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sabato 25 maggio 2019

Chi ha Ucciso la Twizy? Requiem per una Microcar

VI ricordate del film "Chi ha Ucciso L'auto Elettrica?" Racconta di come la General Motors abbia distrutto e eliminato il suo primo modello elettrico, la EV1, negli anni '90. Sarò forse un po' complottista, ma mi sa che qualcosa di simile- sia successa alla microcar elettrica della Renault, la Twizy. I dati disponibili indicano un crollo delle vendite che potrebbe essere il preludion alla fine della produzione della microcar.


La storia comincia quando mi è venuto in mente che forse mi sarei potuto comprare una Twizy per andare in giro per una città sempre più congestionata e invivibile come sta diventando Firenze (e meno male che i nostri amministratori vogliono portarci ancora più gente facendo un nuovo aeroporto). Così, mi sono fatto un giretto su Internet e ho scoperto un po' di cosette. La prima è che la Twizy è stata messa in commercio nel 2012 e che è tuttora in vendita. E che costa veramente tanto. Andate a vedere voi i listini della Renault e mi dite se non è un prezzo fuori di testa per un aggeggio che ha sicuramente i suoi pregi ma, insomma, non ha nemmeno i finestrini!

Allora, ho guardato in giro se ce ne sono di usate. Si, ce ne sono e a dei prezzi che, a prima vista, sembrano molto convenienti. Tenendo conto che il motore di un veicolo elettrico non ha la stessa usura di uno a pistoni, comprare una Twizy usata sembrerebbe un buon affare.. 

E qui è venuto fuori l'inghippo. Fino a qualche anno fa, la Twizy si vendeva esclusivamente con le batterie a noleggio E il contratto di noleggio è per la vita del veicolo, non lo si può interrompere se non restituendo l'intero veicolo alla Renault!. Questo genera una serie di problemi che sono descritti in questo documento. In sostanza, il veicolo invecchia e perde di valore, e le batterie pure, ma tu paghi sempre la stessa cifra. E se tu volessi sostituirle con delle batterie nuove, più performanti, non lo puoi fare. La cosa peggiore è che se vuoi vendere la tua Twizy, devi trovare qualcuno che si accolli il contratto di noleggio a vita delle batterie: ovvero qualcuno che paghi il prezzo di noleggio per batterie nuove ma che si porta a casa delle batterie vecchie. Un po' come nei film dell'orrore, ti puoi liberare di una maledizione soltanto passandola a qualcun altro. Non c'è da stupirsi se le Twizy usate costano poco.

Intendiamoci, non è che sia un imbroglio: la Renault ti propone un contratto con certe clausole e se le firmi è tua responsabilità leggere bene prima che cosa stai firmando. Ma è probabile che molti degli acquirenti delle prime Twizy avessero firmato il contratto di noleggio delle batterie senza rendersi conto che firmavano una specie di matrimonio "finché morte non ci separi" e quando l'hanno capito si sono arrabbiati niente male. Questo ha generato anche una petizione perché la Renault li liberasse dalla maledizione (senza effetto, mi pare di capire).

Così stando le cose, non c'è da stupirsi se i risultati non sono stati brillanti. Dopo il trionfalismo del 2012-2013 in cui si parlava della Twizy come del veicolo elettrico più venduto al mondo, le vendite sono rimaste statiche o in diminuzione - in controtendenza rispetto all'aumento delle vendite di tutti gli altri veicoli. Secondo i dati disponibili sul sito Renault, sembra che nel 2019, fino al 30 Aprile, siano state vendute 2 (dicasi DUE!) Twizy in tutta Europa e poche centinaia in tutto il mondo. Da notare che dell'altro veicolo elettrico Renault, la Zoe, ne sono stati venduti oltre 15.000 in Europa nello stesso periodo. Insomma, le cose vanno decisamente male per la Twizy. Forse c'è qualche errore nei dati, ma se sono giusti è chiaro che la Twizy è al capolinea. A meno di un miracolo, la Renault smetterà presto di produrla.


Ma allora la Twizy era proprio un concetto sbagliato? Io credo di no -- non lo era affatto se fosse stata venduta a un prezzo ragionevole e senza il contratto-capestro per le batterie. La Twizy è (era?) un concetto di veicolo molto interessante: leggero, piccolo, non inquinante, avrebbe potuto essere un buon complemento al trasporto pubblico nelle città e un mezzo utile per le medie distanze fuori città. Sicuramente, la Twizy sarebbe stata particolarmente interessante per il concetto di TAAS (transport as a service). Allora, cosa è successo?

Mi sa proprio che ci fosse qualcuno alla Renault al quale la Twizy gli stava proprio antipatica e che ha fatto di tutto per sabotarla. Non sarebbe una cosa sorprendente dopo la storia dell'EV1 della General Motors. Magari non era una questione di sabotare il veicolo elettrico in se, ma semplicemente un calcolo pratico che la Twizy era in competizione con la Zoe elettrica, macchina più costosa e sulla quale la Renault sicuramente ha pensato di poter fare maggiori profitti. Non sorprende che abbiano deciso di puntare sulla Zoe, anche a costo di affossare la Twizy. Ed è quello che è successo.

Per ora, rimaniamo bloccati sul concetto della "macchina" intesa come un aggeggio che pesa almeno una tonnellata -- tipicamente anche due o tre -- che ti compri come se dovessi correre la Parigi-Dakar mentre invece quello che ci devi fare in pratica è portare il bambino a scuola tutte le mattine. Ma così stanno le cose. Ci vorra tempo per liberarsi da certi veicoli obesi e inutili, ma prima o poi ci arriveremo.


28 commenti:


  1. Non mi pare tanto strano, potrebbe essere un po' come per le stampanti, "ti vendo sottocosto la stampante, ma poi mi rifaccio sulle cartucce d'inchiostro che sarai costretto a comprare".
    Comunque, questo dovrebbe farci riflettere sul fatto che quando le auto elettriche saranno le uniche possibili per legge, saremo legati mani e piedi all'oligopolio dei mega-produttori di batterie che si contano, e si conteranno, sulle dita di una mano in tutto il mondo, quando va bene uno per continente. Le nuove sofisticate tecnologie elettroniche sono per loro natura molto piu' oligopolistiche delle vecchie, alla portata di pochissime maga-farm, non e' un segreto, e sarebbe bene pensarci prima.
    Viva la possibilita' di scelta e la diversita' (ovvero: viva la liberta').

    (scusate se pubblico come anonimo ma l'"account google" non funziona, non so se a causa dei miei adware-block e privacy badger che pero' non ho alcuna intenzione di disabilitare finche' sono libero di farlo, e anche qui temo che durera' ancora poco)

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    1. bisogna che si sbrighino a fare le leggi per imporre le auto elettriche, Big Oil permettendo, perchè senza i FF, mi sa che ci possiamo scordare tutta questa tecno-società.

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  2. Volendo, potrebbe bastare la bicicletta, o al massimo un risciò a pedali "minima spesa massima resa". Ma come scriveva Taleb "ci piace costruire sistemi vulnerabili in nome del progresso".
    Angelo

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  3. E' un meccanismo che non vale solo per i veicoli elettrici. Esiste la possibilità di costruire veicoli leggeri, con il classico motore termico, che costino un terzo di quelli correnti, pesino un terzo, viaggino egregiamente con un quarto della potenza, siano ESSENZIALI per struttura e allestimento così da poter provvedere a una manutenzione efficiente ed economica (eventualmente anche da sè). Magari, dico MAGARI, costruiti con pezzi standardizzati e intercambiabili, così da rendere reale la concorrenza tra costruttori, incluse imprese piccole o piccolissime (qualcuno ricorda ancora, per citarne una, la defunta SWM?) Potrebbe essere una sorpresa scoprire che per veicoli del genere esiste addirittura una clientela che sarebbe ben lieta di abbandonare il ruolo di mucca da mungere.

    Che dite, aggiungiamo anche il ruolo del Legislatore, colpevole di contribuire (ovviamente per la nostra sicurezza e per la nostra salute) a complicare ed appesantire in mille modi le specifiche che rendono i veicolo delle specie di astronavi e i loro guidatori delle specie di cavalieri corazzati pronti alla pugna? Dico, qualcuno ricorda come si poteva usare un Ciao quarant'anni fa? Lo compravi, niente patente, un "libretto" ridicolo, niente assicurazione obbligatoria, niente revisioni, niente casco, 1500 lire (1500 LIRE!) di tassa DI CIRCOLAZIONE (non "di possesso")... Oggi? Perfino l'ABS obbligatorio sulle moto!!! (vorrei aggiungere altri 200 punti esclamativi, ma lasciamo perdere)

    Insomma, il concetto dovrebbe essere chiaro. Viva il "progresso".

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    1. Stanno pensando di inserire gli stessi obblighi per le bici.

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    2. @comoretto

      l'_unico_ modo per evitarli e' sperare che la bici non prenda mai piede come mezzo di trasporto diffuso, e che resti una faccenda per pochi (d'elite...;): che non attiri l'attenzione. Altrimenti, ci vorra' un nulla per convincere la gente che senza quegli obblighi ci sara' la fine del mondo, anzi si convincera' da sola: lo vediamo accadere continuamente e relativamente a qualsiasi problema vero o inventato attorno a noi (senza alcuna nostra responsabilita' aggiuntiva, ovviamente ;).

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  4. Salve professore.
    Anche io ero molto interessato all' acquisto della twizy e come lei ero andato a vedermi il contratto relativo alle batterie ed avevo seguito la vicenda degli acquirenti arrabbiati.
    Il punto è che così come è scritto, non mi sembra nemmeno malissimo dal punto di vista dell' utente, nel senso che in teoria garantiscono la sostituzione della stessa in caso il rendimento scenda troppo o nel caso di malfunzionamento, partendo da un canone di 50 euro al mese per 7500km anno.
    Considerato che di gasolio ne spendo 130 al mese di per sè sembra un affare, sicché sono andato a vedermi le prove di 4ruote, notoriamente rivista molto accreditata del settore, e in pratica considerato la distanza che dovrei percorrere ogni giorno (50 km) sarei costretto a ricaricare ogni santo giorno la macchina con ben pochi margini di errore.
    Questo ovviamente mi dice che non sarebbe una scelta saggia in quanto dei 100km di autonomia dichiarati in realtà sono 70-80 che scendono ancora in funzione della temperatura esterna e dello stile di guida.
    Questo sommato al costo iniziale non proprio basso mi hanno fatto decidere di aspettare ancora qualche anno e passare, se potrò permettermelo all elettrico puro con un mezzo più prestante.

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  5. IMHO il futuro mobilità urbana nella penisola italiana è: camminare a piedi, sui pattini, in skateboard, sul monopattino, in bicicletta, sul triciclo, sul quadriciclo oppure taxi_risciò (tutti spinti dai muscoli) forse con qualche mezzo pubblico (filobus o tram elettrico) funzionante oppure a carburo.

    IMHO il futuro della mobilità extraurbana privata e commerciale nella penisola italiana è: il carro a muli o buoi, oppure in groppa ad un mulo, i più ricchi avranno un cavallo, un calesse con uno/due cavalli, forse qualche utilitaria convertita a carburo.

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    1. IMHH spero che andiamo a piedi, con i nostri piedi, senza caricare le schiene di poveri animali ridotti a schiavi.
      Dove dovremmo andare, se non vicino ad un albero per la frutta, a un alveare per il miele, a qualche animale per la sua carne, in cerca di tuberi, a pesca di pesci, crostacei e molluschi ?
      Non è necessario schiavizzare gli animali, e non è IMHO giusto.
      (sono serio, non scherzo)

      - Gianni Tiziano -

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    2. Non credo che "schiavizzare" sia la parola giusta. Non auspico il ritorno massiccio alla trazione animale, perché non sarebbe sostenibile e perché certe persone proprio non sono portate, ma in parte sì, sarebbe una buona idea.
      Gianni, l'uomo non abbandonerà MAI il cavallo. Troppe persone lo amano troppo. Semplicemente, lo terrà per svago, o per compagnia, il che è un enorme spreco di risorse e non necessariamente migliore per il benessere dell'animale, magari chiuso da solo in box senza i suoi simili, aspettando che il "padrone", che nella vita fa altro, abbia tempo per lui. Molto meglio allora integrarlo in un'economia agricola, come nel mio piccolo sto provando a fare io. Ho due asinelli e una cavallina, gli unici animali, a parte l'uomo (e il mulo) che potrebbero portare pesi in una zona ripida e impervia come questa. Infatti quando la gente, vedendo gli asini carichi, dice "poverini", io ricordo che loro una volta portavano carichi ben più pesanti sul collo, o caricavano i propri figli bambini. Come cambiano i tempi...
      Da quando l'esbosco con i cavalli è scomparso, per fare piste forestali adatte ai trattori si sono sbancate e asfaltate le montagne, con le conseguenze che puoi immaginare. I passi di un cavallo sono molto più leggeri.
      I miei animali stanno all'aria aperta tutto l'anno, mai chiusi (non lo sopportano), e anche le poche volte che sono scappati, sono sempre tornati o mi sono venuti incontro quando sono andata a riprenderli. Se stessero così male, cercherebbero, come fanno i canarini quando apri una gabbia, la libertà totale.
      Ecco, quello è crudele: tenere gli uccelli in gabbia. Asini, cavalli e muli, e anche buoi, che accompagnano l'uomo da millenni, sono più colleghi che schiavi. Altrimenti, credimi, un animale che pesa almeno cinque volte un umano e che può spaccare il metallo con la sola forza del collo, e che se vuole può saltare qualsiasi recinto, non si farebbe addomesticare da una mezza calzetta come l'homo sapiens.

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    3. @Gaia Baracetti 29 maggio 2019 10:39

      Gaia (che bel nome !) rispetto il tuo modo di pensare, perchè sono sicuro che non è un pensiero egoista.
      Io di asini, cavalli e muli mi intendo poco (ma comunque sono nato in campagna negli anni 50 e un poco li conosco).
      Certo, l'economia agricola è più sostenibile dell'economia tecno-industriale-globalizzata. Ma io vado ancora pù in fondo. Il mio pensiero è focalizzato sulla sussistenza (caccia e raccolta) che esclude l'asservimento degli animali e delle piante : sono primitivista.
      Comunque ammiro la tua coerenza, il tuo stile di vita che, sono sicuro, è più ecosostenibile del mio.
      Io sono arrivato tardi all'ecologia profonda, ho avuto i primi barlumi nel 2000 leggendo i primi libri sugli indiani nordamericani.

      Con simpatia, ti saluto.
      Tiziano 1957.

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    4. Gaia, complimenti per quel che scrivi nel tuo blog, il tuo pensiero e il tuo stile di vita. Tiziano

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    5. Grazie. Io sono per una parziale reintroduzione di caccia e raccolta nel nostro stile di vita, ma per svolgere queste attività sostenibilmente servono enormi spazi, di cui non disponiamo attualmente. Basta che pochi montanari e turisti si mettano a raccogliere un'erba, che già diventa specie a rischio. Per non parlare dei problemi legati alla caccia (che io sostengo quando non si tratta di pagliacciate tipo allevare i fagiani e liberarli, o sparare a casaccio al primo cespuglio che freme, magari ammazzando qualcuno).
      Già in Italia non abbiamo abbastanza terra a testa per sfamarci con l'agricoltura, figurarsi per fare i cacciatori-raccoglitori!
      Ti ricordo anche che furono proprio i cacciatori a sterminare la megafauna in tutti i continenti tranne l'Africa, dove la stanno sterminando adesso. Non necessariamente si tratterebbe di un modo di vivere più ecologico.
      E poi i cacciatori-raccoglitori, essendo pochi, inevitabilmente soccombono agli agricoltori (leggi Armi, acciaio e malattie, di Jared Diamond, o guarda l'Amazzonia...) E di sicuro non possono costruirsi un computer come quello su cui stiamo discutendo adesso, deragliando la discussione in un post che parla d'altro... :)

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  6. In effetti oggi tendono a vendere dei tombini grossi e pesante (non importa il tipo do alimentazione ). Da qualche mese abbiamo preso una microcar usata (con il classico diesel bicilindrico ), devo dire che per molte cose è davvero pratica e consuma veramente poco. Certo fa riflettere che per muoversi a volte basta un piccolo propulsore da 4kW. .. discorso noleggio batterie, oramai è una prassi consolidata "fidelizzare " il cliente ( o pollo da spennare) con abbonamenti di vario tipo. Dal punto di vista dei bilanci azienda è diventata la scelta preferita

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    1. In questo hanno solo copiato dagli stati burocratici moderni, che orami cercano solo e soltanto di assicurarsi un input sempre crescente: senza farsi alcuno scrupolo di sfruttare le istanze degli ingenui e benintenzionati ecologisti.

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  7. i cinesi non stanno a guardare...

    https://it.businessinsider.com/in-cina-sta-per-esplodere-la-bolla-dellauto-elettrica-prevista-unondata-di-fallimenti-tra-le-startup-del-settore/

    https://it.motor1.com/features/317481/auto-elettriche-cina-problemi-affidabilita/

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  8. Nessuno si pone la domanda se non sarebbe giusto smettere di usare le auto e qualunque altro mezzo di locomozione meccanico o elettromeccanico o magnetico ?
    - Gianni Tiziano -

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    1. Tiziano, aspetta un po' che ne vedremo delle belle, altro che il cavallo, sarà già bello avere una bicicletta... saluti

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    2. intanto dal 3° mondo arrivano a frotte, perchè da loro vanno in bici e qui, appena possono, realizzano il sogno automotive.

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    3. @mago28 maggio 2019 11:39

      Rispetto il tuo pensiero, forse qualcuno lo fa per questo, io invece penso che la maggioranza viene perchè ha bisogno di aiutare la propria famiglia di là o perchè di la le condizioni sono ultra-extra-precarie, e la causa è la nostra avidità predatoria (europei, multinazionali, cinesi), andiamo a rubargli il pesce dai mari, petrolio, coltan, oro, diamanti, alberi, distruggendo la loro natura, distruggiamo i loro governi, le loro monete, i loro sistemi sociali e religiosi : come possono vivere senza mangiare e bere?

      Tiziano

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    4. io ci vivo in mezzo e nessuno mi ha detto che fuggiva dalla fame, mentre il fatto dell'automotive, perciò di una vita più ricca, era molto gettonato. Tra l'altro il 90% delle donne e l'80% degli uomini che sono riusciti a farsi sposare da italiani ed italiane non lavorano e si fanno campare, almeno qui da me. Ora calo un velo pietoso, perchè dare di bischeri ai miei conterranei e conterranee non mi piace, ma tra i casi che mi sono capitati, quando gestivo i capitali di queste persone, ce ne sono stati diversi di poco allegri.

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  9. Ok madre terra, però tra quello che TU ritieni giusto e quello che ritiene giusto / fa il resto del mondo c'è un abisso; non credi che dovresti rendere meno estreme le tue proposte? Perchè non provi a parlarne con le persone che conosci nella vita reale e vedi le risposte che ti danno… forse una giusta via di mezzo sarebbe saggia; comunque mi permetto di consigliarti di andare a cercare su google il pensiero di Pnetti Linkola, un ecologista profondo finlandese, io lo trovo molto interessante

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    1. Anonimo28 maggio 2019 14:38

      Ti ringrazio per la tua osservazione.
      Hai toccato il mio punto dolente.
      Penso che Homo sia su un treno diretto a velocità sempre maggiore verso il baratro (2030).
      Quasi tutti sono impegnati in qualcosa e non vedono il baratro, o lo sottovalutano, o non gli interessa, o credono che il treno riuscirà senz'altro a non finirci dentro.
      Qualcuno grida che c'è un modo per evitare il baratro.
      Io sono uno di questi.
      Non posso fare a meno di essere me stesso e comportarmi di conseguenza.
      Non credo che proposte meno estreme possano evitare il baratro.
      Io grido.

      Ne parlo con mia moglie, le mie sorelle, gli amici.
      Non posso farne a meno, tradirei me stesso.
      Qualcuno è preoccupato come me, ne parla con me, altri sono meno preoccupati di me.
      Rispetto il loro modo di essere.
      Se noi rispettassimo la natura, sarei felicissimo.
      Ma purtroppo non è così. In alcuni momenti, ho gli occhi umidi di lacrime, dalla pena al vedere quel che facciamo.
      In tantissimi altri momenti, mi svago come tutti noi abbiamo bisogno di fare, e sono felice.

      Andrò a vedere quel che dice Pnetti Linkola, io seguo Guido Dalla Casa, Derrick Jensen e altri.

      Ciao.
      Tiziano

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    2. "Pnetti Linkola"

      Si tratta di un ecofascista, sembrerebbe.
      it.wikipedia.org/wiki/Trasversalismo

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    3. Anonimo29 maggio 2019 12:04
      Anonimo28 maggio 2019 14:38

      Ecofascista , concordo.
      Mi piacciono alcuni i suoi pensieri sull'ecologia.
      Mi mettono in grandissimo disagio i suoi pensieri che non rispettano le libertà altrui.

      - Tiziano -

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  10. avete mai provato la twizy ? be io si , per poco ma mi e' bastato. stretta , senza finestrini una goduria quando piove, il passeggero deve essere un nano, va piano , non puo' circolare su molte strade (e' un quadriciclo) , costa un botto , ammortizzatori e tenuta da incubo, sulle buche poi no comment, di bagagli e meglio non parlarne. penso che le batterie siano l'ultimo problema.

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  11. Grazie Roberto
    Non avevo mai "parlato" con nessuno che avesse provato in prima persona tale mezzo.
    In effetti mi dava l'idea di non essere il top del confort e della stabilità.
    Direi che il tutto dovrebbe essere contestualizzato, ovvero, visto il prezzo direi che molto probabilmente il gioco non vale proprio la candela.
    Alla fine dei conti per chi come me ha il posto di lavoro a più di 25km ed è mal servito dai mezzi pubblici non ha molta scelta se non quella di affidarsi ancora al vecchio endotermico.

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  12. Non pensare di acquistare 2 veicoli uno quando sono da solo ed uno quando ho qualche bagaglio.

    Mitsubischi MiEv e derivati: sono poco più grandi, pesano poco di più ed assolvono alla funzione di veicolo anche famigliare.

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