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giovedì 26 luglio 2018

Tecnosfera e Biosfera





Tecnosfera e Biosfera (da "Apocalottimismo")
by Jacopo Simonetta | Apr 20, 2018 |


L’impatto della nostra specie sul Pianeta non è certo un argomento nuovo, ma raramente viene trattato in maniera quantitativa per l’ottima ragione che disponiamo solo di stime e non di misure; spesso anche di stime molto approssimative. Un fatto inevitabile, vista la materia in argomento. Tuttavia, se confrontiamo valutazioni fatte con metodi diversi e con dati di base diversi, spesso arriviamo a cifre dello stesso ordine di grandezza. E per l’appunto l’ordine di grandezza è quello che qui interessa.

Prima di andare avanti, precisiamo che userò alcuni termini in modo discorsivo e non rigorosamente scientifico, allo scopo di essere più comprensibile da chi non ha pratica con il gergo ecologico. I puristi, spero, mi perdoneranno.

Biosfera selvatica.

Definizione scientificamente discutibile. Qui la uso per indicare l’insieme di tutte le forme di vita non direttamente dipendenti dall’uomo, più i suoli terrestri di ambienti non drasticamente modificati dall’agricoltura o da altre attività umane. Sostanzialmente quindi, i suoli dei boschi spontanei (anche se sfruttati) e delle praterie naturali.

Dunque uno strato a cavallo fra atmosfera, litosfera e idrosfera in cui si trovano gli organismi viventi in ecosistemi semi-naturali (ecosistemi “naturali” in senso stretto non esistono praticamente più). II suo spessore varia molto a seconda delle zone, ma considerando che almeno dei batteri sono presenti su tutta la superficie terrestre, in tutte le acque e nella troposfera, possiamo considerare che il suo spessore oscilli fa i 10 ed i 20 Km.

Tuttavia, in terra ferma, la quasi totalità della massa vivente è spalmata su uno stato variabile da alcuni metri a pochi centimetri o anche meno, mentre nei mari è concentrata nei primi 2-300 m di profondità. Sopra e sotto, la densità di organismi viventi cala precipitosamente. Considerando che il raggio medio terrestre è di circa 6.370 chilometri, possiamo ben dire che la Biosfera è una sorta di “pelle” vivente della Terra: quella che rende il nostro pianeta completamente diverso da tutti gli altri conosciuti e che ci consente di esistere.

Se qualcuno vuole avere un’idea di come sarebbe il nostro Pianeta senza questa pelle, dia un’occhiata ai paesaggi di Marte, pensando di abitarci e di doverne cavare di che vivere.

Quanto pesa la parte selvatica della biosfera? Nessuno lo sa, ci sono molti studi, ma nessuno veramente soddisfacente, tanto che la NASA ha in programma di mettere in orbita un satellite apposta per rispondere a questa domanda.

Confrontando le diverse ipotesi, si arriva a stimare l’insieme di tutte le forme di vita presenti sulla Terra, compresi i batteri, in circa 4 teratonnellate (4×10^12 tonnellate, ossia quattromila miliardi di tonnellate) di carbonio organico che possiamo valutare, molto, molto approssimativamente in 12-15 teratonnellate (12-15x 10^12 t) di organismi viventi (al carbonio è necessario aggiungere il peso degli altri gli altri elementi e dell’acqua). Nota bene, si tratta della stima massima, quella minima è circa 1/4 di questo.

La quasi totalità di questa massa è composta dagli alberi, seguiti dai funghi e, a distanza, dai lombrichi e dagli insetti. Mammiferi, uccelli e tutto ciò che di solito osserviamo con grande interesse sono fondamentali per gli equilibri interni degli ecosistemi, ma sono quantitativamente insignificanti.

In mare, la quantità di vita è molto minore che sulla terra, meno del 5% del totale. Si stima che tutti i pesci insieme siano meno di 2 miliardi di tonnellate, i cianobatteri un miliardo ed il krill un altro miliardo. Al contrario che sulla terra, in acqua le piante costituiscono una massa molto minore di quella degli animali e l’equilibrio è mantenuto dall’elevatissimo tasso di accrescimento e riproduzione delle alghe. Un fatto questo che rende gli ambienti acquatici complessivamente molto meno resilienti di quelli terrestri.

Sia in acqua che sulla terra, i batteri sono la classe più importante in assoluto come numero di organismi, ma non in peso a causa delle loro minime dimensioni.

Tornando ai numeri, abbiamo detto che la Biosfera comprende anche i suoli: dunque quanto pesano i suoli selvatici?. Non conosco stime in proposito, ma un’idea ce la possiamo fare per differenza. (Zalasiewicz e altri 2017) stimano la parte totalmente antropizzata della superficie terrestre in circa 82 milioni di Kmq, pari a poco più della metà della superficie delle terre emerse (vale a dire praticamente tutte le pianure e le colline); per una massa di circa 10 teratonnellate (v seguito). Se il loro calcolo è approssimativamente corretto, direi che possiamo prudenzialmente stimare la massa globale dei suoli naturali e semi-naturali superstiti in circa 12-15 teratonnellate. Tenuto conto del fatto che i suoli naturali sono solitamente più profondi e ricchi di vita di quelli antropizzati, ma anche del fatto che quelli superstiti sono quasi esclusivamente in montagna, dove l’erosione è comunque forte. Quindi, approssimando per eccesso per comprendere anche le poche vestigia di ambienti di acqua dolce, che contengono altissime concentrazioni di biomassa e di biodiversità, possiamo stimare la biosfera selvatica in circa 25-30 teratonnellate. (25-30 mila miliardi di tonnellate).

Un dato che non sappiamo quanto sia affidabile, ma che sappiamo per certo essere in rapido calo, specialmente a causa del disboscamento e dell’erosione; ma anche per la pesca industriale. Nel 2013, Vaclav Smil (Harvesting Biosphere 2013) , confrontando vari autori, concluse che la biomassa terrestre sia diminuita del 30% circa durante gli ultimi 250 anni di forsennata crescita economica e demografica umana.

Noi + i nostri simbionti.

Qui considereremo la massa totale di umani viventi, più l’insieme delle specie domestiche, animali e vegetali. A rigore, bisognerebbe considerare anche lieviti e batteri nostri simbionti, ma non ho trovato dati in proposito.

Considerare noi stessi insieme alle altre specie che popolano le campagne è giustificato dal fatto che, senza queste piante e questi animali, non esisterebbero civiltà e l’uomo sarebbe rimasto un raro e strano scimmione. D’altra parte, senza di noi, le razze domestiche non sarebbero mai esistite; tanto che si estinguono nonappena smettiamo di servircene.

Dunque, se la massa di materia vivente sta complessivamente diminuendo, non tutte le specie stanno facendo altrettanto. In particolare, Homo sapiens è tuttora in una fase di crescita estremamente rapida. Per essere chiari, nel 2000 Smil valutava la massa umana in 300 milioni di tonnellate; lo stesso calcolo fatto sui dati demografici del 2017 ci da poco meno di 400 milioni di tonnellate (4×10^8). Dunque, se consideriamo solo i mammiferi, troviamo che noi umani da soli siamo circa il decuplo di tutti i mammiferi terrestri selvatici messi insieme, topi ed elefanti compresi. Significa che circolano 10kg di carne umana ogni singolo chilo di carne mammaliana selvatica.

Ma, come abbiamo detto, alla massa di noi stessi dobbiamo aggiungere quella delle specie nostre simbionti: dunque vacche, pecore, cavalli, maiali, eccetera. Una stima del 2015 valutava l’insieme del nostro bestiame in circa 1500 milioni di tonnellate (cioè altri 15×10^8 t). Se confrontiamo questa cifra con la biomassa totale, troviamo che ne rappresenta solamente lo 0,0005 %, ma se consideriamo solo i mammiferi (sia noi che la quasi totalità del nostro bestiame siamo mammiferi) troviamo che, invece, rappresentiamo il 98% del totale (v. immagine di apertura). Mille anni fa probabilmente le proporzioni erano inverse, con gli animali selvatici che erano l’80-90% dei mammiferi terrestri, mentre solo cinquanta anni fa erano ancora il 20% circa (Smil 2013).

Ma andiamo avanti: abbiamo detto che dobbiamo considerare anche i suoli e le piante agricole, senza i quali né noi, né il nostro bestiame esisteremmo. Secondo i già citati autori (Zalasiewicz e altri 2017) questi assommano a circa 17,5 teratonnellate (17,5x 10^12 t), cui dobbiamo aggiungere i 400 milioni di tonnellate di carne umana ed i 1500 milioni di tonnellate di bestiame per arrivare, come ordine di grandezza, intorno alle 18 teratollellate.

Ossia circa i 2/3 della biosfera selvatica!

Significa che per ogni 3 chili di vita selvatica ce ne sono 2 di vita domestica.
Non è facile capire le implicazioni di questa situazione, ma ancora non è tutto.

Tecnosfera.

Da un punto di vista ecologico, considerare l’uomo separatamente dai suoi manufatti non ha senso alcuno. Sarebbe come considerare i gatti facendo astrazione dalle loro unghie e denti. La tecnologia fa parte integrante di noi, fin dalla scoperta del fuoco, quando ancora la nostra specie non esisteva nemmeno. Anzi, possiamo star certi che senza tecnologia la nostra specie non sarebbe neppure mai esistita.

Dunque per valutare quanto veramente pesiamo sul Pianeta non basta considerare i nostri corpi, il nostro bestiame ed i nostri campi. Dobbiamo considerare anche l’insieme di tutti i manufatti che costituiscono l’infrastruttura ed i prodotti della nostra economia, senza i quali non saremmo quasi 400 milioni di tonnellate. Cioè dobbiamo prendere in conto quella che viene definita Tecnosfera.

Sommando costruzioni di ogni genere, macchine, oggetti vari e discariche si arriva a qualcosa come 18 Teratonnellate (18×10^12 t), vale a dire che ci sono oggi sulla terra più chili di costruzioni, macchine e discariche che chili di materia vivente (alberi, alghe, insetti e batteri compresi).

Per la precisione, si dovrebbero considerare come parte della tecnosfera anche le colture, i suoli agricoli eccetera, ma qui non li prendiamo in conto perché già valutati (v. sopra).

Tiriamo le somme

A rigore, noi stessi, i nostri manufatti e gli ambienti totalmente artificiali in cui viviamo costituiamo un unico sistema altamente integrato. Dunque, riassumiamo:

Biomassa umana 4×10^8 t

Bestiame 15×10^8 t

Suoli e piante 17,5x 10^12 t

Manufatti e discariche 18×10^12 t

Totale indicativo 36x10^12 t

Significa che per far vivere qualcosa come 400 milioni di tonnellate di carne umana, sono necessarie quasi 40.000 miliardi di tonnellate di strutture di supporto (comprese piante ed animali domestici). Ossia qualcosa come 4.000 tonnellate di cemento, metallo, plastica, piante ed animali domestici per ognuno di noi (bambini compresi). Molto indicativamente, si capisce.

Ma torniamo all’inizio e ricordiamoci che la Biosfera selvatica ammonta a forse 25-30 teratonnellate, secondo una stima ottimistica. Vuol dire che noi soli occupiamo oggi uno spazio ecologico maggiore di tutte le forme di vita e di tutti gli ecosistemi selvatici superstiti messi insieme. Probabilmente il 20-30% di più di tutto il resto messo insieme.

Significa che ecosistemi propriamente “naturali” non esistono più, come non esistono più i biomi, cioè i grandi sistemi ecologici in cui si articolava la Biosfera. Significa che tutti i cicli bio-geo-chimici sono stati pesantemente ed irreversibilmente alterati; cioè sono cambiati la struttura ed i flussi di materia ed energia che danno forma e sostanza alla “pelle vivente del pianeta” di cui si diceva all’inizio.

Continuare a pensare al nostro Pianeta come uno spazio naturale all’interno del quale si svolgono delle attività umane è come dire che il Generale Grievous è umano perché ha alcuni organi umani impiantati all’interno di una macchina.

Di fronte a dati di questo genere, molti parlano con orgoglio di un ‘era in cui le forze brute della natura sono state finalmente piegate alla volontà ed al genio di un’umanità lanciata verso sempre più grandi conquiste. Alcuni vedono in questo addirittura il compimento della volontà divina espressa nella Genesi (testo parimenti fondativo per tutte le chiese e le sette ebraiche, cristiane e mussulmane).

Un sentimento molto radicato e diffuso, che traspare spessissimo anche quando viene abbigliato con discorsi apparentemente scientifici; oppure quando alcuni capi religiosi tentano in qualche modo di mitigarlo.

Io credo che una persona religiosa potrebbe invece considerare questo atteggiamento come il cacumine della Hybris. Vale a dire un atto di superbia tale da scatenare l’ira di Dio (o degli Dei, a scelta).

Vedremo chi ha ragione, basta aspettare.



Per approfondire e divagare: Picco per Capre.


23 commenti:

  1. una persona religiosa deve, non potrebbe, considerare questo atteggiamento la conseguenza massima della superbia, che è il peccato di satana. Intanto qui vicino stanno montando il palco per serate di follia e superbia collettiva. Forse se Gesù tornasse oggi alzerebbe la percentuale di posseduti da 80 a 99%. Non per niente da quasi 2000 anni il vangelo cita la frase: "Ma quando il Figlio dell'Uomo tornerà sulla Terra, troverà la Fede?". Curiosa, ma esplicativa, la frase di Gesù nella Valtorta, nella quale afferma che l'uomo si lamenta della possessione solo quando è colpito nella salute. Mentre quando viene fatto sprofondare nei vizi, che quasi sempre gliela rovinano, ne è ben felice. Poi ci sarà il redde rationem, anche di là, ma chi se ne frega?

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  2. Anche questo discorsone è fallato alla base dal meccanismo per cui chi parla si astrae dal contesto che descrive, come se fosse una divinità che guarda gli eventi dall'alto, invece di farne parte. In quanto divinità, non solo ovviamente non è ne causa ne effetto, perché di norma i discorsoni riguardano gli altri, può anche stare li ad aspettare per vedere come va a finire, non gli viene in mente che ha circa settanta o ottanta anni, volendo essere ottimisti, per vedere compiersi il fato, quindi gli conviene che l'apocalisse si sbrighi.

    A proposito del cyborg, mentre di solito l'apparato meccanico è pensato per sostenere una esistenza biologica, farei presente che in linea teorica noi potremmo anche estinguerci lasciando dietro delle macchine capaci di riprodursi ed evolvere, che è uno dei temi della fantascienza classica. Si addiviene al problema di distinguere tra "artificiale" e "naturale". Un mondo privo di vita "biologica" ma che ospita un ecosistema di macchine in cosa sarebbe diverso? Per il fatto che il via alla giostra l'avrebbe dato l'Uomo invece di Dio? Da cui l'hybris di cui sopra. La cosa divertente è che, sempre il linea teorica, le nostre macchine potrebbero essere più pervasive della "vita", perché non sono soggette ai vincoli della evoluzione "naturale". Già adesso mandiamo dei robot la dove nessun essere vivente potrebbe sopravvivere. Il limite è la fretta, perché come ho scritto sopra, noi non siamo Dei e non possiamo aspettare gli eventi, non abbiamo il tempo per sviluppare macchine abbastanza sofisticate da assomigliarci.

    Comunque, a me sembra evidente che il problema non sono le "teratonnellate" ma la capacità di decidere. Se la differenza la fa la capacità degli uomini di immaginare, la differenza ultima è nel COSA immaginano. Ho già scritto del fatto che ai giorni nostri c'è un sacco di gente che propone, come vetta del pensiero umano, lo "anti-umanesimo", ovvero il concetto fondamentale che l'Umanità sia una aberrazione da estirpare, cauterizzare. Che è un evidente paradosso. Persone che sono inconsapevoli dei paradossi sono pericolose.

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    1. Si, il catastrofismo e la colpevolizzazione servono a poco. https://oggiscienza.it/2018/07/23/comunicazione-climate-change-stiamo-facendo-bene/
      "Incentrare la comunicazione su dati e proiezioni affidabili, evitando il tono sensazionalistico. Puntare sulla collettività e sulla natura sociale dell’essere umano. Preoccuparsi dei problemi globali, ma con un occhio di riguardo al nostro giardino. Tre piccoli suggerimenti che, supportati dalle più recenti acquisizioni della psicologia sociale, possono rendere più efficace la comunicazione dei rischi legati al cambiamento climatico".
      Angelo

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    2. E comunque penso che il nocciolo della questione riguardi più la politica che la comunicazione. E' la diseguaglianza.
      Questa disuguaglianza è sistemica, come riconosciuto molto tempo fa dal pioniere dell'economia ecologica Herman Daly nella sua Economia dello Stato Stazionario :
      "Siamo dipendenti dalla crescita perché siamo dipendenti da grandi disuguaglianze nel reddito e nella ricchezza. E i poveri? Lascia che mangino la crescita! Meglio ancora, lascia che si nutrano della speranza di mangiare crescita in futuro! Siamo cresciuti da tempo e abbiamo ancora povertà. Dovrebbe essere ovvio che ciò che cresce è il surplus reinvestito e i benefici della crescita vanno ai proprietari del surplus che non sono poveri "(pp.103-4
      https://www.resilience.org/stories/2018-07-26/magic-economics/
      Angelo

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    3. anche Hitler aveva fiducia nella Wermacht. Poi al cimitero militare germanico della Futa ne ho visto il risultato. Eppure aveva il miglior esercito del mondo di allora. Com'è bello mettersi nelle mani dei cervelli che hanno causato il problema, per risolverlo. E allora vai con regolamenti, leggi, attrezzature, progetti faraonici, infrastrutture, dati e proiezioni affidabili. Speriamo che i posteri, se ci saranno, apprezzino i futuri cimiteri della Futa, che almeno ricordano il sacrificio e l'abnegazione, anche se indirizzati male. Certo che quelli che stanotte hanno divelto davanti a casa mia un cartello stradale e rotto un cestino di bici lasciandolo nel mezzo strada, di sicuro ubriacati dai promotori del festino in piazza con musiche e birra, non sono sicuramente migliori di Hitler, solo mandano all'inferno in un altro modo.

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    4. "Che cosa è questa "realtà?". Che cosa è il reale?” E poco dopo ha affermato:


      “Chi esclude Dio dal suo orizzonte falsifica il concetto di "realtà" e, in conseguenza, può finire solo in strade sbagliate e con ricette distruttive.


      La prima affermazione fondamentale è, dunque, la seguente: Solo chi riconosce Dio, conosce la realtà e può rispondere ad essa in modo adeguato e realmente umano. La verità di questa tesi risulta evidente davanti al fallimento di tutti i sistemi che mettono Dio tra parentesi.”

      Amen.
      Detto da Papa Benedetto

      "Che cosa è questa "realtà?". Che cosa è il reale?” E poco dopo ha affermato:


      “Chi esclude Dio dal suo orizzonte falsifica il concetto di "realtà" e, in conseguenza, può finire solo in strade sbagliate e con ricette distruttive.


      La prima affermazione fondamentale è, dunque, la seguente: Solo chi riconosce Dio, conosce la realtà e può rispondere ad essa in modo adeguato e realmente umano. La verità di questa tesi risulta evidente davanti al fallimento di tutti i sistemi che mettono Dio tra parentesi.”

      Amen.
      Detto da Papa Benedetto XVI, che, a mio modesto parere, è stato il Papa più intelligente degli ultimi 50 anni. Forse l'unico veramente.

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    5. http://188.165.208.138/articoli/20140811-diseguaglianza-consumi-non-rinnovabili-collasso
      "Se la società è diseguale, l'equilibrio è possibile solo se l'élite autolimita il proprio reddito: se questo va oltre le 10 volte quella dei commoner, il collasso è inevitabile".
      Che dire? Le responsabilità di quello che potrebbe accadere, sono ben precise, e si misurano a seconda dell'appartenenza a diverse categorie sociali.
      Angelo

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    6. @ Anonino di 27 luglio 2018 06:32
      In USA la questione del climate change da grande spazio ai negazionisti, in USA pochi sanno cosa sia il Climate Change.

      In Italia non siamo da meno :-D
      .La roba ambientale è vissuta come un'imposizione UE nei tg.
      .S'accenna qualche parola di climate change (togliendo subito la parola ai climatologi perchè non facciano allarmismo) solo quando capita qualche bomba d'acqua con il morto.
      .Il Climate Change è proposto come il dramma dell'orso bianco coccolino senza casa.

      .Il Mercalli (che è di sinistra) era l'unico che ragionasse di Climate Change in TV in Italia, è stato incredibilmente epurato da "Renzi svuota Africa" perchè Mercalli era GUFO.

      .I canali Media$et e La7 non parlano di Climate Change perchè il Climate Change non è argomento di politica.

      .Quest'anno che l'Italia non era ai Mondiali, speravo che nei programmi di presunto approfondimento ci fosse più spazio per il Climate Change: l'aria fritta spaccia un futuro asettico immutabile ed infinito, evitando d'associare al Climate Change le Migrazioni Apocalittiche ossia Guerre

      .Qualche brandello di Climate Change, si trova sporadicamente su FOCUS oppure sporadicamente su Rai5 in orari assurdi in cui propongono brandelli di "la terra vista dal cielo".

      .Incidentalmente il climate change entra nella discussione nell'altra parte dell'equazione: di Africa Ferries i cattocomunisti incolpano la Francia (anche sono stati i CATTOCOMUNISTI a fare l'ATTACCO ALL'EUROPA) omettendo il fatto che l'Italia non ha saputo gestire la successione a Gheddafi di cui Francia ed USA e GB si sono avvantaggiate. Sono banditi i militari in congedo nei presunti talk show, ma prolificano filosofi, antropologi, laureati in lettere e comunicazione, tutti esperti in deliri cognitivi.

      .La cartastampata (che in Italia la gente legge sempre meno) nell'enciclica papale il Climate Change è sinonimo d'accoglienza infinita: non c'è traccia di sovrappopolazione o del cupo insolubile binomio bomba demografica africana+climate change. La musica cattocomunista riecheggia nei settimanali e tv cattocomuniste: il XXI secolo porterà pace e prosperità, chi asperge timori è imprenditore di morte e paura.

      .Nel cinema e pay_tv domina la SciFi con mostri alieni, warp drive, robottoni, jedi, a maghi con pozioni magiche

      ."Climate Fiction" su google trends (negli ultimi 5 anni nel mondo,) il topic ha avuto un trend costante con alta variabilità. Answer the public dice che la gente non sa cosa sia la CF. Google propone storie alla Mad Max fury road=Waterworld, glaciazioni in stile the day after tomorrow, fiabe con orsi polari, storie SciFi dal sapore "Mao lunga marcia" ma è poca roba, una nicchia piccola dentro una letteratura di genere (ma in Italia non legge nessuno)

      Le conferenze scientifiche sul Climate Change di YouTube, sono tante e tutte belle, però gli accessi languono. Non ci sono contenuti in Italiano sul climate change, a parte sporadiche conferenze del Mercalli.

      Io non ho Fessbook, ma pare che in Fakebook imperino gatti, cani e squali giganti e loro permutazioni...

      Il Climate Change ed i suoi effetti economici e militari non sono argomento di sport, sono banditi dai ragionamenti d'economia e di politica, perchè il futuro deve essere il presente roseo asettico immutabile ed infinito.

      Non concordo con quanto esposto in
      https://oggiscienza.it/2018/07/23/comunicazione-climate-change-stiamo-facendo-bene/

      Il Climate Change non permea l'agenda mediatica o politica, nemmeno sotto forma di Climate Fiction nel cinema!

      Per maggiori dettagli www.climatefiction.gq ;-)

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    7. https://www.rivistamicron.it/temi/il-clima-e-la-pistola-fumante/
      Servirebbe unanimità tra gli scienziati del clima. Qui sopra si parla di prove inequivocabili.
      Poi bisognerebbe sapere comunicare ai politici e alla gente.
      Infine attuare una serie di provvedimenti tipo società a 2000 watt che preveda un calo dei consumi nei paesi ricchi, con guadagni in efficienza e al contrario un trasferimento di risorse in quelli più poveri. Facile a dirsi. Però, volendo, se lo si facesse, non sarebbe un dramma per nessuno, eccetto i super ricchi.
      Angelo

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    8. @ Anonimo 29 luglio 2018 15:25
      C'è unanimità al 99% tra gli scienziati, nemmeno la sintesi dell'ultimo rapporto IPCC hanno letto rivistamicron? :-D

      Nemmeno il grafico della concentrazione di CO2 ha visto rivista-micron?! :-D

      Il problema del climate change non é un problema animalista, non é un problema climatico o meteorologico, non é questione di coscienza civica ed ambientale!. Alla natura, non interessa se la taiga diventerà steppa, se la tundra diventerà taiga, se il livello dei mari sale, con l'acqua salata che s'infiltra nelle falde acquifere e nell'Artico il permafrost si scioglie rilasciando incontrollabili volumi di gas ad effetto serra, mentre gli oceani salgono d'acidificazione.

      Il pianeta é popolato da esseri umani, questi interagiscono tra loro per ragioni economiche, politiche, ambientali, militari, ideologiche, religiose... in ultima analisi, gli effetti del climate change sono una seria questione: economica, politica ma sopratutto militare!.

      I militari in congedo sono stati epurati nei presunti talk show d'approfondimento, al loro posto prolificano filosofi, antropologi, laureati in lettere e comunicazione, tutti in delirio cognitivo a supporto della propaganda politica che divora futuro, la cui ottica non supera la prima elezione utile!.

      Ecco, quale è il problema!.

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    9. Si, nei momenti di crisi spunta sempre l'ipotesi dell'esercito e dell'uomo forte. Non ci sono già abbastanza armi in giro? Ne servono ancora di più?
      Costassero poco. E comunque di uomini forti nel mondo e nel nostro paese se ne vedono già diversi, e non sembrano chissà che. In più, a supportarli, c'è pure qualche pazzoide che spara dalla finestra col fucile ad aria compressa.
      Angelo

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    10. @ Anonimo 30 luglio 2018 11:00,
      In che decade sei nato 1970s, 1980s, 1990s, 2000s, 2010s ??

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    11. Sono nato nella lontana epoca di quando l'Italia era un paese abbastanza civile. Mi interessa l'ambiente, non la guerra tribale. Per quella c'è sempre tempo.
      Angelo

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    12. intanto qui sotto i nati della decade 2000 si stanno bucando nel gazebo della pizzeria riparati dalle siepi delle fioriere. Sono quasi le 5!!! I nati nella decade 1950, miei coetanei, che usavano disturbare dopo la mezzanotte sono mezzi morti e l'altra metà hanno avuto vite di merda. Chi glielo va a dire a questi qui sotto, che si stanno bucando? E ai miei tempi la massima trasgressione era la sigaretta!! Chiamare i carabinieri mi dispiace, già una volta m'hanno suonato alla porta di casa in piena notte infastiditi, perchè mentre arrivavano, i disturbatori avevano abbassato la musica e avevano loro raccontato un sacco di balle circa permessi inesistenti, dei quali la mattina dopo chiesi l'esistenza ai vigili e della cui inesistenza informai il locale comando. Ma dalla feccia arricchita non mi posso aspettare di meglio. W il progresso a matrice fossile.

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    13. Oh ragazzi!
      Qualche pera al fresco della sera va bene, ma un po'di maniera, perbacco!
      Alla finestra accanto il vecchio celacanto non dorme, poveretto; non fategli il dispetto di mostrargli la vostra gioventù: è uno smacco insopportabile per chi non ce l'ha più, e vomita la bile perché non ha un fucile per ammazzarvi tutti, vigliacchi e farabutti che vivete la vita come vi pare e piace mentre lui non ha pace perché l'ha consumata vivendo alla giornata senza vedere niente, invidiando la gente che canta fischia e balla sotto alla sua finestra.
      Sorbe la sua minestra al desco solitario, e segna sul diario quel che fanno i cinesi, gli strani, i marocchini che invadono il suo mondo, quel quartiere immondo di cui siete la feccia, mascalzoni infingardi che andate a letto tardi; e rammenta Gesù e la Sua gloria, ma per giaculatoria recita un rosario di odio e maledizioni.

      Che coglioni!

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  3. With regard to Christianity, there are many different interpretations, with the only similarity being a belief that there is a mystical god and Jesus did miracles with this god behind it.
    There is another thing to consider with this story, though, which is entirely secular. Jesus talked of it being foolish to build a tower without first counting the costs, to be sure of finishing, and that wise people would count what they had to accomplish other things as well. If people want their culture to continue, then counting how fast they use resources vs how fast they regrow-replace, would obviously be a wise thing, with these words from Jesus. And just as obviously, people haven't done that. They have padded the count with imaginary resources and imaginary technologies, and/or an imaginary god bailing them out. Yet there are also words about it being a very dubious thing to do, to love an unseen god more than a seen brother. And yet self described Christians seem to be respecting and loving an unseen god- I certainly don't see this god. I do see evidence of the laws of physics working through evolution to create and destroy life, which could be seen as "god", though. And if people don't count properly what they have to keep their culture going, behave like overshooting animals, these laws say there will be a dieoff and the species will go back to carrying capacity. Which can be damaged by the overshoot. Extinction is possible.
    And it looks to me that if extinction is to be avoided, for some to survive, a good step towards that would be to start counting properly. And yes, counting exactly isn't something we can do for things as complex as ecosystems and how we fit into them We have to deal with estimates, think about things in terms of statistics, think about having factors of safety in how much we use. But this looks a lot better than basically ignoring the whole issue.
    And when these estimates conflict with other measures of value, such as those given by money-market systems, then people need to go with the science, not with the value system of money markets. People are rewarded with more money by winning market competitions by ignoring conservation of resources. They can win by paying employees less than the competition. The former ignores Jesus' words of what is wise with resource use. And the latter is a problem with his words about "do unto others as you would have them do unto you", or, "love your neighbor as yourself". Again, my observation is that we are a highly social species, we live by teamwork and die without it, and we all have the naked body to experiment with on the matter. And what Jesus says with these things fits with that. He also warned, though, to beware of those who were like "wolves in sheep's clothing". Social groups can have problems similar to the problems of individual bodies.
    There is a lot more that can be looked at in secular terms, but overall, what he also reportedly said fits with the science of evolution- "to them that have shall be given, to them that have not shall all be taken".

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  4. C'è un bel film di guerra Bastogne (1949), mi piace il pezzo in cui il cappellano protestante nella neve, invita a pregare cattolici, ebrei, altri protestanti... sollecitando poi i sopravvissuti della WWII a restare vigili, per evitare altre guerre future. Dopo la fine della WWI, con la Società delle Nazioni, era forte la convinzione mondiale che tutte le guerre fossero finite.

    Chi è stato cresimat è "soldato di Cristo", i veterani di WWII piantoni contro le guerre future si sono estinti anagraficamente. La corvè della vedetta contro le guerre future, spetta IMHO agli ex OdC, consci che è la guerra il male più grande dell'umanità!. Per sconfiggere la guerra, la devi conoscere bene, servono azioni pro_attive, perchè quando la guerra è scoppiata, poi non resta molto da fare: sparare e morire.

    La pro_azione dovrebbe dominare la politica: all'ONU però sono tutti fancazzisti.
    In Italia i politici sono ladri e stupidi.
    La pro_azione dovrebbe illuminare almeno Chiesa Cattolica: ma da tempo splende di luce nera.

    C'è consenso scientifico che entro il 2030s il polo nord sarà ice free.

    Il cambio d'albedo in estate-autunno impatterà sulla temperatura dell'acqua artica e su THC-AMOC. IAC il polo nord ice free dilagherà nelle coste siberiane basse in estate-autunno sciogliendo il permafrost, liberando possenti emissioni di metano, con seri impatti sul melting di Groenlandia per acqua dolce fredda, la distruzione/drastico collasso della AMOC. Dopo ciò, altri "tipping point climatici" diventeranno realtà (oggi eventi ritenuti non imminenti, ma eventi climatici dipendenti, da altri infausti eventi climatici).

    Calendarizzare il futuro è difficile; più logico fare previsioni annesse al verificarsi d'eventi, tuttavia:

    Guerre Puniche II tra il 2030s ed il 2050s nel Mediterraneo sono frutto della sovrappopolazione e del climate change in Africa e del loro insolubile intreccio. Eventi negati con lingua di satana dalla politica e da Chiesa Cattolica. Se la Russia non venderà la Siberia a Cina, Iran, India, Pakistan-Bangladesh è probabile che detoni anche WWIII.

    E' IMHO probabile che restino circa 12 anni di pace sulla Terra.

    Nel frattempo crescita di flashpoint in nord Africa per migrazioni sub-sahariane, all'inizio saranno respinte dagli arabi nordest africani.

    Già da 5 anni c'è l'ATTACCO CATTOCOMUNISTA all'EUROPA, la pervicace azione di "Renzi svuota Africa" ne è palese espressione, tuttavia non valuto che Africa Ferries durerà nei prossimi decenni, l'Italia è bollita intorno 31/10/2019

    h0: l'Italia farà DEFAULT e resterà nell'Euro

    h1: l'Italia Uscirà dall'Euro e brucerà nell'iperinflazione venezuelana, dilaniata in processi disgregativi e dissolutivi non reversibili che creeranno secessioni e NUOVO MEDIOEVO.

    In entrambi i casi:

    -in Europa la politica di segregazione dei rischi = politica delle porte stagne, chiuderà ogni Africa Ferries.

    -l'agonia della misericordia italica o del NUOVO MEDIOEVO, ha IMHO margine per 10-15 anni, prima che la penisola italica sia nel ripulita etnicamente per invasione chartaginese in GP2

    Ergo demograficamene:

    -i baby boomers del 1960s-1970s è difficile IMHO che vedano GP2 nel 2050s

    -sarà una parte degli italiani del calo demografico 1980s-1990s IMHO che vedrà GP2, perchè il collasso italico stroncherà l'età media.

    -i nati dopo il 2000s IMHO dovranno nel 2050s imbracciare il fucile/crepare in guerra/per epidemie oppure morranno per pulizie etniche subsahariane.

    -i futuri neonandi 2020s-2030s se non creperanno per mortalità infantile, saranno i più sfigati, perchè nasceranno in un mondo di mer#a.

    Un bel calendarietto coerente con il DIRUPO di SENECA

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  5. E sicuramente stata evidenziata la grande contraddizione della nostra società, evoluta senza controllo, autoproclamatasi ad immagine e somiglianza di Dio, dove tutto in nome dell" Andate e riproducetevi" è consentito. Peccato che i testi originari tutto dicessero tranne quello, ed in contesti completamente diveri. L ' ecologia non è mai esistita. La natura non ha bisogno di essere protetta. Spargiamo pure inquinanti, plastica, sostanze radioattive a man bassa per terre ed oceani. Gli unici ad estinguersi saremo solo noi. La vita sopravvive sempre. Abbiamo avuto 5 grandi estinzioni di massa e la vita si è sempre ripresentata. Qui bisogna fare un passo indietro e capire che il Panda si estingueva, forse, ma noi ci estingueremo certo, ed il Panda, anche se potesse, non ci aiuterà.

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  6. Picco picco fortissimamente picco
    https://peakoil.com/geology/global-oil-discoveries-see-remarkable-recovery-in-2018

    https://peakoil.com/production/texas-to-shatter-oil-production-records-with-fewer-rigs-and-workers

    schezri a parte sembra che di petrolio ce ne sia ancora un oceano da bruciare nel mondo.

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    1. le locuste ringraziano, il mondo no. Specialmente perchè per tirarlo fuori, ammesso che ce ne sia davvero così tanto, dovranno distruggerlo proprio bene (artico, antartico, ultradeep water e altri solluccheri ad EROEI bassissimo e con costi così alti, che l'economia mondiale se li sogna, ovviamente a parte l'imbroglio dello schema Ponzi dell'US shale, reso possibile per ora solo dal fatto che l'US dollar è la valuta mondiale di riferimento).

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    2. Ma tu hai letto solo i testi che hai linkato e non i commenti. C'è uno che fa notare che la somma di tutte queste mirabolanti scoperte è 9 miliardi di barili e che il consumo annuo è 35 miliardi di barili. Non credo si debba aggiungere altro.

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  7. Anonimo 27 luglio 2018 22:34,Sì, lo sappiamo e non occorre che ce lo ricordi con i tuoi commenti inutili, anonimi e coatti, ma se ti diverte e ti piace scherzare con queste futilità, fai pure.

    Marco Sclarandis

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  8. Trovo l'analisi quantitativa del buon Jacopo Simonetta una sorta di gabbia teorica,/formale in cui incastonare una visione più pragmatica e reale dell'ambientalismo in generale. Mi riferisco ad una visione dove la parola "incontaminato" non viene usato con tanto sproposito come ora. Una visione alla Emma Marris:

    https://www.ted.com/talks/emma_marris_nature_is_everywhere_we_just_need_to_learn_to_see_it?utm_campaign=tedspread&utm_medium=referral&utm_source=tedcomshare

    Un saluto a tutti.

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