forni a legna e così via un pezzettino alla volta.

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    4. e se non lo faranno il risultato è questo:
      https://www.meteogiornale.it/notizia/53324-1-meteo-estremo-uragano-verso-portogallo-e-spagna-evento-storico

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    5. Risponderò solo ad uno dei consigli, per brevità. Il fatto che il sistema capitalista si sia imposto a tutti gli altri dimostra la sua maggiore efficienza. Non c'è dubbio che, pur fra tragedie immani, abbia garantito ad una fetta consistente di umanità i maggiori livelli di benessere e di libertà della storia. I sistemi socialisti hanno tentato di fare meglio, ma a parità di consumi e di impatti hanno dato assai meno benessere e niente libertà.
      Questo durante la fase ascendente. Ma il sistema si è rivelato incapace di adattarsi alla fase di stagnazione che precede la flessione delle curve (v. LtG), non possiamo quindi aspettarci che sia in grado di gestire la fase calante delle economie.

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  10. Nessuno ricorda piu' il vecchio C. M. Cipolla di "Uomini, tecniche, economie", secondo il quale qualsiasi societa', nel lungo termine, si e' sempre espansa al massimo possibile con la tecnologia dell'epoca, e l'espansione si e' arrestata solo quando le avversita' (malattie da sovraffollamento e scarsita' di risorse) hanno cominciato a spingere abbastanza da fermarla?

    Cosa che mi sembra anche ad occhio abbastanza verosimile, una volta che ci si sia posti la domanda.

    Per il resto, occhio a spingere troppo sul pedale dell'insoddisfazione: l'insoddisfazione e' il motore principale della "crescita", lo hanno scoperto gli esperti di marketing fin dalla prima grande crisi di sovrapproduzione, quella degli anni '30, e da allora non hanno mai cessato di spingere sempre piu' a fondo su quel pedale, fino a scoprire che funziona alla grande anche nella "offerta politica".
    Quel demonio evocato, l'insoddisfazione, ormai aleggia dappertutto, e non si riesce piu' a ricacciarlo nel suo vaso.
    E' un trucco da quattro soldi, funziona sempre, ma comporta un conto finale da pagare che quando arriva non fa piacere.

    Vale per tutti, non solo per "gli altri".

    winston diaz

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    1. l'ottavo vizio capitale, cancellato dalla lista dalla chiesa cattolica nel XV secolo, ma rimasto nella ortodossa, è infatti la tristezza. Infatti chi è triste o insoddisfatto è più soggetto ad essere comandato, in quanto la sua personalità è sminuita. Psicologicamente parlando, si tratta di persone rese inferiori, più soggiogabili, tramite i complessi d'inferiorità. La nevrosi compulsiva da acquisti è una inevitabile conseguenza.

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  11. https://www.zerohedge.com/news/2018-10-09/martin-armstrong-napoleon-war-sunspots-human-excitability
    Pareri?

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    1. Correlazione spuria.

      Per carità, non che la correlazione spuria non possa essere utile per fare previsioni a breve :-) ma resta sempre correlazione spuria. Affermare che i flash solari scatenino guerre, mi pare roba da fantascienza :-)

      Mi ricordo sempre (perchè ne rimasi molto impressionato) quando tantissimi anni fa diedi l'esame di statistica, nel testo dove si parlava di correlazione spuria, si faceva l'esempio che a New York City il dipartimento del traffico locale per fare le previsioni di traffico d'auto su ponti/strade e viadotti onde prevedere le file e rallentamenti e dispiegare le volanti della polizia nelle ore critiche, a NYC usassero i dati delle rilevazioni del flusso di marea locale, la quale pare avesse una correlazione molto alta, con la distribuzione campionaria del traffico automobilistico della metropoli nell'arco delle 24 ore.

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  12. https://www.ilmeteo.it/notizie/meteo-previsioni-stagionali-italia-al-caldo-ecco-perch
    previsti 2° in più quest'inverno!?? Ma non dovevano essere l'obbiettivo limite per il 2100? Bellina la frase finale: "prima o poi dovremo fare qualcosa per contrastare il GW". Sì, quando l'acqua del mare vi arriverà ai ginocchi!

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  13. l'agonia è giusto iniziata, se ne accorgono anche i siti come questo:
    https://www.meteogiornale.it/notizia/53324-1-meteo-estremo-uragano-verso-portogallo-e-spagna-evento-storico

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    1. dal meteosat pare che l'uragano abbia cambiato direzione e va verso l'irlanda come quello dell'altro anno. Comunque: https://www.meteogiornale.it/notizia/53327-1-meteo-dautunno-giammai-sparite-le-piogge-autunnali-al-nord-italia
      cioè addio pioggie ottobrine, ci rimangono quelle invernali, tipo Magreb e più scarse di una volta, ovviamente.

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    2. Altro effetto del turbocapitalismo?
      http://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/terra_poli/2018/10/12/antartide-si-sta-staccando-un-altro-iceberg-gigante-_2c461366-b575-45c0-b106-43defccf916d.html

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