Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


mercoledì 16 novembre 2011

I risultati BEST: il metodo scientifico funziona.



Un'impressionante animazione dei risultati dello studio indipendente sulle temperature terrestri pubblicati recentemente da un team di ricercatori indipendenti ("BEST"). I dati confermano qualcosa che era già ovvio da molto tempo: la Terra si sta scaldando.


I recenti resultati ottenuti dal team di Berkeley (BEST) confermano che la Terra si sta scaldando.
Non è certo sorprendente; lo sapevamo da decenni. Quindi, cosa c'è di così speciale in questi risultati?

Un punto è, naturalmente, l'evidente scompiglio nella tribù degli scettici, poiché essi avevano chiaramente riposto grandi speranze su questo studio. Ma questo è un fenomeno a breve termine, poiché stanno rapidamente serrando le fila e riavviando la macchina crea-dubbi. Piuttosto, ciò che è interessante nello studio BEST, credo, è un'ulteriore dimostrazione di come funzioni bene il metodo scientifico (*).

Pensateci: lo studio BEST è partito in pompa magna come un nuovo studio realizzato de persone che si autodefinivano “scettiche”. Doveva essere la parola finale sul fatto che la Terra si stesse riscaldando o meno e indicazioni chiare erano state mandate dagli esecutori sul fatto che avessero forti sospetti che decenni di lavoro degli scienziati del clima fossero fortemente condizionati da un fenomeno trascurato conosciuto come “Urban Heat Island” - UHI – (Isola Urbana di Calore). Considerando alcune dichiarazioni precedenti del team leader di BEST, Richard Muller, come pure alcune delle fonti finanziarie dello studio, non si partiva sotto i migliori auspici.

Ma, invece, il team è stato gestito da professionisti ed ha lavorato professionalmente, applicando il metodo scientifico. Almeno tre diversi team hanno lavorato prima di BEST esaminando i dati forniti dalle stazioni di misurazione della temperatura. Tutti hanno usato il metodo scientifico, proprio come ha fatto il team BEST. Alla fine, tutti e quattro i team sono arrivati agli stessi risultati. L'influenza dell'UHI non esiste (o, per meglio dire, ne è stato tenuto conto correttamente nel trattamento dei dati). Visto? Il metodo funziona.

Ma poi, perché discutere così tanto? Cosa aveva fatto pensare al team BEST che i precedenti studi fossero sbagliati? E cosa ha fatto pensare ai critici dello sforzo di BEST che esso sarebbe stato prevenuto in favore dell'anti-scienza? Be', è un fatto che gli scienziati sono esseri umani ed hanno i loro personali pregiudizi. Ci sono due categorie di pregiudizi scientifici tipici: uno è quando un vecchio scienziato diffida di qualsiasi cosa sia nuovo; è la sindrome “non misurato qui”. Entro certi limiti, questa è una sindrome mostrata da Richard Muller in diverse delle sue dichiarazioni pubbliche, ma in ultima analisi non ha influenzato il lavoro del team.

L'altra categoria di pregiudizio si verifica quando gli scienziati risultino essere dei facili creduloni in materie sulle quali non sono esperti. Questo è chiaro, fra i tanti esempi, nel recente caso dell' "E-Cat", il dispositivo che è stato presentato come capace di produrre energia attraverso reazioni di fusione nucleare. Questo tipo di pregiudizio è speculare a quello descritto prima; qui, uno scienziato può prendere posizione sulla base di dati incompleti ma “misurati qui.” Alla fine, tuttavia, anche questo pregiudizio può essere corretto dal metodo scientifico.

Così, abbiamo un buon metodo che possiamo usare per capire cosa sta accadendo intorno a noi e quali problemi affronteremo in futuro. Possiamo usare il metodo scientifico per agire per evitare gli effetti negativi del cambiamento climatico e dell'esaurimento delle risorse. Il problema? Non lo stiamo usando.



(*) Ma cos'è esattamente il metodo scientifico? Non è molto semplice a dirsi quanto potrebbe sembrare, poiché diversi campi scientifici richiedono diversi approcci e la descrizione completa del metodo richiede un articolo piuttosto lungo su Wikipedia – per non parlare dei tanti libri e studi che sono stati dedicati a questo tema. Ma penso che c'è un singolo punto fondamentale nel metodo: le evidenze sperimentali vengono sempre prima delle teorie. In altre parole, la realtà trionfa sempre sulle speranze. E' un approccio che ci difende dai pregiudizi ideologici che sono parte del nostro modo di pensare.