sabato 2 giugno 2018

A che Serve l'Università? Per esempio, a farci sapere cose utili. La conferenza di Firenze sulla nutrizione




Sandra Ristori e Francesco Sofi alla conferenza sulla nutrizione tenuta il 1 Giugno 2018 a Firenze nel quadro del Festival della Sostenibilità


Certe volte ci si domanda a cosa serve veramente l'Università, ovvero se non sia semplicemente una fabbrica di disoccupati, una macchina per far soffrire un gran numero di poveri ragazzi, oppure un sistema costoso di sussidi economici per una banda di gente che non sa fare altro che aver la pretesa di insegnare cose che loro stessi non sanno.

Forse. Ma è anche vero che l'Università ha un grandissimo potenziale di essere vò eramente utile a tutti noi. Bene o male che sia, l'università rimane un ente "super partes" che, per il momento, non è (ancora) pagato per venderci cose. E se gli universitari non sono pagati per vendere prodotti (non ancora), ne consegue che possono anche raccontare le cose come stanno. Super partes, appunto.

Ne abbiamo visto un bell'esempio con la conferenza di Francesco Sofi, docente di UNIFI, tenuta il 1 Giugno 18 nell'ambito delle iniziative del festival nazionale della sostenibilità. Sofi ha dato una bellissima dimostrazione di quello che l'università può (e anche dovrebbe) fare, parlando a di nutrizione un livello comprensibile a tutti, ma anche mantenendo un bel livello di rigore scientifico.

Sofi ha fatto una comparazione di varie diete, alcune alla moda, altre un po' meno, non sulla base delle varie infatuazioni momentanee ma sulla base dei dati disponibili. Ha detto cose anche ben note, ma che si perdono nel gran rumore della pubblicità di questo o quel prodotto. Ci ha ricordato che la dieta Mediterranea è fra le diete migliori e le più salutari, però è valida nella zona dove è nata e non avrebbe senso esportarla - per esempio - in Scandinavia. E tante altre cose interessanti su altri tipi di diete. Insomma, un bel mix di scienza, sapienza, e senso pratico. Informazioni utili per tutti. Quello che l'Università può è deve fare.


Questa conferenza ha chiuso in bellezza la serie delle conferenze del Festival della Sostenibilità a Firenze, è stata organizzata da Sandra Ristori, docente presso il Dipartimento di Chimica di UNIFI, in collaborazione con il Green Office e il Gruppo "Ateneo Sostenibile" di UNIFI. Qui di seguito, una foto del rinfresco a base di cibi naturali offerto da UNIFI - realizzato da Andrea Battiata.










5 commenti:

  1. Questo post voleva essere auto-ironico?

    "ha ricordato che la dieta Mediterranea è fra le diete migliori e le più salutari"

    Questa grande pensata la ritrovi pari pari su tutte le riviste e in realtà significa una dieta variata. Che però è una mezza menzogna perché immagina un "mediterraneo ideale" che è una riedizione contemporanea dei giri turistici dei nobiluomini dell'Ottocento tra rovine romane coperte di rovi e miti pastorelle. Se la gente è scappata a milioni dall'Italia significa che in certi momenti si moriva di fame e a questo proposito farei presente che fino al recente passato il problema principale non era la produzione alimentare ma la mancanza di mezzi per conservare e distribuire gli alimenti. Un problema che vale ancora oggi per le aree del mondo dove non esistono le infrastrutture.

    "E tante altre cose interessanti su altri tipi di diete."

    Fondate tutte sul fatto di avere un frigorifero pieno e un supermercato vicino dove fare la spesa.

    "Insomma, un bel mix di scienza, sapienza, e senso pratico"

    Si, sopratutto "senso pratico". Quel tipo di senso pratico che può avere una persona che non ha nessuna altra rogna al mondo che pensare a che tipo di "dieta" seguire, avendo la possibilità di infinite opzioni.

    "Quello che l'Università può è deve fare."

    Si, lo scopo dell'Università è indurre, facilitare, assecondare la "cultura" della macchinetta del caffè dell'impiegato medio.

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  2. http://www.lapresse.it/addio-alla-dieta-mediterranea-dilaga-il-cibo-spazzatura.html
    Per carità, ogni regione del mondo ha la sua vocazione alimentare. Ma con la globalizzazione dilaga il cibo spazzatura. Questo anche perché:

    "il cibo è diventato il nuovo terreno di conquista del capitale speculativo"
    http://www.repubblica.it/rubriche/passaparola/2016/10/28/news/i_signori_del_cibo-150761338/

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  3. ''l'università rimane un ente "super partes" che, per il momento, non è (ancora) pagato per venderci cose. E se gli universitari non sono pagati per vendere prodotti (non ancora), ne consegue che possono anche raccontare le cose come stanno. Super partes, appunto.'' ah ah ah fosse vero, veda se alla Bocconi insegnano cosa sia la scuola austriaca di economia.....tutto é assertivo allo stato socialista, sta al singolo individuo studiare, indipendentemente che sia operaio o minatore può avere molte piú conoscenze dell individuo in giacca e cravatta saccente uscito con 110 con lode dall università del popolo bue

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  4. purtroppo invece dominano la scena alimentare gli street food col loro cibo spazzatura. Dimmi come mangi e ti dirò chi sei.

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  5. avoiding-self-inflicted-extinction-what-are-the-solutions
    pare che nemmeno il figlio unico globale (pura utopia, ovviamente, in un'umanità locustica) è ormai sufficiente ad allontare il pericolo di estinzione. L'articolo indica come unica possibilità la cura da cavallo di strizzare ogni spreco, insomma il risparmio come regola di sopravvivenza. Tutto il contrario dell'economia keynesiana di consumismo sfrenato, condotta in tutto il mondo e tanto cara alle vecchie politiche economiche nostrane del dopo guerra, del Berlusca e ora del nuovo governo. Praticamente spargere soldi per aumentare il PIL e sanare colle tasse che ne vengono fuori, la bolla del debito. Come se le risorse del tempo di Keynes fossero sempre intatte ed il mondo avesse 2 mld di umani, che allora nemmeno erano locuste totali. E poi ci chiamiamo pomposamente "sapiens sapiens". Forse sarebbe meglio "insipiens insipiens". Il nostro cervello è troppo piccolo per andare un pò più in là del naso, ossia poche migliaia di anni addietro, perchè ci sono notizie appena sufficienti e pochi anni avanti. E questo solo per i più intelligenti, cioè pochi punti percentuali dei 7,6 mld. E pensare che basterebbe avere un cuore sufficientemente grande per non rifiutare l'amore, invece di scegliere l'egoismo. Ma la scelta tra Dio e Mammona è già difficile di per sè, figuriamoci attuarla. Fatti non foste per viver come bruti.....

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