Troia non Cadde per Colpa degli Immigranti


venerdì 8 novembre 2019

Rapporto dall'Iran: un paese che non possiamo ignorare




Tradotto da "Cassandra's Legacy"  Sopra, Ugo Bardi tiene una conferenza all'Università di Teheran, ottobre 2019


L'Iran è un paese che conserva qualcosa del fascino che aveva nei tempi antichi quando era favoloso che remoto. Ai nostri tempi, è rimasto ancora un po 'remoto ma anche un paese che non poteva essere ignorato mentre attraversava una serie di eventi drammatici, dalla rivoluzione del 1979, la crisi degli ostaggi, la guerra Iraq-Iran dal 1980 al 1988, e molto di più. L'ultima convulsione politica è stata la "Rivoluzione verde" del 2009 che si è rapidamente esaurita, ma il paese continua a evolversi, soprattutto nelle sue relazioni con l'Occidente. È impossibile per chiunque, compresi forse gli stessi iraniani, valutare tutto ciò che accade nel loro paese. Di sicuro, l'Iran è complesso, mutevole, vario e affascinante, forse altrattanto di quanto lo era ai tempi di Marco Polo, quando era il fulcro delle carovane dei mercanti che trasportavano seta e spezie dalla Cina. Queste sono alcune note di un viaggio a Teheran dove ho soggiornato per una settimana a ottobre 2019.


La prima impressione che hai quando arrivi a Teheran è di caos: traffico intenso, folle di persone, movimento e rumore ovunque. Ma ci vuole poco tempo per capire che si tratta di un caos amichevole. Soprattutto se ti capita di essere italiano, ti trovi rapidamente a tuo agio nella confusione. Teheran è appropriatamente esotica nei bazar, ma tranquilla anche nei sobborghi e molto moderna in luoghi come il centro commerciale vicino al lago Azadi, dove si potrebbe pensare di essere a Parigi.

Una cosa sull'Iran è che è un posto straordinariamente amichevole. Non è una cosa inaspettata: la maggior parte delle persone in tutto il mondo sono naturalmente amichevoli se non si sentono minacciate o hanno l'impressione di essere truffate o prese in giro. Normalmente, sono anche in grado di separare i veri visitatori stranieri dall'immagine che la loro TV gli presenta. Se, come visitatore, ti avvicini alle persone locali in modo amichevole, ricambieranno quasi sempre allo stesso modo. In Iran, i governi occidentali sono spesso percepiti (per buoni motivi) come entità malvagie, ma questo non si applica ai singoli visitatori stranieri.

Solo per darvi un'idea dell'atteggiamento iraniano, vi posso raccontare che ero seduto con mia moglie in un ristorante locale (a proposito, se vi capita di essere a Teheran, provate il Reza Loghme sulla via Mirza Kurchak Khan: Fast food iraniano, assolutamente fantastico!). Lì, ci siamo messi a chiaccherare con un altro cliente che si è rivelato essere un ingegnere civile. Quando ha saputo che stavamo andando a vedere il Museo Abgineh (vetri) di Teheran (di nuovo, un posto altamente raccomandato da visitare), ci ha accompagnato e poi ha insistito per pagare i nostri biglietti "per mostrarci la tradizionale ospitalità iraniana." Questo fa sicuramente salire l'Iran su di diverse tacche nella classifica dei paesi amici, ma non è stato l'unico esempio della nostra esperienza a Teheran. Quella cordialità può estendersi anche ai visitatori americani: gli iraniani erano amichevoli con loro anche nel momento in cui gli Stati Uniti erano indicati come il "Grande Satana", come riporta Terence Ward nel suo libro "Alla ricerca di Hossein" (2003).

Detto questo, l'Iran non sembra essere solo amichevole con gli stranieri, sembra amichevole anche con gli iraniani - almeno in questo periodo. Certo, per uno straniero può essere difficile rilevare le tensioni sociali che sobbolliscono sotto la superficie, ma quello che posso dire è che a Teheran non si vedono i pesanti apparati di sicurezza militari tipici delle capitali occidentali. Ci hanno portato a vedere da fuori la residenza del presidente Hassan Rouhani in un edificio nella zona settentrionale di Teheran: la sicurezza del presidente sembrava richiedere solo pochi poliziotti intorno all'edificio. Naturalmente, potrebbero esserci state altre misure di sicurezza invisibili. Ma è impressionante come non si aspettino seri problemi.

In termini di tensioni sociali, la cosa ovvia che viene in mente a un occidentale sull'Iran, come per tutti i paesi islamici, è lo status delle donne. L'Iran e l'Arabia Saudita sono probabilmente gli unici stati al mondo a far rispettare per legge la tradizione islamica che le donne devono andare in giro a testa coperta. Tuttavia, il tempo in cui le donne erano tartassate dalla polizia se non si coprivano il capo sembra appartenere al passato. In Iran, se a una donna piace indossare uno chador nero che la fa sembrare una suora europea, è libera di farlo e molte lo fanno. Ma la maggior parte delle donne iraniane, perlomeno a Teheran, tende a interpretare le regole in modo creativo. Il velo, l'hijab, è indossato a metà sopra la testa ed è spesso leggero e colorato. L'abito è anche quello colorato e decorato, le donne indossano anche gioielli e trucco. Il risultato è spesso molto elegante e vivace. Mia moglie riferisce che dopo alcuni giorni a Teheran si sentiva completamente a suo agio indossando l'hijab e che si è sentita persino un po' strana quando lo ha dovuto abbandonare, tornando in Europa.


Certo, le impressioni di una settimana possono essere fuorvianti, ma ciò che ho notato in termini di struttura sociale del paese sembra essere coerente con i dati. In Iran, le donne sono ancora una minoranza in termini della forza lavoro, ma il loro ruolo è importante e più ampio rispetto ad altri paesi del Medio Oriente. Inoltre, il divario sembra sparire rapidamente. L'Iran rimane un paese relativamente povero: in termini di PIL pro capite (PPP), si colloca a circa la metà di quello italiano e a un terzo del valore degli Stati Uniti. Tuttavia, in termini di uguaglianza sociale, misurata dal coefficiente di Gini, l'Iran fa meglio degli Stati Uniti, sebbene non così bene come l'Italia. Gli iraniani hanno anche un buon servizio di sanità pubblica.

Il sistema educativo di un paese è un buon indicatore della coesione sociale: i governi dittatoriali non hanno interesse in una cittadinanza istruita: tendono piuttosto a sterminare i loro cittadini o ad usarli come carne da cannone. L'Iran, invece, brilla in quest'area con lo stato che fornisce istruzione gratuita a tutti i cittadini con risultati impressionanti. Circa 4,5 milioni di studenti sono iscritti ai corsi universitari, che è un valore solo leggermente inferiore rispetto agli Stati Uniti in termini relativi e molto più grande che in Italia. L'Iran ha uno dei più alti rapporti di studenti con la forza lavoro al mondo.

Ovviamente, una valutazione del sistema educativo iraniano dovrebbe considerare il livello scientifico delle università ed è vero che, in questo momento, non ottengono punteggi così alti come quelli occidentali. Ma le università che ho visitato sembravano essere gestite da persone competenti e il livello di ricerca era buono. Qui, si deve tener conto della barriera linguistica che spesso mette quelli che non sono di madrelingua inglese in una posizione di svantaggio nella competizione per lo spazio nelle migliori riviste scientifiche. Ho anche notato che gli istituti di ricerca che ho visitato avevano un organico massiccio di donne anche se, come accade in Europa, le posizioni di alto livello sono ancora per lo più nelle mani degli uomini. Questo però potrebbe cambiare rapidamente.

Anche l'Islam fa parte della cultura nazionale iraniana: visitare l'Iran al momento della celebrazione dell'Arba'een ti dà un'idea dell'importanza di alcune tradizioni religiose: non importa essere un musulmano sciita per capire quanto siano profondi i sentimenti per queste tradizioni affascinanti. Tuttavia, direi che l'attuale società iraniana è notevolmente secolarizzata. Non posso quantificarlo, prendetelo come un'impressione personale.

E ora qualcosa sulle prospettive. La prima questione è la popolazione: ha raggiunto 80 milioni e continua a crescere, anche se a un ritmo progressivamente più lento. L'Iran si sta muovendo verso la sua transizione demografica, ma non c'è ancora. Questo potrebbe essere un grave problema in futuro: l'Iran è un grande paese, ma in gran parte arido e solo una parte della sua terra è arabile. Il risultato è che gli alimenti devono essere importati dall'estero. Finora questo non è stato un problema: la globalizzazione ha reso possibile acquistare cibo ovunque e il risultato è stato la quasi scomparsa della fame e delle carestie in tutto il mondo. 


Ma le cose continuano a cambiare: la globalizzazione se ne sta andando e potremmo vedere un ritorno alla vecchia massima che dice "Tu Affamerai il Tuo Nemico". Recentemente, il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha suggerito che affamare gli Iraniani era l''obiettivo delle sanzioni economicha, anche se in seguito lo ha negato. In ogni caso, il problema dell'offerta alimentare è riconosciuto dal governo iraniano, da cui l'enfasi sulla ricerca sulla dissalazione e sulla gestione delle risorse idriche (per inciso, il motivo per cui ero a Teheran). L'acqua desalinizzata, finora, è stata troppo costosa per essere utilizzata in agricoltura, ma ciò potrebbe cambiare in futuro e, in ogni caso, la gestione delle risorse idriche è un elemento vitale nel futuro dell'Iran.

Poi, c'è la questione della produzione di petrolio. Ecco gli ultimi dati disponibili per l'Iran. (Da "peakoilbarrel.com" - la scala Y è in migliaia di barili al giorno)

Al suo picco, intorno al 1978, la produzione di petrolio iraniana aveva raggiunto circa 6 milioni di barili al giorno rendendo l'Iran uno dei principali produttori di petrolio al mondo. Dopo la rivoluzione e la guerra, la produzione ha raggiunto una certa stabilità a circa 4 Mb / giorno. Ma vedete l'effetto delle sanzioni economiche: la produzione dell'Iran è stata quasi dimezzata e le esportazioni quasi azzerate. Ai prezzi attuali del petrolio si tratta di una perdita di entrate di decine di miliardi di dollari, per nulla trascurabile per un PIL di circa 500 miliardi di dollari.

L'economia iraniana può sopravvivere alla perdita di entrate dal petrolio: sta sopravvivendo proprio ora, anche se con difficoltà. Ma, in un certo senso, le sanzioni non sono una cosa del tutto negativa: possono essere viste come uno stimolo a muoversi in una direzione in cui l'Iran deve comunque muoversi. Le risorse petrolifere nazionali non sono infinite e la graduale perdita della domanda in tutto il mondo porterà l'Iran a un punto in cui dovrà cessare di essere un'economia basata sul petrolio. Queste sono le stesse sfide affrontate da tutti i paesi del mondo: abbandonare il petrolio e passare a un'economia basata sull'energia rinnovabile. È una sfida difficile
che probabilmente non verrà vinta senza traumi e sofferenze, ma non è una scelta. Volenti o nolenti, dobbiamo tutti andare in quella direzione.

Un problema, qui, è l'evidente mancanza di ciò che chiamiamo "consapevolezza ambientale". Naturalmente, i ricercatori universitari e gli insegnanti in Iran sono consapevoli dei cambiamenti climatici ma la maggior parte della gente sembra pensare che sia solo un'altra bufala occidentale inventata per costringerli alla sottomissione. Vedendo il mondo dalla parte iraniana, non li posso criticare per essere un po' troppo complottisti. In tempi recenti, i governi occidentali hanno fatto del loro meglio per perdere anche gli ultimi brandelli di credibilità che erano riusciti a mantenere. E i risultati sono facilmente rilevabili: ho chiesto a un gruppo di circa 30 studenti della facoltà di ingegneria dell'Università di Teheran cosa ne pensassero di Greta Thunberg. E' venuto fuori che nessuno di loro aveva la minima idea di chi fosse.

Nel complesso, tuttavia, non sono pessimista riguardo al futuro dell'Iran. Di fronte a una sfida difficile, l'Iran ha alcuni vantaggi. Uno è quello di essere al centro della nascente zona di scambio eurasiatica. Un altro è essere un paese ben soleggiato, cosa che lo rende particolarmente adatto per l'energia solare. Alla fine, sarei d'accordo con l'idea proposta da Hamid Dabashi in "Iran, la nascita di una nazione" (2016) in cui nota che l'Iran era una nazione prima che fosse uno stato. La nazione iraniana è tenuta insieme da forti tradizioni culturali e legami linguistici. È sopravvissuta a enormi sfide nel recente passato, ha la possibilità di sopravvivere a quelle nuove che verranno.



Ringraziamenti: Ali Asghar Alamolhoda, Ati e Soroor Coliaei, Grazia Maccarone, Fereshteh Moradi, Mohammad Mohammadi Hejr, Hossein e Samaneh Mousazadeh, Bijan Rahimi e molti altri.


28 commenti:

  1. ma che fa, prof, pubblicità ai fast food iraniani? Mai fuori dalla mia Tuscia! Piuttosto venga a Suvereto il 24 ad assaggiare le migliori frugiate della sua vita e ad ammirare la preziosa iscrizione pisana sull'ingresso della rocca.

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    1. Perchè no? Servivano dei roll di agnello meravigliosi.

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    2. guardi che l'agnello fritto che mi faceva mia zia di Calenzano era altrettanto squisito, tanto che me lo ricordo ancora dopo 60 anni, e non facevo 5000 km, ma 15.

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  2. La volgare quanto rozza propaganda martellante contro alcuni stati (Libia, Iraq, Siria, Russia, Iran, Ungheria, etc.) fa parte della robaccia che dobbiamo subire dalle intellighenzie (?) progressiste (?) dagli SUA (e dal Regno Unito).
    Probabilmente, in assenza di altre informazioni, quando i mass media da Washington e da Londra mettono la cacca nel ventilatore nei confronti di qualche paese, e' intelligente pensare e assumere il contrario.
    La Libia era una sorta di Scandinavia dei paesi arabi, prima che la Francia & C. decidessero di assassinare Gheddafi sia per arrivare agli idrocarburi libici che contro l'Italia.
    L'Iran e' un'altro paese islamnco avanzato (straordinariamente avanzato osservando la barbarie waabita che sta dalla parte opposta del golfo Persico) peraltro un paese di cultura millenaria.

    In passato, in questo luogo, venne rimarcato che in Iran ci fu pure una campagna di governo e controllo della demografia, segno raro di civilta'.
    Grazie per questo rapporto che da' una ventata di aria buona e di speranza.

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  3. R "Nel complesso, tuttavia, non sono pessimista riguardo al futuro dell'Iran. Di fronte a una sfida difficile, l'Iran ha alcuni vantaggi. Uno è quello di essere al centro della nascente zona di scambio eurasiatica. Un altro è essere un paese ben soleggiato"... certo l'Iran è messo meno peggio dell'Egitto riguardo alla trnasizione verso una economia alimentare sostenibile, ma di quanto? Non sapevo la produzione petrolifera si stesse riducendo cosi rapidamente...Quant'il consumo interno di idrocarburi? Tranne che epr il canada e nazioni scnadinave, sarei ben poco ottimista sulla transizone ad una economia necessariamente sempre piu autarchica per tutte le altre nazioni...Ovvio che le nazioni sovrappopolate che già insistono su terre aride sono quelle messe peggio...

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    1. noi, per ora, non siamo molto aridi, ma senza idrocarburi non potremmo avere una popolazione superiore ai 15 - 20 mln. I paesi arabi l'hanno moltiplicata per 7 o 8 volte dal 1950, l'India 4 volte, la Cina 3. Sarebbe un vero sterminio di massa. Piuttosto un consistente rilascio di metano dal permafrost è stato osservato anche da una nave oceanografica, che ha trovato anche microplastiche a migliaia di km da insediamenti umani: https://www.newsweek.com/video-sea-boiling-methane-bubbles-siberia-arctic-permafrost-thaws-1468686?utm_medium=Social&utm_source=Facebook&utm_campaign=NewsweekFacebookSF&fbclid=IwAR2SQXo4-FUcQjwQpCu0yMrlULSag5Iycd3HOFsLF7ggoXbAEV-T7silVFg
      Ci mancherebbe anche un aumento improvviso delle temperature globali per 12 anni (emivita del metano in atmosfera) così da sterminare quasi tutti gli 8 mld di locuste.

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  4. hebigwobble.org/2019/10/tipping-point-breached-time-at-which.html
    stiamo entrando nei nostri ultimi 30 anni come specie civile su questo pianeta!!

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  5. Paesi come l'Iran possono essere interessanti ed affascinanti quanto pare; resta il fatto che, come constatato anche dal Bardi, lì vi si registra l'assenza di una solida ed urgente cultura ecologista. Perché tanti iraniani, e non soltanto quelli stanziati nelle zone urbane, non chiedono l'applicazione di ambientalismo ed antispecismo, bensì il raggiungimento di un certo grado di benessere economico, dunque praticare il consumismo ed inseguire la blasfema goduria materiale. Vogliono, insomma, la modernità occidentale. Ma la tecnologia sta annichilendo gravemente i rapporti umani e sta uccidendo la Terra.
    Gli umani, a causa del benessere raggiunto, sono divenuti sempre più avidi ed egoisti. Questo è il capitalismo, questo è il ceto medio.

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    1. perchè solo il ceto medio? I poveri sono solo dei santarellini che non desiderano avidamente il benessere?

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    2. Lo antispecismo e' una degenerazione dell'urbanismo e delle varie patologie ad esso correlate / da esso derivanti che non solo non ha nulla a che fare con l'ecologia ma e' la sua negazione.

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    3. @mago,

      La maggior parte degli attivisti di Exctintion Rebellion, in effetti, appartiene alla classe media bianca. Dunque, a proposito del ceto medio, riconosco che non avrei dovuto fare di tutta l'erba un fascio. Vi sono sì piccoli borghesi avidi ed egoisti, ma ve ne sono anche di coscienti e sensibili alle varie cause ecologiste e vegane. Pardon.
      Per quanto riguarda i poveri: vi è "povertà" relativa e povertà assoluta. Coloro che sono assolutamente poveri, per forza delle cose, sono molto più propensi a vivere secondo sussistenza. Io, ad esempio, vivo con poche centinaia di euro al mese, e solo raramente acquisto qualcosa di superfluo (es.: un capo di abbigliamento in più). Suppongo di impattare molto meno sull'ambiente in confronto a quegli individui e quelle famiglie con molti più danari nelle tasche e che consumano in maniera ben più elevata.
      È pur vero che gli ideali ecologisti stentato a radicarsi presso gli strati socio-economici più umili, ma non per questo intendo lodare la discutibilissima mentalità di tanti piccoli borghesi ed alto-borghesi.
      Stigmatizzo moralmente quelle persone che vorrebbero vivere consumando senza ritegno, quindi inquinando. Elsa Morante sosteneva che colui che desidera la Rolls-Royce è uguale a colui che già la possiede.
      Ma la ricchezza finanziaria, se non impiegata a fini etici, è un peccato spirituale ed una trasgressione nauseante.


      @UnUomo.InCammino,

      Al contrario, l'antispecismo è una filosofia elevatissima, di certo non recente, che io non mi limito ad applicare al mondo animale, ma che, personalmente, estendo persino al mondo vegetale.
      È il carnismo ad essere una disastrosa e capillare degenerazione, che abbrutisce lo spirito e che danneggia l'organismo. Turboconsumo di carne = emissioni climalteranti a go-go.
      Infine, nel campo ecologista, vi sono varie scuole di pensiero. Vi sono numerosi ecologisti, che, oltre ad essere tali, aderiscono anche al veganismo ed all'antispecismo. Il nostro stile di vita è il più etico, igienico e sostenibile. Dalla nostra parte, vi sono Pitagora, Platone, Plutarco, Porfirio, Plotino, Ippocrate, ecc.

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    4. Perchè l'antispecismo è la negazione dell'ecologia?

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    5. non penso che chi ha la ricchezza finanziaria abbia un qualche interesse ai fini etici, perchè dopo poco si troverebbe sotto un ponte e quindi è anche da comprendere. Un mio amico, morto recentemente, ha lasciato ai suoi molti eredi 2 mln di euro e 21 immobili, ma faceva una vita più modesta della mia. Penso la facesse per non essere rincorso mattina e sera da avvoltoi vari.

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    6. Wander
      Nulla da dire sul veganesimo, però non può essere praticato in ogni luogo
      http://www.veterinarisenzafrontiere.it/pastoralismo/

      Le stime concernenti il numero di pastori nel mondo variano tra i 22 milioni a più di 200 milioni, a seconda della de- finizione utilizzata, del periodo in cui i dati sono stati raccolti e della loro quali- tà. Un gran numero di pastori si trova in Africa sub-sahariana, dove la pastorizia è un’attività importante nella zona che si estende dal Senegal a ovest, attraver- so il Sahel in Somalia, e verso sud attra- verso l’Africa orientale fino in Botswana e Namibia. In molti paesi di quest’area, la pastorizia costituisce un importante fonte di lavoro e di proteine animali. La pastorizia è importante anche nelle ter- re aride dell’Asia centrale e meridionale,
      negli altipiani dell’America meridionale e del Tibet e nella tundra dell’Europa settentrionale e dell’Asia.





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  6. Il calo della produzione di petrolio iraniano, non deriva dalla curva di Hubbert, come nel caso yemenita.

    E' atteso che l'Iran, come tutte le altre nazioni dell'Asia e del mondo abbia a soffrire di danni da Climate Change, con shock idrici, cali delle rese agricole, necessità di migrazione in Asia.

    Miltarmente, è atteso che l'Iran costruisca armi atomiche per vie esogena oppure endogena (ossia IRBM dotati di MIRV/MARV) diventando una grossa potenza militare regionale in Asia. Per reazione, è atteso che Israele si compri almeno un SSBN made in france con M45 perchè obiettivamente i suoi due U212 con missili popeye e testate delle B61 non saranno capaci di offrire sufficiente deterrenza, ed iron dome non è capace di bloccare MIRV o MARV e gli S300 russi sono capaci d'abbattere gli F35 con B61.

    E' atteso che l'Iran ammodermi la sua vetusta aviazione (F14 e F4) con velivoli cinesi, oppure che sviluppi propri velivoli però con tante parti meccaniche, avionica e sistemi d'arma cinesi.

    E' anche atteso che la Cina dalla partnership con l'Iran, retro-ingegnerizzi dalla cellula di un F14 iraniano, un velivolo a geometria variabile, di dimensioni maggiori, per poter disporre di un bombardiere veloce a medio raggio, imbarcabile, simile al Tu22M Backfire (che la Russia non ha voluto vendere alla Cina)

    E' atteso che l'Iran con la Cina sviluppi un sistema di controllo del traffico marittimo simil-SOSUS per controllare il traffico di superficie e subacqueo, tali sistemi saranno calati nel mar giallo quanto intorno allo stretto di Hormutz per monitorizzare militarmente la situazione in tempo reale.

    Il destino dell'Impero Sumerico è impredicibile al momento:

    E' possibile che l'Iran trasfiguri nell'impero Sumerico E sia alleato dell'Impero Gengiskano (Cina) contro la Repubblica Zarina (Russia e suoi alleati)

    E' ugualmente possibile che l'Iran trasfiguri nell'impero Sumerico E resti neutrale durante la WWIII in Asia.

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    1. R "li S300 russi sono capaci d'abbattere gli F35"..Penso anche io se gli volano entro 10 km...Se invece lanciano gli spear da 100km o se un banale tornado gli lancia una taurus kepd da 300km col cavolo...PS: un S.300 ed u s.400, costano parecchi soldini, me smbra 500 milioni un vecchio s-300 senza i missili a lungo raggio, altrimenti i russi avrebbero tanti s-300 ed s-400 quasi quanti sono i suhkoi...

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    2. @ Fra11 novembre 2019 18:30

      Israele ha F15, F16, F35 e gli F15 ed F16 sono vulnerabili agli S300.

      Oggi gli F35 per raggiungere l'Iran devono mettersi i serbatoi alari supplementari (anche con rifornimenti in volo) cosa che degrada la loro bassa traccia radar, a causa della eco riflessa dei serbatoi supplementari.

      Tutti gli aerei stealth non sono invisibii in senso assoluto ai radar, ma hanno solo una bassa traccia radar /Radar Cross Section/ per eludere i radar nemici che operano nelle alte frequenze.

      I radar da difesa aerea russa (ed alcuni sono stati venduti pure agli iraniani) quelli per la difesa aerea a lungo raggio operano a frequenze lunghe, per cui gli aerei stealth moderni (B2, F22, F35) sono velicoli perfettamente visibili dai radar ad onde lunghe. C'è il problema pratico che i radar ad onde lunghe hanno un refresh lento, per cui le posizioni stimate dei velivoli nemici sono assai approssimative, ma comunque sufficienti per sapere che da una certa direzione sta provendo una minaccia aerea. Sarà sufficiente alla difesa aerea comprendere se trattasi di diversivo, oppure di attacco aereo massiccio, decidendo se non vettorizzare o vettorizzare, un cospicuo numero di velivoli intercettori per difendere il proprio spazio aereo.

      I russi hanno un numero stratosferico di missili terra aria, molti sono vetusti a corto raggio, molti altri sono temibili come gli S300 ed i nuovissimi S400. Non sono sistemi invulnerabili hanno anche loro il proprio tallone d'achille che è il sistema radar che controlla le batterie di missili ed è vulnerabile a missili HARM ad esempio sparati da droni stealth che volassero a bassissima quota.

      https://youtu.be/z8YlOTSQaLs
      https://youtu.be/9J9kntzkSQY
      http://www.difesaonline.it/mondo-militare/siria-s-300-vs-f-35
      https://www.airforcetimes.com/news/your-military/2019/04/05/heres-how-f-35-technology-would-be-compromised-if-turkey-also-had-the-s-400-anti-aircraft-system/

      Ci sono tante varianti di S300, quello classico da difesa aerea di terra ha circa una gittata utile minima 3-5km massima di 200-300km ed una quota minima 10mt sino alla massima di 27000mt, dentro questo volume l'S300 è molto letale.
      https://en.wikipedia.org/wiki/S-300_missile_system#Comparison_with_other_systems
      https://www.militarypedia.it/s-300-sistema-missilistico/

      gli iraniani non hanno molti S300 russi, per adesso gli israeliani possono permeare a difesa aerea iraniana che è vetusta (dotata di obsoleti F4 ed F14) ma questo tatticamente non durerà per sempre: gli iraniani sanno retrogegnerizzare le cose, perchè non sono stupidi.

      https://en.wikipedia.org/wiki/Bavar-373

      una volta che la Russia ha venduto gli S300 agli iraniani (broken arrow), gli iraniani ci metteranno un po' di tempo, per retroingegnerizzare una propria versione degli S300, poi li modificheranno, li miglioreranno avendo, anche una distreta difesa balistica anti IRBM.

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  7. Non preoccupatevi della produzione petrolifera Iraniana,
    le sue riserve petrolifere sono aumentate del 50% con la scoperta di un nuovo MAXI giacimento!
    https://www.repubblica.it/esteri/2019/11/10/news/iran_presidente_annuncia_scoperta_maxi_giacimento_petrolio-240750951/

    Della serie, possiamo ipotizzare quanto vogliamo, il picco del petrolio e la crisi energetica; ma resteranno solo previsioni che si possono rivelare sbagliate.

    Chiaramente il petrolio finirà, ma prima che finisca, penso che la società moderna: o crollerà o scoprirà un'altra fonte di energia.

    Della serie: l'età della pietra non è finita per mancanza di pietre e così,
    l'era del petrolio non finirà per esaurimento delle riserve petrolifere.

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    1. mettere sullo stesso piano pietre e petrolio non mi sembra realistico. Semmai il petrolio diverrà un risorsa per elitè, come lo erano i cavalli per i nobili, mentre i servi della gleba combattevano a piedi.

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  8. @ Tutti ;-)
    In Olanda, che acqua alta e polder se ne intendono, hanno costruito da sempre dighe, con saracinesche che vanno dall'alto al basso oppure che si muovono di lato, come le dighe sul Tamigi del 1980s.

    Solo noi italiani, potevamo pensare di mettere dei cassoni di ferro sommergibili, con cardini metallici posti sott'acqua, dove sale e detriti, e sbagliando anche i conteggi di carico, dato che le fondamenta sprofondano da sole, non essendo il sottosuolo capace di sostenere il peso delle mega strutture in cemento.

    https://www.youtube.com/watch?v=-uCPcb7yqOY
    htt.//shorturl.at/afs47
    https://www.fanpage.it/politica/mose-prodi-il-progetto-del-mose-preesisteva-al-governo-da-me-presieduto/

    Obiettivamente, è qualcosa di fantastico, quì si supera il normale livello di ladrocinio, questo è oltre il genio, questa è arte!

    https://www.lastampa.it/tuttogreen/2017/10/10/news/venezia-e-il-suo-mose-storia-di-un-fallimento-1.34400149
    https://corrieredelveneto.corriere.it/rovigo/notizie/cronaca/2016/16-giugno-2016/mose-sprofonda-perizia-consorzio-240562915918.shtml

    Chapeu!, c'è obiettivamente da rimanere increduli!. Non è da tutti, rubare 6 MLD per non consegnare niente, avendo prodotto solo una mer*a, rotta, rugginosa, che sprofonda da sola sotto il proprio peso e che non servirà a contenere le maree future a causa della risalita del livello del mare!

    Obiettivamente questo capolavoro artistico, poteva accadere solo in Italia:

    In Gran Bretagna, questi geni, li avrebbero impiccati.
    In Francia, questi geni li avrebbero ghigliottinati.
    In Olanda, questi geni li avrebbero affogati nei canali.
    In Texas, questi geni li avrebbero sparati e poi arrostiti sulla sedia elettrica.
    In Giappone, questi geni li avrebbero costretti a fare sepuku.
    In gvande Cermania, questi geni sarebbero finiti in carcere dove li avrebbero fatti suicidare.
    In Cina, questi geni li avrebbero sparato in testa con un ak47 addebitando agli eredi il costo del proiettile.

    In Italia, questi geni saranno assolti nella magia dello sbriciolamento delle competenze e delle responsabilità, insabbiando tutto in insulse commissioni d'indagini, su cui la mannaia della prescrizione salverà tutti.

    Un capolavoro, che passerà alla storia, nei secoli dei secoli!

    Silenziosamente tutto il mondo ci prende per i fondelli, ma forse è solo una mia impressione, magari tutto il mondo c'invidia il MOSE da 6MLD sputtanati nel niente, dato che sarà consegnata una mer#@ rotta e rugginosa che affonda da sola sotto il proprio peso e che non funzionerà per i prossimi decenni, perchè il mare entro il 2050 salirà di +0.9MT con piene da +1.87MT = +2.77MT

    Glu, Glu, Glu!!

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    1. tutta invidia, perchè a Livorno avete Venezia, ma non il mose.

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    2. Il Serenissimo Governo così affronta l'emergenza climatica
      http://www.greenreport.it/news/clima/la-lega-di-zaia-vota-contro-il-contrasto-ai-cambiamenti-climatici-e-dopo-due-minuti-laula-consigliare-viene-sommersa-dalle-acque/

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    3. "... il mare entro il 2050 salirà di +0.9MT ..."

      0,9 megatesla?

      Mah!

      https://it.m.wikipedia.org/wiki/Sistema_internazionale_di_unit%C3%A0_di_misura

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    4. @ mago14 novembre 2019 18:04
      il Mose non c'è :-) però in Venezia a Livorno, da quando hanno riscavato i due canali, ora c'è acqua stagnante che non comunica con il mare, e così ci sono zanzare grosse come elicotteri :-)

      @ Renato14 novembre 2019 22:05
      Va beh! +0.9mt come sei pignolo :-) ciapa!

      http://mio-radar.blogspot.com/2017/10/sea-level-is-rising-faster-and-faster.html
      http://mio-radar.blogspot.com/2019/04/enea-flooding-scenario-for-four-italian.html
      http://mio-radar.blogspot.com/2018/01/rising-seas-how-fast-how-far.html

      versione podcast
      https://youtu.be/e1I1PIY1IRo

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    5. "Va beh! +0.9mt come sei pignolo"

      Pignolo? Ancora non hai visto niente!
      Soprattutto, non ti sei curato di leggere le regole SI per la corretta scrittura delle Unità di Misura.
      Tra il valore numerico e il simbolo ci vuole uno spazio, e i metri si indicano con "m".

      No so se è questione di pignoleria, mi sembra piuttosto questione di condivisione delle regole per comunicare senza equivoci.
      O forse, si dice "equivochi"?
      Boh!

      Saluti manichei.

      R


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    6. Oh, scusa, dimenticavo la faccina
      :-)

      Non te la prendere, eh Chip! Le occasioni di fraintendimento sono così tante, che ridurle al minimo mi sembra sacrosanto.
      Le regole del S. I. non sono difficili da seguire, e hanno una loro coerenza interna; perché non adeguarsi?
      Boh!
      Non me lo spiego!

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    7. ".. il mare entro il 2050 salirà di +0.9MT ..."

      Ochei, diciamo circa un metro entro il 2050; da dove trai questa stima? Io ero rimasto a circa UN metro al 2100.

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    8. @ Renato 15 novembre 2019 16:54
      E' tutto ok, avevo già capito il tono :-) anche senza le faccine ;-)

      +0.9 mt (meglio così?) :-) sono stime contrarie ad IPCC che è troppo conservativa* nei dati
      http://mio-radar.blogspot.com/2017/10/sea-level-is-rising-faster-and-faster.html

      prof.Rahmstorf stima +2.6 mt (entro 2100 con scenario +2°C) oppure +8.5 mt (entro 2100 con scenario emissioni alte)
      http://mio-radar.blogspot.com/2018/01/rising-seas-how-fast-how-far.html

      Enea invece sul modello di Rahmstorf e previsioni IPCC (conservative) entro 2100 prevede questo
      http://mio-radar.blogspot.com/2019/04/enea-flooding-scenario-for-four-italian.html

      versione podcast
      https://youtu.be/e1I1PIY1IRo

      *Le previsioni IPCC sono conservative, lo scatter delle misurazioni hanno trend esponenziali ed invece d'interpolare funzioni esponenziali, IPCC ha interpolato funzioni lineari, sottostimando gli impatti.

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