Troia non Cadde per Colpa degli Immigranti


domenica 24 giugno 2018

Le Schegge Madri di Emma Chiaia - Come Cambiare il Mondo



di Ugo Bardi

I fiorentini hanno fama di essere abbastanza antipatici, convinti come sono di sapere tutto loro. Immaginatevi un fiorentino che sia anche un professore universitario e il risultato potrebbe essere preoccupante in termini di spocchia. Avete capito a chi mi riferisco e se volete aver conferma dei miei molteplici difetti - tipici dei fiorentini - potete chiedere a mia moglie Grazia che mi sopporta da più di 40 anni.

Specialmente per quanto riguarda la letteratura, mi ritengo un criticone anche un po' spocchioso - al punto che ho teorizzato la fine della letteratura occidentale sul mio blog delle Chimere. E quando penso che un romanzo fa pietà lo dico - come ho fatto per esempio in un post recente.

Ciò detto, la settimana scorsa ero a Milano per un convegno e mi è capitato di scambiare due parole con Emma Chiaia, giornalista e scrittrice. Mi è bastato per incuriosirmi a sufficienza da comprare il suo romanzo "Per Fortuna ho Scelto Te".  C'è qualcuno che ancora legge romanzi, oggi? Evidentemente, si, perlomeno uno c'è! Così, mi sono detto, "proviamo."

Ora, il primo impatto con questo romanzo è stato pessimo. Mi sono trovato fra le mani un mattone di 440 pagine, con una copertina sfumata in rosa che non sa di nulla, un titolo che, anche quello, bah? Mi sono letto il primo capitolo che descrive i sentimenti di una ragazzina di 16 anni. Mi sono detto, "Ho buttato via 16 euro per comprare un romanzetto rosa da quattro soldi. "

E ho pensato di buttar via anche il libro. Poi mi sono detto, beh, proviamo a leggere il secondo capitolo. E poi anche il terzo. E il quarto. E poi me lo sono divorato tutto. Romanzo assolutamente FAVOLOSO!!!! Ragazzi, fatevelo dire da uno che è parecchio "jaded" come si dice in inglese, ovvero un gran criticone - come si dice in Toscana. Questo è uno dei migliori romanzi che abbia letto da un bel pezzo.

Non che il romanzo non abbia dei difetti. Emma Chiaia è una giornalista con molta esperienza, e quindi scrive in uno stile ben rodato, ma si sente che è uno stile che va bene per articoli brevi - su 440 pagine rischia un po' di "allungare il brodo" (che credo sia anche quello un modo di dire toscano). Ma, a parte questo, è proprio un bel romanzo. Ma veramente bello. Ben congegnato, una storia che ti "prende," un meccanismo narrativo che non perde un colpo. E, in più, una serie di personaggi tutti ben caratterizzati, tutti con una loro storia, tutti interessanti, tutti bene integrati nell'impianto narrativo. Come abbia fatto Emma Chiaia ad azzeccare così bene il suo primo romanzo, beh, sono i misteri della letteratura.

La storia ruota molto - ma non soltanto - intorno alla protagonista, Sara Castelli, ragazzina sedicenne con qualche pulsione ecologista e con tanti problemi esistenziali. Un personaggio non del tutto originale, ma ben congegnato. La storia avanza con l'incontro con Laura su Facebook, una ragazza più o meno della stessa età, che viene fuori che vive in Australia, ma nel futuro. Qui forse si poteva tirare di più sulla suspence della reale provenienza di Laura, la cui natura aliena viene fuori in modo un po' brusco. Ma, rivelato questo punto, il romanzo macina in avanti sulla curiosità di sapere di più di Laura e del suo mondo.

Alla fine, Sara viene trasportata in qualche modo in questo mondo futuro a trovare la sua amica (ormai del cuore) Laura. Nei vecchi romanzi di fantascienza, quelli che viaggiavano nel futuro lo trovavano pieno di gente che girava su macchine volanti e andava sulla Luna per il fine settimana. Nel futuro descritto da Emma Chiaia, sono tutti vegani, ambientalisti, rilassati e simpatici. Vanno a piedi o in bicicletta (anche elettriche) e ci sono anche degli ottimi ristoranti! Però gli abitanti del futuro sono anche molto preoccupati perché rischiano di scomparire - se loro sono il futuro della terra, e se i terrestri del tempo di Sara distruggono l'ambiente della terra - quel mondo futuro non potrà mai esistere.

Non vi voglio raccontare di più nel caso che il romanzo vi incuriosisca al punto da volerlo leggere. Diciamo che Sara si vede affidare una missone dagli abitanti del futuro. Fra molte difficoltà, riesce a portarla a termine - e la storia ha molte conseguenze pratiche: fa venir voglia anche al lettore di fare quello che fa Sara nel romanzo.

Allora, c'è ancora spazio per la letteratura in Occidente? Dopo aver letto questo romanzo, arriverei a dire che forse si - notando anche, però, che il romanzo di Emma Chiaia sembra pesantemente influenzato dai manga/anime giapponesi. In effetti, la storia sembra direttamente ispirata dall'anime di Makoto Shinkai, "Your name."  E forse è qui molta della magia della storia: per andare avanti, bisogna imparare dagli altri. E, in Occidente, ne abbiamo disperatamente bisogno perché altrimenti mi sa che non sappiamo più veramente cosa raccontare.






Nota aggiunta il giorno dopo. Il post l'ho scritto di getto, subito dopo aver finito di leggere il romanzo. Ripensandoci sopra, però, mi sono venute in mente un altro paio di note he vi passo qui di seguito.

- Impianto Narrativo. Come dicevo nel post, l'impianto narrativo di "Per Fortuna ho scelto te" è molto ben congegnato e strutturato. Ci sono però un paio di problemi - marginali, ma ci sono. Uno è il fatto che viene detto più di una volta alla protagonista che ci sono altre persone che il popolo del futuro ha mandato in cerca delle "schegge." Però, non vengono mai fuori esplicitamente nella storia. Qualcosa di simile vale per il personaggio di Tell che - oltre ad essere l'amante della madre di Laura - si suppone sia un extraterrestre che viene dal pianeta C7. Questa cosa del pianeta C7, francamente, rimane un po' appiccicata lì e non ci viene detto molto dei suoi abitanti, chi sono, da dove arrivano, come fa Tell a trovarsi dove si trova e perché. C'è la scena in cui Tell appare a Sara confortandola in un brutto momento per lei. Il che va bene, è una scena non priva di interesse, ma mi viene in mente che sarebbe stata l'occasione invece per fare entrare in scena qualcun altro degli emissari del popolo del futuro che avrebbero potuto svelarsi parzialmente. Tell è un bel personaggio, un po' misterioso, ma non avrebbe avuto veramente bisogno di venire da un altro pianeta.

- Genere narrativo. Non so se ho detto da qualche parte che l'unico tipo di romanzo che io riesco a leggere è il romanzo epico. Non mi fate leggere Sartre o cose del genere - io posso soltanto leggere storie dove il protagonista ha una difficile missione da compiere e la compie, imparando qualcosa e trasformandosi in una persona diversa nel processo. L'eroe del romanzo epico non deve essere un muscoloso sterminatore di mostri (anche se gli/le può capitare di doverlo fare) ma deve avere perlomeno un profondo senso del dovere. Su questo punto, il personaggio di Sara Castelli è perfetto. Una ragazza apparentemente fragile, ma con una volontà di ferro. Non sfigura se messa a confronto con Achille Pié Veloce o Ged l'Arcimago.


- Personaggi principali della storia - non tantissimi, ma comunque una sfida per lo scrittore/la scrittrice. Qui, Chiaia li gestisce tutti in modo magistrale, l'unico che viene fuori un po' legnoso a momenti e l'anziano ecologista Umberto Cella.

  1. Sara Castelli
  2. Veronica Castelli
  3. Laura
  4. Alison
  5. Giampietro
  6. Tell
  7. Valerio Rovati
  8. Fabrizia
  9. Federico   
  10. Concetta De Nittis
  11. Umberto Cella
                                                                                                                                                                                                                                                                     

13 commenti:

  1. https://www.agireora.org/vegan/studio-science-impatto-allevamenti-3142.html

    "Con lo stesso terreno possiamo fornire le stesse calorie a 22 persone, se coltivato a vegetali, a 1 persona se utilizzato per l'allevamento.

    Sempre a parità di calorie, le emissioni di inquinanti per i cibi animali sono pari a 6 volte tanto quelle causate dai cibi vegetali, il che significa che sostituendo i cibi animali con quelli vegetali si risparmierebbe l'83% di emissioni inquinanti, una proporzione enorme".
    Oramai non si contano gli studi che dimostrano la necessità di calare drasticamente il consumo di alimenti di origine animale. Ma ci sono degli interessi colossali e una propaganda pervasiva a sostenere questo mercato.
    Quante trasmissioni di cucina si vedono in televisione? Quanti nutrizionisti ci fanno buoni consigli? Più la popolazione mondiale cresce, più alimenti si possono vendere e di conseguenza aumentano i guadagni delle poche multinazionali che si spartiscono il mercato globale.
    Va' bè, per ora non si esce da questo circolo vizioso. Non si può nemmeno dire speriamo che crolli il sistema economico, perché sarebbe un cambiamento troppo brusco. Io, nel mio piccolo, continuo a coltivare il mio orticello, nella convinzione che il futuro degli uomini sia negli orti. E gli animali nel bosco.
    Angelo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. finchè le donne lavavano al bozzino col sapone, i fiumi, gli stagni, perfino le fosse erano ricche di pescato. Poi dal 1960 i tensioattivi hanno fatto la strage. Mi ricordo sempre mio nonno dire alla moglie di preparare la padella, che andava con la rete a bilancia a procurare il pranzo. Dopo 15 minuti tornava colla zucca piena di pesciolini ancora vivi. Ma ci rendiamo conto cosa abbiamo buttato via per la nostra avidità? E poi lo hanno chiamato progresso!!!!
      Ovviamente hanno sostituito quelle proteine gratis con altre che fanno PIL.

      Elimina
    2. Con lo stesso terreno possiamo fornire...

      Bene. Continuiamo a scrivere stupidaggini raccattate su internet.
      Numero uno. Se il problema dell'alimentazione sono le calorie allora basta stare a scaldarsi al sole, in alternativa a un fuoco, non ce più bisogno di mangiare. Si pensi al risparmio.
      Numero due. Direi che sarebbe ora di smettere di svilire un miracolo della natura quali sono i ruminanti. Una vacca è in grado di vivere, riprodursi e fornire proteine e grassi nobili ingurgitando cartone e urea. Quelli che sanno tutti spieghino perché le popolazioni degli ambienti più inospitali, siano essi i nostri montanari alpini piuttosto che gli abitanti delle steppe asiatiche o i nomadi della tundra sono vissuti per secoli in modo più o meno esclusivo di allevamento di ruminanti. Quelli che viceversa non usano il cervello (cit.) possono trovare la risposta su un qualsiasi volume di ecologia, di zootecnia, di alpicoltura, ecc. Oppure, sul bel libro di Sasso e Mercalli, Le mucche non mangiano cemento.

      Elimina
    3. E' uno studio pubblicato su Science (non novella 2000). Ultimo di una serie di studi che dimostrano più o meno la stessa cosa.
      Quello che dici tu è questo:

      https://www.grain.org/article/entries/5825-big-meat-and-dairy-s-supersized-climate-footprint

      They (Big meat and dary) would also condemn the 600 million small-scale farmers and 200 million herders who depend on livestock for their livelihoods and who do feed billions of people every day with moderate amounts of meat, dairy and eggs.
      Sono due cose diverse. Prima di scrivere, leggi.
      E cambia tono.
      Angelo

      Elimina
  2. la pignoleria è devastante, ma se è indirizzata bene è estremamente positiva. Basta capire su che strada indirizzarla. Mia moglie, che vive con me anche lei da 40 anni, è molto contenta, che cerchi di uniformarla ai consigli evangelici. Solo dimostra anche lei una certa avversione al vangelo, ma non ai miei comportamenti evangelici, fatti di comprensione, pietà, compassione, mitezza, pace, misericordia, accondiscendenza umile alle sue azioni corrette, ma non a quelle errate sempre secondo il vangelo, che è pure un romanzo, il romanzo di Gesù.
    Tra l'altro uno dei suoi detti da toscanina sagace è: "Ad ogni furbo, ci vuole un bischero". Quindi lasciamo credere ai furbi di esserlo, tanto Dio fa piovere sui furbi e sui bischeri. Il vangelo direbbe sui buoni e sui cattivi, ma penso che adattare in bene sia in fondo da furbi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "Il vangelo è un romanzo". Esatto.

      Elimina
    2. sì, però lo scrittore non è umano.
      Già far capire anche concetti semplici agli altri è arduo, figuriamoci farsi capire da Dio, intelligenza immensa ed infinita, a piccoli cervellini come i nostri, che sono incapaci di farci fare anche il nostro misero bene vero, ottenebrati come siamo da egoismo e avidità. Non per niente le idee migliori nella mia vita vita mi sono entrate nel cervellino in momenti di preghiera, ma questi sono preclusi, purtroppo, alla maggior parte degli umani per mancanza di fede.

      Elimina
    3. @ mago: No, lo scrittore è umano eccome! I quattro vangeli che la chiesa ha deciso di considerare "canonici" sono stati scritti circa 100 anni dopo i fatti che narrano. E, fra l'altro, sono anche un po' in contraddizione fra loro.

      Poi, se Lei ha delle prove scientifiche a sostegno delle Sue affermazioni, La prego di condividerle con noi...

      Elimina
    4. come al solito l'ateo conosce il materiale e non lo spirituale: vuole prove scientifiche, come se tutti capissero la teoria della relatività o quella dei quanti. Ma se anche l'entropia è arabo per il 99,9% dell'umanità e i risultati si vedono. Se tu avessi fede e cultura religiosa non mi avresti fatto questa richiesta, comunque meglio un ateo onesto che un credente pervertito, che ho paura ce ne siano tanti con questa religione ormai ridotta ad un guscio vuoto.

      Elimina
    5. Quindi, siccome la maggior parte della gente è ignorante, non gli si può spiegare la realtà e bisogna raccontargli delle storie? Potrei anche essere d'accordo con questo approccio. Però, quando vedo alcuni effetti che queste storie producono (guerre, persecuzioni, attentati, ecc.) la conclusione che ne traggo è che tutte queste storie che si contraddicono a vicenda fanno più danni che altro.

      Per esempio: posso chiederle (senza alcun intento polemico, la prego di credermi!) perché lei è cattolico e non musulmano, buddista, induista o altro? La ringrazio in anticipo se vorrà rispondermi.

      Le faccio questa domanda per questo motivo: se n religioni pretendono di essere la "verità", e dicono tutte cose diverse fra loro, almeno n-1 sbagliano.

      Io non riuscirei mai a credere, senza uno straccio di prova, all'origine soprannaturale dell'Universo, dovendo per giunta credere, sempre senza prove, che la mia storia è l'unica vera in un mare di altre storie. Preferisco l'entropia e la meccanica quantistica. Magari non le capirò completamente, ma almeno hanno a che fare col mondo reale.

      Alessandro B.

      Elimina
    6. prima di tutto mi reputo cristiano, perchè cattolico è solo una corrente del cristianesimo e nemmeno la migliore. Se sono cristiano, posso ringraziare la dottina insegnatami nel catechismo dalle suore, cosa che so non viene più fatta, praticamente svuotando la religione e trasformandola in un insieme di feste e baccanali, poi l'esempio di mia madre, che da piccolo, prima dell'avvento della TV, si riuniva a dire il rosario in casa della Cloti e della Cesira, dopo il quale si facevano il caffè d'orzo e tante risate di vera felicità, poi perchè a 25 anni ci sono stati dei fatti nella mia vita fuori dell'ordinario, che mi hanno fatto riflettere, poi perchè Gesù ha tra le tante cose che ha detto, basato la sua religione sull'amore in un modo che mai, nè prima, nè dopo è stato fatto, ossia sull'amore al nemico, che c'è solo nel cristianesimo. Pensa niente vendette, nè ritorsioni, nè minacce, anche se in questi 2000 anni il diavolo si è insinuato a profusione nella chiesa e si sono visti gli effetti, tra i quali le stragi delle crociate e dei protestanti, ma sono solo la punta dell'iceberg. Penso che la sensazione di pace la diano anche altre religioni, perchè Dio è in tutte, anche se in tutte i doni avuti hanno avuto risultati spesso deludenti anche da un punto di vista umano. Vorrei sapere quale religione non giustifica atti giustamente puniti dalla legge penale, se questi vengono fatti per un fine buono a seconda ovviamente della convenienza. Quindi sono un cristano molto critico, che segue il rito cattolico, ma molto attento a non farsi risucchiare nelle eresie di cui è permeata ormai questa religione, che sta scomparendo, anzi che è già scopmparsa nelle funzioni ormai sfilate di moda, nei sacramenti sacrileghi, nelle piccole e grandi avidità, ma l'amore al nemico, anche se sono uno dei pochi a crederci, è un concetto che vale la pena di tentare a vivere, solo ci vuole fede e l'aiuto dello Spirito Santo, altrimenti è impossibile. Mi pare ovvio che un'ateo non può accettare questo modo di vedere la vita, ma anch'io, permeato dalla mentalità scientifica avuta dagli studi liceali e poi di ingegneria, lo ero, ma che vuoi? Dio chiama tutti, ma in modo così flebile, che i rumori del mondo lo rendono irriconoscibile. Il fatto che droghe, musiche rumorose che di vera musica non hanno più niente, mld di motori termici, che non si fermano mai tutti, mi sembra abbastanza lapalissiano, per essere una bella costruzione di origine non umana per confondere gli umani. Ovviamente l'ateo dà la colpa di tutti i guai umani solo all'uomo, cosa che non hanno fatto nè S.Paolo, nè Freud, nè Dante, riservandoci un piccolo spazio interiore dedicato a qualcosa di più dell'intelligenza.

      Elimina
    7. e ora mi vado a vedere le temperature e poi vado a dormire, che anch'io amo il mondo reale, che per me non è il tutto, ma solo una piccola parte dell'insieme. Mi torna in mente la cosmogonia aristotelica! Reminiscenze liceali.

      Elimina
    8. Mago, per favore non esagerare con i commenti. Va bene così, ma ora fermati.

      Elimina