Troia non Cadde per Colpa degli Immigranti


martedì 23 aprile 2019

Distruggere il debito - Agonia del capitalismo 6 -

Articolo di Jacopo Simonetta

Sesto articolo di una serie di dieci. I precedenti sono reperibili qui: primo, secondo, terzo, quarto, quinto.   

 

Il debito.

Veniamo adesso ad un argomento cruciale per la sopravvivenza del capitalismo: il debito.  E’ cruciale perché oggi l’intero sistema si basa su di una crescita costante ed equilibrata di debito e PIL.

La parola magica qui è “equilibrata”, perché l’intera massa monetaria è formata da debito pubblico e privato che dovrà quindi essere restituito con l’interesse affinché si possano fare nuovi debiti e cosi' via, teoricamente all'infinito.

L’idea sottostante è che finché l’economia complessiva (reale e finanziaria) cresce in proporzione al debito, questo sarà ripagato ed il gioco potrà continuare per sempre.   E se per fare questo bisogna distruggere risorse ed ambiente, rendere tossiche l’aria e l’acqua, rendere ostile il clima, spazzare via civiltà e culture, sovvertire strutture sociali pazienza; tanto l’ingegno umano  troverà sempre il modo di rimediare.  Anzi, dal momento che la soluzione dei problemi creati dalla crescita richiede spesso grossi investimenti, i problemi stessi diventano motori di ulteriore crescita.  Evviva!

Un giochino che chiaramente funziona solo se non si tiene conto che gli uomini sono oggetti materiali, cosi’ come tutto ciò che usano, consumano e scartano;  Un “dettaglio” che li rende soggetti alle leggi della fisica, della chimica e dell’ecologia, assai più che alla magia dei modelli teorici.  

Comunque, è un fatto che non solo nelle economie sommergenti, ma anche in quelle emergenti il debito sta crescendo troppo rapidamente rispetto all'economia (o l’economia cresce troppo lentamente rispetto al debito, come si vuole).

Per essere più precisi: in tutto il mondo si vede chiaramente che il rapporto debito-PIL è entrato in una fase di ritorni decrescenti (v. immagine di apertura).  Significa che per ottenere un medesimo livello di crescita, è necessario un sempre maggiore incremento del debito.
Incuranti dei limiti fisici alla crescita, per parecchi anni l’aumento del debito è stato favorito da banche e governi, sperando che ciò rilanciasse la crescita, ma anche quando ha funzionato non è stato abbastanza ed ora tutte le economie nazionali del mondo si trovano alle prese con un debito sostanzialmente fuori controllo.  Che fare?

Distruggere il debito.

Non è certo la prima volta che degli stati si trovano sommersi da un debito impagabile e ci sono parecchi modi per uscire dalla stallo.  Vediamoli brevemente.

L’austerità consiste nel contenere al massimo le spese e, contemporaneamente, cercare di aumentare le entrate con ogni mezzo.  Cosa che, nel caso dei governi, significa tagliare i servizi ed aumentare le tasse.   In alcuni casi ha funzionato.   Per esempio, l’Inghilterra del XIX secolo riuscì in questo modo a ripagare l’enorme (per allora) debito contratto durante le guerre napoleoniche.   Ma la cosa richiese circa un secolo e fu possibile grazie al fatto che, in quello stesso periodo, l’Inghilterra era la maggiore potenza coloniale del mondo e la sua economia cresceva comunque, malgrado un livello di povertà estremo per la maggior parte della sua popolazione.  Per farsi un’idea, niente di meglio che leggere i romanzi di Dickens.

In un contesto di stagnazione o, peggio, di recessione, l’austerità non fa che accrescere le difficoltà delle persone, senza risolvere la situazione debitoria.  In altre parole, l’austerità è un eccellente strumento preventivo se usato per rallentare la crescita (oltre che per ridurre il debito) nei periodi economicamente favorevoli, in modo da alleviare la situazione nei seguenti, immancabili, periodi sfavorevoli.  Se, invece, la si usa crisi economica durante, può aggravare anche di molto la situazione (Grecia e Italia docunt).

La ricusazione significa che il debitore dichiara che non pagherà determinate somme, appellandosi ad una qualche motivazione legale, oppure mediante un accordo con i creditori o ancora con un'azione di forza.   Ad esempio è stato parzialmente fatto per la Grecia (il cosiddetto “haircut”).  Inutile dire che ciò è possibile solo in casi molto particolari e parziali.  Nel caso degli stati, quando la cosa è trascurabile dal punto di vista dei creditori; oppure se questi hanno una contropartita politica di altro genere.  Comunque, bisogna che chi ricusa il debito sia in una posizione di forza nei confronti del creditore o, perlomeno, è necessario sia in grado di concordare con i creditori una strategia di interesse comune poiché, se la ricusazione favorisce chi riduce il proprio debito, danneggia chi vede invece svanire il proprio credito.

La bancarotta significa che il debitore non paga perché non può.  Nel caso di privati, i creditori si rivalgono sui beni del debitore, finché ce ne sono.   Nel caso degli stati, significa che i servizi pubblici, gli stipendi, le pensioni e molto altro svaniscono nel nulla, per poi eventualmente riapparire sotto differenti spoglie, ma comunque drasticamente ridimensionati.  Per i cittadini dello stato in questione si tratta comunque di stringere molto la cintura, ma non solo.  Il rischio sistemico è che la bancarotta di un soggetto importante può provocare effetti a catena imprevedibili.   Il caso di Lehman Brothers è solo il più recente e conosciuto.  La bancarotta di uno stato economicamente importante potrebbe scaraventare nel caos la finanza mondiale.

La crescita è considerata la panacea di tutti i mali.  Se, infatti, l’economia cresce più rapidamente del debito, questo sarà ripagato senza problemi e con grande soddisfazione di tutti.   Solo che se ci sono dei problemi, tipo la progressiva riduzione della produttività dell’energia o l’incremento delle esternalità negative (inquinamento, sanità, bonifiche, ecc.), la crescita economica reale sarà limitata o addirittura negativa (anche a fronte di un PIL positivo).   Cioè la crescita, anche quando ci fosse davvero, non può pagare un debito in territorio di “ritorni decrescenti” (v. sopra).  In altre parole, il keynesismo ha funzionato nel contesto in cui lavorava Keynes.  Nel contesto attuale, almeno in moti casi, no.   Anzi si traduce in un ulteriore accelerazione del debito.

La privatizzazione consiste nella vendita a privati del patrimonio pubblico.   Una cosa che ha senso solo in misura molto limitata.  Abbiamo infatti visto che il patrimonio netto degli stati (perlomeno di quelli occidentali su cui si hanno dati affidabili) è circa zero in quanto il valore del debito pubblico equivale grosso modo al valore del patrimonio pubblico.  Ciò significa che, teoricamente, gli stati potrebbero azzerare il debito vendendo strade, caserme, palazzi ed uffici governativi, navi da guerra, scuole, gendarmerie, ecc.   Ma a parte il fatto che per alcuni di questi “asset” non sarebbe facile trovare compratori, una simile operazione comporterebbe che invece di pagare un interesse sul debito, gli stati dovrebbero pagare degli affitti per continuare ad usare le infrastrutture e le attrezzature essenziali al loro funzionamento.   Non un grande affare.


L’imposta straordinaria sul patrimonio (alias Patrimoniale) consiste nell'imporre un prelievo massiccio sui patrimoni privati.  Piketty valuta che, complessivamente in Europa, un prelievo del 15% dei patrimoni privati sarebbe sufficiente ad azzerare il debito degli stati, liberando ingenti risorse pubbliche per investimenti e/o ridurre la tasse sul reddito.    Apparentemente fattibile, specie se la misura fosse ben studiata nel dettaglio, gradualizzandola nel tempo ed articolandola per scaglioni con quote di imposizione fortemente progressive cosi’ da proteggere i piccoli risparmiatori e torchiare i super-capitalisti.  Del resto, provvedimenti del genere si sono già visti in casi di emergenza.  La tassa straordinaria sui patrimoni imposta dal primo governo De Gaule nel 1945 raggiunse il 25% per lo scaglione più alto.   USA ed Inghilterra, durante la II Guerra Mondiale, arrivarono a tassare per il 90% l'aliquota massima dei redditi.

Dunque perché non si fa?  Lo stesso Piketty, strenuo sostenitore di questo tipo di misura, ammette che non è cosi’ facile come sembra.   Intanto i grandi e grandissimi capitalisti sono persone ben addentro alle stanze del potere, dove hanno ampio margine per influenzare le decisioni politiche.  Ne è buona prova attuale il fatto che un provvedimento che mira a ridurre il carico fiscale per i redditi alti ed altissimi (la cosiddetta “flat tax”) viene oggi portato avanti dalla Lega che si autodefinisce un partito “populista”.

Un secondo motivo per cui sarebbe oggi molto più difficile attuare un simile provvedimento, è che i grossi capitali finanziari mutano in continuazione di natura e localizzazione, cosicché è praticamente impossibile tracciarli con sicurezza.  Ma non basta: anche i capitalisti possono spostarsi con estrema facilità nei paesi che gli offrono le condizioni migliori.  Per citare un solo esempio, Gérard Depardieu ha potuto eludere il fisco e la legge francesi diventando cittadino russo in pochi giorni, laddove un comune mortale non avrebbe avuto scappatoia alcuna.

Un provvedimento di questo genere, oggi, potrebbe essere efficace solo se concordato e coordinato dai tutti gli stati principali. Diversamente, sarebbe un'ulteriore "stangata" alla classe media, come già avvenuto con le patrimoniali che si sono succedute nei decenni scorsi.

L’inflazione è da molti considerata l’ultima e più efficace delle medicine, ampiamente usata da tutti gli stati durante il XX secolo.   Se il denaro perde di valore ad un tasso superiore a quello dell’interesse, il debito gradualmente diminuirà fino a diventare insignificante; cosi da permettere  l’accensione di nuovi debiti a tassi maggiori che, però, saranno a loro volta surclassati dall'inflazione.   E’ sostanzialmente cosi’ che tutti i paesi europei si sono sbarazzati degli immensi debiti conseguenti la II Guerra Mondiale e la ricostruzione.   Ed è la strategia che da un paio di anni ha avviato la BCE, su pressante insistenza di parecchi stati dell’UE (fra cui l’Italia).   Ma anche questa medaglia ha un rovescio: assieme ai debiti svaporano i risparmi, gli stipendi e le pensioni, tranne per coloro che sono in grado di fare investimenti molto redditizi, o di ottenere aumenti frequenti e consistenti.

Nel periodo del “miracolo economico” postbellico, la combinazione di una forte crescita economica e di agguerrite organizzazioni sindacali fece si che la maggior parte delle persone non ebbero a soffrire dell’elevata inflazione (al netto di qualche vecchio possidente).  Viceversa, il contesto di stagnazione (o recessione) in cui vivono e vivranno la maggior parte degli occidentali (e poi anche degli altri) fa si che l’inflazione oggi non sia che un sistema molto efficace per pompare soldi dalle tasche dei cittadini, al netto di coloro che possono contare su stipendi molto elevati e/o di patrimoni molto importanti.

Insomma, come dicevano sia Keynes che Lenin,  l’inflazione è il modo più efficace con cui uno stato può appropriarsi della ricchezza dei cittadini senza che questi si possano difendere.
In altre parole, l’inflazione tende a favorire chi ha molti debiti (a partire dallo stato), chi dispone di grandi patrimoni finanziari e chi è in grado di accrescere rapidamente le proprie entrate, mentre danneggia tutti gli altri e soprattutto le “formichine”.

Se non bastasse, l’esperienza recente di economie fino a poco tempo fa forti, come il Venezuela, ci insegna che l’inflazione è un attrezzo scivoloso che facilmente sfugge di mano, col risultato di distruggere la moneta e l'economia.

Conclusioni 6

Il debito pubblico e privato stanno schiacciando le economie del mondo, sia pure con situazioni molto diverse a seconda dei paesi.   Ci sono molti modi per sbarazzarsene, ma tutti hanno un punto in comune: i super ricchi se la cavano, mentre la gente normale si fa molto male.  Finché il debito permane e cresce, si soffre perché bisogna pagarlo (direttamente od indirettamente); quando cessa, invece si soffre perché svaniscono anche buona parte dei risparmi, degli stipendi e delle pensioni.  Amen.

Unica, parziale, eccezione potrebbe essere rappresentata da un forte aumento delle imposte sui redditi e sui patrimoni molto elevati.  Ma, come giustamente osserva lo stesso Piketty, un simile provvedimento sarebbe possibile ed efficace solamente a due condizioni:

La prima è che la manovra fosse concordata ed attuata in modo unitario perlomeno in tutta l’Europa.  

Vale a dire che, fra le altre cose, presuppone un livello di integrazione transnazionale molto più elevato dell’attuale.  “Solo l’integrazione politica europea permetterebbe di tentare una regolazione efficace del capitalismo patrimoniale globalizzato del secolo che si apre” (Piketty 2013, p 945).  Una prospettiva alquanto remota che, paradossalmente, proprio molti partiti e movimenti di protesta popolare si affannano a rendere più lontana, anziché più prossima.

La seconda è che, conti alla mano, per fornire un gettito quantitativamente efficace, la tassa dovrebbe necessariamente intaccare sensibilmente anche i patrimoni della classe media, risparmiando solo i pesci molto piccoli.  In altre parole, un provvedimento requisitorio solo nei confronti dei miliardari o dei multi-milionari avrebbe un effetto politico importante, ma un effetto sul debito statale marginale.  Lo stesso Piketty stima che la tassa sul patrimonio che caldeggia, dovrebbe incidere su tutti i patrimoni sia pure con una forte progressività.   Una misura che potrebbe avere conseguenze più serie del previsto sul sistema e rivelarsi controproducente in un’ottica di resilienza complessiva della società.  Ci torneremo.


15 commenti:

  1. 1.Il Debito Pubblico è cosa diversa dal Debito Privato.
    .Mentre il debito pubblico è fatto dallo Stato e dalla sua amministrazione decentrata (tanto più la p.a. è decentrata con un'altezza della piramide oraganizzativa, tanto più incontrollata è stata la spesa pubblica che accatasta debito in modo sistematico), invece il Debito Privato è la somma di tanti piccoli comportamenti individuali, inerente le scelte di consumo ed il suo finanziamento.
    . Il debito privato non va sommato o confuso o considerato, accanto al Debito Pubblico: perchè un alto livello del Debito Pubblico di uno Stato, implica sempre che i soggetti privati abbiano un'alta propensione al risparmio, in quanto sono finanziariamente costretti dallo Stato che è in deficit finanziario (se il debito pubblico nono è stato classato all'estero) a rimuovere i consumi e risparmiare.
    .Confondere il Debito Pubblico finanziato da moneta legale, con il Debito Privato finanziato da moneta bancaria, vuol dire non sapere cosa sia un bene economico, cioè mancare dell'ABC minimo dell'economia che s'impara al primo anno d'ITC e che le facoltà universitarie d'economia, danno ovviamente per scontato!.

    2.La parola "equilibrata" vuol dire che il quoziente DEBITO/PIL DEVE CALARE NEL TEMPO, oppure meno prudentemente BASTA CHE RIMANGA COSTANTE: in questo modo il debito pubblico rimane SOSTENIBILE nel breve periodo.
    Tuttavia, il futuro è frazionabile in breve e medio/lungo periodo. A prescindere da cosa intenda l'Economia, la Finanza ed in generela l'ambiente economico, il Clima sulla Terra, la Demografia, la Politica, la dinamica politico-legale di un paese per medio e lungo periodo, è indubbio che nel mondo succedono cose e continueranno a succeder cose.

    .un alto livello di debito/pil con un movimento laterale è un rischio che sale nel tempo.
    Il PRINCIPIO DI PRUDENZA DEL BUON PADRE DI FAMIGLIA consiste nel disporre di risparmio e non di debiti da pagare, per poter usare una somma di danari con cui fronteggiare possibili eventi infausti futuri = in uno stato tale principio sano e prudente si DECLINA nel tenere basso il rapporto DEBITO/PIL disponendo di un TREND CALANTE, ossiA RIPAGANDO il proprio debito (se il debito pubblico non è finanziato in una valuta che è anche tesaurizzata per liquidare il commercio internazionale).

    Il perchè è banale: se uno stato ha un quoziente debito/pil basso, con un tren calante, ed all'improvviso scoppia una guerra oppure il climate change provoca una rapida risalita del livello del mare e persistenti e stagionali uragani mediterranei che devastano sistematicamente le città, ALLORA lo Stato potrà fare debito (senza pagare alti interessi) finanziando dighe/barriere e spostando la popolazione all'interno e fare desalinizzatori per mantenere costante la propria capacità di produrre valore.

    Viceversa, con un quoziente debito/pil molto alto con un trend crescente d'insostenibilità, allora nessuno finanzierà il nuovo debito emesso dallo stato, il costo medio degli interessi salirà assieme al rischio paese, quindi non ci sarà spazio per fare nuovo leverage ergo non ci saranno investimenti finanziati per mitigare i danni da climate change: quindi il pil scenderà, e scendendo il pil salirà ancora di più il quoziente debito/pil ed il rischio con una crescente insostenibilità, sino a quando non ci sarà FISIOLOGICO default, che in un mondo competitivo e sovrapopolato e piagato dal climate change con guerre finanziarie e valutarie dilaganti, finirà per essere strumentalizzato in modo contingente a seconda delle convenienze delle coalizioni internazionali e del tipo di classamento del debito in default.

    RispondiElimina
  2. 3.Il livello del debito/pil cinese è basso, in quanto oltre la metà dei cinesi è povera: basta dare un'occhiata al numero di auto, frigoriferi, computer, telefoni, televisori pro-capite, per rendersi conto che il tenore di vita in Cina è migliorato rispetto a 40 anni, ma i dati relativi sono molto lontani dai livelli di saturazione di mercato dei paesi del I°mondo.

    4.Ricusazione e Bancarotta causano sempre danni finanziari: a seconda di come è classato il debito pubblico, questo potrebbe diventare un'arma di guerra finanziaria per danneggiare i paesi del I°mondo oppure quelli del II°mondo (se avessero acquistato percentuali significative di debito pubblico italiano). In un contesto sovrapopolato, piagato dal climate change con crescente scarsità, un default potrebbe anche essere causa di guerra, dato che si sarebbe potuto cedere territorio nazionale per ripagare il proprio debito.

    5.La crescita, tanto invocata da tutti è l'unica VIA NON PIÙ PERCORRIBILE: perchè i paesi del I°mondo hanno mercati saturi, e perchè non esiste una crescita infinita in un pianeta di dimensioni finite. In un contesto sovrapopolato e crescentemente piagato dal climate change con scarsità, anche il solo mantenimento di un pil costante implica la morte di altre nazioni: morte tua vita mea. Quindi la soluzione tanto invocata dai miopi economisti e politici, è una soluzione che NON ESISTE E NON PUÒ PIÙ ESISTERE NEI PROSSIMI DECENNI A VENIRE.

    6.La privatizzazione ossia la vendita di TERRITORIO NAZIONALE come ad esempio la vendita della Sicilia, Sardegna, Valle d'Aosta, Trentino Alto Adige, ed altre isolette minori, sono opzioni potenzialmente percorribili, che però aprono ad alti rischi geostrategici, a seconda dello Stato Nazionale che potrebbe essere l'acquirente di tali isole. Immaginando una soluzione così: solo Cina ed India potrebbero avere risorse finanziarie per un tale acquisto, avendo un'enorme massa di popolazione da poter delocalizzare anche a causa del Climate Change. Se pur possibile in astratto, la soluzione è quasi impossibile, dato che l'Italia è prospiciente alla BOMBA DEMOGRAFICA AFRICANA che STA GIÀ DETONANDO nel vicino continente, quindi...

    7.La flat tax è una cag@t@ ogni manuale di scienza delle finanze a pagina 1 ne spiega le ragioni. L'imposta sul patrimonio o l'imposta di successione distrugge valore in uno Stato, dato che la perdita di ricchezza finisce sputtanata in spese correnti, mentre il debito continua ad essere accatastato in modo sistematico. L'inflazione a doppia cifra, in un mondo sovrapopolato, in carenza d'energia e materie prime e cibo ed acqua potabile, con crescenti e persistenti danni da climate change conduce alla perdita d'uso della moneta legale e quindi alla dissoluzione dello stato nazionale. Quanto valeva l'attico del grattacielo di Sarajevo durante la guerra civile?! Più o meno di una razione-K?!.

    RispondiElimina
  3. 8.L'austerità CONSISTE NEL TAGLIARE LA SPESA PUBBLICA RAZIONALIZZANDO LO STATO. Ogni buon manager, sa che per recuperare produttività, la prima cosa da fare è tagliare i costi di struttura che sono sterili, abbassando l'altezza della piramide organizzativa. Ossia, la stessa politica implementata dalla Thatcher, che in Italia troverebbe ENORMI RECUPERI DI PRODUTTIVITÀ e CAPACITÀ D'ABBASSARE LE IMPOSTE, rilanciando anche l'economia, e senza causare sostanziali perdite nei servizi in sanità, sicurezza, scuola.

    E' endemica dal 2001 in Italia la moltiplicazione di adempimenti esosi con crescenti imposte e tasse necessarie a finanziare un sistema delle decisioni pubbliche centrale e decentrato che è inefficiente caotico ed irrazionale, e che produce politiche inefficaci accatastando debito in modo sistematico, essendo anche governato da politici stupidi e ladri. Il risultato di tale modello istituzionale è una vessazione di famiglie ed imprese con imposte ed adempimenti.

    A.Invocare gli USE, devolvendo difesa e politica estera = permetterebbe all'Italia d'abbattere in modo significativo una frazione del debito pubblico italiano, conferendo beni demaniali e beni patrimoniali disponibili negli USE

    B.Trasformare la Repubblica Parlamentare Italiana in una più efficiente Repubblica Semi-Presidenziale

    C.Sopprimere regioni, grandi aree metropolitane, provincie e comunità montane e licenziare in massa i relativi dipendenti pubblici, permetterebbe di abbassare le imposte del cuneo fiscale, dare una integrazione al reddito ai disoccupati, ricentralizzare la sanità, rivitalizzare la previdenza e mantenere l'ordine pubblico.

    Conclusioni.
    Siamo nel 2019, parliamoci chiaro: dei punti A,B,C che servirebbero all'Italia per restare unita e poter fronteggiare l'incombente GUERRE PUNICHE II, non verrà fatto niente, perchè tutti i partiti politici hanno l'interesse a portare al disastro il paese, dominando la logica di breve periodo. Dall'altra parte, è fisiologico ed inevitabile che nei prossimi 10 anni, si definiscano in modo UNICO E CERTO E NON REVERSIBILE, LE CONDIZIONI INIZIALI AL CONTESTO DEL XXI°SECOLO. Per ragioni climatiche (polo nord ice free e cascata di tipping point climatici) quanto per ragioni storico-statistiche, è logico attendersi GUERRE PUNICHE II e forse anche WWIII, cronologicamente da qualche parte tra il 2030s-2040s-2050s per cui ormai i giochi sono fatti.

    Personalmente, valuto che poco prima o poco dopo il 31/10/2019

    h0: l'Italia se resta in Euro, farà DEFAULT per il 63% del proprio debito pubblico e consoliderà il resto del debito pubblico in una rendita perpetua, d'importo risibile, salvo poi rimanere ai margini del mercato finanziario globale, restando ignorata da tutti, in un contesto economico devastato e sempre più piagato dal climate change.

    oppure

    h1: l'Italia uscendo dall'Euro, brucerà in un'IPERINFLAZIONE che dissolverà la Repubblica Italiana nell'abisso del NUOVO MEDIOEVO, un contesto apocalittico e pre-industriale, in cui la penisola italiana sarà SUCCUBE di Chartago ed ostile ad EuRoma.

    Una cosa è certa: la galleggiabilità che ha fatto l'Italia sino ad oggi vivendo di debito, non potrà essere mantenuta perchè nel mondo il contesto cambia e nel mondo succedono cose.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. chip concordo con te e grazie della tua analisi

      Elimina
    2. Gentile chip... mi può spiegare chi è il creditore di tutto questo debito? E magari anche da dove vengono estratti, o coltivati, o comunque generati i soldi Che costituiscono questo debito? E ancora, come sono entrati nella disponibilità del creditore?
      Grazie.

      Guido.

      Elimina
    3. https://www.teleborsa.it/News/2019/03/29/gran-bretagna-pil-4-trimestre-confermato-in-frenata-69.html#.XMA_VWNH5dc
      "Ossia, la stessa politica implementata dalla Thatcher"

      Elimina
    4. @ Fra
      Grazie!

      @ Anonimo Guido

      1.Mi limiterò a linkare il post sul debito privato americano, che fu cartolarizzato, generò la crisi del 2006. Il debito privato è finanziato in moneta bancaria, dipende dalle banche se concederlo o meno E dipende dalle scelte dei consumatori se farne uso o meno per finanziare i propri consumi. In USA, lo hanno cartolarizzato, aspergendo il contagio del rischio creditizio nel mondo.
      http://mio-radar.blogspot.com/2017/11/la-crisi-finanziaria-del-2006-caso.html

      2.Mi limiterò a linkare vari post dul Debito Pubblico Italiano. Il debito pubblico è finanziato in flussi e riflussi di moneta legale, le Attività Finanziarie (titoli di stato) non rappresentano VERA RICCHEZZA FINANZIARIA (come azioni ed obbligazioni private) in quanto i titoli pubblici sono tutte tasse & imposte future che aziende e consumatori italiani dovrebbero pagare. Debito e Moneta non sono la stessa cosa, anche se il Debito può trasformarsi sia come mezzo di pagamento quanto in moneta. La moneta non è debito, ma un bene economico che sublima il baratto, il valore del bene economico moneta dipende dalla sua quantità in rapporto al sottostante: il sosttostante è quel coacervo eterogeno di rapporti giuridici che si formano in uno stato e che la moneta ha superato sublimando il baratto.

      Se un bene economico è scarso, il suo valore sale.
      Le supercar Ferrari sono considerate beni economici, sono beni rari e lussuosi ed incorporano uno status symbol, poichè sono beni numericamente scarsi il loro prezzo è elevato, inoltre essendo beni durevoli spesso il loro prezzo sale anche nel tempo (invece di scendere, come fanno i beni durevoli di consumo per obsolescenza e degradamento d'uso)

      La moneta è un bene economico, come tutti i beni economici è soggetta alla domanda ed offerta:

      -Quando la moneta legale è scarsa, il suo valore sale: questo vuol dire che con poco valore numerico legale sarà possibile acquistare tanti beni e servizi nel paese in cui quella moneta legale apprezzata circola = se preferisci chi detiene la moneta legale apprezzata nel paese, ha molta capacità contrattuale rispetto a chi offre beni e servizi.

      -Quando la moneta legale è abbondante, il suo valore scende: questo vol dire che servirà tantissimo valore numerico legale per acquistare pochi beni e servizi in cui quella moneta inflazionata circola = se preferisci chi detiene la moneta legale inflazionata e quindi abbondante nel paese, detiene pochissima capacità contrattuale rispetto alla scarsità dei soggetti che offrono beni e servizi.

      -Esiste poi una domanda di moneta legale internazionale per ragioni di diversificazione di portafoglio quanto di commercio internazionale: i due fattori sono spesso indipendenti ed agli antipodi tra loro, ma in talune circostanze possono cobinarsi assieme per far apprezzare o deprezzare una moneta legale se non ha un cambio fisso nel breve periodo.

      -Esiste poi la moneta bancaria, che surroga la moneta legale ma ovviamente la moneta bancaria è tutt'altra cosa!.

      http://mio-radar.blogspot.com/2017/10/il-vituperato-quoziente-debitopil-e-le.html
      http://mio-radar.blogspot.com/2019/03/il-bilancio-dello-stato-italiano-le.html
      http://mio-radar.blogspot.com/2017/12/cosa-e-bitcoin.html
      http://mio-radar.blogspot.com/2017/11/quello-che-i-politici-non-dicono.html
      http://mio-radar.blogspot.com/2018/11/spesa-pubblica-debito-e-crescita.html
      http://mio-radar.blogspot.com/2017/11/fiscal-compact-e-stati-uniti-deuropa.html
      http://mio-radar.blogspot.com/2018/04/la-fantascienza-utopica-di-bankitalia.html
      http://mio-radar.blogspot.com/2018/01/eurobond-della-fava-gli-eurobond-della.html

      p.s.
      penso sia superfluo rimarcare che il capitalismo si è estinto nel 1929, dopo c'è l'Economia di Mercato, inoltre la forma del sistema economico non ha niente a che vedere con il cambiamento climatico!.

      Elimina
    5. @ Anonimo24 aprile 2019 13:03
      il calo borsistico britannico e le cadute di pil attese in GB per il futuro, non derivano dalle sane politiche Thatcheriane che anzi hanno salvato la Gran Bretagna, ma dal delirio da manicomio di BREXit, perchè se sarà portata a termine, molte aziende pesanti britanniche, andranno in Germania, Francia, Spagna ma non in Italia :-)

      Elimina
  4. Suppponiamo che un "pesce piccollo" stia risparmiando da 10 anni per fare una ristrutturazione alla casa o per acquistare un veicolo elettrico od un impianoto FV od altro...
    L’imposta straordinaria sul patrimonio lo strangolerebbe, l'azienda che avrebbe dovuto fare il lavoro non lavorerebbe ed "insegnerebbe" ai cittadini a sperperare in beni futili tipo viaggi e vacanze.

    RispondiElimina
  5. Post eccellente; concordo in tutto ma secondo me si potrebbe allargare alla resilienza del locale, che non è solo morale, di relazioni, termodinamica, ma anche economica. Insomma una scappatoia molto parziale al crollo del sistema economico come lo conosciamo è la frantumazione fiscale delle unità fiscali più grandi...Insomma mi spiegate perchè un insegnante a Milano deve guadagnare esattamente quanto un insegnate a Palermo o a Napoli? (per buttarla giù molto semplice)

    RispondiElimina
  6. Ricordiamo che fino all'inizio degli anni 70, prima dell'esplosione della spesa pubblica data anche dalla creazione delle regioni e dal moltiplicarsi delle università, gli stipendi pubblici erano commisurati alla produzione di ricchezza locale...E per rimanere solo in Italia...

    RispondiElimina
  7. Nel copincollo, è saltato un IN :-/ la frase corretta è:"conferendo beni demaniali e beni patrimoniali indisponibili negli USE"

    RispondiElimina
  8. per ora si sta assistendo all'agonia del capitalismo italiano (mi ricordo ancora gli slogan di 40 anni fa: "Agnelli, Pirelli, ladri gemelli"). Sono prima stati sostituiti da quelli occidentali: i famosi investimenti esteri, gli affari del panfilo Vittoria e Prodi, ora dai capitali orientali, tipo "via della seta", questi accompagnati da cospicue iniezioni di forza lavoro, senza la quale qui nell'area pratese, senza i cinesi, pakistani, ecc, che fanno orari di lavoro impossibili conditi da evasione fiscale ampiamente tollerata, il tessile, e non solo, sarebbe ormai ridotto ad un cimitero industriale. Da colonizzatori stiamo assistendo al processo inverso, però stavolta accompagnato dall'antica conseguenza dello stanziamento dei colonizzatori. In pratica già stiamo cedendo territorio nazionale in cambio del debito. Mi ricordo che anni fa individuai nel bilancio della Banca d'Italia una voce che riequilibrava i conti italiani. Lo scrissi in un commento e poco dopo la pagina fu rimossa dal bilancio pubblicato su internet. Comunque l'impressione che ormai stiamo facendo i signori grazie al debito, ce l'hanno tutti, anche se non tutti ne sono certi o lo sospettano soltanto. Finchè la barca va, lasciala andare, cantava l'Orietta, ossia finchè c'è petrolio da bruciare nei motori diesel, andiamo pure avanti così, che i migranti sono "energia green", tanto le guerre per occupare gli stati sono ormai storia del passato. Meglio bruciare il gasolio nei motori di camion e navi, che in quello dei carri armati. Così le italiane colla puzza sotto il naso continueranno a dirmi che vogliono campare a Quinoa, piuttosto che mangiare i piccioni che invadono le rimesse, che per mangiarli, poverini, vanno ammazzati, ci si intossica, perchè non sono controllati dall'ASL, anche se vivono in campagna, e poi fatto molto doloroso vanno eviscerati, spennati e cucinati. Procedimenti che non sono più comuni per le donne italiane da almeno 50 anni. E ci lamentiamo che abbiamo bisogno dei migranti e delle badanti? I medio orientali e gli orientali dicono che il problema dell'occidente sono le donne occidentali? Che abbiano ragione? Di sicuro no, visto che sono così arretrati che le tengono a casa a fare figlioli, mentre loro vanno a fare i lavori che gli italiani non vogliono più fare o si comportano da pezzenti andando alla caritas o dagli assistenti sociali che pagano ai proprietari gli anni arretrati di affitto, perchè non ci sono case popolari libere. I molti figlioli che fanno, la nostra elitè spera che saranno i loro manovali del futuro, quando si dovrebbe tornare alla forza muscolare, visto che sanno del PO, anche se lo negano, insieme al GW, ovviamente. Non si può negare un problema, senza negarne le conseguenze, che alla fine non ci sia qualcuno che capisce qualcosa.

    RispondiElimina
  9. Il debito (per fare cosa ) e il lavoro ( per produrre cosa ) dimostrano la nostra immaturita' nella gestione dell'ENERGHEYA .Solo un rientro nei limiti della circolarita' della natura potra' garantire la serenita' dell'equilibrio con il tutto . Ogni pretesa di governare il TUTTO non puo' che portare danni . SAPIENS e' fatto cosi' e il risultato e' scritto nei libri di Storia

    RispondiElimina
  10. Un economista americano ha analizzato il problema dei debiti dei governi e per uscirne definitivamente propone di usare Bitcoin.

    https://medium.com/@lucidfunds/the-long-and-winding-road-to-10-million-bitcoin-4b1c83d26e5d

    RispondiElimina