Dettaglio della profetessa di Delfi di John Miller (1891


sabato 12 ottobre 2019

Il Prezzo per la Vita è la Morte. Come Mantenere i Servizi Ecosistemici.


Al netto di qualche ricercatore e di pochi professionisti, nessuno in fondo sa cosa siano i servizi ecosistemici e nemmeno gli interessa saperlo.   Eppure un sacco di gente (funzionari, professionisti, politici, sacerdoti ecc.) se ne occupano senza nemmeno saperlo, di solito per demolirli.     
Perfino per chi li studia è difficile parlarne.  Perché?

Una risposta parte, credo, dalla struttura del nostro sistema nervoso.   

Mi risulta che il nostro cervello riesca a processare circa 500 bit al secondo, mentre gli organi di senso ne inviano parecchie migliaia, che già sono una minima parte dell’informazione presente intorno a noi.   Per evitare un blocco per “overflow”, ci sono dunque dei filtri che selezionano le informazioni più urgenti prima che sia raggiunto il livello cosciente.   Una funzione questa presente in tutti gli animali e che evolve coi tempi della biologia, dunque centinaia di migliaia di anni.
Da sempre le informazioni più urgenti sono quelle che riguardano oggetti in movimento.  Per i nostri avi qualcosa che si muove era qualcosa che potevi mangiare, o qualcosa che ti poteva mangiare.   Per noi è magari un’auto che ci viene addosso, ma resta il fatto che prestare attenzione a ciò che si muove è generalmente interessante, spesso salubre.   Di qui la nostra attenzione agli animali assai più che alle piante ed alle piante più che alle pietre.  Di qui il successo degli youtuber, assai più che degli scrittori.   Il successo dei videogiochi, ecc.   

Siamo perfettamente adattati a individuare opportunità a minacce impellenti, quando si muovono, mentre siamo quasi del tutto disarmati quando le opportunità e le minacce vengono da qualcosa di scarsamente visibile, poco rumoroso e/o  molto lento.
Il problema sorge dal fatto che non sempre l’urgenza coincide con l’importanza e qui arriviamo ai servizi ecosistemici.   Non ci facciamo mai caso, addirittura ci viene difficile osservarli anche quando vogliamo, perché sono qualcosa che il nostro cervello automaticamente elimina dal flusso di bit come “rumore di fondo”.  Con ragione, perché sono li da sempre e, su scala globale, finora pressoché immutati.   Il guaio è però che non saranno lì per sempre e che non sono immutabili.  Non a caso, cominciamo ad accorgerci di essi adesso che hanno cominciato a venire meno.

Per fare un’analogia, le persone che vivono vicino ad una cascata o ad un’autostrada non odono il rumore dell’acqua o del traffico, ma si allertano immediatamente se per qualche ragione quel suono così abituale cambia o vien meno.  

I servizi ecosistemici sono così: ti accorgi di loro solo quando non ci sono più.  Ci succede un poco come a quelli che si accorgono della moglie solo quando se lei ne è andata; solo ma senza moglie si può vivere, senza servizi ecosistemici no.  E difatti, se andiamo a studiare le civiltà scomparse, troviamo che sempre, sottostante la crisi che le ha travolte, c’è stato un consistente venir meno dei servizi ecosistemici.

Dunque cosa sono?

Tutto ciò che ci mantiene in vita.  Per esempio energia, acqua, aria, cibo, clima non sono prodotti del nostro ingegno e del nostro lavoro, bensì del funzionamento degli ecosistemi di cui siamo parte.  Ingegno e lavoro contano, ovviamente, ma nella misura in cui riescono ad estrarre qualcosa di utile dal funzionamento della biosfera.  Vale a dire che i servizi ecosistemici sono il risultato complessivo di una miriade di costanti interazioni fra organismi viventi, rocce, acqua, aria ed astri celesti che conosciamo solo in modo molto parziale. 
Vediamone meglio alcuni:

Energia.  Quasi 8 miliardi di noi vivono su questo pianeta dissipando l’energia messaci a disposizione dagli ecosistemi.   Per le fonti fossili (petrolio, gas e carbone) si tratta del prodotto della fotosintesi in ere geologiche passate; biomassa e cibo sono invece prodotti della fotosintesi attuale.  La luce del Sole viene filtrata da un’atmosfera che è il risultato di miliardi di anni di fotosintesi e,  senza questi filtri, ben poco di vivente ci sarebbe sulle terre emerse.   Annualmente consumiamo l’energia fossile accumulatasi in molte centinaia di migliaia di anni di fotosintesi  del passato oltre a circa il 50% della biomassa prodotta dalla fotosintesi attuale.  A far data dall’ “Overshoot day” consumiamo anche quota parte del capitale di biosfera che ci fornisce quell'energia, riducendone quindi la produzione.  Un po’ come qualcuno che ogni anno spenda più di quel che guadagna, attingendo ad un capitale ereditato degli avi.

Acqua.  A scuola ci insegnano che l’acqua è una risorsa rinnovabile perché ricircola costantemente fra il mare e la terraferma.   Vero, ma allora come mai in quasi tutto il mondo la portata di fiumi e sorgenti diminuisce; le falde acquifere sono più o meno depresse ovunque?   Semplice: perché ne pompiamo in mare più di quanta non riesca a tornare indietro e, contemporaneamente, smantelliamo pezzo per pazzo il sistema che porta la pioggia nell'entroterra.   Il ciclo dell’acqua infatti funziona a condizione che vi siano degli ecosistemi funzionanti, in particolare foreste, laghi e paludi, altrimenti le precipitazioni diventano scarse ed irregolari.  

Il meccanismo è complesso e ancora non del tutto compreso, ma in sintesi, l’acqua che evapora dal mare ripiove in mare, salvo una percentuale che piove sulle zone costiere.  Se qui viene intercettata e trattenuta dalla vegetazione e dalle paludi, rievapora e piove più verso l’interno e così via.  Altrimenti se ne torna presto in mare e amen.

I fiumi rappresentano il “troppo pieno” di questo sistema, le falde acquifere sono invece le riserve che possono tamponare le fluttuazioni temporanee, a condizione di non venire prosciugate e/o inquinate. La tecnologia e l’energia fossile ci permettono di andare a pompare riserve sempre più profonde, dimenticate dal tempo, ma meglio ci riesce di fare questo, più alteriamo irreparabilmente il ciclo, spostando acqua dalla terraferma al mare, senza che possa poi tornare.

Certo, questo è solo uno schema e si applica in modo molto di verso a seconda delle regioni e delle stagioni, ma resta sempre valido il fatto che quando la portata dei fiumi diminuisce, significa che abbiamo già superato la soglia di pericolo.  L’unica cosa intelligente da fare sarebbe ridurre i consumi ed aumentare foreste e paludi.  La cosa più stupida è pompare di più e più in profondità, anche se può essere molto redditizio.

Aria.  La composizione dell’atmosfera ha alcune implicazioni su cui raramente si riflette. Rende possibile alle piante di fotosintetizzare ed a praticamente tutto ciò che vive di respirare, ma non solo.  Come abbiamo accennato, filtra i raggi cosmici, impedendo che le cellule vangano uccise ed assicura al Pianeta una temperatura media compatibile con la presenza di acqua allo stato liquido e di vita biologica.  Una composizione dell’atmosfera relativamente costante è un servizio eco-sistemico. 

Qualcuno comincia a rendersi conto che averla alterata anche di poco sta scatenando una specie di anteprima d’inferno in molte regioni.   Questa alterazione deriva solo in parte dalla combustione di biomassa fossile; per una parte consistente deriva da disboscamento e incendi, degrado dei suoli ecc.  
Su quali siano le rispettive percentuali non c’è accordo fra i ricercatori, ma che siano entrambe determinanti è assodato.   Quello su cui non si riflette abbastanza è che tutto ciò ha già scatenato una serie di retroazioni auto-rinforzanti di ulteriore riscaldamento e che solo ed esclusivamente il ripristino dei servizi ecosistemici potrebbe, forse, fermare prima che la maggior parte del pianeta diventi un deserto.  Quindi, abbiamo bisogno soprattutto di foreste e paludi.

Cibo.  In effetti, oggi la base alimentare dell’umanità è costituita da petrolio e gas naturale, ma per rendere digeribile questa roba abbiamo bisogno di trasformarla in tessuti vegetali o animali sfruttando dei servizi ecosistemici.   E troppo petrolio e gas stanno demolendo pezzo per pezzo gli ecosistemi che ci forniscono questo servizio.  Per non parlare dell’effetto definitivo rappresentato da quella coltre di cemento ed asfalto che siamo soliti chiamare “città”.

Clima.   Già molto tempo fa, gli storici si sono accorti che le società complesse, capaci di produrre quelle che chiamiamo “grandi civiltà”, sono sempre state vincolate ad aree caratterizzate da clima mite.   Il motivo è semplice e non c’entra con l’intelligenza umana, semmai con la stupidità.  Un clima temperato è infatti un presupposto per suoli non solo fertili, ma anche dotati di una forte resilienza allo sfruttamento agricolo, a sua volta presupposto per il sostentamento di elevate concentrazioni di persone e, quindi, per lo sviluppo di società complesse, in grado di produrre i capolavori di arte e di scienza che tanto ci affascinano.   Non a caso, man mano che i suoli sono stati erosi ed il clima è diventato più ostile, le “società avanzate” sono fiorite altrove, tendenzialmente più verso nord, laddove il clima era ancora compatibile con elevate densità di popolazione.

Proprio ora, per la prima volta nella storia, climi e suoli stanno diventando inadatti a sostentare una società numerosa e tecnologicamente avanzata in praticamente tutto il mondo contemporaneamente. Si, perché la tecnologia, tanto più è avanzata, quanto più ha bisogno di una base sociale numerosa, il che significa dare da mangiare e da bere alle tante formichine che concorrono a far funzionare una grande città.   Mangiare e bere che sono servizi ecosistemici che la città sistematicamente distrugge.

Sostituire i servizi ecosistemici

Si possono costruire depuratori per riciclare l’acqua, si possono sintetizzare fertilizzanti per produrre cibo su terreni esausti; plastiche e metalli possono sostituire il legno, anzi fare di meglio assai.  Si sono costruite macchine che possono produrre elettricità senza emissioni climalteranti e perfino macchine che pompano CO2 dall’atmosfera nelle viscere della Terra.  Certo, ma tutto ciò ha dei costi.   

Costi in primo luogo energetici, perché mentre la fotosintesi trasforma CO2 in biomassa usando la luce del sole, le nostre macchine sono alimentate comunque da combustibili fossili ed è quanto meno improbabile che si possa fare altrimenti.   Oggi, le fonti rinnovabili coprono infatti meno del 10% del consumo globale (5% idroelettrico, 3% eolico, 2% solare) ed esistono solo grazie ad un’industria potentissima che usa grandi quantità di materiali.   Incrementarne l’uso per sopperire ai consumi attuali comporterebbe l’estrazione ed il consumo di milioni di tonnellate di cemento, acciaio, rame eccetera, compresi parecchi minerali rari provenienti da immense miniere poste ai quattro angoli del mondo.   L’unico modo di ridurre sensibilmente le emissioni climalteranti sarebbe tagliare drasticamente i consumi finali, cioè liquidare buona parte dell’industria e tutte le grandi città, per poi fare i conti con la mostruosa sovrappopolazione che ottenebra il Pianeta e che continuiamo ad ignorare.
Costi finanziari.  Se a qualcuno sembra di dover correre sempre di più per ottenere sempre di meno non è pazzo.  Anzi è uno dei pochi che si è accorto di un fenomeno ben reale: in gergo si chiama “Sindrome della Regina Rossa”.  Ci sono diversi fattori concomitanti e sinergici alla base di questo fenomeno, ma i principali sono due:
Il primo è il degrado qualitativo delle risorse energetiche e minerarie che ci costringe a scavare, pompare, trasportare sempre di più per ottenere ciò che ci serve.  Detto in altri termini, lo sforzo di produzione cresce più rapidamente del prodotto.

Il secondo è il venire meno dei servizi ecosistemici, che ci costringe a ricorrere a succedanei tecnologici.  Macchine ed impianti però costano ed i soldi vengono prodotti dalle banche mediante l’accensione di debiti e che devono poi essere restituiti con l’interesse, altrimenti il sistema grippa ed il denaro scompare.   Per pagare gli interessi è necessario che l’economia cresca, solo che il degrado delle risorse ed il venir meno dei servizi ecosistemici si mangiano parte crescente della produttività, lasciando sempre meno per la crescita.

I servizi ecosistemici, invece, sono gratis.  Ma lo sono davvero?  Come disse giustamente Milton Friedman:  In Natura non esistono pasti gratis”.  E quale è allora il prezzo da pagare?  

Il prezzo è accettare di rimanere degli elementi marginali della Biosfera.   

Oggi però noi, i nostri simbionti e le nostre escrescenze di acciaio, vetro, catrame e cemento, copriamo circa il 50% circa delle terre emerse; il 100% se consideriamo che oramai qualunque angolo della Terra è sfruttato per qualcosa e/o inquinato da qualcosa: dalla troposfera agli abissi oceanici.

Teoricamente sarebbe possibile un “rientro”, ma oramai non “dolce”.   Bisognerebbe infatti che i ricchi accettassero di diventare poveri ed i poveri di restare tali, bisognerebbe anche che tutti accettassimo di fare al massimo due figli e di morire alla prima malattia seria che ci prende.  

Alla fine, il prezzo per la vita è la morte. Non possiamo non pagarlo, ma possiamo scegliere se andarcene tranquillamente, alla spicciolata, oppure se ardere l'intera Biosfera e noi stessi sulla pira.


36 commenti:

  1. L'articolo è buonissimo. Ho solo qualche personale osservazione da fare, che scriverò in un prossimo commento. Per ora, grazie Jacopo !

    Gianni Tiziano

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  2. Ottimo ed intereressante post.

    Parte di quello che voi climatologici chiamate "servizi ambientali", rientrano in Economia, nella più ampia accezione di "Ambiente Economico" ossia il PESTEL per l'analisi di lungo periodo.

    Energia. L'Italia non ha fonti di energia fossile, l'umanità sta scollinando nella curva di Hubbert nel petrolio, quello che resta sarà sempre più costoso in quanto più difficile da estrarre. Questo per l'Italia vorrà dire nei decenni a venire, ripetuti e continui schock energetici come quelli del 1970s. Di positivo ci sarà che (ARIA) lo smog nella Pianura Padana, gradualmente sparirà.

    Clima: il destino climatico dell'Italia è di diventare un sasso secco come l'Egitto (almeno sino a quando non si bloccherà la AMOC, evento che produrrà un miglioramento del clima e della distribuzione delle pioggie in Italia). Tutti i ghiacciai sono destinati a scomparire entro il 2100 e nel 2050 ne saranno rimasti pochi kmq nelle Alpi. Il livello del mare è atteso che si alzi di circa +0.9MT entro il 2050. Questo vuol dire allagamenti di acqua di mare delle città urbane, scomparsa del turismo, cali delle rese agricole e risalita di malattie tropicali per aree salmastre, cali della produzione agricola e carestie (non ci sarà valore da esportare e quindi non ci saranno risorse da poter spendere per poter importare energia e beni alimentari solidi e liquidi), shock idrici d'acqua potabile. Poi Medicane e trombe marine e trombe d'aria, flagelleranno la penisola italica a causa della maggiore energia presente in atmosfera e per il rallentamento dei jet stream (che già oggi, causano uno stazionamento di aree cicloniche/anticicloniche). A tutti questi disastri, occorre aggiungere le piaghe tradizionali di un territorio fragile come quello italiano: terremoti, maremoti, frane, incendi, eruzioni vulcaniche.

    Ci sarà la necessità impellente di maggiore energia per cercare di mitigare tali danni (es: desalinizzatori, investimenti in dighe, investimenti in pompe idrauliche e canali, investimenti in manutenzioni delle tubature, piccoli invasi per trattenere l'acqua piovana, investimenti nell'agricoltura in cambi di coltivazioni e massiva robotizzazione con irrigazione a goccia per mitigare i cali delle rese agricole ecc...) ma non ci saranno danari, a causa del GIÀ ELEVATO DEBITO PUBBLICO ACCUMULATO DALL'ITALIA, per cui il quoziente DEBITO/PIL schizzerà in pochissimo tempo a valori stratosferici a causa di dinamiche divergenti.

    Il Pil e la Produttività italiane non potranno essere crescenti, nei decenni a venire.
    Il Pil e la Produttività italiane non potranno essere costanti, nei decenni a venire.
    Il Pil e la Produttività italiane saranno calanti, nei decenni a venire.

    Ripetere gli stessi discorsi, sull'interesse nazionale italiano ad avere una curva demografica calante (espellendo migranti economici/climatici e clandestini ed interdendo la migrazione subsahariana) per avere un reddito pro_capite che sia viscoso (leggermente calante nei decenni a venire) è cosa trita e ritrita da ripetere.

    Quello che invece si può aggiungere, è che benchè i TALK SHOW italiani puntino a far disinformazione, ingozzando di balle e di mer*@ il corpo elettorale italiano, spacciando analisi superficiali e stupide, dando a bere l'idea che il futuro dell'Italia è una dilatazione di un presente immutabile e costante (privo delle piaghe del XXI secolo), in cui l'Italia potrà continuare a vivere di debito pubblico, direi che al contrario, i mercati finanziari non sono stupidi.

    E'probabile che i mercati finanziari riscontino preto, tale contesto futuro che è pregno d'immensi rischi, facendo galoppare il LEGITTIMO premio sul tasso d'interesse, sui titoli di stato italiani, causando così il fallimento finanziario precoce dell'Italia.

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    1. Non è detto che la qualità dell'aria in Pianura Padana migliori, potrebbe anzi peggiorare per un'ulteriore diffusione di caldaie e centrali a cippato.

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    2. @ Jacopo Simonetta13 ottobre 2019 20:38
      Non credo, uno smog con inquinamento nella Pianura Padana come quello di questi decenni daò 1960s-Oggi, non s'è mai visto. Anche solo nel 1800s (che bruciavano carbone imporato) oppure ancora prima nel Medioevo (che bruciavano legna) non esisteva.

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  3. articolo buon certamente ma alcuni punti e anche in parte le conclusioni le considero imprecise; chiederei a Jacopo dove ha preso quelle percentuali che usa: 50% della fotosintesi, o 50% delle terre emerse e così via, il primo dato mi sembra troppo grande e il secondo troppo piccolo; comunque ripeto buon articolo, ma forse grossolano in alcune cifre

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    1. Sono dati che ho estrapolato da un mio vecchio articolo in cui citavo le fonti relative: dovresti trovare tutto qui: https://www.apocalottimismo.it/tecnosfera-e-biosfera/
      Comunque sono d'accordo che la stima del 50% di occupazione delle terre emersia sia probabilmente sottostimata. Il problema è che differenti ricercatori usano differenti definizioni di "forest", arrivando quindi a risultati discordanti. Per esempio: le peccete del Cadore si devono considerare foreste o coltivazioni? Non tutti sono d'accordo.

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  4. il cambio di paradigma non sarà mai accettato, nè perseguito volontariamente. Mi sembra ormai più che lapalissiano. Ci rimane solo essere spettatori passivi del disastro e cercare di non fare troppi danni anche noi. Greta fa bene ad arrabbiarsi, ma l'unico risultato è l'aumento di critiche. Eppure basterebbe considerare il mondo fisico secondo le sue leggi, ma si sa che l'entropia è una perfetta sconosciuta, anche a laureati in fisica e chimica. Professore, ma a chi l'ha data la laurea?

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  5. Da uno scenario del genere l'esito più probabile sembra la guerra. Le nazioni più forti cercheranno di cannibalizzare le più deboli e le risorse rimaste, o dovranno comunque vedersela con i tumulti interni.
    Non escluderei nemmeno un ritorno della schiavitù, man mano che i nostri "schiavi fossili" ci lasceranno.
    Spero francamente di andarmene prima.

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  6. "Teoricamente sarebbe possibile un “rientro”, ma oramai non “dolce”. Bisognerebbe infatti che i ricchi accettassero di diventare poveri ed i poveri di restare tali"


    Sarà difficile, finché continuiamo ad equiparare la ricchezza all'energia ovvero alla potenza e al potere, chi in un modo chi nell'altro, fossile o elettrico (in quasi tutto il mondo oramai il potere, la potenza, si manifesta anche nelle classi povere attraverso lo spreco energetico fine a se stesso, se non altro con il totalmente inutile movimento frenetico delle persone, con qualsiasi vettore energetico avvenga).
    Igor qualche giorno fa ha linkato da qualche parte un vecchio articolo di Donella Meadows qui al tempo pubblicato, il cui punto più importante era il "paradigma", la weltanschauung, senza cambiare la quale tutto il resto, leggi-incentivi-disincentivi-pianificazioni-sanzioni-frustate, è inutile.
    Ma oltre a citarlo, qualcuno l'ha letto fino alla fine e ne ha compreso il significato?
    Il punto non è quale automobile, aereo treno o corriera e con quale tipo di motorizzazione, il punto è se vogliamo provare a vivere senza automobile, aereo, treno o corriera, liberandoci dalla loro SCHIAVITU'. Va cambiata la moda, mentre quello che si sta facendo adesso con le "cassandrate" è renderla sempre più attraente, se non addirittura invitante nella sua trasgressività... e al diavolo i "menagrami"... bel risultato...
    Questo si può raggiungere solo attraverso l'esempio che si può vivere bene e anche meglio in modo più semplice e meno complesso: rinunciare alla schiavitù dello stress di un mondo ultracomplesso e ormai incomprensibile a tutti, anche ai piu' colti scienziati, non e' una rinuncia. Ma per questo è necessario rigettare tutto il sistema economico-legislativo pavloviano a stimolo-punizione che il movimento ambientalista, stupidamente, ha completamente acquisito dal sistema neoliberista che dice di combattere, forse perchè più che essere neoliberista, deriva dalle ideologie punitive e dirigistiche maoiste-staliniste in cui molti dei suoi adepti si sono a suo tempo formati culturalmente.

    anonimo ;)

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  7. Ottimo lavoro Jacopo, la cosa che mi lascia attonito, è vedere in giro la mancanza di fiducia, di speranza, di visioni positive, anche nelle note che hai provocato, che pure servono, anzi sono indispensabili, anche per la vita dei più incalliti pessimisti. La critica e il pessimismo sono utili ma certamente solo con questi non saremmo dove siamo, non saremmo andati sulla luna e non saremo nemmeno in grato di sopravvivere su questa terra a lungo, quindi auguro a tutti....pensieri positivi e costruttivi, ne avremo tutti di cui beneficiare.
    Giovanni

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    1. Andare sulla Luna è proprio una di quelle cose che causano il degrado dei servizi sistemici, per il grande dispendio di risorse terrestri di cui necessita (carburanti, metalli, minerali rari ed altro). Comunque io credo che sulla Luna non ci siamo andati : le riprese e le foto sono state fatte in studio (vedi il bellissimo documentario "American Moon" di Massimo Mazzucco) !

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    2. "sulla Luna non ci siamo andati : le riprese e le foto sono state fatte in studio"

      Oh, ecco finalmente la Verità su questa bufala colossale, e nientemeno che da M. Mazzucco!

      E spero che presto si arriverà a sbugiardare anche la fesseria della Terra sferica!

      Cmq, credo che produrre le scie chimiche, nel tempo, abbia richiesto molto più impegno e spesa che girare dei video farlocchi, per non dire della assurda campagna propagandistica a favore dei vaccini; mi compiaccio davvero che su questo blog ci sia qualcuno che ha il coraggio di dire le cose come realmente stanno.

      Saluti.

      R

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  8. l'unico esempio di vita decente, gioiosa e felice che conosco senza dispendio di energia è quella di San Francesco. Quindi capitolo chiuso per le masse di locuste. Il sistema punitivo normativo legislativo di stampo liberista o stalinista non serve a nulla se dietro non c'è un potere forte, non democratico, che obbliga le masse di locuste alla sua osservanza stretta. Le leggi contro la droga ci sono sempre state, ma è bastato ammazzare dei giudici per non farle applicare. L'unico modo per far osservare le leggi è essere più crudeli dei delinquenti, ma questo è possibile solo in una dittatura. Sento già le masse di locuste, finto buoniste e le associazioni partigiane, i partiti politici, le religioni urlare contro la privazione dei diritti fondamentali dell'uomo, cioè fare che cavolo ci pare senza tener conto del prossimo, delle leggi della natura, dell'ambiente, della morale, del buonsenso. Gli ipocriti dominano e il risultato è scontato. Sappiamo già dove ci sta portando il BAU, il che dovrebbe già essere un sollievo, perchè, come dice il titolo del post: "Il prezzo della vita è la morte". Quindi l'unica possibilità che abbiamo è vivere bene o meglio possibile, quel poco di tempo che ci rimane nel rispetto nostro, del prossimo, della natura e, per chi ci crede, di Dio. Questo ci dovrebbe mettere in uno stato di pace interiore, un pò come successe a San Francesco, quando alla fine della sua breve vita, si accorse che i suoi discepoli avevano già cominciato ad allontanarsi dal suo esempio, anche se nel suo caso fu Dio stesso a consolarlo. La solita fortuna sfacciata degli sfigati che hanno fede.

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  9. @ Anonimo 12 ottobre 2019 22:12

    Durante la guerra fredda, tutte le nazioni ad economia di mercato hanno bruciato carburanti fossili.
    Durante la guerra fradda, tutte le nazioni ad economia collettivista hanno bruciato carburanti fossili.
    Gli altri paesi del II e III mondo, avrebbero voluto bruciare carburanti fossili.

    Dopo il 1989-1991 la Cina è entrata nel WTO, l'URSS è collassata e si è trasformata in CSI, il COMECON ed il Patto di Varsavia si sono sciolti, nel mondo domina il modello dell'Economia di Mercato (con varie varianti, più o meno prossime al Capitalismo come il modello cinese che è vicino al modello capitalista di due secoli fà). Le economia collettiviste sono marginali (Nord Korea, Myammar, Cuba) ma anche loro bruciano carburanti fossili. I paesi del II mondo (India, Cina, tutto il Sud America) stanno facendo la rivoluzione insutriale, pure loro bruciano massivamente carburanti fossili. I paesi del III mondo (principalmente concentrati in Africa) brucicchiano carburanti fossili, non hanno ancora fatto la rivoluzione industriale, ma vorrebbero bruciare carburanti fossili, così come fan tutti gli altri sulla Terra.

    Osservando i segnali di Early Warning, si può desumere che le Guerre Puniche II sono ineluttabili, si sarebbero potute sminare 20 anni fà.
    https://youtu.be/VwakFIefKY4

    Poichè il contesto del Mediterraneo, così per come è definito nell'Universo Ottimista (ormai irraggiungibile) è anche un piccolo campione del più ampio scenario mondiale della EFFICIENTE CONDIVISIONE TECNOLOGICA DELL'AUSTERITÀ, già oggi, osservando i segnali di Early Warning, è possibile dedurre che l'emersione dello scenario dell'EFFICIENTE CONDIVISIONEN TECNOLOGICA DELL'AUSTERITÀ sarà alquanto improbabile, nei prossimi decenni a venire.

    Osservando proprio i segnali d'Early Warning, si può dire:

    1-L'area del Mediterraneo è fortemente orientata verso il contesto dell'Universo Pessimista, meno probabilmente verso il contesto dell'Universo Atteso.

    2-Oggi il mondo è in una posizione intermedia tra lo Scenario del FALSO RITORNO DELL'ETÀ DELL'ORO e lo scenario della CATASTROFE ULTRAVIOLETTA.

    3-La direzione di moto della freccia della storia posto ad oggi in un punto intermedio, ha un senso di marcia AVVERSO allo scenario dell'EFFICIENTE CONDIVISIONE TECNOLOGICA DELL'AUSTERITÀ. La direzione del moto è fortemente orientata verso FALSO RITORNO DELL'ETÀ DELL'ORO, CATASTROFE ULTRAVIOLETTA, SURROGAZIONE INERZIALE ESPLOSIVA.

    4-La variabile climatica riconferma questo moto: il Polo Nord ICE FREE in estate/autunno in modo stabile che si raggiungerà da qualche parte nel decennio 2020s, diventando un evento certo dal 2030. Questo tipping point climatico sarà l'apripista di una cascata di ulteriori tipping point climatici, che disegneranno in breve tempo, un contesto non reversibile, in violento mutamento, tale da generare una CATASTROFE CLIMATICA. Dentro questo divenire, è probabile che dal 2030 emergeranno una serie di guerre, tutte appartenenti questi tipi d'inviluppi bellici

    https://youtu.be/5EYcTnwVy9c

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    1. vedevo nella trasmissione "Eden salvare il pianeta" la contraddizione culturale esistente che da una parte vorrebbe salvare il pianeta e dall'altra portare tutti i quasi 8 mld al livello del 1° mondo, ossia far diventare dei consumatori compulsivi altri 6,7 mld circa di umani. Eppure 30, 40 anni fa avevamo degli intellettuali con la mente pensante, mentre ormai abbiamo solo degli schizofrenici. Da una parte denunciano i disastri del consumismo e dall'altra esaltano come massima espressione della giustizia dare a tutti il consumismo, ossia servizi, benessere materiale d'origine fossile, welfare, ecc. Forse sarà perchè appartengo all'ultima generazione indenne dagli stupefacenti, che so indurre schizofrenia e altre malattie mentali, che impediscono la lucida comprensione dei fatti e loro conseguenze. Dalle malattie mentali è quasi impossibile guarire, quindi il futuro è certo.

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    2. @ mago13 ottobre 2019 22:31

      Direi che QUOTO un tuo commento di qualche settimana fà, di cui non ricordo la data: In Italia, parlare di sovrappopolazione oggi, vuol dire essere etichettati come nazisti-fascisti-reazionari.

      Aggiungo, che oggi, i tempi sono così cambiati che persino il povero De_Gasperi con la sua CED=Comunità Europea di Difesa (continentale dell'Europa) oggi, sarebbe etichettato come nazifascista-reazionario!.

      Con la scusa che i Mass Media non vogliono creare allarmismo, i Mass Media (che in Italia non sono i cani da guardia, di un bel niente, dato che sono i primi a spacciare disinformazione e propaganda), propongono analisi superficiali e stupide, dando a bere al corpo elettorale italiano, che il futuro dell'Italia, è una dilatazione di un presente immutabile e costante, privo dei danni climatici e delle piaghe del XXI secolo, per cui gli italiani nei decenni a venire, potranno continuare a vivere di debito così come hanno fatto dal 1980s sino ad oggi.

      Per oppormi a questa posizione, se volete farvi quattro risate, nel mio piccolo, sto creando una linea satirica di mini programmi-tv: Mio Talk Show Parodia, nella prima puntata c'è il tema del Debito Pubblico Italiano
      https://youtu.be/6OWfwniPlws

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  10. http://theeconomiccollapseblog.com/archives/even-national-geographic-admits-billions-of-people-will-face-shortages-of-food-and-clean-water-over-the-next-30-years
    forse a breve cominceranno gli effetti della schizofrenia imperante.

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  11. Per chi vive in città, i servizi ecosistemici sono il frigorifero e la dispensa, i banchi dei supermercati e dei negozi, i rubinetti dell'acqua. Sono servizi ecosistemici che si avvalgono della artificialità, che mette una benda sugli occhi a quasi tutti noi che ne usufruiamo. Questa benda non ci fa vedere il progressivo degrado degli ecosistemi del pianeta Terra, che forniscono tali prodotti appunto ai nostri frigoriferi, dispense, supermercati e negozi. Se ne accorgono pochi di noi, grazie anche ad articoli come questo di Simonetta.

    I popoli che vivono in simbiosi con la natura, non hanno frigoriferi, supermercati, acquedotti. Conoscono benissimo i servizi ecosistemici naturali, e si accorgono subito se vengono a deteriorarsi ; la loro cultura è incentrata sulla preservazione dei servizi ecosistemici, per se stessi, per i loro figli e le generazioni future.

    Io sono pessimista. Credo che ci siamo talmente staccati dalla selvatichezza della natura, che arriveremo a distruggerla quasi tutta.

    Homo demens

    - Gianni Tiziano

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    1. mi pare che i popoli primitivi non vedano l'ora di mettere da parte la loro cultura della preservazione degli ecosistemi, non appena ne hanno la possibilità.

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    3. @ mago14 ottobre 2019 11:20

      TI PARE MALE !
      I popoli che vivono in simbiosi con la natura, tu non li capisci, perchè non li ascolti, non li osservi, non li segui, non li studi.
      Le tue supposizioni sono TOTALMENTE sbagliate, frutto di etnocentrismo e supponenza.

      Gianni Tiziano

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    4. ora non ti arrabbiare, ma i selvaggi sono malati di avidità e prepotenza come gli occidentali e appena possono dimostrano quello di cui sono capaci. Capisco che tu abbia bisogno di credere in qualcosa di meglio come tutti. In merito a questo ti posso dire che il mio miglior amico e mio dottore di famiglia, morto d'infarto un mese fa, ha lasciato un testamento spirituale nel quale dichiara di essere uno spirito libero compassionevole e di meritarsi il meglio. Di non essere mai nato, nè morto, ecc. Da un punto di vista psichiatrico può sembrare l'addio alla vita di uno svitato, ma
      da un punto di vista spirituale chi può fare giudizi? In ogni caso la ricerca del meglio è insita nella natura umana. Nel tuo caso, da occidentale a cui non è mai mancato le necessità materiali, la ricerca va a ramengo. Nel caso dei primitivi meno evoluti materialmente è più facile, perchè basta puntare alle cose materiali. I pakistani infatti dicono che non sono venuti in Italia, per fame o mancanza di lavoro, ma perchè da loro vanno in bici, mentre qui vanno in auto. Comunque l'importante è che tu abbia trovato un equilibrio e poi, se tra qualche anno o decennio, la gente morirà per le strade per fame o violenza, in fondo chi se ne frega! Come disse Dio al ricco epulone che si preoccupava dei fratelli scialacquoni ed egoisti rimasti in terra di non farli anche loro venire nel luogo di sofferenze dove la sua condotta scellerata l'aveva portato: "Hanno Mosè ed i profeti, che li osservino". Ma se l'umanità vuole osservare solo la propria imbecillità e avidità, noi che ci possiamo fare? La tua soluzione sarebbe tornare alla semplicità dei primitivi (anche se gli umani di ora sono solo una evoluzione dei selvaggi e quindi non vanno considerati 2 entità diverse), la mia sarebbe invece tornare alla semplicità spirituale dei primitivi, ma sono entrambe impossibili, perchè l'essere umano preferisce la brutitudine alla canoscenza e virtute.

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    5. @mago15 ottobre 2019 09:40

      I selvaggi (popoli primitivi), ti ripeto, sono organizzati in gruppi societari composti da meno di cento individui, totalmente autosufficienti sul territorio che occupano, senza scambi commerciali con altri gruppi, solo scambi genetici (matrimoni inter-tribali). Avidità e prepotenza, in questi gruppi vengono bloccati sul nascere. La loro vita è comunitaria, si basa sulla condivisione. Non esistono capi. Vivono in modo ecocentrico (gli equilibri ecologici sono preservati).
      I Pakistani a cui tu ti riferisci, non sono popoli primitivi : i popoli primitivi (alcuni ancora esistono) non vanno in bicicletta.
      Tu sei in errore quando dici che questi popoli desiderano avere il nostro stesso tipo di vita. NON E' VERO !
      Fatti un giretto qui :
      https://www.survival.it/popoli

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    6. nella mia infanzia ho avuto la fortuna di crescere in una società vicina ad essere ecosistemica, almeno da un punto di vista delle risorse, mentre ora coi FF e col proliferare delle leggi e norme, è divenuta un'inferno. So da una psicologa, che ha studiato antropologia delle società primitive, che i problemi psichici in quelle società sono praticamente assenti, ma non perchè sono dotati di una vaccinazione naturale, semmai perchè l'unica preoccupazione che hanno, è relativa al mangiare e ciulare. Il cibo è abbondantemente procurato dalla natura selvaggia e ciulare non è causa dei grossi problemi che torturano noi moderni per la struttura societaria estremamente semplice delle società primitive. Non te la sto a spiegare per lunghezza, ma, a parte che oggi non esistono più queste tribù selvagge, perchè in un modo o nell'altro sono state tutte raggiunte da una qualche forma di progresso e civiltà occidentali, l'esempio degli Inuit, a suo tempo illustrato dal professore, è lapalissiano. Non sarebbero più capaci di vivere senza motori fuoribordo per le loro barche in fibra, senza FF per spingerli e riscaldarsi e senza armi moderne per cacciare, proprio come io non saprei come fare a mettere su un pollaio o far crescere un frutteto,lavorazioni che erano largamente alla portata di mio padre che è nato e vissuto in una società agricola di sussistenza. Comunque, se credere alla favola del buon selvaggio ti dà conforto, fallo senz'altro, perchè è sempre meglio che farsi spingere all'odio verso i tifosi ospiti o gli immigrati o i nemici degli altri partiti per scaricare le tensioni instillate dalla caterva di leggi e norme che le elitè stanno scaricando da millenni sulle spalle dei sottoposti, perchè opprimere con esse è il modo meno dispendioso di energie per imporre il potere. Della serie: per i bischeri non c'è paradiso. E di conseguenza anche per i pochi, sempre meno a causa del potere dei media, che non lo sono, perchè una rondine non fa primavera.

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  12. Residue tribù umane di cacciatori-raccoglitori esistono tuttora, nel folto della Foresta Amazzonica, nel deserto del Kalahari, sulle isole Andamane. Pur concordando con Bruno Sebastiani, che gli esseri umani sono il "Cancro del Pianeta", se si approfondisce la conoscenza dei popoli indigeni, dei cacciatori-raccoglitori, dei popoli che vivono in simbiosi con la Natura, ed i loro discendenti, si noterà che eventualmente tutti loro sono dei tumori "benigni", e che si trasformano in maligni ("cancro") nel momento in cui si organizzano in "civiltà". Io personalmente ho individuato quale è questo momento preciso : è quando il gruppo umano conta più di cento individui. Al di sotto di cento, è un tumore benigno, da cento in su è un tumore maligno, poichè iniziano a manifestarsi gerarchie di potere, potere che si eserciterà sia verso i propri simili, che verso la natura, in quanto il popolo diventa anche stanziale, organizza un proprio esercito e aggredisce l'esterno della propria "città" (poi "stato") per approvvigionarsi di cibo, acqua e materie prime e addirittura materie non strettamente necessarie alla vita. Organizza dei commerci, delle guerre, una classe politica, ricerche scientifiche-tecnologiche, delle tecnologie che uccidono gli ecosistemi e inizia persino a pensare di invadere lo spazio al di fuori del pianeta Terra. I vari tumori si alleano militarmente ed economicamente, e si uniscono in forma di globalizzazione, a formare una metastasi che avviluppa a morte l'intero pianeta Terra. I pochi esseri umani che si oppongono a tutto questo, o che se ne estraniano, non riescono a invertire o comunque rallentare più che tanto questo processo che è .... orribile.

    - Gianni Tiziano

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    1. homo homini lupus (Cartesio, mica uno scemo).

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    2. sempre positivi , vedo

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    3. mago15 ottobre 2019 17:00

      Cartesio ? Non mi risulta. Cartesio ha detto "Cogito, ergo sum."
      Direi che invece sia stato detto da Thomas Hobbes.

      Gianni Tiziano

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  13. https://www.meteogiornale.it/notizia/settembre-2019-il-piu-caldo-di-sempre
    ma il sole ai minimi non doveva rallentare il gw? Perdete ogni speranza, o voi che entrate!

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    1. Bellissimi grafici che mostrano, fra l'altro, che non è il Sole a causare l'attuale aumento di temperatura (riscaldamento globale) dell'atmosfera terrestre :
      https://www.bloomberg.com/graphics/2015-whats-warming-the-world/?fbclid=IwAR1ajBFjaE8ebRQ-Ap-is4rY_HtS5pzQqJAKAEUoG147S84Sjl7znDCc3So

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  14. Vi riporto l'ultima trovata di questi personaggi schifosi:

    https://www.corriere.it/politica/19_ottobre_18/provocazione-beppe-grillo-se-togliessimo-voto-anziani-f4a5f93e-f16e-11e9-a348-893b72e3b5c5_amp.html

    Visto che qui molti di noi avevano sperato che da questa gentaglia si potesse ottenere, al meno, una speranza.
    Ad ogni modo il soggetto ha una parte di ragione: se gli anziani avessero a cuore qualcosa ci avrebbero già liberato dalla sua presenza e da quella dei suoi sgherri.

    Guido.

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  15. Questo ha il sapore del post 'definitivo'.
    A meno di improbabili salvataggi dello status quo (che mi piace di più degli acronimi anglosassoni) da parte della tecnologia e/o di ravvedimenti operosi sulla via di Damasco da parte dell'umanità (leggasi sobrietà estrema) - fatto inconciliabile con l'apologia mediatica del consumo e con l'equazione +consumi=+libertà -, mi sembra che il destino del nostro sistema economico/sociale/finanziario/industriale abbia gli anni contati.
    A questo punto mi chiedo: che senso ha continuare a vaticinare scenari apocalittici, preconizzare guerre e collassi qui su questo blog senza cominciare a delineare delle concrete strategie a breve e medio termine? Cosa vi proponete di fare individualmente voi da qua ai prossimi 5/15/20 anni? Siete tra i pochi che hanno capito come funzionano le cose veramente, e allora cosa fate o avete intenzione di fare? Aspettare che si compia il destino senza muovere ciglio, non so provare l'esperienza di vivere a 45/50 gradi o mentre fuori divampano disordini vari? Pensate a come dovranno vivere i vostri figli/nipoti? Vi state segretamente attrezzando a diventare il più autosufficienti possibile dal punto di vista energetico dell'acqua e del cibo? State approntando sistemi di difesa personale per quanto le cose peggioreranno? O semplicemente sperate in cuor vostro che tutto questo non si avveri o che io speriamo che me la cavo.
    Ecco mi piacerebbe capire come questo 0,00001% privilegiato dell'umanità, che frequenta questo blog, si attrezza per il prossimo futuro

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    1. Domanda molto interessante e stimolante, a cui credo possano essere dedicati molti post. Grazie per averla posta. -Tiziano

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    2. https://www.nationalgeographic.com/science/2019/10/partner-content-solution-to-climate-change-below-our-feet/

      La soluzione consisterebbe nella corretta gestione del suolo che ha il potenziale di assorbire enormi quantitativi di co2. Più facile a dirsi che a farsi.

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  16. @ Ferruccio 18 ottobre 2019 21:46

    Cominciare a delineare delle concrete strategie a breve e medio termine?

    Non esistono strategie personali efficaci per eventi terminali: i bunker sotterranei, danno autonomia al massimo per 6mesi-1.5 anni oltre a costare cifre proibitive.
    http://mio-radar.blogspot.com/2017/10/come-costruirsi-un-always-ready.html


    Cosa vi proponete di fare individualmente da quà ai prossimi 5/15/20 anni?

    Niente, tutto quello poteva essere fatto, io l'ho già fatto: ho spiegato, ho scritto, ho condiviso in copyleft, ho pure ripetuto via podcast, sharandolo in rete, altro non è umanamente possibile fare.


    Aspettare che si compia il destino senza muovere ciglio, non so provare l'esperienza di vivere a 45/50 gradi o mentre fuori divampano disordini vari?

    Ho DUE bug out bag, anche se fossi spossessato da entrambi, stimo che probabilmente ce la farei a raggiungere a piedi, la grossa base NATO che è dislocata vicino alla mia città. Dentro ad un contesto di Nuovo Medioevo, è logico supporre che sarebbero aperti i distretti militari, per irreggimentare volontari e coartati, creando fanteria (truppe di massa) in sostegno delle forze armate (truppe d'elite), per abbassare il rischio di morte sulle truppe d'elite. La legge marziale sarebbe instaurata per provare ad arginare la dissoluzione del paese in secessioni e guerre civili ed invasioni. Dato gli imponenti stock militari composti da fucili e munizioni residuati della guerra fredda, è logico inferire che dalle basi NATO sarebbero distribuiti alle "estemporanee truppe di massa" Colt M16a2 e Colt M9 e granate a frammentazione.


    Pensate a come dovranno vivere i vostri figli/nipoti?

    Saranno sicuramente coinvolti per vari decenni, in continue ed infinite guerre urbane, e saranno privati del supporto aereo tattico sino ai 1500mt di quota, perchè i chartaginesi avranno larga disponibilità di MANPAD & mini droni. Personalmente ritengo che il popolo italiano non sopravviverà al XXI secolo, ma soccomberà per invasioni, guerre & carestie, guerre civili e scarsità.


    Vi state segretamente attrezzando a diventare il più autosufficienti possibile dal punto di vista energetico dell'acqua e del cibo? State approntando sistemi di difesa personale per quanto le cose peggioreranno?

    No, da molto tempo ho però pre-installato nella mia mente tutta quella "cultura militare di un Lieutenant" che (suppongo) mi sarebbe stata fornita, in epoca di leva obbligatoria. Mi sono studiato, il field stripping (teorico) del Colt M16a2, della Colt M9, mi sono studiato vari ebook dell'USMC, dell'USARMY. Ho letto e riletto FM7-8 e FM3-21.8 (quest'ultimo lo trovo inadeguato al contesto del Nuovo Medioevo, dato che supporto aereo tattico e dottrina netcentrica andrà in vacca per MANPAD & droni & Sindrome di Kessler.


    O sperate in cuor vostro che tutto questo non si avveri o che io speriamo che me la cavo.

    Spero che i miei ebook ed i miei podcast (almeno in parte) sopravvivano al collasso del digitale
    http://mio-radar.blogspot.com/2019/01/quanto-dura-il-digitale-come-supporto.html
    per testimoniare ai posteri, che parecchio del futuro era già noto.

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