Troia non Cadde per Colpa degli Immigranti


venerdì 13 aprile 2018

Qualche Osservazione su "L'Effetto Seneca" - di Roberto Peccei. Parte II


Seconda parte della presentazione di Roberto Peccei sul libro di Ugo Bardi, "The Seneca Effect" a Firenze il 5 Aprile 2018 (prima parte)


Come molti di voi sapete, il Club di Roma, che fu fondato 50 anni fa da mio padre Aurelio Peccei e da Alexander King, ha come missione quella di capire meglio le sfide a lungo termine che l’umanita deve affrontare e di cercare delle soluzioni olistiche per il mondo. Il libro di Bardi, con la sua analisi di sistemi dinamici sociali, soddisfa mirabilmente questi obbiettivi. Per questo, nel resto del mio intervento mi soffermero sul Club di Roma e specialmente l’importanza di esaminare le caratteristiche dei sistemi dinamici nel mondo seguendo le grandi linee che Bardi traccia nel suo libro.

Il Club di Roma pubblica i suoi risultati in Rapporti al Club di Roma e, dalla sua fondazione, ha pubblicato circa 40 rapporti riguardanti il futuro dell’umanita. Forse il piu’ famoso di questi rapporti e’ il primo rapporto al Club di Roma, lo studio del 1972 di Donella Meadows, Dennis Meadows, Jorgen Randers e William Behrens fatto al MIT che porto’ al libro The Limits to Growth. Questo rapporto mostrava, usando metodi dei sistemi dinamici e simolazioni al computer, che la continua crescita economica e quella della popolazione mondiale, se continuano cosi alla fine porteranno a un overshoot e all’eventuale collasso del sistema. Tutti i rapporti al Club di Roma negli ultimi 50 anni hanno contribuito a chiarire e amplificare il messaggio di The Limits to Growth e quello del Club di Roma. Il rapporto di Ugo Bardi, con il suo focus sui sistemi dinamici e l’ubiquita’ del collasso in questi sistemi, e un aggiunta particolarmente importante.

Il modello utilizzato dagli autori di The Limits to Growth nel loro studio è un'elaborazione del modello originale sviluppato da Jay Forrester, chiamato abbastanza naturalmente World 1). Il modello esamina il comportamento del sistema mondiale derivante dall'interazione tra lo sviluppo economico, la popolazione in crescita e l'ambiente del pianeta. Come spiega Bardi nel suo libro, il modello di Forrester assume cinque elementi dinamici principali per descrivere il sistema mondiale.

Questi 5 parametri sono:

  1. popolazione;
  2. cibo;
  3. produzione industriale;
  4. risorse
  5. inquinamento.

Questi parametri sono tutti correlati tra loro e ci sono numerosi meccanismi di feedback. Ad esempio, più cresce la produzione industriale, più le risorse vengono consumate e più inquinamento si produce. Più la popolazione cresce, maggiore è la necessità di cibo e di produzione industriale. Tuttavia, l'inquinamento colpisce l'approvvigionamento alimentare e la popolazione in modo negativo. Ad un certo punto questa crescita dinamica concatenata non può continuare, perché le risorse si esauriscono o l'inquinamento travolge l'ambiente. Il sistema mondiale va in overshoot e collassa. A seconda di come il modello è effettivamente costruito, la crescita e il collasso del sistema possono essere simmetrici nel tempo o mostrare una caratteristica di Seneca in cui la crescita è lenta, ma il collasso è rapido.




Il messaggio di The Limits to Growth che la crescita perenne non è possibile non fu ben accolto quando il libro apparse nei primi anni '70. Il libro e il Club di Roma furono attaccati rabbiosamente da destra e da sinistra e il loro messaggio fu respinto. Tuttavia, con il tempo molti hanno iniziato a vedere la verità di base di questi risultati. Non e` possibile sostenere per sempre la crescita in un sistema finito. I sistemi dinamici a un certo punto spinti da una crescita costante arrivano a un tipping point e poi collassano. Questa conclusione è rafforzata dal libro di Bardi che mostra, come accennato in precedenza, che, in realtà,

"il collasso non è un difetto, ma una caratteristica dei sistemi dinamici".

C’e da chiedere se il collasso del nostro mondo globalizzato - l'equivalente attuale dell'Impero Romano - è inevitabile? Secondo Bardi, la risposta è sì. Tuttavia, come discute in The Seneca Effect, il crollo di qualsiasi sistema dinamico può essere ammorbidito aumentando la resilienza nel sistema. In pratica ciò significa introdurre nel sistema qualità che aumentano la sua capacità di assorbire i cambiamenti, senza alterare fondamentalmente la natura del sistema. I sistemi rigidi, con pochi nodi nella loro rete non sono resilienti. Le reti flessibili e deformabili aiutano il sistema dinamico a diventare più resiliente. In termini matematici un sistema dinamico raggiunge la stabilità se riesce a mantenere i suoi parametri vicino a un punto fisso "attrattore", come quello che abbiamo visto esisteva nel modello predatore-preda di Lotka e Volterra.


20 commenti:

  1. insomma alla fine quello che diceva mia mamma trionfa: "Chi si contenta, gode". Ma nel modello Lotka-Volterra non mi pare fosse una scelta razionale, come invece mia mamma cercava di insegnare a me e che si è rivelata giusta. Quindi non c'è da aspettarsi una soluzione ragionevole, anche perchè, purtroppo, vorrei sapere quanti al mondo sono rimasti colpiti, e dopo 50 anni ancora se lo ricordano come fosse ieri, della lezione del professore di liceo Baldi (quasi Bardi, ma la radice etimologica è la stessa) che spiegava l'entropia in un sistema chiuso e adiabatico. Forse 1 su 1 mln? Quindi avanti col BAU imposto dall'ignoranza e dall'egoismo, che la luce in fondo al tunnel è un treno in arrivo.
    Intanto qui fuori scemi e drogati fanno il solito casino da decerebrati e non sono certo i peggiori contributori del collasso veniente per i limitati livelli di consumo e la mancanza quasi totale di capacità riproduttiva. Forse è anche per questa ragione che ce ne sono così tanti.

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  2. Concordo sull'utilità dei sistemi complessi, concordo sulla direzione di caduta delle traiettorie, concordo sulle tesi del modello di Meadows che prevede un collasso entro il 2070.

    Quello che non mi convince della ricerca di "limits to growth" sono due cose:

    1-non mi piacciono (ancorchè intese in termini di tendenza) le traiettorie balistiche, perchè non c'è niente di simile nelle serie borsistiche di lunghissimo periodo in cui le correzioni accadono solo quando l'informazione o l'evento inatteso è noto.

    2-il modello di Meadows è a bassa definizione.
    Una cosa è un declino controllato e pacifico in cui l'umanità cerca di condividerne i costi con i paesi ricchi che subiscono il maggior calo in termini di caduta di consumi per energia-procapite mentre i paesi del II e III mondo mantengono bassi e costanti i consumi energetici pro-capite ma diffondono benessere a gente che prima non consumava.

    Un'altra cosa è un collasso prodotto da una serie guerre regionali con uso di armi nucleari tattiche, sobillate dai paesi del I mondo per falcidiare la popolazione.

    Altra cosa è una probabile WWIII in Asia perchè la Russia non vende i propri territori a Cina, India, Iran, Pakistan/Bangladesh.

    Tutt'altra cosa sono le inevitabili Guerre Puniche II che esplodono in faccia agli Europei incendiando il Mediterraneo.

    Il modello di Medows, IMHO non da suggerimenti utili su attori, eventi game changers, scenari, soluzioni, dentro il processo di collasso, si limita solo a stimare cifre che poi possono essere interpretati e calati in vari scenari profondamente diversi. Certo, il modello di Meadows non è progettato per fotografare la dinamica guerraffondaica potenziale, dove gli attori mondiali trovandosi in un gioco planetario a somma zero, decidono di tessere alleanze per far deflagrare guerre continuando la propria politica con altri mezzi.

    Forse sarà perchè la mia preparazione aziendale da importanza allo studio dell'ambiente economico ed al suo contesto per cavarne fuori strategie aziendali di lungo periodo, ma IMHO lo scenario planning e l'ooda loop penso siano strumenti più raffinati per cogliere eventi impredicibili ad alto impatto, in un contesto in cui l'Economia è una scienza sociale e non è una scienza certa come la Fisica nella caduta dei gravi.

    A titolo ludico ed esemplificativo,suggerisco come spunto di riflessione, un po' di Fantascienza Distopica. Mi sono aiutato con strumenti d'Economia Aziendale per offrire al lettore un'immaginaria ricognizione sul campo, dentro uno spaccato consistente e plauibile, di uno dei moltissimi path di futuro in detonazione, dove gli insolubili megatrends del XXI secolo (sovrappopolazione, impatti di climate change, fabbisogni di risorse vitali -energia, cibo, materie prime, acqua potabile-) creeranno impatti economici, militari, politici, in Africa, in Europa, in Asia.

    La romanzatura ha personaggi di fantasia, trama deterministica, sono però files gratuiti, in PDF, in Copyleft(by-nd-nc) sono rintracciabil in www.climatefiction.gq oppure su https://mia-fantascienza.blogspot.it

    Poichè la fabula l'ho scritta a ritroso con logiche di scenario planning, per coglierne la dinamica cronologica, è preferibile leggere in sequenza: Al vertice della tensione -> Per la gloria di Chartago -> Battle for Assuan -> Rim of Hell -> La Stella Verde

    Sperando di aver contribuito a vivacizzare intellettualmente il dibattito, porgo cordiali saluti.

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    1. LTG non prende in considerazione fattori sociali (non può e non deve...) che sono assolutamente non prevedibili, come guerre, finanza, politica.
      E' il motivo per cui le curve di LTG rappresentano il caso "migliore" per ogni scenario. Una guerra non farebbe che accelerare il collasso già preconizzato.

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    2. probabilmente non ci saranno nè guerre puniche II, nè WWIII, perchè l'invasione sarà pacifica e incentivata, come ora.

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    3. @ Mago
      In effetti, lo pensano anche quelli di Bankitalia
      http://mio-radar.blogspot.it/2018/04/la-fantascienza-utopica-di-bankitalia.html

      lo pensano anche vari demografi
      https://mio-radar.blogspot.it/2017/10/il-futuro-prossimo-delle-migrazioni.html

      lo pensano anche vari esponenti politici
      https://mio-radar.blogspot.it/2017/10/boeri-non-e-obiettivo-sul-futuro.html

      tuttavia, per far quadrare i conti, sono costretti a raccontare fantascienza utopica.

      Per carità, a me la fantascienza piace, tengo anche un blog ragionandone, ma quando monitoro le informazioni dagli Early Warning Signals, si hanno solo conferme di catastrofi.
      http://mio-radar.blogspot.it/2018/01/politici-stupidi-e-ladri-producono.html
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/11/la-penisola-italiana-sara-colonia-di.html

      in raffronto a quanto atteso
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/10/wwiii-road-map-theory.html

      che i mercati finanziari di tante cose, ancora non hanno scontato
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/10/il-vituperato-quoziente-debitopil-e-le.html

      ma che probabilmente poco prima o poco dopo il 31/10/2019 inizieranno a scontare
      http://lafrecciadellastoria.blogspot.it/2017/10/il-declino-economico-italiano-la-crisi.html

      Di positivo in Economia c'è che pur essendo una Scienza Sociale non deterministica come la Fisica, basta attendere :-) per vedere chi racconta favole :-) o chi con anticipa catastrofi.

      sauti

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    4. @ Stefano

      penso che dovreste pensare a disaggregare il modello di Meadows, segmentando i subsistemi:

      popolazione;
      disaggregare nel I mondo bassa crescita, nel II mondo bassa crescita (Cina ed India hanno politiche di controllo delle nascite), nel III mondo forte crescita (Africa è bomba demografica). Così com'è la curva è utile ma quello che è importante è la segmentazione tra i tre mondi, dato che è probabile che andranno in urto violento.

      cibo;

      produzione industriale;
      disaggregare nel I mondo bassa crescita, nel II mondo alta crescita poi rallentemento, nel III mondo piccola crescita poi BUM, seguendo però per i tre mondi una dinamica di una funzione logistica come accade nei mercati, in modo da supporre che il II e III mondo provino a tendere alla saturazione di mercato presente nei paesi del I mondo salvo poi...

      risorse

      inquinamento alias climate change: oltre ai feedback che già ha, dovrebbe averne altri inerenti ad esempio alle proiezioni sulla salita del livello del mare :-) ossia una variabile esterna agli altri feedback dato che il sistema terra è in riscaldamento e se accelera il processo di positive feedback degli idrati di metano...

      Poi dovreste mettere delle condizioni di STOP :-) in modo da frammentare le curve con spezzate e non balisticamente lisce come una caduta di un grave, sono imo un pikkio in un occhio :-) per un economista quelle curve belle lisce ed ordinate, anche se provengono da un sistema logico e ragionato a cui però manca un sacco di altri pezzi PESTEL ed interazioni ;-) alla Calusewitz dei 3 mondi.

      Ad esempio porre dei controlli:

      IF risorse scendono ad dato livello THEN WAR -> perchè i paesi del I mondo non accetteranno di scendere di lifestyle, inoltre l III mondo entrerà in competizione con il II mondo per delocalizzazioni (interesse del I mondo, mettere in conflitto III mondo e II mondo, oltre per recuperare produttività), così come il II mondo potrebbe coalizzarsi in parte con paesi del III mondo per dare l'assalto al I mondo.

      IF cibo scende ad un dato livello THEN WAR -> perchè il grosso del cibo è prodotto nel I e II mondo, in carenza di cibo a rimanere a bocca vuota sarà principalmente il III mondo il quale tra morire di fame in inedia e morire in battaglia, sceglierà sempre la seconda.

      Poi sinceramente dovreste modellizzare un qualcosa, che dentro la produzione industriale tenga presente la possibilità di una conversione energetica da carburanti fossili all'economia desetech (segmentata per I, II, III mondo) in modo da graduare nelle ipotesi gli impatti di switch off dai fossil fuel, per vederne gli impatti.

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    5. la paura che questo meticciamento forzato porti invece al genocidio, quando le risorse non saranno più sufficienti, è forte. E' già successo con le concessioni che l'Impero Romano dovette fare ai barbari, dopo la decimazione delle legioni di Decio in Pannonia nel 251 dc. Lì per il collasso totale occorsero circa 2 secoli. Il tempo che ci volle agli arabi per sottomettere i territori dall'Atlantico all'India. Ora il contesto è cambiato e la paura dell'arma atomica è tanta anche tra gli islamici, almeno finchè non ce l'avranno. D'altronde mi pare siano legittimati dal Corano a sottomettere gli infedeli, quindi hanno anche la religione dalla loro parte. Penso proprio che sarà impossibile mantenere la pace in un contesto di miseria o autoritarismo, come è già successo nelle primavere arabe del 2009.

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    6. o sperano che succeda come è successo con l'immigrazione di lavoratori dal meridione, che si sono integrati lavorando (qualcuno anche delinquendo, ma sono la minoranza), ma questo è potuto accadere con risorse abbondanti. Il che non si potrà ripetere a lungo e comunque non per il tempo sufficiente per una integrazione pacifica e compartecipata, che ci può essere solo a tarallucci e vino.

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  3. http://formiche.net/2018/04/de-dollarizzazione-cina-usa/
    "in questi giorni, al largo del Bahrein, è stato scoperto un giacimento di shale naturale di petrolio e di gas, con riserve da 80 miliardi di barili di petrolio e di 4 triliardi di metri cubi di gas"
    "la Cina ha superato, nel 2017, gli Usa come maggior importatore di petrolio al mondo. Quindi, con i futures petroliferi in yuan, la Cina riduce la sua dipendenza dal dollaro e, nel frattempo, sostiene le sue importazioni oil, oltre a promuovere globalmente l’uso dello yuan e ad espandere la sua presenza nel mondo. Lo stesso ha fatto la Russia. Gli Usa stanno quindi per essere spodestati come moneta-mondo a causa della loro continua serie di guerre e insuccessi militari"

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    1. Come non detto.
      https://www.investireoggi.it/economia/maxi-scoperta-petrolio-nelle-acque-del-bahrein-centinaia-miliardi-ballo/

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    2. è di difficile e costosissimo sfruttamento. Probabilmente non verrà lasciato sotto terra e il mondo avrà petrolio per altri 2 anni, se tra cinque anni avrà ancora senso sfruttarlo e se saranno tutti recuperabili. Kashagan, 38 mld di barili, scoperto nel 2000 , con 10 mld di barili recuperabili, ha cominciato lo sfruttamento nel 2016. 16 anni per avere petrolio per poco meno di 4 mesi!! Sembra un'idiozia, ma non lo è in termine di soldoni. Verrebbe da pensare che i soldi fanno diventare idioti.

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    3. @ Fra
      Sull'altro blog ho esposto sinteticamente l'inizio di scenario planning, ci sono ragioni logiche del perchè continuamente parlo di una probabile WWIII ed un'ineluttabile GP2
      http://cassandralegacy.blogspot.it/2018/04/saving-world-top-down-or-bottom-up.html


      @ Mago
      La parola "meticciamento" non mi piace, implica l'esistenza di razze, mentre la razza umana è unica.

      Oggi IMHO quando si sente la diatriba d'immigrati clandestini (CDX) VS accoglienza di migranti economici e lotta al razzismo (CSX), devi interpretare la diatriba politica come: tutti i partiti politici italiani non vogliono ripagare il debito pubblico italiano e siccome in europa nessuno si vuole accollare il debito pubblico italiano allora oggi gli italiani stanno strumentalizzando un problema demografico per non ragionare di rientro di debito nel fiscal compact.
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/10/lisola-di-mayotte-parte-iii.html

      In futuro, la questione dei respingimenti assistiti sugli africani da parte degli europei sarà un grosso problema militare di lunga durata. Il tempo dirrà se Chartago nascerà nel NordEst Africa o meno.

      Se vi fosse un briciolo di razionalità tra gli attori politici, si sarebbe dovuto invocare da tempo la nascita degli USE fondati solo sulla devoluzione di Difesa e Politica Estera (de facto la vecchia idea di DeGasperi della CED), per altro la trasformazione della UE da confederazione a USE federazione, potrebbe aiutare alla riduzione dei debiti pubblici, dato che conferendo le forze armate, beni demaniali, beni patrimoniali indisponibili, si potrebbe ottenere valore con cui ammortare subito parte del Debito Pubblico Italiano.
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/11/fiscal-compact-e-stati-uniti-deuropa.html

      Putroppo IMHO tutti gli attori politici italiani sono ideologici e focalizzati sul brevissimo periodo, per cui non è elettoralmente conveniente curarsi del futuro, ma è preferibile portare il paese al disastro.
      http://lafrecciadellastoria.blogspot.it/2017/07/gli-italiani-sono-bolliti-ma-ancora-non.html
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/11/quello-che-i-politici-non-dicono.html
      http://mio-radar.blogspot.it/2017/12/il-deja-vu-delle-politiche-industriali.html


      @ Tutti
      La metafora del collasso futuro con l'impero romano è IMHO un po' forzata e non concordo come esempio.

      Perchè all'epoca dell'impero romano non c'era cambiamento climatico e la popolazione sul pianeta Terra era assai inferiore. Inoltre all'epoca dell'impero romano non esisteva la polvere da sparo, questo strumento ha rivoluzionato i campi di battaglia dl 1500DC in poi, quindi cambiando progressivamente con il tempo tutte le dinamiche belliche umane.

      I paesi del I mondo non sono assimilabili all'Impero Romano d'Occidente, perchè Canada, USA hanno autonomia energetica e Germania e Francia possono avvicinarsi a tale autonomia (se dovessimo fare una metafora, potrebbero rassomiglare all'Impero Romano d'Oriente che sopravisse alle invasioni barbariche). Gli altri paesi del I mondo che non sono autonomi energeticamente, dovendo fare una metafora con il passato le potremmo paragonare all'Impero Romano d'Occidente.

      Resto dell'idea che dovendo parlare del pianeta Terra, piuttosto che paragonare il collasso di Meadows nei prossimi decenni, alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente, invocherei la metafora della storia che è stata ricostruita dagli archeologi nell'Isola di Pasqua: è un'ottima metafora del mondo nel XXI secolo.

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    4. La fine del petroldollaro è un drammatico segnale di debolezza per gli Stati Uniti.
      Non è un evento qualsiasi. Gli equilibri politici mondiali stanno mutando profondamente.
      Non c'è molto da stare allegri. Questi missili in Siria non fanno presagire niente di buono.

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    5. la parola "meticciamento" non piace nemmeno a me, ma rende bene l'idea. "Ad majora", dicevano i latini, ma la realtà è un'altra cosa. Te lo dice uno che ha la (s)fortuna di vivere in mezzo a pakistani, tunisini, marocchini, siriani, albanesi e rumeni, ma non è che gli italiani, succubi anche loro di avidità e istinti, siano granchè, spiritualmente, ma anche umanamente parlando. Quando morì un mio amico, sessantenne, dopo una vita votata alla lussuria, il sacerdote alla Messa funebre, ne fece l'elogio ed allora non capivo perchè. Ora lo capisco: perchè aveva votato la propria vita alla sola lussuria, ma non all'avidità, che la lussuria è in fondo un peccato della natura, solo umano se non diventa capitale, cioè il capo di altri più gravi, mentre l'avidità è dell'anima, spirituale, quindi meno scusabile e molto più grave.

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    6. @ Anonimo, non aver paura che i missili hanno colpito intenzionalmente a vuoto, sennò che armi di precisione sono?

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  4. Poni continuamente l'accento sulle guerre fra uomini, mentre sembri dimenticare il nodo della questione, cioè la guerra dell'uomo alla natura. Le foreste residue andrebbero tutelate anche con le armi da chi vuole tagliarle per metterle a coltura. In questo senso c'è da augurarsi un collasso nella disponibilità a basso prezzo dei combustibili fossili, e non un interminabile quasi plateau come si è verificato negli ultimi 5 anni grazie allo shale americano. Prof. siamo sicuri che uno scenario crudo tipo collasso tanto nei combustibili fossili non sia invece benefico per impedire lo sfruttamento della ricchezza della biosfera residua? é stato mai approfondito questo punto nei modelli dei limiti dello sviluppo? Se no allora anche tale modello non risulta troppo antropocentrico e di breve respiro? Anche perchè dopo un collasso non abbastanza verticale rischia di venire una dolce discesa infinita anche per il resto del biota se compromettiamo troppo il manto forestale...Cosa ne pensa prof.?

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    1. Altro che difendere le foreste con le armi

      http://www.apocalottimismo.it/ciao-italiche-foreste/

      Guido.

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  5. Ho dato una sbirciata a
    http://www.decrescitafelice.it/2017/10/materiali-convegno-strategie-energetiche/

    E' tutto molto bello, ma...

    1-non mi sembrano sufficientemente informati... ecco forse, dovrebbero informarsi di più, magari iniziando a fare un giro sul mio blog :-) dal tag #climate change

    2-L'analisi keynesiana è un paradigma di breve periodo, perchè come diceva Keynes nel lungo periodo siamo tutti morti. Dove portano nel lungo periodo le politiche Keynesiane e funzionali di bilancio lo mostra il debito pubblico italiano, con il paese prossimo al DEFAULT/HAIR_CUT oppure alla catastrofe nell'uscita dall'Euro. Per altro le premesse del modello Keynesiano sono curve di offerta anaelastiche e curve di domanda elastiche. Queste premesse valgono per il II mondo ed il III mondo, dove i mercati non sono saturi. Nei paesi del I mondo ormai da tempo le curve di domanda sono rigide perchè i mercati sono saturi, mentre le curve di offerta sono elastiche perchè anche gli artigiani hanno imparato a produtte con metodologie Just In Time. Quindi, sinceramente davvero mi stupisco, io che provengo da una laurea in economia da Pisa, che proprio dei professori pisani omettano importanti elementi dei paradigmi economici, accampando per aria modelli assai inapplicabili.

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  6. 3-Kyoto è stato inefficace. Parigi sarà sicuramente inefficace. Non c'è freno alla crescita delle emissioni di CO2 e gas serrra. Non trovo riferimenti alla carbon bubble e tantomeno alla bomba degli idrati di metano in Siberia. Nel mondo non c'è una carbon tax planetaria sui carburanti fossili, i prezzi sui mercati finanziari dei carburanti fossili ancora non scontano i danni da climate change e guerre, molti paesi si stanno muovendo per prelevare risorse fossili nell'artico, lo shale gas/oil nel breve periodo ha fatto dimezzare i costi al barile del greggio introducendo un'offerta virtuale di petrolio pari al doppio delle riserve dell'Arabia Saudita. Desertch ha chiuso, il nord Africa è in fiamme (e nei prossimi decenni le cose degenereranno ancor di più con gli europei che non vorranno mettere "boots on the groind"). Nessuno ha criticato la finanziarizzazione delle quote dei gas serra che non ha prodotto significativi sulla salita costante del CO2 in PPM. A nessuno frega niente di provare a contenere con qualche tentativo la bomba demografica africana con una politica tardiva di controllo delle nascite in Africa. Non c'è traccia nel modno di politiche serie d'abbandono ai carburanti fossili, non c'è traccia di arche spaziali per trasportare miliardi di terrestri su Marte. In Italia non c'è nemmeno una maledeta fabbrica che produca pannelli solari ed i brevetti CNR per pannelli solari al mirtillo ad alta effienza sono rimasti lettera morta perchè il sistema industriale italiano composto prevalentemente da piccole aziende, non è capace di produrre innovazione ne di prodotto ne di processo. Quindi, tirando le somme: sinceramente questi ricercatori, che dovrebbero essere informati sui fatti, a me sembrano piuttosto alienati, assai molto fuori dal mondo, massivamente ignari di quale sia la direzione della storia e di dove stia andando il mondo.

    4-Non dico che la definizione di Guerra di Clausewitz spiegherà tutto il divenire del XXI secolo, ma le tesi di "agire localmente pensando localmente" sono sicuramente bacate. Le scarse e modeste riduzioni di gas serra ottenute dalle ricche e poche comunità del I mondo saranno cancellate brutalmente dalle emissioni del II mondo e dal III mondo, che legittimamente aspirano a diventare come il I mondo. Quindi, forse, per un italiano, è più saggio mettersi a ragionare di come preparare e mantenere in perfetto funzionamento per i prossimi decenni un "Bug Out Bag", piuttosto che ragionare di modelli keynesiani. Nel futuro i paesi del I mondo dovranno fare investimenti (ossia avere capacità di leverege) per compensare i danni da climate change e necessiteranno di standing finanziario per accedere ai mercati internazionali per ottenere energia con cui mitigare i danni da climate change (dai condizionatori ai desalinizzatori ecc...). Se uno stato come l'Italia de facto sull'orlo del fallimento e dell'Haircut volesse espandere il proprio debito per provare a far fronte ai danni da climate change, quello che otterrebbe sarebbe solo un pugno di mosche, in un mondo futuro dal contesto molto competitivo.

    Se l'Italia ne breve periodo IMHO non adempie al Fiscal Compact, non risanerà mai più e nel futuro collasserà perchè non c'è crescita economica, ma solo calo del pil.

    Conteggiando poi le interazioni nel nord Africa ed i danni da climate change nei prossimi 30-40 anni, direi che ci sono spendide probabilità che la penisola italiana sia cancellata dalla storia prima della metà del XXI secolo.

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  7. Circa due settimane fa ho trovato quest'interessante intervista online propostami dall'I.A. di youtube (più la si usa, più funziona bene), l'ho tradotta per gli utonti del mio blog che non sanno una parola d'inglese, poi l'ho calendarizzata come post in topic :-) poi ho cercato con google i due blog e sono sbucato online, commentando un po' quà e là(copicolando i miei commneti però qualcsoa aggiunge r umore di fondo)

    http://mio-radar.blogspot.it/2018/04/the-next-wave-of-democide-and-global.html

    In Any Case, cordiali saluti a tutti

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