giovedì 11 marzo 2021

Sapere come le cose andranno, come se andassero per conto loro

 


 Un post di Fabio Vomiero

Un'osservazione curiosa, ma neanche poi tanto, è che la maggior parte delle persone è convinta di intingersi di intellettualità e di sapienza citando a sproposito e facendo propri i pensieri e gli aforismi dei più disparati filosofi e letterati, quando invece pochi sanno che esistono altrettante riflessioni fatte da scienziati, spesso sconosciuti o misconosciuti, che possiedono una densità di significato, una forza logico-esplicativa e una bellezza espositiva tali, di fronte alle quali anche i migliori Dostoevskij, Proust e Nietzsche appaiono poco più che banali.

Ma se dell'importante problema della strana, complicata e per certi versi ambigua collocazione del pensiero scientifico nel panorama socioculturale contemporaneo occorrerà discutere in altra occasione, limitiamoci per il momento a riflettere su questa bella e densa frase riportata nel titolo che corrisponde a una citazione di un grande matematico e statistico vissuto nel secolo scorso e che forse in pochi conoscono, che si chiama Bruno de Finetti.

Siamo grossomodo alla metà del Novecento e le epoche del meccanicismo settecentesco prima, e del Positivismo del secolo successivo poi, sono state oramai parzialmente superate; inoltre, gli scossoni concettuali conseguenti alle teorie della relatività e della meccanica quantistica di inizio secolo, cominciano ad essere in qualche modo e gradualmente metabolizzati. Siamo quindi giunti ad un periodo storico in cui le riflessioni filosofiche e scientifiche possono finalmente arricchirsi di una serie di consapevolezze epistemologiche che fino a quel momento erano state decisamente ancora poco esplorate.

Una su tutte riguarda il tema della complessità. Lo spostamento progressivo da parte dell'indagine scientifica dalla fisica classica verso lo studio e l'analisi di tutti quei sistemi interessanti che più hanno a che fare concretamente con la vita di tutti i giorni, biologia, malattie, cure, ambiente, economia, ha ben presto evidenziato, infatti, come il classico approccio riduzionista utilizzato dalla fisica e che ha governato il fare scientifico per secoli con il raggiungimento peraltro di ottimi risultati, non sarebbe più stato sufficiente.

Tutti questi sistemi, infatti, non vanno affatto semplicemente per conto loro come nel caso di alcuni sistemi fisici molto semplici o naturali, in quanto, essendo estremamente complessi e comprendendo anche noi esseri umani come importanti elementi costituenti, agenti ed interpreti, possiedono anche una certa consapevolezza di sè in grado di legare la loro evoluzione alla dinamica di fattori estremamente variabili.

Il clima cambia per conto suo, ma lo fa anche in risposta alle forzanti antropiche di vario tipo, una certa malattia ha molte più probabilità di manifestarsi come conseguenza di un errato stile di vita, una cura può essere più o meno efficace a seconda di come viene applicata, l'evoluzione di un sistema economico, politico o di un ecosistema, potrà essere predetta o meno grazie a quanto saremo bravi a prevedere, in un certo senso, anche l'evoluzione socio-culturale di noi stessi e della nostra società e la dinamica di una pandemia potrà manifestarsi con scenari diversi a seconda di quanto saremo capaci di trovare, e soprattutto di riuscire ad implementare, delle soluzioni adeguate di contenimento.

In sostanza, il messaggio forte e paradigmatico che ci giunge dallo studio della complessità ci proietta nella dimensione di una nuova scienza che, in qualche modo, è costretta a rompere parzialmente con gli schemi fissi e immutabili di una epistemologia prescrittiva costruita prevalentemente sul "mito" del metodo galileiano. Perchè, in realtà, la scienza non dovrebbe essere vista semplicemente come l'applicazione di un metodo unico, rigoroso e assoluto in grado di catturare ogni fenomeno e di fotografare il mondo esattamente com'è, ma piuttosto come un'attività di tipo artigianale in cui si inventano e si utilizzano strumenti (concettuali, teorici, metodologici, sperimentali), di volta in volta diversi, ma adatti per un determinato tipo di problema. In un altro contesto scientifico o per cercare di approcciare un problema diverso, si utilizzeranno degli altri strumenti. E se qualcuno conosce da vicino la reale pratica scientifica, e non quella adulterata raccontata dai media o da certa divulgazione inappropriata, non dovrebbe avere grosse difficoltà a comprendere questo tipo di ragionamento, benchè necessariamente sommario.

Questo tipo di impostazione definitoria del concetto di scienza, inoltre, a differenza di quella rigida e asettica di stampo fisicalista, sembra essere anche molto promettente in quanto, proprio come avrebbe inteso anche de Finetti, si concentra principalmente sulla natura prevalentemente plurale e probabilistica della scienza sgombrando peraltro definitivamente il campo dagli equivoci più diffusi: niente verità assolute, niente "leggi del tutto" definitive e onnipotenti, niente certezza matematica per quanto riguarda la definizione e l'evoluzione dei sistemi complessi.

Anche perchè, in fondo, il mondo non è mai stato scritto da nessuno in caratteri matematici, ma è stata soltanto la nostra intuizione e la nostra predisposizione umana a creare un linguaggio (quello matematico appunto) così particolarmente adatto nel cogliere e descrivere in modo semplificato, ma efficace, alcuni aspetti del mondo stesso.

Tornando quindi all'andamento delle cose, certo, noi costruiamo costantemente modelli (e teorie) sempre più completi e raffinati, ma non dobbiamo mai perdere di vista, come peraltro l'esperienza insegna, quello scarto ineliminabile che sempre rimane tra il modello e l'osservazione, giustificato dal fatto che ogni modello sarà sempre e soltanto una rappresentazione semplificata di un qualche processo fisico reale e pertanto la nostra conoscenza del sistema e della sua possibile evoluzione non sarà mai del tutto completa e definitiva.

Quando ci troviamo di fronte a questo tipo di sistemi complessi, quindi, che sono tutta un'altra cosa rispetto ai sistemi semplici e isolati generalmente studiati dalla fisica classica, ogni approccio squisitamente matematico-riduzionista sarà semplicemente destinato a fallire nella previsione dettagliata, perchè la capacità predittiva di ogni modello che andremo a realizzare potrebbe essere ottima relativamente ad alcune osservabili, ma invece molto più problematica nei confronti di altre osservabili.

Le cose quindi (specialmente quelle complesse) non vanno quasi mai soltanto per conto loro seguendo logiche e dinamiche strettamente lineari e matematicamente calcolabili, ma anzi, la loro evoluzione viene molto più spesso influenzata o perturbata da processi imprevisti e imprevedibili di fluttuazione, di biforcazione, di rottura di simmetria (dovuti alla stretta relazione con l'ambiente circostante e con il fattore umano), che possono anche andare a modificare la configurazione e il comportamento dei sistemi stessi, conducendoli poi verso forme di evoluzione diverse e inattese, ma sempre ugualmente possibili.



 

15 commenti:

  1. ...In effetti le conseguenze più gravi, anzi più imprevedibii, di questa pandemia in Italia, limitandoci ad abbozzare previsioni per i prossimi 2 anni non sono certo sanitarie, ma socio-ecnomiche: non abbiamo visto ancora niente in tal senso. Credo poi che anche le conseguenze sanitarie saranno molto più grani ed impevedibili: i morti per covid sono la punta dell'iceberg, pensate anche alle conseguenze psicologiche...Se può consolare non saremo più rinchiusi come nelle prossime 2-5 settimane ( a seconda delle zone) perchè delfagrerà quanto sopra e ci sarà una revisione dell'incapacità di certi "scienziati" dall'impact factor bassissimo....PS: preparatevi eprchò fra poco esplode la bomba sanitaria-sociale-politica della capacità sterilizzante die vaccini a rNA... Ad ogni modo il buon Nietsche parlò del concetto di "umano,troppo umano" e cosa c'è di troppo umano di voler salvare qualche decina di migliaia di vite cmq brevi in un paese sovrappopolato in un mondo sovrappopolato causando danni sanitari pari o maggiori ad altri cittadini?...

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    1. se allungare poche migliaia di vite, comporta causare o sacrificarne molte di più siamo nella logica buonista pura, creata apposta per massificare il consumismo. Questo da un punto di vista dialettico. Se andiamo sullo spirituale, non può essere altro che un piano satanico, che non so dove ci porterà precisamente. So che le potenze infernali vogliono portare tutti gli umani all'inferno e penso sia questo l'obbiettivo. Penso che il pensiero stoico (Seneca in primis) possa aiutare nella comprensione della realtà. Da wikipedia:
      Lo Stoicismo
      Nello stoicismo la dialettica viene identificata nuovamente con la logica, come teoria dei segni che si riferisce alla realtà, agli oggetti significati dalle parole. Essa è «scienza del vero e del falso, e di ciò che non è né vero né falso»:[12] la logica cioè viene intesa non solo in senso deduttivo, ma anche ipotetico, comportando un ampliamento di indagine del sillogismo aristotelico. Respingendo di fatto la distinzione tra premesse vere e premesse probabili, la dialettica diventa così la scienza del discutere rettamente, in conformità alle leggi universali del Lògos. Questo nuovo approccio conduce all'elaborazione di formule complesse, sulla base di un insieme di proposizioni legate tra loro da operatori logici (quali ad esempio «se», «poiché», «e», «oppure»).
      Ovviamente mettere ordine nella dialettica, richiede una dirittura morale, intellettuale e spirituale di tali livelli che sono impossibili da raggiungere e nessun umano infatti ha mai raggiunto, però è bello pensare che nell'uomo c'è questo seme, questa tendenza, anche se irraggiungibile. In fondo è Dio stesso. Gli intelligenti la chiamano "religiosità naturale". Io la condenso in 3 parole latine: "Ad maiora semper". Sono sicuro che anche Seneca se le ripetesse ogni dì. In fondo è anche il substrato della preghiera.

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    2. >fra poco esplode la bomba sanitaria-sociale-politica della capacità sterilizzante die vaccini a rNA

      Come funziona di preciso codesta bomba?

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  2. Il futuro non é noto e non é scritto.
    La Scienza ci fornisce un cospicuo nucleo d'informazioni utili sul XXI°secolo.
    Molte altre informazioni sul XXI°secolo, le intuiremo tra breve.
    Sono tante le cose del XXI°secolo, che sappiamo di non poter sapere.
    Infine del XXI°secolo, c'è tutto quello che obbiettivamente non sappiamo.

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  3. Potevamo fare a meno della scienza, possiamo fare a meno della scienza, la scienza sarà il volante che ci guiderà dritto contro un duro muro di cemento.

    Gianni Tiziano

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  4. Anni fa lessi un libro che parlava della teoria delle reti. Nexus, di mark buchanan
    Mi rimase impressa questa frase:
    I siti più popolari, quelli a cui portano i innumerevoli link, si espandono più in fretta. Più connessioni ha un sito, più ne avrà in futuro. In altre parole, i ricchi diventano più ricchi.
    Ho sempre pensato, anche perché lo suggerisce l'autore stesso del libro come sottotitolo, che la natura, la società, l'economia e la comunicazione funzionino allo stesso modo.
    Anonimox.

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    1. è il limite degli Zichichi. Se non riescono ad esprimere la realtà con formule matematiche, allora la realtà non esiste. Ma concepire la realtà è più un'arte che una scienza, il più delle volte e tutte e quattro le contingenze che citi, a cui si può benissimo aggiungere la medicina, sono più arti che scienze.

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    2. Seguendo il principio secondo cui chi ha dieci connessioni aumenta del doppio la probabilità di averne di altre, la probabilità che pochi individui sviluppino ancora più connessioni rispetto agli altri aumenta, rispetto a chi, invece, ha poche connessioni. Il problema evidente è che, allora, se la rete economica è una rete aristocratica a piccolo mondo, allora chi è ricco tende ad aumentare le sue risorse in modo molto più rapido del povero. Questo sembra pacifico. Ma quello che non è “pacifico” è che questo sia irrimediabile. Ma i problemi della redistribuzione del reddito in reti a piccolo mondo non sono trattati in questo capitolo,
      https://www.scuolafilosofica.com/1847/nexus-buchanan
      Le cause scientifiche della diseguaglianza e di tutto ciò che ne consegue. Forse.
      Ricordo un altro libro di uno storico russo mi pare
      https://www.amazon.com/Ultrasociety-Years-Humans-Greatest-Cooperators/dp/0996139516/ref=mp_s_a_1_5?dchild=1&qid=1615640529&refinements=p_27%3APeter+Turchin&s=books&sr=1-5
      Descrivendo i legami sociali nelle civiltà primitive faceva notare come le diseguaglianze non esistessero, poiché appena qualcuno manifestava comportamenti di prevaricazione verso gli altri, veniva subito ammazzato di comune accordo. Preferibilmente a colpi di lancia nella schiena. Questa dinamica è cambiata nel tempo a seguito di complicati sviluppi sociali che l'autore non solo descrive, ma addirittura inquadra in un sistema matematico con tanto di formula.
      Non lo so. I russi sono dei tipi particolari.

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  5. Off-topic:

    Esimio prof. Bardi, ma due paroline sulla "bomba atomica" esplosa nel Suo ateneo, vorrebbe prendersi il disturbo di scriverle? Lei che si è sempre mostrato sensibile, al di là delle competenze scientifiche, alle questioni squisitamente umane.

    Cordialità.

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    1. Mah.... forse dovrei leggere i giornali ogni tanto.

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    2. Ma Lei, caro Professsore, i giornali li legge eccome. E non solo quelli nazionali:

      https://ugobardi.blogspot.com/2020/11/la-grande-onda-delle-fake-news-ma-gli.html

      E dunque, finchè le questioni che stimolano i nostri sentimenti umani, solo lontani da casa nostra, siamo prodighi di riflessioni (anche oltre il dovuto), ma quando la questione è proprio dentro casa nostra (la Sua), "gli è più complicata", come dite a Firenze, (corregga la mia approssimativa citazione in fiorentino maccheronico, se è il caso).

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    3. Caro Altair, se tu pensi che l'università di Firenze sia un'associazione a delinquere, è una tua opinione -- forse anche rispettabile, ma soltanto un'opinione. Per quanto riguarda me, non ho elementi sufficienti per giudicare, quindi evito ogni giudizio. Cosa che consiglierei anche a te prima di parlare di "bombe atomiche" che non mi risultano esplose nel mio ateneo.

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    4. Caro Professore, Le consiglierei di misurare le parole, in nessuna delle cose che ho scritto si può ragionevolmente desumere che io consideri l'università di Firenze un'associazione per delinquere e se la mia opinione fosse stata davvero questa, non sarebbe affatto rispettabile come dice Lei, poichè si potrebbe configurare il reato di diffamazione.

      Le ricordo che accusare qualcuno ingiustamente di commettere un reato, configura il reato di calunnia e, detto francamente, trovo piuttosto calunniosa la Sua risposta.

      In base alle notizie riportate dai giornali, fondate su intercettazioni telefoniche, gli elementi per poter parlare metaforicamente di "bomba atomica" direi, invece, che ci sono tutti.

      Io non ho manifestato nessun giudizio, come appare del tutto evidente, ho solo sollecitato una sua opinione in merito, opinione che Lei non è in alcun modo tenuto a dare.

      Mi era già capitato, in passato, di leggere Sue risposte ad utenti del blog che mi erano parse avventate, ma mai prima d'ora avevo letto Sue accuse precise (la diffamazione) e del tutto infondate.

      La sfido a riportare mie frasi dalle quali si possa desumere che io accusi l'università di Firenze di essere un'associazione per delinquere.

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    5. Caro Altair. Arrivi qui in forma anonima lanciando accuse di "bombe atomiche" in termini di scandali nell'università di Firenze. E ora fai l'offeso se ti ho risposto a tono. E, in più, non hai nemmeno idea di cosa parli: si può incorrere nel reato di diffamazione se si insulta una persona riconoscibile - cosa che tu non sei, è in più non ti ho nemmeno insultato. E con questo, sei bannato dai commenti di questo blog.

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  6. [x] la difficoltà italiana in I°ondata a reperire "mascherine", reagenti per tamponi, apparati per rianimazioni
    sono punti chiusi e limitati che indicano che

    ⇄ il modello dell'Economia di trasformazione italiana, collasserà quando emergerà SCARSITÀ sui mercati, e la risposta degli stati nazionali saranno gli inviluppi delle guerre del clima.

    [x] L'impossibilità di vaccinare l'Africa contro corona virus.
    1.3 Miliardi di persone sono 1.3 Miliardi di sieri di vaccino a singola dose, da produrre e distribuire in meno di 3-6 mesi.
    1.3 Miliardi di persone sono 2.6 Miliardi di sieri di vaccino bidose da produrre e distribuire in meno di 3-6 mesi.
    Il corona virus gira anche in Africa, e non è un problema risolvibile oggi, neppure nel breve e medio periodo: non a caso la variante covid sudafricana si chiama" sud africana". Se i buonisti altruisti che hanno a cuore il destino dell'Africa, avessero perorato una politica di controllo demografico per l'Africa, oggi invece di 1.2 MILIARDI gli africani avrebbero potuto essere 900 MILIONI, quindi il problema sarebbe stato meno irrisolvibile, di quello esploso in dimensione di 1.2 MILIARDI di persone.
    Se mai ci saranno 1.2 MILIARDI o 2.4 MILIARDI di dosi (già tutte pronte), allora tutte queste dosi negli anni a venire, saranno certamente vaccini inutili, perchè in Africa si saranno già sviluppate varianti immuni ai vaccini attualmente noti.
    Il tempo di vaccinazione deve essere brevissimo, altrimenti durante la fase di vaccinazione con un contestuale alto contagio, si selezioneranno virus Sars-cov2 che saranno resistenti ai vaccini che si stanno diffondendo.

    ⇄ Espandete questo problema in dimensione di 2.4 MILIARDI, e traslatelo in una dimensione di carenza di cibo ed acqua e forse anche batteriologica (per il virus degli elefanti) ed avrete il contesto insolubile delle GP2, in cui sovrappopolazione e danni da climate change sono intrecciati ed insolubili per gli europei quanto per i popoli del Mediterraneo.

    Ha detto Ticky che ho fatto un bel lavoro :-) perché in un evento clone (tanto più questo è elevato, tanto più si trascina dietro pezzi anche importanti dell'attrattore caotico guerraffondaio) emerge parte del pattern in scale più piccole. Penso che tutti questi frammenti qualitativi, possano oggi concorrere in qualche modo a stimare la dimensione minima di Hausdorff dell'attrattore caotico :-)

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