giovedì 24 maggio 2018

Orti Bioattivi a Firenze: Continua il Festival della Sostenibilità di UNIFI


Ugo Bardi (a sinistra nella foto) e Andrea Battiata (a destra) per la terza conferenza della serie realizzata per il festival nazionale della sostenibilità. Questa presentazione si è tenuta presso la Sala Strozzi del dipartimento di Scienze della Terra ed è stata organizzata da Marina Clauser, di UNIFI.  Ieri, la presentazione di "Un Mare di Energia" di Lorenzo Cappietti, a cura di Franco Bagnoli e Giovanna Pacini.

Ecco qualche immagine della presentazione di oggi






5 commenti:

  1. l'ultimo video non riesco a leggerlo, ma vi posso dire riguardo al penultimo punto del precedente che gli ortaggi coltivati in proprio sono immensamente superiori ai biologici, come sapore, colore, freschezza, salubrità, come un pò tutte le cose fatte con quell'amore, che è la variante agapica di quello comunemente inteso.

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  2. https://www.zerohedge.com/news/2018-05-25/italian-bonds-tumble-triggering-goldman-contagion-level-political-crisis-erupts
    spread oltre 200!!! Rischio default per debito italiano per Goldam & Sachs!!! Più instabilità politica in Spagna per cosucce legate alla corruzione. A me quel Conte non piace per nulla, ha una faccia da becchino, poi dice di essere l'avvocato degli italiani? Dovremmo davvero pensarte agli orti e non per salvare il pianeta!! Intanto stanotte alle 3,40 la saldatura alle viti delle calate di rame che feci fare lo scorso anno me le ha salvate, per ora, ma il ladro se n'è andato sorridendomi alla finestra di camera a cui mi ero affacciato, perchè l'incomodo, che ha trovato, lo ha costretto a fare troppo rumore, destandomi. Chissà che fine faranno i prodotti degli orti?

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  3. Quando si parla di agricoltura e di orto in particolare sembra sempre che si tratti di un mondo magico, nel quale possono entrare solo gli iniziati e che sia pieno di meraviglie incomprensibili.
    Questa questione dall'orto bioattivo mi ha incuriosito ed ho trovato qualche link:

    http://www.ecquologia.com/lifestyle/alimentazione/2817-fatti-l-orto-l-orto-bioattivo-che-produce-ininterrottamente-per-dieci-anni

    http://www.ortobioattivo.com

    Ebbene, non mi convince. Mi sembra un po' una cosa tipo fusione fredda o cose del genere. I punti critici sono molti. Si dice che non servono apporti esterni, però leggo che si dovrebbero usare sabbie (?) vulcaniche, si dovrebbe pacciamare con cippato compostato, si inoculano micorrize, ecc. Bene, le sabbie vulcaniche da dove vengono? Credo da una cava, non diversamente dalla torba. Il cippato è legno, dunque viene da un bosco, al quale, tra l'altro abbiamo così sotratto gli elementi nutritivi contenuti nel legno, poi il materiale va cippato, appunto. Molti non sapranno cosa sia una cippatrice: è una macchina che riduce il legno in frammenti. Si tratta di un macchinario complesso, di non piccole dimensioni e che deve essere alimentato con una potenza da alcune decine a alcune centinaia di cavalli, a seconda della dimensione e della capacità operativa. Una motozappa è certamente uno strumento più piccolo e meno energivoro. L'uso di funghi simbionti ha bisogno di avere alle spalle un sistema industriale che li produca.
    Ancora si dice che si otterrebbero rese da 5 a 10 volte superiori a quelle di un orto tradizionale. Bene: per esempio, per quanto riguarda i pomodori, personalmente ottengo una resa media per pianta (quindi considerando piante molto produttive e piante che muoiono senza aver fruttificato) intorno ai 4 kg. Per quanto riguarda le patate intorno a 1, massimo 1,5 kg. Ora pensare di avere piante di pomodoro con attaccati da 20 a 40kg di pomodori, ovvero trovare sotto una pianta di patate 10 kg di tuberi, mi lascia molto perplesso.
    Ancora per quanto riguarda la necessità di apporti esterni, quando noi raccogliamo qualcosa stiamo asportando elementi nutritivi. Questi devono essere reimmessi in qualche modo nel suolo, altrimenti c'è una perdita di fertilità.
    Per quanto le consociazioni (che non c'entrano con la fitosociologia,che ho trovato citata a sproposito in una pagina raggiunta tramite il secondo link che ho segnalato) sono una cosa buona ma altrettanto difficile da attuare, massimamente per le colture orticole.

    Guido.

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    1. Gentile Guido
      le sue riflessioni mi danno spunto per meglio precisare alcuni aspetti dell'esperienza Ortobioattivo che non riusciamo forse a comunicare bene.

      Il primo punto ed il focus del progetto è capire se è possibile coltivare ortaggi in cui minerali, vitamine e sostanze Nutraceutiche - Bioattive siano presenti al massimo delle possibilità delle piante stesse e nello stesso tempo aumentare la fertilità della terra, usare poca acqua, senza uso di macchinari agricoli, senza usare alcun tipo di pesticidi (neppure quelli possibili in agricoltura biologica), non inquinando, sequestrando CO2 ed escludendo la torba, in qualche modo cercando di replicare ciò che succede in un bosco o in una foresta, superando i concetti dell'agricoltura industriale in primis ma anche la narrazione del cibo biologico in cui in realtà attuiamo una sorta di difesa passiva contro tutto ciò che può far male alle persone certificando la filiera ma non la qualità intrinseca di ciò che si produce.

      I tempi e le modalità per arrivare a questi risultati sono le più varie.
      Attuiamo una modalità veloce in letti rialzati di 25 cm usati da diversi decenni in tutto il mondo e in diverse modalità, dove c’è una base di sostanza organica e uno strato di sabbia vulcanica e nella parte bassa rimane comunque la terra originale..
      La sabbia vulcanica la recuperiamo dagli scarti delle lavorazioni della lava vulcanica grossa per estrarre lapilli di varie dimensioni. A differenza della torba che si è formata con un processo parallelo a quello del petrolio e che è presente in poche parti del mondo (in Europa nel Baltico), la lava vulcanica è presente in tutto il mondo in quantità enormi. Viene usata una sola volta nella costruzione iniziale dei letti rialzati e fatta arrivare a Firenze dalla bassa maremma.
      Nell’ultimo strato dei letti rialzati inseriamo del cippato “compostato” che è uno scarto della lavorazione dei residui delle potature , il cui legno viene usato per fare pellet o per ricomporre del legno lamellare.
      I funghi micorrizici vengono usati solo inizialmente (in quanto dopo si stabilizzano nel terreno) e vengono riprodotti da aziende agricole che non usano processi industriali (in vitro) ma li coltivano su altre piante ospiti dove diventano simbionti delle radici.

      C’è anche una modalità ortobioattivo più lenta, direttamente su terreno non lavorato e continuamente pacciamato con cippato da recupero sempre per replicare i processi biopedologici del bosco. I tempi di produzione sono più lenti ma ugualmente molto interessanti senza uso di sabbia vulcanica.

      Per quanto riguarda la maggior produzione delle piante, questa è data da tre modalità di coltivazione e non da una superproduzione della singola pianta che comunque rimane alta:
      1) non seminiamo nell’orto ma trapiantiamo recuperando i tempi di germinazione ed emergenza delle piantine.
      2) Attuiamo la tecnica “Biointensiva” cioè il sesto delle piante è molto stretto sia perché abbiamo una alta fertilità e sia perché non usando mezzi meccanici non abbiamo bisogno delle distanze di lavorazione ma semplicemente inseriamo insieme piante che non si coprono vicendevolmente.
      3) Inoltre attuiamo cicli molto veloci, in quanto la sabbia vulcanica ci permette di coltivare in qualunque periodo dell’anno, anche in presenza di periodi molto piovosi, in quanto il drenaggio è assicurato appunto dalla sabbia stessa.


      Se vuol venire a vedere i nostri orti saremo bel lieti di ospitarla.
      Cordialmente Andrea Battiata

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  4. Gentile Battiata,

    la ringrazio per la risposta puntuale, che ha chiarito alcuni aspetti, che già immaginavo (uso di materiale "di recupero").

    Purtroppo sono piuttosto distante da voi (abito in provincia di Torino), altrimenti verrei volentieri a conoscere le vostre pratiche.

    Saluti.

    Guido.

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