Troia non Cadde per Colpa degli Immigranti


venerdì 25 ottobre 2019

L'utopia oltre lo specchio



Quando terminai il mio libro ‘Il Secolo Decisivo: storia futura di un’utopia possibile’, l’utopia era lì, a un palmo dal mio naso, pronta per essere afferrata e trascinata a forza nella realtà. Un anno dopo, appare in qualche modo allontanarsi. La chiamo, lei si gira. Mi guarda con un’espressione fra speranza e rassegnazione, il volto stanco, come quello di chi crede in un sogno ma è consapevole dell’entità degli ostacoli. E cosi ci guardiamo l’un l’altra, occhi negli occhi. ‘Mi hai mentito?’ le chiedo. Silenzio.
L’utopia, scrisse una volta qualcuno, è la realtà che si guarda allo specchio senza trucco, e rivela a se stessa il proprio inganno. Oppure era il contrario? Quando immaginiamo un’utopia o osserviamo la realtà proiettiamo qualcosa nello specchio, è certo: una cosmesi fatta di speranze e paure, informazioni parziali e convinzioni precarie, di cui non siamo del tutto consapevoli. E poi dimentichiamo di togliere il trucco, e scambiamo lo specchio per una finestra sul futuro o sul presente. Ma se utopia (e realtà) è un riflesso di noi stessi, non possiamo giudicarla al di fuori di noi. Ovvero: l’utopia di qualcuno è la distopia di qualcun altro. Una Terra senza esseri umani: un eden per gran parte degli esseri viventi che popolano il pianeta. Il sistema socio-economico vigente: un paradiso per chi si trova nel giusto emisfero e ha il giusto numero di zeri sul proprio conto in banca. L’utopia del mio libro, invece, nasce come un compromesso: alcuni ci perdono, ma in generale gli esseri umani ne uscirebbero più felici, vedendo garantita la propria sopravvivenza sul lungo periodo. Sfortunatamente, coloro che oggi posseggono il potere necessario a cambiare le cose sul serio sono anche quelli che più avrebbero da perderci nel farlo.
Perché ha due facce, utopia, ed è futile negarlo: una è idee e progetti, e si può riversare nelle pagine di un libro. L’altra è azione ed opere, e ha poco a che vedere con inchiostro e tastiere. Una è il sogno, l’altra è la realizzazione del sogno: un non-luogo che diventa possibile abitare solo attraverso il lavoro e l’impegno di molti. Il problema, privilegiati a parte, è convincere le persone ad agire per il giusto cambiamento. Sì, giusto, perché anche un ritorno al fascismo rompe con lo status quo, ma chi lo vuole un ritorno al fascismo (elettori italiani esclusi)?
Convincere la gente circa la necessità di un cambiamento è in realtà poca cosa. Oh, la gente è già convinta, convintissima! Non importa nemmeno quale, purché sia un cambiamento. Ciò che manca è un dibattito informato su quali cambiamenti sono migliori, o almeno più auspicabili, di altri. Se tale dibattito non esiste al di fuori di taluni circoli accademici e intellettuali, è perché esigerebbe di gettare luce su due elementi che la ´politica del cambiamento´ ama nascondere sotto il tappeto: i costi che suppone una reale transizione a un modello alternativo, da una parte, e i pregi del sistema vigente, dall’altra. Che il modello socio-economico attuale non sia il male assoluto e che il paese delle meraviglie faccia pagare il biglietto d’ingresso sono verità che la gente non vuole assolutamente sentire. Gli assoluti sono più facili da digerire, e non confondono. Male assoluto o sogno ad occhi aperti. Il primo fornisce un nemico esterno, facilmente strumentalizzabile a fini politici, il secondo una comoda via di fuga dalla realtà. Entrambi sono illusioni, per distogliere lo sguardo dal qui-e-ora.
L’utopia, quella possibile, non può invece cedere al sogno. Non può essere un punto d'arrivo, ma solo un sentiero (da seguire adesso, cautamente e con mente critica). È instabile, e viene cancellata dal tempo, se si attende troppo a lungo, confusa dal procedere incessante delle illusioni della politica. Non è perfetta, perché è possibile. La sua risposta alla mia domanda è quasi impercettibile nel clamore del presente, ma non un silenzio. No, ora lo so. La risposta, inutile dirlo, siamo noi.

40 commenti:

  1. "Rm 7,18-25a

    Fratelli, io so che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene: in me c’è il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio. Ora, se faccio quello che non voglio, non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me (San Paolo)."
    Questi siamo noi, almeno a livello spirituale o intellettuale, se preferite. La differenza? Se si separano l'utopia diventa distopia. Il sogno di amore, comprensione, pace, rispetto diventa un incubo infernale. La psicologia dei gruppi dice che progrediscono e prevalgono quelli composti in maggioranza da altruisti, ma se questo è il mondo fatto dagli altruisti, tipo formicoline prone all'obbiettivo di gruppo, potete tenervelo, perchè è l'anteprima dell'inferno. Della serie: la strada dell'inferno è lastricata di buone intenzioni.

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  2. Anche io ho una utopia, non personale ma riguardo al comportamento di Homo Sapiens su questo pianeta che "era" bellissimo e ogni giorno lo è meno (a causa nostra) :
    ma credo non si concretizzerà mai.
    A causa nostra. Siamo Homo Demens. Non tutti, per carità, sopratutto se presi individualmente ! Siamo una specie particolare che si è globalizzata come nessuna altra specie ha fatto. Presi tutti assieme, siamo Demens. Presi individualmente o alcuni piccoli gruppi, siamo Sapiens. Ma il singolo Sapiens deve capire che, per quanto lui/lei sia indotto a comportarsi in modo "sostenibile", quel che incide sulla salute del pianeta Terra è Homo Demens. Che è pazzo, in quanto dominato da leggi e tecnologie estranee agli ecosistemi originari, leggi e tecnologie che lui stesso ha creato.

    - Gianni Tiziano

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  3. E' difficile, Federico. Anche io ho una ricetta utopica per guarire la malattia di cui è affetto il pianeta Terra, malattia che si chiama Homo Sapiens.
    La mia utopia è questa, più o meno :
    - decrescita della popolazione umana da 7.700.000.000 a 50.000.000 entro il 2100, in modo non-violento, sulla base di una scelta anti-natalista a livello globale.
    - STOP da subito di qualunque tipo di viaggio (aereo, terrestre, nautico) che non sia assolutamente necessario al benessere del pianeta Terra.
    - STOP all'uso del denaro.
    - STOP all'estrazione di minerali dal sottosuolo.
    - STOP a vaccini non naturali e antibiotici non naturali.
    - STOP a pesticidi, diserbanti e qualunque sostanza creata chimicamente.
    - STOP all'antropocentrismo.
    - eccetera.

    Ma quello che per me è utopia, per altri (come dici tu stesso) è distopia.
    Ragione per la quale sono molto pessimista circa la guarigione del paziente Terra.
    Siamo 7 miliardi e 700 milioni di esseri umani, che non riescono a mettersi d'accordo.
    Non ho ben capito perchè non ci riusciamo, ma le mie osservazioni mi confermano che non ci riusciamo a sufficienza per tirarci fuori dal tunnel della Sesta Estinzione di Massa in cui ci siamo infilati decenni fa e dentro il quale ogni giorno il ritmo dell'Estinzione aumenta.

    - Gianni Tiziano

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  4. Capisco che non tirare in ballo il fascismo/antifascismo, per quanto in modo "laterale", sarebbe stato fuori moda. L'articolista l'ha fatto, per cui è perfettamente in linea coi tempi e può sentirsi a posto. Ha l'imprimatur.

    MrKeySmasher

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    1. Sotto "elezioni" c'è sempre l'onda nazifascista reazionaria che attenta alla democrazia (specie quando la SX sta per perdere le elezioni). Al corpo elettorale italiano sono rimasti sullo stomaco (per non dire altra cosa) i +700mila immigrati clandestini deportati da PD+M5S. Il tema dell'onda nazyfascista comem tutti i temi politici, è carsico: s'eclissa dall'agone politico, sino alla prossima elezione utile.

      Quando la DX prenderà il potere, auspico che mettano al bando l'apologia di stalinismo (divieto di bandiere rosse con falce e martello, busti e vie/piazze/larghi/vicoli del baffon, bando d'ogni riferimento al terrorista cheguevara).

      Tagliando le ali estreme, auspico che le forze politiche dovrebbero concentrarsi sui temi del XXI secolo. Per quanto, a mio modesto modo di vedere, non credo che lo faranno mai, non volendosi nessun partito politico italiano, prendere la responsabilità dello sgoverno italiano dal 1980s ad oggi, ne tantomeno prendere la responsabilità dura di cosa servirebbe davvero all'italia.

      Mi permetto di segnalare a titolo di satira e parodia :-) questo nuovo "format" che spero, aiuti (nel mio piccolo) a svegliare i neuroni dei teleutonti

      Mio Talk Show Parodia: Il Debito Pubblico Italiano


      Mio Talk Show Parodia: I migranti trasportati in Italia


      Mio Talk Show Parodia: Il Cambiamento Climatico


      Augurando tante risate a tutti, vi saluto con la manina :-)

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  5. mi farebbe piacere quali sono i pregi del sistema vigente che è poi il mercato e che ci ha portato dove siamo

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    1. non per fare il criticone, ma io prima darei un'occhiata al frigorifero di un occidentale, e poi guarderei nella ghiacciaia di un nord koreano, un cubano e mi documenterei su cosa c'era o non c'era, negli spacci dell'URSS.

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    2. Direi che Chip 65C02 ha già risposto per me. Ma possiamo aggiungere stato di diritto, diritti umani, democrazia (con tutte le sue imperfezioni, che per altro critico ampiamente nel mio libro). Certamente vanno posti limiti ecologici al funzionamento del mercato. Certamente vanno concepiti sistemi redistributivi che evitino la concentrazione di quote eccessive di ricchezza nelle mani di pochi. Ma il libero mercato ha anche numerosi vantaggi: stimola la creatività, produce innovazione, democratizza produzione e distribuzione di risorse, merci e prodotti (rispetto a un sistema produttivo e distributivo di tipo statalista).

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    3. @ Tabellini, andrebbero elencati anche gli svantaggi. Da come parli sembri un oligarca russo. O un cattocomunista nostrano.

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    4. Ho elencato alcuni vantaggi per rispondere al commento sopra. Un commento è un commento, non un paper accademico. Gli svantaggi sono innumerevoli, e chi segue questo blog lo sa bene. Non credo ci sia bisogno di ripeterlo a ogni commento.

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    5. repetita iuvant. Cosa sarebbe lo studio o la preghiera sennò? Un bel niente, anzi un brutto niente.

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  6. Oramai, l'utopia è salvare gli ecosistemi dal collasso ambientale-biologico che è sempre più dietro l'angolo.
    Non credo affatto che i paesi in via di sviluppo avranno intenzione di promulgare radicali ed incisivi provvedimenti di stampo ecologista.
    Quelle nazioni si stanno industrializzando vieppiù, e le industrie, in numerosissimi casi, producono inquinamento chimico, di cui anche gli umani (a volte mere vittime, altre volte passivi e collusi) sono colpiti, ma è soprattutto l'ambiente (animali inclusi) a risentirne.
    Se alla industrializzazione incessante aggiungiamo la questione ancora più grave della sovrappopolazione, si giunge alla conclusione che il pianeta Terra è destinato a soccombere, o comunque a soffrire in modo inenarrabile.
    Qualche speranza parrebbe provenire proprio da numerosi paesi occidentali ove i vari partiti Verdi stanno cominciando ad imporsi come partiti di massa.
    Però, quando un partito marginale diviene molto votato, giocoforza giunge a compromessi che sbiadiscono la propria anima ideologica.
    Mica nego del tutto la utilità della presenza dei Verdi nei vari parlamenti europei; semplicemente, loro sono moderati, mentre io sono radicale.
    Non ripongo fiducia aprioristica nei loro confronti.
    E penso che abbia ragione Massimo Fini: l'ambientalismo deve essere accompagnato dalla critica al capitalismo, altrimenti è solo giardinaggio.
    Rispetto e stimo Greta Thünberg, ma se vogliamo ottenere un ambientalismo più radicale ed incisivo, all'attivista svedese dobbiamo sommare Kaczynski, Peccei, Naess, l'ultimo illuminato suggerimento delle Georgia Guidestones.
    Per quanto riguarda la questione fascismo, ritengo molto sinteticamente che quest'ultima malsana ideologia esaltò i vizi ed i lati peggiori di tanti italiani. Il fascismo-regime fu nocivo. Bellicoso ed imperialista, falsario ed adulterante, manipolatore e millantatore, oltre che intrinsecamente antropocentrico. I fascisti di regime annientarono le foreste pontine ed incentivarono di molto la crescita demografica, sovraffollando varie aree del paese. Il fascismo-regime altro non fu che capitalismo dirigista. Questo fu il fascismo-regime. Anche molti camerati erano industrialisti. Forse un po' meno rispetto ai liberisti ed agli stalinisti, ma comunque pro-industria.
    Stigmatizziamo balordi nazionalismi e populismi di tipo salviniano; piuttosto, puntiamo su localismo e bioregionalismo.
    Al contempo, occorre denunziare a gran voce la società di massa e la cultura del consumo. Occorre combatterle, quantomeno per salvare il salvabile.
    La classe media è un'altra nemica che sta ostacolando l'ascesa dell'ecologismo radicale da me propugnato. Ma un giorno i piccoli borghesi dovranno guardare in faccia la realtà. Anche il ceto medio dovrà arrendersi alla necessità di perseguire una politica di profonda decrescita, che sia "felice" o meno.

    La Terra prima di tutto.

    Saluti.

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    1. Wandervögel:
      "Qualche speranza parrebbe provenire proprio da numerosi paesi occidentali ove i vari partiti Verdi stanno cominciando ad imporsi come partiti di massa"

      Sì, però.
      Queste masse che cominciano se non a capire, ad intuire la magnitudo delle prove che sembra proprio attendano l'umanità, hanno idea di cosa devono aspettarsi se davvero si volesse stare entro i +2 °C?

      (Che poi, 'sti +2 °C sono indicati per fine secolo, ma non sarà che a mezzanotte del 31 12 2099 la Temperatura Media Globale smette di salire, immagino)

      A mio avviso, chi ci sarà vedrà riduzioni sostanziali
      -ma che dico, sostanziali? SO-STAN-ZIA-LI!- del "tenore di vita", che si rifletteranno sulla *speranza* di vita.

      Penso che molte persone, benché riconoscano la gravità della situazione, non siano ancora pronte ad agire di conseguenza, tanto a livello individuale, riducendo al minimo i propri consumi, quanto a livello sociale, denunciando il Capitalismo -attuale Sistema Economico dominante- come ostativo all'interesse comune in un ambiente vivibile e pacifico.

      Giusto quanto sopra, mi sembra difficile che Diogene, Fra' Girolamo Savonarola, e Cassandra, possano vincere le elezioni e formare un Governo.

      Ecco: i partiti Verdi cosa faranno, in caso gli tocchi governare: giardinaggio?

      Per parte mia li voto solo se fanno Giardinaggio Rivoluzionario.


      Saluti.

      R

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    2. Madre Terra:
      "decrescita della popolazione umana da 7.700.000.000 a 50.000.000 entro il 2100
      ...
      in modo non-violento, sulla base di una scelta anti-natalista a livello globale"

      Cifre tonde, per comodità di calcolo
      Sette miliardi in settant'anni
      fa settanta milioni/anno
      si può arrotondare a duecentomila al giorno
      IN MEDIA
      più lei nasciturei
      qui ci vorrebbe unao espertao attuariale per farci una bella proiezione
      che visto che ancora l'ecatombe non comincia, nei momenti di picco ci dovremo smaltire a *milioni* al giorno.

      "In modo non-violento"
      Pure?
      Con la attuale speranza di vita, capace che da ultimo si va a decine di milioni/giorno -tutta gente che nel frattempo è campata a spese dell'ambiente, finendo di devastarlo.

      Cmq in maniera non-violenta E rapida si può fare: Cina compra cibo in Africa, Africanei muore di fame; Europa compra cibo da Nordafrica, Nordafricanei
      ...
      USA compra cibo da Sudamerica
      ...
      tutto a norma di legge e non-violento, per carità. Se poi qualche delinquente saccheggia una panetteria, ci penserà la Polizia.

      Saluti non-violenti.


      R

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    3. proprio ieri il mio pizzaiolo indicava cinesi e pakistani come il maggior pericolo, perchè vendono a prezzi ridotti anche del 50% e più degli italiani, sostituendo in pochi anni la classe media italiana nelle aree merceologiche di riferimento. Chiamiamolo dumping o concorrenza, il risultato per l'ambiente non cambia, perchè la classe media nostrana spende la ricchezza prodotta in consumismo sfrenato (voli aerei in tutto il mondo per turismo, suv sempre più inquinanti, ecc.), mentre i concorrenti in aumenti della popolazione. Sono diversi volti del capitalismo. Ci vuol poco a fare 2+2 ed etichettare la maggior parte degli ambientalisti e verdi come radical chic. Capire il problema e non volerlo combattere alla radice, non serve a nulla. Penso che l'unica nazione al mondo sulla strada giusta sia Cuba, anche se lo dico a malincuore, perchè lì sono costretti dai vari embarghi ad esserlo, mentre preferirei una scelta volontaria, che però è impossibile, perchè si è dimostrata tale in tutte le esperienze umane passate dai comunismi alle congregazioni religiose. L'essere umane è rispettoso dell'ambiente solo se costretto da contingenze esterne: localismo e bioregionalismo sono solo illusioni, perchè non ci saranno mai comunità di umani disponibili fino in fondo a rinunciare alle comodità offerte dal consumismo. Vivere di stenti, senza cibo sufficiente, nè riscaldamento o raffrescamento, nè comodità di spostamento non è una scelta, è un obbligo e solo a Cuba e ora Venezuela, ma smetterebbero subito se il capitalismo imperialista glielo permettesse.

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    4. @ Renato27 ottobre 2019 02:43
      Da 7.7MLD a 50MLN in 80 anni, ogni anno sarebbe un provvedemento piuttosto neonazista con una decrescita demografica annua di -6.5% a livello mondiale.

      Se la natalità fosse ZERO, si dovrebbe rimuovere coattivamente all'anno il -6.5% della popolazione ossia 500mila persone all'anno, circa 1369 al giorno, la decimazione continuerebbe per 80 anni (supponendo un'aspettativa di vita di 80 anni). Poi però l'umanità s'estinguerebbe dopo 50 anni, perchè con ZERO natalità, i bambini diventerebbero persone di mezz'età, e non essendoci nessuna femmina fertile sotto i 50 anni, le donne in menopausa non potrebbero più figliare, qualora si decidesse che sarebbero utili 2MLD di baionette per contrastare un'invasione aliena.

      Se la natalità fosse allo 0,0005% annuo, il rateo d'eliminazione al 6.5% con 500mila persone all'anno (circa 1369 persone al giorno) dato che ogni anno, ci sarebbe un'entrata di +38500 nuovi nati su tutto il pianeta (supponendo un'aspettativa invalicabile di vita di 80 anni). Dopo 50 anni di purga demografica, il numero totale di (maschi+femmine) nella fascia 0-50 anni sarebbero 38500*50=1925000 mentre il numero di (maschi+femmine) in fascia 50-80 sarebbero 226.8MLN (supponendo una speranza di vita di 80 anni, poi un'eutanasia coatta amministrativa una volta raggiunti gli 80 anni).

      Per avere più bambini ed adolescenti e giovani, volendo una società immaginaria composta da 50MLN di persone, è ovvio che la speranza di vita mondiale dovrebbe scendere a 50 anni, imponendo un'eutanasia forzosa a 50 anni. In questo modo ci sarebbe un target di 25MLN di persone tra 0-25 anni e 25MLN tra 25-50 anni, poi ZERO persone oltre i 50 anni sul pianeta. Per far questo, occorrerebbe oggi, prima tosare tutti quelli sopra i 50 anni, poscia ammazzare tutti i nuovi nati sino a stare al tetto di 35800, contemporaneamente sforbiciare la massa di persone in fascia 0-50 anni, sino a raggiungere i 50MLN di persone.

      A naso, direi che la SHOA con i suoi 17MLN di morti, sarebbe considerata una banale lite di condominio...

      Direi che "Madre Terra" non ha il senso della misura, dei numeri...

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    5. OOPPSSS, :#) ho sbagliato i conti :O) perchè maschi/femmine sviluppano a 14 anni ed il tasso di 0,0005% non c'entra niente.
      supponendo una maternità in fascia 14-50
      supponendo un'eutanasia coatta dopo i 50 anni
      supponendo nessuna morte per malattie/incidenti infantili
      supponendo nessuna morte per malattie/incidenti in fascia 14-50

      la società di Madre Terra sarebbe statica e così composta:

      0-13: 25 MLN | 12.5M+12.5F
      14-50: 25MLN | 12.5M+12.5F
      > 50: 0 persone
      TOTALE=50MLN

      età media: 24.5=((13-0)*25+(50-14)*25)/50
      aspettativa di vita=50 anni

      Ogni anno potrebbero nascere solo 25MLN/13=1.9MLN di bambini
      Ogni anno 1.9MLN di quattordicenni ossia 950mila famiglie figlierebbero con 2 figli a coppia.
      Una volta generati i due figli, non si potrebbe farne altri e ci sarebbe l'aborto coatto.
      Ogni anno 1.6MLN di persone perirebbero per eutanasia forzata, avendo superato i 50 anni.
      Se un coniuge uccidesse l'altro, potrebbe vivere un anno in più dopo i 50 anni.

      Più o meno, salvo errori ed omissioni... una società davvero orrenda :-)

      Per arrivare a questo, occorrerebbe oggi potare tutti i 50 enni, segare tutte le nascite superiori a 1.9MLN di nuovi nati, segare via buona parte della popolazione in zona 0-50 anni.

      Confermo!, la SHOA del XX secolo, sarebbe considerata una banale lite di condominio...

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    6. @Renato27 ottobre 2019 02:43
      @chip 65C0227 ottobre 2019 17:11
      @chip 65C0227 ottobre 2019 18:10

      E' semplice, dal punto di vista matematico, per gli esseri umani decrescere da 7.700.000.000 a 50.000.000.

      Si programma la nascita di 625.000 figli all'anno (magari anche 700.000, per compensare la mortalità infantile), a livello globale. Nel 2100, matematicamente, saremmo 50.000.000.

      In modo non-violento.

      Gianni Tiziano

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    7. @ Madre Terra28 ottobre 2019 07:37

      Con appena 50MLN di persone sulla terra, se ricapita una "spagnola" l'umanità s'estingue: la spagnola falciò 100MLN d'esseri umani.
      https://it.wikipedia.org/wiki/Influenza_spagnola

      E' meglio se rifai i conteggi a 2 MLD, giusto per avere 400MLN di chief spartan infantry troops, per contrastare un'invasione aliena :-)

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    8. @chip 65C0228 ottobre 2019 20:15

      L'influenza spagnola uccise il 4% della popolazione umana mondiale. In una popolazione di 50.000.000 di esseri umani, significherebbe 2.000.000 di individui uccisi. Non sarebbe certo l'estinzione degli esseri umani !

      Le invasioni aliene sono molto meno probabili che la distruzione degli ecosistemi causate dalla sovrappopolazione umana. A me 2.000.000.000 di esseri umani sembra un numero eccessivo, poi ognuno la pensa come vuole. Pensa che diecimila anni fa sul pianeta vivevano 10.000.000 di esseri umani. Quel che più mi sembra interessante, logico, armonioso non è tanto il numero assoluto di esseri umani in in determinato istante (attualmente siamo 7.700.000.000) quanto piuttosto come questi esseri interagiscono con il resto della natura, se in modo rispettoso o meno. Io credo che 2.000.000.000 sono troppi per poter vivere senza distruggere gli ecosistemi.

      Ti do alcuni dati :
      ".... Una stima ... recente del numero totale delle persone vissute in ogni tempo è stata proposta nel 1995 da Carl Haub del Population Reference Bureau e successivamente aggiornata nel 2002; il dato così aggiornato era approssimativamente di 106 miliardi. ...." (fonte https://it.wikipedia.org/wiki/Popolazione_mondiale).

      Visto che ti piace fare stime con calcoli matematici, provaci a farli anche tu, come ho fatto io : in base alla stima di Carl Haub, ho a mia volta stimato che 60.000.000.000 di esseri umani sono vissuti fino a diecimila anni fa, causando danni infinitesimi agli ecosistemi, e 46.000.000.000 di esseri umani sono vissuti da diecimila anni fa fino al 1995, distruggendo ogni anno sempre di più gli ecosistemi.
      Ne ho dedotto che per la specie umana è meglio esistere tanti altri milioni di anni con popolazione mondiale bassa, anzichè fare una orgia in pochi decenni o secoli, e poi estinguersi perchè abbiamo distrutto gli ecosistemi che sostengono la nostra vita.
      Tu che ne pensi ?

      Gianni Tiziano

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    9. Un po' lungo, ma forse cercando si trovano dei condensati:

      https://plato.stanford.edu/entries/repugnant-conclusion/

      Mi pare sostenga che la Felicità Totale si massimizza con popolazioni numerose di miserabili, anziché con popolazioni ridotte di benestanti.

      R

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    10. @ Madre Terra29 ottobre 2019 09:26
      -Tu che ne pensi ?-

      50MLN di persone sono troppo poche, un'epidemia simile alla spagnola farebbe estinguere il genere umano, dato che la spagnola fece 100MLN di vittime. In un pianeta piagato da climate change per i prossimi 1000 anni, direi che un CAP demografico di 2MLD di persone, potrebbero sopravvivere in modo dignitoso, con un benessere abbastanza diffuso e con poche modeste differenze di stili di vita.

      Il paradigma dei carburanti fossili crea climate change, i danni da climate change è come se contraessero la superficie della Terra, rendendo la Terra più piccola, in quanto si contrae lo spazio abitabile. Si sarebbe potuto cambiare paradigma energetico, in questo caso la Terra è come se avesse potuto diventare più grande, sostenendo anche i 7.7MLD di oggi, con un lifestyle non troppo dissimile da quello Europeo. Ma adesso è troppo tardi, perchè i danni da climate change si stanno gradualmente dispiegando, non c'è cambiamento del mix energetico prospettico del 2050, non ci sono tecnologie di TERRAFORMING che saranno molto energy intensive per essere efficaci sul clima terrestre. Obiettivamente con un pianeta sempre più piagato dal climate chenge, 7.7MLD di persone sulla Terra proiettate a 9.7MLD sono troppe per la terra.

      9.7MLD di persone nel 2050 sono un'enormità, per un pianeta che sarà già piagato da climate change (ma non ancora in modo pieno, rispetto alle cause di cambiamento climatico). Non ritengo che la demografia umana raggiungerà 11.2MLD nel 2100 in quanto, dal 2030 il polo nord sarà stabilmente ICE FREE in estate/autunno. L'evento farà d'apripista ad una catastrofe climatica, che si legherà alla sovrappopolazione ed alla scarsità, quindi detoneranno guerre.

      In Asia, è teoricamente possibile evitare una WWIII.

      Nel Mediterraneole Guerre Puniche II sono invece ineluttabili perchè saranno causate dal Climate Change e dalla BOMBA DEMOGRAFICA AFRICANA. Si sarebbero potute disinnescare pro-attivamente 20 anni fà, con una politica di controllo delle nascite in Africa: ma non è stato fatto niente.

      http://www.climate-change-wars.tk

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    11. @chip 65C0229 ottobre 2019 14:47

      1. Diciamo i dati giusti. L'influenza spagnola fece fra 50 e 100 milioni di vittime, non 100. E' sbagliato dire 100, come è sbagliato dire 50. Il dato stimato, è da 50 a 100 milioni di morti.

      2. L'influenza spagnola uccise il 4% della popolazione umana mondiale. In una popolazione di 50.000.000 di esseri umani, significherebbe 2.000.000 di individui uccisi. Non sarebbe certo l'estinzione degli esseri umani, come tu erroneamente affermi !

      Gianni Tiziano

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    12. @chip 65C0229 ottobre 2019 14:47
      parte 2.

      "i danni da climate change è come se contraessero la superficie della Terra, rendendo la Terra più piccola, in quanto si contrae lo spazio abitabile."

      Sono molto d'accordo con te, e l'immagine trasmessa dalle tue parole è molto buona.

      Finora vi sono state guerre combattute dagli europei sul suolo africano, viceversa ben poca cosa (Annibale). A me sembra che gli africani abbiano un buon carattere, io li considero della gente per lo più pacifica, e non riesco ad immaginarli combattere delle guerre con l'organizzazione che abbiamo noi europei, forse fanno meglio di noi solo gli Stati Uniti d'America (la Russia è europea).

      Gianni Tiziano

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    13. Chip,
      MT IMO ha ragione, ragionare in termini assoluti è incongruo.

      Inoltre c'è da considerare che una popolazione molto ridotta (penso io) sarebbe anche molto dispersa, il che dovrebbe diminuire il rischio di pandemia.

      Però son questioni complicate, e mi sembra che sto tranciando in maniera troppo grossolana, per cui mi defilo per qualche tempo.

      Saluti.

      R



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    14. @ Madre Terra29 ottobre 2019 17:30

      La tua ipotesi, è che un'altra ipotetica epidemia mieterebbe il 4% dell'umanità come la spagnola.
      La mia ipotesi, è che un'altra ipotetica epidemia mieterebbe 50MLN-100MLN di vittime
      https://en.wikipedia.org/wiki/Spanish_flu#Mortality
      https://www.cdc.gov/flu/pandemic-resources/1918-pandemic-h1n1.html

      Sono due ipotesi, ugualmente legittime: nel tuo caso con 50MLN di persone l'umanità sopravviverebbe, nell'altro l'umanità s'estinguerebbe.

      punto e basta :-)

      Il carattere è una qualità soggettiva, annessa ad una singola persona, non è ascrivibile ad una società. Per altro appioppare qualità soggettive ad etnie, a me risuona un po' come "ragionar di razze umane" senza pronunciar la parola. Di razza umana ce n'è una sola, infatti la propensione alla guerra è costante nello spazio, nel tempo, ed in cultura.

      1-Le guerre più sanguinogenee sono state combattute in Europa, *MA* la storia studiata a scuola è EUROCENTRICA, perchè l'Europa fu il continente che inventò la rivoluzione industriale (e fece più guerre).

      2-In Nord America i pellirossa erano analfabeti, però si massacravano in guerre tribali, nonostante avessero un continente quasi vuoto. I pellirossa morti in guerre tribali non fecero invenzioni E le molto ampie risorse naturali del nord america, causarono la stazionarietà della società dei pellirosse, che difatti rimasero allo stato della pietra: nomadi, analfabeti e mai crearono uno stato!.

      3-In sud america le città stato Maya (l'unico popolo in america capace di scrivere e contare a base 20 conobbero lo ZERO prima degli arabi/europei) s'auto-distrussero in guerre regionali.

      4-Sull'isola di Pasqua la civiltà collassò per sovrappopolazione e scarsità (è un'ottima metafora del pianeta terra nel XXI secolo)

      5-Le guerre Persiane in Grecia furono numerose, ed imponenti per le civiltà dell'epoca!.

      6-Anche in India, le guerre locali furono numerose (solo che non sono studiate dagli europei, nei cicli di studio basici)

      7-Anche in Siberia/Steppa ci furono guerre: i mongoli invasero la Cina e non fu una cosa da poco. Morti e scannati cinesi per mano cinese nelle molteplici rivoluzioni cinesi non si contano. Così come virulenta è sempre stata l'ostilità tra cinesi e giapponesi.

      8-Anche in Africa le guerre tribali furono numerose: ci sono città antiche abbandonate in sud-Africa che mostrano chiari segni di guerre e scontri e poi furono abbandonate. Per non parlare degli odi etnici nel corno d'Africa con le varie guerre civili e guerre regionali,poi il più recente Ruanda (segnale di Early Warning per il XXI secolo)
      http://mio-radar.blogspot.com/2018/04/il-genocidio-del-ruanda-1994.html

      Ho idea che tu stia invocando un mito del 1700s spacciato dall'immaginazione di Daniel Defoe, ma la realtà storica è ben diversa.

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    16. @chip 65C0229 ottobre 2019 19:50

      1. Per favore rileggi il commento di Renato29 ottobre 2019 18:59.

      2. Per quanto riguarda la guerra civile in Ruanda, del 1994, un genocidio che contò 500.000 morti, grandi responsabilità sono da addebitare a Germania e Belgio che contribuirono a creare le condizioni che causarono tale eccidio. E' comunque un genocidio di circa 800.000 / 1.000.000 persone, che si può confrontare con il genocidio degli ebrei di circa 6.000.000 di persone, perpetrato dalla Germania nazista (almeno un fattore 6).

      Riguardo ai pellirossa del Nord-America, ecco come sarcasticamente ha commentato l'arrivo della civiltà europea in Nord-America, il grande Cervo Zoppo, indiano Lakota :

      "Prima che arrivassero i nostri fratelli bianchi per fare di noi degli uomini civilizzati, non avevamo alcun tipo di prigione. Per questo motivo non avevamo nemmeno un delinquente. Senza una prigione non può esservi alcun delinquente. Non avevamo né serrature, né chiavi e perciò, presso di noi non c erano ladri. Quando qualcuno era cosi povero, da non possedere cavallo, tenda o coperta, allora egli riceveva tutto questo in dono. Noi eravamo troppo incivili, per dare grande valore alla proprietà privata. Noi aspiravamo alla proprietà, solo per poterla dare agli altri. Noi non conoscevamo alcun tipo di denaro e di conseguenza il valore di un essere umano non veniva misurato secondo la sua ricchezza. Noi non avevamo delle leggi scritte depositate, nessun avvocato e nessun politico, perciò non potevamo imbrogliarci l'uno con l'altro. Eravamo messi veramente male, prima che arrivassero i bianchi, ed io non mi so spiegare come potevamo cavarcela senza quelle cose fondamentali che, come ci viene detto, sono cosi necessarie per una società civilizzata."

      Gianni Tiziano

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    17. @ Renato 29 ottobre 2019 18:59
      /1-MT IMO ha ragione, ragionare in termini assoluti è incongruo./
      /2-Inoltre c'è da considerare che una popolazione molto ridotta (penso io) sarebbe anche molto dispersa, il che dovrebbe diminuire il rischio di pandemia./

      Dire che ragionare in termini assoluti è incongruo non è sufficiente a dimostrare la non coerenza. La mia è un'ipotesi astratta basata su quanto accaduto in passato, la presenza degli antibiotici moderni è sterilizzata dai virus immuni agli antibiotici, quindi la mia ipotesi è legittima.

      Una popolazione molto ridotta, potrebbe essere più concentrata e non dispersa, perchè le aree abitabili sarebbero minori di quelle di oggi, perchè la tendenza alle MEGA-Metropli è una tendenza di fondo (supportata ad esempio da un ipotetico ritorno del nucleare da fissione) e perchè con lo sciogliere del permafrost in Siberia si potrebbero davvero liberare dei virus ignoti e letali, che potrebbero essere stati surgelati nel ghiaccio.

      E' un'ipotesi astratta, ipotetica, ma non impossibile, "il virus degli elefanti" ipotizzato in GP2 si suppone d'origine artificiale come attacco BC, ma potrebbe essere anche endemico, come le crisi recenti delle febbri emorragiche in Africa (la cui letalità ha ridotto il contagio, anche se ci sono elementi per immaginare che l'aereo abbattuto nel Sahara diretto in Algeria, potesse contenere qualche soggetto infetto, dato che gli aerei civili in quota sono troppo alti per essere raggiunti da MANPAD in mano a ribelli.

      Non è una discussione che m'appassiona :-) discutere dei 50MLN di MT, quindi mollo anche io.

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  7. Con il commento nel quale si riprende il riferimento (migliorandolo: questo è più diretto) al fascismo, aggiungendo per buona misura la ciliegina del non meno immancabile accostamento con Salvini, raggiungiamo vette di aderenza alle mode davvero notevoli.

    P.S. La costituzione post-fascista e anti-fascista riprende le attitudini fasciste nell'articolo che tutela le famiglie numerose e nei conseguenti disposti di legge che definiscono i sussidi da assegnar loro proprio in considerazione della numerosità. E' davvero difficile non ravvisare in questo tipo di approccio una versione più accattivante della celeberrima tassa sul celibato. Dagli otto milioni di baionette alla ventina di milioni di consumatori (un tot per cento, recentemente, d'importazione) il passo non è breve, è nullo.

    MrKeySmasher

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    1. Non aderisco ad alcuna moda. Lungi da me.
      Semmai, sono i tantissimi microcefali sostenitori della Lega che, ogni giorno, esibiscono sulle piattaforme virtuali il loro patetico e demenziale conformismo acclamando pedissequamente, senza spirito critico alcuno, tutto quanto detto e fatto dal Capitano (de 'sta ceppa).
      Voglio fare notare che io ho accostato quel vile voltagabbana di Salvini al populismo nazionalistico, e non proprio al fascismo. Anche se vi sono delle vaghe assomiglianze tra le due ideologie.
      Salvini - per cui ogni sincero ambientalista nutre giustamente sentimenti di puro astio e di disgusto - è colui che intasca un bel po' di danari pubblici pur non presentandosi sul luogo di lavoro. Ciò non mi va affatto bene. Costui non si recava all'Europarlamento, sovente manca in parlamento... non si presentava manco quando anni fa lavorava al giornaletto della Lega, quando quest'ultima era ancora un partito pseudosecessionista. Pur di non perdere la poltrona, si è trasformato da secessionista a nazionalista. Una metamorfosi stupefacente pur di non perdere visibilità.
      Da parte mia, alcun rispetto per la Lega. È il partito peggiore presente in Parlamento. Il partito più demagogo ed anti-ecologista. È il vomito dell'italiano medio. Questo carnevalesco paese non cambierà mai.

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    2. in effetti dal premio fascista a chi faceva tanti figli alla valanga di aiuti a chi ne fa tanti oggi la differenza sta solo nel nemico da colpire. Nel primo caso il nemico della patria, nel secondo il nemico è il pianeta. Ma distruggetevelo più velocemente possibile e facciamola finita, locuste malefiche.

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    3. Wandervögel, hai chiarito che ce l'hai leggermente con Salvini, schierandoti col conformismo anticonformista anti-salviniano (spero non anche anti-italiano). Lecito, anche se espresso con toni piuttosto "calcistici". Appurato ciò, concentrati sull'altra parte del mio commento, quella che Mago ha ben compreso e tu hai del tutto tralasciato di prendere in considerazione (almeno, così pare dalla tua risposta).

      MrKeySmasher

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  8. http://www.thetruthseeker.co.uk/?p=196932
    Se qualcuno ci capisse qualcosa sarebbe gradito un commento.

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    1. https://www.voltairenet.org/article208101.html
      La Siria recupera i propri giacimenti petroliferi.

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    2. https://comedonchisciotte.org/le-truppe-americane-continuano-a-rimanere-in-siria-per-tenersi-il-petrolio-e-per-questo-hanno-gia-ucciso-centinaia-di-persone/
      o forse no

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  9. Buongiorno dr.Tabellini, trovo molto interessante questa sua riflessione sull'utopia. Direi che da questo articolo possano emergere almeno tre caratteristiche fondamentali dell'utopia che condivido: soggettività, temporaneità, realizzabilità. Un'utopia infatti è sostanzialmente soggettiva (può essere distopia per un'altro), temporanea, in quanto il suo motivo d'essere può cambiare e/o esaurirsi con il mutare continuo delle cose, più o meno realizzabile, concetto questo assimilabile a quello, decisamente però più complesso da analizzare, di possibilità e impossibilità, complesso perchè ovviamente condizionato anche da quella variabile impazzita e impredicibile della volontà umana, o almeno di chi dovrebbe essere deputato a decidere. Credo che infatti, a proposito di questioni ambientali ed ecologiche, il nucleo del discorso stia tutto in quella sua frase "Sfortunatamente, coloro che oggi posseggono il potere necessario a cambiare le cose sul serio sono anche quelli che più avrebbero da perderci nel farlo". Anche perchè credo che, nonostante l'attuale modello socio-economico di sviluppo sia oggi evidentemente da considerarsi palesemente sbagliato, distruttivo e insostenibile, tuttavia sperare soltanto in una politica di sensibilizzazione delle persone, e quindi dal basso, sia proprio un'utopia praticamente irrealizzabile. Questo perchè le persone, di ogni popolo e cultura, avranno sempre delle problematiche soggettive secondo loro ben più importanti a cui pensare. Tenderei quindi a vederla più come una giustificazione dell'incapacità di "governare" di chi invece dovrebbe essere abile a farlo, in modo saggio e sistemico, indipendentemente dal numero di voti che le decisioni possano eventualmente promettere o meno.

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    1. Buongiorno Fabio. L'utopia possibile che propongo nel mio libro richiede cambiamenti istituzionali, politici ed economici che, sebbene siano difficili da realizzare senza l'appoggio della popolazione, incentiverebbero, una volta implementati, stili di vita più sostenibili. Si creerebbe così un circolo virtuoso per cui riforme economiche e politiche metterebbero in moto azioni dal basso che a loro volta accelererebbero tali riforme. Se ti interessa puoi leggere le prime pagine del libro gratuitamente qui: http://federicotabellini.com/leggi-unanteprima-gratuita/

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  10. Da Leggere :
    https://it.wikipedia.org/wiki/Impatto_ambientale_della_navigazione

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  11. UTOPIA : Quanto costituisce l'oggetto di un'aspirazione ideale non suscettibile di realizzazione pratica.

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