Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


sabato 16 luglio 2011

Un'altra tegola climatica che ci casca sulla testa


Dati sulle temperature globali dal NOAA. L'effetto cumulativo del riscaldamento è chiarissimo dalla perdita di ghiaccio in Groenlandia (a destra). La tendenza è chiara anche per le temperature atmosferiche (a sinistra), ma negli ultimi 10 anni, circa, l'aumento è stato meno rapido. Questo andamento è stato interpretato da parte di vari diversamente esperti di clima come "prova" che il riscaldamento globale non esiste. Adesso, un recente studio spiega le ragioni del rallentamento e ci fa vedere come siamo in guai ancora peggiori di come potevamo pensare di essere. 

Ormai, le tegole climatiche sulla testa ci arrivano tutti i giorni o quasi: dall'esplosione del numero delle meduse nei mari (che hanno anche bloccato delle centrali nucleari) agli eventi meteorologici estremi: incendi, alluvioni, tempeste di sabbia e varie.

L'ultima tegola che ci casca sulla testa è quella riportata in un lavoro recente  pubblicato sul PNAS che descrive come le emissioni di particolato di zolfo generate dalla combustione del carbone in Cina, abbiano parzialmente schermto la radiazione solare e quindi rallentato la crescita delle temperature terrestri negli ultimi 10 anni o giù di li.

Ora, lo so che ci sono persone diversamente encefalizzate, là fuori, che hanno preso questa cosa come una conferma che "il riscaldamento globale si è fermato" e quindi come occasione di gioire. Ahimè, cari diversamente dotati di tessuto neuronale, rendetevi conto che non è decisamente il caso di gioire. Questo studio conferma in pieno tutto quello che sappiamo del riscaldamento globale e ci dice che l'effetto del CO2 come gas serra potrebbe essere anche più forte di quanto non si pensi.

Ma il punto cruciale è che il pulviscolo di zolfo sta nell'atmosfera per pochi anni, poi sparisce. Invece, il CO2 ha un tempo di riassorbimento nel ciclo geologico che è dell'ordine del milione di anni. E non mi venite a obiettare che viene assorbito dagli oceani - è vero, ma è CO2 addizionale che fa ulteriori danni per acidificazione - questo è "il fratello bastardo del riscaldamento globale".

Ne consegue che quando smetteremo di bruciare carbone - il che dovrà succedere per forza, prima o poi - ci ritroveremo con tutto il CO2 rimasto nell'atmosfera e niente più pulviscolo di zolfo a rallentare i suoi effetti. Quindi, ci ritroveremo addosso tutto il riscaldamento globale che non abbiamo visto nell'ultimo decennio, con gli interessi.

Qualcuno della categoria dei neuronal-assenti potrà anche sostenere che dovremmo continuare a emettere zolfo il più a lungo possibile. Può darsi che serva per contrastare gli effetti riscaldanti del CO2, ma non ci proteggerà dal fratello bastardo che è l'acidificazione degli oceani. E, comunque, il CO2 di per se fa male a concentrazioni sufficientemente alte.

Insomma, una tegola dopo l'altra che ci arriva sulla testa e qualche imbecille racconta che ne dovremmo anche essere contenti!



Link al lavoro del PNAS. http://www.pnas.org/content/early/2011/06/27/1102467108

38 commenti:

  1. Ma c'è stato davvero questo rallentamento del GW? Joe Romm sostiene di no, citando ad esempio la NASA:

    “We conclude that global temperature continued to rise rapidly in the past decade” and “there has been no reduction in the global warming trend of 0.15-0.20°C/decade that began in the late 1970s.”

    ... o il Met Office.

    L'articolo completo è qui:

    http://thinkprogress.org/romm/2011/07/05/260177/study-hottest-decade-chinese-coal-plant-sulfr-pollution/

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  2. Eh, caro Ugo: a prescindere dai diversamente dotati di giunzioni sinaptiche, mi sa che si tratta dell'ennesima (e potenzialmente una delle più perniciose) manifestazione del patto faustiano con il diavolo. Come sempre, richiede un prezzo. E come ogni patto mefistofelico, il prezzo è alto. E richiede una discesa agli inferi. E laggiù fa molto caldo...
    http://climafluttuante.blogspot.com/2010/08/shape-of-things-to-come.html
    http://climafluttuante.blogspot.com/2010/12/verweile-doch.html
    @ Paolo C
    È esattamente quello che mi chiedevo anch'io qui.
    http://climafluttuante.blogspot.com/2010/04/finito-il-gw-4.html
    Linearmente, l'ultimo decennio ha visto un rateo di crescita leggermente inferiore a quello precedente 8e ci sono alcuni buoni motivi, in primis la troppo corta finestra temporale). Ma se usiamo una polinomiale di secondo grado per vedere come cambia il trend nel tempo,...

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  3. In effetti è sempre possibile per un diversamente esperto di clima trovare un periodo nel quale il riscaldamento è stato scarso o inesistente. La discesa all'inferno potrebbe richiedere anche qualche temporanea risalita.

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  4. Salve prof. Bardi ; avrei alcune domande, che forse potrà aiutarmi a chiarire...Prima di tutto nel 2005 la curva dei ghiacci groelandesi sembra quasi in pareggio : una Nigna molto forte nel 2004 o una eruzione vulcanica che non ricordo ?..Altra questione : lei parla di cclo geologico, ma quali inveci i tempi della fissazione del carbonio fotosintetica ?Grazie.

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  5. Pareggio? Mah.....? Francamente non vedo nessun pareggio a parte le variazioni stagionali. Magari se mi spieghi meglio cosa intendi dire.

    A proposito del ciclo geologico/biologico, la questione è che abbiamo immesso nell'atmosfera del carbonio che non viene dal ciclo biologico. Quindi, non c'è nessun modo che lo si possa rimuovere dall'ecosfera se non rimandandolo da dove veniva, ovvero nella geosfera - ovvero mineralizzarlo in qualche modo.

    Per mineralizzare il CO2 per mezzo del ciclo normale di erosione dei silicati ci vogliono centinaia di migliaia di anni, anche milioni. Altri metodi.....? Boh? Forse la sequestrazione geologica, ma non sappiamo quanto tempo possa stare il CO2 negli ex-pozzi. Trasformare il CO2 in carbonio, stile "terra preta"? Forse, ma è pericoloso: se ci mettiamo a sparpagliare carbonio dappertutto, si rischia di vederlo reagire con l'ossigeno e mandare mezzo pianeta a fuoco....

    Insomma, ci siamo messi in un grosso casino e non è per niente ovvio che ci siano soluzioni.

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  6. @Ugo
    il paper è così così, ma la cosa carina è che scelgono i dati più favorevoli a chi sostiene che il riscaldamento s'è fermato nel 1998-2008 e deve spiegare come mai nei restanti 2 anni (di Nina attiva e di Sole no, per di più) il decennio 2000-2010 è riuscito a essere più caldo del precedente.

    @ Francesco
    Se può servirle a farsi un'idea, il 2005 anno di Nino (in rosso) e qui trova la
    curva dei ghiacci groenlandesi 2003-2010.

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  7. Fermate il mondo, voglio scendere. Diceva un film del 1970. In fondo Cassandra era una profetessa. A parte le battute, io sono sicuro che se si fermassero il miliardo di auto e le centinaia di migliaia di aerei si vedrebbero i risultati in breve tempo. Chissà che qualcosina non sia già entrata nella testolina dei padroni del vapore?

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  8. Da quanto capisco qualcuno gongola del fatto che (secondo loro) l'inquinamento da zolfo combatte l'inquinamento da CO2....
    Come dire: Non preoccuparti della padella che finisci nella brace.
    Oppure: Non preoccuparti del camion che t'investe tanto ti cade addosso un aereo che lo ferma.
    Il guaio è che anche se potenzialmente antagonisti in natura avranno le proprie nicchie d'azione e le prenderemo entrambi nel "C".

    Ciao

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  9. Per acidificazione, caro Ugo, intendi piogge Acide:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Pioggia_acida
    Che comprende anche fiumi e laghi acidi:
    http://www.iii.to.cnr.it/limnol/patology/patology.htm

    ???

    Ciao

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  10. No; parlavo dell'acidificazione degli oceani dovuta al discioglimento della CO2

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  11. ...Quindi se fossimo persone serie dovremmo investire al più presto interi punti di pil in batteriologia per la ricerca,selezione, e costruzione delle specie più adatte a tamponare i mari e potenziare la fotosintesi degli oceani, e , perchè no, anche dei chemiotrofi che decompongano la massa vegetale terrestre con ridotta produzione di co2 accanto a rimboschimenti massicci ( Bambù ? ) ...( Per no entrare nelle tecniche di carbon sequestration pre rimanere nel biologico ..)
    Almeno provarci sarebbe una bella avventura dell'uomo, come al tempo dei grandi esploratori qualche secolo fà...
    PS ( Se mi permettete una nota di colore, l'altro giorno mio padre è stato premiato a Roma con una bottiglia di cartone da ERmete Realacci, essendo l'ex municipalizzata di Jesi adetta, fra le altre cose, all'igiene urbana la più riciclona del centro Italia per carta e cartone con 54 kg annui...Per il Nord ha vinto Abbiate Grasso con 58 kg, per il Sud non ricordo chi ma con soli 28 kg...Evidentemente lì riciclano di meno perchè usano meno cartone , magari non fanno acquisti su Ebay...)

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  12. gentile Dott. Bardi, mi scuso per il commento off topic, ma credo di poterle girare una domanda sollecitata da un'opinione di Stuart Staniford, che lei sicuramente conoscerà come animatore del dibattito sul paek oil negli Stati Uniti nonchè figura di spicco tra i peakoilers con il suo blog early warning e i suoi post su the oil drum. poco tempo fa il ministro dell'energia iracheno annunciò nuovi contratti con compagnie estere per ravvivare la produzione locale di petrolio con obiettivi ambiziosi, addirittura nell'ordine dei 12 milioni di barili al giorno. Staniford ritiene che il paese potrebbe raggiungere quel target, almeno a giudicare dalle riserve disponibili, ovviamente nel giro di alcuni anni. Sempre Staniford è dell'opinione che la nuova quota di produzione irachena postporrebbe il picco di almeno dieci anni, rendendo sostanzialmente sbagliate tutte le previsioni anteriori. cosa ne pensa? potremo leggere sul suo bel blog un post sull'argomento?
    grazie

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  13. Grazie delle informazioni.
    Come mai nello studio del GW ci possono essere modellizzazioni che non valutino il metano e l'effetto albedo (che comunque confermano il riscaldamento globale)?

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  14. con tutte queste tegole, facciamoci un tetto! :D

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  15. cooksappe ha ragione: con tutte queste tegole, facciamoci un tetto!

    Scherzi a parte ci serve disperatamente una cultura di massa che faccia da tetto per proteggerci da questa pioggia di tegole o prima o poi ce ne cadrà una dritto in testa (e magari nemmeno una soltanto). Ringrazio sentitamete il prof. Bardi e voi tutti per darvi così tanto da fare nel tentativo di costruirlo quel tetto.

    Un saluto a tutti

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  16. Caro Prof Ugo Bardi
    vorrei lasciare un commento riguardo all'affermazione che la C02 fa male. Mi sono preso la briga di andare a leggere il paper (Environ Sci Technol. 2010 Apr 1;44(7):2497-502.Enhancement of local air pollution by urban CO(2) domes.
    Jacobson MZ.). Visto con gli occhi di un ricercatore in campo biomedico (abituato a gestire protocolli clinici con analisi rigorose) l'articolo è assolutamente criticabile.
    La ragione è semplice. Quando un evento è raro in una popolazione e per di più tale evento è condizionato da molte variabili indipendenti (come lo è la mortalità generale di una corte di studio), ottenere una significatività statistica è oltremodo difficile e richiede protocolli con endpoint precisi ed adeguati a testare l'ipotesi nulla. Il dr Jacobson (che evidentemente non è un medico) utilizza un approccio di simulazione su dati epidemiologici raccolti per altri scopi. Manca completamente un calcolo della potenza statistica a priori del modello; mancano i criteri di inclusione degli eventi; manca una verifica a posteriori della qualità della classificazione degli eventi. Nel articolo non testa direttamente l'ipotesi di un link causale tra C02 e mortalità (con dati diretti che ne possano spiegare la fisiopatologia). Questo articolo mi pare si possa classificare nel gruppo: "garbage in, garbage out"
    Facciamo un esempio: io sviluppo al computer una nuova molecola che, sulla base delle conoscenze, dovrebbe essere efficace contro l'HIV. Sviluppo un modello matematico di AIDS su dati raccolti nella mia popolazione. Poi applico, sempre al computer il mio farmaco e vedo che funziona. A questo punto sorge una domanda: chi mai sarebbe disposto ad usare questo farmaco senza una dimostrazione sperimentale diretta? Se io avessi l'AIDS non lo prenderei mai. Quale medico "diversamente dotato" sarebbe così pazzo da usare l'informazione nella sua pratica clinica solamente su queste basi?
    Ci sono voluti studi epidemiologici rigorosi su migliaia di pazienti per dimostrare scientificamente che il fumo di sigaretta fa male. Veramente vogliamo credere che basti un dato indiretto con un protocollo non controllato per concludere che la C02 fa male?
    Mi pare un delirio metodologico. Avrei voluto vedere questo lavoro spedito ad una rivista tipo il New England Journal of Medicine o Lancet, non avrebbe nemmeno passato la revisione statistica interna del giornale.
    Mi pare che citare queste fonti facci bene alla discussione.

    Carlo Napolitano

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  17. Caro Carlo, il documento che ho citato è ovviamente criticabile - come tutte le cose. Ma si sa bene che il CO2 è tossico; è letale in forti dosi, mentre si dibatte su quanto sia dannoso anche a dosi molto più basse. Nel contesto, mi sembra che l'articolo che ho citato sia sufficiente perlomeno per farci sospettare che la CO2 possa fare male anche a concentrazioni che si ritrovano anche nell'atmosfera in certe condizioni.

    Poi, è sempre lo stesso problema; aumentando la concentrazione di CO2 nell'atmosfera, stiamo facendo un immenso esperimento su scala planetaria in cui le cavie siamo noi stessi. Speriamo bene, ma nessuno può dire oggi come andrà a finire.

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  18. gentile prof. Bardi, mi rendo conto che il commento sull'irak e stuart staniford fosse off topic ma sinceramente mi aspettavo una sua risposta. non la disturbo oltre, magari non ha avuto semplicemente tempo di raccolgiere i dati ...

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  19. Anonimo, scusa, sono tornato dalla Germania ieri sera. Avevo in mente di risponderti, ma la cosa è complessa e non ho trovato 5 minuti per mettermi al pc e buttare giù qualcosa. Del resto, quando uno sta qualche giorno via, le email si accumulano. Un giorno o l'altro, passeremo tutto il nostro tempo a rispondere ai messaggi e non avremo tempo di fare altro.... :-)


    Comunque, a proposito della tua domanda, si, sono in contatto con Staniford. lo conosco abbastanza bene, anche se non ci siamo mai incontrati di persona. A proposito del petrolio irakeno, ognuno ha la sua opinione, ma certe volte sembra che si parli, letteralmente, dell'araba fenice. Quando si va a esaminare la question delle risorse saudite, irakene, eccetera, nessuno sa esattamente cosa ci sia di vero nei vari rapporti che escono fuori qua e la.

    Quindi, è perfettamente possibile che il petrolio irakeno ritardi il picco di qualche anno. Non lo so dire; dipende da tanti fattori; non c'è dubbio che in Irak ci siano ancora riserve non sfruttate e il cambio di governo potrebbe portare a una situazione tipo Russia, dove abbiamo visto il declino produttivo invertirsi e ripartire, per poi raggiungere un secondo picco - più o meno dove siamo oggi. Quindi, l'estrazione è un fatto che dipende parecchio dalla politica e bisogna vedere come il governo Irakeno se la gestirà. Se se la gestiscono tipo "Saudi Arabia" allora tenderanno a compensare il calo produttivo di altre regioni e questo porterà a una continuazione ancora per alcuni anni del "plateau" che vediamo ormai da 5 anni. Se invece se lo gestiranno tipo "Mare del Nord", allora potremmo anche vedere un aumento della produzione planetaria, seguito poi da un declino molto rapido.

    In sostanza, in queste cose è impossibile fare previsioni. Bisogna navigare a vista e reagire ai cambiamenti via via che si verificano; poi il futuro non ti sorprende mai se sei preparato

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  20. grazie per la risposta professore, è stato molto gentile malgrado il mio secondo commento fosse un pò insistente. mi fa piacere sentire di una sua conoscenza con stuart staniford: prima che conoscessi ASPO lui è stato responsabile della mia conversione al peak oil; del tutto casualmente ascoltai una sua intervista radiofonica per una web radio che si occupava di sostenibilità e rimasi folgorato, oramai sono passati 6 anni ... tornando all'irak è proprio vero che quando si parla di riserve sembra talvolta di parlare dell'araba fenice, tanto più per quel paese e per la sua produzione, nessuno che faccia una previsione, sempre e solo ipotesi, il fattore politico è determinante. non concordo però sul fatto che potremmo trovarci di fronte a due scenari, se ho capito bene. infatti gli irakeni o meglio le compagnie estere non potrebbero mai gestire la produzione come nel mare del nord. lo sfruttamento in pieno mare a differenza di quello onshore mostra declini molto rapidi e sono piuttosto sicuro, malgrado non sia un esperto, che questo non possa avvenire in irak. quindi rimane che il paese abbia effettivamente il potenziale di allungare il plateau, come lei scrive. si immagina? rispetto alle previsioni che vedevano questa decade come decisiva potremo respirare ancora un poco ... non sono di quei peakoilers che per puro spirito di dottrina sperano in un picco anticipato, così per aver ragione. quindi, come che sia, da quel poco che ho letto l'irak potrebbe essere determinante. grazie ancora per avermi comunicato la sua opinione, le auguro buon lavoro, luca

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  21. Sono fiero di essere un diversamente encefalizzato...

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  22. se la Sua teoria (come quella della CO2 del resto!) è quella che tutti quelli che non la pensano come Lei sono sottosviluppati mentali, dimostra solo la Sua "intelligenza". Visto che Lei è così sapiente e pieno di neuroni Ci lasci in pace nel nostro mare di ignoranza: GRAZIE!

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  23. Contenti voi, poveri imbecilli............

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  24. ....grazie di nuovo X l' "imbecille", detto da Lei è un complimento! Buon lavoro e..un consiglio: non respiri, che così nbon produce CO2!!! (e ci fa anche un favore!)

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  25. Caro anonimo, non solo te l'ho detto, ma te lo ripeto anche e con gli interessi. Non solo sei un imbecille, ma sei anche un imbecille criminale.

    Non ti rendi nemmeno conto dei danni che gli imbecilli criminali come te stanno facendo per rallentare le misure che ancora faremmo in tempo a prendere per cercare di evitare il disastro climatico. Del resto, se te ne rendessi conto, non saresti imbecille.

    Allora, spero che tu non faccia l'architetto di mestiere, perché se tu costruissi delle case cascherebbero sulla testa della gente che ci sta dentro, e questo in nome della tua pretesa libertà di essere imbecille. Guarda che questa libertà non è contemplata nella dichiarazione dei diritti dell'uomo. Non c'è il diritto di fare danni agli altri per via della propria imbecillità e l'imbecillità non è una giustificazione. Un criminale imbecille è comunque un criminale. Pensaci sopra.

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  26. Ah... dimenticavo di rispondere alla domanda di Daniela. "Come mai nello studio del GW ci possono essere modellizzazioni che non valutino il metano e l'effetto albedo (che comunque confermano il riscaldamento globale)? "

    Che io sappia, tutti i modelli fra quelli comunemente usati valutano l' effetto sia dell'albedo come del metano. Forse la tua domanda ha a che vedere con l'effetto "tipping point" del metano che, in effetti è difficile da modellizzare perché è basato su un feedback positivo molto rapido i cui parametri non sono ben noti.

    Era questa la domanda? Se vuoi, comunque, posso passarla ai modellisti che ne sanno ben più di me.

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  27. @Bardi, Oca e Steph
    OK forse lo studio non è così attendibile, ma se fosse non mettiamo tutto in negativo.
    Se i cinesi continueranno a sputare zolfo (e lo faranno in ogni caso) e se veramente questo flusso di solfati verso l'alta atmosfera potesse rallentare/fermare TEMPORANEAMENTE il Gw, questa sarebbe una pausa da non sprecare per avviare la transizione verso le energie pulite in modo meno traumatico. Speriamo sia così (altro che decerebrati)

    Telegraph Cove

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  28. Professore, mi potrebbe spiegare cortesemente per quale ragione il buco dell'ozono si è drasticamente ridotto negli ultimi anni? La ringrazio...

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  29. Curiosa domanda, anonimo. Dove ti risulta che il buco dell'ozono "si è drasticamente ridotto negli ultimi anni"? A me risulta stabile; con previsione di recupero in tempi pluridecennali a causa della riduzione della concentrazione dei fluorocarburi

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  30. Ho letto notizie a riguardo ed approfitto della disponibilità offerta da un grande professore come lei....la mia domanda è la seguente: lei si spiega un (eventuale) aumento della quantità di ozono nella stratosfera antartica solo con la riduzione degli idrocarburi? Non esistono altri meccanismi che comportano una variazione della quantità di ozono stratosferico, in grado dunque di ridurre il grande buco sull'antartide?La ringrazio professore....

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  31. Mi perdoni, intendevo dire fluorocarburi ovviamente.....

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  32. Le ho posto questa domanda perchè è una cosa che mi interessa molto e perchè non mi capacito come possano scrivere che il buco dell'ozono si sia ridotto nel giro di pochi anni....immagino che si tratti della solita disinformazione che dilaga oramai nel web....

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  33. Anonimo, non riesco a capire a cosa ti riferisci. Cerca di essere più chiaro, per favore. Manda un link o qualcosa, e poi ne possiamo discutere.

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  34. Diversi siti parlano di una notevole contrazione del buco dell'ozono iniziata qualche anno fà...addirittura si parla di riduzioni del 20-30% nel giro di un paio di anni....le posto il link di uno dei siti in cui è riportata la notizia:
    http://www.yeslife.it/2329-grande-notizia-il-buco-dell-ozono-si-e-ridotto
    Ora volevo sapere se ci si può fidare di queste notizie che girano sul web, o se si tratta della solita disinformazione organizzata da coloro che
    preferiscono arrampicarsi sugli specchi pur di negare che ci sia la mano dell'uomo dietro i cambiamenti climatici ed atmosferici..queste notizie mi suonano strane perchè si parla di una veloce riduzione del buco iniziata all'incirca nel 2006, mentre la riduzione dell'emissioni dei clorofluorocarburi è iniziata più o meno alla fine degli anni 80'(protocollo di Montreal)...
    per questo le chiedevo:
    1) se tali notizie possano essere considerate attendibili;
    2)se, a prescindere dalle emissioni delle sostanze inquinanti, esistono in natura altri meccanismi che possono portare ad una variazione della concentrazione media di ozono nella stratosfera polare antartica nel corso degli anni (non mi riferisco ovviamente alle eventuali variazioni stagionali).
    Tra l'altro i miei dubbi sono divenuti ancor più fondati leggendo ultimamente di ricerche condotte da prestigiosi enti di ricerca mondiale che indicano una preoccupante riduzione di ozono anche sul circolo polare artico...tali ricerche indicano la possibilità che nei prossimi anni si possa formare un pericoloso buco dell'ozono anche sul polo nord...
    la ringrazio ancora per la sua disponibilità....

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  35. Anonimo, non so dove tu abbia trovato questo sito. Mi sembrano, francamente, dei diversamente encefalizzati anche loro. Ma dove l'hanno presa questa idea che il buco dell'ozono si è ridotto? Sogni notturni? Voci misteriose che gli parlano nelle orecchie? Veline governative? Individui incappucciati incontrati in bar malfamati sulla Tiburtina?

    Comunque, non ti ci preooccupare troppo. I CFC hanno la virtù di sparire abbastanza rapidamente (a differenza del CO2). Per cui, si può sperare che, gradualmente, il buco dell'ozono ritorni a quello che era prima del picco dei CFC. Magari tutti i problemi si potessero risolvere in questo modo.....

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  36. Quindi professore lei mi esclude l'esistenza di un processo naturale che possa portare alla riduzione del buco a prescindere dalla riduzione delle emissioni di sostanze nocive..??Riguardo invece al buco dell'ozono nell'emisfero boreale, ritiene che sia un altro fenomeno contro il quale dovremo combattere in un prossimo futuro..??Mi perdoni se la tartasso con tutte queste domande, ma non capita tutti i giorni di poter interloquire con un professore di fama come lei....

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  37. Figliolo, non ti so che dire. Io non sono particolarmente esperto di ozono. Se l'argomento ti interessa, credo che puoi trovare su internet dati in abbondanza. Non è questo il posto adatto per discuterne.

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  38. @prof. Bardi
    Perdoni il ritardo e grazie della risposta.
    Era una domanda da non-modellista ma solo da utilizzatore di previsioni.

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