Quando l'ipotesi peggiore si rivela quella giusta


sabato 6 gennaio 2018

Ancora sulla degenerazione del dibattito: la questione dei sacchetti per la frutta.




La questione dei sacchetti per la frutta a due centesimi l'uno è andata a finire nel degenero più totale. Una cosa veramente di cui vergognarsi ma è il risultato dei meccanismi di diffusione dell'informazione: le peggiori scemenze possono diventare importantissime mentre le cose importanti passano inosservate.

Vi passo per prima cosa l'articoletto che ho scritto sui sacchetti per "Il fatto Quotidiano". Più in fondo, vi passo il messaggio che ho ricevuto dal signor Alfredo Davolio Marani in cui mi accusa di essere in combutta con Matteo Renzi solo perché sono di Firenze. Non è per far polemica, ma come si fa a ridursi a scrivere certe cose? Gli ho anche risposto gentilmente dicendo che non era il caso di metterla in quel modo, ma lui ha replicato insistendo con le accuse. E vabbé, si vede che deve essere così. Però è disperante.



La questione dei sacchetti a pagamento – un altro bel disastro all’Italiana. 
Ugo Bardi - Il Fatto Quotidiano


Con la faccenda della nuova legge sui sacchetti a pagamento per la frutta e la verdura ci troviamo di nuovo di fronte all’assoluta ingovernabilità del dibattito. Se su una questione da due centesimi riusciamo a fare un pasticcio del genere, che speranza abbiamo di discutere seriamente di cose importanti, tipo il cambiamento climatico o il degrado sistemico del paese?

Ma andiamo a vedere un po’ meglio la storia dei due centesimi a sacchetto e dell’obbligo che il sacchetto sia biodegradabile. E’ una cosa utile? In principio, si. Sono ormai parecchi anni che si paga qualcosa per i sacchetti della spesa al supermercato. Lo si fa perché sono un fattore di inquinamento importante e si cerca di ridurne l’impatto. Non che il fatto che ogni sacchetto costi qualche centesimo cambi qualcosa, ma se ne sprecano di meno di quanto non sarebbe se fossero gratis. Quindi, niente di strano nell’idea di fare la stessa cosa per i sacchetti trasparenti della frutta e della verdura. Pagandoli, sia pure poco, si presume che gli acquirenti stiano un po’ più attenti a non sprecarli.

Si poteva pensare a qualche altro metodo? Certamente si. La cosa migliore sarebbe stata trovare il modo di eliminare completamente i sacchetti – e non solo quelli della frutta e verdura. Buste di carta, oppure contenitori riutilizzabili possono offrire un alternativa probabilmente migliore. Ci sono molte possibilità che si possono pensare, discutere, e sperimentare.

Invece, la discussione sui sacchetti ha subito debordato nella pura follia. Si è parlato di complotti contro i consumatori, di balzello inaccettabile, di imbroglio del governo per favorire la Novamont che produce i sacchetti e la sig.ra Catia Bastioli, amministratrice. Quest’ultima è stata definita “Renziana di Ferro,” apparentemente soltanto sulla base di aver partecipato come oratore a un convegno alla Leopolda nel 2011.

L’accusa di aver brigato per imbrogliare i consumatori italiani in combutta con Matteo Renzi è decisamente pesante, soprattutto se pensiamo che non è basata su uno straccio di prova. Considerate poi che Catia Bastioli ha nel suo curriculum cose come “Inventore Europeo dell’anno” nel 2007, il premio Giulio Natta nel 2015, lauree honoris causa presso prestigiosi atenei italiani, pubblicazioni, centinaia di brevetti nazionali e internazionali e altre cosette (come potete leggere sulla pagina a lei dedicata su Wikipedia). Ma vedete quanto basta poco per la macchina del fango a mettersi in moto e trascinare via chiunque, anche persone di grandissimo valore.

Onestamente, questa faccenda comincia a diventare preoccupante. Qualsiasi cosa si faccia per cercare di migliorare la gestione dei rifiuti, anche piccola, rischia sempre di finire nel disastro comunicativo. Più che altro, questa la vicenda ci mostra come non siamo più in grado di discutere di niente su basi razionali. Forse non ne siamo mai stati in grado, ma l’irrompere dei social media ha cambiato lo stile della discussone: le opinioni diventano più importanti dei fatti, le illazioni diventano prove, le accuse non provate diventano l’opinione generale, il complottismo spicciolo domina ogni discorso e nessuno si sente più responsabile di quello che dice.

Ora, sui sacchetti da due centesimi l’uno, forse la storia può anche essere vista come una fesseria di poco conto. Il problema è che lo stesso stile di discussione si applica a cose serie – molto serie. Come dicevo all’inizio di questo post, se non riusciamo a discutere in modo razionale, come possiamo sperare di gestire cose da cui dipende la nostra sopravvivenza economica, tipo la gestione finanziaria del paese? Oppure anche la nostra sopravvivenza fisica, tipo il cambiamento climatico? Riusciremo mai ad imparare a ragionare? Possiamo solo sperarlo.

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Messaggio ricevuto il 4 Gennaio 2018


Leggo inorridito il suo articolo sul "Fatto" riguardante i sacchetti biodegradabili. Lei si lamenta che gli italiani si lamentano invece che pensare a cose più importanti.

Quali? Gli scandali governativi? I pasticci e gli inciuci? le "ladrate milionarie" che vengono alla luce ogni giorno? Le banche salvate?

Cosa possiamo fare noi cittadini? Niente! Assistiamo sgomenti ed impotenti al malaffare diffuso, Governo ladro!

E lei si lamenta che noi ci lamentiamo? Ci lamentiamo perché dopo i rincari - mai e semmai mal comunicati - di fine anno per gas, luce, autostrade ed altre tasse nascoste (ma che poi verranno alla luce, basta aspettare un po'), troviamo da ridire anche sui sacchetti. Certo che ci lamentiamo, ci mancherebbe altro, guardi che a pagare siamo sempre noi!

Si vede che lei guadagna bene - professore - e dei rincari se ne frega, ma noi, poveri italiani poveri, non ne possiamo più. Ha capito, Governo ladro?

Acc.... boccaccia mia statti zitta ... mi accorgo ora che lei è di Firenze ... non vorrà mica dire che ...

Mi scuso per prima, come non detto. Governo in gamba!

Alfredo Davolio Marani

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21 commenti:

  1. a me li fanno pagare 1 cent per ora, ma la cosa tragica è che per il ministero dell'ambiente si possono riusare, così da ridurre l'inquinamento che ne deriva, ma il min. Salute lo ha proibito per motivi igienici. Mi chiedo allora se la frutta e verdura che mettiamo in casa, dopo averla tolta dal sacchetto, ci contamini la casa? O questi sono pazzi o ci nascondono qualcosa! Comunque il baillame che viene montato apposta su tanti argomenti serve a qualcosa, tra le tante cose anche a far scimunire il popolino.

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    1. tra l'altro scimunire è necessario per dominare.

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  2. riprovo, vediamo se sono piu' fortunato:

    L'importante era solo che il sacchetto fosse biodegradabile, mettere un prezzo monetario e pure obbligatorio per legge a tutto e' una delle degradazioni marxist-burocratiche della nostra era.

    A due centesimi, peraltro, sono assolutamente convenienti anche rispetto a quelli per la cacca per il cane, e' da farne incetta. Presto!, prima che il governo se ne accorga e ci metta una supertassa sopra... ;)

    Comunque, pesano 4 grammi abbondanti invece dei 2.5 di prima, e rispetto ai 5-6 grammi di un foglio di normale carta A4: per dire dell'importanza escatologica della questione.

    Se sono davvero biodegradabili e non inquinanti, consiglio di usarli anche per il pane, ammesso che la legge lo consenta, rispetto al composito carta-polietilene gratuito, nonostante il prezzo di 2 centesimi: il pane nei sacchettini non traspiranti si conserva molto piu' a lungo, specie se in frigo.

    Saranno anche di "mater-bi - amici di renzi", ma chi non fa protezionismo industriale su questo? siamo il paese del mondo che ne fa meno, noi ci concentriamo solo sulle "professioni", "liberali" e non, mentre per l'industria restiamo il paese che toscanamente privilegia la guerra interiore e autodistruttiva fra guelfi e ghibellini.

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  3. La lotta ai rifiuti non si fa in negozio, e neppure nel cassonetto. Si fa in fabbrica, imponendo standard alla produzione dei beni (che devono essere durevoli) e degli imballi (che devono essere ridotti al minimo indispensabile e, ove possibile, riutilizzati). E si fa in TV, dando un bel giro di vite alla fabbrica dei sogni pubblicitaria, come si è fatto e si fa per le sigarette. Ma... eh, il Mercato... eh, l'Economia... eh, l'Impresa... eh, il Lavoro... invece, con una gabellina ciccina cicciò da aggiungere alle altre... altro gettone, altro giro, fingendo di essere su un circuito di Formula 1 anziché sull'autopista del Luna Park.

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    1. Un'idea possibile potrebbe essere quella di sostituire (SOSTITUIRE mi raccomando) la tassa smaltimento rifiuti comunale con un'imposta unica inglobata nel prezzo dei prodotti, alla fonte, che incorpori gia' da subito il costo del loro smaltimento. Probabilmente andrebbe bene anche sotto forma di IVA (ad esempio incrementata per gli imballi voluminosi o tossici nelle lavorazioni intermedie), tanto il costo alla fine finisce comunque per essere pagato dal consumatore finale. Quindi basterebbe aumentare l'iva quel tanto che basta per compensare il gettito delle tasse rifiuti (ve l'immaginate il putiferio, specie nel mondo, abbastanza ricco, della produzione di imballi?)

      Questo produrrebbe vari vantaggi:
      - verrebbero eliminate una montagna di complicatissime imposte locali senza aggiungerne nessuna di nuova;
      -il costo verrebbe addebitato nel posto giusto, disincentivando la produzione di rifiuti inutili (l'attuale "sostituto d'imposta" agisce al contrario, paga chi non c'entra nulla, anche perche' la tassa non e' in nessun modo proporzionale alla produzione di rifiuti);
      -centralizzando il gettito e redistribuendo i costi scavalcando i confini comunali, finirebbe quella ridicola e parodistica gara dei comuni a mettere chiavi e lucchetti sui cassonetti-cassaforte nel tentativo di spostare nel comune limitrofo quanti piu' rifiuti- attualmente fra comuni c'e' la guerra del pattume, specie dopo che alcuni hanno cominciato a far pagare a volume/peso: portando i rifiuti nel comune limitrofo non si spende niente - ma questo non diminuisce in alcun modo l'ammontare totale dei rifiuti;
      - verrebbe eliminata un bel po' di burocrazia complicata e controproducente.
      - cio' pero' tendenzialmente diminuirebbe il PIL e il consumo, quindi sarebbe deleterio per l'economia degli economisti e dell'amministrazione dello stato (il debito), e oltretutto toglierebbe potere alla burocrazia dei rifiuti, che non raramente sfocia in mafia, percio' non si fara' mai!


      Mi diceva un vecchio conoscente, ormai morto, che in danimarca (posto dove avrebbe voluto trasferirsi dopo la pensione) per semplificare facevano cosi' con le automobili: le imposte si pagavano tutte e subito all'atto dell'acquisto dell'auto, poi basta bolli e cazzate varie. Oppure, in svizzera si paga l'imposta sul prezzo del sacchetto apposito in cui si devono mettere i rifiuti, venduto dappertutto: tanti rifiuti, tanti sacchetti, tanta imposta, semplicissimo. Fin troppo semplice per i nostri complicati e raffinati geni della burocrazia. Non ce ne libereremo mai, altro che i rifiuti...

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    2. penso sia una lotta persa, almeno fintanto che ci sarà energia meccanica di origine più che altro fossile, da buttare. Basta guardarsi intorno con occhio sprosciuttato per vederlo. 60 anni fa vedevo nelle persone la solita mentalità distruttiva e consumistica, solo che oggi hanno possibilità maggiorate 1000 volte. L'essere umano è fatto così, nella quasi totalità dei suoi componenti. Perciò tanto vale cercare di non farsi mancare almeno il lecito.

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    3. Se ti pare un dispetto
      Far pagare il sacchetto
      Per la frutta e verdura
      Non piantarla giù dura
      Può da tal tassazione
      Scaturir l'occasione
      Per tornare a comprare
      Il prodotto locale
      Altrimenti ancor meglio
      Il cliente più sveglio
      Si coltiva un bell'orto
      E il problema è risolto.

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    4. http://sbilanciamoci.info/finanza-appuntamento-bruxelles-cambiare-rotta/
      Se solo ci si indignasse per le questioni serie...
      Angelo

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    5. Tassare non risolve. Togliere dalla circolazione certe cose e imporre standard costruttivi mirati sì. Senza contare il solito ritornello: a parità d'ogni altra condizione, più gente c'è in circolazione, più elevata è la generazione di rifiuti. Anche quest'anno abbiamo aggiunto ai "consumatori" che dimorano in Italia l'equivalente di un'ulteriore città di medie dimensioni -- sicuramente costoro daranno una bella mano nel limitare la generazione dei rifiuti.

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  4. Non si discute di problemi assai più gravi come l'abominio delle concessioni autostradali e dei piani predatori nei confronti degli italiani che le hanno pagate con le loro tasse e a favore di elite ultracapitalistiche che già lucrano, sulle autostrade, miliardi di euro all'anno.

    Per tornare alla questione marginale dei sacchetti per l'ortofrutta: ancora una volta essa evidenzia il problema delle democrazie demagogiche: NON esiste alcun "usa e getta" ecologico verdognolastro e si è preso un provvedimento che pensava di non scontentare troppo paesani e cittadini evitando la soluzione radicale e il cambio di stupide abitudini nelle masse.

    Una soluzione un po' meno camomillesca sarebbe stata quella di abolire in toto i sacchetti e imporre altri contenitori personali riusabili (ad esempio le reticelle lavabili come in alcuni paesi d'oltralpe).

    In questa riforma della cacca (come scrivevo a casa) c'è il delirio del delirio del divieto di riuso dei sacchetti in plastica biodegradabile (io posso capire anche il problema che ci sta sotto, di coma distinguere alle casse quelli riusati da quelli nuovi) per fantomatici "motivi igienici".
    Una non soluzione paliativa che non va alla radice del problema, ovvero la follia contemporanea dello "USA e getta". Le non soluzioni complicano e peggiorano ulteriormente il sistema e la sua complessità e questa è un'altro caso che lo dimostra.

    Parlando di questo le persone vengono distratte da altre nefandezze come le concessioni autostradali i cui piani finanziari di concessione sono secretati a paesani e cittadini o l'indegno mercato elettrico nazionale.
    Stato indegno, questo!

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    1. della serie: più confusione si riesce a generare, più è facile dominare.

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  5. Il riuso dei sacchetti, siamo essi in plastica biodegradabile o retine naturali, avrebbe come effetto immediato quello di spostare gli equilibri economici: L'Italia credo sia ben oltre il dato ufficiale del 4,4 volte oltre la capacità di carico per l'intrinseca natura delle classi dirigenti che non vogliono spostare una virgola degli equilibri fra caste e paria: questa vicenda dei sacchetti di plastica mi conferma che anche da un punto di vista ecologico non la frantumazione di ogni apparato statale verso unità più piccole locali , tanto di imposizione di tributi che nel loro utilizzo, è la questione fondamentale itagliana.

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  6. Mi vorrebbe dire che dovremmo parlare delle tasse che pagheranno in meno i ricchi, se l'aliquota IRPEF scende al 23% (anche milioni di Euro in meno per chi la sta proponendo), invece di parlare delle nostre tasche?... anzi sacchetti! :-D

    E chi se ne frega che i ricchi pagheranno di meno, mica che le mancate entrate li dovranno pagare i meno abbienti!...
    Che dice...
    Li paghiamo noi?...
    E allora ci stanno distraendo con i sacchetti della frutta?
    Ma pensa veramente che siamo così tonti?!

    Le faccio vedere io come sono furbo...
    adesso non comprò più frutta!


    Che posso dirvi... se andrà male in futuro...
    almeno sapremo che l'intelligenza media collettiva non meritava di più!

    Selezionare delle persone brave e competenti... no?!

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  7. "Riusciremo mai ad imparare a ragionare?"

    Bella e importante domanda, diciamo che si potrebbe partire dalla ri-scoperta della benemerita "filosofia dei Lumi", oggi spesso nuovamente e aspramente attaccata dalle Destre, dalle Sinistre, dalla Chiesa cattolica e dal mondo arabo-islamico (con le dovute e preziose ma sparute eccezioni)...

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  8. http://www.ferraraitalia.it/il-sistema-monetario-genera-privilegi-e-diseguaglianze-ma-si-puo-cambiare-77713.html
    Da questo articolo si può facilmente capire come funziona il sistema monetario nel mondo contemporaneo. Altro che sacchetti.
    Angelo



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  9. (Proverbio africano)il mais non può aspettarsi giustizia da un tribunale composto da polli. Cioè per dibattere ci vogliono di più che un'intelligenza e un sentire da polli.

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  10. Il dibattito sarà anche degenerato ma un governo che impone l'usa e getta è da gettare in discarica assieme ai suoi sacchetti.

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  11. Beh ogni opinione ha il suo perchè ma questa frase è proprio l'incontrario della realtà storica almeno per come l'ho studiata "l’irrompere dei social media ha cambiato lo stile della discussone: le opinioni diventano più importanti dei fatti, le illazioni diventano prove, le accuse non provate diventano l’opinione generale, il complottismo spicciolo domina ogni discorso e nessuno si sente più responsabile di quello che dice". Forse non le sembrava così perchè lo interpreta come una conversazione frà piccole comunità, ma in termini nazionali/globali è così da sempre: solo per fare due esempi banali
    - le più grandi religioni della terra, e quella cristiana per prima, si basano su racconti di cui "ti devi fidare" perchè l'ha detto quell'altro
    - è dai tempi di quando si era in tribù che se dicevi "quello ha rubato" prima lo mettevano dentro poi FORSE lo ascoltavano e solitamente comunque lo buttavano da un fosso a meno che non fosse un buon guerriero (a tutt'oggi si traduce con "aveva i soldi") o il figlio di qualcuno (a tutt'oggi "amico di amici").
    Forse è proprio grazie ai social che ci stiamo rendendo conto che si può dire tutto ed il contrario di tutto, ma poi la verità è un'altra... solo che è arrivato tutto insieme, dove prima c'era più o meno un'unica voce "ufficiale" ora c'è un frastuono di voci perchè la voce "ufficiale" per troppe volte si è scoperto omettere molte questioni.
    Vediamo quel che ne verrà fuori.

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  12. "L’accusa di aver brigato per imbrogliare i consumatori italiani in combutta con Matteo Renzi è decisamente pesante, soprattutto se pensiamo che non è basata su uno straccio di prova."

    Ma lo dice seriamente???

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  13. Concordo con lei nel ritenere i toni di discussione sul web ormai completamente fuori controllo ma ahimè questa è solo una trasposizione virtuale dei toni che si hanno in qualsiasi ambiente della nostra bella Italia. Ci si indigna per la tassa sul sacchetto però per strada si vede gente che butta carte fuori dal finestrino dell'auto....e sono le stesse persone che poi si indignano perché i comuni non puliscono le strade. La nostra è una società in totale dissolvenza, il nostro Paese è totalmente finito. Mi piacerebbe poter parlare di maggiore coscienza collettiva e ripresa dei dialoghi sui contenuti ma ahimé mi rendo conto che col carattere latino che ci contraddistingue ci manca proprio l'elemento di base per trattare un qualsiasi argomento in modo civile e con coscienza. Spesso mancano proprio la consapevolezza e l'analisi stessa del problema e quindi si finisce sempre a litigare per questo o quello.

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