Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


domenica 1 aprile 2018

Viaggiare Elettrico: una presentazione di Ugo Bardi (Parte II)




Seconda parte della mia presentazione del libro "Viaggiare Elettrico" allo Chalet Fontana, a Firenze, il 2 Marzo 2018. (prima parte)

18 commenti:

  1. Presentazione sulla mobilità elettrica molto coerente con quello che avverrà realmente.
    Aggiungerei un paio di considerazioni:
    1) Per auto in affitto non si deve pensare solo al tempo di utilizzo per arrivare a una destinazione (come se fosse un taxi), ma anche alla possibilità di affittare la macchina per più ore o giorni, quando, per l'uso intenso che se ne vuole fare o per utilizzarla fuori dalle città, un uso a chiamata, sarebbe antieconomico. (es: Immaginate un'auto che mi deve portare in campagna a 100 km di distanza della città, mi lascia li e torna in città, per poi richiamarla dalla città per riprendermi o in altre situazioni particolari...).

    2) Resta il problema di come produrre l'energia elettrica sufficiente; perché se è anche vero che il numero di veicoli si ridurrà, questo non varrà per il numero di km totali percorsi che resterà uguale, se non addirittura aumenterà.

    3) Sono contento del fatto che si è detto esplicitamente che, la direzione giusta è andare avanti verso un maggior progresso tecnologico utilizzato in modo appropriato, e non nel tornare indietro a metodi arcaici che non potrebbero garantire un livello di benessere accettabile.

    4) IoT (Internet delle Cose) è una rivoluzione che si sta sviluppando in questi anni e ne vedremo i frutti nel giro di pochi anni (già nell'azienda dove lavoravo prima abbiamo utilizzato questo tipo di programmazione dei dispositivi e in quella di adesso, che è più grande e utilizza molti macchinari, ne avrebbe un maggiore beneficio).

    5) Sono d'accordo che la fusione nucleare, così come la stanno cercando di realizzare, sarà un sogno senza futuro; ma sono dell'idea che, se la scienza facesse qualche altro passo avanti, si potrebbero trovare metodi alternativi (non mi dilungo, dico solo che ci possono essere altre strade da percorrere, una delle mie Ricerche era indirizzata in questo settore).

    Un augurio di Buona Pasqua al prof. Ugo Bardi e a tutti i frequentatori del blog.

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    1. Un documento per gli estimatori della modernità. Comunque la si voglia chiamare.

      https://youtu.be/H1XceGC0s8k

      Guido.

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  2. mi sembra di capire che per viaggiare elettrico ci vorranno autorità (Fr e GB hanno già vietato le auto a fossili dal 2040, campa cavallo che l'erba cresce) e sobrietà (altro che Tesla da 90000 euro). Ma sono 2 virtù che verranno da sè per necessità, non certo per volontà popolare, a causa dell'esaurimento. Ricordo comunque che LTG ha previsto un ritorno delle condizioni di vita di inizio 1900 per l'umanità, non l'arrivo di pronipoti ipertecnologici senza le auto volanti, ovviamente. Anche perchè al calo iperbolico dell'energia fossile, molto probabilmente, non sopravviverà nè internet, nè le altre raffinate forme di tecnologia informatica.
    Almeno a livello di massa.

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  3. Ho una proposta per il titolo del prossimo libro: "Come attrezzarsi per vivere al meglio senza viaggiare".

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  4. https://deepresource.wordpress.com/2017/05/16/by-2030-you-wont-own-a-car/
    industria petrolifera e auto a morte entro il 2024. Ma il paradosso di Jevons dove ce lo mettiamo? Mi ricordano i sindacati nostrani, quando dicevano 10-15 anni fa che, per difendere i diritti dei lavoratori italiani, sarebbero andati in Cina a far avere anche là i diritti dei nostri. E infatti vedi Jobs act. Di fronte all'esaurimento le sbornie da idrocarburi servono solo ad annebbiare ancora di più le piccole menti delle locuste. Ora hanno cominciato a dire che l'inquinamento è responsabile della diminuzione intellettiva delle nuove generazioni, ma anche tra i miei coetanei, quanti cervelli bacati!!!! E il baco è sempre quello:"È difficile far capire qualcosa ad un uomo se il suo stipendio dipende proprio da questo suo non riuscire a capire.
    (Upton Beall Sinclair)". Ossia se non mi conviene, non mi interessa. Egoismo e qualunquismo e buonismo a tutta randa. Peccato che a forza di -ismo il sistema può solo implodere. Se aveste visto come erano dolci gli occhi della mamma cinghiala in mezzo ai suoi 12 cinghialini pochi giorni prima i cacciatori all'apertura venatoria ne facessero delle pentolate in umido, si potrebbe cominciare a ragionare umanamente e non come l'uomo (?) di Sinclair, che è poi l'uomo di Rapa Nui.

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  5. Quando un paio di grafici sostituiscono infinite discussioni e analisi.
    http://peakoil.com/production/us-crude-oil-production-hubbert-peak-oil-theory-revisited

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    1. http://peakoil.com/production/a-choke-point-in-the-permian-temporarily-anyway
      intanto il permiano, unico campo shale oil con possibilità di aumento della produzione, è quasi fermo per colpa del gas. E sono 250000 bpd in meno. Un bel colpo per i futuri maggiori produttori mondiali. Comunque è solo un inconveniente momemtaneo, se dicono il vero.

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    2. @ Anonimo:

      I grafici bisognerebbe anche saperli leggere e capire cosa rappresentano. Quello nel sito che Lei ci segnala rappresenta la produzione di petrolio (energia lorda).

      Ma purtroppo quella che conta è l'energia netta, che si calcola tenendo conto del costo energetico per estrarre il petrolio. Posso chiederLe se sa cosa vuol dire "EROI" (o EROEI)? Se guarda qui:

      http://www.doomsteaddiner.net/blog/tag/eroei/

      vedrà un grafico che descrive la realtà in un modo un po' più realistico.

      Riassumendo: se Lei è un troll, ne ho visti di migliori. Se invece Lei è serio, allora spero che non se la prenderà se le suggerisco di approfondire l'argomento con più serietà e rigore.

      Agostino Dulcie

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  6. http://www.rinnovabili.it/energia/fotovoltaico/lcoe-rinnovabili-costi-eolico-batterie-fossili/
    http://www.resilience.org/stories/2018-04-02/stunning-drops-in-solar-wind-costs-mean-economic-case-for-coal-gas-is-crumbling/
    Il prof Bardi già da tempo ha visto giusto. I costi per le rinnovabili e lo storage sono in picchiata.
    Angelo

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  7. È difficile far capire qualcosa ad un uomo se il suo stipendio dipende proprio da questo suo non riuscire a capire.
    (Upton Beall Sinclair)
    ma non solo i soldi, anche tutto ciò che dà piacere impedisce a quell'uomo e a tutti gli uomini di capire. Senza scomodare il mondo anglosassone qui in Toscana, ex più bella regione del mondo, prima della cementificazione selvaggia (a Montecatini Alto c'è una epigrafe a firma Giuseppe Verdi che recita: "Il più bel panorama che abbia mai visto". Se guardate ora lo prendereste per un mentecatto.)c'è il detto: "Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire".

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  8. Scusate l'ignoranza e l'ingenuità ma non capisco come la condivisione possa far diminuire il numero di auto circolanti: se le persone alla guida che incontro ogni mattina avessero l'auto a noleggio invece che di proprietà, perchè dovrebbero essere di meno?
    Grazie a chi voglia fornirmi una spiegazione, come se fossi un bambino di 10 anni.

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    1. non è una domanda ingenua.
      più che le auto circolanti in effetti la condivisione dovrebbe far diminuire il numero di auto in assoluto, che è la somma di quelle parcheggiate + quelle in movimento (spesso più che in movimento, ferme nel traffico ... cosa che rischiano anche se sono elettriche, ma almeno senza puzzare).
      L'auto privata, come noto, passa la maggior parte del tempo ferma, con costi per la collettività se non si possiede un garage e privati se lo si possiede.

      L.

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  9. il video si interrompe, salta parte della risposta del professore Bardi a una domanda interessante posta da un signore del pubblico

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  10. Risposte
    1. proprio alla fine del video , 33:08, l'ultima sua risposta è interrotta a meta, mi interessava sapere se aggiungeva altro, o era praticamente conclusa.

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    2. Si, vero. Ho fatto un po' un pasticcio. Comunque, l'idea è che poi metterò on line un clip con le domande e le risposte in quella occasione

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  11. Grazie Prof. per le utili informazioni..
    da interessato (da sempre) alla mobilità elettrica mi sono letto negli anni vagonate di pubblicazioni molto ma molto meno 'possibiliste' rispetto al suo pensiero..
    Molti economisti/analisti non credono in uno sviluppo esponenziale dell'elettrico o almeno non a breve (se per breve intendiamo un periodo, come ha indicato lei, di una decina d'anni); a me risulta infatti che le problematiche siano parecchie e di molte non se ne sa più di niente o non esistono pubblicazioni o argomentazioni sufficientemente esaurienti..
    Faccio un esempio..che fine ha fatto la disponibilità di litio che, fino a poco tempo fa, veniva indicata come uno dei grossi problemi allo sviluppo su larga scala delle batterie? se non erro una grossa azienda produttrice di telefoni aveva preallertato i produttori cinesi, i quali, avevano sostanzialmente risposto picche alla quantità richiesta da quella produzione..
    E poi..le rinnovabili riusciranno a sostituire completamente il fabbisogno energetico o sposteremo il problema dalle città alle centrali a patrolio?
    Lei dice che il motore a scoppio è sostanzialmente morto..sono pienamente d'accordo ma ad oggi, ad esmpio, il diesel è in forte crescita e addirittura in alcuni paesi (tra cui, forse, l'Italia), rappresenterà più della metà del parco circolante..
    In molti paesi sarà comunque bandito..ma a partire da date molto, molto in avanti nel tempo..c'è chi parla di 2050 come data addirittura ulteriormente procastinabile..
    Altro..la produzione di autoveicoli a motore endotermico non è terminata..mi risulta che alcune linee produttive siano programmate per funzionare per almeno parecchi anni..(tranne Toyota che ha sostanzialmente dichiarato di produrre esclusivamente ibride e full elettriche già dai prossimi anni).
    Insomma il suo intervento è un bel fulmine a ciel sereno :)
    Un saluto.
    stefano

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    1. Caro Stefano, tutte queste tue domande sono prese in considerazione nel libro, che ti consiglio di leggere!

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